Disturbi correlati a sostanze
Terminologia
- Uso non patologico: uso di modiche quantità di sostanze che non provoca ripercussioni sul piano sociale/lavorativo e non causa l’insorgenza di tolleranza o astinenza.
- Abuso di sostanze: utilizzo eccessivo della sostanza che implica comportamenti potenzialmente a rischio, come guidare. Il continuo utilizzo della sostanza avviene nonostante la presenza di problematiche persistenti in ambito sociale, psicologico, occupazionale o della salute fisica.
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Dipendenza da sostanze: marcato bisogno fisiologico di quantità sempre maggiori della sostanza utilizzata per ottenere gli effetti desiderati. I sintomi possono essere:
- Fisici: sintomi fisici violenti quando è interrotta l’autosomministrazione.
- Psichici: impulso irrefrenabile di assumere la sostanza.
- Tolleranza: bisogno di quantità sempre maggiori di sostanza per ottenere gli effetti desiderati, derivante da un mutamento biochimico che influenza la velocità di metabolizzazione e smaltimento della sostanza dal corpo.
- Astinenza: sintomi fisici come sudorazione, tremori e agitazione legati alla sospensione dell’utilizzo della sostanza.
Disturbi correlati a sostanze: disturbi da uso di sostanze vs disturbi indotti da sostanze
- Intossicazione
- Astinenza
- Disturbi indotti
Disturbi correlati all’alcool
“Assunzione di alcool che provoca danni per la salute e conseguenze sociali per il bevitore, per le persone vicine al bevitore e per la società in generale, così come i modelli di consumo che sono associati ad un incremento del rischio di esiti negativi per la salute”. È incluso anche il consumo episodico eccessivo di alcool (binge-drinking) con cui si intende il consumo di 6 o più alcolici alla volta, per almeno una volta al mese.
Prevalenza, comorbilità, aspetti epidemiologici dell’abuso e della dipendenza da alcool
L’abuso riguarda circa il 13% delle persone che vivono negli USA, la dipendenza il 5%. L’abuso di alcool è associato al 40% dei decessi legati ad incidenti stradali, al 40-50% degli omicidi, al 40% delle aggressioni ed al 50% degli stupri. Riguarda tutte le fasce di età, tutti i livelli di istruzione, di occupazione e socio-economici. È diffuso anche nei luoghi di lavoro (15% degli impiegati).
Gli uomini diventano bevitori problematici 5 volte più delle donne. Non vi sono differenze etniche. Oltre il 37% delle persone che abusano di alcool hanno almeno un altro disturbo mentale. Vi è comorbilità con depressione, disturbi da uso di sostanze, disturbi alimentari, di personalità e suicidio.
Criteri
A. Pattern problematico di uso di alcool che porta a disagio o compromissione significativa, con almeno due tra le seguenti entro 12 mesi:
- L’alcool è assunto in quantitativi maggiori o per un periodo più lungo di quando fosse nelle intenzioni.
- Desiderio persistente o sforzi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso di alcool.
- Gran parte del tempo usato per procurarsi, usare e smaltire alcool.
- Craving, forte desiderio e spinta all’uso.
- Uso ricorrente di alcool che causa fallimento nell’adempimento nei principali obblighi lavorativi, scolastici di domestici.
- Uso continuato nonostante persistenti o ricorrenti problemi sociali o interpersonali.
- Abbandono di attività lavorative o sociali a causa dell’alcool.
- Uso ricorrente in situazioni dove è pericoloso il suo uso.
- Uso continuato nonostante la consapevolezza di un problema causato o esacerbato dall’alcool.
- Tolleranza definita come:
- Bisogno di quantità aumentate
- Diminuzione dell’effetto a causa dell’uso continuato
- Astinenza manifestata in:
- Sindrome da astinenza alcolica
- L’alcool viene assunto per attenuare o evitare i sintomi d’astinenza
Specificatori
- In ambiente controllato
- In remissione precoce (3 < x < 12 mesi)
- Remissione protratta (> 12 mesi)
- Gravità attuale:
- Lieve: 2-3 sintomi
- Moderata: 4-5 sintomi
- Grave: 6 o più sintomi
Effetti dell’alcool sul cervello
A bassi livelli attiva le aree del piacere deputate al rilascio di oppioidi endogeni. A livelli maggiori l’alcool deprime il funzionamento cerebrale, inibendo il glutammato (NT eccitatore), rallentando l’attività cerebrale. Ciò limita le capacità di apprendimento, influisce sulla capacità di giudizio e sui processi razionali abbassando l’autocontrollo. La capacità di percepire freddo, dolore e malessere è attenuata.
0,5 g/l: intossicazione rispetto alla capacità di guidare. Coordinazione muscolare, eloquio, capacità visive e di pensiero alterate. 3 g/l: intero equilibrio neuronale compromesso → perdita di coscienza. Meccanismo di sicurezza poiché 4 g/l porterebbero alla morte!
Postumi: mal di testa, nausea, stanchezza e deterioramento cognitivo da 8 a 24 ore dopo il consumo. Disidratazione con l’accumulo di metaboliti alcolici come l’acetaldeide e l’attivazione della risposta immunitaria del corpo.
Effetti a livello fisico dell’utilizzo cronico di alcool
Il 90-95% dell’alcool viene assimilato dal corpo, tramite il fegato che quindi può subire danni irreversibili, tra il 15 ed il 30% dei bevitori sviluppa cirrosi epatica. L’alcool è anche altamente calorico, riducendo l’appetito del bevitore, ma non ha sostanze nutrienti per cui può incorrere in malnutrizione e nella perdita della capacità di utilizzare i nutrienti, così che le carenze nutrizionali non possono essere compensate dall’assunzione di vitamine. Inoltre può causare sintomi gastro-intestinali e allo stomaco.
Effetti psicosociali dell’abuso e della dipendenza da alcool
Stanchezza cronica, ipersensibilità, sintomi depressivi, scarsa capacità di ragionamento e giudizio, progressivo deterioramento della personalità; comportamento grossolano e inadeguato, mancata assunzione di responsabilità, perdita della cura per sé stessi ed i propri cari, perdita di capacità di fronteggiare ai problemi, perdita posto di lavoro e famiglia, danni irreversibili a cervello e fegato.
Psicosi associate a grave abuso di alcool
Delirium tremens: delirio da astinenza da alcool in cui entra la persona.
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