Lucia Cavagnino – Senso di comunità
Senso di comunità, teoria e ricerca
Due sensi di comunità
- Comunità locale: senso di comunità = appartenenza a un’unità territoriale specifica.
- Comunità di interessi: senso di comunità = appartenenza a un insieme di relazioni.
Le definizioni di comunità presuppongono un’assunzione di similarità fra i membri, trascurando le differenze e le multiappartenenze. Dall’identificazione con una comunità si possono strutturare due tipi di identità:
- Macro-appartenenza: supera le divisioni interne, integra le differenze nella comunità.
- Micro-appartenenze: identità specifiche che si costruiscono in base ai ruoli assunti.
Le origini
Sarason: il senso di comunità è una percezione di similarità con gli altri, una interdipendenza gli uni dagli altri, un desiderio di mantenere questa interdipendenza in modo attivo, facendo per gli altri quello che gli altri si aspettano da sé, il sentimento di essere parte di una struttura più ampia, stabile e dipendente. Similarità, interdipendenza attiva, appartenenza.
McMillan & Chavis: il senso di comunità è un sentimento che gli individui hanno di appartenere ed essere importanti gli uni per gli altri e una fiducia condivisa che i bisogni degli altri membri saranno soddisfatti dal loro impegno ad essere insieme. Ad esso ci sono 4 componenti di base:
- Appartenenza: sentimento di essere parte della comunità. Implica la presenza di confini (boundaries), che stabiliscono chi è incluso o meno nella comunità. I confini garantiscono la sicurezza fisica ed emotiva (safety) e facilitano i processi di appartenenza e l’identificazione collettiva (belonging e identification). Questi sentimenti fanno sì che la persona possa investire nella comunità e nelle relazioni con gli altri (personal investment). L’appartenenza si basa sulla condivisione di un sistema simbolico comune (common symbol system) che mantiene i confini e favorisce l’integrazione e denota l’identità di una comunità. Spirit: autenticità delle relazioni, empatia, sostegno e lealtà denotano il senso di comunità.
- Influenza: processo bidirezionale, dagli individui verso la comunità e dalla comunità verso gli individui. Aspetti salienti:
- Le persone sono attratte dalle comunità su cui percepiscono di poter esercitare influenza.
- La coesione del gruppo dipende dalla possibilità che esso ha di esercitare una pressione al conformismo sui suoi membri.
- La pressione al conformismo deriva sia dal bisogno degli individui di vedere confermate le proprie credenze (validazione consensuale) e dal bisogno della comunità di ottenere l’adesione alle proprie norme.
- I due tipi di influenza operano congiuntamente e simultaneamente. Trust: lo sviluppo di fiducia è essenziale per l’esercizio di potere e di influenza.
- Integrazione e soddisfazione dei bisogni: perché una comunità esista, il farne parte deve essere gratificante per gli individui. Gli individui devono sentire di poter soddisfare contemporaneamente i propri e altrui bisogni. Per trovare i bisogni da soddisfare, i valori condivisi offrono una direzione. I valori definiscono non solo i bisogni ma anche i modi con cui soddisfarli. Quando individui con valori simili si trovano insieme, scoprono di avere anche bisogni simili, scoperta che alimenta la convinzione che stando insieme si possono soddisfare quei bisogni. Trade: lo scambio sociale, basato su reciprocità, equità e solidarietà, è alla base del senso com.
- Connessione emotiva condivisa: il legame emotivo fra i membri di una comunità si basa su una storia comune e sulla possibilità di riconoscersi in essa, ed è rafforzato dal coinvolgimento e dalla condizione in eventi significativi per la collettività. Fattori che lo influenzano:
- Contatto: più le persone interagiscono più è forte il legame.
- Qualità dell’interazione: più sono positive le esperienze più è forte il legame.
- Chiusura-ambiguità: più sono ambigue le interazioni più debole è il legame.
- Condivisione degli eventi: più sono significativi gli eventi più è forte il legame.
- Investimento: più è forte l’investimento personale dei membri più è forte il legame.
