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IL RITORNO DEL MEDIUM

Alle origini del medium

INDUSTRIALIZZAZIONE

La nascita dell’industria, nel 1800, è un avvenimento molto importante perché ha prodotto

uno spostamento di massa delle persone dalle campagne verso le città. Questo porta a

due effetti:

1. Nascono le prime metropoli

2. La fabbrica introduce un metodo lavorativo nuovo, in cui i lavoratori devono andare

a lavorare lontano da casa

 Questo produce l’istituzione del tempo libero, perché, nel determinare un orario

di lavoro fisso si determina anche un tempo libero dal lavoro.

Questo pone le basi per una società basata sui consumi, il tempo libero infatti va

riempito ed a questo scopo vengono creati dispositivi che attraggano l’attenzione

della gente. (vetrine, passage, esposizioni universali) questo crea una

propensione al consumo guidato dal riempimento del tempo libero.

Il capitalismo da la possibilità alle masse di trasformarsi in consumatori.

E’ chiaro che l’avvento delle fabbriche si riflette nella società anche con molti aspetti

negativi. Video:

Metropolis, Fritz Lang:

Nel video vengono messi in risalto ingranaggi e orologi che sono i simboli dell’età

industriale perché simboleggiano la razionalità della fabbrica; sia gli orologi che la catena

di montaggio funzionano grazie ad ingranaggi e razionalizzano la società. La fabbrica e

l’assembly line mostrano infatti come nell’800 sia cambiata la società.

Nello stesso video vengono raffigurati gli operai mentre entrano nella fabbrica, questi sono

tutti uguali, come dice Marx, l’uomo è alienato e privato della propria identità, è stato

razionalizzato.

Tempi moderni, Charlie Chaplin:

Anche qui il tema principale è la razionalizzazione, gli operai sono paragonati alle figure di

maiali, a rappresentare l’idea che la catena di montaggio impone al lavoro un ritmo che

non è naturale e che crea un’accelerazione dei ritmi vitali che trasforma gli uomini in vere

e proprie macchine.

Tutto quello nella fabbrica ha anche degli effetti sulla vita al di fuori di quel luogo, come

viene rappresentato ironicamente dal regista.

Nel ‘700 l’avvento della macchina a vapore, e quindi dei trasporti, ha degli effetti nella

società simili a quelli che ha avuto la fabbrica. Ovvero sia l’accelerazione del ritmo nella

vita delle persone. I trasporti infatti sono in sé dei medium, perché alterano le nostre

percezione di ciò che ci circonda e di conseguenza i nostri comportamenti.

La fabbrica crea nell’individuo anche la voglia di consumare il prodotto, per questo viene

attuata una standardizzazione dei trasporti, per permettere allo stesso prodotto di

raggiungere svariate nazioni.

Iniziano per lo stesso motivo le telecomunicazioni, grazie al telegrafo mettersi in

comunicazione non è più inteso come uno spostamento fisico e quindi come una perdita di

tempo. Ora la comunicazione diventa immateriale, e prende vita la comunicazione

istantanea.

Il ritorno del medium 1

MACCHINA A VAPORE > FABBRICA > SPOSTAMENTO PER LAVORO > TEMPO DI

LAVORO > TEMPO LIBERO > SPINTA AL CONSUMO

Una funzione fondamentale l’ha svolta anche l’energia elettrica, che a partire dalla

seconda metà dell’Ottocento è diventata alla portata di tutti. Ciò ha sempre più trasformato

lo spazio domestico nel luogo centrale per il consumo della comunicazione mediatica.

accelerazione della vita > cambio del mondo > Marshall McLuhan “villaggio globale”,

idea secondo cui il mondo è sempre più piccolo e a portata di mano.

L’altro effetto dell’industrializzazione è la nascita delle metropoli:

Il sociologo tedesco George Simmel scrive un saggio in cui parla delle metropoli e della

vita dell’uomo moderno. Si collega qui allo spostamento degli individui dalla città di

provincia alle grandi metropoli e di come questo passaggio abbia cambiato tanto gli stili di

vita:

• In primo luogo si ha un’intensificazione della vita nervosa, prodotta dal

passaggio alla metropoli. Questo passaggio intende la moltiplicazione degli stimoli,

che anch’essi sono in continuo cambiamento. Cambiando ciò che vedo cambia

anche la mia impressione. Siamo costantemente stimolati a distinguere tutti gli

stimoli a cui siamo sottoposti. Questo crea un contrasto tra shock e abitudine.

• Viene affrontato il concetto di sentimentalità, nella “vita di provincia” quando

dobbiamo prendere una decisione ci basiamo sugli effetti che questa possa avere

sulle relazioni affettive che abbiamo stretto. Penso quindi prima al danno che potrei

recare alle persone.

