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La SURVEY è un metodo di ricerca empirica in cui si usa il questionario strutturato come strumento

di rilevazione dei dati.

Possibili tipi di ricerca:

ricerca qualitativa: non ricorre a rilevazioni numeriche, non fa uso di statistiche e dipende

principalmente dall’osservazione (indagini etnografiche, analisi del discorso, studio di comunità,

storie di vita, analisi testi)

ricerca quantitativa: si basa sulla misurazione e numerazione, fa ampio uso della statistica e ha

come requisito fondamentale l’organizzazione dei dati in una matrice

ricerca di laboratorio: o esperimento, avviene in un ambiente controllato, di solito su un numero

limitato di individui

ricerca sul campo: condotta in un contesto reale, di solito coinvolge un maggior numero di soggetti

ricerca esplorativa: non ha ipotesi precise da verificare, parte da interessi generali di conoscenza e

segue alcuni criteri guida formulando eventualmente ipotesi parziali durante lo svolgimento sulla

base di elementi che a priori non si è in grado di ipotizzare

ricerca confermativa: prende avvio da ipotesi precise da convalidare.

La survey è una ricerca quantitativa che si svolge sul campo e può avere obiettivi sia esplorativi che

confermativi, può essere trasversale (cross-section) o longitudinale (time-series). Si può definire

standard per le sue caratteristiche: uso di statistica, matrice di dati, osservazione empirica dove i

dati non sono frutto dell’osservazione del singolo ricercatore, ma rilevati in seguito a definizioni

operative.

PERCHE’ SI FA RICERCA

Per fornire strumenti ai fini di una decisione o della soluzione di un problema o per desiderio di

conoscenza. Perché abbia inizio è necessario essere in grado di formulare delle domande e

considerare adeguate solo le risposte apportate da evidenza empirica (empiricamente controllabili) e

argomentazioni razionali. Per ottenere delle risposte è necessario rilevare informazioni, trasformarle

in dati, cercare di analizzarli con competenza tecnica.

Una ricerca inizia con la raccolta delle informazioni relative all’argomento; la bibliografia deve

tener conto il più possibile di ciò che è stato scritto nel mondo sull’argomento, contattare esperti e

ricercatori per scambiare informazioni, utilizzare le reti telematiche. Le basi della conoscenza

scientifica richiedono un continuo confronto tra i componenti della comunità scientifica sia al loro

interno ce all’esterno. L’uso delle reti informatiche non si limita al momento della raccolta dati

perché durante tutto lo svolgimento del lavoro è necessario mantenere contatti con altri gruppi (per

es. consultazione delle biblioteche on-line – OPACS – uso di ipertesti).

LA PROGETTAZIONE

Il progetto deve avere forma scritta, serve da base per la discussione. Prima di iniziare qualsiasi

lavoro di ricerca è necessario sedersi a tavolino e ragionare, singolarmente o col gruppo di ricerca, e

pianificare tempi, costi, strumenti, strategie, tenendo presente che saranno necessari decisioni e

revisioni nel corso dell’opera. Il lavoro di ricerca comporta un continuo lavoro di aggiustamento e

ridefinizione, all’interno comunque di un contesto ben delineato e parzialmente immodificabile

rispetto alla progettazione iniziale.

Le fasi di ricerca rispettano solo parzialmente un ordine sequenziale in quanto le scelte fatte

condizionano il lavoro successivo e ogni nuova scelta condiziona quelle precedenti (circolarità tra i

diversi momenti). In una fase di progettazione occorre definire:

Argomento di ricerca

 Tipo di campione

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Modalità di rilevamento dati

 Obiettivi esplorativi-confermativi dell’analisi dei dati

 Tipo di presentazione dei risultati

 Tempi e risorse necessari (a livello di competenze, denaro, strumentazione)

FASI (nell’insieme si definiscono disegno di ricerca)

Progettazione (definizione tema, formulazione ipotesi o criteri guida, stesura progetto)

 Indagine conoscitiva (uso risorse telematiche, internet)

 Raccolta dati (scelta campione, scelta dello strumento di rilevazione, stesura questionario,

 pre-test, raccolta dati)

Preparazione all’analisi (scelta delle risorse di calcolo, preparazione dei dati per

 l’immissione, immissione dei dati, operazioni di base sui dati)

Analisi dati (descrizione, spiegazione, interpretazione)

 Presentazione dei risultati (redazione del rapporto di ricerca, presentazione pubblica)

