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Cos'è la psicologia?

È una scienza che pone attenzione soprattutto al comportamento e alla spiegazione delle cause di esso. La scienza del comportamento. L'obiettivo è la comprensione del comportamento umano; si può dire di aver spiegato un comportamento solo se riusciamo a scoprire gli eventi che lo hanno generato (eventi casuali).

Si può fare ricerca oltre che nell'ambiente circostante anche nell'organismo, cercando cause fisiologiche oltre che psicologiche (attività dei neuroni, secrezione delle ghiandole). Ci sono quindi differenti livelli di spiegazione (approccio più importante o superiore di un altro).

La ricerca psicologica è dovuta, oltre a un fattore di curiosità nell'umano, a un desiderio di mostrare a tutti come risolvere i problemi più importanti. Il comportamento umano infatti rovina la società (povertà, guerra, inquinamento, fumo, stile di vita stressante, obesità ecc.).

Le discipline della psicologia

Gli psicologi sperimentali si distinguono per il tipo di comportamento che analizzano e gli eventi causali che studiano, cioè spiegano differenti tipi di comportamenti in base a differenti cause.

La psicologia fisiologica studia la fisiologia del comportamento, dell'organismo, in particolare del sistema nervoso: apprendimento, memoria, processi sensoriali, comportamenti emotivi e sessuali, motivazione e sonno. Si studia tutto ciò anche attraverso l'osservazione degli animali. Si studia come le droghe agiscano sul sistema cerebrale che reagisce a vari stimoli (cibo, calore, contatto sessuale).

La psicologia comparata studia l'adattamento evolutivo all'ambiente di più specie, riguardando corteggiamento, accoppiamento, caccia, aggressività, difesa e comportamenti ereditari. I mammiferi mostrano la stessa dipendenza degli esseri umani alle droghe.

L'analisi del comportamento studia gli effetti degli eventi ambientali sul comportamento, riguardando soprattutto l'apprendimento e la motivazione. Gli analisti hanno dimostrato che eventi piacevoli (anche effetti delle droghe) inducono le persone a ripetere determinati comportamenti.

La genetica del comportamento studia il ruolo della genetica nel comportamento, analizzando le similitudini nelle caratteristiche fisiche e comportamentali di parenti di sangue, in cui i geni sono più simili. Hanno scoperto che la dipendenza da droghe tra animali ha spesso una diversa inclinazione ed è importante per capire i meccanismi fisiologici di essa.

La psicologia cognitiva studia i processi mentali come percezione, attenzione, apprendimento, memoria, linguaggio, formazione di concetti e il problem solving. Per questi psicologi il comportamento è causato da processi del cervello umano che si verificano in diversi contesti ambientali. Fanno uso di tecniche non invasive.

La neuroscienza cognitiva è collegata sia con la cognitiva sia con la fisiologica, poiché condividono lo stesso oggetto di studio degli psicologi cognitivi ma sono interessati a specifici meccanismi cerebrali, che sono alla base dei processi cognitivi. Studiano, ad esempio, soggetti con lesioni cerebrali avvenute per cause naturali.

La psicologia dello sviluppo studia lo sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e sociale, in particolare dei bambini, ma anche nella fase adolescenziale ed adulta.

La psicologia sociale studia gli effetti che le persone hanno su altre persone. Indagano su fenomeni come la percezione di sé e degli altri, le relazioni causa-effetto nelle relazioni umane, atteggiamenti, opinioni, relazioni interpersonali, dinamiche di gruppo, comportamenti emotivi come aggressività e sessualità.

La psicologia della personalità studia le differenze individuali nel comportamento, ricercando eventi causali nel passato, nella genetica e nell'ambiente di un individuo.

La psicologia evoluzionistica studia l'evoluzione delle specie moderne, avvalendosi anche degli studi sulla genetica del comportamento. I principi guida sono la teoria evoluzionistica e la selezione naturale.

La psicologia transculturale studia l'impatto della cultura sul comportamento.

La psicologia clinica si occupa dei disturbi mentali e delle difficoltà di adattamento.

Ambiti psicologia applicata

Molti psicologi non sono nell'ambito della ricerca, ma applicano i risultati delle ricerche ai problemi relativi al comportamento delle persone.

