Altruisti nati
Gli individui di numerose specie animali sfruttano l'esperienza e il duro lavoro altrui, apprendono per via sociale. Rispetto ad altre specie animali, la cultura umana risulta unica dal punto di vista quantitativo. Presenta caratteristiche che la rendono unica anche dal punto di vista qualitativo:
Evoluzione culturale cumulativa
- Gli artefatti e le pratiche comportamentali umani spesso diventano più complessi con il passare del tempo. Un individuo inventa un artefatto o un modo che di fare le cose che si rivela efficace e gli altri lo assimilano in fretta. Se un altro individuo apporta un miglioramento, tutti tenderanno ad apprendere la nuova versione perfezionata.
- Gli individui umani ereditano biologicamente geni che in passato si sono rivelati adattativi e sul piano culturale comportamenti che rappresentano una saggezza collettiva. Artefatto → apprendimento → miglioramento artefatto → apprendimento.
Creazione di istituzioni sociali
Pratiche comportamentali regolate da norme e mutuamente riconosciute. Creano entità definite culturalmente (mariti, mogli) che hanno diritti e doveri definiti culturalmente. L'uomo è l'unico a creare delle istituzioni sociali. John Searle: funzioni di status.
Alla base di queste due caratteristiche ci sono una serie di abilità e motivazioni cooperative specifiche. Le funzioni di status rappresentano accordi cooperativi. Secondo i filosofi d'azione come Gilbert e Bratman si può parlare di intenzionalità condivisa per indicare quei processi psicologici soggiacenti che rendono possibili queste forme di cooperazione.
Intenzionalità condivisa
Capacità di creare con gli altri intenzioni e impegni congiunti in un'ottica di sforzo cooperativo. Questi vengono a loro volta strutturati in processi di attenzione congiunta e mutua cooperazione e tutto poggia sugli intenti cooperativi di prestare aiuto agli altri e condividere. Tendenze ipercooperative fondamentali per il dente d'arresto culturale:
- Gli esseri umani si impegnano attivamente per insegnarsi le cose a vicenda. L'insegnamento è una forma di altruismo, basata su una motivazione d'aiuto, in cui gli individui donano informazioni.
- Gli esseri umani hanno la tendenza ad imitare altri membri del gruppo al solo scopo di essere come loro. Nessuno fra gli altri primati crea collettivamente e impone norme di conformità al gruppo. Insegnamento + norme di conformità = contribuiscono alla cultura cumulativa conservando nel gruppo le innovazioni fino a quando si presenterà qualcosa di ancor più innovativo.
- L'Homo sapiens si è adattato ad agire e a pensare cooperativamente in gruppi culturali. I bambini crescendo sviluppano una specifica forma di intelligenza culturale che include capacità e motivazioni sociali e cognitive specie-specifiche necessarie alla collaborazione – comunicazione – apprendimento sociale.
Tomasello et al. spiegano la cooperazione e la cultura umane attraverso studi comparati di bambini e dei loro primati più prossimi, in particolare gli scimpanzé. I confronti bambini-scimpanzé aiutano a far luce sulle origini della tendenza cooperativa umana sia sul piano filogenetico che su quello ontogenetico. La ricerca empirica sulla capacità di cooperare nei bambini e negli scimpanzé si focalizza su due fenomeni essenziali:
- Altruismo: un individuo si sacrifica in qualche modo per un altro.
- Collaborazione: più individui lavorano insieme per un vantaggio comune.
Nati (e allevati) per essere d'aiuto
Secondo Tomasello, intorno al primo anno di vita i bambini si dimostrano collaborativi e propensi all'aiuto in molte situazioni spontaneamente. Nel corso dell'ontogenesi la tendenza alla cooperazione indiscriminata dei bambini viene mediata da fattori fondamentali nell'evoluzione della cooperazione tra esseri umani. La tendenza alla cooperazione e la propensione all'aiuto poggiano su un nucleo di interesse personale.
Tomasello e Warneken utilizzano un modello economico che raggruppa tre tipologie principali di altruismo definite in base al prodotto veicolato:
- Essere altruisti relativamente a risorse materiali (es. cibo) = essere generosi.
- Essere altruisti riguardo un determinato servizio (passare un oggetto a qualcuno) = prestare aiuto.
- Condividere altruisticamente competenze e informazioni = essere informativi.
Nota bene: È essenziale distinguere queste tre diverse tipologie di altruismo perché ciascuna presenta costi e benefici diversi e può avere alle spalle una diversa storia evolutiva.
