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Cognizione sociale

Studio del modo in cui le persone danno senso a se stesse e agli altri.

 Approccio fenomenologico: descrizione sistematica del modo in cui le persone comuni

affermano di vivere il mondo

Ricerca nella cognizione sociale

 studio della psicologia ingenua: teorie che le persone si formano le une sulle altre nella vita.

 studio più minuzioso con teorie e metodi mutuati dalla psicologia cognitiva.

o descrivono con precisione i meccanismi dell’apprendimento e del pensiero applicabili

anche alla percezione sociale.

Due approcci allo studio della cognizione sociale

 Elementarista: scomposizione dei problemi scientifici in elementi base, che vengono analizzati

separatamente e poi ricombinati.

 Olistico: studio dei singoli elementi all’interno di un contesto più ampio, concentrandosi sulla

complessa configurazione di relazioni esistenti tra i vari elementi.

Origini elementariste della ricerca in cognizione sociale

Fino agli inizi del XX sec. la psicologia è una branca della filosofia

Secondo i filosofi britannici:

 attività mentale = chimica

 idee = elementi

 le relazioni tra i concetti costituiscono la chimica della mente (Locke)

 le idee, che sono frutto delle sensazioni e percezioni, si associano in base al principio della

contiguità spazio-temporale (Hume)

 la ripetizione è l’elemento che permette di passare dalla semplice contiguità ad un’unità

mentale (Hartley).

o le persone ricorrono in modo consapevole ai principi della ripetizione e della contiguità

anche nella vita di tutti i giorni.

Dall’inizio del XX sec. la psicologia diventa indipendente:

 Primi test empirici per provare la validità del concetto di chimica della mente.

 Wundt e Ebbinghaus: analizzare l’esperienza scomponendola nei suoi elementi costitutivi per

determinare come questi si mettono in relazione. Obiettivo: stabilire le leggi alla base di questi

processi associativi.

Origini olistiche della ricerca in cognizione sociale

Kant considerava la mente come un tutt’uno. la mente e i suoi fenomeni hanno una natura

intrinsecamente soggettiva. È la mente a costruire la realtà che va oltre l’oggetto originario in sé e per

sé. La mente organizza il mondo creando coerenza nelle proprie percezioni a partire dalle proprietà

dell’ambiente circostante. 1

La psicologia della Gestalt prende spunto da queste intuizioni che si basano su un approccio olistico:

 Descrizione del fenomeno di interesse e immediata esperienza di percezione, senza alcuna

analisi = approccio fenomenologico: descrizione sistematica delle esperienze di percezione e

pensiero delle persone.

 divenuto uno dei capisaldi della ricerca in ambito della cognizione sociale = fare

affidamento sul chiedere alle persone in quale modo esse diano senso al mondo.

Approccio elementarista vs. approccio olistico

sono entrambi fondati sull’introspezione MA

 Gestalt: focus su esperienze soggettive rispetto a insiemi dinamici—>il senso della struttura si

perde quando si analizzano i suoi componenti sensoriali.

 Elementaristi: focus su capacità di esperti sufficientemente addestrati di scomporre l’insieme

nei suoi singoli elementi costitutivi.

Gestalt: il singolo elemento acquisisce un significato all’interno del contesto circostante. Il significato

psicologico va oltre gli elementi sensoriali di base, includendo l’organizzazione che le persone

attribuiscono al tutto.

L’importanza assegnata alle configurazioni di stimoli da parte della psicologia della Gestalt ha

fortemente influenzato l’operato di Asch e Lewin nell’ambito della cognizione sociale.

ASCH

Come le persone combinano le componenti della personalità di un altro individuo per integrarle in

un’unica impressione complessiva.

l’uomo percepisce l’altro come un’unità psicologica e cerca un filo conduttore che lega tutte le sue

singole caratteristiche.

Esperimento:

 12 studi

 Compito: formarsi un’impressione su ipotetica persona descritta in base a due diversi elenchi

di tratti di personalità

 Risultati: la semplice modifica dei tratti “fredda” e “calda” in associazione a “intelligente”

determina notevoli differenze nei modi di descrivere la persona in questione.

o Fredda e intelligentepersona calcolatrice

o Calda e intelligentepersona saggia

Per spiegare i risultati, Asch propone due modelli:

1. Modello confrontazionale (approccio olistico): le persone si formano un’impressione coerente

degli altri e una serie di forze unificanti agisce sui singoli elementi per far sì che questi siano in

linea con l’impressione globale

la pressione verso l’unitarietà può modificare il significato dei singoli elementi per adattarle

meglio al contesto.

