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Altruisti nati

Gli individui di numerose specie animali sfruttano l'esperienza e il duro lavoro altrui, apprendono per via

sociale.

Rispetto ad altre specie animali, la cultura umana risulta unica dal punto di vista quantitativo.

Presenta caratteristiche che la rendono unica anche dal punto di vista qualitativo:

evoluzione culturale cumulativa →

1. gli artefatti e le pratiche comportamentali umani spesso

diventano più complessi con il passare del tempo. Un individuo inventa un artefatto o un modo che

di fare le cose che si rivela efficace e gli altri lo assimilano in fretta

Se un altro individuo apporta un miglioramento tutti tenderanno ad apprendere la nuova versione

perfezionata.

Gli individui umani ereditano biologicamente geni che in passato si sono rivelati adattativi e sul piano

culturale comportamenti che rappresentano una saggezza collettiva.

Artefatto → apprendimento → miglioramento artefatto → apprendimento

2. Creazione di istituzioni sociali: pratiche comportamentali regolate da norme e mutuamente

riconosciute.

Creano entità definite culturalmente (mariti, mogli) che hanno diritti e doveri definiti culturalmente. L'uomo

è l'unico a creare delle istituzioni sociali.

John Searle: funzioni di status

Alla base di queste 2 caratteristiche ci sono una serie di abilità e motivazioni cooperative specifiche.

Le funzioni di status rappresentano accordi cooperativi.

Secondo i filosofi d'azione come Gilbert e Bratman si può parlare di intenzionalità condivisa per indicare

quei processi psicologici soggiacenti che rendono possibili queste forme di cooperazione.

Intenzionalità condivisa: capacità di creare con gli altri intenzioni e impegni congiunti in un'ottica di sforzo

cooperativo. Questi vengono a loro volta strutturati in processi di attenzione congiunta e mutua cooperazione

e tutto poggia sugli intenti cooperativi di prestare aiuto agli altri e condividere.

Tendenze ipercooperative fondamentali per il dente d'arresto culturale:

1. Gli esseri umani si impegnano attivamente per insegnarsi le cose a vicenda. L'insegnamento è una

forma di altruismo, basata su una motivazione d'aiuto, in cui gli individui donano informazioni.

2. Gli esseri umani hanno la tendenza ad imitare altri membri del gruppo al solo scopo di essere come

loro. Nessuno fra gli altri primati crea collettivamente e impone norme di conformità al gruppo.

Insegnamento + norme di conformità = contribuiscono alla cultura cumulativa conservando nel gruppo le

innovazioni fino a quando si presenterà qualcosa di ancor più innovativo.

3. L'Homo sapiens si è adattato ad agire e a pensare cooperativamente in gruppi culturali . I bambini

crescendo sviluppano una specifica forma di intelligenza culturale che include capacità e

motivazioni sociali e cognitive specie-specifiche necessarie alla collaborazione – comunicazione –

apprendimento sociale.

Tomasello et al. spiegano la cooperazione e la cultura umane attraverso studi comparati di bambini e dei

loro primati più prossimi in particolare gli scimpanzé. I confronti bambini-scimpanzé aiutano a far luce sulle

origini della tendenza cooperativa umana sia sul piano filogenetico che su quello ontogenetico.

La ricerca empirica sulla capacità di cooperare nei bambini e negli scimpanzé si focalizza su due fenomeni

essenziali:

1. Altruismo: un individuo si sacrifica in qualche modo per un altro

2. Collaborazione: più individui lavorano insieme per un vantaggio comune

Nei bambini piccoli l'altruismo emerge naturalmente o è trasmesso dalla cultura?

Problem solving: come caratterizzare al meglio le differenze osservabili nella modalità con cui gli esseri

umani e le grandi scimmie antropomorfe si rapportano nei confronti dei conspecifici.

Da un punto di vista evolutivo, da dove derivano queste differenze?

Nati (e allevati) per essere d'aiuto

Secondo Tomasello intorno al primo anno di vita i bambini si dimostrano collaborativi e propensi all'aiuto in

molte situazioni spontaneamente.

Nel corso dell'ontogenesi la tendenza alla cooperazione indiscriminata dei bambini viene mediata da fattori

fondamentali nell'evoluzione della cooperazione tra esseri umani.

La tendenza alla cooperazione e la propensione all'aiuto poggiano su un nucleo di interesse personale.

Tomasello e Warneken utilizzano un modello economico che raggruppa 3 tipologie principali di altruismo

definite in base al prodotto veicolato:

1. Essere altruisti relativamente a risorse materiali (es. cibo) = essere generosi

2. Essere altruisti riguardo un determinato servizio (passare un oggetto a qualcuno)= prestare aiuto

3. Condividere altruisticamente competenze e informazioni = essere informativi

N.B. È essenziale distinguere queste 3 diverse tipologie di altruismo perché ciascuna presenta costi e benefici

diversi e può avere alle spalle una diversa storia evolutiva.

