Introduzione
I primi allievi di Freud furono Karl Abraham (1877-1925, "Ricerche sul primissimo stadio evolutivo pregenitaledella libido", dove tratta lo sviluppo legato all’aggressività), Sandor Ferenczi (1873-1933, “La tecnica attiva”), i “non ortodossi” (Adler - psicologia individuale, Jung - psicologia analitica, Otto Rank, Wilhelm Reich -“L’analisi del carattere”).
Psicologia dell’Io → movimento psicoanalitico americano che da molta attenzione per l’Io, le sue funzioni e il suo rapporto con la realtà. Un buon lavoro psicoanalitico nasce da un’attenta esplorazione della superficie psichica, cioè delle manifestazioni dell’Io. I principali esponenti sono: Hartmann (1894-1970), Kris (1900-1957), Rudolph M. Loewenstein (1898-1976), David Rapaport (1911-1960), Anna Freud (1895-1982).
Le ‘controversial discussion’ → rappresentate da due teorizzazioni opposte di Anna Freud e Melanie Klein, caratterizzate da una conflittualità a proposito di quanto sia analizzabile il bambino; A. Freud segue il pensiero del padre, il quale sosteneva l’impossibilità di un trattamento psicoanalitico del bambino a causa della difficoltà di creare un transfert, mentre secondo Klein il bambino può essere trattato. Il conflitto tra le due psicoanaliste trova una mediazione con il pensiero di Winnicott.
Nel pensiero di post-freudiani, tra cui A. Freud, Klein, Spitz, Mahler, Winnicott, Bowlby e Stern, si ha il passaggio dal metodo ‘genetico-ricostruttivo’, ovvero dal punto di vista degli aspetti delle fasi libidiche nella vita adulta, al metodo ‘evolutivo’, e anche dal bambino clinico al bambino osservato. Il punto di vista genetico è descritto da Spitz (processo evolutivo), Mahler (processo di separazione-individuazione), Winnicott (processo maturativo), Bowlby e Stern (attaccamento e Infant Research).
Metodologie di osservazione della relazione madre-bambino
L’indagine dello sviluppo del bambino non può limitarsi all’osservazione del bambino isolato, poiché secondo Winnicott “il bambino piccolo non può esistere da solo, ma è fondamentalmente parte di una relazione”; quindi l’osservazione riguarda la relazione tra care-giver e bambino tenendo conto dei principi dell’ Infant Observation (Anna Freud e Esther Bick). Anche durante l’osservazione si ha una relazione accompagnata da risposte controtransferali (reazioni dell’osservatore di fronte agli affetti in gioco) come avviene nel trattamento psicoanalitico.
Infant Observation
- Cos’è? → è l’osservazione della relazione madre-bambino nel suo ambiente naturale, fatta da osservatori con una formazione psicoanalitica;
- Setting → si svolge in un contesto naturale, con il contesto della madre, e viene discussa in una situazione di supervisione;
- Principi metodologici di base → costanza e continuità, attenzione fluttuante, neutralità e astensione (“capacità negativa” di Bion, il quale esorta l’analista ad ascoltare il paziente tollerando di rimanere nel dubbio, senza affrettarsi a trovare spiegazioni razionali e senza aggrapparsi al già noto sul paziente e sulle teorie; l’analista deve rinunciare alla memoria, al desiderio e alla comprensione razionale), distanza e ricettività (capacità di silenzio e ascolto, capacità di rêverie di Bion, ovvero uno stato in cui la madre è pervasa da ciò che immagina sia la vita interiore del bambino, è lo strumento con cui la madre accoglie e comprende le comunicazioni affettive del bambino, così è in grado di contenere e modificare l’intensità della vita affettiva del piccolo e lui impara a gestire con maggiore competenza stati emotivi di particolare intensità. La rêverie è quindi la capacità della madre di ricevere le impressioni emotive e sensoriali del bambino, e di elaborarle in una forma che la psiche del neonato possa reintroiettare e assimilare).
- Cosa si osserva?
