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Capitolo 7 - Ragionamento nelle malattie psicologiche

Se l’esperienza (psicoterapia) può guarire una malattia, allora può anche esserne la causa.

Terapia Cognitiva (Beck): vizi di ragionamento →

le nevrosi sono causate da inferenze invalide

o fondate su false credenze. Trarre una falsa conclusione generale da un esempio particolare.

Hyper-emotion Theory (J.Laird, Mancini e Gangemi): nelle malattie psicologiche viene fatta una

transizione inconscia

valutazione cognitiva di una situazione che, attraverso una conduce ad

adeguata alla situazione ma sproporzionata nell’intensità,

un’emozione elementare appunto

un’iperemozione. Allora poiché ci accorgiamo della sproporzione della nostra risposta emotiva ci

ragioniamo sopra, in modo cosciente, dandogli feedback positivo.

La transizione iniziale è causata da un evento che il più delle volte, a meno che non risalga

all’infanzia, siamo in grado di ricordare ed è stato per noi traumatico a causa dell’iperemozione.

Disturbo ossessivo-compulsivo: il ragionamento contiene un nucleo d’ansia razionale, ma

• attiva una transizione inconscia che rende l’ansia più intensa. Secondo JL, chi ha un disturbo

ossessivo ragiona normalmente e le inferenze che compie sulle cause della propria ansia

dovrebbero farne un ragionatore provetto. Il fatto che questi soggetti rimuginino sul pericolo ne

aumenta però i dettagli e ciò ne accresce la probabilità soggettiva. Anche se il paziente si rende

conto che il pericolo (es. contaminazione) è irrazionale e non causato da un meccanismo

causale i suoi ragionamenti fanno in modo che i pensieri sulla probabilità del pericolo siano

sempre più insistenti.

Ipocondria: ha inizio da certe sensazioni somatiche che vengono interpretate come sintomi di

• una malattia (valutazione cognitiva) e la successiva transizione inconscia produce un’ansia

anomala.

RAGIONAMENTO DEDUTTIVO

Capitolo 8 - Connessioni

Ragionamento deduttivo: da premesse consce a conclusioni consce. Comprendiamo il

significato delle proposizioni e lo utilizziamo coniugandolo alle nostre conoscenze per costruire

modelli mentali di quel significato, cioè possibilità.

Pensiero preposizionale: deduzioni che dipendono dalle relazioni logiche tra proposizioni, dal

modo in cui sono connesse le premesse.

Logica de connettivi - calcolo proposizionale (Boole)

connettivo

Un è un termine che collega enunciati distinti dado origine ad un nuovo enunciato, a

proposizioni complesse. (es. se… allora)

Il valore di verità della proposizione formata da un connettivo dipende esclusivamente dal

significato del connettivo e dal valore di verità delle proposizioni che mette in relazione.

vero-funzionali.

→ i connettivi sono

Significati logici dei connettivi:

e → la congiunzione che forma è vera se sono vere entrambe le proposizioni, altrimenti è falsa.

• o → la disgiunzione (esclusiva) che forma è vera se almeno una delle proposizioni è vera. La

• disgiunzione inclusiva invece è vera se sono vere entrambe le proposizioni.

• non → non è un connettivo ma ne parla comunque. Un enunciato negativo è vero se la

proposizione negata è falsa.

Il nostro sistema di ragionamento costruisce un modello alla volta e cerca di costruirne il meno

possibile, perché più possibilità sovraccaricano la memoria di lavoro.

Principio di verità: diversamente dai modelli completi (prodotti dai computer), che rappresentano

anche ciò che è falso, i modelli mentali non rappresentano tutte le proposizioni contenute nelle

premesse ma solo quelle vere per non affaticare la working memory. I modelli mentali sono

spontaneamente impliciti, non siamo portati a costruire modelli espliciti. Non consideriamo

quindi le possibilità non compatibili con le proposizioni.

Dal momento che non ci rappresentiamo ciò che è falso, certe inferenze ci inducono a cadere in

inferenze illusorie.

fallacie sistematiche chiamate

Costruzione di modelli mentali con il condizionale:

o

Es. Edward ha collaborato la contessa ha collaborato.

