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Cittadinanze nazionali e appartenenze culturali

Introduzione

La dimensione della cittadinanza è fondamentale per comprendere le dinamiche di inclusione e esclusione che riguardano le persone nella loro quotidianità. Nella pratica, il cittadino dispone di opportunità e vantaggi che il non-cittadino non ha.

La costruzione dell'identità si sviluppa non solo attraverso relazioni di prossimità, ma anche relazioni virtuali. Le rappresentazioni che gli individui hanno di sé, degli altri, del contesto in cui sono inseriti fanno parte della cittadinanza come aspetto sociale di tale rappresentazione. Questo consente che siano poste le basi per il riconoscimento e l'accettazione reciproci.

Nella nostra società, insicurezza e paura dell'altro caratterizzano il modo in cui ci relazioniamo con il prossimo. I rapporti sociali si basano sulla diffidenza e non sulla fiducia. La scelta è tra:

  • Una concezione di cittadinanza fondata sulla condivisione dei diritti e dei doveri; l'individuo ottiene riconoscimento in quanto essere umano.
  • Una concezione di cittadinanza in cui prevale il riferimento a valori culturali e religiosi comuni; l'individuo ottiene riconoscimento in quanto appartenente a un gruppo specifico.

Le radici del concetto di cittadinanza risalgono all'antica Grecia, utilizzato per definire un membro legittimo della comunità. Da lì è rimasto una caratteristica distintiva della civiltà occidentale, e dalle sue basi ha avuto origine il sistema di governo democratico.

Definizione e aspetti storici

Il termine cittadinanza si riferisce a un insieme di regole, valori e pratiche che stabiliscono e disciplinano i rapporti tra soggetti che appartengono a gruppi sociali differenti. Si tratta di uno status, da cui derivano diritti e doveri dell'individuo, e di un'appartenenza: essere cittadino significa appartenere a un'entità politica ben definita, evolutasi storicamente, distinguibile da entità analoghe.

La cittadinanza è una forma di identità collettiva, caratterizzata dalla condivisione di tratti linguistici, culturali, religiosi ed etnici ben definiti. È un concetto sociale e politico, non astratto. Il cittadino non è tale per diritto naturale, ma per le regole della collettività, che creano questo individuo sociale che ha il diritto di partecipare alla vita della cosa pubblica.

Aristotele sosteneva che non è la natura a creare il cittadino, ma la città e le regole che essa stabilisce. Soltanto alcuni individui possiedono le virtù necessarie per essere cittadini e possono praticare la cittadinanza – chi non le ha deve essere escluso dai cittadini, un'esclusione razionale perché connessa all'assenza dei requisiti essenziali per l'esercizio della cittadinanza.

Il contrasto tra dimensione sociale e naturalistica è ancora presente oggi: è rintracciabile nei conflitti relativi all'ammissione di specifiche categorie di persone all'esercizio dei pieni diritti derivanti dalla cittadinanza, e in quelle forme legislative che regolano la concessione della cittadinanza stessa.

Inclusione ed esclusione

Un ulteriore elemento che caratterizza la cittadinanza nelle società occidentali è il consenso e la partecipazione attivi: esiste uno scarto tra questa forma di vita democratica e l'assegnazione della cittadinanza sulla base di regole di appartenenza di carattere passivo (la nascita in un territorio, l'appartenenza a un gruppo etnico – per esempio, in Italia come requisito per accedere allo status di cittadino si favorisce la discendenza etnica piuttosto che la condivisione di lingua e valori).

Un altro aspetto è la dimensione esclusiva della cittadinanza, che è strumento sia di inclusione che di esclusione: l'attribuzione di diritti ad alcuni gruppi sociali si accompagna alla negazione degli stessi ad altre categorie, per la loro condizione di non-appartenenza. Inclusione ed esclusione sono una possibile conseguenza dei processi cognitivi che presiedono alla costruzione della realtà sociale.

Il contesto sociale in cui le persone sono inserite è soggettivamente costruito a partire dalle categorie che le persone usano per interpretare la realtà sociale. Le azioni reciproche degli individui vanno comprese all'interno del contesto in cui sono inserite – ed è in esso che il conflitto intergruppi assume il suo significato: rispetto alla questione della cittadinanza, il conflitto può esprimersi nei rapporti che le società intrattengono con gli outsider (immigrati, richiedenti asilo, ecc., sotto forma ad esempio di discussioni relative all'estensione dei diritti di cittadinanza agli stranieri) o nella messa in discussione dei diritti di cittadinanza degli stessi insider (ad esempio, nel caso del riconoscimento di alcuni diritti sociali agli omosessuali).

