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Interazioni umane

Scienza e metodo di Paolo Moderato e Giovanni Miselli

Nel 1879, Wundt istituisce il Laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia, indicando convenzionalmente il momento storico in cui la psicologia inizia a diventare una disciplina scientifica autonoma. L'esigenza di tale autonomia deriva dalla volontà di indagare i processi psichici utilizzando parametri di oggettività di cui si avvalevano le altre scienze, liberandosi dalla speculazione filosofica.

Il concetto di scienza e la sua evoluzione

Per analizzare i fondamenti che hanno portato alla nascita della psicologia scientifica, bisogna partire dai contributi epistemologici della filosofia classica, fino ai nostri giorni. Ricorda più una scienza è giovane, minore saranno gli strumenti di analisi. Più una scienza si evolve, più aumenta la sua capacità di gestire fenomeni complessi. Rischio = ridurre troppo la complessità del fenomeno. Il concetto di scienza ha subito molte evoluzioni ma è sempre stato associato al concetto di verità.

  • Aristotele: distinzione tra scienze pratiche, poetiche e "teoretiche" (filosofia, fisica, matematica). Queste ultime hanno come fine la verità (riguardano ciò che avviene sempre nello stesso modo). Lo strumento principale delle scienza è il sillogismo che conduce a una conoscenza dimostrativa ("non si avrà scienza senza dimostrazione"). Inoltre, è importante ciò che egli afferma riguardo al processo conoscitivo, che avverrebbe attraverso la raccolta delle osservazioni dei phainòmena (=esperienze dei sensi + informazioni precedentemente conosciute riguardo al fenomeno). Ciò è fondamentale perché introduce il carattere di uniformità nella scienza (principio di coerenza).
  • Euclide (III secolo a.C.): modello di scienza di tipo deduttivo, riferendosi in particolare alla matematica (= garanzia di scienza).
  • Francis Bacon (1561-1626): metodo induttivo che si contrappone a quello aristotelico. La natura non viene interpretata (conosciuta correttamente) ma anticipata astrattamente attraverso il passaggio da particolare a universale, senza considerare i livelli intermedi. L'anticipazione indica un'ipotesi non confermata tramite l'esperienza, mentre l'interpretazione consiste nel "condurre gli uomini davanti ai fatti particolari e ai loro ordini".
  • Galileo Galilei (1564-1642): riconosce validità assoluta alla matematica, disciplina scientifica che comporta un'oggettività indiscussa. Affermò che alle "certe dimostrazioni" matematiche si dovessero aggiungere "sensate esperienze" che devono seguire precise procedure messe insieme da un metodo sperimentale. È il primo ad avvalersi di un metodo basato sulla formulazione di ipotesi e sulla verifica di tali ipotesi attraverso l'esperimento, richiamando la necessità di strumenti oggettivi = distacco dall'analisi aristotelica.
  • Rivoluzione del 500/600: si stava attuando attraverso una spiegazione causale-meccanica dei fenomeni di natura quantificabile.
  • Newton (1642-1727): concetto descrittivo di scienza. Pone prioritario il metodo analitico che non consiste nel mettere in ordine fatti assunti come cause, ma nel fare esperimenti e osservazioni. L'esperienza è il punto di partenza del metodo che si pone in un'ottica di rifiuto verso le teorizzazioni astratte (hypotheses non fingo).

La scienza moderna

  • Karl Popper (1902-1994): ribalta il perno della questione — una teoria non è mai certa. Un'affermazione è scientifica solo quando è falsificabile, ossia quando possono esserci dati sperimentali a sostegno e contro di essa. Ciò lo porta a operare una distinzione tra discipline scientifiche e pseudoscienze tra cui la psicanalisi (che spiega tutto in modo circolare rendendo impossibile la falsificazione). Inoltre, critica l'empirismo: le osservazioni non possono essere il punto di partenza di una teoria. La ricerca scientifica inizia dai problemi e le osservazioni sono solo il mezzo per verificare le ipotesi. Il metodo induttivo non esisterebbe.
  • Kuhn (1962, 1970): mentre le scienze naturali (fisica, biologia) sono sostenute da un paradigma specifico e allo stesso tempo comune, la psicologia non avrebbe ancora raggiunto un tale status (si troverebbe in uno stadio pre-paradigmatico).
  • Lazzaroni (1985): la psicologia ha già superato gli stadi pre-paradigmatico e paradigmatico di evoluzione di una scienza da molti anni (con la teorizzazione wundtiana- Titchener e la relazione S-R di Watson che acquista le proprietà della definizione kuhniana di paradigma scientifico).