  • Neuropsicologi clinici: specializzati nell'identificazione e nel trattamento delle conseguenze di disturbi e lesioni del sistema nervoso. Lavorano generalmente in ospedali.
  • Psicologi della salute: promuovono stili di vita che garantiscono salute per prevenire le malattie.
  • Psicologi scolastici
  • Psicologi commerciali: aiutano aziende che realizzano o comprano prodotti, studiano la motivazione e percezione, adottano la prospettiva del consumatore o del venditore.
  • Psicologi di comunità: si occupano del benessere degli individui all'interno del sistema sociale, promuovono un miglioramento del sistema piuttosto di considerare l'individuo un problema.
  • Psicologi delle organizzazioni: si occupano dell'ambiente di lavoro.
  • Psicologia ingegneristica: si specializzano sull'interazione tra persone e macchine, per aiutare designer e ingegneri a progettare macchine migliori.
  • Psicologi forensi: consulenti del sistema legale e giudiziario.

La nascita della psicologia come scienza

È una scienza giovane, sviluppatasi nell'800 in Germania, ma ha radici filosofiche. Agli albori della storia si attribuiva un'anima a qualsiasi cosa si muovesse o crescesse, ritenendo che i movimenti del corpo fossero controllati da essa, qualcosa di divino. Si credeva che anche il sole, la luna e il mare avessero un'anima. Animismo.

Si ricorreva a interpretazioni soggettive dei fenomeni naturali che portavano però a conclusioni errate: sul piano scientifico i fenomeni devono essere osservati e misurati. Cartesio, 1596-1650, fu un filosofo e matematico francese, fu il padre sostenitore dell'approccio razionale, inteso come misurazione dei fenomeni naturali attraverso l'esperienza sensoriale e il ragionamento. Disse che il mondo è un'entità meccanica messa solo in moto da Dio, e che per comprendere il mondo le persone dovevano solo capire com'era stato costruito. Questa idea combaciava con quella sugli animali e sul corpo umano. Gli umani si distinguono grazie alla mente, perché obbedisce a leggi differenti.

Sostenitore del dualismo, Cartesio diceva che la realtà poteva essere ricondotta a due distinte entità: mente e materia, ipotizzando che ci fosse un collegamento causale tra mente e la sua collocazione fisica nella ghiandola pineale, un piccolo organo situato al centro del cervello, sotto i due emisferi cerebrali.

Cartesio elaborò un modello per spiegare i movimenti del corpo: muscoli come palloncini, un fluido passa per i nervi, li riempie e li collega al cervello e alla colonna vertebrale. Il tutto spiegava il controllo da parte di un'entità non meccanica: la mente.

John Locke, filosofo inglese (1623-1704), promuove l'empirismo, la ricerca della verità attraverso l'osservazione e l'esperienza, e rifiutava che le idee fossero innate nella mente di un neonato. Tutta la conoscenza deriva dall'esperienza, diceva, quindi alla nascita le nostre menti sono vuote e pronte per essere riempite.

James Mill, filosofo scozzese (1773-1836), arrivò all'opposto dell'animismo, il materialismo, cioè che la realtà possa essere conosciuta solo con la comprensione del mondo fisico, respinge il concetto di una mente immateriale, ma la considerava una macchina come il corpo.

Johannes Muller (1801-1858) fisiologo tedesco mostra come le conoscenze biologiche hanno modellato l'evoluzione della psicologia, sostenendo la rimozione o l'isolamento di organi animali, per analizzare le reazioni a sostanze chimiche. Da qui nasce la dottrina dell'energia specifica dei nervi. Notò che un impulso elettrico attraverso i nervi era lo stesso indipendentemente dal contenuto (percezione visiva, o sensazione uditiva). Es: quando ci stropicciamo gli occhi vediamo lampi di luce perché la pressione delle nostre dita stimola i recettori visivi, e i nervi inviano dei messaggi al cervello che li interpreta come luci. Quindi, se nervi differenti trasmettono messaggi con un diverso contenuto, le regioni del cervello a cui erano diretti devono avere delle funzioni specifiche.

Pierre Flourens (1774-1867), fisiologo francese, fornì prove empiriche sulle teorie di Muller, rimuovendo parti del sistema nervoso agli animali vedendo che danni causavano. Abiazione sperimentale, fu adottata poi dai neurologi. Individuò grazie ad essa le regioni del cervello che controllano battito cardiaco, respiro, movimenti volontari, riflessi visivi e uditivi.

