Metodologia, ricerca e intervento
1.Progettazione e valutazione
Aspetti interconnessi del lavoro dello psicologo di comunità.
Approccio partecipatopropone di attivare processi collaborativi con gli stakeholder e i membri
della comunità per la co-costruzione del senso e del valore di un progetto di intervento.
Progettoserie di attività finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi all’interno di limiti
temporali, con l’utilizzo di risorse umane, strumentali, finanziarie, definite. Si basa su:
- Una rete di stakeholder (include i beneficiari dell’intervento, diretti e indiretti);
- Una strategia di coordinamento e gestione organizzativa;
- Un sistema di monitoraggio e valutazione;
- Un’adeguata analisi dei costi e benefici;
Negli ultimi annilavoro per progetti come costruzione di un nuovo servizio o intervento volto a
indurre cambiamenti nei comportamenti delle persone o nei contesti d’appartenenza.
PROGETTAZIONE IN AMBITO SOCIALE: immaginazione di una realtà futura, unita a strategie, azioni
e tappe per la sua realizzazione. Diversi soggetti se ne occupano, nel settore pubblico, privato e no
profit, sia come enti erogatori sia come soggetti che progettano servizi e interventi innovati.
- Attività di co-progettazione seguono una logica di reteil perseguimento di obiettivi comuni
avviene grazie a soggetti che collaborano tra loro per rispondere ai bisogni della realtà.
- Importante includere anche i beneficiari dei progetti e i membri della comunità.
Conseguenze del lavoro per progetti:
- Scarso coinvolgimento delle comunità localiriduzione della capacità di rispondere ai bisogni;
- Moltiplicazione e frammentazione dei progettisovrapposizione, progetti di ridotta portata;
- Burocratizzazione dei progettiaffidarsi ad esterni, invece di valorizzare organizz. del territorio;
Progettazione socialecostruzione di significato.
Gli approcci alla progettazione: essa è un’opportunità per mettere in pratica cambiamenti.
In ambito sociale, diverse esigenze muovono gli attori sociali ad avviare una progettazione:
- Bisogno di innovare (pratiche e interventi che diano risposte più efficaci alle esigenze sociali);
- Necessità di evitare la frammentazione degli interventi e la dispersione delle risorse;
- Desiderio di sviluppare sinergie con altre organizzazioni attorno a obiettivi comuni;
• Approccio sinottico-razionale: causalità lineare tra problematiche sociali e cambiamento.
Progettista sarebbe capace di definire la migliore strategia per risolvere i problemi, tramite regole e
programmi validi in assolutomeno attenzione all’attivazione degli attori locali:
- Crea una separazione tra chi pensa e chi agisce nel contestoin ambito sociale, rischia illusione
di controllo deterministico sui problemi, generando disaffezione e resistenza.
Contesti sociali sono sistemi complessi, caratterizzati dall’interazione tra una pluralità di attori e
fattori multivello. Il cambiamento di rado è riconducibile a una linearità di causa-effetto.
- Spesso fluidi e informalidestinatari non abituati a linguaggi e dispositivi troppo strutturati, per
cui la standardizzazione degli strumenti può portare a frustrazione nella loro applicazione. 1
Approccio ingenuo e semplificante l’alternativa è l’approccio problem-solving o a razionalità
limitata, riconosce la complessità dei sistemi sociali, proponendo una scomposizione del problema
in sotto-problemi, ciascuno con la sua soluzione migliore, in base a principi di razionalità non
assoluti, ma calati nel contestoprogetti più flessibili e capaci a rispondere a problemi specifici.
- Illusione che tutti i problemi siano risolvibili, favorisce la frammentazione degli interventi.
• Approccio concertativo-dialogico: epistemologia costruttivista, per cui la “realtà” è un modo di
rappresentare il mondo, costruito attraverso l’esperienza personale.
- Abbandono oggettività sociale, sia nella definizione del contesto che dei problemi. Le situazioni
dipendono da un processo dinamico, frutto delle continue interazioni tra i soggetti in gioco.
- Le rappresentazioni di problemi e desideri di cambiamento possono modificarsi di continuo.
Per chi progetta, significa allestire setting in cui i diversi soggetti possano descrivere e narrare la
propria rappresentazione della realtà, confrontarla, negoziarla con gli altri.
- Progettazione attività di produzione di mondi possibili, esplorativa e costruttiva.
Attenzione all’attivazione delle persone e al rafforzamento delle interazioni e relazioni tra loro.