Esempio: un artista intelligente è scaltro, un bambino intelligente è sveglio, un anziano

intelligente è saggio.

Le persone utilizzano anche molte strategie per organizzare e unire i singoli elementi che

compongono un’impressione e non si limitano solamente a cambiare il significato dei termini

ambigui, ma risolvono le discrepanze tra i termini. 2

2. Modello algebrico (approccio elementarista): si considera ogni singolo tratto, lo si valuta

singolarmente e lo si combina poi le diverse valutazioni in una valutazione riassuntiva.

si basa sulla media ponderata delle informazioni

LEWIN

Applica le idee della Gestalt alla ricerca della psicologia sociale e della cognizione sociale:

 Focus su percezioni soggettive dell’individuo

 Influenza dell’ambiente sociale “così come viene percepito dall’individuo” (campo

psicologico*)

Fattore fondamentale: interpretazione personale

Le indicazioni del soggetto sono più rilevanti rispetto alle intuizioni dei ricercatori.

Focus su fenomenologia dell’individuo sulla sua personale costruzione della situazione.

*Il campo psicologico (quindi il comportamento) è determinato da due coppie di fattori:

 Persona nella situazione: nessuno di questi due elementi da solo può predire il

comportamento;

 Cognizione e motivazione: entrambi prodotto della combinazione tra persona e

situazionefungono da predittori del comportamento.

o La cognizione fornisce al percipiente la propria interpretazione del mondo (in assenza

di cognizioni chiare, il comportamento non è prevedibilequando una persona non ha

conoscenze complete o chiare relative ad un nuovo ambiente, presenterà un

comportamento instabile. Le cognizioni aiutano a prevedere ciò che farà la persona.

o La motivazione, in base alla sua forza, determina in che misura un determinato

comportamento verrà adottato. Infatti, il solo fatto di sapere cosa fare non implica

necessariamente la realizzazione dell’azione corrispondente. La cognizione non è

sufficiente, è la motivazione a fornire un impulso per la messa in atto di un

comportamento.

Sum up

 Approccio elementarista: parte dal basso, ovvero dalla combinazione degli elementi più piccoli

in elementi più grandi fino a che l’intero puzzle non è completo.

 Approccio olistico (Gestalt): descrizione del modo in cui una persona costruisce attivamente la

realtà. Bisogna considerare la configurazione nel suo complesso, così come viene percepita

dall’individuo.

ALTI E BASSI DELLA COGNIZIONE IN PSICOLOGIA

Nel tempo, lo studio della cognizione è stato valutato più o meno positivamente.

I primi psicologi, sia di impronta elementarista che olistica, adottavano l’introspezione come

strumento per la comprensione del pensiero umano, ma questo metodo è stato ad un certo punto

screditato e con esso anche la cognizione sociale. Al contrario della psicologia sociale, la cognizione

sociale è stata per diverso tempo rifiutata dalla psicologia sperimentale.

La cognizione della psicologia sperimentale 3

introspezione

Inizi della psicologia empirica: Wundt per studio dell’esperienza delle persone

(interesse di natura cognitiva). Raccolse molteplici dai su eventi mentali e costruì teorie per spiegarli.

MA, l’introspezione fu abbandonata perché non era congrua ai principi della ricerca scientifica:

 I dati devono essere riproducibili

o Poiché il successo delle teorie dipendeva dall’esperienza privata del singolo, non era

possibile provarne pubblicamente la validità e la ricerca non poteva essere controllata

da altri.

Quando l’introspezione e con essa la cognizione sociale vennero abbandonate, la ricerca spostò il suo

focus dallo studio dei processi interni a quello degli eventi esterni, osservabili da tutti:

nascita della psicologia comportamentista americana.

Uno dei fondatori, Thorndike, il cui lavoro fu sviluppato da Skinner, promosse una teoria che non

lascia spazio alla cognizione:

 Ogni comportamento ha effetti gratificanti e punitivi che spingono l’organismo a ripetere o a

evitare tale comportamento in futuro: l’effetto diviene la causa (effetto e causa sono elementi

osservabili).

Secondo i comportamentisti, l’identificazione di uno stimolo (S) e di una risposta (R) osservabili

rappresenta la rigida regola necessaria ai fini dell’evoluzione della psicologia, compresa la psicologia

sociale.

