Psicologia clinica
R. J. Comer - Capitolo 1
Le esigenze peculiari delle discipline psicologiche sono essenzialmente due: la preparazione scientifica e la competenza personale. Dall'approccio costruttivista deriviamo un assunto fondamentale, che è l'approccio teorico fondato sulla comprensione della struttura e della dinamica del sistema di significati soggettivi dell’altro. Viene, cioè, messa in discussione l'esistenza di una conoscenza oggettiva che rappresenti in modo fedele un ordine esterno.
Assunti fondamentali dell'approccio costruttivista
- Il sapere non può essere ricevuto in modo passivo dal soggetto ma è qualcosa che si costruisce in una relazione tra un soggetto attivo e la realtà.
- Importante è tenere conto della cornice temporale, dal presente al passato e al futuro, per lavorare sulle connessioni degli eventi e dei diversi significati nel fluire del tempo.
Proporre un approccio epistemologico significa dunque proporre una visione di come la scienza debba operare per raggiungere una conoscenza, cioè svolgere un'attività speculativa che miri a scoprire i criteri per distinguere le proposizioni scientifiche da quelle che non lo sono. Ciò permette la creazione di mappe di significati.
Principi fondamentali dell'epistemologia psicologica contemporanea
Falsificabilità = le ipotesi scientifiche sono controllabili dall’esperienza, l’unico elemento che raccomanda un’ipotesi scientifica è la sua resistenza ai vari tentativi di falsificarla.
Oggetto scientifico = è un’entità astratta, creato dal fascio di relazioni che si decide di indagare dopo aver stabilito i criteri di protocollarità; è dunque un costrutto.
Protocollo = è una proposizione semplice (protocollare), non ulteriormente riducibile, che registra i dati elementari e immediati della percezione. Gli enunciati protocollari non hanno bisogno di verifica perché la loro verità è garantita dallo stesso protocollo che le fa corrispondere al dato empirico. L’oggetto scientifico nasce dalla scelta dei criteri di protocollarità, i quali sono proprio di natura metodologica. L’oggettività è data, non dalla comunità scientifica generale, ma dal gruppo di riferimento cui appartiene quello specifico vertice osservativo e metodologico. Ovviamente è un'oggettività più debole di quella delle scienze naturali.
Il modello teorico dei sistemi dinamici e complessi ha permesso il superamento dell’approccio meccanicistico e deterministico del dualismo cartesiano, affermando che il comportamento di un tutto possa essere compreso completamente, solo, attraverso lo studio delle sue parti.
Teoria generale dei sistemi = ogni organismo è descrivibile come un sistema aperto che interagisce con l’ambiente attraverso uno scambio di materia/energia e informazioni. Esso è in grado di autoregolarsi, attraverso il controllo del proprio comportamento mediante meccanismi retroattivi funzionanti secondo un modello di causalità circolare. L’adattamento ha due funzioni:
- Consolida l’equilibrio fra le parti
- Dà spazio a nuovi elementi
(Questo modello, applicato alla psicoanalisi, ha fatto sì che il concetto statico di struttura venisse sostituito da quello più dinamico di processo.)
Capitolo 2 - Modelli di anormalità
Nella scienza le prospettive per spiegare gli eventi sono conosciute come modelli o paradigmi → ogni modello illustra in modo dettagliato le concezioni teoriche di base dello scienziato, struttura l’ambito e l’oggetto dello studio e descrive le linee guida per la ricerca. Insieme delle concezioni teoriche che aiutano gli scienziati a spiegare e interpretare le osservazioni.
Modello biologico
Per comprendere emozioni, pensieri e il comportamento è necessario conoscere le loro basi biologiche e neurali. I trattamenti più efficaci per questo modello sono di tipo biologico/medico. Questa prospettiva di matrice medica fa sì che il comportamento psicopatologico sia attribuito a un malfunzionamento dell’organismo, spiegato all’interno dell’anatomia e della chimica cerebrale. I disturbi cerebrali possono essere connessi a problemi nella trasmissione dei messaggi da un neurone all’altro.
- In particolar modo molte psicopatologie sono ricondotte all’anormale attività di neurotrasmettitori che causano particolari e specifici disturbi mentali. Esempio → depressione: attività insufficiente di serotonina e norepinefrina.
