Disturbi di personalità
Caratteristiche cliniche dei disturbi di personalità
I disturbi di personalità sono caratterizzati da tratti di personalità così rigidi e mal adattivi da rendere impossibile il funzionamento efficace o il rispondere ai bisogni della società. Determinano difficoltà interpersonali croniche, problemi riguardanti l'identità o il senso di sé, incapacità di funzionamento adeguato nella società. Il comportamento deve essere pervasivo e inflessibile, stabile e di lunga durata. Deve causare disagio significativo e compromissione del funzionamento e manifestarsi in almeno due aree tra: cognizione, affettività, funzionamento interpersonale o controllo degli impulsi.
Criteri diagnostici generali per disturbo di personalità
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Pattern abituale di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell'individuo, si manifesta in due o più:
- Cognitività: modi di percepire e interpretare sé stessi, gli altri e gli avvenimenti.
- Affettività: varietà, intensità, labilità ed adeguatezza della risposta emotiva.
- Funzionamento interpersonale.
- Controllo degli impulsi.
- Il pattern è inflessibile e pervasivo.
- Determina disagio.
- È stabile e di lunga durata, l'esordio risale all'adolescenza o alla prima età adulta.
- Non è attribuibile ad una sostanza o a una condizione medica generale (CMG).
I disturbi di personalità spesso non derivano da reazioni di disagio causate da eventi stressanti che si sono verificati nel passato recente, ma piuttosto dallo sviluppo graduale di una personalità inflessibile e deviante e di pattern di comportamento che esitano in modalità persistenti di percepire, pensare e relazionarsi col mondo.
- Cluster A: paranoide, schizoide e schizotipico. Strani, eccentrici, inconsueti.
- Cluster B: borderline, istrionico, antisociale e narcisista. Drammatici, emotivi e incostanti.
- Cluster C: ossessivo-compulsivo, evitante e dipendente. Ansia e paura.
Il 10-12% della popolazione soddisfa i criteri per almeno un disturbo di personalità negli ultimi 2-5 anni. Il cluster C è il più comune (7%), seguito dall'A (4%) e dal B (3,5-4%). Sono particolarmente in comorbilità con disturbi d'ansia, dell'umore, da sostanze e sessuali. Non ci sono differenze di genere significative.
Eziologia dei disturbi di personalità
Tra i fattori biologici si possono trovare il temperamento infantile, di cui in particolare l'affettività negativa; i tratti temperamentali sono ereditabili, per cui si rintraccia il contributo genetico almeno nei tratti che possono poi favorire o meno un determinato disturbo. Altra influenza va data ai pattern di comportamento appresi ed agli stili cognitivi mal adattivi, come anche le relazioni di attaccamento genitore-bambino disadattive, la psicopatologia genitoriale e un parenting inefficace.
Conseguenze dei disturbi di personalità
- Interruzione prematura degli studi.
- Difficoltà di adattamento al contesto lavorativo.
- Difficoltà ad avere amicizie o rapporti affettivi stabili.
- Coinvolgimento in attività pericolose o illegali.
- Comportamenti violenti auto o etero diretti.
- Abuso di sostanze.
- Apparentemente immaturi, con scarsa tolleranza dello stress e carenza di insight.
Trattamento del cluster C
Sembra utile una psicoterapia a breve termine attiva e confrontativa. Possono essere utili SSRI o gli IMAO.
Disturbo paranoide di personalità
A. Diffidenza e sospettosità pervasive. Le motivazioni altrui sono interpretate come malevole. Inizio alla prima età adulta e sono presenti 4 o più elementi come:
- Sospetti senza fondamenti di essere sfruttati, danneggiati o ingannati.
- Dubbi senza giustificazione riguardo la lealtà e l'affidabilità di amici e colleghi.
- Riluttanza a confidarsi con gli altri per paura che usino le informazioni contro di lui.
- Individuazione di significati nascosti, umilianti e minacciosi in eventi benevoli.
- Rancore costante.
- Percezione di attacchi da altri al proprio ruolo senza prove evidenti, cui reagisce poi con rabbia.
- Sospetti ricorrenti senza giustificazione di infedeltà.
B. Il disturbo non si manifesta nel decorso della schizofrenia, del bipolarismo o della depressione, e non è attribuibile ad altre condizioni mediche.
Pensiero caratterizzato da continua ricerca di significati oscuri, tracce che rivelano verità oltre ai significati situazionali apparenti. Ciò comporta iper-attivazione dell'attenzione costante. Analisi di ogni particolare per cercare l'insolito, modalità onerosa sia fisicamente che emotivamente. Incapacità a rilassarsi. Mancanza di flessibilità: argomenti convincenti non hanno comunque alcun impatto sulle rigide convinzioni. Colui che tenda di discutere con un soggetto paranoide diventa bersaglio della sua sospettosità. Differisce dallo schizofrenico per assenza di delirio: il paranoide ha percezione precisa dell'ambiente, è poi il suo giudizio ad essere alterato. Appaiono privi di senso dell'umorismo, con linguaggio iper-razionale e diretto, tendono al pregiudizio, sono anaffettivi e si vantano di essere razionali e obiettivi.