La psicologia

Prima: mondo prescientifico — cause di un fenomeno ricercate nell'oggetto stesso. Poi: Galileo — sposta il locus esplicativo all'esterno del fenomeno stesso. Se applichiamo questo metodo alla scienza psicologica dobbiamo dire che il suo obiettivo è descrivere, spiegare e prevedere le relazioni funzionali che si possono stabilire tra la condotta di un individuo e la serie di variabili esterne che la possono influenzare:

  • S = insieme degli eventi stimolo ambientali che possono colpire un soggetto;
  • C = comportamento.

Il modello derivato da tale relazione è passivo, riduttivistico, meccanicistico e incapace di fornire un'interpretazione del comportamento. Un altro modo di descrivere le relazioni è la seguente: C = f (S ↔ O) dove il comportamento risulta funzione dell'interazione (↔) di un organismo con il suo ambiente. Se si sostituisce alla funzione lineare un concetto di campo multiplo si ottiene: C ↔ (S ↔ O). Il comportamento non è solo funzione di una relazione organismo-ambiente, ma anche agente di cambiamento di tale relazione con un meccanismo feedback = il comportamento di un individuo (inteso come unità biopsichica individuale, unica, irripetibile) è funzione dell'interazione che egli instaura con l'ambiente (ossia le caratteristiche specifiche e situazionali con cui un organismo entra in rapporto funzionale); oltre che funzione, è parte attiva dell'interazione, contribuendo a modificare l'ambiente-stimolo, l'organismo e la loro relazione.

In breve il comportamento è effetto dell'interazione organismo-ambiente e causa del loro modificarsi. Viceversa, le modifiche di organismo/ambiente sono causa delle modifiche di comportamento ed effetto di esse. Quando si parla di teorie comportamentiste, il termine interazione elimina l'equivoco (già presente all'epoca di Cartesio) per cui il soggetto è considerato come recettore passivo di stimolazioni. Il concetto di riflesso, modello ai tempi di Cartesio, è stato poi impiegato in termini sostanziali: le risposte di un essere umano sono quelle che caratterizzano la specie e tali risposte sono in interazione continua con gli stimoli interni ed esterni che costituiscono l'ambiente funzionale di un individuo. Solo gli stimoli che interagiscono con un soggetto possono essere considerati appartenenti all'ambiente funzionale.

Fattori situazionali = condizioni del contesto che modificano le proprietà funzionali di tutti gli stimoli e le risposte che prendono parte all'interazione. Tali modifiche possono riguardare sia stimoli interni (organici e psicologici) che esterni. Si creano interazioni che hanno caratteristiche di unicità, poiché la storia genetica/personale di ognuno è unica. Il prodotto di tali interazioni si riorganizza continuamente e l'individuo e le condizioni ambientali si modificano reciprocamente. Lo sviluppo unico e personale è determinato da interazioni che coinvolgono fattori filogenetici e autogenetici. Le modificazioni sono definite transizioni: "si ha una transizione quando il risultato di interazioni reciproche precedenti determina le interazioni attuali".

In breve il sistema persona-ambiente è dinamico: si riorganizza di continuo in funzione delle interazioni reciproche.

La scelta del livello di analisi: vari metodi per acquisire conoscenze

Per McBurney la scienza è un modo di ottenere conoscenze attraverso osservazioni oggettive (persone con una percezione normale, poste nello stesso luogo/tempo arrivano allo stesso risultato). Il concetto di oggettività della scienza non implica che lo scienziato debba distaccarsi dall'oggetto dei suoi studi, ma che le persone che guardano sopra le sue spalle mentre fa l'osservazione vedano le sue stesse cose.

Dopo lo sviluppo del metodo scientifico (rinascimento), la scienza è diventata uno dei modi più efficaci per comprendere il mondo. L'approccio delle scienze naturali è il migliore per analizzare l'oggetto di studio della psicologia.

