Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Nelle società non quotate nessuno controlla l’operato del revisore come attività routinaria. Responsabilità

solidale del revisore in caso di errore di valutazione del bilancio. Se sono condannati sia revisore che

amministratore il creditore può chiedere il proprio credito sia all’amministratore che al revisore. Se si

sbaglia ad applicare gli ISA si viola la legge.

Art. 10/11 d.lgs 39/2010.

Gli ISA sono principi internazionali generici in quanto redatti negli USA ed applicabili in tutti il mondo.

L’UE non ha però mai emanato una direttiva. Dal 2015 in Italia abbiamo degli ISA obbligatori detti ISA

Italia. Questi sono divisi per argomento:

1. principi generali e responsabilità

2. individuazione e risposta ai rischi individuati (pagine 10, 11 del libro)

3. audit evidenze

4. utilizzo del lavoro di altri

5. conclusione della revisione e giudizio.

La revisione legale è svolta in conformità ai principi di revisione adottati dalla Commissione europea ai

sensi dell’art. 26 della direttiva 2006/46/CE. Ai fini degli art. 9 e 11 il Ministero dell’Economia e delle

Finanze sottoscrive una convenzione con gli ordini e le associazioni professionali interessati finalizzata a

definire le modalità di elaborazione dei principi. I principi elaborati dagli ordini e associazioni professionali

sottoscrittori della convenzione in cui si tengono conto di quelli emanati dagli organismi internazionali.

La revisione dei bilanci riguarda dunque unicamente le società di capitali il cui bilancio è oggetto di

deposito e costituisce quindi un documento pubblico. Vi è inoltre il principio per cui al crescere della

complessità societaria viene prevista la separazione obbligatoria tra organo di controllo e attività di revisione

di bilancio. L’attuale sistema di controlli legali distingue tra società per azioni, che sono sempre tenute alla

nomina del Collegio sindacale e devono sempre essere assoggettate a revisione, e società a responsabilità

limitata, che sono tenute alla revisione del bilancio soltanto in presenza di determinati requisiti (art. 2477

cc), mentre la nomina del Collegio sindacale o del sindaco unico è sempre facoltativa.

Incoerenze nel sistema di controlli legali.

6. la previsione dei controlli legali non deve dipendere dalla natura della società, ma piuttosto dalla

complessità della gestione, dimensione aziendale e rilevanza degli interessi meritevoli di essere

tutelati

7. al soggetto controllato non può essere attribuita la facoltà di scegliere il tipo di controllo a cui essere

sottoposto.

L’intensità dei controlli non dev’essere correlata ad un determinato tipo sociale, il quale di per sé non è

significativo al riguardo, bensì alla dimensione economica della società. Nei periodi di crisi, in

considerazione del maggior rischio di comportamenti non corretti il punto di equilibrio, tra i costi dei

controlli e le esigenze degli stakeholders, dovrebbe propendere un po’ di più verso l’efficacia dei controlli a

danno dei costi. Nelle piccole imprese italiane, la mancanza di competenza degli amministratori (spesso

coincidono con il proprietario) così come l’assenza degli amministratori indipendenti è compensata dalla

presenza del Collegio sindacale che, partecipando ai Consigli di amministrazione, è in grado di guidare gli

amministratori nella direzione di un’amministrazione corretta ed in linea con gli insegnamenti della scienza

dell’economia aziendale. Il collegio sindacale ha quindi anche un ruolo di guida della gestione ma, a causa

delle ultime modifiche normative, non sarà più presente nelle Srl. Infatti, in queste ultime, si possono

nominare o i revisori o i sindaci. Dunque, nominato il revisore non possono nominare il collegio sindacale a

meno che non lo nomini come organo di vigilanza facoltativo.

Il revisore è tenuto ad osservare norme etiche nello svolgimento della revisione contabile, in particolare

deve seguire gli ISA Italia 200:

8. indipendenza formale e sostanziale nell’espletamento dell’incarico

9. integrità ed obiettività, deve infatti agire con onestà intellettuale, sincerità ed equità

10. competenza e diligenza

11. riservatezza

12. professionalità.

OBIETTIVO E CONCETTI FONDAMENTALI DELLA REVISIONE CONTABILE.

• Accrescere il livello di fiducia degli utilizzatori del bilancio.

Per raggiungere tale obiettivo il revisore deve acquisire ogni elemento necessario (evidenze o elementi

probativi) a consentirgli di affermare, con ragionevole certezza, che il bilancio è redatto, in tutti gli aspetti

significativi, in conformità al quadro normativo di riferimento. La certezza che il bilancio sia giusto è

impossibile. Il revisore da un giudizio basato su prove e non su indizi. Inoltre deve dimostrare che il bilancio

sia giusto con un livello di convincimento definito ragionevole certezza. Qualora il bilancio contenesse

errori minimi il revisore afferma ugualmente che è giusto. Lo studio della revisione contabile richiede

preliminarmente la comprensione dei seguenti concetti basilari:

1. Elementi probativi o evidenze.

2. Ragionevole certezza.

3. Significatività.

4. Scetticismo professionale.

5. Rischio di revisione.

6. Giudizio sul bilancio.

1. Elementi probativi o evidenze. Informazioni utilizzate dal revisore per giungere alle conclusioni su cui

basa il proprio giudizio. Il revisore deve acquisire elementi probativi sufficienti ed appropriati. Sufficienti: è

la misura della loro quantità che è influenzata dalla valutazione da parte del revisore dei rischi di errori

significativi e dalla qualità degli elementi stessi. Appropriati: è la misura della loro qualità, la loro

pertinenza e attendibilità nel supportare le conclusioni su cui si basa il giudizio del revisore. Tutto questo

serve per ridurre al minimo il rischio di esprimere un giudizio non corretto sul bilancio.

2. Ragionevole certezza. Il revisore deve acquisire ogni elemento probativo necessario a raggiungere il

livello di affidabilità tale da essere qualificabile come ragionevole sicurezza che il bilancio non contenga

errori significativi. La sicurezza assoluta non può essere raggiunta a causa:

- verifiche a campione

- limitazioni intrinseche del sistema di controllo interno rendono di natura persuasiva, piuttosto che

conclusiva, la maggior parte degli elementi probativi da cui il revisore trae le sue conclusioni sul giudizio di

bilancio

- presenza di elementi soggetti a valutazione.

3. Significatività. Attraverso il processo di revisione contabile il revisore deve accertare la conformità del

bilancio al quadro di riferimento in tutti gli aspetti significativi. Un’informazione è considerata significativa

quando la sua mancanza o la sua imprecisa valutazione potrebbe influenzare le decisioni economiche degli

utilizzatori da prendere sulla base del bilancio. Il revisore non deve cioè porsi l’obiettivo di verificare che il

bilancio non contenga errori, ma soltanto che il bilancio sia sostanzialmente corretto, ovvero che non

contenga errori che possano essere considerati significativi.

4. Scetticismo professionale. Il revisore deve pianificare e svolgere la revisione con un atteggiamento di

scetticismo professionale. Atteggiamento stabilito dagli ISA. Il revisore deve effettuare una valutazione

critica della validità degli elementi probativi acquisiti e presentare particolare attenzione agli elementi

probativi che contraddicono, o mettono in discussione, l’attendibilità della documentazione esaminata o

delle attestazioni della direzione. Ad esempio: occorre scrivere il F.do rischi in bilancio se prevedo che la

mia citazione in giudizio, ad opera di un cliente o fornitore, abbia esito negativo. Il revisore deve cercare

sempre la fonte delle informazioni/notizie. Egli deve formarsi un’opinione attraverso i riscontri.

5. Rischio di revisione. Dev’essere ridotto ad un livello basso attraverso l’applicazione di procedure di

revisione al fine di ottenere sufficienti ed appropriati elementi probativi che mattano il revisore in

condizione di giungere a conclusioni ragionevoli su cui basare il proprio giudizio. Le procedure di controllo

devono essere definire in base ai rischi individuati. Il controllo non avviene su tutto il bilancio ma a

campione. Non c’è certezza matematica di non sbagliare, ovvero che il bilancio sia corretto perché il tempo

a disposizione del revisore è un fattore critico. Se non si valuta il rischio è inutile controllare il bilancio. Il

revisore deve prepararsi un programma, una scaletta, delle attività da svolgere in funzione del rischio

(pianificazione dei rischi). I componenti del rischio di revisione sono:

a) Rischio intrinseco. Si previene misurando i rischi attraverso una scaletta.

b) Rischio di controllo. Deve misurare il livello di efficacia del controllo di un’impresa.

c) Rischio di individuazione.

Il revisore ha un’obbligazione di mezzi e non di risultato.

a) Rischio intrinseco. È la suscettibilità di un’affermazione di contenere un errore che può essere

significativo, considerato singolarmente o in aggregato con altri errori, e ciò indipendentemente dalla

presenza o meno di controlli interni ad essa riferiti. Alcune voci di bilancio hanno rischio intrinseco

maggiore (es. magazzino in quanto è una voce soggettiva). Può anche essere influenzato dal tipo di attività

dell’impresa. Il rischio intrinseco può dunque essere articolato in rischio derivante dall’attività svolta e

rischio derivante da frodi.

b) Rischio di controllo. È il rischio che un errore significativo, considerato singolarmente o congiuntamente

con altri errori, non sia prevenuto o individuato e corretto tempestivamente dal sistema di controllo interno

dell’impresa. Rischio correlato all’efficacia del sistema di controllo interno all’impresa. Il rischio di

controllo ed il rischio intrinseco esistono indipendentemente dal revisore del bilancio, in quanto sono rischi

d’impresa.

c) Rischio di individuazione. È il rischio che il revisore non individui un errore significativo attraverso la

propria attività di controllo. È un rischio che non può essere completamente eliminato perché spesso il

revisore effettua verifiche a campione.

