Disturbi somatici e dissociativi
Buendìa
Disturbi da sintomi somatici – slide e cap. 8 libro
Pazienti che inizialmente si rivolgono a medici, che hanno sintomi somatici che causano disagio e
compromissione, che possono avere o meno una spiegazione medica e sui cui sintomi non hanno controllo.
Disturbo da sintomi somatici
A. Uno o più sintomi somatici che procurano disagio o portano ad alterazioni significative della vita
quotidiana
B. Pensieri, sentimenti, o comportamenti eccessivi correlati ai sintomi somatici o associati a
preoccupazioni relative alla salute come:
i. Pensieri sproporzionati e persistenti circa la malattia
ii. Livello costantemente elevato di ansia per la salute o per i sintomi
iii. Tempo ed energie eccessivi dedicati a questi sintomi o a preoccupazioni riguardanti
la salute
C. La condizione di essere sintomatici è persistente (più di 6 mesi)
Specificare se:
• Con dolore predominante
• Persistente
• Gravità lieve (uno dei sintomi del criterio B)
• Gravità moderata (due o più sintomi del criterio B)
• Grave (due o più sintomi del criterio B e molteplici sintomi somatici).
Diagnosi differenziale:
• DAP: i sintomi somatici si manifestano solo durante gli AP
• DAG: l’ansia e le preoccupazioni non sono limitate ai problemi fisici
• DU: le lamentele somatiche, anche deliranti, sono circoscritte agli episodi di umore depresso
Cause:
Esperienze precedenti di malattia: possono contribuire allo sviluppo di pensieri disfunzionali sui
sintomi e sulle malattia, predisponendo l’individuo a soffrire di disturbo da sintomi somatici.
Affettività negativa: ma spiega poca varianza, anche se molte persone tendono ad avere una
personalità cupa e depressa, poche tendono a lamentarsi di sintomi fisici.
Absorption: tendenza a essere completamente concentrati in un’esperienza associata all’essere
facilmente ipnotizzabili. 1
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Alessitimia: incapacità di riconoscere le emozioni.
Modello del DSS: stile cognitivo che porta ad una ipersensibilità alle sensazioni corporee, come intense e
disturbanti, e con tendenza a catastrofizzare i sintomi e sovrastimarne le implicazioni e i rischi medici. I
processi top down (cognitivi) sono responsabili più di quelli bottom- up (percezione di cambiamenti
corporei). Vi è inoltre tendenza a giudicare i sintomi e le malattia possibili associate come molto più gravi di
quando non potrebbero essere in realtà.
Terapia:
Approccio cognitivo- comportamentale: tecniche di prevenzione della risposta, come non controllare il
proprio corpo come fanno di solito, non cercare costante rassicurazione, con training di rilassamento: per
ridurre ansia e depressione complessive, validazione del dolore come reale e ristrutturazione cognitiva.
Gestione medica: vedere il pz su base regolare con focus ai nuovi sintomi e ridurre al minimo i test
diagnostici e i farmaci.
Farmaci antidepressivi: triciclici e SSRI per ridurre l’intensità del dolore. 2
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Disturbo da conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali)
Presenza di sintomi neurologici che non hanno una causa neurologica diagnosticata. Il pz ha sinotmi o
alterazioni della funzione motoria o sensoriale che suggerirebbero un disturbo medico o neurologico
sottostante. Ma le configurazioni di sintomi o disfunzioni non sono riconducibili a nessuna patologia
neurologica.
A. Uno o più sintomi di alterazione delle funzioni motorie volontarie o sensoriali
B. I risultati clinici danno le prove dell’incompatibilità tra il sintomo e le condizioni neurologiche o
mediche conosciute.
C. Il sintomo o il deficit non sono spiegati da un altro disturbo medico o mentale.
D. Il sintomo causa disagio, menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree.
Specificatori:
• Con debolezza o paralisi
• Con movimento anomalo (tremore, disturbi deambulazione)
• Con sintomi riguardo la deglutizione
• Con sintomi riguardo l’eloquio
• Con attacchi epilettiformi o convulsioni
• Con anestesia o perdita sensibilità
• Con sintomi sensoriali specifici
• Con sintomi misti.
• Episodio acuto (meno 6 mesi)
• Persistente (più di 6 mesi)
• Con fattore psicologico stressante
• Senza fattore psicologico stressante.
Comunemente alterazione delle funzioni neurologiche (vista, tatto, udito, deambulazione), come:
∴ Anestesie e parestesie
∴ Paralisi motorie e atonia
∴ Afonia
∴ Diplopia 3
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Buendìa ∴ Vertigini
∴ Disfagia
∴ Cecità o visione a tunnel
∴ Sordità
∴ Simil crisi epilettiche
La localizzazione dei sintomi non riflette la distribuzione sensoriale neuro- anatomica, generando pattern
insoliti. Gli esami clinici e strumentali rivelano l’integrità delle vie sensoriali e motorie. Anche a livello
motorio i sintomi non rispettano le vie di innervazione dei nervi ed è possibile che un arto paralitico si
muova inavvertitamente quando l’attenzione è rivolta altrove. Le conoscenze mediche del paziente possono
influenzare il quadro clinico alcuni soggetti con scarse informazioni presentano sintomi incongruenti, poco
plausibili o impossibili. I sintomi sono presentati con teatralità e drammaticità, oppure con “belle
indifférence”, una peculiare assenza di apprensione o ansia nonostante la tipologia dei sintomi sia tale da
giustificare preoccupazione.
Criteri per distinguere tra disturbi di conversione e disturbi neurologici:
• Incompatibilità tra la disfunzione e i sintomi specifici
• La disfunzione è altamente selettiva, ad esempio una persona “cieca” ma che non inciampa mai in
oggetti o persone.
• Sotto ipnosi o narcosi i sintomi scompaiono, si modificano o si riducono.
Prevalenza:
∼ 5% dei pz che richiedono un consulto neurologico
∼ Un tempo erano molto diffusi nei militari
∼ Stima di prevalenza più alta rilevata 0.005%
∼ Pz naif dal punto di vista medico
∼ 2- 3 volte più frequente nelle donne
∼ Esordio tra adolescenza e prima età adulta
Fattori di rischio: abusi fisici e sessuali in infanzia (30%).
Esordio: spesso in concomitanza con un evento di vita significativo. In genere acuto con sintomi in rapida
remissione ma con possibili recidive connesse a eventi di vita stressanti o al riacutizzarsi di situazioni
conflittuali. 4
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Prognosi: favorevole con esordio acuto, pregresso evento stressante, trattamento precoce, buon livello
intellettivo, sintomi come cecità, afonia e paralisi.
Prognosi negativa con pseudo crisi epilettiche, tremori, comorbilità con disturbo istrionico, dipendente o
antisociale.
Cause
Ipotesi psicodinamica: il sintomi isterico è espressione di pulsioni inespresse a causa di conflitti inconsci,
l’energia psichica collegata a questi conflitti viene convertita in sintomi somatici. Vantaggio primario di
rimozione del conflitto e conseguente riduzione dell’ansia. Vantaggio secondario di evitamento di qualcosa
di sgradevole o l’ottenimento di attenzioni e cure. Interpretazione simbolica del sintomo come riproduzione o
inibizione della pulsione rimossa.
Visione socio- culturale: modalità di espressione dello stress più socialmente accettata per allontanarsi da
una situazione spiacevole.
Marker neurobiologici dello stress: livelli ridotti del marker, sia nei pz con conversione che depressi.
Attivit&agrav
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