Psicologia della comunicazione
Un'evoluzione relativa
I media influiscono e hanno sempre influito potentemente sull'esperienza umana e viceversa. Le funzioni psicologiche della persona non sono cambiate negli ultimi migliaia di anni, ma è cambiata in parte la cultura di riferimento e gli strumenti del comunicare. Il modo di impiegare questi strumenti (motivazioni, scopi perseguiti) è però rimasto più o meno lo stesso e dipende solo molto parzialmente dai media impiegati.
Psicologia della comunicazione
Studia il ruolo della comunicazione nella vita delle persone, la comunicazione in rapporto ai comportamenti ed ai pensieri, la dimensione emotiva, cognitiva e comportamentale della comunicazione (ovvero la soggettività), la dimensione della nostra esistenza, come riceventi o emittenti, che è coinvolta e si riflette nelle dinamiche comunicative. Dove c'è dimensione soggettiva, c'è dimensione psicologica. Secondo quest'affermazione, tutta la comunicazione è psicologia.
Cos'è la psicologia?
La psicologia è pervasiva. Gli atti psicologici intervengono costantemente nella nostra vita dove è presente un essere umano o animale. Qualunque fenomeno in cui è presente un essere vivente contiene una dimensione soggettiva, cioè psicologica. La psicologia è prima di tutto una prospettiva soggettiva, tanto in termini mentali (emotivi e cognitivi) quanto in termini comportamentali (bio-meccanici).
Cos'è la comunicazione?
La comunicazione è pervasiva. Gli atti comunicativi intervengono costantemente nella nostra vita a trasferire contenuti. Dire comunicazione è più o meno come dire Cultura. Si fa riferimento ad un coacervo di temi quali: amore, cinema, giornali, democrazia, rapporti, segni, … La rilevanza del concetto di comunicazione è costantemente sottolineata dall’auto-pubblicità di tutte le professioni della comunicazione (dai pubblicitari agli psicologi ai politici a tutti quanti producono contenuti o li distribuiscono).
Chi comunica?
Tutti noi comunichiamo costantemente. Tutti abbiamo continua esperienza di comunicazione, tendiamo a rifletterci sopra e abbiamo la sensazione di capirci perfettamente (capire le nostre passioni). Per capire la comunicazione in realtà occorre separarsi dall'esperienza costante dell'essere recettori, spettatori, interpreti… occorre osservare da lontano con una certa freddezza, con distacco e senza entrare in interazione.
Appassionati generici di comunicazione
L'interesse per le scienze della comunicazione si lega all'interesse per i suoi contenuti. Non è facile separare le due prospettive. Occuparsi di comunicazione è vicino all'entrare nel mondo dello spettacolo, farne parte e goderne. C’è un interesse intellettuale, scientifico, professionale, di lavoro, ma c’è anche un interesse per il gossip, per l’entrare nei segreti dietro le quinte.
Testo
Nel linguaggio (moderno) letterario, centrato sull’autore produttore, si intende per testo un insieme di parole manoscritte o stampate, coerente e intenzionale. Si prende quindi in considerazione solo il testo razionale-intellettuale (Cultura Elitaria: Alta). VS Nel linguaggio (contemporaneo) della comunicazione, centrato sul soggetto spettatore, si intende per testo qualsiasi segno o insieme di segni o semplice stimolo percepibile-percepito. Si prende in considerazione dunque tutta l’esperienza quotidiana con il mondo circostante (Cultura Popolare: Bassa).
Contesto
Nel linguaggio (moderno) letterario, centrato sulla razionalità produttiva, si intende per contesto l’insieme degli elementi significativi che supportano il codice interpretativo: si prende in considerazione solo l’ambiente razionalizzabile (Cultura Scientifica Materialistica). VS Nel linguaggio (contemporaneo) centrato sul soggetto spettatore, si intende per contesto la scena ovvero tutto ciò che è compresente ad un testo. Si prende in considerazione tutta l’esperienza quotidiana con il mondo circostante (Cultura Popolare Diffusa).
Out-sight VS In-sight
In ogni momento della vita (nella veglia come nel sonno) noi accogliamo contemporaneamente il mondo di fuori, attraverso la percezione-visiva esterna (out-sight) e il mondo di dentro, attraverso la rappresentazione-visione interna (in-sight). Ciò che ci appare come “realtà” è la somma delle due dimensioni costantemente presenti: degli stimoli ambientali e delle interpretazioni psicologiche.
Coscienza
Percezioni, pensieri ed emozioni personali costituiscono la nostra coscienza che è individuale. La coscienza attua un monitoraggio di se stessi e dell’ambiente per essere consapevoli di ciò che accade al corpo ed intorno ad esso. La coscienza comprende quindi un elemento riflessivo (la consapevolezza del proprio essere e della propria realtà psichica) e controlla le azioni per coordinarle con gli eventi del mondo esterno.
- Coscienza attuale: Contenuti psichici che sono presenti (al momento dato) nel campo attuale della mia coscienza.
- Coscienza potenziale: Contenuti psichici che non sono presenti nella mia coscienza attuale, ma che possono facilmente essere resi consapevoli da me stesso senza particolare difficoltà e aiuto esterno.
- Coscienza incosciente: Contenuti psichici non presenti nella mia coscienza attuale e che non so rievocare, ma che esistono ed agiscono nella mia mente. Spesso sono impediti da forze contrarie che li costringono, ma si esprimono lo stesso emergendo senza la mia intenzione (sogni, lapsus).
Una distinzione diffusa ma forzata
Si considera che vi siano solo due modi principali di essere coscienti:
- Primitivo: Un modo è considerato più antico, basale. Ha carattere: immediato, emotivo, libero, associativo.
- Seconditivo: Un altro modo è considerato più recente, evoluto, superficiale. Ha carattere: mediato, razionale, logico, algebrico.
Nella quotidianità delle persone la sensibilità primitiva è la regola basale di rapporto immediato con il mondo VS la cognizione seconditiva ne è la forma (eccezionale) evoluta e razionalizzata.
Superficiale & Profondo / Implicito & Esplicito
Tracce mnestiche di episodi che sono stati immagazzinati rimanendo isolati, con tutta la loro carica emotiva, e quindi dissociati dalla coscienza normale del soggetto. Una persona può rispondere a livello implicito ad uno stimolo che a livello esplicito non avrebbe ragione di produrre questa risposta. La superficie parla al profondo che risponde secondo regole che la superficie non coglie. Quando si dice che la persona è incapace di intendere e di volere, benché agisca, si indica che la dimensione profonda domina rispetto a quella superficiale.
-
Riassunto esame Psicologia della comunicazione, Prof. Gilardi Silvia, libro consigliato Fondamenti di psicologia de…
-
Riassunto esame psicologia della comunicazione, prof. Lucchiari Claudio, libro consigliato Fondamenti di psicologia…
-
Riassunto esame Psicologia della comunicazione, Prof. Gilardi Silvia, libro consigliato Fondamenti di psicologia de…
-
Riassunto esame Psicologia, prof. Cutica, libro consigliato Psicologia della comunicazione, Verrastro