Prestare aiuto

Subject Object Risultati

B 14-18 mesi Affrontare un problema pratico (aprire una porta; passare 22/24 B offrono aiuto

oggetti lontani)

1. recuperare oggetti

2. rimuovere ostacoli

3. correggere un errore dell'adulto

4. scegliere i mezzi comportamentali corretti per

raggiungere un determinato obiettivo

Ciascun O ha un gruppo di controllo, es:

Subject Object Risultati

B 14-18 mesi 1. GR sperimentale: All'adulto cade la molletta 2. I bambini non

accidentalmente intervengono

2. GR controllo: molletta fatta cadere di proposito

5 ragioni per credere che aiutare gli altri a risolvere semplici problemi pratici come questi sia un

comportamento umano spontaneo:

1. Insorgenza precoce di questo comportamento, ma i bambini durante il primo anno di vita hanno

sicuramente già visto un adulto rendersi utile => questo argomento è dubbio

2. Le ricompense e l'incoraggiamento dei genitori non sembrano incentivare questo comportamento

B 20 mesi Ricompensa (giocattolino) Non ricompensa

1° fase B ricompensati 5 volte NON ricompensati

2° fase - propensi ad offrire aiuto + propensi ad offrire aiuto

→ overjustification effect

Documentato da Mark Lepper:

Se si svolge un'attività gratificante di per sé, eventuali ricompense esterne diminuiscono la motivazione e la

esternalizzano nella ricompensa.

3. Gli scimpanzé adottano lo stesso comportamento :

Esperimento 1

Subject Object Risultati

3 scimpanzé allevati Stesso oggetto Hanno aiutato gli umani a recuperare oggetti

dall'uomo lontani dalla loro portata senza farlo nella

condizione di controllo

Esperimento 2

Subject Object Risultati

3 scimpanzé allevati dalla Possibilità di aiutarsi a vicenda: Uno I soggetti osservatori hanno rimosso il

madre scimpanzé provava ad aprire una paletto e aiutato il loro compagno ad

porta senza successo, il secondo accedere nella stanza

sapeva che per aprire la porta bisogna

rimuovere un paletto

→ Se i primati manifestano un comportamento di cooperazione simile al nostro => il comportamento

cooperativo degli umani non è il prodotto di un ambiente culturale umano o para-umano

4. I bambini appartenenti alle culture più tradizionali (gli adulti intervengono meno nell'aiutare i figli)

offrono il loro aiuto nelle stesse situazioni

5. La propensione all'aiuto osservabile nei bambini molto piccoli è mediata dalla partecipazione

empatica

Esperimento 1

Subject Object Risultati

18-24 mesi 1. C sperimentale 1. B guardano la vittima con

B vede un adulto afferrare e strappare un disegno espressione partecipe

che un altro adulto aveva appena fatto

2. Controllo

B vede un adulto afferrare un foglio bianco e

stracciarlo in presenza di un altro adulto

Esperimento 2

Subject Object Risultati

18-24 mesi 1. C sperimentale In entrambe le condizioni B può

Alla vittima è tolto di mano un prestare aiuto:

giocattolo I bambini aiutano di più la vittima

2. Controllo

Alla figura neutra viene tolto di

mano un giocattolo

→ le risposte empatiche o simpatetiche indotte spontaneamente nei bambini dalla situazione in cui si trovava

la vittima hanno influenzato la loro propensione all'aiuto.

È la partecipazione e non le ricompense esterne a motivare l'altruismo infantile

Conclusioni:

La precoce tendenza infantile ad aiutare il prossimo non è un comportamento indotto dalla cultura e/o da

pratiche di socializzazione apprese dai genitori.

Si tratta piuttosto dell'esteriorizzazione di una propensione spontanea a simpatizzare con qualcuno che si

trova in difficoltà.

Fornire informazioni

A differenza degli scimpanzé solo i piccoli d'uomo condividono informazioni necessarie, indipendentemente

dal linguaggio.

A partire dai 12 mesi di vita in uno stadio prelinguistico i piccoli d'uomo trasmettono informazioni attraverso

l'atto di indicare o gesto deittico = pointing

Subject Object Risultati

B 12 mesi 1. B vede l'adulto svolgere un'azione La maggior parte dei bambini analizzati

fase prelinguistica (pinzare dei fogli) e maneggiare un iniziava a segnalare la localizzazione

della pinzatrice scomparsa.

altro oggetto

2. Adulto1 esce dalla stanza Adulto2 Meno propensi ad indicare il secondo

entra e sposta gli oggetti oggetto

dell'adulto1

3. Adulto 2 esce, adulto1 entra

Le scimmie non si danno indicazioni a vicenda, se indicano qualcosa agli umani, la motivazione è di tipo

direttivo (imperativo).

