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Sessualità: psicopatologia e varianti, abusi e disfunzioni sessuali

Influenze socio-culturali sulle pratiche e sugli standard sessuali

Tutte le tribù hanno dei tabù riguardo al sesso tra parenti stretti, mentre per il sesso prematrimoniale variano.

Caso 1: La teoria della degenerazione e dell’astinenza

Attorno al 1750, il medico svizzero Simon Tissot sviluppò la teoria della degenerazione, il cui assunto centrale era che lo sperma fosse necessario per il vigore fisico e sessuale dell’uomo e per le caratteristiche mascoline come la crescita della barba. Sulla base della teoria, enunciò che la masturbazione e frequentare le prostitute fossero particolarmente dannose: determinavano spreco di fluido vitale; infatti, le persone sposate dovevano avere rapporti solo al fine di procreare.

Un derivato dalla teoria della degenerazione fu la teoria dell’astinenza del Reverendo Sylvester Graham del 1830; attorno al 1870, il suo successore John Harvey Kellogg pubblicò un articolo in cui disapprovava fortemente la masturbazione e invitava i genitori a prestare attenzione ai segnali che i loro figli la praticassero. Kellogg era un medico, e sostenne che la masturbazione nei ragazzi andasse trattata cucendo il prepuzio con filo d’argento, o con la circoncisione, mentre nelle donne bruciando il clitoride con acido fenico. Essendo un medico, era anche molto preoccupato alla salute ed alla dieta, motivo per cui inventò i Kellogg’s corn flakes come cibo antimasturbazione. Non stupisce quindi che nacquero le credenze che la masturbazione fosse degradante e portasse alla pazzia. Solo nel 1972, l’AMA ha dichiarato la masturbazione una pratica normale.

Caso 2: L’omosessualità ritualizzata in Melanesia

I Sambiani credevano che lo sperma fosse fondamentale per la crescita fisica, la forza e la spiritualità, e che fossero necessarie molte inseminazioni per ingravidare una donna, e che lo sperma andasse conservato o ottenuto da altre fonti. La dottrina della contaminazione femminile consiste nella credenza che il corpo femminile non sia salutare per i maschi, e con l’arrivo del menarca le donne sambiane venivano segretamente confinate nel rifugio mestruale. Per ottenere livelli adeguati di sperma, i giovani sambiani praticano lo scambio del seme tra loro, con la fellatio o la penetrazione. Dopo la pubertà, iniziano la transizione verso l’eterosessualità, dove il corpo femminile non è più così pericoloso dal momento che i maschi avevano ingerito il seme protettivo. Per un periodo, iniziano a fare sesso con le donne e continuano a praticare la fellatio con i ragazzi più giovani, ma il comportamento omosessuale si interrompe con la nascita del primo figlio.

Caso 3: Omosessualità e psichiatria americana

L’omosessualità è stata rimossa dal DSM solo nel 1974.

Disturbi parafilici

Sono caratterizzati da fantasie, desideri o comportamenti sessuali ricorrenti e intensi, che comprendono:

  • Attrazioni sessuali anormali
  • Comportamenti di corteggiamento inusuali
  • Desiderare dolore o sofferenza per sé o per gli altri

Le parafilie sono interessi sessuali inusuali, che non arrecano danno né all’individuo né agli altri. Se arrecano danni, si parla di disturbi parafilici. Dunque, un feticista del piede sereno ha una parafilia, mentre colui che soffre per questo interesse sessuale ha un disturbo parafilico. Una persona parafilica si distingue da una normale per l’insistenza, l’esclusività con cui concentra la sua sessualità sulle azioni o gli oggetti in questione, senza i quali l’orgasmo è impossibile.

Disturbo feticistico

Coinvolge l’uso di oggetti inanimati o una parte del corpo che tipicamente non è ritenuta erotica. Include il masturbarsi mentre gli oggetti vengono baciati, accarezzati, assaporati o annusati. L’eziologia del feticismo è incentrata sul condizionamento classico.

