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Librogruppo come fonte di realtà condivisa

Capitolo 1. Gruppo come fonte di realtà condivisa: qualche nota preliminare

Il processo epistemico (=di conoscenza) “ingenuo” è un argomento di notevole interesse nella psicologia. I risultati dell’attività epistemica vengono indicati con i termini “conoscenze” e “credenze”. L’acquisizione-formazione di conoscenze avviene attraverso un meccanismo con una certa componente sociale cercare negli altri verifica e conferma delle proprie conoscenze.

Dipendenza informazionale reciproca: Kelley e Thibaut affermavano che la è una caratteristica tipicamente umana ed è una dipendenza che riguarda in modo specifico membri appartenenti ad uno stesso contesto sociale ma anche in contesti più ampi.

Groupness entitativity: è una variabile che rispecchia l’importanza/valore che i membri attribuiscono al gruppo e agli obiettivi/attività che esso persegue tanto più la groupness è vissuta dai membri del gruppo come elevata, tanto più i membri sono motivati a formare e difendere una visione comune della realtà.

Dalla letteratura si evince che ci sono vari fattori essenziali che caratterizzano un gruppo ma il filo che lega e accomuna la maggior parte dei fattori stessi è la presenza di persone diverse con conoscenze/credenze comuni. Il disporre di solide conoscenze condivise favorisce:

  • I sentimenti di groupness
  • Il perseguimento degli scopi comuni
  • A livello del singolo permette una visione coerente e stabile della realtà

Inoltre, le conoscenze condivise nel gruppo hanno la funzione di porsi nei riguardi dei membri come una delle autorità epistemiche principali, cioè come uno dei fattori o fonti di conoscenza che i membri stessi utilizzano per orientarsi nella costruzione della propria visione del mondo e delle proprie credenze. Dunque, il carattere condiviso delle conoscenze nel gruppo opera come fattore di stabilizzazione.

L’abbandono di idee, credenze, conoscenze condivise e la nascita di nuove idee, ecc può essere causato contemporaneamente dall’appartenenza della persona a gruppi diversi che si pongono in modo diverso nei confronti della realtà, esempio: gli immigrati.

Gruppi di riferimento sono quei gruppi che valgono da ancoraggio delle idee, credenze ecc. Questi nelle teorie classiche sono ritenuti relativamente stabili (es: famiglia, chiesa ecc); nelle teorie più recenti sono risultati anche transitori ed effimeri.

Le conoscenze umane che hanno un carattere condiviso esprimono accordo sociale; mentre quelle che hanno un carattere non condiviso danno luogo a disaccordo sociale. Le conoscenze nel gruppo riflettono sia la similarità-accordo che la diversità-disaccordo tra i membri.

Stabilità-instabilità delle conoscenze umane: l’acquisizione di nuove conoscenze e il cambiamento di quelle già disponibili è un processo indispensabile per raggiungere un nuovo scopo. Inoltre, il possesso di conoscenze stabili è base necessaria per formulare giudizi ed intraprendere attività.

A livello di conoscenze condivise può prevalere la potenziale instabilità con tendenza al cambiamento o con tendenza al mantenimento. Questo dipende dall’operazione di forze psicologiche di varia natura che, oltre al produrre la stabilità-instabilità, hanno un'influenza indiretta su altri aspetti del funzionamento del gruppo come la coesione, i valori, gli atteggiamenti dei membri ecc. Dunque il problema di stabilità-instabilità delle conoscenze riguarda:

  • La fase di formazione delle conoscenze stesse
  • La fase di mantenimento delle conoscenze stesse

Fase di formazione

È possibile che i neo-membri esercitino l’uno sull’altro una pressione verso l’uniformità finalizzata a giungere ad una visione condivisa della realtà. I neo-membri possono scegliere una strutturazione del gruppo in senso autocratico, il pensiero del “capo” influenza o determina quello degli altri dando luogo ad un aumento del favoritismo per l’endo-gruppo.

Fase di mantenimento

La ricerca di conoscenze sicure e condivise può indurre a discriminare coloro che manifestano opinioni devianti oppure quando i membri di un gruppo resistono al cambiamento del gruppo stesso, questo può indurre i membri a passare all’altro gruppo.

Ricerche più importanti: quanto più è importante il gruppo per i membri, più sono intense le forze che portano all’uniformità di opinione nel gruppo stesso. Queste forze sono state contestualizzate da Deutsch in termini di influenze informative e influenze normative alle quali sarebbero legate due diverse forme di conformarsi.

Influenza informativa motiva l’accettazione dell’informazione proveniente da altri al fine di ridurre la propria incertezza nei riguardi della realtà. Influenza normativa motiva ad ottenere l’approvazione adeguandosi alle aspettative degli altri rilevanti, dando luogo ad una dipendenza dai possibili effetti sociali della propria condotta.

Teoria funzionalista

Questa considerazione non va ad accettare la teoria secondo cui la conformità e la similarità sono un prerequisito per la formazione e mantenimento del gruppo. Secondo questa prospettiva ogni forma di devianza all’interno del gruppo è vista come disfunzionale e attiva reazioni negative verso chi devia.

Deindividualizzazione: completa sommersione nel gruppo con smarrimento del senso di essere individuo autonomo e differente da ogni altro (fenomeno presente soprattutto in gruppi come la folla).

Pensiero di gruppo (o groupthink): forma di ragionamento distorta dall’intenzione di raggiungere comunque conclusioni umani e non conflittuali.

Group-centrism: il gruppo è al centro dell’interesse dei membri, questo si manifesta con: pressione verso l’uniformità, stabilità delle prospettive condivise, aumento del favoritismo endo-gruppo. Questi sono fenomeni che si mettono in atto quando si attiva quello che Kruglanski chiama bisogno di chiusura cognitiva. Questo costrutto è connesso sia a fattori personali che situazionali.

Bisogno di chiusura cognitiva è un fattore che:

  • Promuove e difende la conservazione delle conoscenze condivise, favorendo i sentimenti di groupness
  • Regola nei singoli membri la spinta a non conservarle ed a rinnovarle, favorendo lo smantellamento della condivisione medesima

Capitolo 2. Il bisogno di chiusura cognitiva

Mancanza di Accountability: (condizione di motivati alla chiusura cognitiva; condizione di accountability: motivati all’evitamento di chiusura cognitiva) Il costrutto teorico empirico bisogno di chiusura cognitiva è proposto da Kruglanski negli anni '70, ritraducendo il rapporto fra fattori affettivo-motivazionali e attività cognitiva, dando a questo rapporto un supporto empirico che fino ad allora era rimasto debole.

Hot cognitions, cioè l’influenza esercitata sull’attività cognitiva, in termini di orientamento e/o di disturbo di essa, da parte di stati e processi affettivo-motivazionale, rappresentati dagli scopi e desideri della persona, dal tono dell’umore e dai suoi sentimenti è oramai ritenuta un fenomeno reale e dimostrabile.

Jean Piaget secondo cui è indiscutibile la regolazione affettiva dell’attività cognitiva: anche le attività più astratte di pensiero hanno una componente affettiva e anche le manifestazioni e...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mary933 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Vita-Salute San Raffaele di Milano o del prof Pantaleo Giuseppe.
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