Estratto del documento

Riassunto esame psicologia del comportamento economico e dei consumi

La vita di Taylor

La famiglia e gli anni della sua formazione

Taylor nasce il 20 marzo 1856 a Philadelphia. A quei tempi, Philadelphia era:

  • La principale metropoli industriale del paese negli anni '70;
  • La principale area di produzione di macchine e utensili meccanici per il lavoro in fabbrica;
  • Sede di istituti letterali e artistici;
  • Culla del pensiero razionalista e scientifico;
  • Interessata alla politica economica e alle nuove applicazioni scientifiche.

Taylor proviene da una famiglia ricca e molto nota in città, esponente dell'aristocrazia quacchera. Frederick è il secondo di tre figli. Suo padre abbandona la professione di avvocato, per dedicarsi agli studi storici e letterari e alla vita culturale di Philadelphia. La madre, figlia di un ricco mercante, è dotata di notevole intelligenza, sostenitrice dei diritti delle donne e attiva aderente alla fazione estremista contraria alla schiavitù. I Taylor appartengono dunque a quella borghesia improduttiva che, grazie a rendite di posizione acquisite, poteva dedicarsi ad attività filantropiche e culturali. I figli vengono educati al lavoro, all’obbedienza e alla disciplina, seguendo gli ideali del puritanesimo e del quaccherismo. Nel 1869 la famiglia intraprende un viaggio di tre anni in Europa, per permettere ai figli un contatto diretto con l’ambiente culturale prediletto dai genitori. In verità, l’educazione proposta dai genitori non appassiona molto Taylor, in quanto si discosta dai suoi interessi prevalentemente pratico-applicativi: per lui la cultura consiste nell’applicazione della scienza e dei suoi principi al servizio della produzione e nella convinzione che da questo possa derivare il progresso della società e della nazione. Sin dalla giovane età, due sono le principali passioni di Taylor: lo sport e le invenzioni meccaniche.

Dal 1872 fino al 1874 frequenta la Phillips Exeter Academy, un esclusivo istituto superiore, per prepararsi all’ammissione all’università di Harvard (il progetto dei genitori è quello di far diventare il figlio un avvocato). In questi anni, gravi problemi alla vista lo costringono a rinunciare ad Harvard nonostante avesse superato gli esami di ammissione. Nel 1880 riprende gli studi alla Stevens Institute of Technology dove si laurea. In questo periodo copre il ruolo di apprendista di macchina e costruttore di modelli presso una fabbrica di pompe. Durante questa esperienza attribuisce la massima importanza alla gestione dei problemi del carattere. Il suo lavoro in officina gli ha permesso di sviluppare alcune prime idee circa il comportamento da tenere durante il lavoro.

Il decennio passato alla Midvale Steel Company 1878-1889

Nell’autunno del 1878 Taylor inizia a lavorare alla Midvale Steel Company, azienda costituita nel 1867 come impresa locale produttrice di acciaio. Inizialmente Taylor lavora come operaio, impiegato e addetto ai macchinari; lo sviluppo economico della Midvale, fa sì che in breve tempo diventi sotto-caporeparto nell’officina, ottenendo così la sua prima posizione dirigenziale. Svolgendo questo ruolo affronta i primi contrasti con i lavoratori dell’industria, soprattutto in seguito alla richiesta di un aumento della produttività giornaliera. Successivamente diventa caposquadra, poi sovrintendente e primo meccanico e infine, nel 1884, ingegnere capo deputato alla manutenzione e allo sviluppo dei macchinari.

Nei confronti della manodopera Taylor adotta un comportamento caratterizzato dall’autoritarismo, prediligendo nello stesso tempo un atteggiamento amichevole e cordiale con gli operai. Questo atteggiamento è finalizzato a ottenere consenso e disponibilità per l’applicazione e la generalizzazione dei suoi progetti di sviluppo dello Scientific Management. È interessato inoltre a capire il modo migliore per eliminare la “disaffezione al lavoro” dei lavoratori, causa principale del “sottolavoro” (lavoro debitamente pigro), e comincia a raccogliere informazioni e dati sui metodi più efficaci e veloci per svolgere determinate mansioni. Durante la permanenza alla Midvale, non solo migliora i macchinari e i sistemi di produzione dell’azienda, ma crea un nuovo modo di lavorare in fabbrica che gli permette di ottenere un’ottima reputazione. Nel 1889, all’età di trentatré anni, un cambiamento nella dirigenza porta alla conclusione della sua esperienza.