Nella psicologia sperimentale, uno degli effetti del comportamentismo fu che le teorie

comportamentiste predominarono a scapito delle idee sulla cognizione, che vennero messe in ombra

per mezzo secolo.

Negli anni ’60 la psicologia sperimentale torna a nutrire un nuovo interesse per la cognizione. Uno dei

motivi è costituito dalla critica mossa dai linguisti al fallimento dei tentativi di spiegare il linguaggio

attraverso il modello stimolo-risposta dei comportamentisti (critica di Chomsky a Skinner).

Nasce un nuovo approccio, l’elaborazione delle informazioni*, in seguito al tentativo di spiegare il

modo in cui le persone acquisiscono conoscenze e capacità.

*elaborazione delle informazioni i processi mentali possono essere suddivisi in fasi sequenziali:

cercare

comprensione del significato della domanda info sull’argomentoverifica della

rispostacomunicazione della risposta

L’obiettivo di una teoria delle informazioni è di spiegare le fasi intercorrenti tra lo stimolo (domanda)

e la risposta (risposta) e l’aspetto importante è rappresentato dall’elaborazione sequenziale delle

informazioni.

tentativo di spiegare processi cognitivi specifici

Sono stati sviluppati strumenti scientifici che permettono agli psicologi cognitivi di risalire ai processi

non-osservabili che si suppone intercorrano tra stimolo e risposta: il computer è il più importante, che

non solo funge da strumento metodologico, ma anche come metafora teorica.

 Computer come strumento: utilizzato per la simulazione dei processi cognitivi umani.

Anche in ambito della cognizione sociale sono state sviluppate simulazioni computerizzate del

modo in cui le persone si formano impressioni e ricordi sugli altri e su come si influenzano

reciprocamente.

 Computer come metafora: ha fornito cornice e gergo per definire processi mentaligli

psicologi cognitivi si riferiscono alla cognizione umana parlando di processi input-output, di 4

codifica e recupero delle informazioni. L’aspetto più rilevante è che le prime teorie cognitive

partivano dal presupposto che la cognizione umana assomigliasse, sotto alcuni punti di vista, ai

processi di elaborazione delle informazioni realizzati dai computer.

Recentemente, durante e dopo il Decennio del Cervello (anni ’90), le neuroscienze cognitive hanno

modificato il panorama della ricerca, ponendo molta attenzione sugli aspetti neurali. Nonostante

questo interesse possa essere lontanissimo dalla psicologia sociale, tutte le separazioni esistenti tra le

discipline vengono superate con l’idea che noi tutti ci muoviamo nel mondo dimostrando aspetti

sociali, affettivi e cognitivi.

La cognizione della psicologia sociale

La psicologia sociale manifesta la sua natura cognitiva in almeno tre aspetti:

1. Gli psicologi sociali intendono il comportamento sociale come prodotto delle percezioni degli

individui. Le azioni degli individui possono essere influenzate da altri anche quando questi non

sono presentiesempio estremo di massima dipendenza dalle percezioni fino ad arrivare

all’esclusione dello stimolo oggettivo.

2. I ricercatori interpretano cause e risultato finale della percezione e dell’interazione sociale in

termini profondamente cognitivi. Il pensiero viene spesso prima del sentimento e del

comportamento come principale reazione valutata dai ricercatori. In psicologia sociale, le

cause e gli effetti sono in gran parte di natura cognitiva.

3. La persona che si frappone tra la presunta causa e il risultato viene considerata come un

organismo pensante, una concezione che contrasta con il modo di considerare l’individuo

come un organismo guidato dalle emozioni o un automa privo di intelligenza.

Una teoria basata su S-R non tiene conto dell’organismo pensante, che è fondamentale per

spiegare diversi problemi. La psicologia sociale preferisce un modello di tipo S-O-R (stimolo,

organismo e risposta).