In PSI.COMfinalità è la costruzione di occasioni di miglioramento delle condizioni di vita, con
accento su empowerment e responsabilizzazione delle persone. Richiede la capacità di stare
nell’incertezza (e favorirla negli altri), tra narrative plurali e divergenti, individuando terreni comuni.
I due approcci sono poli di un continuum su cui si collocano i progetti.
Tappe della progettazione in ambito sociale: Commissione Europea ha adottato le linee guida sulla
gestione del ciclo di progetto, per una progettazione chiara e flessibile. Il ciclo di vita di un progetto
segue sei fasi fondamentali, la cui durata varia a seconda di portata e scopi del progetto.
- La sequenza delle fasi non è rigida e predefinita, ma segue una logica circolare e ricorsiva.
• Programmazione: fase preliminare, riguarda le politiche programmatorie a livello sovranazionale,
nazionale, locale, che orientano l’azione dei finanziatori, e indica i macro-obiettivi e le priorità a cui
i progetti devono contribuire e rispondere.
• Identificazione: insieme delle operazioni da cui nasce l’idea progettuale.
La prima è l’analisi del contesto dell’intervento (tra cui la rete di stakeholder, fenomeno d’interesse,
vincoli e opportunità)approccio partecipato richiede l’attivazione di stakeholder, organizzazioni,
reti informali e formali, questo garantisce che il problema identificato sia significativo, rilevante e
adeguato per il contestostakeholder attivati saranno poi coinvolti nell’implementazione.
Problema formulatodeclinato in obiettivi generali (descrive finalità del progetto, l’orientamento
valoriale, che trascende il progetto e le sue attività) e obiettivi specifici (tangibili per il progetto):
- Specifici, perseguibili, raggiungibili, verificabili concretamente in un tempo definito (SMART);
- Ottica ecologicapossono riguardare il cambiamento individuale, delle reti prossimali (micro),
contesti (sociali o fisici, meso), relazioni tra essi (eso), politiche o dimensioni culturali (macro).
Obiettivi specificimolteplici, organizzati gerarchicamente. Relazioni rappresentabili attraverso il
quadro logico, che consente di analizzare la catena di senso delle componenti del progetto.
- Prima colonna: logica dell’intervento, comprende l’articolazione degli obiettivi, dei risultati (in
termini di servizi e prodotti tangibili) e le attività necessarie a ottenerli;
- Quarta colonna: ipotesi e precondizioni necessarie per raggiungere i risultati e obiettivi attesi;
- Seconda e terza: indicatori e fonti di verifica per la corretta implementazione del progetto; 2
Semplificato e rigidoutile fare riferimento a Teoria del Cambiamento, processo di co-costruzione
in cui organizzazione e stakeholder articolano gli obiettivi del progetto e identificano le condizioni
necessariemaggior livello di complessità e interazione reciproca tra progetto e contesto.
• Formulazione: pianificazione del progetto, in cui si definiscono attività specifiche, tempi, risorse.
Riguarda le attività orientate ai destinatari, ma anche quelle relative al funzionamento del progetto
(coordinamento, monitoraggio, valutazione) e rivolge a garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.
- Eventuali risorse (umane, strumentali, strutturali) vanno indicate insieme a relativi costi.
• Finanziamento: modalità in cui il progetto è valutato dall’ente finanziatore;
• Realizzazione delle attività di progetto;
• Valutazione: riflessione sui processi innescati dall’intervento e sui risultati raggiunti;
VALUTAZIONE IN AMBITO SOCIALE: valutare = esprimere un giudizio, che ha conseguenze pratiche
per gli attori coinvoltiindicando aspetti di forza, limiti, aree di miglioramento di un progetto.
- Attori sono gli stessi coinvolti nella progettazione;
- Mandato valutativorichiesta da parte del committente, che con chi valuta negozia le domande
a cui la valutazione dovrebbe rispondere, gli obiettivi, la realizzabilità della ricerca:
o Non ha senso valutare se gli attori coinvolti non sono favorevoli, se ha fine solo strumentale
e i risultati non saranno utilizzati, se le risorse per realizzarla non sono sufficienti.
Spesso non considerata, sebbene abbia capacità di generare apprendimenti sociali, valorizzando
l’agireattraverso le pratiche, possono emergere significati, rappresentazioni, motivazioni, simboli.
Approcci alla valutazione: valutazione innesca rappresentazioni diverse e contrastanti – spesso
vista come giudizio, può innescare resistenze nelle organizzazioni e attori coinvolti.