  • A. Eccitazione sessuale ricorrente e intensa manifestata tramite fantasie, desideri o comportamenti, per almeno 6 mesi derivante dall’uso di oggetti inanimati o parti del corpo non genitali.
  • B. Le fantasie, i desideri o i comportamenti causano disagio
  • C. Gli oggetti feticistici non si limitano a capi di abbigliamento per il cross-dressing o a strumenti progettati ad hoc.

Disturbo da travestitismo

Desideri o comportamenti intensi o ricorrenti che comprendono il travestirsi da donna (uomini gay che si vestono da drag queen non rientrano poiché non lo fanno per piacere sessuale). Di solito insorge nell’adolescenza e include il masturbarsi mentre si indossa intimo femminile. Blanchard ha ipotizzato che la motivazione psicologica degli uomini eterosessuali rientra nell’autoginefilia, l’eccitazione sessuale parafilica che nasce dal pensiero di essere donna.

  • A. Eccitazione sessuale ricorrente e intensa, per almeno 6 mesi riguardo all’indossare indumenti del sesso opposto
  • B. Disagio

Disturbo voyeuristico

Fantasie, desideri o comportamenti sessuali ed eccitazione intensa che consiste nell’osservare donne ignare che si stanno spogliando o coppie impegnate in attività sessuali, spesso masturbando mentre si guarda. Spesso è presente con l’esibizionismo, il sadomasochismo e il travestitismo. L’attività voyeuristica porta sentimenti di potere e di dominazione segreta su una vittima ignara. In uno studio fu rivelato che l’11.5% degli uomini e il 3% delle donne aveva messo in atto comportamenti voyeuristici almeno una volta, e che essi avevano più problemi psicologici, minor soddisfazione nella vita, masturbazione più frequente, maggior uso di pornografia.

  • A. Eccitazione sessuale ricorrente e intensa, per almeno 6 mesi derivante dall’osservare a sua insaputa una persona nuda, che si sta spogliando o che è impegnata in attività sessuali.
  • B. L’individuo ha messo in atto questi desideri a discapito di un’altra persona non consenziente, oppure le fantasie causano disagio.
  • C. L’individuo che prova eccitazione ha almeno 18 anni.

Disturbo esibizionistico

Esporre i propri genitali ad altri in circostanze inappropriate e senza il loro consenso. L’elemento eccitante spesso è lo shock della vittima. È il reato sessuale più denunciato e riguarda un terzo dei reati sessuali.

  • A. Per almeno 6 mesi, piacere derivato dall’esibire i propri genitali ad una persona a sua insaputa
  • B. L’individuo ha attuato il gesto a discapito di un’altra persona non consenziente, oppure ciò causa disagio alla vittima.

Disturbo frotteuristico

Strofinare i propri genitali contro il corpo di una persona non consenziente, o il toccarla. Interesse inappropriato e persistente rispetto a qualcosa che le persone trovano gradevoli in un rapporto consensuale. Spesso si manifesta con voyeurismo e esibizionismo. Poiché il frotteurismo richiede la partecipazione involontaria di altri, il disturbo frotteuristico viene diagnosticato in presenza di atti frotteuristici, indipendentemente da se ciò causa disagio al frotteurista.

  • A. Per almeno 6 mesi, toccare o strusciarsi contro una persona non consenziente
  • B. L’individuo attua i desideri a discapito di un’altra persona

Disturbo da sadismo sessuale

Il termine sadismo deriva dal Marchese de Sade (1740-1814) che si comportava in modo così crudele con le sue vittime per fini sessuali che venne internato in un ospedale psichiatrico. Riguarda l’eccitazione sessuale ricorrente e intensa derivante dal causare dolore o umiliazione a un’altra persona.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher yzeel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia e Psicologia Clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Prunas Antonio.
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