Introduzione ad Alfred Adler
Formazione dello stile di vita
L'eredità: I primi studi di Adler si riferiscono alle anomalie fisiche di natura ereditaria (parte dallo studio del corpo per avvicinarsi alla psichiatria). Scrive la sua 1a monografia sull'inferiorità degli organi e presenta un'opinione ≠: esiste una predisposizione int ad ogni malattia, l'organismo già debole e predisposto tende a soccombere (stato di vulnerabilità originaria). Gli individui ereditano la debolezza costituzionale di un certo organo: il corpo x Adler è qualcosa di più di un semplice agglomerato di cellule ma è una serie di organi integrati in grandi sistemi aventi relazioni reciproche che assolvono alle necessità dell'organismo in modo intenzionale o funzionale. Se, nel corso della gravidanza, si verifica uno sviluppo embriologico imperfetto di un apparato e delle relative sovrastrutture nervose, si avrà come risultato un'anomalia congenita.
La debolezza degli organi si riflette sul loro funzionamento, la deficienza di un organo è la base x distinguere tutti i tipi psicofisici (es. ipertiroideo). Soprattutto nell'infanzia è possibile scoprire le deficienze organiche che predispongono l'individuo alle future malattie. È fondamentale la correlazione tra l'apparato sex e il resto dell'organismo: la maggior parte delle imperfezioni organiche sono accompagnate da una deficienza dell'apparato sex. Il possesso di organi imperfetti conduce con facilità a precocità sex e masturbazione. Tuttavia gli organi contengono riserve di energia tali da compensare i difetti di origine (compensazione).
Il cervello è guida e coordinatore di tutto l'organismo e organo principale della compensazione indiretta; il sogg rivolge tutta l'attenzione alla parte debole del suo corpo e cerca con notevole sforzo fisico di vincere tale debolezza; può arrivare a sovracompensare le sue deficienze e ottenere un successo maggiore di un individuo normale. Non è tanto il significato medico di un'imperfezione che conta ma il modo in cui il sogg la considera: tende a sviluppare un senso di sconfitta e pessimismo (senso di inferiorità). Due possibilità: o perdono del tutto la fiducia in sé o si affannano a competere con gli altri.
L'ambiente: Nei primi anni di vita è costituito soprattutto dai genitori; nonostante siano convinti di offrire le stesse cure ai propri figli, non esistono due bambini in una famiglia che si trovino nella stessa situazione (la costellazione familiare assume una prospettiva ≠ in rapporto al carattere ≠ che ogni figlio sviluppa). Da qui la descrizione di tipi umani, ognuno caratterizzato da una propria direttiva di compensazione basata sulla sua posizione in famiglia.
- Primogenito: È influenzato dal fatto che, per un certo periodo, è l'unico punto su cui converge l'attenzione dei genitori e deve poi rassegnarsi all'arrivo dei fratelli con cui dovrà abituarsi a spartire le cure dei genitori = senso di amarezza e disillusione che spesso perdura per tutta la vita (perdita supremazia); spesso capita che si distacchi dalla madre, primo oggetto d'amore, e rivolga le sue attenzioni al padre, questo può indurlo a sentirsi più responsabile e trovare nello sviluppo del senso di responsabilità un compenso alla perdita della posizione privilegiata; facilmente è il membro più conservatore, con tendenza a rivolgersi al passato e diffidare del futuro.
- Secondogenito: Non patisce gli effetti della denotrizzazione e il suo ardente desiderio è riuscire a raggiungere e superare il suo rivale, per ciò privilegia il futuro, progresso, rivoluzioni, novità, spesso atteggiamento ribelle e modalità alternative alle tradizioni familiari.
- Terzogenito: Il suo costante desiderio è divenire più grande di tutti gli altri e trovarsi in supremazia, solitamente è il beniamino dei genitori, può diventare ambizioso e aggressivo; mancano gli atteggiamenti autoritari del primogenito e quelli ribelli del secondogenito.
- Figlio unico: A differenza dell'ultimogenito che cresce lottando con gli altri fratelli e convivendo nella comunità dei suoi coetanei, il figlio unico si abitua a vivere quasi esclusivamente con adulti, precoce nel linguaggio e nell'espressione delle opinioni. La mancanza di competizione non sviluppa le tendenze combattive e tende a vivere il mondo esterno alla famiglia come privo di protezione.
- Abbandonato: Sentimento di estraneità, egoismo, convinto che non può ottenere nulla se non attraverso lotte e intrighi.
Non è la situazione familiare in sé, ma l'esperienza e valutazione che il soggetto ne trae che determina il tipo di compensazione. Possono influenzare altre caratteristiche come l'età dei figli, il sesso. Le inferiorità non devono mai essere considerate solo ostacoli ma stimoli alla compensazione. La base dell'educabilità sta nello sforzo del soggetto di compensare la sua debolezza.
La psiche
Eredità e ambiente sono i due elementi fondamentali di ogni psicologia, non si può considerare l'essere umano senza tener conto contemporaneamente sia ciò che porta con sé dalla nascita che ciò che successivamente ha sperimentato. La psicologia di Adler pone uguale attenzione ai due fattori, ma non considera mai un fattore come determinante inevitabilmente il comportamento di una persona. Sui fenomeni psichici e tratti del carattere l'eredità ha un ruolo poco importante: il fatto che ci siano tratti del carattere comuni in famiglia è dovuta al fatto che il soggetto li assimila dall'ambiente con processi di imitazione o identificazione. Tuttavia l'ambiente non può determinare il comportamento di un individuo, entra in gioco un terzo fattore che è l'individuo come essere vivente e elemento attivo in ogni situazione perché possiede una psiche che non reagisce passivamente agli stimoli ma è strumento per trasformarli.
Bisogna rivolgere l'attenzione alla psiche e ai rapporti che essa contrae con ereditarietà e ambiente. L'apparato psichico trova le sue origini dalla necessità di movimento, si sviluppa perché un animale in movimento deve avere una direzione, dei sensi con cui individuare il proprio percorso e la facoltà di ragionare per indirizzarsi ad uno scopo (percezione di una meta).
Il primo compito del bambino è l'orientamento: appena nato le impressioni cominciano a colpirlo in modo confuso e indefinito, gli oggetti non hanno un esatto contorno e non si differenziano chiaramente dal proprio corpo. Compie un grande sforzo per imparare a catalogare gli oggetti nuovi. La mente gioca un ruolo attivo in ogni esperienza e fornisce col passare del tempo una serie di principi e modelli che lo orientano all'azione. Il bambino tende a minimizzare nella sua mente le contraddizioni e accentuare i fattori che confermino il suo punto di vista originario, per evitare di cadere nell'incertezza (funzione selettiva della psiche che lavora per produrre qualcosa di coerente). Ha il compito di costruire uno schema di appercezione a cui riferire ogni nuova esperienza (ogni nuova informazione è confrontata con ciò che già si conosce e la si immette nel proprio schema di relazioni).
Ogni individuo è unico, le infinite differenze della natura umana sono garantite dalle infinite differenze delle loro interpretazioni di vita. Il bambino intorno ai cinque anni costruisce il suo concetto di mondo e si muove come se conoscesse la sua direzione/meta; a quest'età unisce il materiale ereditato con le impressioni ricevute dall'ambiente. Alla fine dei cinque anni la sua personalità è definitivamente formata. Dopo può elaborarsi ulteriormente mantenendo gli schemi d'interpretazione di vita fissati da bambino.
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