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CORPOREO AFFETTI E PENSIERO. INTRECCIO TRA
PSICOANALISI E NEUROBIOLOGIA
di Antonella Granieri
Capitolo 1. Una lettura filosofica del sentimento
1.1 Presupposti teorici per un discorso integrato sul sentimento
I sentimenti sono centrali in ambito evolutivo e clinico. Sostenitori:
• Bowlby e gli Indipendenti britannici (né dalla parte della Klein né A. Freud):
l’ambiente e i gli oggetti reali che lo popolano hanno un impatto fondamentale sullo
Ambiente centrale
nello sviluppo; i sviluppo psichico della persona e sulle dinamiche relazionali (comprese quelle del
sentimenti sono anche
comunicazione e setting analitico). Per Bowlby i sentimenti non sono legati solo alle pulsioni, ma sono
significato una forma di comunicazione e significati.
• Susanne Langer: gli affetti sono essenziali nel pensiero, sono attività dell’Io che
permettono di valutare le condizioni dell’ambiente, del corpo e gli oggetti psichici. Solo
Affetti sono centrali nella patologia il pensiero e i sentimenti sono contrapposti (nella patologia non vi è solo
nel pensiero, sono
segni della capacità di una distorsione cognitiva ma anche della profondità e intensità affettiva → vi è un
mentalizzare impoverimento nella possibilità di fare esperienza e dare significato a quello che si
vive). L’affetto diventa il segno della capacità di mentalizzare uno stimolo, un dolore,
un’intenzione ecc.
• Magda Arnold
• Stern e l’Infant Research: osservazione interazione madre-bambino ha portato a
Osservazioni formulare ipotesi sullo sviluppo e sulla teoria della mente (riferite periodo preverbale e
interazioni madre-
bambino: qualità di primo periodo verbale), dove ha molta importanza la qualità delle interazioni reali tra
queste influenza
costruzione Sé mamma e bimbo nella costruzione del Sé. Viene valorizzata la funzione dei sentimenti.
• Studi ambito neuropsicobiologico: hanno integrato e ampliato ricerche sul rapporto
corpo-mente-cervello. Tali studi riguardano:
Studi
neuropsicobiologici 1. studio processi di regolazione affettiva (automatici e inconsapevoli, mediano
capacità di autoregolazione soggetto) ! 2
2. studio origini del Sé (nascita mente non implica solo processi cognitivi
sempre più complessi, ma anche affettivi, e accanto a dimensione del Sé
esplicita riveste una grande importanza anche dimensione implicita)
3. psicoanalisi deve non solo scoprire tali processi ma cercare di operare una
modificazione delle rappresentazioni interne dei pazienti (Bleichmar), per
rafforzare la loro struttura psichica, organizzare meglio gli affetti e
autoregolare diversi sistemi del Sé.
1.2. Il pensiero di Susanne Langer
La filosofia deve studiare il linguaggio logico ma anche il «linguaggio del sentimento». Il
focus dello studio è il simbolo (sintesi di linguaggio e pensiero): esistono diverse forme
Il «linguaggio del
sentimento» e il di pensiero, ciascuna connessa a un tipo di linguaggio e a una forma simbolica.
simbolo Un’immagine/sentimento non è costruito per via logica, ma racchiude delle qualità
fenomeniche: il «linguaggio del sentimento» ha un valore conoscitivo poiché comunica, a
volte senza che il soggetto ne sia consapevole, il fluire delle esperienze sensoriali, il
modo in cui il soggetto apprende dall’esperienza (è un conoscere implicito che va oltre i
confini del linguaggio razionale e discorsivo).
Vi sono due modalità di funzionamento mentale che si integrano: a) simbolismo non
Simbolismo non
discorsivo o discorsivo/presentazionale: produce immagini a partire dai cambiamenti elettrochimici
presentazionale del SN, da emozioni, sensazioni, idee; b) simbolismo discorsivo/rappresentazionale:
affine al pensiero cosciente e razionale.