Cittadinanza come identità sociale

La cittadinanza è una forma peculiare di identità sociale, che gioca un ruolo fondamentale nel favorire il senso di appartenenza degli individui alla collettività e nel sostenere la responsabilità sociale e l'attenzione per la comunità. Tuttavia, può anche favorire meccanismi di esclusione in cui lo straniero, l'altro, è tenuto ai margini dell'ingroup dei cittadini. Ma è anche un luogo in cui gli individui possono incontrarsi e costruire relazioni, impegnandosi a interagire con chi non appartiene al proprio universo culturale e sociale (dimensione attiva della cittadinanza).

Cittadinanza e appartenenze culturali

La cittadinanza è un concetto complesso, con diverse dimensioni, in evoluzione, con conseguenze sulla vita politica e sociale delle persone. Coinvolge l'identità politica e giuridica delle persone, definisce l'insieme dei diritti e dei doveri e le modalità di partecipazione politica alla vita della comunità. Definisce chi appartiene a una comunità e chi ne è escluso – la definizione di chi ha i requisiti per essere ammesso tra i cittadini nelle società odierne è connesso a questioni quali la gestione della diversità, l'integrazione sociale tra individui di culture differenti e le relazioni intergruppo.

Il significato di cittadinanza nasce con la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino (1789) che sancisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte allo stato. Tutti i cittadini sono uguali perché soggetti di diritti, e in quanto membri della nazione ne detengono la sovranità, una visione che implica un impegno da parte dei cittadini nella vita politica.

Attualmente la cittadinanza indica l'appartenenza di un individuo a uno Stato, l'acquisizione o la perdita dello status di cittadino secondo le regole che ne definiscono l'appartenenza.

Accezioni della cittadinanza

Due principali accezioni della cittadinanza, nell'ambito teorico-politico e giuridico:

  • La cittadinanza coincide con lo status sociale del cittadino e riguarda l'insieme delle condizioni (politiche, economiche, culturali) garantite a chi appartiene a pieno a un gruppo sociale.
  • La cittadinanza coincide con lo status normativo del cittadino, in base al quale un soggetto viene ascritto all'ordinamento giuridico di uno stato, sulla base delle sue connessioni territoriali, legami di parentela o per sua libera scelta.

Zincone identifica tre accezioni del termine cittadinanza:

  • Sociologica: essa coincide con l'insieme dei diritti garantiti al cittadino entro un sistema politico.
  • Giuridica: riferita all'appartenenza dell'individuo a una comunità, sottoposta a un potere sovrano.
  • Filosofico-politica: cittadinanza connessa all'ambito delle attività civili.

Ignatieff contrappone un modello di cittadinanza attiva a un modello di cittadinanza passiva: entrambi farebbero riferimento a concezioni politiche opposte rispetto al comportamento che l'individuo dovrebbe tenere nella società:

  • Passiva: liberale, che rimanda a un'idea di società come associazione di individui in competizione. La cittadinanza è uno status acquisitivo, definito dai diritti soggettivi che consentono agli individui di perseguire i propri interessi privati.
  • Attiva: repubblicana, che promuove un'idea partecipativa della libertà, intende la società come polis. La cittadinanza è l'agire politico in vista del bene condiviso dai membri della comunità.

Visione comunitaria

La concezione repubblicana tenta di incorporare la nozione liberale dell'interesse individuale in una cornice comunitaria, che pone l'enfasi sull'uguaglianza tra gli individui e sul sentimento di appartenenza alla comunità. Visione comunitaria: cittadinanza come pratica, che nasce dal senso di appartenenza alla comunità e dall'aspirazione ad agire insieme per conseguire un bene comune. L'identità individuale si costruisce attraverso le relazioni con gli altri cittadini, e ciò porta alla creazione di un senso di identità di gruppo.

Anche per il pensiero repubblicano la cittadinanza è una pratica. Ma le società contemporanee sono più complesse e più diverse, cittadinanza come identità civica, di livello sovraordinato, che prende forma dalla condivisione di una cultura pubblica e di una appartenenza a uno Stato, e ha la funzione di unire i cittadini superando le specifiche identità di membri di gruppi diversi (etnici, religiosi, ecc).

