Lucia Cavagnino – Fondamenti di Psicologia di comunità
FONDAMENTI DI PSICOLOGIA DI COMUNITÀ
1. La psicologia di comunità tra teoria e pratica
La psicologia di comunità si occupa di individuare esperimentare strategie per affrontare i
problemi di una comunità che hanno conseguenze comportamentali e psicologiche. Psicologia
multidisciplinare, che trascende i confini segnati dalle tradizionali branche della psicologia
applicata. La sua mission è:
- Aiutare le persone a diventare consapevoli del ruolo che le condizioni in cui vivono hanno nel
determinarne salute e benessere.
- Aiutare le persone a unirsi per attivarsi e diventare protagoniste del cambiamento delle loro
condizioni di vita.
Per fare ciò bisogna interrogarsi sulle determinanti dei problemi sociali e di salute della società e
sulle modalità più adeguate per affrontarli.
Parlare di persone significa sottolineare una dimensione sociale: la psi.com si occupa dell’altro
necessario, senza cui l’essere umano non può esprimere la sua natura umana.
L’interesse della psi.com è verso l’interdipendenza tra le componenti contestuali e quelle
individuali, allo scopo di comprenderne la dinamica transazionale e capire quali condizioni
favoriscono lo sviluppo e il benessere individuale e comunitario.
La psicologia ha dato grande attenzione al concetto di personalità e di stadi di sviluppo individuale,
dando scarsa attenzione alla dimensione ambientale. Ciò ha portato all’elaborazione di strategie di
cambiamento basate sulla persona, che deve essere in grado di adattarsi alle condizioni sociali
(alimentando però la propensione a colpevolizzare l’individuo del proprio disagio).
La psi.com assume che il comportamento della persona vada studiato in relazione ai contesti
sociali che caratterizzano la sua vita quotidiana. Il suo oggetto di studio si colloca nell’interfaccia
tra persona e ambiente: la persona nel contesto. L’individuo e il sociale sono inseparabili, connessi
da interazioni reciproche e le condotte sono il miglior adattamento possibile per l’individuo in
relazione alle condizioni ambientali. Le problematiche vengono studiate così in relazione ai
contesti di vita in cui la persona è inserita.
C’è una parziale sovrapposizione tra psi.com e altri ambiti di intervento:
- Salute pubblica: stesso orientamento alla prevenzione e alla promozione della salute, ma dà
più attenzione al benessere sociale e psicologico e alle relazioni interpersonali.
- Lavoro sociale: stessa adozione di modelli teorici derivanti dalla ricerca.
- Psicologia sociale e sociologia: stesso approccio basato sui sistemi sociali, ma con maggior
attenzione ai processi psicologici e alla conoscenza usata per il cambiamento sociale.
- La psi.com integra anche nozioni di discipline estranee alla psicologia, che gli permettano di
capire le dinamiche economiche, sociali, politiche e urbanistiche degli ambienti.
Psi.com e psicologia clinica condividono la finalità di perseguire il benessere delle persone, ma:
Psi.com adotta un’ottica proattiva, cerca di Psi. clinica adotta un’ottica reattiva, interviene
intervenire prima dell’insorgenza dei problemi per quando gli individui hanno già sviluppato un
prevenire disagio e promuovere benessere malessere 1
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Psi.com ricerca la causa dei problemi di salute negli La clinica vede la causa dei problemi di salute
ambienti sociali e nelle caratteristiche dei sistemi mentale nel funzionamento degli apparati
legislativi e politici che danno forma alle condizioni emotivi/cognitivi individuali.
di vita degli individui e cerca di migliorare
l’adattamento tra la persona e i suoi contesti di vita.
Agire in ottica di comunità vuol dire concentrarsi sulla salute, non sulla malattia, ricercare le
risorse prima di comprendere la diffusione della psicopatologia. Entrare in contatto con persone
competenti e ricercare risorse in grado di fornire sostegno e attivare cambiamenti. Con la
psicologia clinica condivide l’idea del lavorare insieme, con gli utenti, per arrivare a un risultato
comune, ma ricerca legami più simmetrici al di fuori del setting terapeutico.
Comunità e clinica sono però complementari: per le persone che già hanno un disturbo l’approccio
clinico è adeguato, ma esso non consente di raggiungere tutte le persone che ne avrebbero
bisogno. La cura della patologia deve affiancarsi alla ricerca e alla rimozione delle condizioni di vita
in cui i problemi di salute mentale si formano.