Paul Broca (1824-1880), applicò l'ipotesi di Muller agli esseri umani, non con lo stesso metodo però. Chirurgo francese, effettuò un'autopsia sul cervello di un uomo che aveva subito una lesione molti anni prima, e l'aveva privato della capacità di parlare, e scoprì che interessava una parte della corteccia cerebrale sinistra. Ipotizzò che fosse il centro del linguaggio, anche se oggi si sa che non è controllata da un singolo centro (area di Broca), è però necessaria per la produzione linguistica.

Hermann von Helmholtz (1821-1894) fisiologo e fisico tedesco, credeva che gli organi umani fossero dotati di una forza immateriale che coordinava il comportamento fisiologico. Riuscì a misurare la velocità dell'impulso nervoso (prima si credeva fosse istantanea come nei cavi elettrici), e la scoprì di circa 30 metri al secondo. Cercò inoltre di misurare il tempo di reazione di in un individuo a uno stimolo fisico, e dal momento che questi fattori potevano essere misurati, i ricercatori ipotizzarono che gli eventi mentali stessi potessero essere oggetto di indagine scientifica.

Correnti nello sviluppo della psicologia

La psicologia come scienza nasce quindi in Germania, con Wilhelm Wundt (1832-1920), che fu il primo a definirsi psicologo, e nel 1879 fondò il primo laboratorio. La Germania è sempre stata più aperta alla fisiologia sperimentale (fondamentale per la nascita della psicologia), inoltre le ricerche erano finanziate.

Strutturalismo

Wundt definì la psico come "scienza dell'esperienza immediata", l'oggetto di studio è quindi rappresentato dalla struttura della mente, formata da elementi di coscienza come idee o sensazioni. Quindi il materiale era fornito da osservatori addestrati che descrivevano le proprie esperienze, il metodo era quindi l'introspezione (guardarsi dentro), osservare stimoli e verbalizzare i propri costrutti mentali. Lo strutturalismo scomparì, perché era complicato riferire dati sensoriali in modo poco trattato, ma diede vita alla psicologia come scienza indipendente.

Funzionalismo

Seconda grande corrente, una reazione allo strutturalismo che interpretava i costrutti come idee semplici. Qui l'attenzione andava focalizzata sul comportamento manifesto, osservabile e non su eventi mentali privati. Basata su teorie di Darwin (1809-1882), della selezione naturale e l'adattamento all'ambiente, la psicologia mette in evidenza quanto il comportamento può essere chiarito in base all'adattamento all'ambiente.

William James (1842-1910), fu lo psicologo più importante del funzionalismo, affermò che il pensiero non è fine a se stesso ma ha la funzione di generare comportamenti adeguati. Non fece mai ricerca ma influenzò i suoi allievi—teoria delle emozioni.

Principi fondamentali funzionalismo:

  • Studia operazioni mentali, non le strutture mentali. Si deve cercare di capire cosa cerca di raggiungere la mente attraverso queste operazioni.
  • I processi mentali devono essere studiati come parte dell'attività biologica dell'organismo e non come eventi isolati e indipendenti. Questi processi sono aspetti dell'adattamento dell'organismo all'ambiente e il prodotto della storia evolutiva.
  • Studia la relazione tra ambiente e risposta dell'organismo all'ambiente. Non c'è distinzione significativa tra mente e corpo, sono parte della stessa entità.

Teoria psicodinamica di Freud

(1856-1939): iniziò la sua carriera come neurologo. Nella sua teoria fa riferimento a strutture mentali che avevano significato diverso di quelle dello strutturalismo. Aveva delineato i concetti di Io, Super-Io ed Es, parlando con i propri pazienti. Enfatizzava la funzione.

Comportamentismo

Si interessa delle azioni, e crede che la psicologia deve studiare i comportamenti osservabili e che quindi, gli eventi mentali (non osservabili direttamente) fossero fuori dal campo d'indagine. È perciò lo studio della relazione fra i contesti in cui le persone vivono e il loro comportamento, senza fare ricorso a eventi ipotetici che si verificano nelle loro menti.

Edward Thorndike (1874-1949) studiava comportamento animali, enunciò così la legge dell'effetto che sembrava appartenere però più al funzionalismo all'inizio dato che si misurava la soddisfazione. Es: Se faccio una cosa che mi porta esiti positivi tendo a ripeterla, se mi dà esiti negativi no.

Ivan Pavlov (russo) studiò la digestione, 1849, 1936 sui cani (salivazione già alla vista del padrone, o al suono di un campanello), spiega come l'organismo sia in grado di apprendere le relazioni causa-effetto all'interno dell'ambiente.

