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Gordoninsegnanti efficaci

Cap. 1 Il rapporto insegnante studente: l’anello mancante

Il fattore che influisce in maniera rilevante su un insegnamento efficace è il grado di capacità che l’insegnante ha nello stabilire un determinato rapporto con gli studenti. La qualità di questo rapporto è determinante.

Che cosa è essenziale nel rapporto insegnante – studente

Il processo di insegnamento procede dall’interno verso l’esterno, mentre il processo di apprendimento va dall’esterno verso l’interno della persona. Per fare in modo che il processo insegnamento – apprendimento risulti attivo, è necessario che tra questi due sistemi separati esista una connessione. Tale collegamento può essere attivato attraverso delle tecniche comunicative che comprendono un dialogo e un ascolto attivo efficaci.

Tecniche sperimentate, non vaghe astrazioni

Il T.E.T. è un corso di trenta ore, noto come Teacher Effectiveness Training, ideato nel 1966 per l’addestramento di insegnanti di ogni ordine e grado. Questo corso deriva dal precedente corso rivolto ai genitori, il P.E.T., Genitori Efficaci, ideato anch’esso da Gordon ed attualmente diffuso in tutti gli Stati Uniti e in molti paesi esteri.

Tecniche che aiutano gli studenti a crescere

Il metodo Insegnanti Efficaci descrive cosa fare concretamente per favorire e incoraggiare negli studenti l’autonomia, l’autoresponsabilità, l’autodeterminazione, l’autocontrollo e l’autocritica. Attraverso l’ascolto attivo, tecnica di dialogo in cui chi ascolta rimanda o riflette i messaggi al mittente, favorendo nello studente l’autocomprensione, l’autonomia e la responsabilità nella risoluzione dei problemi.

Un’alternativa al modello del rinforzo

Una filosofia per tutte le età e per tutti i tipi di studenti. Le tecniche e i metodi del corso Insegnanti Efficaci sono validi per l’insegnamento attivo agli studenti di tutte le età, poiché è basato sulla teoria generale dei rapporti umani. Tutti gli studenti si entusiasmano se stanno imparando veramente e si annoiano se non stanno imparando niente, si scoraggiano se hanno fatto male o poco, sviluppano meccanismi di difesa da contrapporre all’uso di potere da parte dell’insegnante, tutti lottano per la propria autonomia e vogliono essere indipendenti, provano orgoglio quando riescono a ottenere dei risultati o lo perdono se gli viene detto che non riescono a fare abbastanza. La tecnica dell’ascolto attivo ottiene risultati sorprendenti con tutti i ragazzi perché tutti hanno bisogno di essere ascoltati e accettati.

Che cosa fare a proposito dell’onnipresente problema della disciplina?

Per affrontare i problemi di una classe piena di ragazzi turbolenti e scatenati, il metodo TET propone metodi alternativi all’uso del potere e dell’autorità che prevedano il coinvolgimento diretto degli studenti alle assemblee per la definizione delle regole disciplinari. In questo modo gli studenti sono più motivati a seguire le regole perché le percepiscono come regole che si sono dati da soli.

Scuola autoritaria o permissiva? Come risolvere una questione controversa

Il metodo Gordon ritiene che entrambe le posizioni siano delle filosofie distruttive e basate sul potere. Il corso TET propone di stabilire e mantenere la disciplina e l’ordine in classe senza far ricorso al potere.

Cap. 2 Un modello per un rapporto costruttivo tra insegnanti e studenti

Molti insegnanti nel corso della loro carriera sperimentano emozioni negative, frustrazioni e disincanto nell’ambito del ruolo che ricoprono.

Miti, aspettative e ruoli

I miti comunemente accettati sulla definizione di insegnante ideale lo presentano come un modello perfetto e al di sopra della fragilità umana. Il T.E.T. propone invece un modello di insegnante umano, reale, una persona normale.

Che cosa si intende per un buon rapporto insegnante – studente?

Il rapporto tra insegnante e studente è buono quando si fonda su:

  • Franchezza o trasparenza, in modo tale che ciascuno possa essere del tutto sincero l’uno con l’altro;
  • Considerazione, quando ognuno sa di contare molto per l’altro;
  • Interdipendenza, in quanto opposta alla dipendenza, dell’uno dall’altro;
  • Distinzione, per permettere a ciascuno di crescere e di svilupparsi nella propria unicità, creatività e individualità;
  • Rispetto delle reciproche necessità, in modo che le necessità dell’uno non siano rispettate a spese dell’altro.