- La competenza cognitiva del bambino (aspetti cognitivi), osservandolo in una situazione naturale, in attività quotidiane. Bisogna prestare attenzione alle interazioni sociali, alla padronanza degli oggetti, strumenti e sequenza di eventi, all’organizzazione spaziale e temporale, alle funzioni percettive e motorie, all’irritabilità e alla consolabilità (per comprendere quanto il temperamento del bambino si relaziona a quello della madre);
- L’interazione osservata madre-bambino (aspetti comportamentali), serve per dedurre ciò che accade all’interno della relazione. Si pone attenzione a:
- Zona prossimale di sviluppo (Vigotsky), che ha una valenza sia cognitiva che affettiva e rappresenta il ponte tra la competenza verso gli oggetti e la competenza interattiva;
- Reciprocità e all’interazione affettiva (Brazelton);
- Dialogo tonico, dato dagli aspetti motori (De Ajuriaguerra) → la comunicazione tra corpi avviene tramite un dialogo particolare che è un preludio al dialogo verbale; il bambino si esprime con le grida, con delle smorfie o un gesticolare in cui tutto il corpo parla e reagisce agli stimoli. Le modificazioni toniche e le reazioni espressive del bambino vengono interpretate e comprese dalla madre; una modificazione tonica ha senso solo in relazione al cambiamento che essa comporta nel rapporto con l’altro;
- Ciclicità dell’interazione e sintonizzazione affettiva, in che modo madre e bambino si sintonizzano (Stern). All’interno della coppia madre-bambino si svolgono processi autoregolativi e disintonizzazione (elasticità, sintonia, reciprocità).
- L’interazione fantasmatica (Lebovici): parlando con la madre si fanno inferenze sugli aspetti inconsci della relazione, sono aspetti più profondi della relazione di cui la madre spesso non è consapevole. Bisogna fare una distinzione fra:
- Il bambino fantasmatico (insieme di aspettative e desideri della madre prima che il bambino nasca, che sono prevalentemente preconsci o inconsci);
- Il bambino immaginario (è legato al desiderio della coppia, consiste nella descrizione del bambino da parte dei genitori ed è più legato alla consapevolezza);
- Il bambino reale.
Anna Freud (Capitolo 5, par. 2)
Anna Freud sviluppò le sue teorie sulla base delle osservazioni, metodo utilizzato dal Jackson Nursery a Vienna, dalle War Nurseries a Londra, dedicate ai bambini orfani di guerra e dal Hampstead Clinic, attività clinica di analisi infantile attraverso i servizi della Well Baby Clinic e della Nursery.
Scrisse “L’io e i meccanismi di difesa”, dove sottolinea l’importanza delle difese, intese come meccanismi psichici dell’Io, inconsci, che hanno la funzione di proteggere l’Io stesso dal dolore psichico e di rendere adeguate ai principi imposti dalla realtà le esigenze pulsionali, di assicurare loro una certa gratificazione e di stabilire un rapporto armonico tra Es, Super-Io e le richieste del mondo esterno. I meccanismi principali che introduce A. Freud sono:
- Identificazione con l’aggressore: identificazione con un oggetto esterno temuto, al fine di dominare la paura trasformandola in una sensazione di sicurezza;
- Altruismo: un impulso inaccettabile viene spostato sul mondo esterno, permettendo al soggetto di attuare una rinuncia altruistica ai propri impulsi istintuali a favore degli altri.
Il pericolo che scatena i meccanismi di difesa non è solo inconscio ma può anche essere reale ed esistono secondo A. Freud tre meccanismi per far fronte a questi pericoli:
- Negazione in fantasia e negazione attraverso parole e atti: rifiuto di riconoscere una parte della realtà spiacevole, che viene sostituita con immaginazioni, atti o parole del tutto opposte; corrisponde alla difesa dai pericoli interni della formazione reattiva;
- Limitazione difensiva delle funzioni dell’Io: di fronte ad un pericolo esterno l’Io rinuncia alla negazione in favore della fuga dal dolore, evitando le situazione spiacevoli; corrisponde alla difesa dai pericoli interni dell’inibizione.
Normalità e patologia nel bambino
Attraverso l’osservazione del comportamento infantile si può comprendere il mondo interno del bambino, poiché nei bambini il comportamento manifesto è ancora più vicino agli aspetti inconsci più degli adulti. Lo sviluppo normale (di equilibrio psicologico) si articola secondo tre componenti: maturazione (dotazione naturale fondata sul patrimonio genetico), adattamento (influsso dell’ambiente), strutturazione (aspetti specifici del mondo interno); ogni livello raggiunto da un bambino rappresenta il risultato di un’interazione tra queste tre componenti. Anna Freud pensava che attraverso un’ educazione psicoanalitica fosse possibile prevenire la patologia e salvare il mondo dalla malattia mentale, ma questa convinzione si è rivelata illusoria.