Edward ha collaborato - -

- - La contessa ha collaborato

Edward ha collaborato La contessa ha collaborato

Ci rappresentiamo tutte queste situazioni, ma in forma iconica.

Capitolo 9 - Identità e altre relazioni

Identità: relazione che vale tra qualunque entità e se stessa.

Relazione: argomenti.

ha due È l’insieme di tutte le coppie di argomenti tra cui quella relazione

sussiste. Per compiere inferenze sulle relazioni dobbiamo analizzare la struttura interna delle

proposizioni delle premesse e mettere in relazione elementi di una proposizione con elementi

dell’altra, non vi è un numero massimo di argomenti tra cui una relazione può valere, ma più ve ne

relazionale)

sono e più è difficile comprenderla (complessità

Relazione transitiva

A è in relazione con B

B è in relazione con C

→ allora A è in relazione con C

intransitive

Esistono poi relazioni o altre che sono mute a riguardo.

ragionamento relazionale

Nel si deve inferire una nuova relazione dalle premesse.

Es. A è a destra di B

B è a destra di C

→ A è a destra di C

Però manca una terza premessa che chiarisca che “a destra di” è una relazione transitiva

postulato di significato) →

(assioma ma i sistemi che utilizzano i modelli mentali non hanno

secondo JL bisogno di assumo per catturare le proprietà logiche delle relazioni.

Inferenze sulle identità

Appartengono a due categorie: quelle che stabiliscono un’identità e quelle che stabiliscono una

solo una volta

non-identità. Ogni entità individuale è rappresentata in ogni modello.

Un modo per stabilire che due espressioni si riferiscono a due individui diversi è servirsi di una

relazione che non può valere tra un’identità e se stessa (es. a destra di)

decodificato in modo differente a seconda del tipo di modello

C B A può essere utilizzato.

Modello spaziale: A è a destra di B ecc.

• Modello della presenza: A, B e C esistono.

• Modello temporale: C viene prima di B ecc.

Le inferenze sono sensibili ai verbi e ai tempi verbali. (es. ha, sta facendo)

Inferenze pseudotransitive: si basano su relazioni né transitive né intransitive ma che originano

modelli di situazioni tipiche in cui viene a valere una conclusione transitiva.

Es. A è parente consanguineo di B

B è parente consanguineo di C

→ ??? pensare ad un

Questo tipo di inferenze possono essere inibite se si chiede ai partecipanti di

controesempio.

Solitamente ogni relazione a due elementi viene etichettata come transitiva o intransitiva o

transitività

nessuna delle due. La di una proposizione dipende dalla significano della

proposizione stessa e a volte quest’ultima dipende dal contesto. Per ragionare tramite modelli

mentali non ci servono postulati di significato consideriamo significato e premesse, contesto e

conoscenze pregresse e immaginiamo tutte le possibilità compatibilità. La transitività emerge

dalla costruzione di modelli mentali.

Capitolo 10 - Sillogismi e proprietà

quantificatori

Il termine indica una serie di espressioni che forniscono informazioni quantitative

sui referenti del nome a cui si collegano e, di conseguenza, sulla frase all’interno della quale quel

nome è inserito.

Quantificatori standard: es. ogni, alcuni.

• Quantificatori non standard: la maggior parte, più della metà.

• I quantificatori non standard sfuggono alle regole formali, richiedono una logica più potente.

insiemi identità non identità.

Quando ragioniamo su ragioniamo sulle e sulle

→ Possiamo inferire che certe entità appartengono o meno ad un insieme sulla base di

proprietà.

determinate Dal momento che le proprietà definiscono gli insiemi, se siamo in grado di

inferire gli elementi di un insieme possiamo ragionare sulle proprietà.

Esempio di modello mentale in cui ad ogni riga corrisponde un singolo individuo:

Artista Pittore Scultore

Artista Pittore Scultore La maggior parte degli

artisti sono scultori e

Artista Pittore Scultore pittori.