Un modo di concepire il rapporto insegnanti – studenti

Per un insegnamento efficace è di fondamentale importanza una concezione funzionale di rapporti interpersonali. Per rendere più comprensibile ciò, il T.E.T. ha ideato un modello per affrontare i problemi che normalmente sorgono in classe. L’area compresa all’interno del rettangolo rappresenta l’insieme dei comportamenti di uno studente col quale si ha un rapporto. Nell’area superiore sono contenuti i comportamenti accettabili, mentre nell’area inferiore tutti quei comportamenti ritenuti inaccettabili.

È importante considerare che il grado di accettazione può essere molto variabile.

Variabilità della linea di accettazione

La variabilità della linea di accettazione dipende da 3 fattori:

  • Cambiamenti in se stessi (insegnanti);
  • Cambiamenti dell’altra persona (studente);
  • Cambiamenti del contesto o nell’ambiente.

Come capire i mutamenti in se stessi (insegnanti)

Le persone certe volte cambiano la propria capacità di accettare gli altri a causa di ciò che sta accadendo dentro di loro. I cambiamenti interni influiscono sugli insegnanti poiché sono esseri umani.

Come capire la diversità dei sentimenti nei confronti di studenti diversi

Può capitare che un insegnante ritenga accettabile un comportamento da parte di uno studente e inaccettabile da parte di un altro. Le motivazioni possono essere diverse: simpatia, antipatia, fiducia o pregiudizio. In ogni caso ci saranno sempre delle differenze da individuo a individuo.

Come capire l’influenza dell’ambiente o del contesto

L’ambiente o il contesto può essere determinante per valutare l’accettazione di un determinato comportamento. Ad esempio, strillare e spingere sono dei comportamenti accettabili in cortile durante la ricreazione, ma non in classe.

È giusto accettare tutti i comportamenti degli studenti?

È importante considerare che se si tenta di dimostrare accettazione a tutti i costi (falsa tolleranza) anche quando invece ci si sente realmente infastiditi da un comportamento, il messaggio che arriverà agli studenti sarà confuso e ambiguo. Questo perché anche se si adotta una falsa accettazione, i messaggi non verbali passano lo stesso, i messaggi del corpo divengono in contrasto con i messaggi verbali e ciò genera negli studenti confusione. È praticamente impossibile riuscire a mascherare i propri sentimenti, pertanto laddove si ritiene inaccettabile un comportamento di uno studente è più opportuno dirlo onestamente.

Di chi è il problema?

Il rettangolo in cui inserire comportamenti accettabili e non è utile anche per comprendere di chi è il problema, considerando l’area inferiore dei comportamenti rifiutati, quindi quei comportamenti che interferiscono con il rispetto delle necessità dell’insegnante, che gli provocano sentimenti di frustrazione, contrarietà, irritazione. Questi comportamenti gli creano un problema che deve essere risolto quanto prima per poter riprendere il processo di insegnamento apprendimento.

Esempi di problemi:

  • Lo studente esprime rabbia e risentimento: Problema dello studente;
  • Nessun problema: Lo studente lavora sereno;
  • Lo studente incide delle iniziali sulla superficie del banco: Problema dell’insegnante.

Perché è importante stabilire di chi è il problema?

È di grande aiuto stabilire di chi è il problema poiché permette all’insegnante di distinguere i problemi che lo studente ha nella propria vita, che provocano un problema nello studente e non nell’insegnante, e quei problemi che invece hanno un effetto concreto e tangibile sull’insegnante perché interferiscono con le sue esigenze.

Perché è così importante l’area non problematica

L’insegnamento e l’apprendimento possono essere efficaci soltanto nell’area non problematica. Se lo studente sta attraversando dei problemi personali, difficilmente riuscirà a concentrarsi sugli studi e lo stesso dicasi per lo studente che ha dei comportamenti al di sotto della linea della tolleranza, anch’esso difficilmente riuscirà a concentrarsi sull’insegnamento. L’obiettivo del T.E.T. è quello di riuscire ad aiutare gli insegnanti ad aumentare la superficie dell’area di insegnamento apprendimento in modo tale che gran parte del loro tempo sia utilizzato produttivamente e molto meno tempo vada perso per le due aree problematiche.

