Estratto del documento

Manuale di psicologia scientifica

Canestrari Godino

Cap. 1. I modelli teorici in psicologia

Nascita della psicologia attuale

La psicologia scientifica si è costituita intorno alla metà dell'800. Psicologia, secondo la sua etimologia greca, significa “discorso sull'anima” e designa una disciplina che mira ad una interpretazione empiricamente fondata delle funzioni mentali. Il suo compito è quello di valutare in modo esatto le funzioni mentali umane dipendenti da un'entità immateriale quale è l'anima.

La psicologia punta a studiare, secondo un metodo comune alle scienze naturali, un campo ad esse apparentemente inaccessibile, da sempre ritenuto appannaggio delle discipline filosofiche e religiose: le funzioni mentali ed il comportamento umano. Già prima si erano consolidate le teorie sullo psichismo risalenti ad Aristotele ed Ippocrate. Queste avevano una base di tipo razionalistico o analogico e mancavano quindi di supporto empirico.

Si definisce razionalistica una teoria esplicativa che si basa sulla sola coerenza logica interna dell'assunto che ne è alla base. Una spiegazione scientifica è invece una teoria che viene controllata in modo empirico e che spesso porta a risultati anti-intuitivi, a spiegazioni non desumibili attraverso l'esperienza del fenomeno. Le antiche psicologie non erano quindi realmente scientifiche poiché non portavano ad una conoscenza autentica né producevano dimostrazioni valide.

Il primo vero antesignano della psicologia scientifica è comunque Cartesio. Egli ereditò dai filosofi precedenti la concezione del dualismo, ovvero che l'uomo è costituito da sue entità:

  • Corpo (res extensa) come una macchina, visto come oggetto fisico, sottoposto alle leggi naturali;
  • Anima (res cogitans) entità spirituale che opera secondo il libero arbitrio.

Il punto innovativo non consisteva nel dualismo, ma nel fatto che per spiegare una grandissima parte delle condotte umane egli fece ricorso a delle teorie che escludevano l'intervento dell'anima o del libero arbitrio. Nel suo libro “Traité sur l'homme” sostenne che la maggior parte di comportamenti umani sono spiegabili in termini meccanicistici, senza che facciano ricorso all'intervento dell'anima. In definitiva, erano visti come comportamenti spiegabili come risultato della macchina corporea e, soltanto quelli che ci distinguono dagli animali, come risultanti dell'intervento dell'anima.

La fondazione ottocentesca della psicologia vede quindi una duplice ed ibrida origine: biologica e fisiologica. Fechner (1801-1887) fu uno dei primi ricercatori accademici ad intraprendere ricerche sperimentali nel campo di questa nuova disciplina, esemplificando appieno tale dualità, con l'intento di fornire un'evidenza empirica ed una misura matematica dell'anima umana. La nascita ufficiale della psicologia è datata in coincidenza della creazione a Lipsia del primo laboratorio di ricerca psicologica, da parte di Wilhelm Wundt.

Nel 1860 Fechner aveva pubblicato “Elementi di psicofisica”, che ebbe il pregio di proporre per la prima volta l'uso di metodologie oggettive per studiare le funzioni della mente, tramite i loro correlati fisiologici. Egli, in particolare, sosteneva l'ipotesi che il rapporto percezione-sensazione (corpo-mente) potesse essere descritto e previsto attraverso formule matematiche. A fine 800, William James fondò il primo laboratorio psicologico ad Harvard ed ottenne la prima cattedra di psicologia negli Stati Uniti.

Correnti della psicologia

La caratteristica della psicologia scientifica consiste nel fatto che essa non si riassume in un approccio unitario o universalmente accettato. Esistono nella psicologia diversi livelli di analisi dei fenomeni, diverse metodologie di studio e diverse logiche di interpretazione dei processi. La psicologia costituisce una disciplina ponte tra le scienze naturali e le scienze sociali.

Psicologia fisiologica e psicofisica

Il filosofo J. Stuart Mill segnò una netta rottura con le concezioni precedenti di impronta dualistica, sostenendo che la mente non è un'entità autonoma ma solo una funzione a base somatica, e quindi che è meccanica e completamente interpretabile secondo gli stessi processi che spiegano le altre funzioni del corpo. Quindi, la mente non è qualcosa di distinguibile né tantomeno studiabile separatamente dal corpo, perché non è altro che una qualità funzionale di esso. Ogni aspetto del sentire e della condotta umana è quindi studiabile e comprensibile a partire dall'analisi del funzionamento del corpo o del sistema nervoso.