Rischio di revisione= rischio di controllo X rischio intrinseco X rischio di individuazione

Ad esempio, se il rischio di controllo e quello intrinseco sono molto elevati è necessario che il rischio di

individuazione venga portato ad un livello molto basso. Se invece uno è altro mentre l’altro è basso il terzo

rischio dev’essere portato ad un livello medio.

Nelle società il sindaco rischia più del revisore. Il revisore deve investire molto tempo dove il rischio è alto.

L’inesperienza dell’azienda che si va a revisionare rende il rischio di controllo molto elevato. Le costruzioni

in economia (macchinari prodotti internamente) hanno sempre un rischio intrinseco elevato in quanto

occorre sempre verificare che esista. Il rischio deve sempre essere valutato in basso, medio e alto. A seconda

del livello che assumono il rischio intrinseco e quello di controllo determino il rischio di individuazione. Chi

fa il bilancio all’impresa non può anche revisionarlo (dev’esserci un requisito di indipendenza). Questo non

è però stabilito dalla legge.

Carte di lavoro. Il revisore deve documentare la propria attività allungando moltissimo i tempi. Tale

documentazione dev’essere molto precisa. Non scritto=Non fatto. A computer occorre garantire

l’accuratezza, la sicurezza e l’inalterabilità. Le carte di lavoro possono essere usate solo dal revisore a meno

che non vi sia un processo giudiziale in corso. Sono riservate perché si potrebbero fare delle illazioni. La

documentazione serve al revisore per svolgere al meglio il proprio lavoro e per provare l’attività fatta. Al

contrario, i libri del Collegio sindacale possono essere letti dall’Amministratore. È dunque necessario il

massimo ordine. Buona parte dei revisori non redige la carta di lavoro. Quindi, la documentazione della

revisione è la formalizzazione delle procedure di revisione svolte, dei relativi elementi probativi ottenuti e

delle conclusioni raggiunte dal revisore. La documentazione deve dimostrare che il lavoro di revisione è

stato svolto in conformità ai principi di revisione. Gli aspetti che costituiscono gli elementi probativi a

sostegno del giudizio espresso sul bilancio devono essere documentati. Le carte di lavoro non possono

essere conservate in bozza, infatti alla fine del lavoro devono essere riportate in forma definitiva entro 60

giorni dalla data dell’opinion. Le carte di lavoro, opportunamente classificate, alimentano 3 diversi archivi:

• Archivio permanente. Contiene i documenti storici legali (es. statuto, atto costitutivo, atti fiscali, …)

che non devono essere richiesti ogni anno.

• Archivio generale. Si trovano raggruppate le informazioni di tipo generale relative alla verifica in

corso (programma di lavoro, budget, promemoria, …).

• Archivio corrente. Raccoglie le carte di lavoro relative alle singole voci o cicli di bilancio. Varia

ogni anno.

Le carte di lavoro sono di proprietà del revisore che ne ha l’obbligo di conservazione per un periodo di 10

anni dalla data della relazione di revisione. I principi di revisione richiedono che siano assicurati:

13. Riservatezza

14. Sicurezza.

15. Rintracciabilità della documentazione.

A seconda di quanto pesa una voce di bilancio indirizzo la mia attività di revisione.

I concetti fondamentali della revisione sono dunque:

a) Obiettivo  incrementare la fiducia degli utilizzatori di bilancio.

b) Attività  applicazione di procedure di controllo per acquisire evidenze adeguate e sufficienti.

c) Livello di affidabilità da raggiungere  ragionevole certezza.

d) Errore significativo  in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori di bilancio.

e) Atteggiamento  scetticismo professionale.

f) Approccio  modello del rischio.

g) Output del processo  giudizio sul bilancio.

CHI DEVE NOMINARE IL REVISORE?

Nelle società per azioni l’assemblea degli azionisti nomina:

16. Il consiglio di amministrazione

17. Il collegio sindacale che si occupa dell’attività di vigilanza

18. Il revisore legale (è ammesso il revisore unico).

19. Il consiglio di amministrazione

20. La vigilanza è sempre e soltanto facoltativa

21. Il revisore legale (in presenza dei requisiti dell’art. 2477 cc).

I soggetti incaricati della revisione legale, in relazione alla presenza di determinati requisiti richiesti dal

legislatore, sono:

22. Collegio sindacale

23. Revisore unico

Ci può essere revisione volontaria quando non vi è obbligo di legge.

Incarico al collegio sindacale.

La revisione legale può essere attribuita al collegio sindacale a condizione che:

a) La società non sia un ente di interesse pubblico

b) La società non sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato

c) Il Collegio sindacale sia costituito interamente da revisori contabili

d) La possibilità di attribuire la revisione legale al collegio sindacale sia prevista dallo Statuto.

Obblighi in tema di controlli legali alle Srl.