Le linee evolutive
- Dalla dipendenza alla autonomia affettiva, alle relazioni oggettuali adulte;
- Linee evolutive verso l’indipendenza fisica: dall’allattamento alla alimentazione razionale, dall’incontinenza al controllo sfinteriale, dalla irresponsabilità alla responsabilità nel modo di comportarsi con il proprio corpo (progressiva capacità di prendersi cura di sé e del proprio corpo);
- Altri esempi di linee evolutive: dall’egocentrismo alla socievolezza, dal corpo al giocattolo e dal gioco al lavoro.
Le disarmonie evolutive
Anna Freud considera la patologia come disarmonia evolutiva sulla base di fissazioni e di regressioni durante lo sviluppo; è normale che il bambino durante il periodo evolutivo ritorni periodicamente indietro, infatti bisogna essere attenti nella diagnosi in fase evolutiva, poiché finché non si esce dall’adolescenza si hanno innumerevoli disarmonie, scompensi, e complicazioni nello sviluppo. Ci sono molti bambini che presentano un processo evolutivo assai irregolare: essi possono essere molto avanti su certi piani mentre sono più indietro in altri; tale squilibrio tra le diverse linee evolutive provoca nell’infanzia un attrito sufficiente a giustificare una più approfondita ricerca delle circostanze che lo determinano, specialmente per sapere fino a che punto tale squilibrio sia determinato da cause interne e fino a che punto da ragioni ambientali.
In “Profilo meta psicologico del bambino” A. Freud descrive i passaggi per una corretta valutazione clinica del bambino:
- Parte I-IV: motivi della segnalazione, descrizione del bambino del suo aspetto esteriore e del comportamento, sfondo familiare e la storia personale, influenze ambientali eventualmente significative;
- Parte V: valutazione dello sviluppo, evoluzione delle pulsioni, sviluppo dell’Io e del SuperIo;
- Parte VI: valutazione genetica, regressione e punti di fissazione;
- Parte VII: valutazione dinamica e strutturale, conflitti;
- Parte VIII: valutazione di alcune caratteristiche generali (tolleranza alla frustrazione, capacità di sublimazione, atteggiamento generale verso l’angoscia, rapporto tra forze evolutive progressive e tendenze regressive;
- Diagnosi: si riassumono i dati precedenti, articolandoli in una valutazione clinica significativa.
René Spitz (Capitolo 20, par. 2)
Spitz fa parte della Psicologia dell’Io e utilizzò come metodo l’osservazione diretta del bambino, sia in ambiente naturale che in laboratorio (collegamento con la psicologia evolutiva), ma utilizzò anche la registrazione di ciò che veniva osservato. Inoltre l’osservazione poteva essere sia trasversale, quindi centrata su bambini della stessa età, o longitudinale, seguendo uno stesso bambino per lungo tempo. Spitz utilizzava anche test, somministrati alla madre, e analizzava i filmati eseguiti durante l’osservazione. Le sue teorizzazioni principali riguardano:
- Lo studio delle funzioni dell’Io;
- L’importanza delle cure materne per uno sviluppo ottimale del bambino;
- Conseguenze psicopatologiche della mancanza o carenza delle cure materne, che possono portare anche alla morte del bambino (ricerche effettuate negli orfanotrofi).
Spitz da molta importanza alla relazione tra madre e bambino, “Per il neonato l’ambiente è costituito per così dire da un unico individuo: la madre o il suo sostituto. Inoltre quest’unico individuo non è percepito dal bambino come separato da lui, ma fa parte semplicemente di un insieme di bisogni di nutrizione e di soddisfazione”. “Nel rapporto madre-bambino, la madre rappresenta il fattore ambientale o, se si preferisce, si può dire che la madre rappresenta l’ambiente; contrapposto a questo fattore sta il corredo congenito del bambino. I due fattori interagenti sono quindi la madre, con la sua individualità già formata, ed il bambino con una individualità in via di formazione. I due elementi madre e bambino non vivono in vacuum, ma in un ambiente economico-sociale, nel quale i membri della famiglia sono i fattori determinanti primari, mentre il gruppo, la cultura, la nazione, l’epoca storica e la tradizione sono fattori a più ampio raggio.”
