Capitolo 1 – Internet in un contesto psicologico
Un tempo, Internet era un mezzo di comunicazione arcano per ricercatori e accademici, mentre oggi è in grado di mediare quasi tutte le attività umane.
Definire Internet
Internet è un sistema globale di reti di computer interconnesse che utilizzano lo stesso protocollo di comunicazione (TPC/IP). Le reti stesse trasmettono i segnali digitali usando connessioni via cavo o senza fili (Wi-Fi), le quali utilizzano lo spettro elettromagnetico.
Gli ambienti internetici mutano e si evolvono, anche se molti hanno caratteristiche sovrapponibili e ibride, cioè combinano tra loro elementi di diversi tipi. Tutto è iniziato con gli ambienti Internet di "prima generazione", in particolare il World Wide Web, le mail, i forum di discussione e le chat asincrone. Poi si è passati agli ambienti Web 2.0, che favoriscono maggiormente la collaborazione, la condivisione e i contenuti generati dagli utenti.
- Il primo ambiente online è il World Wide Web, quello che ha proiettato Internet nella vita di milioni di persone e che era un ambiente che svolgeva funzioni che non comportavano grande interazione tra le persone. Google aveva sviluppato i suoi motori di ricerca per identificare i risultati più rilevanti e qualitativamente validi. Gli sforzi attuali si stanno trasformando il "Web dei documenti" in un "Web semantico" di dati, dove un link potrebbe convogliare un significato più ricco, mostrando il rapporto reale tra i link e le fonti di dati.
- La faccia oscura di Internet: sotto la superficie di Internet c’è il Deep Web, che è molto più esteso del Web di superficie e molto più difficile da raggiungere per i motori di ricerca con la strategia di scansione dei link; la maggior parte del materiale si trova sepolto in database accessibili solo agli utenti che sono in grado di inserire gli opportuni termini di ricerca. Una sottosezione è il Dark Web, il quale fa riferimento a siti che sono ospitati su darknets, che non solo sono invisibili ai motori di ricerca che scansionano il Web di superficie, ma richiedono pure un’autorizzazione o software dedicati. Queste reti sono spesso create da comunità che cercano l’anonimato per svariate ragioni.
- La posta elettronica è un ambiente degli utenti della rete e già l’indirizzo email suscita qualche impressione. Molte persone hanno più indirizzi email per potersi presentare con diverse identità o per interagire in contesti diversi.
- I forum di discussione asincrona rappresentano uno scambio continuativo in cui i partecipanti iniziano discussioni su un argomento, postano risposte e leggono ciò che altri hanno scritto. In tali gruppi si partecipa a una discussione con persone che hanno interessi simili. I forum possono utilizzare piattaforme diverse: mailing list, un particolare indirizzo di posta elettronica dotato di un dispositivo automatico che inoltri tutti i messaggi ricevuti a tutti i membri del gruppo, oppure il newsgroup, ovvero una raccolta di messaggi supportata da un sistema di bacheca elettronica chiamato Usenet.
- Le chat sincrone e la messaggistica istantanea costituiscono un ambiente psicologico telematico a sé stante, in quanto cercano di riprodurre una conversazione in tempo reale usando solo parole digitate su una tastiera.
- I blog sono siti che una persona o un gruppo aggiornano continuamente con nuovo materiale e che permettono ai lettori di esprimere la propria opinione mediante commenti. Sono incentrati sui pensieri di un singolo individuo, i contenuti sono per lo più informali e coincidono con le riflessioni e le opinioni del blogger. Alcuni blogger fortunati hanno un enorme seguito e riescono a guadagnare abbastanza da condurre una vita dignitosa.
- I social network permettono di costruire un proprio profilo e di connettersi con familiari, amici, colleghi e altre persone. Essi fondono molte componenti degli altri ambienti online in un’unica piattaforma. In generale si tende a scegliere le piattaforme sociali che rispecchiano i propri bisogni e supportano la propria lingua locale. Può essere difficile gestire la propria persona online quando il proprio SN comprende diverse categorie di "amici"; per questo molti creano diversi profili su svariate piattaforme.