Anche la motivazione, oltre alla cognizione, ha ruoli diversi nella definizione di pensatore

sociale. Partendo da motivazione e cognizione è possibile individuare 5 modelli diversi:

1. Ricercatore di coerenza: gli individui sono motivati dalla percezione di discrepanza tra le

loro cognizioni. La teoria della dissonanza è l’esempio più noto. La base è una percezione di

incoerenza, che attribuiva un ruolo centrale all’attività cognitiva. Quella che conta è

l’incoerenza soggettiva tra cognizioni diverse o tra sentimenti e cognizioni. Di conseguenza,

un’incoerenza reale che non viene percepita come tale non dà luogo all’incoerenza

psicologica. Una volta che l’incoerenza è stata percepita, si suppone che l’individuo si senta

a disagio e sia motivato a ridurre l’incoerenza. La riduzione dello stato di pulsione negativa

porta a provare un senso piacevole di sollievo che risulta gratificante.

Le teorie della coerenza partono dal presupposto che le persone cambino i propri

atteggiamenti e le proprie credenze per ragioni di natura motivazionale.

Il declino di queste teorie rimanda alla difficoltà di prevedere cosa possa essere ritenuto

incoerente e come si possa ovviare al problema, ma soprattutto al fatto che gli individui

sono in grado di tollerare notevoli incoerenze e quindi il principio per cui la motivazione ad

evitarle sia fondamentale venne messa in discussione.

 negli anni successivi e nei modelli successivi importanza secondaria della motivazione rispetto alla

cognizione ricerca in ambito della cognizione sociale 5

2. Scienziato ingenuo: descrive come le persone risalgano alle cause del comportamento.

Agli inizi degli anni Settanta divennero popolari le teorie dell’attribuzione, che riguardano il

modo in cui le persone spiegano il proprio comportamento e quello degli altri. Alla base di

queste teorie vi è l’idea per cui le persone procedono in modo razionale (come scienziati)

nel distinguere tra diverse cause potenziali. Avendo a disposizione una sufficiente quantità

di tempo, le persone raccolgono tutti i dati più rilevanti e arrivano alle conclusioni più

logiche. Gli errori nascono da interferenze da parte delle motivazioni non razionali.

Gli individui non sono sempre degli scienziati ingenui. Il sistema cognitivo ha capacità

limitata e le persone ricorrono a scorciatoie. E l’impatto di tali limiti si presenta anche nelle

inferenze sociali.

3. Economizzatore di risorse cognitive: data la limitata capacità di elaborare le informazioni,

le persone ricorrono spesso a scorciatoie. Si tratta di strategie per semplificare problemi

complessi, che sebbene possono essere scorrette, possono essere vantaggiose dal punto di

vista dell’efficienza. Quindi, gli errori e i bias derivano da caratteristiche insite nella natura

del sistema cognitivo e non necessariamente dalle motivazioni. Infatti, il modello

dell’economizzatore non fa riferimento né a motivazioni né a sentimenti, la cognizione

assume ruolo centrale.

riemerge l’importanza delle motivazioni e delle emozioni.

4. Stratega motivato (anni ’90): organismo pensante impegnato con molteplici strategie

cognitive a sua disposizione, tra le quali sceglie in base ai propri obiettivi, alle proprie

motivazioni e alle proprie esigenze. A volte effettua scelte sagge, a vantaggio

dell’adattabilità e dell’accuratezza, mentre altre volte effettua scelte di carattere difensivo

a vantaggio della rapidità e dell’autostima. Si ritorna a valutare l’importanza della

motivazione, ma con una maggiore comprensione delle strutture e dei processi cognitivi

coinvolti.

5. Attore attivato: gli ambienti sociali attivano velocemente i concetti nella mente del

soggetto che percepisce, senza alcuna sua consapevolezza, e inevitabilmente attivano

cognizioni, valutazioni, affetti, motivazioni e comportamenti associati. Quest’ultima

concezione pone l’accento sulle risposte immediate, definite a seconda dei casi come

indicatori impliciti, spontanei o automatici di risposte non vincolate dalla volontà

dell’individuo percipiente. le motivazioni delle persone influiscono in modo sorprendente

sulle risposte inconsapevoli.

La concezione attuale combina l’idea dell’economizzatore delle risorse con una visione

che integra motivazione e affetto in ogni fase, anche in quelle preconsce.

CHE COS’E’ LA COGNIZIONE SOCIALE?

Campo di indagine: come le persone danno senso a sé e agli altri.

Caratteristiche di base:

 Mentalismo manifesto (cognizione)

Consiste nel credere nell’importanza delle rappresentazioni e dei processi mentali. L’oggetto di

studio (il “che cosa”) della cognizione sociale sono gli elemen

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Antonello67 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cognizione Sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Vita-Salute San Raffaele di Milano o del prof Pantaleo Giuseppe.
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