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Psicologia di comunità – volume I - riassunto

Arcidiacono, De Piccoli, Mannarini, Marta

Capitolo 1

Relazioni e cambiamento: alle origini della psicologia di comunità

Anni ’60-’70 del 900, nuova visione delle persone con fragilità psicologiche

Stati Uniti America Latina

Dal dopoguerra al 1961, la JCMIMH (Joint Commission on Freire, primi anni ’70, alfabetizzazione e coscientizzazione dei

Mental Illness and Mental Health) raccomanda di contadini per trasformare le condizioni sociali

chiudere i manicomi – presidenza Eisenhower Bleger e Riviere: il soggetto si relaziona ed è anche il prodotto

1963, community mental health certers act, dell’interazione con gli altri e all’interno della comunità

prevenzione nella comunità locale, non per forza in

manicomio Martin Barò:

la psi deve mettersi a servizio dei bisogni della comunità

1965, origine ufficiale a Swampscott (richiama la ricerca-azione di Lewin, anni ’30-’40 con

professionista che accompagna, senza saperne di più l’importanza del contesto); Psicologia della liberazione, con

approccio salutogenico (Antonovsky), salute su un connotazione etica e politica (polis)

continuum, sottolinea le risorse, cosa fa stare bene?

ruolo del soggetto-attivo-nel-contesto

anni ’70 deistituzionalizzazione e nascita del movimento

della salute mentale comunitaria (per reintegrare)-

recovery movement- combattere stigma e

discriminazione

Capisaldi psicologia di comunità:

- Lavorare con i soggetti, senza gerarchie, il professionista accompagna

- Migliorare le condizioni di vita e il benessere

- Approccio salutogenico (Antonovsky): cosa fa stare bene? Salute come continuum

- Soggetto attivo nel contesto

- Salute= contesto+comportamenti+elementi esterni+condizioni biologiche

In Italia: 1978, Legge Basaglia; chiusura istituti psichiatrici e istituzione servizi basati sulla riabilitazione in comunità.

Tonnies:

Comunità fusione armonica e istintiva, legame di sangue della famiglia, sentimenti comuni e reciproci, forte unità tra i membri,

bene goduti in comunanza, ci si nasce

Società individualismo, tornaconto personale, lotta di tutti contro tutti, ci si decide di andare

Per Tonnies meglio la comunità, ma ricordiamoci che la comunità può essere anche negativa quando instauriamo un “noi” contro

“loro” (nazionalismo Novecento)

Oppressione psicologia non più “su” ma “con”; verificare la coerenza tra bisogni della comunità e iniziative; professionista come

co-pensatore; per eliminare l’oppressione bisogna capire come funziona il potere (es.alienazione); Prilleltensky e Gonick:

oppressione come

1. Stato: risultato del duraturo diniego delle risorse necessarie al benessere, quindi arrivo a una condizione di deprivazione

2. Processo: azioni e comportamenti tesi a mantenere il controllo su individui o gruppi

Quindi, prima serve educazione psicopolitica, poi dare consapevolezza della propria condizione, avere cornice di significato

dominazione-liberazione e vedere che si può cambiare per mantenere la motivazione.

Nuova psicologia che dà priorità alla pratica, contro l’individualismo (vedi gesto di Pinel), impegno per cambiare l’oppressione nella

società, quindi attenzione “situazionale”.

Definizione di comunità

Cum-moenia=mura comuni, cum-munia (regole comuni), cum-munus (doni comuni); “insieme di soggetti che condividono aspetti

significativi, sviluppano senso di appartenenza, condividono processi di significazione e intrattengono relazioni fiduciarie”; insieme

di legami che si costruiscono in un insieme organizzato; i legami influenzano il benessere delle persone sia in senso positivo che in

negativo

Campbell: 3 dimensioni

1. Psicologico-culturale (sentiment): ciò che le persone percepiscono, come attribuiscono

significato tramite simboli condivisi, senso di comunità, valori, norme

2. Socio-strutturale (social structure): dimensione del potere, ruoli, posizioni

3. Spaziale (space): luogo geografico con le sue caratteristiche (situazionalità)

Amerio: 3 dimensioni

1. Relazionale interpersonale: il singolo non svanisce nella comunià, anzi si realizza, bene comune

costruito giorno per giorno

2. Partecipativa: dialogo e discussione come mezzo di costruzione di mondi possibili e condivisi

3. Localistico-territoriale: specificità del luogo

Comunità generative (Smith, Senge, Peters)= che si prendono cura della generazione successiva alla propria impegnandosi a

costruire comunità eque, sostenibili, solidali, che valorizzino differenze e convivenza; queste comunità sostengono lo

sviluppo di fiducia, lealtà ed empowerment.

Capitolo 2

La prospettiva psicosociale

Psicologia di comunità tra cura e cambiamento sociale, tra clinica e politica, tra cambiamento dei sistemi e individuale; fa

riferimento allo sviluppo occidentale (non America latina) anche se ci sono punti in comune.