Il periodo di riflessione (1889-1899)

Il decennio successivo all’esperienza alla Midvale è uno dei più difficili della vita di Taylor. Tuttavia, sono anni importanti per la definizione e per l’iniziale diffusione dello Scientific Management. Nel 1890 viene assunto come direttore generale presso la Manufacturing Investment Company, azienda produttrice di carta e pasta di legno. Questo spostamento rappresenta un passo importante per la sua carriera, poiché gli consente di assumere responsabilità e ruoli che non avrebbe probabilmente ottenuto alla Midvale. Nel suo periodo di permanenza in azienda, Taylor si dedica totalmente all’incremento della produttività, ma in realtà le innovazioni che apporta producono miglioramenti solo marginali nelle prestazioni. Taylor è in contrasto in particolare con i propri azionisti, finanzieri che intervengono pesantemente nelle scelte operative dell’azienda. Questi gli rimproverano di privilegiare soltanto i fattori produttivi. La sua precedente indifferenza nei confronti del mercato e della finanza, si trasforma in questi anni in disprezzo, tanto da portarlo a distinguere nettamente le funzioni produttive da quelle finanziarie. Taylor diventa dunque sempre più critico verso il mondo della finanza, convincendosi tuttavia della necessità di una maggiore conoscenza da parte sua delle procedure sistematiche di contabilità. Inizia allora un intenso periodo di formazione alla contabilità e alla gestione dei bilanci.

L’attività di consulente alla Bethlehem

Nel 1893 Taylor lascia la Manufacturing a causa dei contrasti con i propri azionisti, ed intraprende la libera professione come consulente. Sa che per avere successo nella consulenza è necessario farsi conoscere e apprezzare dal sistema della committenza, perciò inizia a frequentare attivamente l’ASME (associazione americana degli ingegneri meccanici), partecipando ai convegni e contribuendo con la propria esperienza attraverso due relazioni: Notes on Belting del 1893 e A Piece Rate System: A Step Toward Partial Solution of Labor Problems del 1895. Il tempo libero a sua disposizione gli permette di riprendere gli esperimenti sul taglio dei metalli e di preparare pubblicazioni sui sistemi di trasmissione a cinghia e sul cottimo differenziale.

Il primo lavoro di consulenza lo porta, tra il 1893 e il 1894, a realizzare alcuni interventi alla Simonds Manufacturing Company nel Massachusets. Nel 1894 ritorna con la moglie a Philadelphia e inizia a lavorare presso la William Cramp and Sons, la più grande impresa americana di costruzioni navali. Nel 1895 si dedica alla scrittura di A Piece Rate System, un’iniziale ma precisa descrizione dello Scientific Management. Alla fine dello stesso anno lavora alla Northern Electric Manufacturing Company, dove si occupa della riorganizzazione dei metodi contabili; nel 1896 lavora presso la Johnson Company, che lo chiama per riorganizzare i suoi impianti.

Nel maggio del 1898 inizia a lavorare alla Bethlehem Steel Company, una delle più grandi acciaierie del mondo. Il periodo di permanenza alla Bethlehem che terminerà nel 1901, è un periodo particolarmente intenso, soprattutto per la diffusione dello Scientific Management. Le attività svolte in fabbrica sono molteplici:

  • Riorganizza secondo i metodi scientifici il reparto macchine numero 2. Gli interventi che propone sono guidati dalla convinzione che la riorganizzazione debba iniziare dal miglioramento delle tecnologie per poi estendersi alla gestione dei lavoratori, operai specializzati e comuni. Il reparto macchine numero 2 diventa l’officina più moderna al mondo;
  • Inventa un nuovo regolo calcolatore;
  • Brevetta l’acciaio per utensili ad alta velocità, venduto alla Bethlehem per 50.000 dollari;
  • Istituisce la figura del caporeparto funzionale;
  • Riorganizza le aree di deposito delle attrezzature e del sistema di magazzino;
  • Introduce una forma di pianificazione della produzione;
  • Attua il suo sistema di contabilità.

Nonostante gli ottimi risultati, l’impianto non riceve grande attenzione da parte della dirigenza. Nel 1901 viene licenziato, insieme ai suoi collaboratori. Con l’abbandono della Bethlehem, Taylor lascia anche la carriera da consulente.

