CORPORATE ENVIRONMENTAL RESPONSIBILITY E COMUNICAZIONE
D'IMPRESA.
La variabile ambientale nel bilancio d'esercizio e nei report volontari.
- Lara Tarquinio -
PARTE PRIMA.
CORPORATE ENVIRONMENTAL RESPONSIBILITY E COMUNICAZIONE D'IMPRESA.
CAPITOLO PRIMO.
CORPORATE ENVIRONMENTAL RESPONSIBILITY E COMUNICAZIONE D'IMPRESA. NOTE
DI PREMESSA ALLO STUDIO DEL RAPPORTO TRA SISTEMA INFORMATIVO D'IMPRESA E
VARIABILE ECOLOGICA.
1.1. Considerazioni introduttive.
–
E' crescente l'attenzione delle aziende soprattutto di quelle operanti in settori a rilevante impatto ambientale (settore petrolchimico,
–
chimico, minerario, cartario, energetico) e di grandi dimensioni in materia di Corporate responsibility. In Italia, con riferimento
alla rendicontazione ambientale, negli ultimi anni numerose aziende private e alcune realtà pubbliche hanno redatto documenti
– –
variamente denominati bilanci, rendiconti o rapporti ambientali il cui scopo è esplicitare il rapporto intrattenuto con l'ambiente
–
fisico naturale. In Italia gli unici soggetti obbligati alla redazione di rendiconti sociali (o bilanci sociali e di sostenibilità) sono le
fondazioni bancarie e le imprese sociali. L'analisi avrà, però, ad oggetto i rendiconti volontariamente redatti dalle imprese del settore
privato. –
1.2. Le ragioni esplicative di un rapporto impresa ambiente ecologico che continuamente si intensifica e si rinnova.
1.2.1. Prima ragione: le modificazioni dell'ambiente in cui le imprese operano.
– ambiente ecologico dal “sistema di condizioni e circostanze”
Numerose sono le influenze esercitate sul rapporto impresa
caratterizzanti l'ambiente generale. –
Variabili componenti l'ambiente generale, sub sistemi, fortemente interconnessi e sottoposti ad un continuo processo evolutivo:
1) ambiente ecologico;
–
2) ambiente politico istituzionale;
3) ambiente economico generale;
4) ambiente culturale;
5) ambiente etico.
Al contempo si rilevano le influenze esercitate sul sistema ambiente dalla presenza delle imprese, dall'attività esercitata e dalle
logiche che presiedono alla definizione di politiche e strategie aziendali. Tra impresa e ambiente si genera e incessantemente si
rinnova un rapporto foriero di reciproci condizionamenti.
A indurre l'impresa a gestire in modo consapevole e responsabile i rapporti con l'ambiente ecologico ha contribuito il sistema di
–
condizioni e circostanze definente l'ambiente politico istituzionale. Tra di esse un posto di primo piano spetta all'ampia e stringente
legislazione nazionale e comunitaria in materia di tutela dell'ambiente ecologico. La presenza di tali obblighi legislativi potrebbe
indurre l'impresa ad ottemperare alle prescrizioni per non incorrere in pesanti sanzioni. La vigenza di norme giuridiche dettate a
protezione dell'ambiente naturale non necessariamente si traduce unicamente in vincoli per le imprese. L'internalizzazione della
variabile ambientale nella gestione d'impresa potrebbe, infatti, generare vantaggi in termini di innovazioni di processo o di prodotto,
di risparmio di costi o di nuove opportunità competitive. Anche le condizioni e circostanze caratterizzanti l'ambiente economico
generale influenzano sensibilmente l'orientamento ambientale dell'impresa. Una attenta pianificazione degli interventi ambientali,
coadiuvata da raffinati sistemi di monitoraggio, una politica finanziaria a sostegno delle imprese ecological oriented o una politica
fiscale di incentivazione all'innovazione tecnologica per la salvaguardia dell'ambiente, possono rivelarsi determinanti sia per la
protezione dell'ambiente ecologico sia nella ridefinizione delle scelte d'impresa. Rilevanti sono le influenze dirette e indirette
prodotte sul sistema d'impresa dalle condizioni e circostanze culturali. L'attenzione verso i problemi della salvaguardia ambientale,
l'emergere di una tendenza ecologista del mercato, la maggiore disponibilità di conoscenze scientifiche sui fenomeni ambientali, le