- Ricompense e sanzioni: determinano il grado di attrazione di una comunità.
- Legame spirituale: grado di condivisione di fini e ideali. Art: attraverso memoria e condivisione di eventi si creano storie che trovano espressione simbolica nell’arte, nelle sue molteplici manifestazioni.
Relazioni tra gli elementi
Vediamo ora le relazioni tra gli elementi che compongono le diverse dimensioni.
- Appartenenza: rapporto di circolarità. I confini forniscono protezione, che consente di poter investire nella comunità e sviluppare un senso di identificazione in essa, il che facilita la costruzione di sistemi di simboli comuni, che a loro volta rinforzano i confini.
- Influenza: l’influenza va in due direzioni (dalla comunità ai membri e viceversa). Se gli individui sono disponibili a subire la pressione della comunità, la loro personale capacità di influenza cresce.
- Integrazione e soddisfazione di bisogni: le comunità si strutturano intorno ai bisogni e gli individui si affiliano alle comunità che sono in grado di soddisfarli.
- Connessione emotiva condivisa: alla sua base vi sta il contatto tra le persone e la buona qualità delle interazioni, che è innalzata da: condivisione di eventi, relazioni non ambigue, azioni collettive e riconoscimenti offerti ai membri.
Il modello è applicabile a tutte le comunità, ma l’importanza dei diversi elementi varia fra esse. McMillan aggiungerà in seguito due concetti:
- Transformative trading: le comunità conferiscono ai membri nuove competenze.
- Generative trading: le comunità preparano le nuove generazioni ad assumere ruoli di leader.
Senso di comunità e processi di identificazione sociale
L’identificazione con la comunità è importante. Le differenze fra individui nei livelli di senso di comunità potrebbero dipendere dalla forza con cui gli individui si identificano con essa. La Teoria dell’Identità Sociale può essere applicata non solo ai piccoli gruppi, ma anche alle comunità. I processi di identificazione con la comunità sono simili a quelli di identificazione con i gruppi. Secondo questa teoria le appartenenze contribuiscono a formare l’identità personale. L’identificazione con il gruppo fornisce un contributo positivo all’identità, nel senso che le caratteristiche positive del gruppo sono assunte come caratteristiche positive di sé. Le persone scelgono di identificarsi con il gruppo/comunità in base a due bisogni:
- Bisogno di distinguersi dagli altri
- Bisogno di appartenere
Il meccanismo in base al quale gli individui riconoscono le proprie e altrui appartenenze è il processo di categorizzazione: esso comporta
- Verso l’ingroup una tendenza a massimizzare le somiglianze fra i soggetti che ne fan parte
- Verso l’outgroup una tendenza a massimizzare le differenze tra gruppi
- Un bias cognitivo che porta a valutare negativamente l’outgroup e positivamente l’ingroup.
L’identificazione ha tre dimensioni:
- Una affettiva
- Una cognitiva (consapevolezza di appartenere al gruppo), l’identificazione consapevole
- Una sociale (senso di connessione con gli altri membri)
Le dimensioni affettiva e sociale sono inglobate nel senso di comunità, mentre la dimensione cognitiva è a sé stante. La comunità ha due dimensioni: una fisica e una sociale. Possiamo individuare due processi:
- Identificazione con il luogo, alla base dell’identità di luogo.
- Identificazione con la comunità sociale, alla base dell’identità sociale.
Come per i gruppi sociali, gli individui tendono a percepire la propria comunità come coesa ed omogenea, mentre percepiscono le altre comunità come molto differenti.
Determinanti individuali del senso di comunità
- Età: il senso di comunità tende ad aumentare con l’età, ma in relazione alla durata della residenza nello stesso luogo (più relazioni sociali nel territorio)
- Genere: non sono state rilevate differenze.
- Reddito: non sono state rilevate differenze.
- Avere figli piccoli porta ad un aumento del senso perché porta a sfruttare di più i servizi.
