Psicologia generale
Origini storiche della psicologia
La psicologia può essere definita come lo studio scientifico dei comportamenti e dei processi mentali. Tra le prime scuole di psicologia del XX secolo troviamo: lo strutturalismo (analisi delle strutture mentali), il funzionalismo (studio di come lavora la mente affinché l’organismo possa adattarsi al suo ambiente e funzionare in maniera adeguata), il comportamentismo (studio del comportamento, senza riferimenti alla consapevolezza), la psicologia della Gestalt (focus sui modelli formati dagli stimoli e sull’organizzazione dell’esperienza) e la psicoanalisi (enfasi posta sul ruolo dei processi inconsci nello sviluppo della personalità e delle motivazioni).
Basi biologiche della psicologia
Il sistema nervoso si divide in: sistema nervoso centrale (SNC) e sistema nervoso periferico (SNP). Il sistema nervoso centrale include il cervello e il midollo spinale. Il sistema nervoso periferico include la restante parte del tessuto neurale nel resto del corpo. I nervi afferenti trasmettono i segnali dal corpo al SNC, mentre i nervi efferenti trasmettono i segnali dal SNC al corpo. Il sistema nervoso periferico consiste nel sistema somatico, che porta messaggi a e dai recettori sensoriali, i muscoli e la superficie del corpo (per le funzioni sensoriali coscienti e funzioni motorie volontarie), e nel sistema autonomo, che è connesso con gli organi interni e le ghiandole (per funzioni automatiche e involontarie, come il battito cardiaco).
Il neurone è una cellula specializzata che trasmette impulsi nervosi o messaggi ad altri neuroni, ghiandole o muscoli. Dal corpo cellulare (o soma) fuoriesce un certo numero di ramificazioni corte chiamate dendriti che ricevono impulsi nervosi da altri neuroni. L'assone è una propaggine della cellula di forma tubolare, che trasmette questi messaggi ad altri neuroni. Alla sua estremità l'assone si ramifica in un certo numero di rami sottili che terminano in piccoli rigonfiamenti detti bottoni sinaptici. Quando un impulso nervoso viaggia lungo l'assone e arriva ai bottoni terminali, esso provoca la secrezione di un neurotrasmettitore (sostanza chimica che si diffonde nella fessura sinaptica e stimola il neurone adiacente, trasmettendo di conseguenza l’impulso da un neurone all'altro).
Il potenziale d'azione è un impulso elettrochimico che viaggia dal corpo cellulare fino alla fine dell'assone. La membrana cellulare del neurone è semi-permeabile, il che significa che alcuni ioni possono passare facilmente attraverso la membrana cellulare e ad altri invece non è possibile passare eccetto quando speciali canali nella membrana si aprono (canali ionici). Se il neurone non sta generando un potenziale d'azione, viene detto potenziale di riposo. In stato di quiescenza, la membrana cellulare non è permeabile agli ioni Na+ (sodio) che si accumulano in concentrazioni elevate al di fuori del neurone. Al contrario, la membrana è permeabile agli ioni K+ (potassio), che tendono a concentrarsi all’interno del neurone.
Pompe ioniche contribuiscono al mantenimento della distribuzione ionica diseguale ai due lati della membrana cellulare, pompando gli ioni dentro o fuori la cellula. Il potenziale di riposo, potenziale elettrico di un neurone quiescente, per la maggior parte dei neuroni si aggira intorno ai -70 millivolt (mV).
Afasia è un deficit del linguaggio dovuto a lesioni cerebrali. L'Area di Broca è un’area dell’emisfero sinistro, nel lobo frontale, proprio sopra la scissura laterale. È coinvolta nella produzione del linguaggio. Le persone con lesione all’Area di Broca soffrono di afasia espressiva: hanno difficoltà a pronunciare correttamente le parole e parlano in modo lento e faticoso. Tuttavia, queste persone non hanno difficoltà a capire il linguaggio altrui, parlato o scritto. L'Area di Wernicke è un’area compresa nel lobo temporale, la cui lesione causa un’afasia in cui gli individui che ne soffrono, non sono in grado di comprendere le parole: possono sentirle, ma non ne capiscono il significato. Inoltre, possono produrre frasi senza difficoltà e con un’articolazione adeguata, ma commettono errori di costruzione e i loro discorsi tendono a essere privi di senso.