Artista

Artista Pittore Scultore

Artista Pittore Scultore Ogni artista è scultore e

pittore.

Artista Pittore Scultore

Pittore Scultore

Artista

Principio generale parsimonia:

Il nella costruzione di modelli mentali è la cerchiamo di

rappresentarci il minor numero possibile di individui.

Sillogismo: inferenza relativa a proprietà avente due premesse contenenti entrambe un

quantificatore (tutti, alcuni, nessuno).

Il termine presente in entrambe le premesse deve almeno in una di esse riferirsi ad un intero

• distribuito),

insieme (essere cioè

Il termine non può essere distribuito nella conclusione a meno che non sia distribuito nelle

• premesse. →

“alcuni”

Se entrambe le premesse contengono NVC, nessuna conclusione valida.

• affermative

Se entrambe le premesse sono la conclusione è affermativa.

Ipotesi dell’atmosfera: alcuni studi affermano che a volte, in determinate situazioni, non

ragioniamo affatto ma scegliamo una risposta sulla base dell’atmosfera delle premesse.

es. Se è presente “tutti” nelle premesse traiamo una conclusione con “tutti”.

Ma l’ipotesi dell’atmosfera non spiega i casi di NVC.

I sillogismi possono portare alla creazione di uno o più modelli mentali, si impiega meno tempo e

si commettono meno errori quando i modelli mentali sono pochi o ve ne è solo uno perché

abbiamo un’inclinazione naturale a ragionare sulla base di un solo modello.

differenze

Le tra individui nel risolvere i sillogismi sono spiegabili in termini di differenze di abilità

tra di essi (es. diversa capacità della memoria di lavoro) e differenze nella difficoltà dei sillogismi

stessi.

Es. Alcuni degli attori sono birrai:

Attore Birraio

Attore Birraio

Attore …

alcuni

→ almeno alcuni

in logica intende dire che possiedono la proprietà in questione, può

tutti.

quindi anche voler dire

Se all’esempio precedente aggiungiamo la premessa “tutti i birrai sono ciclisti” la nostra

rappresentazione mentale viene aggiornata come segue

Attore Birraio Ciclista

Attore Birraio Ciclista

Conclusione:

→ alcuni degli attori sono ciclisti.

Metodi per la risoluzione dei sillogismi - I diagrammi

I diagrammi risultano utili per risolvere i sillogismi perché ci permettono di ragionare sulle

proprietà.

Cerchi di Eulero (Leibniz): la premessa che tutti gli A sono B richiede la costruzione di due

• diagrammi distinti. Il diagramma di sinistra lascia aperta la possibilità che sebbene tutti gli a

siano B alcuni B non siano A. Quello a destra la esclude.

B A A B

L’uso de cerchi di Eulero comporta che le premesse siano rappresentate tramite diagrammi di

tutte le diverse possibilità. Solo che le persone solitamente si limitano a tracciare un solo

diagramma (differenza tra modelli completi e modelli mentali).

Diagramma di Venn: più evoluto. Un solo diagramma di Venn formato da tre cerchi è sufficiente

• a risolvere qualsiasi sillogismo. I ragionatori ingenui non li disegnano.

A B

C

RAGIONAMENTO INDUTTIVO

Capitolo 11 - Modulazione: verso l’induzione

Buona parte dei nostri ragionamenti sono induttivi, perciò fuori dalla portata della logica, perché

anche quando le premesse sono vere non vi è mai garantita della verità delle conclusioni essendo

l’induzione fallibile. conoscenze

L’induzione dipende dalle in nostro possesso. modula

→ La conoscenza del significato delle parole contenute nelle premesse l’interpretazione

logica di queste ultime (es. i connettivi). La modulazione è consentita dalla conoscenza della

significano delle premesse e dalle conoscenze generali in nostro possesso e permette di

aggiungere informazioni alle premesse portando al processo induttivo.

modelli completi,

La modulazione può inoltre aiutarci a sviluppare ossia tutte le possibilità e non

solo quelle vere, poiché le nostre conoscenze prevalgono sempre sul principio di verità.