- Valori: i valori tradizionali sono in linea con la concezione classica di comunità, e quindi correlati positivamente con il senso di comunità. Anche i valori post-materialistici sono positivamente connessi al senso di comunità, sebbene caratterizzino persone più cosmopolite che legate ad una comunità locale, che però rimane una comunità importante.
- Personalità: è stato indagato il rapporto dei Big Five con il senso di comunità e si è trovato che sono tutti correlati. In particolare l’estroversione, associata ad un più alto senso di comunità.
Il senso di comunità è funzione dell’interazione tra l’individuo e la comunità. Gli attributi di personalità mediano il significato che la comunità assume per gli individui.
Determinanti a livello di comunità
Densità abitativa: la percezione di un eccessivo numero di individui all’interno dello stesso spazio può provocare la sensazione di affollamento e di riduzione dello spazio personale. Si pensa che questo possa abbassare il senso di comunità dei residenti.
Caratteristiche fisiche dell’ambiente: il senso di comunità è legato ad ambienti che facilitano gli scambi sociali, con spazi che favoriscono la circolazione pedonale e spazi verdi.
Risorsa o responsabilità?
Per McMillan la comunità è una risorsa che gli individui utilizzano per soddisfare bisogni. Più le comunità sono in grado di soddisfare bisogni più le persone sviluppano senso di comunità. Questa idea si basa sulla teoria sulle motivazioni di McClelland, per cui la motivazione deriva da:
- Bisogno di riuscita
- Bisogno di affiliazione
- Bisogno di potere
L’appartenenza e la connessione emotiva soddisfano il bisogno di affiliazione, l’influenza quello di potere e la soddisfazione dei bisogni li soddisfa tutti e tre. Questo spiegherebbe perché il sentirsi parte di una comunità si associ a benessere psicologico e impegno attivo nella comunità.
Per Nowell e Boyd questo non spiega i comportamenti non motivati da interesse personali. Per loro la connessione tra individuo e comunità si fonda sulla responsabilità. Essi distinguono fra:
- Logica delle conseguenze: informa l’azione razionale, comunità come risorsa.
- Logica dell’appropriatezza: si fonda sui valori, norme e credenze che le persone sviluppano riguardo ciò che è appropriato in un contesto, che orientano il loro comportamento.
Per loro il senso di comunità è: un senso di responsabilità personale per il benessere di una comunità, non basato sull’interesse personale. Il senso di responsabilità deriva dal modo in cui gli individui percepiscono la comunità e dal modo in cui credono che debba essere il loro rapporto con essa. Questo comporta che:
- Il conformarsi a questo sistema di credenze su come comportarsi favorisce l’impegno attivo.
- Il senso di responsabilità agisce indirettamente sul benessere attraverso l’impegno attivo: la spinta alla coerenza tra comportamenti e credenze induce gli individui ad impegnarsi attivamente per la comunità e questo aumenta il loro benessere.
Approcci socio-costruzionisti
Per alcuni il senso di comunità è stato indagato come se fosse misurabile come una variabile stabile e universale. Se lo si studia con un approccio attento al linguaggio dei partecipanti e non del ricercatore si vede che il suo significato è locale e non coincide con un modello universale. Il senso di comunità non può essere concettualizzato in forma statica; va inteso come processo, in cui le persone interagiscono fra loro. Esso è una caratteristica mutevole delle relazioni. Si assiste a un abbandono dei metodi quantitativi in favore di metodi qualitativi, in grado di cogliere la specificità e variabilità dei contesti. L’approccio narrativo in particolare si presta all’esame delle storie collettive per comprendere le relazioni tra l’identità personale e l’identità sociale, e il modo con cui la comunità crea e trasforma la propria storia. Così senso di comunità = shared narrative.
Gli studi socio-costruzionisti:
- Costringono a interrogarsi sulla validità concettuale dello stesso costrutto e sulla sua effettiva capacità di cogliere e descrivere fenomeni psicologici e psicosociali reali.
- Pongono la questione della validità transculturale dei costrutti psicologici e psicosociali. Il senso di comunità è contesto-dipendente e inseparabile dai significati che gli individui gli assegnano.