Il sistema nervoso autonomo controlla le ghiandole e i muscoli lisci, inclusi il cuore, i vasi sanguigni e il rivestimento dello stomaco e dell’intestino. Si chiama così perché molte delle attività che controlla, come la digestione e la circolazione, sono autonome, o autoregolate, e proseguono anche quando una persona è addormentata o incosciente. L’attività del SNA è controllata dall’ipotalamo. Il sistema nervoso autonomo si divide in simpatico e parasimpatico, le cui azioni sono spesso antagoniste. Il sistema nervoso simpatico generalmente è attivo nei momenti di arousal intenso, mentre il sistema nervoso parasimpatico si associa al riposo.
Il sistema endocrino agisce lentamente e controlla indirettamente le attività di gruppi cellulari sparsi in tutto il corpo, per mezzo degli ormoni. Gli ormoni sono sostanze chimiche secrete dalle ghiandole endocrine nel torrente circolatorio e trasportate in altre parti dell’organismo, dove esercitano effetti specifici sulle cellule che riconoscono il loro messaggio. L’ipofisi produce il maggior numero di ormoni e controlla la secrezione delle altre ghiandole endocrine.
Il cervello umano è composto di tre divisioni funzionali: il nucleo centrale, il sistema limbico e gli emisferi cerebrali. Il nucleo centrale comprende il bulbo, responsabile della respirazione e dei riflessi posturali; il cervelletto, deputato alla coordinazione dei movimenti; il talamo, che è una stazione di scambio per le informazioni sensoriali in entrata; e l’ipotalamo, importante per l’emotività e il mantenimento dell’omeostasi. La formazione reticolare controlla l’arousal e lo stato di coscienza dell’organismo.
L’emisfero sinistro è specializzato nel linguaggio e nelle abilità matematiche. L’emisfero destro può capire in una certa misura il linguaggio, ma non può comunicare attraverso la parola; esso ha un senso spaziale e delle configurazioni molto sviluppato. Il potenziale ereditario individuale, trasmesso da cromosomi e geni, influenza le caratteristiche psicologiche e fisiche. I geni sono segmenti di molecole di DNA, che immagazzinano l’informazione genetica. Alcuni geni sono dominanti, alcuni recessivi, ed altri legati al sesso. Il comportamento dipende dall’interazione tra ereditarietà e ambiente; i geni pongono i limiti del potenziale individuale, ma ciò che avviene di questo potenziale dipende dall’ambiente in cui la persona cresce e si sviluppa.
Sviluppo psicologico
Piaget, stadio sensomotorio (primi mesi di vita): durante questo periodo, i bambini sono impegnati a scoprire le relazioni tra le loro azioni e le conseguenze delle medesime. Essi scoprono, ad esempio, quanto lontano devono spingersi per afferrare un oggetto e cosa succede quando spingono il piatto oltre il bordo del tavolo. Mediante innumerevoli “esperimenti”, i bambini cominciano a sviluppare un concetto di se stessi come entità separata dal mondo esterno. Un’importante scoperta durante questo stadio è il concetto di permanenza dell’oggetto, la consapevolezza che un oggetto continua a esistere anche quando non è presente. Ad esempio, un bambino di 10 mesi cercherà attivamente un oggetto che è stato nascosto sotto un panno o dietro uno schermo. Il bambino sembra pensare che l’oggetto esista anche se non lo vede, dimostrando pertanto di aver acquisito il concetto di permanenza dell’oggetto.
Stadio preoperatorio (dai 2 ai 6 anni): i bambini cominciano a usare i simboli. Piaget chiama la fase di sviluppo cognitivo dai 2 ai 6 anni stadio preoperatorio, perché il bambino non comprende ancora certe regole o operazioni. Un’operazione è l’abitudine mentale a separare, combinare o comunque a trasformare l’informazione in modo logico. Per esempio, se si versa dell’acqua da un bicchiere alto e stretto in uno basso e largo gli adulti sanno che la quantità d’acqua non è cambiata, perché possono invertire la trasformazione nella loro mente; cioè, possono immaginare di versare l’acqua dal bicchiere basso di nuovo nel bicchiere alto, ritornando così allo stato originale. Nello stadio preoperatorio di sviluppo cognitivo, la comprensione di un bambino della reversibilità e di altre operazioni mentali è assente o scarsa.