Due aspettti che la compongono, entrambi derivanti da teoria di campo (Lewin):

 Soggetto attivo: dopo Lewin cognitivismo, il soggetto modifica la realtà che ha intorno perché appunto è attivo, co-costruisce la

realtà;

 Ecologia psicologica: dopo Lewin psicologia sistemica, i contesti influenzano la vita delle persone;

Soggetto attivo- Lewin, l’azione e il soggetto attivo

 Teoria di campo: vuole analizzare il contesto e recuperare l’aspetto soggettivo (vs comportamentismo-prima metà XX sec).

Campo= sistema di relazioni tra le diverse parti che compongono un sistema (dinamico di forze); studio dei fatti nella loro

interdipendenza.

4 regioni divise da frontiere; il passaggio tra le frontiere, detto locomozione, è spinto dai bisogni;

quando avviene una locomozione è perché è cambiato il valore di una regione.

L’unità di analisi è lo spazio di vita;

C=f(P,A) il comportamento è funzione di persona, ambiente e loro relazione il cambiamento

durante l’intervento deve tener conto delle caratteristiche del sistema qui e ora

 Cambiamento: tre momenti

1. Rottura equilibrio (unfreezing): agendo sulle resistenze (di solito norme sociali che tendono a reiterarsi)

2. Spostamento: elementi del campo ed elementi nuovi si muovono secondo le forze nel campo

3. Ricostruzione (refreezing): si stabilizza la nuova situazione

Nel campo equilibrio quasi-stazionario; cambiamento difficile perché comporta mutamento valori e norme

 Azione: si trova tra spazio di vita e ambiente esterno (zona di frontiera), permette lo scambio di aspetti oggettivi e soggettivi:

anticipa il concetto cognitivista di “retroazione dell’azione”; prima di analizzare gli aspetti psicologici importante valutare i limiti

imposti dagli aspetti oggettivi (nasciamo in un contesto che non abbiamo scelto, con risorse e limiti). Azione modifica la

cognizione:

o tramite feedback

o mette in relazione rappresentazioni dell’ambiente e di sé

o mette in relazione rappresentazioni e aspirazioni, sentimenti, ecc

 Percezione di controllo (più importante della vera possibilità di fare), alla base dell’azione, che influenza:

o tendenza disposizionale (locus of control interno/esterno)

o attribuzione di causalità agli eventi

Impotenza appresa (Zimmerman) appunto perché appresa può essere modificata cambiando le condizioni ambientali che

l’hanno generata

La prospettiva ecologica

Ecologia= scienza che studia le relazioni tra gli organismi e l’ambiente nella loro interdipendenza

Ecologia umana= comportamento umano e benessere derivano da una complessa rete di relazioni tra entità animate e non

Scuola di Chicago (sociologi e antropologi), 1920/30 Human ecology (Park): sono i primi a studiare relazioni essere umano-

ambiente; la comunità, come gli organismi viventi, è regolata da leggi naturali e si basa sulla sopravvivenza; città come “comunità

biologica” con quattro processi fondamentali:

1) competizione: regola in modo darwiniano l’adattamento all’ambiente

2) conflitto: nasce caricando di elementi personali la competizione

3) accomodamento: risolve il conflitto creando un accordo che consenta alle persone di stare insieme anche con obiettivi diversi

4) assimilazione: creare una cultura comune, coesistenza anche con le differenze individuali

portano avanti ricerche con vari metodi su lavoratori migranti, ghetti, gang, stratificazione sociale e strutture di potere.

Punto critico: eccessivo determinismo ambientale; punto di forza: evidente orientamento empirico (si calano nella vita reale)

Barker: Ecologia psicologica Behavior settings, pattern regolari di comportamento che restingono le possibilità comportamentali

promuovendo o richiedendo certi comportamenti e scoraggiandone altri; troppo riduzionista (influenza comportamentista) perché:

 il soggetto non è attivo

 non c’è possibilità di cambiamento (mantenimento status quo del setting)

Activity settings: integra anche il dato esperienziale, cioè il comportamento non dipende solo da dati oggettivi ma anche da

come il setting è esperito e la dimensione più rilevante è l’attività in esso svolta

Brofenbrenner: Ecologia dello sviluppo umanocritica analisi del contesto in

base a elementi oggettivi (Barker); ambiente ecologico visto come serie

concentrica di strutture tra loro interdipendenti;

tutte queste da interpretare in relazione al cronosistema (contesto temporale),

sia inteso come periodo della vita sia come momento storico. Quindi non solo

influenza individuo-ambiente ma anche interdipendenza dei livelli

Kelly uno dei padri fondatori della psi di comunità (fino a Brofenbrenner

sempre incentrati sull’individuo); con il suo allievo Trickett afferma che l’intervento debba basarsi sulle risorse di quel

contesto; sviluppano quattro principi ecologici:

 ciclo delle risorse: intese in senso ampio (competenze, abilità, conoscenze); l’analisi ecologica della comunità le

identifica e cerca di rafforzarle

 interdipendenza: relazioni tra i diversi contesti, il cambiamento di uno modifica gli altri

 adattamento: relazioni contesti-individui, se cambia il contesto l’individuo si adatta e viceversa

 successione: cambiamento di persone e contesti nel tempo, comprensibile solo in ottica temporale

Insieme a Rappaport creano la è una scienza con anche un valori, ad esempio che

psicologia di comunità ecologica set di

la diversità è un elemento di forza.

