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"L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica" - Walter Benjamin

Il produttore malinconico di Massimo Cacciari

La crisi dell'arte in quanto tale non è spiegabile con la nascita della fotografia e del cinema in quanto entrambe non si fondano sul cambiamento delle condizioni di produzione. La base produttiva non determina la sovrastruttura ma si esprime in essa allo stesso tempo la cultura esprime la struttura economico sociale. in questa fase il termine espressione significa non solo connessione necessaria ma anche comprensione interpretante dove rappresentante e rappresentato si condizionano e si scambiano spesso le parti. questo significa che le due arti al centro del saggio non sono al servizio dello sviluppo capitalistico ma il suo specchio. Pur restando in connessione col sistema produttivo infatti continuano a tenere intrinsecamente la loro artisticità. Bisogna inoltre dire che non sarebbero state inventate nessuna nuove forme di espressione artistica se non ci fosse già stato un indirizzo nella tradizione precedenti.

L'arte non può lanciare la pretesa di conciliare in sé umano e divino infatti essa è piuttosto la rappresentazione dell’infinita distanza tra di essi. Secondo Hegel l'oggetto del nostro culto viene elaborato attraverso l'operatore artistico e alla fine non può apparire che come autocoscienza stessa del produttore regista. Il genio quindi non è vuoto intuizione male affermarsi dell’autocoscienza come del essenza assoluta e fondamento di ogni rappresentazione. Di fatto quindi l'arte si può esprimere in ogni genere E contemporaneamente nella sua stessa crisi. Arti come Fotografia cinema non hanno un soggetto e questo rende possibile all'arte trapassare in altro da sé. Hegel identifica l'arte romanica, l'arte dell'ironia e della critica, un tipo d'arte ciò si distacca progressivamente da ogni funzione culturale rivendicando la propria autonomia come arte della riflessione dell’intelletto. questo tipo d’arte esige di essere saputa anche nella propria storia o destino. ma l’unica forma possiede e quella della crisi che esprime.

Per Benjamin innovazione tecnico scientifica produce in cui le forme artistiche possono riassumere pieno valore a condizione che interiorizzano il significato storico sociale rivoluzionario. L'arte dunque prescinde dal proprio oggetto e non rappresentarlo esteticamente. deve essere tecnicamente innovativo nel suo contenuto e non ripetitiva nella forma che ha luogo nel sistema di produzione.

Nessuna delle correnti avanguardiste ha esaltato più dell’innovazione tecnica la distruzione della obsolescenza delle arti e della commistione tra i generi. il movimento inoltre crea un forte legame tra fare artistico e tecnico lavoro.

L'espressione artistica oggi ha che fare con le masse e ad esse si rivolge. L'attuale sistema capitalistico mira mantenere una distanza tra opere pubblico e per questo le opere che nascono fingono valori morali comportamenti e sentimenti fuori corso ma loro rivolgersi all’individuo non svolge anche una funzione politica di disgregazione della potenza insita nella riproduzione su grande scala di comportamenti disposizione umane. il cinema per primo utilizza le sue immagini per coprire la massa che le valuta non come singolo individuo ma come massa distratta. La massa si concentra nella metropoli. Lo sguardo metropolitano è quello dell’universalmente acquisibile scambiabile e l'intera rete dei rapporti si costruisce intorno alla forma del contratto facendo tornare quindi il concetto di centralità del denaro esattamente come viene nell'industria della moda, il quale realizza prodotti che non devono avere una durata ma un trasparente esteriore.

Le antiche chiese hanno perso la loro identità sacra e offrono ora godimento puramente estetico e innocuo. Benjamin ad ogni cosa come merce in via di rinnovo e di trasformazione, priva quindi di qualunque fissità pregiudice il dissolversi del valore d'uso. Benjamin arriverà poi alla visione negativa della vita nella metropoli non inseguendone più eventi e provandone stupore, questo avviene quando nasce in lui il desiderio di casa. Partendo dalla visione della merce della produzione provoca un distaccamento della vita metropolitana per ritrovarne un interiore, il quale tuttavia gli viene alieno.

In l'opera d’arte è importante il riferimento a riegli e alla scuola viennese. infatti, ci fa capire come Benjamin fosse consapevole che il tramonto dell’aura è già presente nella arte tardo antica.

Con la brezza Benjamin riusciva a vedere il modo privilegiato in cui il mondo classico immaginava il rapporto tra il mortale e il cosmo. Rappresenta per lui l’esperienza che può si assicurla del infinitamente vicino e infinitamente lontano e mai dell’uno senza l’altro. Solo in essa il mortale avverte la possibilità di fuoruscire dalla soffocante prossimità delle sue figure e simbolizzarsi.

L'arte viene vista come un contro movimento contro la decadenza e l'idea della forma come fattore decisivo della opera rispetto ai suoi contenuti.

Bisogna riequilibrare il fluso della storia o qualsiasi rivoluzione darà ragione alla mercificazione che tutto scambio e consumo affinché tutto ugualmente si ripeta.

"L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica" - Walter Benjamin

giovedì 23 luglio 2020    12:37

Il produttore malinconico di Massimo Cacciari

La crisi dell'arte in quanto tale non è spiegabile con la nascita della fotografia e del cinema in quanto entrambe non si fondano sul cambiamento delle condizioni di produzione. La base produttiva non determina la sovrastruttura ma si esprime i

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

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