VALORI DELLA PSI.COM: nella psi.com è importante l’equilibrio fra valori collettivi e individuali,
che consenta un cambiamento sociale, verso una più equa distribuzione delle risorse materiali e
psicologiche tra i membri della comunità. I valori sono una serie di credenze che sostengono la
superiorità di un modello di condotta rispetto a modalità alternative, che guidano la vita
quotidiana di persone e comunità e che indirizzano i professionisti nella scelta degli obiettivi da
perseguire e nelle strategie per raggiungerli.
La psi.com è una disciplina orientata al cambiamento sociale: fonda teoria, ricerca e azione sia
sulle evidenze empiriche che sui valori, che le dicono come dovrebbe essere la comunità ideale.
I valori su cui la psi.com si fonda sono raggruppabili su tre livelli, gli stessi livelli ecologici su cui si
fonda lo studio dell’individuo nei diversi contesti. Vi deve essere equilibrio tra i tre tipi di valori
perché essi portino a interventi efficaci.
- Valori personali: permettono il raggiungimento del benessere a livello individuale, nei singoli
membri della comunità. Essi sono autodeterminazione, salute, cura, interesse verso gli altri.
Con autodeterminazione si intende la possibilità di perseguire autonomamente i propri
obiettivi di vita e controllare le condizioni che consentono di raggiungerli. La salute si intense
come stato di benessere fisico e psicologico. Con cura e interesse per gli altri si soddisfano
bisogni di empatia, attaccamento, solidarietà.
- Valori relazionali: collegano la sfera individuare a quella collettiva. Il primo è la collaborazione:
la volontà di instaurare con gli altri relazioni basate sulla collaborazione. Il secondo è il rispetto
per la diversità: sostiene il diritto di ognuno ad avere un’identità sociale unica e a non essere
giudicato in relazione a uno standard dominante.
- Valori collettivi: promuovono il benessere collettivo, assicurando un’equa distribuzione delle
risorse all’interno della comunità. Giustizia, responsabilità sociale, sostegno alle istituzioni.
I valori sono interdipendenti e possono indirizzare interventi efficaci solo se in equilibrio:
autodeterminazione e salute per essere raggiunti devono essere sostenuti da legami significativi
all’interno della comunità e dalla possibilità di accedere alle risorse del territorio.
Diventa inadequata un’impostazione valoriale che contrappone individualismo e collettivismo: la
soddisfazione di bisogni individuali non è opposta al benessere della comunità, anzi. Il benessere
individuale ha ricadute positive sui contesti, che possono a loro volta influenzare la capacità di 2
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scegliere e realizzare i propri obiettivi di vita. L’interdipendenza fra i livelli del benessere
permette alla psi.com di integrare individualismo e collettivismo.
Il principio dell’inclusione: ogni persona ha diritto a essere unica e non giudicata rispetto a uno
standard convenzionale. A livello individuale, gli interventi creano consapevolezza sulle dinamiche
sociali responsabili della stigmatizzazione di alcuni gruppi. A livello relazionale e collettivo,
l’inclusione si realizza creando opportunità per tutti i gruppi di una comunità di contribuire al suo
sviluppo, promuovendo l’equa distribuzione delle risorse, favorendo la convivenza. I professionisti
devono promuovere il benessere di gruppi svantaggiati, riducendo la tendenza all’etichettamento
in base ai disagi, lavorando con le persone allo sviluppo di risorse che permettano loro di cambiare
le situazioni di ineguaglianza. La psi.com è adatta per il superamento dell’etichettamento, perché
vuole accrescere il senso di controllo dell’individuo sulla propria vita.
I valori adottati dalla psi.com sono compatibili con i contenuti della disciplina e con le visioni di
individuo e società che assume. La psi.com adotta valori che permettono di promuovere il
benessere a vari livelli di analisi, senza che un livello sia privilegiato rispetto agli altri, ma
comprendendo come l’equilibrio fra essi si modifichi in base ai bisogni delle persone, alle loro
esperienze e alle caratteristiche dei contesti in cui sono inserite.