Elementi comuni

Elementi comuni alle diverse definizioni: la cittadinanza implica la conoscenza e la messa in atto dell'insieme di norme, leggi e accordi comuni che definiscono una comunità e il condividere con altri un sistema culturale di riferimento comune, riconoscendosi come parte di esso.

Cittadinanza come strumento per coltivare un senso di comunità e un obiettivo condiviso, dovrebbe essere uno spazio in cui superare le differenze e adoperarsi per il bene comune. La mancanza di attenzione verso il bene collettivo può minare la tenuta delle democrazie contemporanee.

Kymlicka: la salute e la stabilità di una democrazia dipendono dalla qualità e dagli atteggiamenti dei suoi cittadini, ad esempio: il senso di identità, la capacità di tollerare e lavorare con altre persone diverse da loro, la volontà di esercitare autocontrollo e dimostrarsi responsabili in relazione a salute e ambiente, il senso di giustizia e l'impegno per una distribuzione equa delle risorse.

La cittadinanza svolge una funzione integrativa, anche sul piano giuridico, dove si esprime come uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, una dimensione egualitaria che riguarda gli obblighi, i vantaggi, i doveri e i diritti che contraddistinguono la condizione dei soggetti. Cittadinanza permette di definire la relazione tra un individuo e l'ordine politico-giuridico in cui egli è inserito.

Marshall e i diritti della cittadinanza

Marshall definisce la cittadinanza come lo status di chi appartiene a una comunità, ma non come corredo di attributi, diritti e doveri che si hanno o no, ma come processo. Tre tipi di diritti nello sviluppo della cittadinanza:

  • Civili: i diritti degli individui nella sfera giuridica – libertà di parola, fede.
  • Politici: diritti nella sfera politica – diritto di voto e accesso a incarichi pubblici.
  • Sociali: gamma che va dal minimo benessere e sicurezza economica, al diritto di partecipare in pieno al retaggio sociale e vivere come persona civile secondo i canoni della società.

Cittadinanza come processo, a partire dall'acquisizione dei diritti civili per arrivare a quelli politici e infine quelli sociali. La cittadinanza si costruisce per gradi: il riconoscimento di una appartenenza comune poggia su condizioni minime di uguaglianza, quali preesistenti tratti comuni che rendano possibile distinguere chi sta dentro da chi sta fuori dal gruppo. Da lì, l'estensione degli altri diritti a quanti si possono riconoscere come appartenenti al gruppo dei cittadini.

Cittadinanza si riferisce a un soggetto attivo, che insieme ad altri costruisce storie, norme e valori condivisi, che contribuiscono a sviluppare un'identità che pone l'individuo in un contesto definito. La cittadinanza sottende i legami tra gli individui, l'identità, le relazioni intergruppi, ed è in relazione con il concetto di alterità (per la maggiore eterogeneità e complessità delle società contemporanee).

L'altro è l'antitesi del cittadino. La cittadinanza è importante per favorire il senso di appartenenza degli individui alla collettività e nel promuovere la responsabilità sociale.

Ambiguità e contrapposizioni nella cittadinanza

La cittadinanza presenta ambiguità e contrapposizioni:

  • Cittadinanza come elemento di inclusione ed uguaglianza i confini che definiscono l'ingroup sviluppano un senso di appartenenza alla comunità e un senso di lealtà verso le istituzioni.
  • Cittadinanza come elemento di esclusione: questi stessi confini permettono di distinguere tra chi fa parte dei cittadini (insiders) e chi non ne fa parte (outsiders).

Relazioni tra gruppi sociali

Due concezioni delle relazioni tra gruppi sociali:

  • Particolarismo: tendenza a sottolineare le differenze tra i gruppi, piuttosto che gli aspetti che li accomunano. L'idea è che i vari gruppi umani differiscano tra loro su elementi che riguardano l'essenza delle caratteristiche umane (facoltà razionali, attitudini, tratti comportamentali).
  • Universalismo: idea che la natura umana sia unica, gli esseri umani siano uguali, nel distinguersi dal mondo naturale e nel possedere le stesse doti intellettive, e debbano godere di pari dignità.