istanze dei diversi portatori di interessi (gruppi ambientalisti, associazioni di consumatori, singoli soggetti) sono espressione
dell'evoluzione della cultura antropologica che è “causa determinante” delle modifiche degli obiettivi gestionali e conoscitivi
d'impresa. La progressiva maturazione della consapevolezza del “ruolo sociale” che compete alle imprese hanno generato
l'elaborazione e il perseguimento di strategie di sostenibilità rivolte al bilanciamento tra dimensione economica, sociale e ambientale,
nella certezza di una loro possibile e congiunta massimizzazione. Le “condizioni e circostanze” componenti l'ambiente etico
riguardano i valori che definiscono la condotta e il costume umano. Il riferimento è ai principi morali dell'uomo che dovrebbero
guidare la scelta di ciò che è bene fare perché si possa realizzare un equilibrato rapporto con gli altri uomini e consentire così di
gestire l'uguaglianza e la disuguaglianza in vista del fine ultimo, la realizzazione del “bene comune”. Ogni azienda dovrebbe ispirare
il suo comportamento all'insieme dei valori, delle aspirazioni, dei principi di cui l'uomo è portatore e elaborare un'etica propria. La
salvaguardia dell'ambiente naturale e il rispetto della dignità e della sicurezza dei lavoratori dovrebbero essere parte del patrimonio
di principi morali di ciascun individuo e, pertanto, dovrebbero orientare anche il comportamento delle aziende. L'ambiente etico è
fortemente legato a quello culturale. Sono i principi etici che orientano il comportamento umano e che, quindi, costituiscono la base
–
delle caratterizzazioni culturali. Anche il sistema delle condizioni e circostanze politico istituzionali ed economiche deriva da
quello etico. I valori, i principi, le credenze di cui è portatore l'uomo si traducono, in termini applicativi, nell'ordinamento politico,
–
in quello legislativo e nell'ordinamento economico. Il mutamento dei valori e dei principi morali che inevitabilmente si produce
–
nel tempo si diffonde nel sistema impresa costringendo tale sistema a rivedere i modelli di comportamento seguiti in passato. I
–
valori etici ai quali ancorare tutti i comportamenti aziendali e soprattutto quelli capaci di incidere sull'ambiente fisico naturale
sono “funzionali” all'assolvimento della responsabilità sociale che compete a tali realtà economiche. L'eticità dei comportamenti
d'impresa non può essere disgiunta dal perseguimento di condizioni di equilibrio a valere nel tempo. Il rispetto dell'economicità è
essenziale per garantire condizioni di vita minime all'organismo aziendale, ma non è sufficiente per la “durabilità” dell'istituzione.
La necessità di mantenere la consonanza tra impresa e ambiente impone per l'impresa la ricerca di una sinergica verificazione di
–
equilibri economici ed etico sociali.
Pertanto:
1. l'attività d'impresa si colloca nel contesto ambientale per sua natura fortemente dinamico e complesso;
2. tra l'impresa e l'ambiente si intessono stringenti relazioni;
3. le modifiche del contesto ambientale incidono sul comportamento delle imprese. Alle imprese si richiede un diverso modo
di essere e di operare, più attento alla qualità dei beni e/o servizi realizzati senza dimenticare di valutare e minimizzare i
“costi” sostenuti dalla collettività a seguito della loro produzione e consumo. Le istanze di tutela dell'ambiente ecologico,
di miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, di controllo della concorrenza e del mercato e altre ancora rendono
manifesto il crescente interesse della collettività per gli aspetti qualitativi dell'operare aziendale. Prende forma e si diffonde
responsabilità e del “ruolo
una concezione d'impresa attenta agli aspetti etici del proprio agire nel pieno adempimento della
sociale” che le compete;
4. in questo contesto le imprese avvertono il dovere di non causare danni (all'ambiente e alle persone) e di informare gli