La promozione dello Scientific Management

Il “ritiro” di Taylor è stato possibile grazie all’ingente patrimonio accumulato a partire dagli anni ’90. Dal 1901 si trasforma in investitore attivo, iniziando a giocare in borsa e acquistando svariate azioni. Al centro del suo interesse vi è ancora il processo produttivo dell’industria. Sempre nel 1901 torna definitivamente a Philadelphia con la moglie, con la speranza che le sue condizioni di salute migliorino (soffriva di crisi depressive) e adotta tre bambini. I grandi passatempi di questi anni sono il golf e il giardinaggio. Nel 1905 viene nominato presidente dell’ASME. I suoi studi sul taglio dei metalli sono stati riassunti in un resoconto intitolato On the Art of Cutting Metals (1906). Il suo grande interesse continua ad essere la promozione dello Scientific Management. Per far conoscere la portata e la potenzialità del suo sistema, inizia la stesura di un testo di sintesi delle sue idee; il testo, intitolato Shop Management, è principalmente una descrizione delle idee e delle riflessioni maturate tra il 1901 e il 1902. L’opera di diffusione dello Scientific Management è condotta anche attraverso l’attività dei suoi allievi presso diverse importanti aziende. Dopo il 1910 il gruppo continua ad allargarsi, arricchendosi di scienziati, ingegneri e professori. Tra l’inizio del secolo e l’anno della sua morte nel 1915, l’équipe riesce a introdurre lo Scientific Management in 200 aziende; in 69 casi la riorganizzazione avrà successo.

Le riforme sociali

A partire dal 1910, pur senza modificare i suoi interessi e le sue idee, inizia a rivolgersi a un pubblico sempre più vasto, facendosi portavoce di istanze politiche più precise e della possibilità di miglioramento della vita economica e sociale grazie all’organizzazione razionale alla conoscenza tecnica. Il punto di svolta è rappresentato dai contatti che Taylor ha con il movimento progressista. Grazie ai suoi principi di organizzazione sistematica del lavoro contro gli sprechi e le inefficienze e grazie all’attenzione rivolta alla figura dell’esperto, Taylor viene considerato portatore di un importante messaggio riformista. Il suo massimo obiettivo è quello di eliminare, attraverso l’applicazione dello Scientific Management, il visibile disordine e i problemi del sistema tradizionale di fabbrica.

Nel 1911 Taylor pubblica The Principles of Scientific Management. Il libro ottiene un grande successo, accrescendo così la già notevole fama. I progressisti trasformano lo scritto in un vero e proprio manifesto riformista. La conoscenza scientifica orientata verso precisi obiettivi e il lavoro di esperti politicamente neutrali potevano, secondo loro, permettere l’eliminazione degli sprechi che avvenivano nella fabbrica così come nella grande azienda, negli uffici governativi e nella scuola. Con le sue critiche al disordine della società contemporanea e il suo caloroso sostegno alla meritocrazia e alla professionalità, Taylor si colloca sul piano dei principali sostenitori del primato tecnologico, economico e civile statunitense.

Le condizioni in famiglia non sono delle migliori in questo periodo: il padre muore nel 1910 e le condizioni di salute della moglie continuano a peggiorare. Naturalmente, la malattia della moglie ha notevoli conseguenze sul comportamento di Taylor negli anni tra il 1911 e il 1915. Per tale ragione tiene sempre più raramente le lezioni introduttive allo Scientific Management agli industriali che desiderano applicarlo nelle loro fabbriche, si dedica sempre meno agli scritti e alle conferenze e diminuisce i suoi contatti con gli allievi. Nel periodo del 1914-1915 il Congresso decide di vietare lo studio dei tempi nelle aziende e la moglie peggiora fortemente. Anche la sua salute peggiora: il 21 marzo 1915 Taylor morì di polmonite.

La morte di Taylor

La morte di Taylor produce effetti abbastanza limitati sull’applicazione e sulla diffusione dello Scientific Management. Il periodo successivo alla sua morte ha importanti conseguenze soprattutto sull’interpretazione del suo lavoro e dei suoi contributi. I suoi più importanti allievi creano un’organizzazione di parenti e colleghi, i Frederick W. Taylor Cooperators, il cui compito consiste nel dirigere le azioni degli allievi negli anni successivi. Essi decidono di realizzare una biografia di Taylor, in modo da poter disporre di un valido mezzo per difenderne le idee e la reputazione. Una delle maggiori preoccupazioni di alcuni di loro era la salvaguardia degli interessi economici che le applicazioni del suo metodo consentono di realizzare attraverso le ricche commesse aziendali. La stesura della biografia è affidata a uno scrittore esterno al gruppo, al quale viene richiesto di scrivere la vita di Taylor in modo tale da “attirare l’interesse di una più vasta categoria di lettori per diffondere maggiormente i principi dello Scientific Management”. Lo scrittore è così costretto a eliminare qualsiasi accenno ai sindacati, al rapporto con i lavoratori, alle critiche ricevute e ai dettagli della vita privata. La biografia viene pubblicata nel 1923 con il titolo Frederic W. Taylor, Father of Scientific Management. Essa diventa la fonte più autorevole per la conoscenza della sua vita.