PRINCIPI GUIDA DELLA PSI.COM: la psi.com utilizza conoscenze e modelli prodotti da diverse
discipline per analizzare specifici contesti e situazioni e fenomeni, guidare interventi e verificarne
l’efficacia. I principi su cui si fonda sono l’espressione dei suoi valori.
• La metafora ecologica: introdotta da Kelly, essa permette di comprendere l’interazione
individuo-ambiente attraverso lo studio dei diversi contesti in cui vive. Le comunità sono sistemi
composti da vari livelli interconnessi e il comportamento delle persone va studiato in relazione a
questi livelli. Le cause dei problemi sono il risultato dell’interazione fra individui, setting e sistemi. I
problemi sono affrontabili cambiando i contesti di vita e promuovendo la capacità delle persone di
utilizzare le risorse. Le metodologie di ricerca vengono scelte in base a quanto sono adeguate per
studiare i diversi contesti di vita. Anche dimensioni oggetti dell’ambiente fisico, interpersonale,
economico e politico influenzano i comportamenti collettivi e individuali.
• Prevenzione del disagio e promozione del benessere: la psi.com vuole affrontare i problemi di
salute prima che essi insorgano, modificando le condizioni ambientali o promuovendo le risorse
individuali. Prevenzione e promozione sono realizzabili sui diversi livelli ecologici. Adottare questo
approccio significa porsi in un’ottica proattiva.
• Empowerment: il lavoro di comunità punta al rafforzamento del senso di controllo che le
persone hanno sugli eventi della propria vita, realizzandolo sui diversi livelli ecologici.
- A livello individuale: per le persone è essenziale esercitare controllo sulla propria vita,
soprattutto per chi è escluso dai processi decisionali.
- A livello relazionale: la relazione tra chi realizza gli interventi e coloro a cui sono rivolti
dovrebbe essere basata sulla collaborazione verso un obiettivo comune.
- A livello collettivo: i problemi psicosociali spesso derivano da situazioni di ineguaglianza,
soprattutto rispetto alla possibilità di avere voce nei meccanismi decisionali.
Importanti sono le dinamiche di potere che ci sono fra i professionisti e gli utenti. Per favorire il
controllo degli utenti, bisogna lavorare con loro, collaborando e attivando le loro risorse. 3
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La psi.com è una disciplina con l’obiettivo di capire come fattori situati a diversi livelli
interagiscano fra loro e influenzino il benessere degli individui. La psi.com è anche una professione
d’aiuto, che vuole trasmettere le sue conoscenze per rendere consapevoli le persone dei
meccanismi che ne determinano salute e benessere. Suo obiettivo è fornire alle persone gli
strumenti necessari per promuovere il proprio benessere, accrescendone le capacità di attivarsi
verso il cambiamento delle proprie condizioni di vita. Ciò significa alimentare il potere che le
persone hanno sul raggiungimento del loro benessere, sfruttando le risorse degli ambienti di vita.
La psi.com mira al cambiamento sociale, verso una più equa distribuzione delle risorse fra i
membri della comunità. Attraverso i suoi principi guarda ai fenomeni per questo scopo.
RUOLI E COMPETENZE DELLO PSICOLOGO DI COM: secondo il tariffario dell’Ordine degli psicologi
le prestazioni dello psicologo di comunità sono: elaborazione e costruzione progetti di comunità,
organizzazione e conduzione di focus groups, analisi di profili di comunità, analisi di istituzioni,
gruppi, associazioni. Il professionista ha competenze raggruppabili in tre livelli gerarchici:
1. Primo livello: il professionista deve conoscere i principi di base e applicarli nella pratica,
tenendo sempre a mente le implicazioni etiche della pratica. Esempio: applicare il principio di
empowerment significa sostenere gruppi, comunità, soggetti nel loro accesso alle risorse.
Il professionista partecipa alla raccolta e all’interpretazione di dei dati, gestisce gruppi per i
progetti di ricerca azione o per le attività di coinvolgimento, sa parlare in pubblico e fornire
feedback sui progetti conclusi. Queste competenze di base vanno applicate in accordo con i
principi di metafora ecologica ed empowerment.
2. Secondo livello: abilità sottostanti alla pianificazione degli interventi, con autonomia e
responsabilità. Esse sono la conduzione di assessment di comunità, la progettazione di
interventi che soddisfino i bisogni della comunità, la mobilitazione delle risorse esistenti. Per
progettare e accompagnare interventi devono esserci capacità di gestione dei conflitti e di
problem solving, di ascolto riflessivo, di comunicazione orientata alla crescita dei soggetti.