L'introspezionismo e l'associazionismo

Il fondatore del primo laboratorio scientifico di psicologia fu Wilhelm Wundt, anche fautore di un particolare metodo di studio basato sull'introspezione sistematizzata. Questa metodica si fondava sull'auto-osservazione e sulla descrizione minuziosa e sistematica del vissuto del soggetto. Il protocollo di una auto-osservazione introspettiva si fonda su una serie molto particolareggiata di passaggi esplorativi e definizioni per descrivere i vissuti. Se ogni parcella dell'esperienza viene focalizzata, si dovrebbero ottenere descrizioni esattamente ripetibili e paragonabili tra loro, oggettive e non soggettive.

Naturalmente l'oggettività dell'uomo che si fa misura di se stesso è solo parziale, poiché lo stesso individuo è osservatore ed osservato allo stesso tempo. I difetti radicali del metodo (che portarono al suo abbandono) sono la dimostrata soggettività dei dati ottenuti e l'inapplicabilità per gran parte dei soggetti. Il metodo introspettivo era utilizzabile con difficoltà, richiedeva un grande dispendio addestrativo e formativo e forniva dati imprecisi e non ripetibili.

L'introspezione sistematica si presentava comunque congrua alla visione strutturalista di Wundt, che si interessava alla interrelazione delle varie parti del sistema nervoso ed alle loro modalità di operare congiuntamente. Era il tentativo di discernere più precisamente possibile, le componenti elementari di un processo. D'altra parte, c'è da considerare che alcuni tipi di dati, relativi al vissuto del soggetto, non sono ottenibili altro che con l'utilizzo di una tecnica introspettiva.

La psicologia della forma o Gestaltpsychologie

Questa scuola di psicologia di matrice tedesca ha avuto un'importante ruolo nella ricerca e nelle teorie scientifiche fin dalla sua nascita, nel 1911, grazie a Wertheimer, Köler, Kofka e Lewin. La psicologia della forma o della Gestalt è in posizione antitetica rispetto all'associazionismo di Wundt e indaga il funzionamento della mente attraverso lo studio del fenomeno e del vissuto, non con opera di analisi, ma con sintesi della globalità dell'esperienza.

I gestaltisti hanno cercato di comprendere l'esperienza nella sua interezza, rinnegando la vecchia modalità della parcellizzazione e del frazionamento e sostenendo che l'insieme (la struttura psichica ed ogni fenomeno che da essa precede) è un qualcosa che va al di là della semplice somma delle sue minute parti, e che lo studio che si limita all'analisi di queste ultime parti nulla o poco ci può dire sull'architettura dell'edificio psichico.

La psicologia dinamica o del profondo

Sigmund Freud (1856-1939) è il solo esempio di fondazione di una teoria generale, la psicologia dinamica. Questo modello teorico deriva dalla sistemazione teorica di esperienze cliniche. Freud ebbe l'intuizione di postulare un'unità di base del complesso mente-corpo in senso bidirezionale (la mente agisce sul corpo e viceversa), insieme ad una pluralità di livelli della funzione mentale (un livello inconscio, un preconscio e un conscio).

Il modello si chiama psicodinamico perché fa riferimento ad una relazione mobile, dinamica fra queste istanze psichiche o parti funzionali della mente. In un secondo momento, Freud ha riformulato la teoria psicodinamica postulando l'esistenza delle tre istanze psichiche dette Id, Ego e Super Ego. Ciò che rende discusso il modello freudiano è il fatto che esso postula l'esistenza di un'entità o livello che per definizione non è direttamente osservabile (l'inconscio o Id).

L'inconscio non è direttamente osservabile né manipolabile, ma individuabile solo indirettamente o per via interpretativa. Il metodo della ricerca psicoanalitica è quello dell'osservazione sistematizzata dei fenomeni psichici e comportamentali, colti come prodotti di dinamiche profonde, mentre la tecnica di comprensione degli stessi fenomeni è ermeneutica o interpretativa. Presupposto delle interpretazioni è il determinismo (nessun aspetto della condotta o del vissuto di un individuo non è dovuto al caso, ma da una causa o un fattore preciso).