Senso di comunità negativo
L’ipotesi è che possa esistere un senso di comunità fondato sul rifiuto e sulla non-appartenenza. Esperimento delle donne nere di Baltimora: esse marcavano la distanza tra sé e il quartiere dove vivevano e questa distanza consentiva loro di proteggersi dal degrado sociale che lo caratterizzava. Quindi: il senso di comunità può avere valenza negativa e non associarsi a esiti negativi, ma avere una funzione protettiva. Allo stesso tempo non sempre un elevato senso di comunità produce benessere e il distacco dalla comunità è preferibile.
Il senso di comunità è un asse che può assumere valori positivi, neutri e negativi. Un senso di comunità territoriale debole non si associa ad atteggiamenti di apatia e di indifferenza nei confronti del luogo in cui si vive, ma ad una percezione acuta dei problemi, che a sua volta alimenta la tendenza a reagire o ad agire positivamente per modificare lo status quo. Se il senso di comunità positivo è una forza che attrae gli individui verso la comunità, il senso di comunità negativo è una forza che allontana le persone. Non è anomia: essa è passiva, mentre il senso di comunità negativo richiede una posizione attiva del soggetto nei confronti del contesto.
Modello a 4 componenti del senso di comunità negativo
- Distintività: bisogno di differenziarsi dagli altri membri e rifiuto di associarsi.
- Astensione: atteggiamento di passività e indifferenza verso la comunità.
- Frustrazione: percezione della comunità come fonte di frustrazione, che non viene incontro ai propri bisogni, ma è un ostacolo.
- Alienazione: sentimento di estraneità e disconnessione dalla comunità.
Molteplicità e multiappartenenza
Ognuno partecipa contemporaneamente a più comunità. La macroappartenenza ad una comunità incorpora in sé tante microappartenenze. Bisogna espandere il senso di comunità a una varietà di setting, riconoscendo il fenomeno dell’appartenenza parallela. La comunità primaria è quella che rinforza le norme, i valori, l’identità individuale e fornisce sistemi di sostegno fondamentali per il benessere. Ad essa si affiancano le comunità secondarie, con significato e salienza diversa, ma anch’esse supportano i processi identitari. Il senso di comunità multiplo permette di capire le scelte che portano gli individui a investire in un setting piuttosto che in un altro. Spesso i nuovi setting nascono per coesistere o per competere con i vecchi, talvolta per integrarli o sostituirli. Vengono messe in atto delle scelte e dei confronti tra le varie comunità. Il senso di comunità di un setting si nutre del confronto con altri setting.
In linea con la teoria dei bisogni che sottende la nozione di senso di comunità, comunità diverse possono soddisfare bisogni diversi e offrire risorse diversificate ai loro membri. Espandere l’analisi del senso di comunità significa adottare un’ottica ecologica e un’analisi multilivello. Il modello di Brofenbrenner offre un riferimento ottimo. Ai quattro sistemi vengono aggiunti il sistema ontogenetico, che cattura la dinamica interna all’individuo e il cronosistema che descrive le condizioni storico-sociali il cui cambiamento porta a una rinegoziazione delle norme sociali. Il senso di comunità influisce e subisce l’influenza di tutti e sei i livelli sistemici, ma raramente lo si rileva e analizza ad un tale grado di complessità.
Senso di comunità e capitale sociale
Se il senso di comunità coglie la dimensione psicologica che connette l’individuo alla società, il capitale sociale cattura le caratteristiche della società che fanno da collante del legame sociale. Per Putnam il capitale sociale è una proprietà dell’organizzazione sociale. Esso si riferisce a quelle caratteristiche che possono rendere la società più efficiente, facilitando le azioni dei suoi membri. Putnam distingue fra:
- Capitale sociale che si basa sui legami interni (bonding)
- Capitale sociale fondato sui collegamenti con l’esterno (bridging)
È stato aggiunto il capitale sociale linking, che mette in relazioni posizioni gerarchiche diverse.
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