- Twitter è un SN di microblogging, in cui gli utenti possono scambiarsi messaggi della lunghezza massima di 140 caratteri, ma anche aggiungere altri contenuti mediali. Gli utenti possono accumulare follower e possono seguire chiunque desiderano, senza bisogno della richiesta di amicizia e della relativa approvazione.
- Gli SMS e i messaggi su WhatsApp sono brevi comunicazioni che la maggior parte dei destinatari legge non appena arrivano. Vengono usati per inviare comunicazioni, restare in contatto e flirtare; per i giovani è un modo meno rischioso di mettersi in relazione tra loro, perché hanno un carattere informale e il ricevente non è obbligato a rispondere.
- I mondi virtuali, in cui si crea un proprio avatar in un mondo tridimensionale e si interagisce con altri sincronicamente, rappresentano un ambiente dell’universo di Internet. Le prime versioni, chiamate MUD, erano interamente basate su testi e i giocatori, per muoversi, digitavano comandi. Quelli moderni sono caratterizzati da immagini vivide e comandi sofisticati, che i giocatori possono utilizzare per creare personaggi, comunicare con altri abitanti e perfino creare aziende. Molti di questi ambienti sono mondi multiutente, in cui i giocatori formano gruppi per combattere i nemici o altri gruppi.
- L’espressione realtà virtuale viene usata per descrivere la simulazione, generata al computer, di un ambiente tridimensionale in cui le persone possono entrare solo attraverso i controller di tastiera o di video, ma fisicamente. Un ambiente del genere comporta l’uso di un visore che mostra immagini e che sembra muoversi quando ci si sposta nella stanza.
- I video e la voce di diversi ambienti online permettono di interagire, supportando un maggior grado di comunicazione non verbale. Applicazioni che utilizzano video però non corrispondono alla realtà, poiché esistono delle differenze, ad esempio quando si interagisce a video si guarda lo schermo e non l’obiettivo della telecamera, pertanto non si ha una vera simulazione del contatto visivo con il partner.
- Le App stanno rapidamente sostituendo la navigazione in Internet sui cellulari perché funzionano bene su schermi e tastiere di dimensioni ridotte. Esse limitano il campo di azione dell’utente a un’applicazione specifica e, quindi, l’esperienza online è più limitata rispetto a quella della navigazione in rete. Le App sono sempre disponibili e si prestano a essere utilizzate per riempire tutti i ritagli di tempo improduttivo.
Ci sono specifiche caratteristiche che influenzano il nostro comportamento in qualsiasi contesto, incluso quello online. Il livello di consapevolezza di sé varia in ampia misura a seconda degli ambienti: in una videochat essa cresce perché si vede la propria immagine e quella di tutte le altre persone. Un’altra caratteristica che varia è la percezione dell’ampiezza dell’audience: in rete il numero degli interlocutori è più elusivo.
Un esempio di variabile modulatrice è la presenza o assenza di un’autorità locale come il moderatore di un gruppo, che ha il potere di risolvere i conflitti, fare applicare le regole ed espellere chi le viola. Il più importante modulatore del comportamento nei diversi ambienti online è lo scopo che anima le persone che li visitano o vi sostano.
Il linguaggio in rete
Gli utenti modificano liberamente alcune regole di base del linguaggio, giocano con esso e a volte lo storpiano per esprimere al meglio sé stessi. I criteri con cui si usa il linguaggio sono strettamente legati al contesto sociale. Partecipare a una chat è come se si fosse tutti in una stanza in cui si stanno svolgendo contemporaneamente diverse conversazioni e si partecipasse con attenzione a una sola, inserendosi di tanto in tanto nelle altre. Il mezzo della chat influisce sul registro linguistico in molti modi, spingendolo verso un uso altamente economico del linguaggio.
Applicare la teoria al comportamento online
La teoria della presenza sociale di Short riguarda il grado in cui un individuo viene percepito come "persona reale". Le comunicazioni mediate dalla tecnologia possono influenzare questa percezione e le interazioni umane, soprattutto perché comportano differenze nella capacità di trasmettere informazioni non verbali. Questa teoria sostiene che i media in grado di veicolare un numero maggiore di indizi non verbali faranno percepire gli altri più reali e ciò avrà come conseguenza interazioni più calde e cordiali.