Un’altra caratteristica fondamentale dei bambini in stadio preoperatorio secondo Piaget, è l’egocentrismo. I bambini, cioè, sono inconsapevoli dell’esistenza di prospettive diverse dalla loro; ritengono che anche gli altri percepiscano l’ambiente nel loro identico modo. Tra i 7 e i 12 anni, i bambini cominciano a operare alcune manipolazioni logiche. Possono ordinare gli oggetti in base ad una dimensione, come l’altezza o il peso. Possono anche formarsi una rappresentazione mentale di una serie di azioni. Piaget chiama questo periodo stadio operatorio concreto. Benchè i bambini sappiano usare termini astratti, lo fanno esclusivamente in relazione a oggetti concreti – cioè, oggetti verso i quali hanno un accesso sensoriale diretto.
Dall’età di 12 anni, i ragazzini arrivano ai modi di pensare degli adulti. In questa fase denominata stadio operatorio formale, le persone diventano capaci di ragionare in termini puramente simbolici. Considerare tutte le possibilità – calcolare le conseguenze di ogni ipotesi al fine di confermare o scartare l’ipotesi in questione – è l’essenza del pensiero operatorio formale.
Giudizio morale comprensione infantile delle regole morali e delle convenzioni sociali. Secondo Kohlberg la comprensione infantile delle regole si sviluppa in quattro stadi successivi. Il primo stadio emerge all’inizio del periodo preoperatorio. I bambini in questo stadio partecipano a “giochi paralleli” in cui ciascuno segue un insieme privato di regole idiosincratiche. All’età di 5 anni, il bambino sviluppa un senso di obbligo a seguire le regole, trattandole come imperativi morali assoluti, tramandati da una qualche autorità (i genitori o Dio). Seguire le regole alla lettera è più importante di qualunque ragione umana per cambiarle. Nel terzo stadio di sviluppo morale, il bambino comincia a comprendere che alcune regole sono convenzioni sociali – accordi di cooperazione che possono essere modificati arbitrariamente, se sono tutti d’accordo. Nel quarto stadio il bambino indirizza la propria attenzione verso la comprensione delle regole morali. Questo stadio è contraddistinto da un tipo ideologico di ragionamento morale, che si indirizza verso problemi sociali più ampi, piuttosto che limitarsi a situazioni personali ed interpersonali.
Angoscia da separazione intenso disagio dimostrato dal bambino in assenza delle figure di accudimento.
Strange situation (Mary Ainsworth) consiste in una serie di episodi, durante i quali si osserva il bambino quando la figura di accudimento primaria lascia la stanza e poi fa ritorno. In base ai loro comportamenti i bambini sono classificati in uno dei seguenti 4 gruppi: attaccamento sicuro, attaccamento insicuro-evitante, attaccamento insicuro-ambivalente, attaccamento disorganizzato.
Processi sensoriali
- Visione: esistono due tipi di recettori i bastoncelli e i coni, che devono il nome alle loro forme caratteristiche. I bastoncelli sono strutturati per la visione notturna; operano a basse intensità di luce e producono immagini a scarsa risoluzione prive di colore. I coni permettono la visione ottimale durante il giorno; rispondono alle alte intensità di luce e producono immagini colorate e ad alta risoluzione. Coni e bastoncelli contengono sostanze chimiche dette fotopigmenti, che assorbono la luce. L’assorbimento della luce da parte dei fotopigmenti fa partire il processo generatore dell’impulso nervoso. Una volta completata la trasduzione, gli impulsi elettrici devono farsi strada verso il cervello tramite i neuroni di connessione. Le risposte dei coni e dei bastoncelli sono prima trasmesse alle cellule bipolari, e dalle cellule bipolari ad altri neuroni detti cellule gangliari. I lunghi assoni delle cellule gangliari danno origine al nervo ottico. Ogni occhio contiene un sistema di formazione dell’immagine (comprendente cornea, pupilla e cristallino) e un sistema di trasduzione dell’immagine in impulsi elettrici.