Evoluzioni dell’approccio ecologico in psicologia di comunità

Si cerca di integrare ottica ecologica (analisi contestuale) e ottica sistemica (analisi interazioni tra parti del sistema).

 il benessere è dato da due elementi:

Murrell 1) Accomodamento intersistemico: accordo tra i diversi sistemi sociali a cui l’individuo appartiene (es. lavoro-

famiglia)

2) Accordo psicosociale: congruenza tra le richieste del contesto e le risorse dell’individuo

NB: se non c’è accordo allora c’è malessere, ma non è detto che se c’è accordo ci sia benessere (es. famiglia malavitosa).

L’approccio sistemico favorisce una visione complessa e non riduzionistica (tenta di analizzare la complessità); Fisherman è

tra le prime che lo applica alla psi di comunità.

= due o più entità che attraverso relazioni reciproche formano struttura organizzata che funziona come un tutto

Sistema

Gli interventi di stampo sistemico generano cambiamenti di terzo ordine, ossia che alterino la cultura, i sistemi e le

strutture; obiettivi dei cambiamenti di terzo ordine:

 facilitazione coscienza critica

 sviluppo capacità volte ad azione e cambiamenti che si autosostengono (cambiamento duraturo)

 promozione riflessività (empowerment)

I cambiamenti di secondo ordine, invece, non prevedono necessariamente partecipazione attiva, cambiamento strutturale

ma non trasformazione (es. più rifugi per donne vittime di violenza ma non cambiamento culturale).

I cambiamenti di primo ordine sono diretti, individuali per la risoluzione di un problema ma non alterano la struttura del

sistema (es. dare una coperta ai senzatetto).

La psicologia di comunità cerca di inserire cambiamenti di terzo ordine per modificare la struttura valoriale e quindi mettere

in atto vere e proprie trasformazioni.

Per mettere in atto un cambiamento bisogna individuare le resistenze;

Levine, cinque principi operativi:

1) un problema nasce in un setting: serve conoscere le caratteristiche ambientali per risolvere

2) un problema sorge perché la capacità di adattamento del setting è bloccata: le capacità adattive delle persone possono

essere agevolate o ostacolare dalla natura del setting

3) un aiuto, per essere efficace, deve collocarsi in modo strategico rispetto all’insorgere del problema: tenere in

considerazione elementi situazionali, spaziali e temporali

4) gli scopi e i valori dell’operatore devono essere coerenti con gli scopi e i valori del setting: la psi di comunità guarda alle

categorie più deboli, poi i cambiamenti vanno a favore di tutti

5) l’aiuto deve basarsi sulle risorse del setting: in modo da poter diventare duraturo e integrato nel sistema, in base a

principi di interdipendenza e successione (Kelly)

Ottica fenomenologica: occorre considerare anche la percezione, la co-costruzione di significati

Prospettiva olistica: processi considerati nella loro complessità

Capitolo 3

La prospettiva psicodinamica

L’approccio psicodinamico consente la comprensione più profonda delle dinamiche che animano i contesti, però prendiamo

sempre in considerazione la comunità, non il singolo.

Campo di forze, anche inconsce, che guidano i comportamenti non derivano da dati di fatto ma più che altro dalla co-

costruzione di significato nelle relazioni.

L’ottica dinamica….. anche per gruppi, comunità e organizzazioni:

 L’importanza delle emozioni

 L’esistenza di una dimensione inconscia collettiva

 Dinamiche di transfert nei contesti sociali

 Collusione: condivisione delle emozioni tra i membri di un contesto (Carli e Paniccia, 2003)

Psicodinamica di comunitàoggi sempre di più bisogno di convivenza (contro l’individualismo) e quindi bisogno di accettare

le differenze, conflitto visto con intenzione di negoziazione e quindi risoluzione; gli aspetti inconsci esisterebbero sia negli

individui che nei gruppi, in questo caso sotto forma di resistenze al cambiamento Anticomunità: resistenza al

cambiamento di un gruppo al fine di preservarsi, è un meccanismo di difesa, quindi inconsapevole. Transfert e

controtransfert visti come meccanismi che si basano sulle relazioni e quindi presenti nella comunità intesa come rete di

relazioni.

Metodi della psicodinamica di comunità:

 leggere i contesti: ci aiuta a leggere le emozioni e le motivazioni inconsce; collusione=condivisione di emozioni di chi

vive esperienze comuni;

 costruire setting di interazione e reciprocità: creazione del setting molto importante in psi dinamica, attenzione anche

in psi di comunità per co-costruire un luogo in cui tutti possano esprimersi (facilitare la convivenza tramite regole)

 promuovere gruppalità interattive e partecipanti: posso usare il gruppo come strumento di conoscenza, per vedere

come le persone interagiscono tra loro

Capitolo 4

La prospettiva culturale

-psicologia cross-culturale: indaga se le varie teorie psicologiche sono universali o culturalmente determinate; mira a

individuare modelli di carattere universale (univerali culturali); somiglianze e differen

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

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