Cap. 3 Che cosa possono fare gli insegnanti se gli studenti hanno dei problemi

I problemi degli studenti non possono essere ignorati dagli insegnanti poiché interferiscono con il processo di apprendimento. Molto spesso gli insegnanti vorrebbero aiutare i loro studenti ad affrontare i problemi personali ma non sono in grado di farlo correttamente.

Il linguaggio del Rifiuto: le dodici barriere alla comunicazione

Dodici tipi di messaggio che possono bloccare ogni ulteriore comunicazione:

  • Ordinare, comandare, esigere;
  • Avvisare, minacciare;
  • Fare la predica, rimproverare;
  • Consigliare, dare soluzioni, suggerimenti;
  • Redarguire, ammonire, fare argomentazioni logiche;
  • Giudicare, criticare, disapprovare, biasimare;
  • Definire, stereotipare, etichettare;
  • Interpretare, analizzare, diagnosticare;
  • Apprezzare, convenire, dare delle valutazioni positive;
  • Rassicurare, mostrare comprensione, consolare, sostenere;
  • Contestare, indagare, mettere in dubbio, sottoporre ad interrogatorio;
  • Eludere, distrarre, fare del sarcasmo, fare dello spirito, cambiare argomento.

Gli effetti delle dodici barriere

Ogni messaggio che l’insegnante dà allo studente rivela ciò che pensa di lui e definisce ciò che lo studente penserà di se stesso. Il messaggio di oggi diventa il concetto che domani lo studente avrà di se stesso. Per questo motivo il dialogo può essere sia costruttivo che distruttivo nei confronti dell’autostima dello studente e nei confronti del rapporto che un insegnante ha con lui.

Tre diffusi malintesi

- Che cosa c’è di sbagliato nel fornire nozioni, istruire e fornire conoscenze?

- Perché l’apprezzamento e la valutazione positiva sono definite come una barriera?

- Perché indagare è considerato un sistema inadeguato?

La prima cosa da considerare è che quando si parla delle Dodici Barriere ci si riferisce alle risposte inadeguate nei confronti di uno studente che sta attraversando un problema nella sua vita, quando il suo comportamento è collocato nella parte superiore della finestra percettiva (area del problema relativa allo studente). Quando il comportamento dello studente si trova nell’area non problematica (area insegnamento – apprendimento), le Dodici Barriere sono molto meno inappropriate. Quando lo studente non ha alcun problema ed è disposto ad apprendere, le nozioni e le conoscenze sono accettate dallo studente. Ma ciò non avviene quando lo studente è preoccupato o assillato da un problema.

Per quanto riguarda l’apprezzamento:

  • Quando lo studente ha un problema con se stesso, è infelice o insoddisfatto, l’apprezzamento non viene neanche ascoltato o lo fa sentire incompreso o lo rende più consapevole della sua bassa autostima;
  • Quando il rapporto insegnante – studente è situato nell’area non problematica, l’apprezzamento se spontaneo e sincero non è una barriera;
  • Quando l’apprezzamento è impiegato come una tecnica per indurre gli studenti ad assumere comportamenti desiderabili, è possibile che lo studente percepisca l’apprezzamento strumentalmente falso;
  • All’interno di una classe, quando l’apprezzamento è rivolto solo ad uno o ad alcuni studenti, può essere percepito come una valutazione negativa dai restanti.

Per quanto concerne invece l’ultimo quesito relativo al fare domande ed indagare, si parla di una barriera quando il problema è dello studente, in primo luogo perché può essere percepito come un atteggiamento che invade la sfera personale e pertanto porta ad una chiusura, in secondo luogo le domande possono essere fuorvianti rispetto alla centralità del problema ed infine le domande sono limitanti e non permettono ai due soggetti di condurre una conversazione. Chi fa le domande conduce la discussione e non dà la possibilità a chi ha il problema di assumersi la responsabilità di risolvere il problema stesso.

Il potere del linguaggio dell’accettazione

Il potere del linguaggio dell’accettazione è determinato dalla capacità di sentire e comunicare sincera approvazione ad un’altra persona. L’approvazione degli altri è un importante fattore nell’instaurare un rapporto attraverso il quale l’altra persona può crescere, svilupparsi, operare dei mutamenti costruttivi, imparare a risolvere i problemi, conquistare benessere psicologico, diventare più produttivo e creativo e realizzare pienamente le proprie potenzialità.