Ci permette di tener conto di informazioni contenute nelle premesse che altrimenti

trascureremmo.

La maggior parte delle nostre inferenze sono induttive e la modulazione è il ponte che unisce

deduzione e induzione. È molto difficile evitare che le nostre conoscenze influenzino il

ragionamento.

Le nostre conoscenze modulano l’interpretazione dei quantificatori, bloccando una

possibilità o rendendola più saliente.

Esempi: → è possibile che lo siano tutti.

Alcuni X sono Y → sappiamo che non è possibile che tutti gli

Alcuni animali sono cani animali siano cani.

→ ogni: quindi anche se stessa. Ma non lo

La nonna odia ogni membro della famiglia inferiamo.

→ o

sappiamo che la disgiunzione deve

Pat è a Rio o in Norvegia essere esclusiva.

→ possono essere vere entrambe le cose.

Pat è a Rio o in Brasile

Perché rifiutare la logica come modello di ragionamento

Quando ragioniamo, diamo per scontato il significato delle parole, il loro contesto e le nostre

conoscenze di sfondo, assumiamo che vi sia uno sfondo condiviso di conoscenze e credenze.

→ Il processo di interpretazione non è mai puramente logico, non tiene conto solo di verità e

falsità come fa la logica ma opera con modelli di possibilità. Quindi per esempio i connettivi

possono avere molte interpretazioni differenti.

Capitolo 12 - Conoscenze e induzioni

Abduzione: processo induttivo che porta alla spiegazione di uno o più eventi. Induzione di una

spiegazione. Quando ci spieghiamo un’induzione per mezzo di un’abduzione tendiamo a dare più

credito all’induzione perché non abbiamo solo fatto una generalizzazione ma l’abbiamo spiegata,

e ciò può farci rivedere le nostre credenze. L’abduzione è un caso particolare di induzione, quelle

“pure” rendono possibile e sono alla base delle generalizzazioni.

Quando facciamo un’induzione vogliamo raggiungere conclusioni nuove e parsimoniose. I nostri

ragionamenti sono al servizio dei nostri scopi, e scopi diversi possono condurci a conclusioni

differenti. accresce

L’abduzione è un tipo di induzione, in quanto anch’essa l’informazione data.

distinguerle le abduzioni producono

Per bisogna guardare al prodotto finale, perché

spiegazioni.

spiegazione

Una è diversa da una descrizione: possiamo descrivere un evento senza

comprenderlo, ma non spiegarlo. La descrizione consiste nel simulare mentalmente un evento, la

spiegazione nella costruzione del modello mentale che ne è alla base.

Le induzioni possono riguardare un evento particolare o un’entità più generale. Possono essere

spiegazioni o descrizioni. Includono l’acquisizione di concetti ad hoc.

Assunto fondamentale: il ragionamento induttivo dipende dalle conoscenze. Una persona può

sfruttare ciò che ha appreso per fare induzioni su ciò che potrebbe accadere. Mano a mano che

incontriamo casi dello stesso tipo di entità saremo più propensi a inferire che tutti si comportano

→ omogeneità.

allo stesso modo Il problema è che in questo modo possiamo produrre

spurie.

generalizzazioni

Utilizziamo spesso l’induzione perché raramente abbiamo abbastanza informazioni per fare

deduzioni, abbiamo quindi bisogno di andare oltre.

Deduzione → la conclusione vale in tutte le possibilità compatibili con le premesse.

• Induzione → la conclusione vale sono in alcune possibilità compatibili con le premesse.

• proprietà

Quali degli oggetti autorizzano le inferenze induttive?

vincolati dalle nostre conoscenze:

Siamo quantità (disponibilità)

La maggior o minor di informazioni su un evento ci fa asserire che sia

• più probabile (es. disturbo ossessivo-compulsivo).

Somiglianza: cause simili hanno effetti simili.

• Regressione verso la media: es. le donne molto intelligenti tendono a sposare uomini meno

• intelligenti.

Capitolo 13 - L’abduzione

reciprocità

Vi è tra induzione e abduzione: le spiegazioni rafforzano la nostra fede nelle induzioni.