Art. 2477 cc. La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria per la società che è:

• Tenuta alla redazione del bilancio consolidato

• Controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti

• Per due esercizi consecutivi ha superato 2 dei limiti indicati dal primo comma dell’art. 2435 bis

(fatturato> 8,8 attivo> 4,4 dipendenti >50)

La rimozione del collegio sindacale è stata una mera scelta politica per ridurre i costi delle imprese. Il

collegio sindacale viene nominato per fornire ulteriori garanzie ai soci. Gli amministratori indipendenti o il

collegio sindacale servono per supportare l’imprenditore nelle sue decisioni, soprattutto se la Srl è medio-

piccola. Aver eliminato il collegio nel 2012, in piena crisi economica, ha fatto sì risparmiare l’imprenditore

ma a discapito della trasparenza interna all’impresa. Non essendoci l’organo di controllo le società potevano

depositare bilanci con patrimonio netto negativo. La mancanza di collegio spinge molte Spa a trasformarsi

in Srl. Chi può essere nominato revisore?

24. Colui che risulta iscritto presso il registro dei revisori

25. Società di revisione

Le piccole/medie imprese hanno una serie di caratteristiche:

26. Carenze manageriali

27. Difficoltà di ottenere un finanziamento

28. Ottica di lungo periodo.

Nel collegio sindacale che non si occupa di revisione solo uno dei tre sindaci dev’essere revisore. L’obbligo

di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non

vengono superati. Se il revisore o il sindaco non hanno ancora terminato la loro carica, la cessazione avverrà

al termine del periodo triennale di durata dell’incarico. Se la controllante è una Spa la revisione dev’essere

svolta da un revisore unico o da una società di revisione (non dai sindaci). Oggigiorno vale la stessa filosofia

anche per le Srl controllanti che devono redigere il bilancio consolidato. In linea di massima: le Spa devono

nominare collegio e revisore mentre le Srl collegio o revisore.

LA PIANIFICAZIONE. Capitolo 2.

È la fase più importante della revisione. Le verifiche trimestrali portano alla pianificazione, soprattutto

quelle di settembre, ottobre e novembre che porteranno a pianificare il lavoro di revisione ad aprile.

Pianificazione  controllo del bilancio  giudizio sul bilancio.

Il processo di revisione del bilancio può essere distinto, in relazione al profilo temporale delle verifiche, in:

• Interim. Ciò che faccio prima del giudizio sul bilancio, ovvero l’applicazione delle prime attività di

verifica definite nell’ambito della pianificazione.

• Final. Consiste nelle verifiche di sostanza effettuate sui singoli saldi delle voci del bilancio.

Nella fase di interim l’attenzione è posta alla valutazione e riduzione del rischio di controllo ed alla

valutazione del rischio intrinseco, mentre nella fase di final, alla riduzione del rischio di individuazione al

fine di definire un rischio di revisione residuo accettabile. Nei principi di revisione vi sono le voci che il

revisore deve analizzare per determinare il rischio dell’azienda. Egli deve dunque conoscere il settore in cui

il suo cliente opera, i principi contabili che applica, acquisire informazioni sulle strategie dell’azienda,

obiettivi, strategie e relativi rischi connessi all’attività e la misura delle performance. Rischi e problematiche

sono ciò che dev’essere conosciuto dal revisore. La traccia per la pianificazione dell’attività può essere

rappresentata da un documento riassuntivo, sulla base di un riesame delle carte di lavoro e sui problemi di

rilievo individuati nella revisione dell’esercizio precedente. Il processo di pianificazione della revisione di

bilancio può essere analizzato individuando le seguenti fasi:

29. Studio dell’azienda cliente

30. Applicazione di procedure di analisi comparata globale

31. Valutazione dell’efficacia del sistema di controllo interno

32. Determinazione del livello di significatività preliminare

33. Definizione della strategia di revisione e stesura del programma di revisione.

Differenza tra errore e fronte.

La prima è involontaria mentre la seconda avviene a seguito di scelte. Il revisore deve controllare gli errori

ma deve valutare il rischio di frode (Parmalat ha iniziato a frodare perché voleva quotarsi in Borsa). Nel

settore del food (es. Eataly) mancano le barriere all’ingresso per impedire che i competitors li copino. Le

frodi possono essere di 2 tipi:

34. Falsificazione del bilancio. Per migliorare il risultato, quindi massimizzarlo, o diminuirlo, quindi

minimizzare l’imponibile.

35. Appropriazioni illecite di beni ed attività dell’impresa.

Prima di fare il bilancio l’imprenditore ha già in mente l’obiettivo. L’amministratore deve scegliere quali

obiettivi intende perseguire:

36. Massimizzare il profitto

37. Minimizzare l’utile.

Non necessariamente ricorrendo alla frode. Scelto l’obiettivo il revisore sa in che modo svolgere la propria

attività. L’analisi di bilancio comparativa è un’analisi preliminare che serve per individuare le aree più

rischiose. Inoltre, gli indici di bilancio servono al revisore per individuare eventuali anomalie e non a

verificare lo stato di salute dell’impresa. Nella fase di pianificazione della revisione, l’analisi comparativa

consente al revisore di approfondire la conoscenza iniziare dell’impresa ed identificare le principali aree di

rischio del bilancio sulle quali concentrare le successive verifiche di sostanza. Il livello di affidabilità da

attribuire ai risultati ottenuti mediante l’analisi comparata dipende da numerosi fattori, quali:

38. Significatività degli elementi esaminati

39. Le altre procedure di revisione svolte con lo stesso obiettivo

40. Accuratezza con la quale è possibile prevedere i risultati attesi dalle procedure di analisi

comparativa

41. Valutazione del rischio intrinseco e del rischio di controllo.

Quando le procedure di analisi comparativa individuano significative fluttuazioni o relazioni non coerenti

con altri dati e informazioni rilevanti o che si discostano dai risultati attesi, il revisore deve svolgere ulteriori

indagini e ottenere adeguate spiegazioni nonché appropriati elementi probativi. Inoltre, a prescindere dal

rischio intrinseco della voce di bilancio, in alcuni casi la voce si può reputare a basso rischio in

considerazione del peso limitato rispetto al totale dell’attivo o del passivo. Allo stesso modo, una voce di

bilancio può richiedere l’effettuazione di test di controllo e di sostanza particolarmente estesi quando si

tratta di una delle voci portanti dell’intero bilancio.

La valutazione dell’efficacia del sistema di controllo interno.

Il sistema di controllo interno può essere interpretato come un elemento costitutivo dell’azienda, rivolto a

consentire l’eliminazione ove possibile o, più spesso, soltanto la riduzione dei numerosi e differenti rischi a

cui è esposta la gestione aziendale.

È tutto ciò che l’impresa fa per individuare i rischi di controllo. Il CoSo Report è un documento che serve

per spiegare cos’è il controllo interno rappresentando così un documento di riferimento. Il sistema di

controllo è una piramide divisa in 5 strati che rappresentano cosa influenza il sistema di controllo interno.

Essi sono:

1. Contesto. Rappresenta le caratteristiche dell’azienda statiche e dinamiche. Il sistema di controllo

interno funzione se dentro all’impresa disponi del personale qualificato per individuare o prevenire

l’errore.

2. Informazione e comunicazione

3. Decisioni per ridurre i rischi. È necessario misurare i rischi per intervenire su quelli che hanno

valore maggiore.

4. Attività di controllo (è la più importante).

5. Monitoraggio. Attività di verifica del corretto funzionamento del sistema di controllo.

Il sistema di controllo deve rappresentare il punto di equilibrio tra costo ed efficienza. Il costo non deve

essere superiore ai benefici che porta e non deve essere d’intralcio ai processi aziendali. Il revisore deve

controllare, in sede di pianificazione, tutti i rischi connessi ai processi aziendali. L’elemento alla base di un

sistema di controllo interno aziendale efficacie è rappresentato da un adeguato “ambiente di controllo”. Il

revisore deve riuscire a comprendere se esso consente di:

42. Identificare i rischi connessi all’attività rilevanti per gli obiettivi di informativa finanziaria

43. Stimare la significatività dei rischi

44. Valutare la probabilità che si verifichino tali rischi

45. Decidere le azioni da intraprendere per fronteggiare tali rischi.

Nelle società quotate, così come per le banche e le assicurazioni, vi è l’obbligo di nominare una persona per

i controlli interni. Le banche, in particolar modo, hanno un doppio controllo interno:

46. Consob

47. Banca d’Italia.

Una delle tecniche favorisce il sistema di controllo è la separazione delle mansioni interne. La valutazione

del sistema di controllo interno è un’attività essenziale per una corretta pianificazione dell’’attività di

revisione. Tanto minore risulta il grado di affidabilità del sistema di controllo interno, tanto più estese

dovranno essere le procedure messe in atto dal revisore per verificare l’attendibilità del bilancio. Lo

strumento tecnico che il revisore utilizza per la valutazione del sistema di controllo interno è rappresentato

dai “sondaggi di conformità” (o test di controllo) volti a verificare che i controlli previsti siano operanti ed

efficaci. Le imprese di modeste dimensioni utilizzano spesso software di contabilità standardizzati ed

ampiamente testati. In tali situazioni, il revisore può considerarli una buona base per un sistema di

contabilità affidabile, senza dover ricorrere a test sul loro funzionamento. Nelle piccole realtà, inoltre, il

revisore può richiedere la visione del certificato di qualità dei processi che dev’essere messo per iscritto e

rinnovato ogni anno. Spesso i revisori hanno una serie di domande standard per valutare l’attività svolta

dall’impresa. Al termine del lavoro di revisione è necessario verificare se il giudizio espresso sul sistema di

controllo in fase di pianificazione possa essere confermato sulla base dei risultati emersi dalle procedure di

revisione eseguite.

Aspetti metodologici per la valutazione del sistema di controllo interno.