Secondo la Langer il sentimento unifica e organizza il caos dell’esperienza sensibile
(accompagna immagini, movimenti corporei, ritmi, modi di essere ecc.). Susan Langer si
Gli affetti non si contrappone quindi a quella prospettiva che vede gli affetti come credenze arazionali che
contrappongono alla
ragione; Cartesio: la ostacolano il pensiero razionale (Aristotele → affetti vanno controllati perché dannosi per
sesta meditazione la ragione, Stoici → affetti non si possono controllare, religione cristiana → condannava
alcuni affetti come peccati capitali). In particolare la filosofa si sofferma sulla «Sesta
meditazione» di Cartesio: mente e corpo nell’essere umano sono una singola unità; i
sentimenti/sensazioni sono modalità confuse di pensiero e l’immaginazione è
un’intrusione del corpo nel pensiero (insomma Cartesio sottolinea la dimensione corporea
degli affetti pur considerandoli eventi mentali).
Riprendendo questo, Langer afferma che mente e corpo sono un’unità e che il
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sentimento è l’essenza dell’essere umano, mentre i pensieri sono solo una delle sue
Il sentimento è manifestazioni evidenti, «l’affetto è il segno distintivo della capacità di mentalizzare».
l’essenza dell’essere
umano e lo
caratterizza: il Inoltre è il sentimento che distingue gli uomini dagli altri animali: l’ampia
pensiero è una delle
sue manifestazioni evoluzione del sentimento negli umani è evoluta in linguaggio, in cultura, nella
consapevolezza di vita e morte, distinguendoci dagli animali.
Il termine «sentimento» per la Langer include le emozioni, il responso degli organi di
Il termine senso all’ambiente e ai cambiamenti interni ecc. I sentimenti sono prodotti da attività
«sentimento» fisiche/nervose, ma allo stesso tempo non sono eventi fisici, non occupano uno spazio,
ma hanno una durata, e possono essere/no accettati come dati scientifici.
Secondo Langer, le componenti fisiche e quelle psichiche appartengono a sistemi
Sistema fisico e diversi in interazione tra loro: i due sistemi riguardano gli stessi fatti naturali ma
sistema psichico:
due linguaggi diversi formulati con diversi linguaggi. Oltre a utilizzare diversi «linguaggi», gli eventi fisici e
per lo stesso evento psichici appartengono a due diverse realtà di «materia» e di «esperienza immediata che
può dare origine a una operatività». Entrambi servono alla conoscenza del mondo.
I clinici devono tenere in giusta considerazione i «fattori psichici», che hanno grande
rilevanza nell’essere umano e non considerarli degli epifenomeni dei fattori fisici,
limitandosi quindi a considerare le emozioni come entità di qualunque tipo, prodotte da
processi fisiologici o indipendenti da questi. È importante sottolineare che il «sentire» e
I fattori psichici non
sono entità a parte «l’emozionarsi» sono dei processi, non delle entità o cose. Il «sentimento», il «sentire
ma fasi del processo
fisiologico qualcosa» non è un’entità separata o un fattore aggiunto, ma una fase di un processo
fisiologico (es: ferro che viene riscaldato). Alcune attività, specialmente quelle nervose,
al di sopra di una soglia di intensità entrano nella «fase psichica» e sono percepite dal
soggetto. Per far scomparire la divisione tra mente e corpo è necessario considerare il
sentimento come una fase di un processo fisiologico e non un’entità distinta o un suo
prodotto.
L’intero campo psicologico (anche azioni, conoscenza, razionalità ecc.) deriva da uno
L’intero campo sviluppo ramificato del sentimento. Ciò non significa che esiste una forma primitiva di
psicologico deriva
da uno sviluppo
ramificato del emozione da cui deriva tutto, poiché le emozioni umane e la sfera razionale derivano da
sentimento un insieme di processi più semplici. «La mente è un sistema altamente complesso di
interazioni dinamiche». ! 4
1.3. Emozioni e agire umano
Il sentimento è 1) qualcosa che può essere percepito come risposta immediata e non
controllata a uno stimolo improvviso 2) è ciò che è avvertito come un’azione propria.
Due modi di
considerare il Questi due «modi» sono inerenti alla relazione che esiste tra soggetto e l’ambiente
sentimento, specchio
della relazione circostante. Soggetto-ambiente sono sempre in interazione costante ma asimmetrica:
asimmetrica tra
soggetto e ambiente l’ambiente è un complesso di attività e funzioni non connesse in modo sistematico → è
l’essere vivente a intervenire sull’ambiente in modo più mirato, ad avere più controllo →
ciò fa sì che l’organismo sia un centro di attività.