Il motivo per cui principalmente il linguaggio del Rifiuto non funziona è determinato dal fatto che se ad un bambino viene ripetuto abbastanza spesso che si comporta male, egli diventerà quasi certamente un ragazzo che si comporta male. Il sentirsi accettati significa sentirsi amati e, nonostante l’accettazione abbia origine dall’interno, per far sì che abbia efficacia nell’influenzare gli altri deve essere attivamente comunicata o dimostrata attraverso delle tecniche specifiche.

Tecniche più costruttive per aiutare gli studenti che hanno dei problemi

Uno dei sistemi migliori per aiutare una persona che ha un problema è quello di ascoltare, poiché questo favorisce un’apertura e facilita la catarsi e la liberazione dei suoi sentimenti e delle sue emozioni, inoltre trasmette la sensazione di accettazione di cui sopra.

4 diversi modi di ascoltare gli studenti per poterli aiutare efficacemente ad affrontare i loro problemi

Ascolto passivo (silenzio)

Il non dire niente di fatto comunica accettazione o tolleranza. Il silenzio è un efficace messaggio non verbale che può incoraggiare gli studenti a confidarsi, viceversa non posso dire nulla se sono gli insegnanti a parlare.

Cenni di attenzione

I cenni di attenzione possono essere molto utili per dimostrare che si sta veramente prestando attenzione all’altra persona, in particolare nelle pause del discorso si possono attivare dei cenni verbali e non: annuire, chinarsi in avanti verso l’altra persona, sorridere, aggrottare le sopracciglia, etc.

Espressioni facilitanti

Si tratta di messaggi incoraggianti costituiti da domande o affermazioni che non contengono alcuna valutazione relativa a ciò che viene detto. “Vuoi dirmi qualcosa di più?” “È interessante continua”.

La necessità dell’ascolto attivo

I tre sistemi di ascolto sovraesposti sono relativamente passivi e non provano la comprensione dell’altro. Per comprendere l’ascolto attivo è necessario comprendere la teoria della comunicazione umana.

Che cos’è la comunicazione?

Il processo della comunicazione inizia quando una persona parla ad un’altra perché ne ha bisogno, il parlare è un tentativo di comunicare all’esterno ciò che sta accadendo dentro se stessi. Per comunicare come ci sentiamo dentro, quello che ci preoccupa o quali sono i nostri bisogni dobbiamo selezionare un codice, quindi utilizzare un processo di codifica, poiché tutti i messaggi verbali sono codici, sono equivalenti linguistici dei nostri sentimenti, non i sentimenti in se stessi.

Alcuni messaggi, soprattutto quelli derivanti da preoccupazioni o ansie, possono essere codificati in maniera particolare, quindi non comprensibili facilmente. L’insegnante non si deve limitare a rispondere soltanto al codice, perché in questo modo rischia di fraintendere completamente il reale messaggio inviato dallo studente.

Come imparare la tecnica dell’ascolto attivo

Il metodo più efficace per evitare fallimenti nella comunicazione è l’ascolto attivo, opposto all’ascolto passivo, comporta un’interazione con lo studente e un feedback dello studente che prova che l’insegnante lo capisce. Per verificare l’attendibilità della decodifica del messaggio è sufficiente attivare un processo di rispecchiamento, a quel punto lo studente saprà che l’insegnante lo ha capito ed ascoltato.

Ansia (codifica) faremo presto una verifica? (Decodifica) È preoccupato. (Rispecchiamento) Sei preoccupato di Avere presto una verifica? Se viceversa, la supposizione e la relativa decodifica non è corretta, lo studente correggerà e la conversazione prosegue sul filone dell’ascolto attivo.

Requisiti indispensabili per l’ascolto attivo

Perché l’ascolto attivo funzioni gli insegnanti devono assumere atteggiamenti convincenti:

  • L’insegnante deve avere profonda fiducia nella capacità degli studenti di risolvere i propri problemi;
  • Deve essere capace di accettare sinceramente i sentimenti espressi dagli studenti;
  • Deve tenere presente che spesso i sentimenti sono transitori;
  • Deve essere disposto ad aiutare gli studenti e a trovare il tempo per ascoltarli.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FUTHURA di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e della formazione in una prospettiva europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Pallini Susanna.
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