Sul piano procedurale il revisore può ricorrere a diverse tecniche che possono essere utilizzate

singolarmente o congiuntamente, come:

48. Descrizioni

49. Questionari

50. Liste di controllo

51. Flow chart (diagrammi di flusso).

Sul piano operativo, il processo di audit è attivato dall’individuazione di uno specifico processo di business

da sottoporre a verifica. L’attività di audit richiede l’identificazione dei rischi del processo e la loro

valutazione volta a determinarne la rilevanza. Successivamente, è necessario valutare l’efficacia delle

attività di controllo nel ridurre o eliminare i rischi riscontrati ed, eventualmente, proporre le misure

correttive al processo. In particolare, le diverse attività che compongono il processo di audit sono:

• Individuazione dei processi aziendali

• Rappresentazione dei processi attraverso i diagrammi di flusso

• Valutazione delle attività di controllo. Hanno il duplice obiettivo di efficacia ed efficienza.

Qualora nell’ambito dell’audit del sistema di controllo interno emergessero emergessero carenze

significative, il revisore deve comunicarle all’amministratore ed al direttore amministrativo attraverso la

“management letter”. Tali segnalazioni possono contribuire a migliorare il rapporto con il cliente, che in tali

situazioni riceve una sorta di consulenza gratuita e, se l’intervento della direzione consente di migliorare

l’efficacia del sistema di controllo interno, il revisore potrà beneficiare della maggiore efficacia del sistema

di controllo interno nel pianificare la revisione dei successivi esercizi.

Significatività.

Il revisore, nell’esprimere il giudizio sul bilancio afferma che, con ragionevole certezza, il bilancio è privo

di errori significativi, ovvero errori tali da poter influenzare le decisioni che i terzi prendono sulla base di

quest’ultimo. Un errore che può essere significativo per un’azienda può non esserlo per un’altra. La

dimensione della significatività dev’essere fissata tenendo conto delle caratteristiche dimensionali specifiche

dell’azienda, del tipo di attività e degli obiettivi che si prefigge di raggiungere. In genere, essa viene

determinata applicando un valore percentuale ad alcune basi ritenute adeguate a tal fine. Un errore

significativo non è necessariamente sempre rappresentato da una quantità non corretta del bilancio, poiché

possono essere riscontrati anche errori di natura qualitativa. Occorre calcolare la significatività sulle voci di

bilancio che presentano valori assoluti maggiori. Più è grande la significatività e maggiore è l’errore che

potrei non considerare. Significatività calcolata in sede di pianificazione.

Significatività preliminare  relativamente al bilancio considerato nel suo complesso.

Significatività operativa  relativa ad un singolo conto di bilancio o ad un gruppo di conti.

Significatività e rischio di revisione sono inversamente proporzionali. Maggiore è la significatività operative

e meno lavoro. Se il rischio è elevato la significatività dev’essere tenuta bassa.

Errore trascurabile: la determinazione quantitativa è definita dal revisore, ma nella prassi i valori più

ricorrenti consistono in un range tra il 5 ed il 15% della significatività operativa. In presenza di errori

significativi il revisore dovrà fare un rilievo ed incentivare l’amministratore affinché corregga il bilancio.

Per quanto riguarda gli errori non significativi questi devono essere ricordati dal revisore negli anni

successivi. Il revisore deve quindi stabilire se l’insieme degli errori rilevati e non eliminati sia significativo.

La pianificazione termina con il rischio di individuazione che viene effettuato redigendo un programma di

controlli a seconda dei rischi individuati. In genere la pianificazione termina in autunno con la stesura del

programma  timing di revisione. A gennaio non posso ancora dire se il saldo sia giusto o sbagliato ma posso

iniziare a controllare la correttezza delle fatture a debito e a credito. Quando faccio dei controlli faccio delle

verifiche di sostanza.

Pianificazione verifiche periodiche.

Timing di revisione.

In prossimità della chiusura dell’esercizio sarà effettuata la verifica dell’inventario e dopo il 16 del primo

mese dell’esercizio è possibile procedere con la circolarizzazione dei clienti. Tra la fine dell’esercizio e i

primi mesi dell’esercizio successivo vengono effettuate le procedure di analisi comparativa che sono

particolarmente utili nella fase di pianificazione, soprattutto non appena è disponibile la bozza di bilancio.

L’attività del revisore si deve concludere con l’emissione del giudizio in tempo utile per consentire di

rispettare i termini di deposito del bilancio presso la sede della società.

Le verifiche periodiche.

Per poter esprimere, con ragionevole certezza, che il bilancio non contiene errori significativi, il revisore

deve pertanto controllare non soltanto il bilancio nella fase finale di redazione, ma anche la correttezza delle

rilevazioni contabili effettuate durante l’intero esercizio. Il soggetto incaricato della revisione legale deve

verificare nel corso dell’esercizio la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione nelle

scritture contabili dei fatti di gestione. Il revisore è tenuto a svolgere una serie di attività:

52. Verifica della regolare tenuta della contabilità

53. Verifica della corretta rilevazione dei fatti amministrativi nelle scritture contabili

54. Analizzare i bilanci intermedi e dialogare con la direzione

L’incarico del revisore si conclude dopo 3 esercizi al momento dell’approvazione del bilancio. Il revisore

deve adottare un approccio specifico sia quando si pianifica che quando svolge le proprie verifiche

periodiche:

• Asserzioni

• Procedure di revisione

• Evidenze.