Per Novak (1999) è possibile porre le scienze lungo un continuum in base alla complessità dei sistemi dinamici dei quali si interessano. A un estremo possono essere collocati i sistemi dinamici che implicano le interazioni di particelle subatomiche, all'altro i sistemi dinamici relativi ai processi di sviluppo della cultura e della società. L'universo è formato da molti sistemi analizzabili a diversi livelli di complessità.

Esempio il comportamento può essere analizzato a livello di individuo in relazione al suo ambiente o a livelli più bassi, esaminando l'azione di neurotrasmettitori chimici, elettroni o neutroni. A tutti questi livelli vengono analizzati sistemi-interazioni tra le parti. Tutti i livelli di questi sistemi sono presenti simultaneamente: "mentre guardiamo una persona che interagisce con il suo ambiente si verificano contemporaneamente eventi biologici, chimici e fisici, sociali e culturali", ma di solito si sceglie di analizzare un livello di sistema per volta. Chi si sofferma al livello di analisi più basso viene spesso accusato di riduzionismo, ossia di spostare un fenomeno a un livello inferiore. Ciò si verifica in psicologia quando si tenta di spiegare il comportamento solo in termini di meccanismi fisiologici. È diffusa la credenza che la mappatura del genoma umano rappresenti la tappa fondamentale per la spiegazione del comportamento umano. Tale credenza è ingiustificata: il rapporto genotipo-fenotipo comportamentale è molto complesso, probabilistico, non c'è isomorfismo (= corrispondenza biunivoca) tra funzionamento cerebrale e comportamento. Basta pensare alle similitudini genetiche con lo scimpanzé (98%) e alle differenze fenotipiche tra i nostri due organismi. Secondo Novak, il riduzionismo può assumere un significato notevole se riesce a fornire spiegazioni utili per accedere a un livello di analisi superiore. Qualsiasi comportamento umano può essere analizzato diversamente da diverse discipline:

Esempio ipertensione da stress di cui si occupano medici e psicologi. I medici fanno riferimento all'approccio biologico (cure mediche); gli psicologi tendono a ridurre gli stimoli ansiogeni presenti nell'ambiente e a controllare la reattività del soggetto a tali stimoli (aspetti comportamentali).

Il riduzionismo può essere adottato sia tra discipline diverse (between) che all'interno di una stessa disciplina (within), ma non è sempre produttivo. Bateson "quando ci concentriamo troppo sulle parti perdiamo di vista le caratteristiche necessarie del tutto e siamo tentati di ascrivere i fenomeni che derivano da questa totalità a un'entità soprannaturale".

Lo studio dei fenomeni psicologici può essere condotto a livello di interazioni organismo-ambiente, tramite un modello antiriduzionista = cerca le spiegazioni allo stesso livello degli eventi che si vogliono spiegare: le spiegazioni degli eventi psicologici vanno ricercate nelle relazioni funzionali con altri eventi psicologici, ma ciò non comporta l'esclusione o la sottovalutazione delle relazioni esistenti fra livelli differenti (Moderato). Tale modello può accettare un'opzione riduttivistica, che usa l'analisi dei comportamenti elementari come strumento di approfondimento di comportamenti più complessi. Le interazioni individuo-ambiente possono essere analizzate a vari livelli e l'individuo può essere visto come parte di molti sistemi (analogia con la scienza).

Come possiamo porre in relazione stimoli e risposte con la cultura e la società? Per Horowitz (1992) bisogna osservare le interazioni come cose che accadono simultaneamente a diversi livelli sistemici. Possiamo scegliere un solo livello o muoverci attraverso vari livelli per una più ampia comprensione dei fenomeni complessi (quando è possibile utilizzare gli stessi costrutti, leggi, teorie o altre forme di affermazione si parla di depth). A livelli superiori accresciamo l'ampiezza della nostra comprensione del fenomeno. A livelli inferiori, diventiamo più precisi. Nella scienza è possibile collocare i livelli di analisi lungo un continuum rispetto a due dimensioni: precisione (precision) e ampiezza (scope).