A una lettura superficiale, il particolarismo rinvia a una propensione ad escludere l'altro, mentre l'universalismo si associa al rispetto del diverso da sé, all'egualitarismo. Tuttavia,

  • Particolarismo: la qualità umana si esprime in modalità differenti, di pari dignità; è impossibile costruire una gerarchia, inammissibile ogni tentativo di civilizzazione di un gruppo su un altro.
  • Universalismo: la tensione egualitaria implica un ideale di omogeneità, in conflitto con la tolleranza e la valorizzazione del diverso – interpretabile come deviazione da un modello ideale di essere umano. Una società può sentirsi legittimata a diffondere tale ideale tra le popolazioni che ne sono lontane, in una missione di incivilimento dei barbari che ha giustificato nel tempo il razzismo, le imprese coloniali e, più di recente, l'esportazione della democrazia.

Dal particolarismo al fondamentalismo culturale, che afferma che le culture sono incomparabili tra loro, i rapporti tra individui di culture diverse sono solo conflittuali, la xenofobia è propria della natura umana, fino a sostenere di dover evitare la contaminazione tra culture diverse.

A seconda di dove si pone uno Stato su questa dicotomia, consegue una diversa formulazione delle regole che stabiliscono i criteri di accesso alla cittadinanza. Particolarismo conduce a criteri restrittivi, spesso fondati sul diritto di discendenza; Universalismo conduce a criteri che enfatizzano la condivisione di tradizioni e valori che si producono attraverso la convivenza.

Cittadinanza attiva vs passiva

Un'altra dicotomia riguarda la concezione attiva vs passiva della cittadinanza, che si riferisce al tema dei diritti e dei doveri del cittadino, pilastri del contratto sociale tra individuo e Stato, che definiscono il ruolo e i limiti delle azioni di questi due soggetti sociali. A complicare la questione, i fenomeni di migrazione internazionale, che hanno precise implicazioni per la questione dell'inclusione sociale.

Castles sottolinea che anche se una società garantisce formalmente a tutti i soggetti l'uguaglianza giuridica nell'accesso ai diritti, questo non comporta né la possibilità di un effettivo godimento di tali diritti, né che si verifichino automaticamente le condizioni di uguaglianza sociale. Tuttavia, il godimento dei diritti di cittadinanza (ovvero l'uguaglianza giuridica) è una condizione necessaria per il raggiungimento di una effettiva uguaglianza sociale secondo la teoria del riconoscimento di Honneth.

Riconoscimento giuridico e sociale

Possiamo distinguere nelle società moderne due forme di riconoscimento: una giuridica (basata sul diritto, indipendente dalle qualità della persona) e una sociale (la stima e rispetto dati a un individuo). Mentre la prima è si/no (i diritti o si hanno o non si hanno), la seconda fa riferimento all'insieme di valori su cui si fonda una società, e ammette diverse gradazioni: la persona è valutata in base ai valori fondanti, e il giudizio verte sulle qualità personali dell'individuo.

Di conseguenza, l'alterità nelle società moderne riguarda un collettivo o un gruppo altro al quale, pur in presenza di un riconoscimento giuridico formale, viene spesso negato quello sociale.

Sanchez-Mazas e le rappresentazioni sociali della cittadinanza

Sanchez-Mazas studia le rappresentazioni sociali della cittadinanza, identificandone due contrapposte:

  • Enfasi su aspetti etnici/culturali, individua come criteri di comunanza che definiscono l'appartenenza dell'individuo alla comunità la condivisione della stessa storia e cultura, Ethnos.
  • Enfasi su aspetti democratici e civili della cittadinanza (diritti, riconoscimento, voto), Demos.

Queste evidenze richiamano sia l'opposizione tra universalismo e particolarismo, sia quella tra concezione repubblicana e liberale: la rappresentazione democratica richiama il modello repubblicano (comunità e partecipazione per il raggiungimento di fini comuni e condivisi) mentre la rappresentazione etnica enfatizza l'appartenenza fondata su una comune origine etnoculturale. L'estraneo è quello che non condivide questa appartenenza e viene posto fuori dall'ingroup dei cittadini, dal quale è separato da un confine: la creazione dei confini tra ingroup e outgroup dipende dai valori e dalle regole che permettono di definire il cittadino, definite e costruite in uno specifico contesto culturale. Esse risentono delle norme sottese alle diverse culture e incidono sulle politiche degli Stati che stabiliscono chi può essere riconosciuto come cittadino e chi è altro, lo straniero.

Cittadinanza e modelli nazionali di gestione della diversità

L'interculturalità e la gestione delle diversità culturali sono imprescindibili nelle società occidentali contemporanee.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher irislvcia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicologia dei gruppi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Gattino Silvia.
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