LA REDAZIONE DEL PROGETTO

Un progetto di ricerca inizia solitamente con una breve introduzione che sintetizza le finalità (per

es. esplicative o esplorative) e modalità che si vogliono adottare per raggiungerle. Bisogna inoltre

specificare:

Argomenti ed elencare dettagliatamente le informazioni necessarie all’eventuale

 committente e il loro preciso significato

Tipo e dimensioni del campione

 Caratteristiche del questionario

 Metodo di raccolta dati

 Metodo di analisi dei dati

 Indicare il tipo di rapporto di ricerca definitivo

 Indicare le risorse necessarie

 Prevedere costi finali e tempi delle varie fasi

Un progetto di ricerca deve avvalersi di quello che si definisce “linguaggio di ricerca” (insieme di

espressioni e regole esplicitate e codificate comuni a tutti coloro che partecipano alle diverse fasi di

ricerca), una cultura condivisa che riduce le possibilità di ambiguità di interpretazione.

SPECIFICAZIONE ARGOMENTI

Molti fattori possono determinare la scelta del tema: interessi accademici, necessità dei servizi

sociali, …

Bisogna listare in termini concreti e specifici i concetti su cui si lavorerà. Il ricercatore dopo aver

definito un argomento può avere o meno una teoria o ipotesi da seguire. Una teoria è una

formulazione sistematica di asserti, una combinazione di ipotesi relative ad un fenomeno.

Interagisce strettamente con la progettazione e con la definizione del tema ed eventuali ipotesi

l’analisi della letteratura e il contatto con altri ricercatori che hanno trattato l’argomento. Quando si

hanno delle ipotesi da cui partire, devono essere espresse come asserzioni empiricamente

controllabili e non normative e non devono essere giudizi di valore.

LA SCELTA DEL CAMPIONE

Le strategie di ricerca normalmente seguono due direzioni: ottenere poche informazioni da un

piccolo campione o ottenere poche e meno dettagliate informazioni da un vasto campione.

La scelta dipende da ciò che si ricerca: se si vogliono stime precise di relazioni causali tra variabili

serve un vasto campione, se si vuole conoscere in profondità e dettagliatamente un problema serve

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un campione ristretto di persone disposte a farsi intervistare a lungo, considerando anche le risorse a

disposizione. La scelta del campione:

Casuale: tutti gli individui di una lista di campionamento (l’insieme di tutti i soggetti tra cui

 è possibile individuare quelli con le caratteristiche richieste dall’indagine, il campione per

essere rappresentativo deve contemplare tutte le caratteristiche contemplate nella

popolazione stessa) hanno la stessa probabilità di essere scelti come soggetti dell’indagine. I

risultati ottenuti da un campione casuale e rappresentativo sono generalizzabili e validi

anche per la popolazione non direttamente intervistata

Campione di convenienza: né casuale né rappresentativo, ma un insieme di persone

 facilmente reperibile e intervistabile (utile nella pre-ricerca).

Stratificato (o non stratificato): scelto sulla base di alcune caratteristiche della popolazione

 ritenute importanti (sesso, età, titolo studio) in modo tale che le quote relative ad ogni

caratteristica rispettino le quote presenti nella popolazione.

Raggruppato (o non raggruppato): detto anche a grappoli o per area, utile per una

 popolazione dispersa su un vasto territorio.

CARATTERISTICHE DEL QUESTIONARIO

Decidere in fase di progettazione le caratteristiche generali: di quante e quali parti si compone,

come inizia e come termina, il livello di linguaggio (semplice, tecnico, sofisticato), lo stile

(informale, scolastico, colloquiale), che cosa fare per ridurre la resistenza a rispondere, il colore,

peso e tipo di carta.

La raccolta dei dati:

I metodi più consolidati:

Intervista personale (face to face): consente un contatto diretto tra intervistatore/intervistato,

 può permettere una maggiore collaborazione dell’intervistato e una riduzione delle mancate

informazioni. E’ il metodo più dispendioso perché richiede molto tempo, esperienza e

preparazione dell’intervistatore per ottenere le informazioni desiderate influenzando il meno

possibile le risposte dell’intervistato (rischio del soggetto di dare risposte adeguate alle

aspettative, a ciò che è diffuso e accettato socialmente, a ciò che fornisce l’immagine di sé

che si vuole dare in quel momento); ci può essere un adattamento più o meno inconscio

delle risposte.