Abduzione: inferenza che genera qualunque sorta di spiegazione.

spiegazione

Una dovrebbe essere:

Veritiera

• Parsimoniosa

• Applicabile ad un gran numero di osservazioni

• cause

Le spiegazioni possono essere costruite a partire dalle nostre conoscenze generali sulle e

effetti,

sui loro e grazie alla nostra capacità di immaginare cause possibili: usiamo le nostre

conoscenze per recuperare o costruire spiegazioni causali.

cultura

Ogni ricorre a spiegazioni causali. Es. gli occidentali spiegano le azioni di una persona in

relazione alle sue intenzioni e abilità, gli asiatici in relazione al contesto sociale.

Parsimonia: →

la lunghezza ottimale di una spiegazione sembra essere una causa un effetto

Origine spiegazione causale: alcune sono immagazzinate nella memoria a lungo termine, altre

bisogna crearle (immaginazione). Qualche volta non riusciamo a trovare una spiegazione.

Una fonte di spiegazioni utilizzata dall’abduzione è l’analogia: quando troviamo un’analogia

trasferiamo alcuni elementi di un caso conosciuto al problema che cerchiamo di risolvere.

La capacità di trovare analogie cambia da persona a persona.

Es. Jerry muore al cinema mentre Tom era in treno. Si chiede ai partecipanti di spiegare la morte

di Jerry e le implicazioni di Tom in essa. Esiste un film che propone una situazione simile: i

partecipanti che l’avevano guardato formulavano l’ipotesi che Tom potesse aver dato a Jerry un

suggerimento ipnotico a pugnalarsi il film è stato fonte di analogia.

La maggior parte delle spiegazioni sembra essere basata su relazioni causali che applichiamo ad

altre situazioni per mezzo dell’analogia. vincolo alle induzioni:

Quando spieghiamo un evento poniamo un forte la spiegazione le riduce

producendo generalizzazioni in forza dell’osservazione di un solo evento.

Capitolo 14 - Probabilità

calcolo delle probabilità

Il è un’invenzione intellettuale non possediamo per via innata.

Ci permette di risolvere problemi di tipo probabilistico.

induzioni

Quando facciamo sulle probabilità usiamo le nostre conoscenze e spesso ricorriamo e

euristiche.

fondiamo i nostri giudizi su

Euristica della disponibilità (Kahneman e Tversky): se le nostre conoscenze rendono

• disponibile (facile da richiamare alla mente) una possibilità, tendiamo a giudicarla più probabile.

Euristica della rappresentatività: si tende ad attribuire caratteristiche simili a oggetti simili,

• spesso ignorando informazioni che dovrebbero far pensare il contrario.

deduzioni

Quando facciamo probabilistiche rappresentiamo le diverse possibilità per mezzo di

modelli mentali, e di norma non rappresentiamo ciò che è falso.

Principio di indifferenza: idea che possibilità alternative (modelli di possibilità) abbiamo uguali

equiprobabilità.

probabilità biases

La teoria dei modelli mentali è in grado di predire alcuni dei dovuti al fatto che ci

rappresentiamo solo ciò che è vero.

Es. In una scatola c’è almeno una biglia rossa, o altrimenti una biglia verde e una biglia blu, ma

non tutte e tre. Qual è la probabilità che ci siano una biglia rossa e una blu?

La falsità della congiunzione può realizzarsi in 3 modi:

- verde senza blu

- blu senza verde

- né verde né blu

Se ciascuna delle probabilità è equiprobabile, la soluzione è 1/4.

La risposta 0 ci viene suggerita da un’illusione.

Rossa Verde

Rossa

Rossa Blu

Verde Blu

Possiamo inferire la probabilità di un evento rappresentando ciascuna possibilità con un modello

distinto. Salvo diversa indicazione assumiamo che le possibilità siano equiprobabili, determiniamo

la probabilità calcolando quindi quanti siano i modelli mentali in cui la proposizione è vera.

Commettiamo errori perché non ci rappresentiamo ciò che è falso.