Paradossalmente il libro non si rivela affatto utile agli scopi previsti: al tempo della sua pubblicazione le tensioni degli ultimi anni della vita di Taylor si sono ridotte e i più attivi rappresentanti del movimento progressista hanno perso gran parte del loro pubblico; i sindacati stessi hanno ormai ammorbidito le loro posizioni. In ultima analisi, la biografia si rivela un’operazione pressoché inutile.

In che contesto nasce lo Scientific Management?

Nella seconda metà dell’Ottocento il sistema produttivo statunitense subisce importanti trasformazioni. La natura del cambiamento è radicale e raffigurabile come la nascita dell’impresa moderna, caratterizzata dal passaggio da un’economia agricola a una produzione industriale di massa. Il cambiamento nel mondo della produzione è reso possibile da quattro macro-fattori:

  • Diminuzione dei costi e aumento della velocità del sistema infrastrutturale, come telegrafo, telefono e ferrovie;
  • Progresso tecnico e scientifico, influenzato da positivismo e darwinismo, nonché dallo sviluppo del settore elettrico e chimico;
  • Espansione del mercato e crescita della domanda mondiale, con commercio del cotone, specializzazione del settore finanziario e nuove forme di vendita;
  • Aumento demografico, facilitato dall’immigrazione.

Le condizioni istituzionali e politiche possono essere considerate fattori sostanzialmente favorevoli per l’accompagnamento dello sviluppo impetuoso di un capitalismo articolato e complesso. La presenza di una democrazia federale ha permesso un progressivo equilibrio tra poteri e istanze sociali diverse, consentendo loro di esprimersi liberamente.

La fine dell’epoca del progresso

Positivismo e darwinismo sono le correnti di pensiero che influenzano profondamente la cultura tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento in America. Essi non influenzano solo le élite culturali, ma pervadono e testimoniano il nuovo senso comune. Queste due costellazioni di saperi, insieme alle concezioni dell’economia classica di Adam Smith, alimentano le dinamiche sociali ed economiche e rappresentano per Taylor un implicito e costante punto di riferimento. La fiducia nel progresso, sostenuta dalle importanti scoperte scientifiche dell’Ottocento, opera un profondo cambiamento nella concezione della realtà; il sapere acquista un carattere sempre più operativo e tecnologico, sostenuto da un culto del pensiero scientifico e tecnico.

Il positivismo e il darwinismo sociale

Nato in Europa nella prima metà dell’Ottocento, il Positivismo esalta la scienza e il suo metodo, pone una grande fiducia nelle forze dell’uomo, nella ragione come strumento di progresso al servizio dell’essere umano e della “pubblica felicità” e nelle potenzialità della tecnica. La nascita e la definizione del Positivismo vengono attribuite a Comte, il padre della sociologia. Dalla tradizione illuminista assume alcuni elementi fondamentali quali i dati empirici alla base di ogni conoscenza, una concezione laica della cultura, la fede nella razionalità scientifica e l’utilizzo del sapere al fine di migliorare le condizioni dell’umanità. La scienza non deve essere considerata fine a sé stessa, ma connessa a qualcosa che rimandi alla morale, alla religione e alla politica. La cultura positivista è fortemente incentrata sull’idea di progresso: si parla di fede nel progresso e di una ricerca della legge del progresso. Questa fede poggia su tre convinzioni:

  • Nella storia è presente una legge che tende alla perfezione e alla felicità del genere umano.
  • Questo processo di perfezionamento viene generalmente identificato con lo sviluppo e con la crescita del sapere scientifico e della tecnica.
  • Scienza e tecnica sono le principali fonti del progresso politico e di quello morale e costituiscono la conferma dello sviluppo.

La scienza rappresenta una salvezza: è vista come apportatrice di salute, benessere, felicità e armonia.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eleonor23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del Comportamento Economico e dei Consumi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Zuffo Riccardo.
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