Le asserzioni sono sostanzialmente le stesse per ogni voce di bilancio. Successivamente il revisore deve

individuare delle procedure di controllo per raccogliere evidenze di quanto iscritto in bilancio (es. vado a

vedere se esiste il credito o il magazzino). Le procedure devono coprire tutte le asserzioni. I crediti, in

particolar modo, devono essere iscritti in bilancio al loro presunto valore di realizzo.

LA REVIZIONE DEL BILANCIO.

Non appena la bozza di bilancio è disponibile, il revisore deve effettuare i controlli di sostanza sui saldi di

bilancio. Con riferimento a tutte le voci di bilancio possono essere individuate una serie di asserzioni:

55. Esistenza

56. Diritti ed obbligazioni

57. Completezza

58. Valutazione o imputazione

59. Presentazione ed informativa in bilancio.

Per poter affermare con ragionevole certezza che il bilancio sia privo di errori significativi, il revisore deve

ottenere adeguati elementi probativi. Il revisore deve trovare conferma delle asserzioni degli amministratori.

Mentre, sostanzialmente, le asserzioni sono le stesse per ogni voce di bilancio, le procedure di revisione da

applicare al fine di ottenere la necessaria evidenza sono differenti al variare della voce di bilancio. Gli

elementi probativi (o evidenze) consistono in tutte le informazioni utilizzate dal revisore per formarsi

un’opinione in merito al giudizio sul bilancio e devono possedere le seguenti caratteristiche:

60. La sufficienza. La corretta quantità di elementi probativi.

61. L’appropriatezza. La corretta qualità degli elementi probativi.

La quantità di elementi probativi necessari dipende dal livello di rischio di errore: maggiore è il rischio,

maggiori sono gli elementi probativi da ottenere. Sono maggiormente attendibili gli elementi probativi

ottenuti da forti indipendenti esterne all’impresa, inoltre, gli elementi ottenuti direttamente dal revisore sono

più attendibili di quelli ottenuti indirettamente o per deduzione. Infine, le evidenze costituite da documenti

originali sono maggiormente attendibili di quelli rappresentati da fotocopie o fax. Il revisore deve dunque

valutare l’attendibilità delle informazioni da utilizzare come elementi probativi.

Procedure di revisione.

Le principali procedure di revisione sono (ISA Italia 500):

• Ispezione delle registrazioni e dei documenti (sia interni che esterni)

• Ispezione delle attività materiali

• Osservazione. Consiste nella verifica diretta di un processo o di una procedura durante il suo

svolgimento da parte di altri soggetti.

• Indagine. Richiesta di informazioni alle persone che possiedono le necessarie conoscenze.

• Ricalcolo. Verifica dell’accuratezza matematica dei documenti, delle registrazioni e dei conteggi.

• Riesecuzione.

L’acquisizione degli elementi probativi avviene attraverso l’applicazione di procedure di revisione che

possono essere distinte in:

1. Procedure di conformità (o test di controllo). Valutano l’adeguatezza e l’efficacia del sistema di

controllo interno e del sistema contabile.

2. Procedure di validità (test di sostanza). Per individuare errori significativi nel bilancio. Si

possono distinguere tra verifiche di coerenza (o di analisi comparativa) e verifiche di dettaglio

delle operazioni e dei saldi di bilancio (o verifiche sostanziali in senso stretto).

La revisione può avvenire con 3 metodi:

1. Controllo tutto. Controllo integrale. Poco diffuso.

2. Selezionando voci specifiche.

3. Campionamento.

Il rischio di campionamento deriva dalla possibilità che le conclusioni raggiunte dal revisore, sulla base di

un campione, possano essere diverse da quelle che si sarebbero raggiunte se l’intera popolazione fosse stata

sottoposta alla stessa procedura di revisione. Maggiore è il rischio di revisione e più numerose devono

essere le voci da sottoporre a verifica. La selezione di voci specifiche consiste nell’analisi di determinate

voci che sono ritenute dal revisore rilevanti in relazione a diversi aspetti. In particolare, possono essere

selezionate le voci:

62. Di elevato valore o valore chiave

63. Con un valore superiore ad un certo importo

64. Per ottenere informazioni

65. Per esaminare le procedure.

Per campionamento di revisione invece si intende l’applicazione di procedure di revisione su un numero di

voci inferiore alla totalità delle voci che compongono il saldo di un conto o una classe di operazioni in modo

tale che tutte le voci abbiano una probabilità di essere selezionate. Il campionamento può essere effettuato

utilizzando un approccio:

66. Statistico. Consigliato in caso di crediti, ad esempio, di valore molto simile tra loro. Vi può essere

selezione con metodologia casuale o adottando il calcolo delle probabilità. Aumenta la probabilità

che il risultato sia giusto.

67. Non statistico.

In entrambi i casi, la scelta del metodo da adottare dipende dal giudizio professionale del revisore.