stakeholder su quanto stanno realizzando. –
1.2.2. Seconda ragione: l'evoluzione arricchimento delle funzioni assegnate alle imprese.
–
1. Scenario socio economico che caratterizza l'intervallo temporale che va dall'inizio del XX secolo fino alla fine degli anni
–
sessanta: inizialmente diffusa presenza di aziende domestico patrimoniali e di aziende manifatturiere. Nei venti anni
successivi alla seconda guerra mondiale vi è la nascita di diverse imprese industriali. A livello politico e sociale la crescita
industriale e il conseguimento del benessere economico assumono posizione prioritaria, mentre sono completamente
trascurati i problemi di tutela ambientale che quello sviluppo, intenso e sregolato, concorre ad aggravare. In questo scenario
trova riconoscimento l'obiettivo del profitto e della sua massimizzazione. Il riferimento ai presupposti etici dell'agire
–
d'impresa, almeno negli studi economico aziendali italiani, tarda, rispetto agli studi anglosassoni, ad essere considerato
elemento al quale prestare attenzione nell'attività gestionale e da compenetrare nelle più tradizionali logiche di ricerca di
–
condizioni di equilibrio d'impresa. Nella dottrina economico aziendale italiana non mancano, però, contributi di
autorevoli Maestri che già verso la metà del XX secolo riconoscono la funzione sociale dell'impresa; Zappa, nozione di
“costruita in aderenza al solo aspetto economico della vita umana, non contrasta con la necessaria visione di
azienda pur
tutti gli aspetti non economici di tale vita, religioso, etico, sociale, politico, giuridico”. La responsabilità sociale d'impresa
trova nei valori etici presenti nel contesto sociale di riferimento il suo essenziale presupposto. Il modificarsi di tali valori
produce, dunque, una “diversa” connotazione della responsabilità sociale.
2. Periodo dall'inizio degli anni '70 a tutti gli anni '80: caratterizzato dalla diffusione dell'impresa capitalistica di tipi industriale
e dalla frenetica spinta all'incremento delle quantità dei beni prodotti. Lo sviluppo industriale incide pesantemente sul già
preoccupante livello di degrado ambientale, ma solo intorno ai primi anni '70 trova sviluppo in Italia una politica di tutela
ambientale. Un primo passo verso la riduzione e/o il contenimento dei danni all'ambiente è compiuto con l'emanazione di
norme a carattere prevalentemente vincolistico e punitivo che scaricano sulle imprese la risoluzione dei problemi di tutela
ecologica. In questo contesto il riferimento al profitto quale obiettivo da assegnare all'impresa non è certo abbandonato. Si
prende coscienza, però, che la ricerca del profitto fine a se stesso è incapace di assicurare all'impresa la sopravvivenza e la
prosperità duratura. Solo dalla sistematica ricerca di condizioni di equilibrio economico e finanziario a valere nel tempo e
dal loro conseguimento da attuarsi non solo amministrando saggiamente le risorse finanziarie, ma anche rispettando le
istanze dei soggetti operanti all'interno e all'esterno del sistema impresa, non ultime quelle di tutela dell'ambiente naturale,
la stessa potrà precostituirsi condizioni di vitalità e prosperità duratura.
3. Alla fine degli anni '80: ulteriore modifica dell'atteggiamento imprenditoriale nei confronti della questione della
–
salvaguardia ambientale. Viene superata la convinzione dell'esistenza di un trade off fra crescita economica e tutela
logica dello “sviluppo sostenibile”, vale a dire di una crescita economica compatibile con
dell'ambiente per abbracciare la
gli obiettivi di sviluppo sociale e di salvaguardia ambientale. L'ambito di responsabilità dell'impresa si allarga per includere
di “creazione di ricchezza” quella di soddisfacimento delle attese sociali e di tutela
accanto alla tradizionale responsabilità
dell'ambiente ecologico. Con particolare riferimento alla protezione dell'ambiente, la progressiva maturazione di una
“coscienza ecologista” d'impresa porta a considerare la protezione dell'ambiente non come una attività da accostare a quella
che l'impresa tradizionalmente svolge, ma come elemento da innestare nel corpo dei principi, dei valori e degli obiettivi
che spingono l'azione imprenditoriale e di cui tener conto nella elaborazione della strategia d'impresa. La modifica
dell'ambiente di riferimento ha, dunque, progressivamente condotto al cambiamento del modo di fare impresa e
all'aggiornamento dei suoi obiettivi di fondo.
diventano valori strategici essenziali, fondati sull'adozione dei principi etici come “leva per lo
La fiducia e l'affidabilità dell'impresa
– lungo termine” e non semplicemente come “canoni” da rispettare per raggiungere le finalità
sviluppo aziendale nel medio
–
economico aziendali. La sempre maggiore importanza attribuita ai valori etici e la conseguente affermazione della Corporate
Social Responsibility come “componente strutturale” dell'impresa costituiscono aspetti caratterizzanti un ulteriore momento storico
che a partire dai primi anni novanta giunge fino ad oggi.