Prestare aiuto
Subject Object Risultati
| B | 14-18 mesi | Affrontare un problema pratico (aprire una porta; passare oggetti lontani) |
| 22/24 B offrono aiuto |
- Recuperare oggetti
- Rimuovere ostacoli
- Correggere un errore dell'adulto
- Scegliere i mezzi comportamentali corretti per raggiungere un determinato obiettivo
Ciascun O ha un gruppo di controllo, es:
| Subject | Object | Risultati |
| B | 14-18 mesi | 1. GR sperimentale: All'adulto cade la molletta accidentalmente |
| 2. GR controllo: molletta fatta cadere di proposito |
Cinque ragioni per credere che aiutare gli altri a risolvere semplici problemi pratici come questi sia un comportamento umano spontaneo:
- Insorgenza precoce di questo comportamento, ma i bambini durante il primo anno di vita hanno sicuramente già visto un adulto rendersi utile ⇒ questo argomento è dubbio.
- Le ricompense e l'incoraggiamento dei genitori non sembrano incentivare questo comportamento.
| B | 20 mesi | Ricompensa (giocattolino) | Non ricompensa |
| 1o fase | B ricompensati 5 volte | NON ricompensati | |
| 2o fase | - propensi ad offrire aiuto | + propensi ad offrire aiuto | |
| → overjustification effect Documentato da Mark Lepper |
Se si svolge un'attività gratificante di per sé, eventuali ricompense esterne diminuiscono la motivazione e la esternalizzano nella ricompensa.
Esperimenti sugli scimpanzé
Esperimento 1
| Subject | Object | Risultati |
| 3 scimpanzé allevati | Stesso oggetto | Hanno aiutato gli umani a recuperare oggetti lontani dalla loro portata senza farlo nella condizione di controllo |
Esperimento 2
| Subject | Object | Risultati |
| 3 scimpanzé allevati dalla madre | Possibilità di aiutarsi a vicenda: Uno scimpanzé provava ad aprire una porta senza successo, il secondo sapeva che per aprire la porta bisognava rimuovere un paletto | I soggetti osservatori hanno rimosso il paletto e aiutato il loro compagno ad accedere nella stanza |
Se i primati manifestano un comportamento di cooperazione simile al nostro ⇒ il comportamento cooperativo degli umani non è il prodotto di un ambiente culturale umano o para-umano.
4. I bambini appartenenti alle culture più tradizionali (gli adulti intervengono meno nell'aiutare i figli) offrono il loro aiuto nelle stesse situazioni.
5. La propensione all'aiuto osservabile nei bambini molto piccoli è mediata dalla partecipazione empatica.
Esperimento 1
Subject Object Risultati
| 18-24 mesi | 1. C sperimentale | B guardano la vittima con espressione partecipe |
| B vede un adulto afferrare e strappare un disegno che un altro adulto aveva appena fatto | ||
| 2. Controllo | B vede un adulto afferrare un foglio bianco e strapparlo in presenza di un altro adulto |
Esperimento 2
Subject Object Risultati
| 18-24 mesi | 1. C sperimentale | In entrambe le condizioni B può prestare aiuto: I bambini aiutano di più la vittima |
| Alla vittima è tolto di mano un giocattolo | ||
| 2. Controllo | Alla figura neutra viene tolto di mano un giocattolo |
Le risposte empatiche o simpatetiche indotte spontaneamente nei bambini dalla situazione in cui si trovava la vittima hanno influenzato la loro propensione all'aiuto. È la partecipazione e non le ricompense esterne a motivare l'altruismo infantile.
Conclusioni
La precoce tendenza infantile ad aiutare il prossimo non è un comportamento indotto dalla cultura e/o da pratiche di socializzazione apprese dai genitori. Si tratta piuttosto dell'esteriorizzazione di una propensione spontanea a simpatizzare con qualcuno che si trova in difficoltà.
Fornire informazioni
A differenza degli scimpanzé, solo i piccoli d'uomo condividono informazioni necessarie, indipendentemente dal linguaggio. A partire dai 12 mesi di vita in uno stadio prelinguistico i piccoli d'uomo trasmettono informazioni attraverso l'atto di indicare o gesto deittico = pointing.
Subject Object Risultati
| B | 12 mesi | 1. B vede l'adulto svolgere un'azione (pinzare dei fogli) e maneggiare un altro oggetto |
| fase prelinguistica della pinzatrice scomparsa. | La maggior parte dei bambini analizzati iniziava a segnalare la localizzazione degli oggetti con la stessa frequenza in entrambe le situazioni | |
| 2. Adulto1 esce dalla stanza Adulto2 entra e sposta gli oggetti | ||
| 3. Adulto 2 esce, adulto1 entra | Meno propensi ad indicare il secondo oggetto |
Le scimmie non si danno indicazioni a vicenda, se indicano qualcosa agli umani, la motivazione è di tipo direttivo (imperativo).