La teoria della ricchezza del mezzo deriva da ricerche tese a indagare come i dirigenti potessero trasmettere al meglio diversi tipi di messaggi. La teoria predice che i manager opereranno la scelta migliore usando i mezzi più ricchi quando è presente un’elevata incertezza e gli indizi non verbali possono contribuire alla soluzione dei problemi. Per gli scambi semplici i mezzi più snelli sono la scelta migliore e più efficace.
La teoria SIDE si occupa della natura dei gruppi online e dello sviluppo dell’identità di gruppo. Questo modello aiuta a spiegare alcuni dei fattori che portano a identificarsi con un gruppo online, a conformarsi alle sue norme e a sovrastimare la somiglianza tra i suoi membri. Quando le caratteristiche personali sono scarsamente evidenti, ma i membri del gruppo hanno ragione di credere che stanno condividendo un’identità sociale comune, si evidenzia un maggior attaccamento all’identità del gruppo che alla propria identità individuale.
Capitolo 2 – La persona online, psicologia della formazione delle impressioni
Molte interazioni online (sui SN, via email) si svolgono tra individui che si conoscono già nella vita reale, per cui la persona online è una semplice integrazione delle impressioni già raccolte. In alcuni casi la relazione tra due persone comincia in rete per poi approfondirsi in contesti diversi, in altri, invece, non esce mai dalla rete.
Online, in scena
Creare la propria persona online presenta particolari vantaggi rispetto ai contesti reali, poiché ci si può prendere il tempo necessario per trovare le parole giuste, le foto o i video più adatti per il proprio profilo su un social medium o sul proprio sito. Si può correggere o rivedere il testo, ritoccare le foto con determinati strumenti e prendere decisioni ponderate su quanto si desidera rivelare.
Goffman ritiene che ognuno di noi, per presentarsi, utilizza strategie particolari, quelle che reputa più appropriate al contesto. Uno studio sull’uso delle diverse tattiche online ha mostrato che il contesto e la motivazione possono influenzare le strategie impiegate, in modo simile a quanto accade nella vita reale. Può capitare che le persone migliorino leggermente l’immagine del profilo o che scelgano di menzionare i tratti più positivi, ma una falsificazione deliberata è poco frequente e può trasformarsi facilmente in un’arma a doppio taglio.
La formazione delle impressioni online e offline
È importate creare un’autorappresentazione calda e gradevole perché quando l’individuo viene definito freddo, suscita anche l’impressione di una persona poco amabile, impopolare, sgradevole e avara. Gli attributi "caldo" e "freddo" dicono molto sul nostro temperamento e influenzano il modo in cui gli altri ci percepiscono nei diversi contesti sociali.
Gli indizi che usiamo per ricavare l’impressione di calore o freddezza sono principalmente di tipo non verbale, ad esempio l’espressione del volto può essere decisiva. Incrociare le braccia e distogliere lo sguardo comunicano freddezza, mentre avvicinarsi un po' quando qualcuno ci sta parlando comunica calore. In rete chiunque sembra più freddo, più risoluto e più irascibile di quanto non sia in realtà, poiché nelle comunicazioni mediate da computer, spesso veniva espresso dissenso e solo raramente si cercava di mitigare una situazione di tensione. Online non diamo semplicemente un’impressione di maggiore freddezza, irascibilità e intolleranza, a causa delle limitazioni del mezzo, ma sembra che siamo realmente inclini ad aderire a quelle minimali regole sociali che governano le interazioni interpersonali.
Anche in un ambiente di solo testo si trova il modo di dare alle proprie espressioni in rete una maggiore connotazione emotiva. Gli emoticon, quelle allegre combinazioni di segni di interpunzione studiate proprio per esprimere la mimica facciale, hanno fatto la loro comparsa negli anni Ottanta. Microsoft Word e altri programmi convertono automaticamente le faccine in immagini.
Il fatto che gli emoticon siano o meno in grado di far virare un’impressione in una direzione o in un’altra dipende dalla situazione. Essi rafforzavano l’intensità del messaggio soltanto quando c’era concordanza tra l’emozione che esprimevano e le parole scritte, in senso positivo e negativo. Quando il messaggio era neutro, una faccina sorridente portava a un’interpretazione più positiva, mentre le email contenenti messaggi ambigui, nei quale non c’era concordanza tra emoticon e parole scritte, erano più difficili da interpretare.