1) Attività SNP avvertite come improvvise e in continuo contatto con stimolazioni esterne: l’organismo
animale è un dinamismo continuo che dispone di articolate forme di azione, le quali si adeguano alla
situazione particolare che accade nell’ambiente esterno. Ogni atto eseguito sull’ambiente necessita di nuove
Sentimento avvertito
come improvviso azioni per un ulteriore sviluppo. La struttura periferica degli esseri viventi è adattata per interagire con
grazie a organi di
senso (derivante da l’esterno e rispondere alle emergenze (con improvvisazione e adattamento a rx rapida) → qui le sensazioni/
ambiente esterno) sentimenti originano quindi dall’esterno e sono una classe di attività percepite grazie agli organi di senso
(periferiche altamente elaborate per affrontare eventi ambientali) spesso senza che sia attivata una fase
psichica.
2) Attività autogene, che hanno origine dalle parti centrali del nostro organismo: a volte però le
Sentimento che ha sensazioni/sentimenti provengono dall’interno, grazie a un’attivazione di un gruppo di neuroni causata da
origine dall’interno processi organici senza una stimolazione esterna. La fase psichica inizia in modo graduale, con
dell’organismo: le
sensazioni corporee un’attivazione del corpo generale, andando a qualificare uno stato mentale costituito da sensazioni corporee
superano una soglia
di sensibilità prossime alla soglia della sensibilità psichica → attraverso processi articolati diventano decisioni, idee e
psichica mediazioni.
Considerando in tale modo il sentimento cambia anche il significato di
«soggettivo» (tutto ciò che noi avvertiamo come attività interna) e di «oggettivo» (ciò che
Ridefinizione
termini «soggettivo» è percepito come uno stimolo proveniente dall’esterno), che si configurano come due
e «oggettivo» possibili modi di percepire.
In conclusione, le emozioni e i sentimenti si collocano in un ambito biologico
Emozioni sono tra intermedio che comprende sia le attività organiche, sia l’attività psichica, non considerata
sfera biologica e
psichica un’entità a parte, ma che costituisce un punto di svolta di un processo biologico.
La psicologia diventa lo studio delle emozioni, che comprende sia le strutture e i
processi biologici, sia le dimensioni culturali dell’esperienza umana. Le esperienze
Emozioni e
sensazioni danno
vita a simboli parte emozionali intrecciate a quelle sensoriali danno luogo a rappresentazioni stabili, a
di una conoscenza
non razionale simboli, conservati nella memoria: il «simbolismo presentazionale» dà vita quindi a dei
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concetti stabili e comunicabili che non si fondano sui processi razionali e verbalizzabili. I
sentimenti sono attività psichiche attraverso cui il soggetto valuta a livello intuitivo il suo
operare nell’ambiente, aumentando la sua conoscenza e il suo adattamento.
Capitolo 2. Emozioni e valutazione
Secondo Magda Arnold (anni ’60), le emozioni sono centrali nello sviluppo della
personalità e influenzano comportamenti e pattern relazionali. Lo scopo della Arnold è
Emozioni centrali
nello sviluppo della
personalità formulare una teoria delle emozioni completa, che comprenda gli aspetti psicologici,
neurologici, fisiologici dei fenomeni affettivi.
Nella teoria delle emozioni ci sono sempre stati 3 filoni: a) percezione → emozione →
cambiamenti corporei; b) percezione → cambiamenti corporei → emozione c) percezione
3 teorie delle
emozioni provoca allo stesso tempo: cambiamenti corporei + emozioni.
Nell’emozione, come nella percezione, c’è sempre un qualcosa/oggetto che origina
l’esperienza emotiva (uno stato mentale, una persona, una situazione complessa ecc.).
Nell’emozione però l’oggetto è conosciuto in modo particolare: «percepire» è sapere di
Nell’emozione cosa tratta qualcosa a prescindere dall’effetto che questa ha su di me; nell’«emozionarsi»
l’oggetto è
conosciuto in viene presa anche in considerazione la relazione che l’oggetto ha con me, vi è una
maniera particolare
(valutazione riferita
a me) valutazione di buono/cattivo, tanto che questa valutazione influenza poi i nostri pensieri,
obiettivi e comportamenti. Arnold si chiede se questo senso di attrazione/repulsione,
risultato della valutazione, coincida con l’emozione.