- Altri particolari disturbi invece possono essere connessi a un'azione deficitaria del sistema endocrino. Esempio → le ghiandole del surrene secernono un ormone, il cortisolo, che se prodotto in maniera anomala è stato connesso a disturbi dell’umore o dell’ansia.
- Un’altra causa può essere legata alla genetica. I fattori ereditari giocano un ruolo nei disturbi dell’umore, della schizofrenia e in altri disturbi mentali. Due prospettive differenti nella spiegazione dei disturbi mentali legati alla genetica:
- Uno considera la comparsa di psicopatologie legata a una mutazione anomala del gene originario.
- L’altra afferma che molti dei geni che contribuiscono al funzionamento anormale sono il risultato di processi evolutivi normali.
- Infine un’ulteriore causa può essere attribuita a infezioni virali, in particolare durante la gestazione, colpire il feto nella fase di sviluppo. Esempio → Schizofrenia: le possibili cause sono ricollegate a stati influenzali delle madri in gravidanza, il virus potenzialmente pericoloso penetra nel cervello del feto, rimanendo dormiente fino all’adolescenza o alla prima età adulta.
Trattamenti biologici
- Terapia farmacologica = uso di farmaci psicotropi (capaci di alterare l’attività mentale), sostanze che agiscono principalmente sulle emozioni e sui processi di pensiero. Esistono 4 classi di questi farmaci:
- Ansiolitici: aiutano a ridurre la tensione e l’ansia
- Antidepressivi: migliorano l’umore
- Farmaci contro disturbi bipolari: definiti anche stabilizzatori dell’umore, per personalità che oscillano tra stati maniacali e stati depressivi
- Antipsicotici: aiutano a ridurre allucinazioni, confusione e disturbi legati alla perdita di contatto con la realtà
- Terapia elettroconvulsiva (TEC) = applicazione alla fronte del paziente di elettrodi che provocano il breve passaggio di una scarica elettrica compresa fra i 65 e i 140 volt nel cervello. La corrente provoca convulsioni che durano alcuni minuti. Le sessioni di TEC, da 7 a 9, effettuate a distanza di due o tre giorni, in molti pazienti causano il miglioramento dell’umore con relativo miglioramento dello stato depressivo.
- Psicochirurgia e Neurochirurgia
Limiti del modello biologico = la nostra vita mentale è il risultato di un’interazione di fattori biologici e ambientali, è importante comprendere questa interazione, se no si cade in un eccessivo riduzionismo. Molti trattamenti biologici odierni comportano numerosi effetti collaterali.
Modello psicodinamico
Il comportamento di un individuo, normale o psicopatologico, è caratterizzato in larga scala da quelle dimensioni psicologiche inconsce definite come dinamiche interagenti le une con le altre e reciprocamente influenzanti che danno origine a emozioni, pensieri e il comportamento. La psicopatologia nasce dal conflitto di queste dinamiche. Tutte le teorie psicodinamiche sono di tipo deterministico, fondate sull’idea che i comportamenti sono derivati di esperienze passate.
Freud → la psicanalisi è:
- Procedimento di analisi dei processi psicologici altrimenti non inaccessibili
- Un metodo terapeutico basato su tale processo di analisi per il trattamento di disturbi nevrotici
- Un corpo di teorie psicologiche, sul comportamento umano e sulla struttura della personalità
I modelli principali della teoria classica freudiana si dividono in 1) teoria topica; 2) teoria strutturale tripartita. L’idea di fondo è quella che l’intervento psicoterapeutico potesse eliminare la rimozione, portando alla rievocazione dei ricordi. Una precisa descrizione verbale dell’idea o dell’evento patogeno porterebbe alla scomparsa del sintomo.
Metodo catartico o abreazione: far divenire conscio il ricordo patogenetico inconscio. Principio di costanza: l’apparato psichico tende a mantenere al livello più basso possibile l’eccitazione. Se la quantità di energia psichica e le idee associate sono considerate una minaccia potenziale per l’Io, viene affrontata attraverso la Rimozione → un meccanismo di difesa che protegge la coscienza per mezzo di una forma di dissociazione tra emozioni e idee. se funziona la rimozione, nella coscienza non rimane traccia dell’idea o del sentimento angoscioso, ma una certa quantità di eccitazione emozionale rimane censurata al di fuori della coscienza.
Teoria topica
Conscio: coscienza comunemente intesa.