Nella metropoli invece siamo portati ad agire in una maniera diversa, che il

sociologo definisce come intellettualismo:

Intellettualismo è un sinonimo di razionalità, per prendere decisioni ci si basa su un

organo più superficiale, basato sul ratio e quindi l’intelletto. Le circostanze determinano il

comportamento, carattere cinico, il riflesso del carattere intellettualistico della società

moderna.

Cinico in questo caso significa colui che non fa ricorso alla sentimentalità, ma

distingue le situazioni e si atteggia all’impressione che si ha in quel

determinato momento.

L’individuo Blasé – chi è l’individuo Blasé?

2

“L’essenza dell’essere Blasé consiste nell’attutimento della sensibilità rispetto alla differenza tra le

cose, non nel senso che queste non siano percepite – come sarebbe il caso di un idiota – ma nel

senso che il significato e il valore delle cose stesse sono avvertiti come irrilevanti. (…).

Nell’essere blasé culmina l’effetto di quella concentrazione di uomini e cose che eccita l’individuo

alle massime prestazioni nervose”

La metropoli intensifica la vita nervosa e l’uomo quindi risponde con la parte più

superficiale e non più quella sentimentale, sennò rimarrebbe indietro. L’uomo attutisce la

sua capacità di vedere le differenze, il soggetto blasé decide volontariamente di fare

attenzione ad alcune esperienze e lascia che altre scivolino via, adattamento

all’ambiente metropolitano. La metropoli è un medium e cambia le forme di vita e le

percezioni.

Noi tutti siamo blasé, perché transitiamo dalla città di provincia alla metropoli e

sviluppiamo quindi una sorta di autodifesa che è l’intelletto.

All’interno della metropoli c’è un doppio movimento riguardante i comportamenti:

• Imitazione o differenziazione: questo avviene soprattutto nella società degli

aristocratici, nel campo della moda.

La classe aristocratica detta lo stile, che viene imitato dalla classe borghese con lo

scopo di equipararsi. Nascono così i consumi vistosi e si da il via ad un effetto

metonimico, e cioè aumenta l’importanza che diamo agli oggetti, attraverso i quali

l’individuo vuole essere identificato.

La primazia dello sguardo è quindi fondamentale, perché tutto si basa sulle

apparenze. Attraverso lo sguardo ci si fa un’opinione di chi si ha intorno. Sono gli

albori di una dimensione visuale in cui la vista diventa un medium. Per questo

prendono vita i primi cartelloni, le prime vetrine…

Simmel insegna che quando si parla in termini di soggetto-ambiente, il soggetto

è un’entità malleabile, modificato dal medium che è l’ambiente, in questo caso la

metropoli.

Walter Benjamin è un filosofo tedesco che scrive i suoi saggi principali tra gli anni venti e

trenta del ‘900. Spesso viene associato alla scuola di Francoforte, quando in realtà il

filosofo ha un rapporto conflittuale con essa.

La sua vita si conclude con il suicidio e lascia incompleto il saggio intitolato Passage qui

parla del concetto di flâneur, simile al pensiero di Simmel sul Blasé.

Benjamin introduce il conetto di choc, facendo riferimento alle collisioni e al fatto che la

vita metropolitana sia anche pericolosa e che per questo è necessaria la presenza di

spirito per garantirsi la sopravvivenza.

Baudelaire è il tipo di Flâneur perfetto per Benjamin egli è l’individuo che si immerge

completamente nella folla, e la folle è un serbatoio di energia che da degli choc creando

un ritmo vitale che non è assolutamente lineare.

Flâneur significa perdersi, l’uomo della folla che si muove senza una direzione; egli è

anche una figura assimilabile ai consumi e quindi completamente diversa dal Blasé, che si

fa scivolare addosso gli stimoli.

Benjamin fa riferimento al cinema, dicendo che nei film la percezione a scatti è il principio

formale: Il cinema è immagine di movimento, data dalla serie di immagini e che quindi si

basa sulla discontinuità. Ci sono quindi degli choc.

Il ritorno del medium 3

Nello stesso periodo si diffondono i quotidiani di massa (1830) l’esperienza del lettore e

del Flâneur sono simili, perché il lettore si trova a vivere un’esperienza diversa dal

passato, ora attraverso uno sguardo può notare ciò che più gli interessa. Giornale offre

possibilità come fa la metropoli.

1. Il tipo metropolitano è il Flâneur, come il Blasé per Simmel, con caratteristiche

diverse.

2. Flâneur cerca possibilità / Blasé si ripara. Sia Simmel che Benjamin indicano

come l’ambiente della metropoli dia all’uomo degli stimoli di breve durata, offrendo

un’esperienza effimera.

Il Flâneur si sente a casa in mezzo alla folla, il luogo in cui può osservare senza essere

osservato.