- Udito: il suono origina dal movimento o dalla vibrazione di un oggetto. Il sistema uditivo è costituito dalle orecchie, da parti del cervello e da varie vie nervose di connessione. Come l’occhio, anche l’orecchio contiene due sistemi. Un sistema amplifica e trasmette il suono ai recettori, dopo di che l’altro sistema raccoglie e trasforma il suono in impulsi nervosi. Il sistema di trasmissione comprende: l’orecchio esterno, costituito da padiglione e canale uditivo, e l’orecchio medio, cioè il timpano e la catena dei tre ossicini (martello, incudine e staffa). Il sistema di trasduzione è situato in una parte dell’orecchio interno detta coclea, che contiene i recettori per il suono. L’orecchio esterno aiuta a raccogliere i suoni e li convoglia tramite il canale uditivo a una membrana tesa, detta timpano. Il timpano, la parte più esterna dell’orecchio medio, è messo in vibrazione dalle onde sonore convogliate attraverso il canale uditivo. Il compito dell’orecchio medio è quello di trasmettere le vibrazioni del timpano attraverso una cavità piena d’aria ad un’altra membrana la finestra ovale, che rappresenta la via d’accesso all’orecchio interno e ai recettori. I recettori sono chiamati cellule ciliate perché hanno strutture a forma di ciglia che si estendono nel liquido cocleare. La pressione sulla finestra ovale provoca cambiamenti di pressione nel liquido cocleare il quale a sua volta fa vibrare la membrana basilare, causando una flessione delle cellule ciliate e un conseguente impulso elettrico.
- Olfatto: le molecole volatili sprigionate da una sostanza sono lo stimolo per l’olfatto. Le molecole lasciano la sostanza, viaggiano nell’aria ed entrano nelle coane nasali. Il sistema olfattivo è costituito dai recettori nella cavità nasale, da particolari regioni del cervello e dalle vie nervose di interconnessione. Quando le ciglia di questi recettori vengono in contatto con le molecole volatili si scatena un impulso elettrico che, in seguito, viaggia lungo le fibre nervose verso il bulbo olfattivo, una regione del cervello situata proprio sotto i lobi frontali. Il bulbo olfattivo a sua volta è connesso alla corteccia olfattiva situata nel lobo temporale.
- Gusto: lo stimolo è una sostanza solubile nella saliva. Molti recettori sono raggruppati sulla lingua (papille gustative). Ciascun gusto può essere descritto come uno o una combinazione dei quattro gusti base: dolce, acido, salato e amaro.
- Pressione: lo stimolo è la pressione fisica sulla pelle. Alcune parti del corpo sono più sensibili di altre all’intensità della pressione; le labbra, il naso e le guance sono più sensibili, mentre l’alluce lo è di meno. Queste differenze sono strettamente correlate al numero di recettori che rispondono allo stimolo.
- Temperatura: lo stimolo è la temperatura cutanea. I recettori sono neuroni con terminazioni nervose libere situati proprio sotto la pelle.
- Dolore (o nocicezione): ogni stimolo che sia abbastanza intenso da causare un danno ai tessuti è uno stimolo dolorifico. Può trattarsi di pressione, temperatura, scossa elettrica o sostanze chimiche irritanti. L’effetto di un simile stimolo è quello di causare il rilascio nella pelle di sostanze chimiche le quali a loro volta stimolano particolari recettori a soglia alta. Forse la distinzione più importante è tra il genere di dolore che sentiamo subito dopo aver sofferto il danno, chiamato dolore fasico, e quello che proviamo dopo che il danno è avvenuto, chiamato dolore tonico. Il dolore fasico è tipicamente acuto, immediato e di breve durata (aumenta e cala di intensità rapidamente); il dolore tonico, invece, è tipicamente meno intenso e di lunga durata. I due tipi di dolore sono mediati da due vie nervose distinte e che raggiungono differenti parti della corteccia. La sensibilità al dolore è molto influenzata da fattori diversi dallo stimolo nocivo, come le aspettative e le credenze culturali. Questi fattori sembrano esercitare la loro influenza inducendo l’apertura o la chiusura di una porta neurale nel midollo spinale e nel mesencefalo. Il dolore si percepisce solo quando i recettori dolorifici sono attivati e la porta è aperta.
Percezione
Lo studio della percezione ha a che fare con la questione di come gli organismi elaborano e organizzano l’informazione sensoriale grezza con lo scopo di (a) formare una rappresentazione coerente (o modello) del mondo in cui l’organismo abita, e di (b) usare tale rappresentazione per risolvere problemi che si verificano naturalmente, come spostarsi nello spazio, afferrare gli oggetti e pianificare. Una distinzione chiave nella percezione è quella tra: processi dal basso all’alto (bottom up) e dall’alto al basso (top down). I processi dal basso all’alto sono guidati unicamente dalle informazioni in entrata – i dati sensoriali grezzi; mentre i processi dall’alto...
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