Prevalenza: 0.5-2.5% popolazione generale, 10-30% pazienti psichiatrici.
Diagnosi differenziali
- Disturbo delirante tipo persecutorio, schizofrenia, disturbo depressivo/bipolare con manifestazioni psicotiche: in questi casi sono presenti saldi sintomi psicotici, assenti nel disturbo paranoide.
- Disturbo schizotipico: sospettosità in entrambi i disturbi, ma nello schizotipico vi è anche pensiero magico, esperienze percettive inusuali e eloqui stravaganti.
- Disturbo schizoide: anch'essi percepiti come strani e freddi, ma non presentano ideazione paranoide.
- Disturbo borderline e istrionico: possono reagire con rabbia intensa a stimoli minori come i paranoidi, ma non hanno sospettosità pervasiva.
- Disturbo evitante: riluttanti a confidarsi come i paranoici, ma per il timore di essere messi in imbarazzo, non per paura delle intenzioni malevole altrui.
- Disturbo narcisistico: manifestano sospettosità, ritiro sociale, ma derivante dalla paura di mostrare i propri difetti, e non per paura delle intenzioni malevole altrui.
- Disturbo antisociale: i soggetti paranoidi manifestano comportamenti antisociali ma non motivati dal desiderio di sfruttare l'altro, bensì per desideri di vendetta.
Fattori causali
Difficile farne ricerca poiché non vogliono partecipare alle ricerche. È ipotizzato un legame genetico con la schizofrenia e con la vulnerabilità genetica tramite l'ereditarietà di: antagonismo (bassa amicalità) e nevroticismo (rabbia-ostilità). Fattori causali psicosociali possono essere trascuratezza e abuso genitoriale, esposizione ad adulti violenti.
Disturbo schizoide di personalità
A. Pattern di distacco dalle relazioni sociali e gamma ristretta di espressioni emotive in situazioni interpersonali, che iniziano dalla prima età adulta e sono presenti in svariati contesti, come in 4 o più di questi elementi:
- Non desidera e non apprezza relazioni affettive, nemmeno familiari.
- Sceglie sempre attività individuali.
- Mostra nessuno o poco interesse per esperienze sessuali con altre persone.
- Non prova piacere per quasi nessuna attività.
- Non ha amici stretti o confidenti.
- Sembra indifferente a lodi o critiche.
- Mostra freddezza emotiva, distacco ed affettività appiattite.
B. Il disturbo non si manifesta nel decorso di schizofrenia, bipolarismo, depressione o altri disturbi psicotici, né disturbi dello spettro dell'autismo, e non è attribuibile ad effetti di sostanze o altre condizioni mediche.
Prevalenza: rarissimo.
Diagnosi differenziale
- Disturbo dello spettro dell'autismo: compromissione più grave delle interazioni sociali e comportamenti stereotipati.
- Schizotipico: presenza di distorsioni cognitive (non invece presenti nello schizoide).
- Paranoide: ideazione paranoide e sospettosità che sono invece assenti nello schizoide.
- Evitante: minor distacco sociale rispetto allo schizoide.
- Ossessivo-compulsivo: mostrano come gli schizoidi distacco sociale, ma in questo caso è causato da dedizione al lavoro e dal disagio provocato da determinate emozioni; possiedono però capacità di intimità.
Individui solitari possono manifestare tratti schizoidi, ma è quando essi sono inflessibili e non adattivi e causano marcata compromissione funzionale o disagio soggettivo che si parla di disturbo di personalità schizoide.
Fattori causali
Ereditabilità del 55%, in alcuni casi anticipa l'esordio di disturbi psicotici. Si ipotizza che schizofrenia, schizoide ed autismo possano avere basi genetiche comuni. Una delle cause può essere un significativo deficit nel sistema di affiliazione, comportamento freddo e distaccato a causa del comportamento maladattivo sottostante che li porta a percepire gli altri come intrusivi e sé stessi come solitari ed autosufficienti. La credenza disfunzionale più diffusa è "sto meglio da solo".
Disturbo schizotipico di personalità
A. Pattern pervasivo di deficit sociali e interpersonali caratterizzato da disagio acuto e ridotta capacità nelle relazioni affettive, distorsioni cognitive e percettive ed eccentricità di comportamento, che inizia dalla prima età adulta ed è presente in svariati contesti, come in 5 o più elementi:
- Idee di riferimento: interpretare situazioni prive di significati specifici come invece significative (es. vedere un'auto rossa per strada o una certa canzone alla radio). Spesso l'interpretività si manifesta con una domanda del paziente che mostra la necessità che un punto venga chiarito, poiché anche senza saperne il motivo viene percepito come pericoloso. In genere attribuire significati speciali esprime contenuti persecutori.
- Convinzioni strane o pensiero magico che influenzano il comportamento e sono in contrasto con le norme sub culturali (credere nella chiaroveggenza...): erroneo convincimento che i propri pensieri parole o azioni possano causare eventi esterni.
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