OPINIONE PUBBLICA

Il concetto di opinione pubblica è nato in Inghilterra, Francia e Germania nel corso del

‘700. Con opinione pubblica si intende l’opinione della gente riguardante determinate

questioni, e ci si riferisce anche a questioni più complesse.

Jurgen Habermars è un altro filosofo della Scuola di Francoforte, secondo il quale la

sfera pubblica è stata il primo nucleo di aggregazione sociale che ha saputo incarnare il

modello liberale e borghese.

Egli fa riferimento al concetto di pubblicità, perché tutto ciò che intende il pubblico

dev’essere qualcosa che concerne la vita comune. Si fa così riferimento anche ad una

sfera privata, che normalmente si tende a riconoscere come inferiore rispetto a quella

pubblica, perché manca di qualcosa.

Infatti, perché esista una sfera pubblica, è necessario fare una scissione tra pubblico e

privato.

Sono stati abbattuti i confini tra la scena pubblica e il “retroscena” e ha cominciato a

svilupparsi un nuovo spazio intermedio, dove cioè il soggetto è costretto a mettersi

sempre più in “vetrina”.

Nel ‘700 nasce la sfera pubblica borghese, in seguito alla diffusione di luoghi pubblici e

alla diffusione dei giornali. Grazie a questi due elementi si creano luoghi di confronto e

condivisione.

Nell’800 poi, secondo Habermars, si inizia a parlare più che di opinione pubblica, di

opinione quasi pubblica, a causa dell’avvento del giornalismo. La penny press, mina la

possibilità di intraprendere delle relazioni e dei discorsi.

Dal 1833 il lettore viene visto come cittadino consumatore e quindi lo scopo non è più

quello di informare ma di vendere. L’opinione pubblica viene venduta e di conseguenza

viene a meno la possibilità di discutere razionalmente di determinati eventi.

Quali sono i limiti della teoria di Habermars?

1. Visione idealistica della stampa, la stampa a cui Habermars fa riferimento è una

stampa che si limita a dare delle notizie, dei bollettini di informazione e secondo lui

questa situazione mutuerà solo negli anni 30 dell’800. Molti dicono che egli abbia

voluto idealizzare la stampa perché in realtà, fin dalle sue origini, essa è sempre

stata manipolata e manipolatrice, anche nel 700.

4 2. Eccessiva concentrazione sulla classe borghese, abbiamo visto che si inizia a

parlare di sfera pubblica borghese quando questi ultimi si trovavano in caffè, luoghi

di incontro per discutere di vari argomenti acquisendo così coscienza di classe.

Molti critici però dicono che già nel 700 c’erano altri luoghi che dettano la base

dell’opinione pubblica, come le organizzazioni religiose o i movimenti operai.

3. Mediatizzazione dell’opinione pubblica, significa diffusione dei media

nell’esperienza quotidiana. La vita quotidiana ha subito questo processo perché i

mezzi di comunicazione sono diventati moltissimi.

4. Sfera pubblica per molti, di conseguenza la sfera pubblica ha perso il suo

carattere elitario. Habermars si riferiva infatti ad un élite di borghesi che si

incontrava per discutere delle proprie idee. Oggi invece con questa Mediatizzazione

dell’opinione pubblica le notizie ci arrivano direttamente addosso, e questo da luogo

secondo gli studiosi ad una sfera pubblica per tutti, non più ristretta.

5. Astrazione e deterritorializzazione della sfera pubblica, il luogo fisico perde

importanza, perché per discutere esistono molti altri modi.

6. Rappresentazioni simboliche e fine delle argomentazioni razionali, quando

vengono introdotti nuovi media con diverse caratteristiche espressive e che non

sono più meri canali di informazione, l’opinione pubblica assume un carattere

diverso, ora si costruisce in base alle identificazioni.

7. Media elettronici e fine della divisione tra sfera pubblica e sfera privata, i

mezzi di comunicazione di massa, in particolare quelli elettronici (radio, tv) hanno

reso quasi impossibile dividere le due sfere, quella pubblica e quella privata. (l’altro

elemento fondamentale per l’opinione pubblica. Atene, privato). Questo perché la

realtà quotidiana è come una rappresentazione teatrale, che ha una sua

dimensione di ribalta e una dimensione di retroscena. La prima è quando siamo in

una situazione pubblica, la seconda invece concerne una dimensione privata. La

situazione sociale determina il comportamento, e il comportamento è determinato

dallo spazio fisico.

Joshua Meyrowitz dice che con l’avvento dei media elettronici questa distinzione

viene meno: immaginiamo di essere in un ristorante, in cui il cameriere si pone in

maniera gentile ed educata, ma non sappiamo in realtà come si comporta lui

all’interno della cucina, con i suoi colleghi. Mettendo una telecamera nella cucina,

lui e tutte le altre persone non

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicola.cenedese di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Codeluppi Vanni.
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