Probabilità condizionale: non ci dice nulla o quasi nulla dell’altra probabilità condizionale, a

meno che non disponiamo di informazioni aggiuntive.

Es. Phil ha due figli, uno è maschio. Qual è la probabilità che anche l’altro sia maschio?

→ Tendiamo a dire 1/2 perché intendiamo la domanda come se concernesse una probabilità

assoluta, ma in realtà è interpretabile con “dato che uno è maschio”.

1° figlio 2° figlio → Dal momento che questa

F F ipotesi è esclusa, la risposta

corretta è 1/3.

F M

M F

M M

Es. Chi è affetto dalla malattia di Pel-Ebstein risulta positivo al test 99 volte su 100,

Risultate positivi. Qual è la probabilità che siate affetti dalla malattia?

→ Se avete la malattia risultate positivi 99 volte su 100, ma ciò non implica la probabilità

condizionale inversa: se siete positivi allora avete la malattia 99 volte su 100.

Il medesimo problema con un contenuto diverso non produce la stessa illusione.

Invece nei casi come quello della malattia di Pel-Ebstein, non avendo conoscenze sull’oggetto del

problema, inferiamo una probabilità inversa.

Occorre pensare ad una possibilità alla volta.

Ha la malattia Test positivo 99

… 1

Dipendenza tra eventi: il grado di dipendenza è dato dalla probabilità condizionale che dato un

indipendenti

evento si verifichi l’altro. Due eventi sono se la probabilità di un evento è pari alla

sua probabilità condizionale, posto che l’altro evento si realizzi.

Come calcolare la probabile congiunzione di due eventi:

• indipendenti →

Se gli eventi sono moltiplicare la probabilità dei due eventi.

dipendenti →

Se gli eventi sono moltiplicare la probabilità di base di un evento per la

• probabilità condizionale che dato quell’evento si realizzi anche l’altro.

COSA CI RENDE RAZIONALI

Capitolo 15 - I controesempi

Controesempio: una possibilità che è coerente con le promesse ma è incoerente con la

anti-modello

conclusione, cioè è rappresentata da un modello delle premesse che è un della

conclusione. Un anti modello di una proposizione rappresenta una possibilità nella quale la

proposizione è falsa. Mostra che la conclusione è falsa in almeno una possibilità in cui sono vere

le premesse, perciò la conclusione non segue validamente dalle premesse.

razionalità

Uno dei fondamenti della umana è la capacità di comprendere la forza dei

controesempi.

Non è facile costruire controesempi, perché una volta costruita un’ipotesi tendiamo a confermarla

piuttosto che a cercare controesempi, pensare agli esempi falsi è più difficile

Principio di Verità.

Chiedere di valutare una conclusione piuttosto che trovarla può favorire un atteggiamento critico e

portare alla creazione di controesempi.

considerare la negazione di un enunciato

Un modo di costruire controesempi è e immaginare le

possibilità compatibili con essa. Per negare una proposizione occorre costruire una negazione

che la possa contraddire.

Es. →

Tutte le donne sono qui Non tutte le donne sono qui - NON “nessuna donna è qui”.

Studi sul ragionamento con i connettivi confermano l’uso dei controesempi.

Vi sono due tipi di inferenza invalida:

1. Casi in cui la conclusione è incoerente con le premesse, non vale quindi in nessuna delle

possibilità compatibili con le premesse.

2. Casi in cui la conclusione è coerente con le premesse ma non segue validamente da esse:

vale in almeno una possibilità coerente con le premesse ma non in tutte.

Esempi:

1. O Tizio è a Roma o Caio è a Milano, ma non entrambe le cose.

→ Quindi Tizio è a Roma e Caio è a Milano.

2. Tizio è a Roma o Caio è a Milano, o entrambe le cose.

→ Quindi Tizio è a Roma e Caio è a Milano.

In questo caso però la premessa genera 3 possibilità e la conclusione vale in una di esse, ma

non è un inferenza valida perché ha come antimodelli 2 possibilità compatibili con le

facilitare l’uso di controesempi.

premesse. Questo tipo di inferenze (Caso 2) dovrebbe

Le conclusioni incoerenti dovrebbero produrre un maggior numero di valutazioni corrette

rispetto a quelle coerenti ma invalide, i controesempi sono quindi utilizzati più spesso per

confutare conclusioni coerenti con le premesse.