- Gli approcci ricalcano quelli della progettazione, si traducono in disegni valutativi specifici che
più spesso vengono integrati, a seconda delle specifiche situazioni e obiettivi.
• Approccio razionalista: progetti come indipendenti dalle persone che osservano e dal contesto
specifico, si basa su ricerca dell’oggettività. Il valutatore (esterno alla realizzazione) misura i risultati
tangibili delle azioni programmate all’inizio della progettazione, in relazione a obiettivi prefissati.
- Efficacia e efficienza degli interventi sono rilevabili indipendentemente da chi vi prende parte.
• Approccio costruttivista: focus su contesto sociale, rappresentazioni dei diversi attori, processi di
co-costruzione della realtà. Il valutatore esprime un giudizio sugli eventi, su cosa abbia avuto
successo, valorizzando aspetti inattesi, emergenti, generativi. Si esplorano i significati dei diversi
protagonisti degli interventi, con tecniche qualitative. Enfasi sul rendere i soggetti maggiormente
consapevoli e capaci nel proprio contesto di interventoempowerment evaluation:
- Coinvolgimento attivo degli stakeholder nella valutazione, per offrire strumenti e conoscenze
per monitorare e valutare il proprio operato (valutazione sviluppa empowerment).
Valutareesplorazione e conoscenza dell’ambiente di vita delle persone, facendo emergere chiavi
di interpretazione della realtà attraverso il loro coinvolgimento. Importante la capacità di tollerare
l’incertezza, cogliere l’inatteso, di flessibilità nella creazione e impiego degli strumenti.
Tappe della valutazione: • Valutazione ex-ante: precede l’implementazione del progetto, giudizio
sulla qualità delle prime fasi di progettazioneriguarda pertinenza dell’analisi dei bisogni e la loro
congruenza con gli obiettivi e le attività, e anche: estensione e qualità rete degli stakeholder; risorse
a disposizione; fattibilità e sostenibilità delle attività, e se consentono di raggiungere gli obiettivi. 3
• Valutazione in itinere: analisi svolgimento del progetto, la qualità delle attività la coerenza con gli
obiettivi, aspetti che ne facilitano o ostacolano il raggiungimento. Distinguiamo tra:
- Monitoraggioraccolta di informazioni sulle attività per valutare quanto sono conformi a ciò di
programmato, il grado di raggiungimento della popolazione, l’adeguatezza delle risorse.
- Valutazione di processoanalisi dei processi attivati dal progetto e degli elementi che
favoriscono o impediscono il raggiungimento degli obiettivi.
Avviene in momenti chiave del progetto, come il raggiungimento di milestones, traguardi intermedi
necessari per il raggiungimento degli obiettivi. Può avvalersi di diverse tecniche di raccolta dati
(osservazione partecipante, questionari, interviste a stakeholder, operatori, beneficiari).
- Consente di esprimere un giudizio sull’andamento del progetto, identificando punti di forza e
debolezza, quali meccanismi sta attivando, correggere prima che il progetto sia terminato.
• Valutazione ex-post: esamina efficacia del progetto alla conclusione, il grado in cui esso è stato in
grado di determinare i cambiamenti attesi, il raggiungimento degli obiettivi, impatto del progetto
sulla popolazione target e sul contesto, sull’efficienza in termini costi-benefici.
- Importante nel caso di metodologia innovativa o applicata in un contesto nuovo.
Modello della scienza della prevenzioneapplica l’approccio bio-medico (verifica dell’efficacia di
farmaci e procedure mediche) allo sviluppo di interventi psicosociali nelle comunità. Approccio
evidence-based, che ha limiti di applicabilità nei contesti reali delle comunità locali.
- La valutazione dei progetti non ambisce al rigore metodologico delle ricerche sperimentali, non
cerca la generalizzazione dei risultati del progetto ma la loro verifica, contribuisce alla
costruzione di senso del progetto per quello specifico contesto e attori coinvolti.
- Disegni di ricerca non sperimentali valutare il cambiamento (pre-post progetto) di indicatori
che permettano di stabilire il grado di raggiungimento degli obiettivi del progetto.
o Uso di questionari, scale di valutazione, interviste, focus group, strumenti partecipativi.
o Sempre più diffusa la valutazione mixed-method, combinando quantitativi e qualitativi.