Quando si dispone di scarse informazioni, si cerca qualcosa con cui integrare tale scarsità e anche un semplice emoticon si rivela decisivo per formarsi un’impressione. Sovraccaricati dai dati sensoriali, spesso prendiamo delle scorciatoie e ci fidiamo di pochi indizi, sufficienti a illuderci di essere riusciti a cogliere la natura di una persona. È stato coniato il termine "avarizia cognitiva" per descrivere la tendenza a conservare l’energia e ridurre il carico cognitivo; ci vorrebbe troppo tempo per raccogliere informazioni dettagliate su ogni persona che si incontra in rete prima di formulare un giudizio.
Una delle prime informazioni che contribuiscono a definire la persona online è l’indirizzo di posta elettronica. I soggetti ritengono più estroverse le persone con indirizzi divertenti o contenenti personaggi di fantasia, mentre gli indirizzi che sembravano appartenere a donne sono stati valutati nella direzione di un accentuato nevroticismo e di una maggior apertura all’esperienza, gradevolezza e coscienziosità. Edu è una sorta di etichetta che permette di identificare il mittente come non appartenente al grande mondo degli affari, i cui indirizzi terminano con com. Altri suffissi informano sull’appartenenza a organizzazioni governative (gov), enti senza fini di lucro (org) o a un determinato paese.
Osservare attraverso una lente
Per districare la complessità della formazione delle impressioni online possiamo attingere al modello a lente di Egon Brunswick, che scompone il processo della percezione umana nel tentativo di capire come gli indizi vengano usati per formarsi un giudizio. Gli indizi che guidano la formazione delle impressioni non sono soltanto quelli evidenti e nemmeno si riducono a quelli che scegliamo deliberatamente per creare una determinata impressione.
Tra gli indizi ci sono i residui comportamentali, ovvero quelle informazioni che si lasciano dietro di sé quando non si è fisicamente sulla scena. Tra questi abbiamo l’indirizzo email, che ha un certo potere di influenzare il modo in cui vengono valutati diversi aspetti della personalità, è in parte intenzionale perché ciascuno sceglie il proprio nome utente e il provider. Anche gli emoticon rappresentano un’altra forma di residuo e appartengono alla tipologia che si trova sotto il controllo dello scrivente, il quale può decidere se usarli e dove inserirli.
La formazione delle impressioni sui siti personali e sui social network
Un sito personale prevede una breve descrizione con foto o elaborati quale un fascicolo multimediale, completo di musica, animazioni e un album di selfie. Alcuni desiderano creare una brochure digital di sé stessi, contenente tutte le informazioni che ritengono debbano essere pubblicamente accessibili, altri creano un sito personale per offrire un servizio alla comunità. Il loro contenuto è una raccolta di affermazioni sulla propria persona da parte dei titolari, accuratamente scelte per creare l’impressione che si desidera suscitare. Questi siti presentano un’identità integrata e stabile, tesa a mettere in luce le caratteristiche che l’individuo ritiene importanti. Nei siti personali vengono spesso mescolati in modi imprevisti aspetti della vita pubblica e privata, in parte perché i fruitori non sono del tutto noti.
Gli autori delle pagine Web sembravano presentare sé stessi in modo realistico in relazione alla maggior parte dei tratti di personalità, anziché propendere verso il loro ideale; facevano eccezione l’estroversione e la gradevolezza.
Il profilo di un SN consente di controllare maggiormente la visibilità della propria persona online. Le società che forniscono questi servizi mirano a ottenere la vischiosità del sito, una caratteristica che induce i visitatori a restarvi a lungo e ritornarvi spesso; infatti il sito sollecita costantemente a integrare eventuali informazioni personali incomplete.
La foto del profilo ha il valore di mille parole e mostra caratteristiche come l’età e il sesso, su cui gli avari cognitivi fanno fortemente affidamento. L’avvenenza fisica è un altro indizio potente che domina le impressioni: tendiamo a percepire le persone attraenti come più gentili, brillanti, stimabili, estroverse, sicure e cordiali. L’effetto alone si verifica anche in rete.
Il numero di amici sui SN è importante: avere molti amici può
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