Intervista telefonica: richiede meno tempo di quella personale, gli intervistati sono più

 facilmente raggiungibili, indipendentemente dalla loro dislocazione geografica, ma non può

avere una lunga durata.

Postale: ha importanza l’aspetto estetico; è possibile raggiungere in modo economico

 persone sparse su una vasta zona geografica (conveniente per un campione ampio); il

maggior svantaggio è l’alta incidenza di mancato ritorno del questionario

Internet: metodo efficace (impersonalità strumento, libertà dell’intervistato di scegliere il

 momento della giornata in cui rispondere e possibilità di riflettere per il tempo necessario,

rapidità nell’ottenimento dei risultati), ma presuppone un’accurata scelta del campione.

ANALISI DEI DATI

Già dalle prime fasi di ricerca bisogna decidere il percorso da seguire nell’analisi dei dati. Si parte

solitamente con statistiche riassuntive e descrittive delle caratteristiche generali del campione per

poi passare alle elaborazioni successive. E’ necessario stabilire se le analisi saranno di esplorazione

di un problema di cui non conosciamo molto o se si è alla ricerca di precise relazioni tra fenomeni.

Le tecniche che si intendono utilizzare devono tener conto degli obiettivi descrittivi, esplicativi e

interpretativi che si vogliono raggiungere.

RAPPORTO DI RICERCA FINALE 4

In fase di progettazione bisogna stabilire il tipo e le modalità di consegna del rapporto finale.

Per un rapporto scritto occorre: organizzare il documento in sezioni che rendano più agevole

l’accesso al lettore delle informazioni e riassumere la struttura generale in un indice, iniziare con –2

pagine contenenti il clou della ricerca in forma concisa, includere una copia del questionario con le

% di risposta o i valori medi delle riposte alle singole domande, usare tabelle e grafici riassuntivi

con legende chiare, comporre un testo chiaro che spieghi i risultati e le relazioni principali evitando

il linguaggio tecnico, descrivere dettagliatamente in un appendice come la survey è stata condotta.

Se orale occorre sintetizzare il più possibile in grafici chiari e completi di didascalie i risultati

salienti e rimandare per i dettagli al testo scritto, servirsi di metodi visivi efficaci che sostengano il

discorso e permettano a chi ascolta di seguire con facilità il discorso (uso di lucidi, diapositive o

sequenze di videate al computer).

RISORSE, COSTI E TEMPI

In fase di progettazione vanno indicate le risorse necessarie allo svolgimento del lavoro:

economiche, umane (indicare le persone coinvolte nel lavoro e la loro funzione, eventuali richieste

di specialisti esterni), di tempo e strumenti. Bisogna prevedere costi e tempi di realizzazione,

comunicare eventuali ritardi nell’andamento dei lavori e motivarli. I costi vanno riferiti alle singole

fase di ricerca e deve comparire in sintesi il costo totale del progetto.

LA RACCOLTA DATI

Le tecniche di raccolta dati si possono scegliere tenendo conto dei contesti, interessi, convinzioni,

esperienze, risorse economiche; occorre definire limiti e potenzialità di uno strumento per saperlo

utilizzare.

Per effettuare la raccolta dati bisogna definire operativamente gli elementi fondamentali di una

ricerca: casi (oggetti) e variabili (proprietà). La definizione operativa permette di esprimere

empiricamente unità e concetti; l’obiettivo della ricerca è lo studio delle relazioni tra oggetti e

proprietà, tra oggetti e oggetti e tra proprietà e proprietà.

I principi che permettono di porre in relazione teorie e fatti sono due: deduzione (metodo

ipotetico-deduttivo con cui si parte da un ipotesi o teoria da cui si deducono le conseguenze che

sono sottoposte al controllo dei fatti) e induzione (partire da un’osservazione per risalire alla

validità di un’ipotesi o per determinare la probabilità che essa valga anche per casi non direttamente

osservati, valicare la probabilità che si verifichi l’ipotesi aldilà delle osservazioni effettuate).

Con entrambi i metodi si fanno inferenze: si parte da premesse, teoriche o empiriche e si giunge a

conclusioni in precedenza sconosciute.

L’inferenza statistica racchiude in sé entrambi gli approcci: consiste nel confrontare le ipotesi

statistiche con le osservazioni sperimentate, ipotizzare con un approccio deduttivo che un

determinato modello di analisi statistica si pos

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Fulcheri Mario.
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