La «valutazione intuitiva» che dà vita all’emozione non risulta da una riflessione, non è
deliberata ed è immediata. La stessa crescita si basa sullo sviluppo di questa capacità
La «valutazione valutativa. Tale valutazione risulta dal lavoro integrato di diverse funzioni sensoriali →
intuitiva» ciò permette di stabilire una relazione attiva con la realtà che ci circonda, accettando o
rifiutando ciò che percepiamo.
Il ruolo valutativo delle emozioni non è mai stato considerato debitamente a causa di
Ruolo valutativo come è sempre stata intesa la «percezione», cioè come processo globale e unitario, senza
delle emozioni non è
mai stato distinguere in essa: l’apprendimento di un oggetto, il suo riconoscimento e il giudizio
considerato valutativo su di esso.
Non sono neanche mai state fatte delle distinzioni tra diversi tipi di «percezione» e di
«giudizio». Esistono i giudizi dei «sensi» che comprendono una valutazione diretta e
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immediata, automatica, intuitiva, che rivela la relazione tra dati sensoriali → molto simile
alla «valutazione intuitiva» che dà vita alle emozioni di cui parla Arnold; solo in un
secondo momento i giudizi dei sensi diventano giudizi «ragionati» e consapevoli. La
valutazione di dolore/piacere nel bambino e nell’adulto è sia intuitiva sia ragionata: il
Giudizio dei sensi e
giudizio ragionato giudizio intuitivo è immediato (piacere/dolore), il giudizio ragionato segue quello
intuitivo a volte però modificandolo (es: fantasma). Le emozioni presuppongono la
presenza di una valutazione intuitiva dell’oggetto con cui interagiamo, e quindi per
sorgere hanno bisogno di un giudizio del senso, non solo quello ragionato (quando sono
presenti solo giudizi ragionati → alessitimia o anche schizofrenia).
Percezione stimolo → «valutazione intuitiva» di uno stimolo → spinta ad agire
sentita come emozione → cambiamenti corporei e talvolta portano → azione.
Normalmente questi eventi avvengono contemporaneamente (anche se percezione ed
emozione sono processi distinti), ma a volte l’emozione è troppo forte, o a volte poco
Catena percezione - percepibile.
emozione - azione L’azione è la realizzazione visibile del processo valutativo: l’azione non è quindi
l’espressione dell’emozione, ma proviene da un cambiamento corporeo che viene
valutato, diviene emozione e promuove un determinato interagire con la realtà.
In conclusione, la valutazione precede l’emozione, che è un inclinazione che avvertiamo
verso ciò che valutiamo come buono o cattivo. Tale avversione o repulsione è
accompagnata da un pattern di cambiamenti fisiologici (specifici per ogni emozione)
volti all’avvicinamento/allontanamento dall’oggetto.
Capitolo 3. Gli affetti in Sigmund Freud
Gli affetti non vengono mai nominati direttamente da Freud. Un accenno lo si ritrova
nella «teoria del conflitto»: il conflitto origina da due idee incompatibili per le loro
cariche affettive (l’affetto è un’espressione qualitativa dell’energia istintuale). La nevrosi
Gli affetti nella insorge perché due idee incompatibili (legate a impulsi istintuali/traumi) sono rimosse
«teoria del conflitto» nell’inconscio, mentre l’affetto è percepito consciamente e si trasforma in angoscia o
trova una espressione in un sintomo nevrotico. Per questo inizialmente la cura dei sintomi
isterici era il «metodo catartico» di Breuer (il ricordo descritto in modo completo a livello
verbale, ridestava l’affetto che veniva «scaricato» - deflusso energia psichica accumulata
- e i sintomi scomparivano perché non servivano più a segnalare il rimosso). In questa
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prima fase del pensiero freudiano, l’apparato psichico ha lo scopo di scaricare le energie
accumulate: evidente è il legame tra fenomeni affettivi e sensazioni corporee (alcuni
studiosi arrivano a vedere gli affetti come manifestazioni somatiche).
Altro elemento importante è il legame tra affetti e corrispondenti rappresentazioni: una
rappresentazione intollerabile viene rimossa, mentre l’affetto resta fluttuante e la sua
energia genera il sintomo di natura isterica (se convertita in energia somatica) o nevrotica
La rimozione scinde
legame tra affetti e (se convertita su idea più tollerabile). La rimozione scinde affetto e rappresentazione al
rappresentazioni
dichiarative fine di ridurre la tensione del conflitto: scopo dell’analisi è ricollegare l’affetto all
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