Modello sperimentale ABA
Subject Object Risultati
- Scimmie e B, indicate la posizione di strumenti:
- 1. lo strumento serviva per recuperare una cosa destinata alla scimmia
- 2. Lo strumento veniva usato dall'umano per recuperare un bene destinato a lui
- Prima sessione, i soggetti indicano all'adulto uno strumento che gli era necessario per raggiungere qualcosa che era destinato a loro
- Seconda sessione, i soggetti indicano all'adulto uno strumento che era necessario solo a lui
- Terza sessione, i soggetti indicano all'adulto uno strumento che gli era necessario per raggiungere qualcosa che era destinato a loro
Le scimmie non comprendono la funzione dell'atto di indicare quando viene utilizzato a scopi informativi, i bambini invece anche in uno stadio prelinguistico, 12-14 mesi, capiscono la finalità informativa del pointing. B segue il principio di cooperazione di Grant: gli altri stanno cercando di aiutarmi fornendomi informazioni relative a cose che non sono rilevanti per loro, ma per me. Gli scimpanzé non agiscono uniformandosi a qualcosa di simile a tale principio ⇒ non hanno le basi per trarne conclusioni.
Conclusione
Le scimmie antropomorfe non intendono trasmettere informazioni utili ad altri, né tramite la gestualità né ricorrendo alle vocalizzazioni. I piccoli d'uomo:
- Sanno comunicare informazioni utili
- Sanno interpretare correttamente gli intenti informativi rivolti a loro
- Riescono a tradurre gli imperativi secondo una logica cooperativa
Gli imperativi umani non sono ordini:
Subject Object Risultati
| B | 20 mesi | I bambini interpretano la richiesta a rigor di logica cooperativa, presupponendo che alla sperimentatrice servisse aiuto per fare qualcosa che non riusciva a fare → prendono la pila dall'altra parte della stanza. |
| Ricercatrice chiede di portarle una batteria | ||
| Sono presenti 2 batterie nella stanza, una vicino alla ricercatrice una dall'altra parte della stanza |
Quando sono in gioco informazioni, gli esseri umani, a differenza delle scimmie, fanno alcune cose secondo una logica di cooperazione. Le scimmie no. ⇒ l'altruismo non è un tratto indifferenziato, motivazioni altruistiche possono insorgere in determinati ambiti e non in altri.
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Perché solo gli umani aiutano gli altri fornendo informazioni necessarie? In comparazioni sperimentali i bambini si sono dimostrati più generosi delle scimmie con il cibo e altri beni. Due studi affini, lab Tomasello + UCLA → hanno evidenziato che gli scimpanzé non sembrano curarsi minimamente del fatto che gli altri ricevano o no del cibo.
Object Risultati
- Variante 1: S deve scegliere quale delle 2 asticelle tirare verso di sé. Su ogni asticella ci sono 2 vassoi premio, uno accessibile al soggetto esaminato l'altro ad una altro scimpanzé in un'altra gabbia. Nella situazione di controllo sceglievano più spesso l'asticella con la doppia razione.
- Variante 2: S deve scegliere quale delle 2 asticelle tirare verso di sé: Su un'asticella ci sono 2 vassoi premio, uno accessibile al soggetto esaminato l'altro ad una altro scimpanzé in un'altra gabbia. Sull'altra asticella c'era un pezzo di cibo per il soggetto esaminato e niente per il suo compagno. Situazione di controllo: l'altra gabbia era vuota, ed il cancelletto era aperto ⇒ S poteva afferrare anche l'altro vassoio.
I bambini di 25 mesi e quelli in età scolare tendono a scegliere più spesso l'opzione improntata all'equità rispetto a quella egoistica.
Nota bene: Studi di Warneken sull'aiuto: gli scimpanzé tendono ad aiutare gli altri a raggiungere obiettivi sperimentali.
Perché? Secondo Tomasello nel paradigma sperimentale con le assicelle gli scimpanzé sono orientati sul cibo, negli altri paradigmi non sono mai nella condizione di procurarsi qualcosa da mangiare quindi le esigenze primarie e le strategie competitive non prendono il sopravvento.
Effetti della competizione per il cibo sugli scimpanzé
Alicia Meis + ricercatori Max Planck Institute
Subject Object Risultati
- Scimpanzé, assicella sospesa fissata a 2 corde che poteva essere spostata solo con la cooperazione di entrambi i soggetti. Nel primo esperimento la performance è scadente perché mentre collaborano gli scimpanzé pensano allo scontro che si sarebbe inevitabilmente conseguito.
- Due condizioni: Il cibo era in mezzo; Il cibo era suddiviso sulle estremità.
Warneken et. Al hanno compiuto lo stesso studio su un campione di bambini piccoli: Ai bambini non interessa se il cibo è stato suddiviso, quando uno dei 2 non spartisce il cibo in modo equo l'altro gli intima di darsi una regolata.
Condizioni naturali
Ricerche sui maschi di scimpanzé che condividono il cibo allo stato naturale: cibo di bassa qualità → sono disposti a condividere. In linea di massima il loro...
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