MODELLO SPERIMENTALE ABA

Subject Object Risultati

Scimmie e B Indicare la posizione di strumenti:

1. lo strumento serviva per recuperare una cosa destinata alla scimmia

2. Lo strumento veniva usato dall'umano per recuperare un bene destinato a lui

• •

PRIMA SESSIONE I soggetti indicano all'adulto uno Le scimmie danno

strumento che gli era necessario per indicazioni solo quando

raggiungere qualcosa che era destinato a hanno qualcosa da

guadagnarci => atto di

loro indicare di natura

SECONDA I soggetti indicano all'adulto uno direttiva

SESSIONE strumento che era necessario solo a lui • B segnalavano la posizione

TERZA SESSIONE I soggetti indicano all'adulto uno degli oggetti con la stesa

strumento che gli era necessario per frequenza in entrambe le

raggiungere qualcosa che era destinato a situazioni

loro

Le scimmie non comprendono la funzione dell'atto di indicare quando viene utilizzato a scopi informativi, i

bambini invece anche in uno stadio prelinguistico, 12-14 mesi, capiscono la finalità informativa del pointing.

B segue il principio di cooperazione di Grant: gli altri stanno cercando di aiutarmi fornendomi

informazioni relative a cose che non sono rilevanti per loro, ma per me.

Gli scimpanzé non agiscono uniformandosi a qualcosa di simile a tale principio=> non hanno le basi per

trarne conclusioni.

Conclusione:

Le scimmie antropomorfe non intendono trasmettere informazioni utili ad altri, né tramite la gestualità né

ricorrendo alle vocalizzazioni

I piccoli d'uomo:

1. Sanno comunicare informazioni utili

2. Sanno interpretare correttamente gli intenti informativi rivolti a loro

3. Riescono a tradurre gli imperativi secondo una logica cooperativa

Gli imperativi umani non sono ordini:

Subject Object Risultati

B 20 mesi I bambini interpretano la richiesta a rigor di

Ricercatrice chiede di portarle una logica cooperativa, presupponendo che alla

batteria

• sperimentatrice servisse aiuto per fare

Sono presenti 2 batterie nella qualcosa che non riusciva a fare →

stanza, una vicino alla ricercatrice prendono la pila dall'altra parte della stanza.

una dall'altra parte della stanza

►Quando sono in gioco informazioni gli esseri umani, a differenza delle scimmie, fanno alcune cose

secondo una logica di cooperazione. Le scimmie no.

=> l'altruismo non è un tratto indifferenziato, motivazioni altruistiche possono insorgere in determinati

ambiti e non in altri.

Condividere

Perché solo gli umani aiutano gli altri fornendo informazioni necessarie?

In comparazioni sperimentali i bambini si sono dimostrati più generosi delle scimmie con il cibo e altri beni.

2 studi affini, lab Tomasello + UCLA → hanno evidenziato che gli scimpanzé non sembrano curarsi

• minimamente del fatto che gli altri ricevano o no del cibo.

Object Risultati

Variante 1: S deve scegliere quale delle 2 asticelle tirare verso di Gli scimpanzé sembravano focalizzarsi

sé. Su ogni asticella ci sono 2 vassoi premio, uno accessibile al solo sulla possibilità di avere del cibo

soggetto esaminato l'altro ad una altro scimpanzé in un'altra per sé, nella situazione di controllo

sceglievano più spesso l'assicella con la

gabbia doppia razione.

Variante 2: S deve scegliere quale delle 2 asticelle tirare verso di

sé: • Su un'asticella ci sono 2 vassoi premio, uno accessibile al

soggetto esaminato l'altro ad una altro scimpanzé in

un'altra gabbia

• Sull'altra asticella c'era un pezzo di cibo per il soggetto

esaminato e niente per il suo compagno

Situazione di controllo: l'altra gabbia era vuota, ed il cancelletto

era aperto=> S poteva afferrare anche l'altro vassoio

I bambini di 25 mesi e quelli in età scolare tendono a scegliere più spesso l'opzione improntata all'equità

rispetto a quella egoistica.

N.B. Studi di Warneken sull'aiuto: gli scimpanzé tendono ad aiutare gli altri a raggiungere obiettivi

sperimentali

Perché?

Secondo Tomasello nel paradigma sperimentale con le assicelle gli scimpanzé sono orientati sul cibo, negli

altri paradigmi non sono mai nella condizione di procurarsi qualcosa da mangiare quindi le esigenze primarie

e le strategie competitive non prendono il sopravvento.

Effetti della competizione per il cibo sugli scimpanzé

Alicia Meis + ricercatori Max Planck Institute

Subject Object Risultati

Scimpanzé Assicella sospesa fissata a 2 corde che poteva Nel primo esperimento la performance è

essere spostata solo con la cooperazione di scadente perché mentre collaborano gli

entrambi i soggetti. scimpanzé pensano allo scontro che si

sarebbe inevitabilmente conseguito.

2 condizioni:

1. Il cibo era in mezzo

2. Il cibo era suddiviso sulle estremità

Warneken et. Al hanno compiuto lo stesso studio su un campione di bambini piccoli:

Ai bambini non interessa se il cibo è stato suddiviso, quando uno dei 2 non spartisce il cibo in modo equo

l'altro gli intima di darsi una regolata.

Condizioni naturali

Ricerche sui maschi di scimpanzé che condividono il cibo allo stato naturale

cibo di bassa qualità → sono disposti

• Se si offre agli scimpanzé a condividere

• In linea di massima il loro

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Julie.s di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Caprin Claudia.
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