Quando cerchiamo controesempi si attiva il polo frontale destro.

disposizione a trovare controesempi

La dipende da:

Abilità intellettiva

• →

Se la conclusione invalida è coerente con le premesse è impossibile respingere conclusioni

• coerenti con le premesse.

Esperienza

→ Quindi:

Conclusioni invalide coerenti con le premesse favoriscono la ricerca di controesempi.

• Conclusioni incoerenti con le premesse favoriscono la rilevazione di contraddizioni.

LO SVILUPPO DELLE CAPACITÀ DI RAGIONAMENTO

Capitolo 16 - Sullo sviluppo

Chomsky: se la semplice esposizione al linguaggio basta al bambino per apprenderlo, devono

• restrizioni innate

esservi delle che definiscono una “grammatica universale”. Grazie a queste

restrizioni apprendiamo anche i principi a fondamento del significato e della verità, questi

principi ci permettono di elaborare una rappresentazione dell’enunciato e di immaginare ciò che

è possibile in base alla significanza per valutare ciò che è vero e ciò che è falso.

Piaget: intende lo sviluppo intellettivo come sintesi tra geni ed esperienza. È una successione di

• regole formali

processi mentali che culmina intorno ai 12 anni con lo sviluppo di per le

proposizioni. Gli esperimenti pianetini sulla conservazione mostrano come i bambini verso i 5-6

reversibilità

anni non comprendano il concetto di (es. ritengono che ci sia più acqua in un

bicchiere che magari è semplicemente più stretto), non si rendono conto che la quantità e la

materia rimangono immutate se sottoposte a certe operazioni.

≠ In realtà molte delle capacità descritte da Piaget vengono acquisite più precocemente: a 8

anni i bambini sembrerebbero possedere già una permanenza dell’oggetto, e i bambini sono in

grado di fare deduzioni anche prima degli 11 anni.

Teoria dei Modelli Mentali: si focalizza su

• Cosa →

- si sviluppa il ragionamento come capacità di costruire modelli mentali, di formulare

conclusioni nuove e parsimoniose sulla base di questi e di comprendere la forza dei

controesempi.

Come →

- si sviluppa in relazione a capacità innate del bambino, alla sua acquisizione di

conoscenze sul linguaggio e sul mondo e all’incremento della potenza computazionale del suo

pensiero.

I bambini comprendono la permanenza dell’oggetto, perché gli eventi insoliti attirano la loro

attenzione più a lungo.

primo anno fisica ingenua:

Nel corso del di vita il pensiero del bambino è governato da una

sanno che per esempio oggetti solidi non passano attraverso un buco più piccolo di loro e non

possono restare sospesi, e una violazione di questi principi determina tempi di fissazione

prolungati. Vi è perciò una disposizione innata a costruire una fisica ingenua e una capacità innata

a immaginare possibilità.

Halberda due anni

suggerisce che a i bambini siano già in grado di compiere inferenze

disgiuntive anche se nessuno lo insegna loro. I bambini possono fare semplici induzioni prima

ancora di acquisire il linguaggio.

Credenze: la capacità di comprendere credenze sulle credenze richiede tempo per svilupparsi.

tre anni egocentrico:

A il pensiero è al bambino sfugge la differenza tra quel che sanno loro e

quel che sanno gli altri. Un anno dopo sanno dare la risposta giusta ma non padroneggiano

credenze di secondo ordine:

comunque le le credenze di un individuo su quelle di un altro.

7 anni

Capacità che si sviluppa verso i e dipende dalla capacità di attribuire stati mentali ad altri

individui e dalla potenza computazionale del pensiero, perché una capacità insufficiente della

memoria di lavoro non ci permette di tenere a mente tutte le informazioni necessarie a

comprendere le credenze sulle credenze.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia criminologica e forense
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maestrini.1546762 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del ragionamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Bucciarelli Monica.

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