STRUMENTI DI PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE PARTECIPATA: metodi partecipativiflessibilità
e capacità di stimolare la riflessione degli attori coinvolti. Ad esempio,
Community Visioning: x elaborare strategie di intervento, sintonizzare azioni, accrescere livello di
motivazione, consapevolezza e engagement dei diversi attori coinvolti. Tre fasi:
- Assess: chiarire il problema di partenza, stimare i tempi, esplicitare le ragioni del processo;
- Vision: “viaggio nel tempo”, gioco di immaginazione collettiva, sentimenti, rappresentazioni e
percezioni presenti (e desideri, aspirazioni, preoccupazioni) sono proiettate in un ipotetico
futuro prossimo (tempo sufficiente x apprezzare i cambiamenti). Partecipanti, divisi in gruppi,
confrontano le proprie rappresentazioni e realizzano un prodotto da condividere con gli altri.
- Road map: definizione di obiettivi, azioni e modalità di valutazione del proprio intervento.
LEGO serious play: opportunità perché le persone possano confrontarsi, comunicare, progettare in
modo collaborativoattraverso l’uso di mattoncini LEGO, mette in moto la riflessione grazie ad
abilità manuali e simboliche. Consente l’espressione e di essere parte attiva del processo.
- Un conduttore invita alla realizzazione di modelli LEGO a partire da un tema significativo;
- Fase di skill training, per recuperare e stimolare le abilità manuali;
- Costruzione di modelli individuali, partecipanti rappresentano propri significati;
- Presentazione dei modelliascolto e valorizzazione dei contributi di ciascuno; Due possibilità:
o Realizzazione di un modello condiviso, prelevando contenuti dai modelli personali; 4
o Realizzazione di uno scenario, aggregando i modelli personali;
- Prodotto finale getta le basi per una riflessione comune.
Strumento efficace nella definizione condivisa dei problemi da affrontare e nella costruzione di
possibili soluzioni o proposte di intervento.
World Cafè: invita le persone in una stanza per stimolare un dialogo aperto e generativo su questioni
ritenute importanti per la loro comunità. Nella valutazioneutile x attribuzione di valore a processi,
prodotti, risultati. Conversazione parte da un quadro comune, in base a domande di riferimento.
- Partecipanti suddivisi in tavoli, in turni di conversazione progressivi per cui, cambiando posto
ogni venti minuti, hanno l’opportunità di sviluppare un confronto eterogeneo.
- Cross-pollinationi partecipanti si mischiano tra i tavoli nelle diverse sessioni di conversazione.
- Un partecipante per tavolo rimane fermo ad esso, mentre gli altri si spostano.
- Attraverso confronto e reciproco influenzamento si costruisce una vision di comunità sul tema.
CONCLUSIONE: partecipazione e valutazione condividono approcci, metodi, strumenti, sono legate,
la valutazione si dispiega nelle tappe della progettazione. L’approccio partecipato è quello più
coerente con la PSI.COMciò richiede tempo, risorse, competenze x favorire processi collaborativi:
gestire conflittualità, favorire la negoziazione, superare le impasse. Importanti capacità di lettura e
ascolto del contesto, per realizzare progetti su misura per quel contesto, in quella sua fase storica.
2.Ricerca-azione partecipata
Complessitàesigenza di costruire sul campo la conoscenza dei fenomeni sociali, coinvolgendo
persone e istituzioni. La PAR coniuga la scientificità con la costruzione del senso di quanto accade.
SVILUPPO E CARATTERISTICHE DELLA RICERCA AZIONE: critica al paradigma positivista – non tiene
conto di intenzioni e motivazioni delle persone nell’assumere un comportamento e il significato che
attribuiscono ad esso – con difficoltà a spiegare la complessità della vita di persone e comunità.
Lewin sviluppa la ricerca-azione, paradigma che analizza l’interazione tra individuo e contesto sia
per conoscere meglio la vita delle persone sia per risolvere problemi che l’affliggono.
- Non esiste un solo modo di leggere la realtàla comprensione dei fenomeni necessita di dialogo
in cui la conoscenza esperta (ricercatori) incontra quella profana (persone e gruppi che vivono
nei contesti in cui si fa RA). La teoria si sviluppa attraverso azioni pratiche.
RA processo cicliclo, iterativo, di interazione tra ricercatore professionista e ricercatore profano, la
cui formazione sfuma nella conoscenza/riflessione, che sfuma nell’azione.
Capacità riflessivaosservare il percorso avviato, apprendere da quanto accade e attivare le risorse
necessarie a produrre cambiamento. La RA &egra
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