La dimensione del campione dipende dal livello di rischio (intrinseco e di controllo), se il rischio è alto il

campione sarà più grande. Il livello di confidenza mi permette di determinare la dimensione del campione.

Il principio di revisione analizza i seguenti aspetti del campionamento della revisione:

a) Determinazione del campione

b) Campionamento statistico

c) Valutazione degli errori e dei risultati del campionamento.

a) Determinazione del campione. Il revisore deve considerare la popolazione dalla quale si estrae il

campione. Tale popolazione dev’essere: appropriata, in relazione agli obiettivi di campionamento, e

completa. In particolare, il revisore deve definire il livello di errore accettabile che si ritiene ammissibile per

definire che una determinata posta di bilancio sia corretta. Tale livelli di errore accettabile deve essere

definito sia per i test di conformità che per i test di validità (es. se aumento l’errore accettabile diminuisco il

campione).

b) Campionamento statistico. Consiste nella scelta del campione da esaminare attraverso due metodi:

utilizzo di un generatore computerizzato di numeri casuali o tavole di numeri casuali; selezione sistematica,

ovvero tutti i clienti che rientrano in un determinato intervallo.

c) Valutazione degli errori e dei risultati del campionamento. L’errore rilevato dev’essere confrontato con

l’errore accettabile e la significatività preliminare definita nell’ambito della pianificazione della revisione.

La revisione dell’area clienti e vendite.

La verifica della corretta esposizione in bilancio dei ricavi e dei crediti verso i clienti assume un’importanza

fondamentale. Naturalmente la revisione dei crediti verso clienti dipende dalla loro rilevanza in bilancio.

L’attività di controllo inizia con lo studio del processo di vendita al fine di valutare il rischio di controllo. Il

processo di vendita inizia con il ricevimento di una richiesta di una fornitura da un cliente e si conclude con

l’incasso del credito relativo al bene o servizio oggetto della transazione. Prima di approvare la vendita

generalmente vengono effettuati una serie di controlli come la corrispondenza tra quanto richiesto ed i beni

o servizi offerti dalla società e l’affidabilità del cliente. Quest’ultima è una forma di selezione della clientela

finalizzata a gestire il rischio di credito ex ante attraverso la rinuncia alla vendita qualora il potenziale

cliente non sia ritenuto solvibile. In caso di disponibilità, l’addetto al magazzino compila il documento di

trasporto, emesso in duplice copia. L’ufficio contabilità clienti emette la fattura in duplice copia. Il processo

si conclude con il ricevimento dell’incasso da parte del cliente alla scadenza del periodo di riferimento.

Maggiori sono i controlli effettuati durante il processo di vendita e maggiore è l’affidabilità del sistema di

controllo interno per il revisore. Le attività di controllo sono anch’esse operative ma anche se non vengono

messe in atto il processo aziendale non si interrompe al contrario di quanto avviene con altre attività

operative come l’ufficio vendite, l’ufficio finanze, il magazzino e l’amministrazione.

I test di controllo.

Sul piano operativo, dopo aver individuato il processo, è necessario effettuare preliminarmente alcuni

controlli di tipo organizzativo finalizzati a valutare la correttezza:

68. Della sequenza delle attività all’interno del processo

69. Della definizione dei tempi previsti per lo svolgimento delle attività

70. Della separazione delle mansioni.

È opportuno, ad esempio, che l’attività di gestione degli incassi sia separata rispetto alla contabilità clienti,

al fine di limitare il rischio che la sottrazione di denaro dalle casse dell’impresa possa essere nascosta

attraverso le registrazioni contabili. Successivamente, l’attività di audit richiede:

• Identificazione dei rischi di inefficienza ed inefficacia del processo

• Valutazione dei controlli preventivi

• Eventuale proposta di interventi correttivi.

Le attività che possono provocare errori nell’informativa di bilancio sono rappresentate, ad esempio, dalle

rilevazioni contabili:

71. Del ricavo di vendita

72. Del credito verso clienti ed il collegato eventuale aspetto fiscale

73. Del movimento bancario connesso all’incasso della fattura.

È quindi necessario, per aumentare l’affidabilità del sistema di controllo interno relativamente alla gestione

del rischio di una scorretta informativa di bilancio, prevedere opportune attività di controllo della correttezza

delle rilevazioni contabili.

Test di sostanza.

Nell’ambito del ciclo attivo riguarda soprattutto crediti e vendite. La scelta delle procedure di revisione da

applicare spetta al revisore, in relazione al giudizio espresso sul grado di affidabilità del sistema di controllo

interno. In particolare, gli obiettivi e le procedure di revisione dei crediti verso clienti riguardano

(asserzioni):

• Esistenza  circolarizzazione


ACQUISTATO

7 volte

PAGINE

22

PESO

59.52 KB

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Professioni contabili
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gastaldomonica1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Bava Fabrizio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in professioni contabili

Tesi di laurea triennale - analisi di bilancio e confronto tra società
Tesi
Casi Testimonianze Direzione delle imprese
Appunto
Programmazione  e Controllo
Appunto