C. Galimberti, G. Albeggiani, Hoepli, Milano, 2015, pp. 17-28
Digital enterprise,
Per le imprese > il processo di modernizzazione, dinamismo e flessibilità dei mercati > porta a una
conseguente incertezza nelle organizzazioni. C’è l’esigenza di una RIORGANIZZAZIONE finalizzata a:
- più creatività
- più agility (capacità di rispondere alle esigenze dell’ambiente)
- migliori performance
La riorganizzazione può avvenire servendosi degli offerti dal (blog, Wiki ecc) > social
artefatti Web 2.0
media proposta del modello della servirsi dei social per migliorare il
➡ Social collaboration:
funzionamento organizzativo dell’azienda, ladimensione comunicativa infatti è molto importante agire in
➡
questo modo significa mettere al centro non solo la comunicazione ma anche le persone o le relazioni sociali;
agire in questo modo permette di migliorare il funzionamento organizzativo, non solo per quanto riguarda la
dimensione comunicativa. Tre ragioni per cui vale la pena lavorare in funzione di questo cambio di
paradigma:
1 che costituisce la forma più “evoluta” di comunicazione
la conversazione
2 come tutti i sistemi socio-tecnici a elevato grado di relazionati, hanno una struttura
le organizzazioni
conversazionale
3 l’adozione al servizio della social collaboration permette di “far funzionare”i processi
di artefatti Web 2.0
comunicativi interni ed esterni alle organizzazioni secondo una modalità “conversazionale”, rispettosa
appunto della natura propria della comunicazione, e quindi in grado di gestire al meglio quelle che sono le 2
funzioni fondamentali della comunicazione: la produzione di contenuti e la gestione delle relazioni tra i
soggetti in vista della piena intercomprensione. Infatti la comunicazione non è semplice trasmissione di
informazioni ma:
- processo psicosociale
- complesso di attività congiunte volta alla costruzione di significati
Digital enterprise sottolinea la dimensione dialogico conversazionale della comunicazione, ponendo enfasi
sull’interazionismo comunicativo definito nel modello di Francis Jacques.
La considerazione dell’interazione comunicativa come processo psico-sociale che si innesca all’interno di
contesti gruppali prevede difatti un’analisi dei meccanismi dialogico-conversazionali che ne costituiscono le
fondamenta, quindi un’analisi:
* (erogazione di ‘pezzi di conoscenza’ relativi a
3 tappe dell’interazione comunicativa informazione
→
stati del mondo interno o esterno ai soggetti attraverso modulatori verbali orali, verbali scritti, non verbali
-paraverbali, prossemici, iconici-); (gestione dei modulatori attraverso un processo psico-
comunicazione
sociale che contempli tutti i fattori coinvolti nell’interazione -soggetti, contesto, strumenti-); conversazione
(da andare verso una direzione comune, situazione sociale organizzata attraverso meccanismi
cum versari, che prevedono un’alternanza di turni dialogici da parte dei soggetti, nonché
di codifica e di decodifica
modalità per gestire al meglio la dimensione sociale del processo di comunicazione e gli eventuali ‘difetti’
che lo caratterizzano limitando l’insorgenza di inferenze non desiderate)
* che il soggetto realizza all’interno della conversazione
processi inferenziali processi interpretativi
→
utilizzando elementi ricavabili da quanto l’interlocutore asserisce -significato delle parole e della
o dall’insieme delle conoscenze attivate dalla stessa asserzione -lettura
proposizione- del contesto-.
Essi hanno conseguenze sia sulla costruzione del significato che sulla gestione dell’interazione comunicativa
in sé; rischiano quindi di il fine ultimo della conversazione, l’intercomprensione, possibile mediante
minare
una stabilizzazione dei significati e una corretta gestione della stessa interazione.
E’ bene distinguere:
- ‘garantite legate cioè all’utilizzo di interpretabili arbitrariamente
inferenze a priori’, figure retoriche
(metafore, analogie, metonimie, espressioni antifrastiche, antitetico-ossimoriche, eufemismi, disfemismi)
- ‘non non corrispondenti all’intenzione comunicativa di chi parla, le cui fonti/fattori
inferenze desiderate’,
di determinazione sono varie (conversazionali -linguistica, comunicativa,
ascrivibili a competenze
pragmalinguistica- -cortesia-) o (relative
e culturali conoscenze al contesto relazionale,
caratteristiche degli interlocutori, posta in gioco-; al contesto -situazione, catena degli eventi,
materiale
ruoli, obiettivi- al contesto -narrazioni o conversazioni antecedenti, altri testi e contenuti non a
e semiotico
tutti noti-).
In definitiva, la non deve essere considerata un semplice processo di trasferimento/di
comunicazione
trasmissione di info e di significati predefiniti, ma:
* o meglio,
processo psico-sociale relazionale, interpersonale, d’interazione sociale, relazione psico-
sociale
* o meglio,
interazione comunicativa tra due o più individui, complessa attività congiunta
* inserito che mira:
evento generatore di uno spazio dialogico-conversazionale in un tessuto relazionale
- alla costruzione di attraverso l
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