Psicologia umanistica

Convinzione che la natura umana andasse oltre le influenze ambientali, bisogno di studio sull'attività cosciente e non inconscia. Criticavano la psicanalisi che si concentra solo su disturbi psichici e non su felicità, soddisfazione, amore e gentilezza. È quindi un approccio allo studio del comportamento umano che vuole enfatizzare l'esperienza umana, la scelta, la creatività, l'autorealizzazione e la crescita positiva. Da importanza agli aspetti positivi e al potenziale. Tecniche di psicoterapia su un punto di vista ottimista.

Rivoluzione cognitivista

Contro il comportamentismo si forma questa corrente. Max Wertheimer identificava un processo percettivo definito phi, viene percepito pur non esistendo nella realtà—Psicologia della Gestalt: convinzione che la percezione scaturisca dalla somma di elementi singoli (riconosciamo una canzone dall'intera melodia non dalle note singole). Gran parte della psicologia cognitiva studia l'attività mentale elaborando informazioni, studiando le operazioni mentali. Es: Immaginare una figura: esiste solo nel nostro cervello, non è condivisibile, ma può essere studiata sperimentalmente, con delle domande per esempio!

Rivoluzione biologica

Dai anni '90. Donald Hebb (1904-1985) sfidò i comportamentisti, sostenendo che i fenomeni comportamentali erano collegati all'attività cerebrale. Influenzò neurologi, scienziati ed ora si può studiare in dettaglio particolari delle cellule nervose, individuare connessioni, analizzare sostanze chimiche mentre si mostrano immagini al paziente o gli si parla ecc.

Metodi e procedure della psicologia

Il metodo scientifico in psicologia

L'utilizzo del metodo scientifico non garantisce che i risultati della ricerca siano per forza rilevanti, ma che il problema affrontato troverà una risposta. L'obiettivo è quello di scoprire le cause di un comportamento, questo metodo è costituito da una serie di regole che delineano la procedura basate sulla logica e il senso comune.

Gli psicologi si occupano di tre forme di ricerca:

  • Le osservazioni naturalistiche e cliniche: Osservazione di persone o animali in diversi ambienti. Metodi meno formali e regolate da poche restrizioni, attraverso l'osservazione si può arrivare a scoprire nuovi fenomeni.
  • Gli studi correlazionali: anch'essi hanno una natura osservativa, ma la misurazione è più formale. Vengono analizzate le relazioni fra misurazioni per cercare di spiegare i comportamenti osservati.
  • Le ricerche sperimentali: va oltre la semplice misurazione, si fanno accadere degli eventi e si osservano i risultati, identificano le relazioni causali tra gli eventi.

Gli psicologi nutrono molta fiducia nella sperimentazione, e seguono cinque passaggi per condurli in modo efficace:

  • Identificare il problema e formulare ipotesi sulla relazione causa-effetto tra le variabili. Quindi identificare le variabili e le relazioni tra esse.
  • Progettare l'esperimento. Manipolazione della variabile indipendente, e l'osservazione di come varia quella dipendente.
  • Condurre l'esperimento.
  • Valutare ipotesi esaminando i dati della ricerca. I risultati confermano le ipotesi o suggeriscono che sono errate?
  • Comunicare i risultati. Identificare un problema, nonché individuare un'idea per la ricerca.

Le buone idee provengono dalle ipotesi, il punto di partenza di qualunque studio: nonché un'affermazione proposta su una relazione causa-effetto fra due o più eventi. Gli scienziati formulano nuove ipotesi pensando a studi già condotti, o colgono idee sfuggite ad altri.

Una teoria è un insieme di affermazioni che spiega fatti noti, propone relazioni fra variabili e fa nuove previsioni. Dalle teorie nascono le ipotesi. Es: Einstein e la teoria della relatività nonché interdipendenza tra tempo, energia e materia, se modifico una delle componenti anche le altre cambieranno. La fisica nucleare si fonda molto su questa teoria.

Una buona teoria genera ipotesi verificabili. Es: Freud non poteva misurare le strutture mentali dell'Es o del Super-Io per capire quanto determinano un comportamento. Un tentativo di ricerca ha un raggio d'azione più ampio di un'ipotesi, ma più ridotto di una teoria sviluppata completamente. Es: l'ipotesi frustrazione-aggressività, le persone/animali diventano aggressivi quando non raggiungono uno scopo che si erano prefissati.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgia_333 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Burro Roberto.
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