Capacità di valutare le fasi del progetto e il raggiungimento degli obiettivi.
3. Terzo livello: competenze di networking: ricerca di finanziamenti, gestione dei contatti con altri
professionisti, capacità di trasformare indicazioni legislative in azioni sul territorio,
collaborazione con le istituzioni di ricerca, competenze di leadership nella gestione del
personale che lavora al progetto, facilitazione di crescita delle organizzazioni.
Ciò che si chiede allo psicologo di comunità ha a che fare con la gestione di processi.
• Lo psicologo di comunità deve conoscere la comunità in cui opera: dopo aver definito gli
obiettivi del progetto, inizia una fase di valutazione dove si studiano le caratteristiche della
comunità, per comprenderne bisogni e risorse e capire come rispondere alle richieste dei
committenti. Il modo in cui si conosce la comunità dipende dal grado di coinvolgimento dei suoi
membri. Attivare processi che aiutino i soggetti della comunità a identificare problemi e bisogni,
raggiungere con loro consenso su obiettivi e priorità, identificare insieme ostacoli e soluzioni, vuol
dire ritenere che la comunità possieda delle risorse e possa avere un ruolo attivo nelle decisioni
che la riguardano. Il processo di conoscenza della comunità deve avvenire con il coinvolgimento.
• Lo psicologo di comunità è un attivatore di risorse: i membri di una comunità possiedono
competenze e conoscenze derivanti dal contatto con l’ambiente in cui vivono. Lo psicologo deve
attivare tali risorse, aiutando la comunità a definire i propri obiettivi ed elaborare strategie per
raggiungerli. Non ci sono risposte preconfezionate. Lo psicologo deve conoscere gli strumenti più 4
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adeguati per trovare le risposte insieme ai membri della comunità. Egli deve trasmettere ai
membri conoscenze relative a determinati problemi e le loro conseguenze sul benessere della
comunità, facendo decidere a loro su quale problematica focalizzarsi.
• Lo psicologo di comunità è un divulgatore di informazioni nella comunità: esiste una grande
quantità di dati relativi a vari fenomeni che hanno conseguenze sulla salute dei cittadini. Lo
psicologo di comunità deve diffondere queste informazioni perché siano utilizzate per progettare
interventi efficaci che agiscano sui problemi identificati dai membri della comunità. In genere si
trasmettono le info ai leader della comunità, che le passano ai cittadini.
• La psi.com sfrutta due saperi: i modelli della psicologia che identificano fattori di rischio e
protezione e guidano la progettazione degli interventi e ne valutano gli effetti E la conoscenza
della comunità, delle risorse in essa presenti e dei problemi quotidiani da parte di chi ci vive. Si
amplificano a vicenda: il sapere professionale diviene più sensibile alle esigenze degli utenti e la
conoscenza quotidiana viene utilizzata per promuovere il benessere della comunità.
Importante è la capacità dello psicologo di depowerment: tenere in considerazione il sapere non
professionale e integrarlo con le conoscenze scientifiche che possiede.
• Se l’obiettivo rimane il coinvolgimento dei cittadini, anche definizione degli obiettivi,
implementazione e valutazione dell’intervento ne risentono. In tutte queste fasi lo psicologo si
pone come facilitatore dei processi di cambiamento della comunità e come gestore dei processi
partecipativi, organizzando incontri e favorendo la partecipazione.
• Lo psicologo di comunità deve saper operare in contesti differenti tra loro, utilizzando
competenze sia di progettazione e implementazione di interventi, sia di gestione dei contatti.
• È una professione a forte connotazione valoriale: essa mira a una più equa distribuzione delle
risorse. Collaborazione, partecipazione, responsabilità sociale sono ai valori alla base.
• Spesso vi è coerenza fra vita professionale e privata: adottare l’approccio della psi.com e
contribuire come cittadino al miglioramento dei contesti in cui si vive hanno origine dagli stessi
valori: autodeterminazione, collaborazione, rispetto per la diversità, giustizia. Entrambi sono
alimentati dalla soddisfazione legata al raggiungimento di obiettivi e dalla consapevolezza di
contribuire a migliorare la società.
2. Le origini della psicologia di comunità
RADICI: la p
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