Comportamentismo o psicologia oggettiva

Il comportamentismo è una dottrina o un approccio concettuale che esclude dal campo della ricerca psicologica ogni fattore che non sia oggettivo e misurabile. Non viene considerato quale oggetto di studio qualsiasi fattore che non sia intermedio fra S (stimolo) ed R (risposta), ovvero non vengono considerati i vissuti ed i processi elaborativi mentali, in quanto la costruzione di una psicologia oggettiva esclude l'esame di ogni ipotesi non direttamente verificabile.

Su questa base, il comportamentismo è stato identificato come la psicologia del paradigma S-R. Il suo fondatore è Watson. La sua prospettiva di ricerca non si limita al comportamento motorio o muscolare, ma a tutte le modificazioni oggettivabili della condotta verbale ed i sintomi psicopatologici. Un enunciato importante del comportamentismo è il concetto di modellamento e plasmabilità delle differenze individuali (non innate, ma dipendenti totalmente dall'apprendimento e dalle esperienze di vita).

Cognitivismo

Una certa impostazione che deriva in parte dal comportamentismo ed in parte da impostazioni filosofiche mentaliste ottocentesche è stata etichettata come cognitivismo. Più che una scuola o una specifica teoria, è un approccio metodologico allo studio della psiche. Questo approccio ha un alto grado di astrazione e tende a privilegiare lo studio delle capacità degli individui di acquisire, ricordare e fare uso concreto della conoscenza per guidare le proprie azioni.

Alcuni cognitivisti (Neisser, Hull e Tolman) seguono un paradigma che si avvicina a quello comportamentista (S-R) che però interpone tra i due elementi quell'intermedio dell'elaborazione mentale (O). Il modello che segue è quindi S-O-R, definito anche modello dell'elaborazione dell'informazione.

Cap. 3. Il metodo psicometrico

Il giudizio clinico

La diagnosi è una forma di conoscenza che procede per deduzioni, un'operazione messa in atto nella vita di tutti i giorni. Limite fondamentale delle diagnosi quotidiane è che spesso le valutazioni sono incomplete ed approssimative, talora del tutto scorrette. L'errore diagnostico avviene a causa della dipendenza dei giudizi dalla propria esperienza passata. Ma la nostra esperienza è inevitabilmente limitata e ancor più limitata è la capacità di elaborare i nostri ricordi.

La nostra mente tende ad operare il confronto con una sola esperienza o con una sola classe di esperienze omogenee, che si costituisce quale criterio assoluto, ma irrazionale, della procedura di valutazione per analogia. Altra fonte di errori di giudizio è la tendenza a prevedere quello che ci fa più piacere (distorsione legata alle attese). Va tenuto presente, quindi, che i giudizi della vita quotidiana sono soggettivi e marcatamente distorti da meccanismi di tipo affettivo.

Le qualità psicometriche di un test

“Psicometrico” indica che un test è una misura di un elemento psichico. La logica di un test psicometrico è analoga ad un sondaggio di opinione. È fondamentale basarsi su domande adeguate allo scopo, non domande dirette ed esplicite (perché tutti i soggetti reticenti ed insinceri non daranno risposte valide). Devono porsi domande indirette e mascherate.

Il test deve basarsi su una teoria di relazione causa-effetto fra la presenza di un determinato fattore o caratteristica e le risposte. Non si deve trattare di una teoria razionale, ma essa deve aver già avuto una verifica empirica. Le voci del sondaggio devono essere numerose ed articolate, per rispecchiare le differenze tra i vari soggetti. Il test, comunque, è un'esplorazione breve e localizzata, guidata da un'ipotesi teorica.

Un buon test deve essere standardizzato: le domande devono essere sempre le stesse per tutti, il modo di porgerle deve essere uniforme ed il giudizio sulle risposte deve essere unico e prestabilito. Bisogna che lo stimolo applicato sia sempre lo stesso. Le qualità docimologiche* fondamentali che dobbiamo pretendere da uno strumento psicodiagnostico sono:

  • Attendibilità (affidabilità/stabilità): la misura ricavata con il test deve essere ripetibile; il punteggio prodotto deve essere sempre costante quando si ripete la prova sullo stesso soggetto.
  • Validità: la capacità di un test di misurare quello che dice di voler misurare e non qualche altra cosa. La validità teorica di un test che deriva dal basarsi su una buona teoria, deve però essere sempre verificata empiricamente.