Gli organizzatori
Lo sviluppo del bambino si esplicita attraverso la costituzione dell’oggetto libidico (superamento della fase preoggettuale), che avviene in maniera graduale e procede per quelli che Spitz definisce organizzatori, i quali descrivono il raggiungimento di nuovi livelli di integrazione nello sviluppo. Essi sono delle strutture che si sviluppano alla convergenza di diverse linee dello sviluppo e si costituiscono come centro di influenza per le aree circostanti, come avviene in embriologia (Spemann scoprì che, inserendo pezzi embrionali in differenti regioni, tali pezzi evolvono lo stesso in embrione ed influenzano le regioni circostanti, spesso innescando lo sviluppo di un intero embrione; queste regioni furono chiamate organizzatori). Le organizzazioni sono quindi il risultato dell’integrazione raggiunta e consistono nella formazione di una nuova struttura psichica dotata di un maggior livello di complessità, segnano le tappe dell’interazione madre-bambino fin dai primi mesi di vita.
Gli stadi del processo evolutivo
Spitz afferma che alla nascita il neonato è in uno stato indifferenziato; tutte le sue funzioni, compresi gli istinti, si differenziano in seguito in base ad un processo di maturazione e di sviluppo. Infatti egli non ammette la presenza di un Io alla nascita ed è per questo che non è possibile applicare certe concezioni psicoanalitiche fin dalla prima infanzia, non è possibile parlare di Complesso di Edipo, di SuperIo e lo stesso vale per il simbolismo e per ogni interpretazione simbolica (legati all'acquisizione del linguaggio). Nel primo anno di vita la parola non esiste ed egualmente inesistenti sono i meccanismi di difesa, ma è possibile trovare solo i precursori di questi meccanismi in forma più fisiologica che psicologica.
Gli stadi del processo evolutivo sono:
- Stadio pre-oggettuale (1-2 mesi): questo stadio corrisponde al narcisismo primario di Freud, in cui il bambino si trova in una condizione di non-differenziazione ed è protetto dalle percezioni esterne grazie alla barriera difensiva della madre. Il neonato percepisce solo le sensazioni che hanno origine nel suo corpo, ovvero le sensazioni cenestetiche, ed è a partire dalla nutrizione che si attiva il sistema della percezione. Il sistema percettivo si costruisce grazie all’integrazione di ‘sensazioni di contatto’ (seno-bocca-mano) con le ‘percezioni a distanza’ (volto materno); nelle sensazioni di contatto, il gusto e la prensione formano un tutt’uno che Spitz indica con il termine cavità primitiva (primal cavity) che serve per percepire il seno materno, vero supporto della gratificazione, e i diversi elementi di questi cavità primitiva (mano, bocca, seno e volto della madre) costituiscono un’unità, in cui rimane indistinto ciò che appartiene al bambino o alla madre. Avviene quindi un’associazione da parte del bambino tra il volto materno e l’allattamento (soddisfazione, piacere); questa esperienza ripetuta costruisce delle tracce mnestiche che riguardano il piacere e che rimangono nella memoria implicita. “Nei primi tre mesi le esperienze del bambino sono esclusivamente di ordine affettivo; il sensorio, la capacità di discriminazione, l’apparato percettivo non sono ancora sviluppati dal punto di vista psicologico e forse neppure dal punto di vista fisico. Quindi è l’atteggiamento affettivo della madre che serve di orientamento per il lattante”.
- Stadio dell’oggetto precursore (2-6 mesi): l’oggetto precursore consiste nel volto della madre, che favorisce il processo di individuazione e segna un punto cruciale nello sviluppo, poiché è precursore del processo di pensiero. In questa fase si costituisce il primo organizzatore, che si manifesta con lo stabilirsi delle percezioni, con la costruzione di un Io rudimentale, con la comparsa della risposta aspecifica del sorriso alla vista del volto umano, che viene prodotta in risposta a qualunque Gestalt-segnale facciale in movimento (= oggetto precursore, insieme fronte, occhi, naso posto di fronte e in movimento), poiché ha associato il volto umano al piacere dell’allattamento e quindi sorride alla vista di un qualsiasi volto. Inoltre il primo organizzatore segna il passaggio da una condizione di passività ad una di attività e pone le basi per le future relazioni sociali.
- Stadio dell’oggetto propriamente detto (6-8 mesi): l’avvicinarsi dell’estraneo provoca ritiro e pianto; l’angoscia per la perdita dell’oggetto indica lo stabilirsi di un vero e proprio oggetto libidico, ovvero la madre (si è creato un attaccamento nel linguaggio di Bowlby), e di una capacità di distinguere le persone familiari dagli estranei. Il bambino ricostruisce l’oggetto materno, prima suddiviso in oggetti separati, e lo integra in un unico oggetto.
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