Il concetto di responsabilità sociale è stato variamente definito. Secondo il Libro Verde della Commissione europea, la responsabilità
sociale è “essenzialmente” un impegno volontario delle imprese al fine di “contribuire a migliorare la società e rendere più pulito
l'ambiente”;
compatibilità tra responsabilità sociale e responsabilità economica di generazione del profitto: “anche se la loro
1. responsabilità principale è quella di generare profitti, le imprese possono al tempo stesso contribuire ad obiettivi sociali e
alla tutela dell'ambiente, integrando la responsabilità sociale come investimento strategico nel quadro della propria strategia
commerciale, nei loro strumenti di gestione e nelle loro operazioni”;
per essere socialmente responsabili: “essere socialmente responsabili significa non solo
2. comportamento anticipatorio
soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma anche andare al di là investendo di più nel capitale umano,
parti interessate”;
nell'ambiente e nei rapporti con le altre
integrazione della responsabilità sociale nell'essere e nel divenire dell'impresa: “le imprese devono integrare la loro
3. responsabilità sociale alla gestione quotidiana della totalità della catena produttiva”;
4. conseguimento di opportunità in termini di vantaggi competitivi, di crescita e di profitto.
Alla fine degli anni '70 Carroll ha proposto una ripartizione della responsabilità sociale ed elabora una piramide che, in ordine di
priorità, riporta le singole componenti della Corporate Social Responsibility; al primo livello di responsabilità sociale dell'impresa
ci sono le responsabilità economiche; poiché la società si aspetta che le imprese conformino il loro operato alle leggi, esiste una
responsabilità legale delle stesse; la conformità a valori e norme sociali non codificate dall'ordinamento giuridico costituisce la
– –
responsabilità etica; nella parte più alta della piramide vi è la responsabilità filantropica che implica investimenti discrezionali
– – una “aspettativa” in tal senso da parte della
in favore della collettività senza che vi sia come nel caso della responsabilità etica
collettività. La responsabilità ambientale d'impresa è una particolare connotazione delle Ethical Responsabilities evidenziate da
Carroll. Si può distinguere la CR in Corporate Financial Responsibility, Corporate Environmental Responsibility e Corporate Social
Responsibility. Il necessario contemperamento di responsabilità economiche, ambientali e sociali costituisce motivo ispiratore e
logica comportamentale dell'impresa responsabile. La congiunta considerazione dei rilevati aspetti porta a delineare un'impresa
“globale” o “eco – sociale” caratterizzata da una:
1) logica di funzionamento aperta alla tutela e al responsabile soddisfacimento dei bisogni umani avvertiti e per il cui
appagamento l'impresa muove finanche oltre i doveri imposti dalle norme giuridiche;
natura “globale”, che la induce a perseguire congiuntamente la creazione del valore economico, sociale e ambientale, non
2) solo per se stessa, ma per tutta la collettività di individui chiamata a beneficiarne. Il profitto è una parte importante, ma solo
una componente del valore creato dall'impresa.
Pertanto: –
1. il grado di sensibilità delle imprese nei confronti dell'ambiente fisico naturale si è modificato nel tempo;
2. da periodi nei quali il tema della tutela ambientale era totalmente ignorato si è giunti al riconoscimento della necessaria
integrazione delle preoccupazioni sociali e ambientali da attuarsi su base volontaria e in una logica anticipatoria (CSR);
il profitto viene “deideologizzato” divenendo solo una parte del valore d'impresa.
3.
Un'impresa che non riesca a produrre profitti non ha prospettive di vita. E', però, noto che il mancato rispetto dei principi etici e la
mancanza di consenso presso i propri interlocutori può pregiudicare l'economicità dell'impresa. La ricerca di soluzioni di equilibrio
tra esigenze economiche e responsabilità sociali d'impresa, dunque, si impone.
1.2.3. Terza ragione: le opportunità che si potrebbero dischiudere per il sistema d'impresa in presenza di
–
una gestione eco responsabile.
La s
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