Le procedure di verifica sono due:

  • Validazione di criterio: applicazione del test ad un gruppo di individui che sappiamo già avere quelle caratteristiche e ad un gruppo che sappiamo che non le ha. Il test valido è quello che dà punteggi alti per il gruppo possidente del fattore psichico da valutare e bassi per l'altro.
  • Misura della validità concorrente: applicazione di una batteria di test diversi, ma che misurano lo stesso fattore. Un test valido mostra punteggi simile o uguali agli altri.

* Docimologia: ramo della pedagogia collocato fra le tecniche sperimentali che si occupano dello studio dei sistemi di valutazione delle prove di verifica. Tende a trovare metodi di valutazione oggettivi.

Procedure di diagnosi

La diagnosi è un giudizio di probabilità che si fonda su determinate informazioni. Le modalità di raccolta delle informazioni sono principalmente due:

  • Intervista libera (o non strutturata): basata su una serie di domande personalizzate, atte a creare un'atmosfera positiva nel rapporto. L'intervistatore in questo caso deve essere esperto e attento a non urtare la sensibilità del paziente.
  • Intervista strutturata: basata su un questionario o sulla base di uno schema rigido. Dà la possibilità di avere un confronto oggettivo, perciò è appropriata nelle ricerche scientifiche, o per studi interessati a soggetti diversi o al confronto degli stessi soggetti prima e dopo un dato trattamento. Questo tipo di intervista può essere condotta anche da persone con scarsa esperienza.

I test di personalità oggettivi

I test più diffusi in psicologia sono quelli di personalità, che spaziano in numerosi aspetti della personalità sia normale che patologica. Quello più frequentemente utilizzato è il MMPI (Minnesota Multiphasic Personality Inventory), nato nel 1943. Questo esiste in tre forme: standard (502 domande), ridotta (350 domande) e abbreviata (170 domande). La forma più utilizzata è quella ridotta.

Questo tipo di inventario comprende scale di controllo e scale cliniche, che permettono rispettivamente di capire la sincerità del soggetto nella risposta e la presenza di quadri psicopatologici (etichettati come isteria, depressione, ipocondria...). Mettendo a confronto i risultati delle scale, si ricava un profilo di personalità. Un altro test è il 16 PF di Cattel. Comprende 108 voci e fornisce un profilo di personalità che non fa alcun riferimento a criteri clinici o alla presenza/assenza di disturbi. Il profilo ottenuto con tale test è dato da un punteggio di 16 scale relative a fattori bipolari (introversione/estroversione, aggressività/inerzia...).

Il CPI (California Personality Inventory) costituirebbe il test di elezione per tutte le ricerche non di tipo clinico. I motivi della sua scarsa diffusione sono la notevole lunghezza, l'indisponibilità di adeguate tarature a livello europeo ed italiano nella sua traduzione dall'inglese e il difetto di non essere un test bivalente clinico e descrittivo come il MMPI.

I test di personalità soggettivi

Oltre ai test oggettivi, esistono test soggettivi o proiettivi. Con questi il soggetto viene confrontato con stimoli poco strutturati, ambigui o incompleti e sollecitato ad esprimere cosa prova di fronte ad essi. Se lo stimolo è ambiguo e di per sé non definibile in modo univoco, quello che il soggetto vi può cogliere nell'organizzarlo percettivamente è un'attribuzione idiosincrasica di contenuti e di significati che derivano dall'inconscio del soggetto stesso (cioè una proiezione di aspetti nascosti e profondi della sua personalità). Le variazioni nella risposta equivalgono quindi a varianti della personalità.

Questi tipi di test non sono definibili come psicometrici, in quanto non danno punteggi o misure oggettive, ma danno solo una risposta da valutare ed interpretare. Il più diffuso tra i test proiettivi è il test di Rorschach, costituito da 10 tavole di cartone, recanti macchie di inchiostro. L'origine storica di questo test si ritrova nel gioco ottocentesco del Blotto, basato sull'interpretazione libera.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 190
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 1 Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 190.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 190.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 190.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 190.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 190.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 190.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 190.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 190.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame psicologia, prof. Manca, libro consigliato Manuale di Psicologia Scientifica Pag. 41
1 su 190
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nobody_scuola_1990 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Manca Maura.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community