Definizioni
Altruismo: un individuo si sacrifica in qualche modo per un altro.
Collaborazione: più individui lavorano insieme per un vantaggio comune.
Nati (e allevati) per essere d'aiuto
Gli esseri umani sono cooperativi per natura e vengono corrotti durante la crescita o nascono già egoisti? Sebbene entrambe le tesi abbiano un fondo di verità, è dimostrato che già a partire dal primo anno di vita i bambini si dimostrano collaborativi in molte situazioni, senza averlo appreso dagli adulti. I bambini interiorizzano norme sociali specifiche della loro cultura che spiegano come comportarsi e come fare le cose. Tuttavia, la cooperazione e la propensione all’aiuto sono basate sull'interesse personale, in primis perché senza la collaborazione sarebbe molto difficile garantire una successione genica.
Tipologie di altruismo
Esistono tre tipologie principali di altruismo, definite in base al “prodotto veicolato”:
- Beni
- Servizi
- Informazioni
Condividere
Prodotto veicolato: bene. Essere altruisti riguardo a un bene significa essere generosi. Esempio classico è la condivisione di cibo. Le scimmie non sono altruiste a riguardo, al contrario dei bambini che si sono dimostrati particolarmente generosi.
Un esperimento in cui il cibo si trova su un’asticella, i soggetti dovevano scegliere se tirare la corda che dava cibo anche all’altro partecipante oppure tirare quella che lo garantiva solo per sé stessi. I risultati furono molto diversi: gli scimpanzé sceglievano indiscriminatamente una corda o l’altra. Non escludeva appositamente il compagno, ma non badavano se ricevesse cibo oppure no. I bambini invece tendevano a tirare la corda che garantiva cibo a entrambi o erano propensi alla norma dell’equità nel caso in cui le due corde permettevano o una doppia razione per sé e niente all’altro o un po’ per tutti e due.
Da sottolineare è il fatto che se un bambino prendeva troppo cibo, il compagno insisteva per avere una suddivisione più equa, e il prepotente spesso cedeva dimostrando come entrambi fossero pronti a riprovarci e a trovare una soluzione. Tuttavia anche i bambini più piccoli hanno una tendenza a cedere e offrire oggetti (me lo dai? Me lo presti?) molto più facilmente delle scimmie. Bisogna tener presente però che si tratta solo di gradi, infatti anche gli umani se stanno patendo la fame non sono propensi alla condivisione.
Prestare aiuto
Prodotto veicolato: servizio. Essere altruisti riguardo a un servizio significa essere pronti a donare aiuto. Anche questa caratteristica è innata nell’essere umano. In un esperimento bambini di circa due anni aiutano spontaneamente un adulto che si trova in difficoltà. Per dimostrare che i bambini non trovano divertente aiutare a risolvere piccoli problemi, gli adulti fecero cadere apposta una molletta e i bambini non intervennero. I bambini per poter aiutare l’adulto dovevano avere una motivazione altruistica e dovevano essere in grado di capire quale fosse l’obiettivo dell’adulto.
- Insorgenza precoce di questo comportamento
- Ricompense e incentivi non hanno effetto, si ha piuttosto l’overjustification effect (un’attività gratificante di per sé perde la sua motivazione intrinseca se ricompensata eccessivamente)
- Gli scimpanzé adottano lo stesso comportamento, quindi la cooperazione non è il prodotto di un ambiente culturale umano
- Manifestazione del comportamento collaborativo in tutte le culture, società e classi economiche
- Partecipazione empatica nei confronti della vittima: si tratta di provare simpatia ed empatia per qualcuno che si trova in difficoltà.
Fornire informazioni
Prodotto veicolato: informazione. Essere altruisti riguardo un’informazione significa essere informativi. La condivisione di informazioni è qualcosa di indipendente dal linguaggio, si manifesta senza problemi con il fenomeno del pointing già intorno all’anno di vita (dimostrazione nell’esperimento della pinzatrice).
Questo tipo di altruismo è esclusivo degli umani: non si manifesta mai nelle scimmie. Nei primati l’atto di indicare è puramente direttivo-imperativo. Se indicano qualcosa è solo per ottenere qualcos’altro in cambio. I bambini e gli umani in generale invece lo fanno anche al solo scopo di aiutare qualcun’altro: non possono fare a meno di essere informativi. I bambini capiscono la finalità informativa del gesto, comprendono il nesso (fornire informazioni importanti per l’altro e non per me o viceversa) e si auto-interrogano. Gli umani sono talmente cooperativi che il solo venire a conoscenza di un desiderio altrui li induce a volerlo soddisfare.
L’altruismo tuttavia non è indiscriminato, ma sorge solo in determinati ambiti. Esiste però una base di cooperazione e fiducia, dimostrato dal fatto che esistono le menzogne: se non vi fosse una tendenza a credere nell’affidabilità altrui non si potrebbe mentire.
Reciprocità e norme
Suddivisione delle influenze dell’universo sociale infantile in due gruppi:
- Esperienza sociale diretta
- Valori e norme del gruppo culturale
Esperienza sociale diretta
L’interazione con gli altri insegna al bambino come comportarsi. Essere cooperativi porta a ricevere in cambio aiuto: questo incoraggia a essere collaborativi. Il rischio tuttavia è che gli altri possano approfittarsi della cooperazione. Ecco perché dopo una fase di altruismo indiscriminato, si inizia a diventare più selettivi. Si tende infatti a essere più altruisti nei confronti di qualcuno che lo è stato con noi o con altri.
Valori e norme del gruppo culturale
La maggior parte delle culture cerca di promuovere l’altruismo e...
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