Lo sviluppo e l'apprendimento vengono studiati secondo una progressione che va dal semplice al complesso: abilità e conoscenza si sviluppano gradualmente e il soggetto fa uso del patrimonio esperienziale precedentemente accumulato (Moderato). La flessibilità dell'analisi può esporci al rischio di vaghezza e imprecisione: è impossibile innescare una regressione ad infinitum; l'analisi di elementi di un sistema (contesto) rimanda ad altri elementi e sistemi. Il criterio per uscire da questo circolo vizioso è pragmatico, grazie alla "previsione e al controllo" degli eventi che sono oggetto dello studio. (Hayes, 1993 uso dei termini 'previsione e influenzamento' per descrivere gli obiettivi analitici della scienza allo scopo di sottolineare gli aspetti pragmatici e la relatività del controllo riguardante i fenomeni complessi).

Descrizione e spiegazione sono gli obiettivi della scienza, spesso confusi

Descrivere = delineare: uno dei primi traguardi. Agli esordi di una scienza è importante descrivere le caratteristiche e la natura dei fenomeni studiati. Quando è poi consapevole delle caratteristiche del suo oggetto di studio, l'obiettivo si sposta verso la spiegazione — rendere chiara una causa o una ragione. Consente la previsione e il controllo e più precisamente distabilire relazioni funzionali tra classi di eventi che possono essere generalizzate a dati diversi da quelli serviti per l'originaria formulazione, per prevedere e controllare classi di eventi futuri (Moderato).

Quando vi è una relazione coerente tra due fattori si dice che i due fattori sono correlati (correlazioni tra variabili = parlare del legame che unisce variabile a variabile e degli indici che esprimono l'intensità di questo legame. La forma del legame che viene ipotizzato tra due variabili è quella lineare). Novak utilizza l'esempio della correlazione positiva che c'è tra la quantità di tempo speso nella lettura di storie da parte dei genitori e la capacità di lettura dei loro bambini. I due fattori sono correlati, ma ciò non implica che uno causi l'altro. (Per Di Nuovo — spesso la correlazione trovata fra due variabili può essere frutto di una covariazione). La correlazione non implica la causalità, dunque come è possibile determinare se via sia una relazione di causa-effetto? = esperimenti dei ricercatori per vedere se i cambiamenti in una variabile controllino le modificazioni dell'altra variabile. La previsione e il controllo di un fenomeno costituiscono una spiegazione adeguata nella scienza. Novak — una descrizione illustra lo status delle cose, una spiegazione afferma relazioni di causa ed effetto tra i fenomeni oggetto di studio e gli eventi che li provocano.

In psicologia vi sono molti esempi in cui le descrizioni sono scambiate per spiegazioni: se qualcuno utilizza la parola "poiché", non sta per forza fornendo una spiegazione vera (potrebbe essere circolare). Se è una spiegazione vera, saremo in grado di prevedere e controllare il comportamento. Per Ross (1980), la domanda a cui rispondere in una spiegazione non è 'perché', ma 'in quali condizioni' quel comportamento si verifica.

Modelli e metafore

La descrizione e la spiegazione della realtà richiedono l'introduzione di modelli per evidenziare le variabili di maggiore rilievo e i meccanismi attraverso i quali esse interagiscono. Punti fondamentali sulla natura e funzione dei modelli:

  • Un modello è rappresentazione (non descrizione) della realtà: è metafora e non affermazione fattuale;
  • I modelli possono collocarsi a diversi livelli (visione onnicomprensiva della realtà e livelli specifici);
  • Ogni modello specifico deriva da quello immediatamente più generale (i concetti del primo sono fissati dal secondo);
  • Un modello è formalmente distinto da una teoria, ma da un punto di vista funzionale, fa parte dei suoi assiomi. Il modello illustra come applicare la teoria e l'applicazione della teoria è esplicativa. (Un modello è esplicativo nel senso di metafora o di analogia);
  • Un modello si distingue da una teoria perché quest'ultima è descrittiva e falsificabile.

Ogni modellizzazione comporta una metafora utile alla descrizione del processo. Una proposizione metaforica è una "sostituzione" basata sulla somiglianza. Funzione del linguaggio metaforico è fornire un supporto concreto che faciliti la visualizzazione di un'idea astratta e ne migliori la comprensione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaaka1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Moderato Paolo.
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