Preconscio: insieme dei processi e dei contenuti attualmente non presenti nella coscienza ma che possono diventarlo. Entrambi questi sistemi sono governati dal:
- Processo secondario = modo di funzionamento psichico, prevede una differenziazione e distribuzione della scarica pulsionale. L’energia è controllata e il suo fluire non è libero.
- Principio di realtà = regola i processi secondari, viene rappresentato non quanto è piacevole ma ciò che è reale, anche se risultante spiacevole.
Inconscio: deposito delle rappresentazioni e dei contenuti rimossi. I contenuti sono rappresentati dalle pulsioni, regolati dal processo primario = è rappresentato dal libero fluire dell’energia psichica da una rappresentazione all’altra, ne consegue la tendenza all’immediata gratificazione, dominato dal principio di piacere. La censura impedisce ogni tentativo dei contenuti di accedere alla forma cosciente. Due forme principali di psiconevrosi: isteria e nevrosi ossessive.
Teoria strutturale tripartita
Io = il suo aspetto conscio è l’organo esecutivo della psiche, responsabile della presa di decisioni. Il suo aspetto inconscio attiva i meccanismi di difesa necessarie a contrastare le spinte pulsionali provenienti dall’Es.
Es = istanza intrapsichica completamente inconscia, tesa solamente allo scarico della tensione pulsionale.
Super-io = solo alcuni suoi aspetti affiorano alla coscienza, per il resto è totalmente inconscio. Si suddivide in:
- Coscienza morale: proscrive, detta che cosa la persona non deve fare in base all’interiorizzazione dei valori genitoriali e sociali
- Ideale dell’Io: prescrive, detta cosa la persona deve fare o come deve essere.
Il conflitto fra le varie istanze genera angoscia che deriva dalla trasformazione in ansia della pulsione libidica che viene dunque rimossa. Il sintomo è una formazione di compromesso che contemporaneamente difende dal desiderio che emerge dall’Es e soddisfa al contempo tale desiderio in forma mascherata. I meccanismi di difesa sono impiegati per evitare o gestire qualche sentimento intenso o minaccioso.
Difese primarie e secondarie
Difese primarie: operano in modo globale e indifferenziato in tutta la dimensione sensoriale della persona, fondendo dimensioni cognitive, affettive e comportamentali. Dimostrano un mancato raggiungimento del principio di realtà, mancata percezione della separatezza e della costanza di coloro che sono esterni al Sé.
Difese secondarie: operano trasformazioni specifiche dei sentimenti, delle sensazioni e del comportamento o di una loro combinazione. Contemplano il riconoscimento del principio di realtà e la possibilità di contattare la separatezza tra sé e l’altro ma anche il mantenimento della costanza d’oggetto.
Funzioni adattive dell'Io
- Esame di realtà
- Controllo degli impulsi
- Processi di pensiero
- Giudizio
- Padronanza delle competenze
Lo sviluppo del corpo comporta un parallelo sviluppo del funzionamento pulsionale, tale sviluppo passa attraverso le cosiddette fasi o stadi.
Fasi o stadi dello sviluppo pulsionale
Fase orale: dura circa per tutto il primo anno di vita, la zona erogena è la bocca e la gratificazione è data dalla suzione e dall’incorporazione.
Fase sadico-anale: dal 2o-3o anno di età, caratterizzata dall’ambivalenza e la bisessualità che si manifesta come opposizione di due termini, passivo e attivo. La zona erogena è l’ano e la gratificazione è data sia dalla deiezione sia dal trattenimento delle feci.
Fase fallica: dura fino ai 5 anni, la zona erogena è il pene per il bambino, il clitoride per la bambina, le tensioni vengono scaricate con la masturbazione. In questa fase ha il suo culmine e il suo tramonto il complesso di Edipo. Il bambino desidera possedere fisicamente la madre e sostituirsi al padre che è oggetti invidiato, i divieti a questo complesso sono percepiti come minaccia di castrazione che introduce il bambino nella fase di latenza. Per quanto riguarda la bambina l’oggetto amato continua ad essere la madre ma nel momento in cui si accorge di non avere un pene imputa in fantasia alla madre la responsabilità di tale mancanza e si rivolge al padre come colui che potrà risarcirla, in questo caso la paura della castrazione fa sorgere il complesso edipico.
Periodo di latenza: dura fino alla pubertà, periodo in cui si formano sentimenti di tipo morale ed estetico oltre che al pudore. La soppressione dell’attività sessuale è determinata dal primato ricoperto dall’organizzazione sociale.
Fase genitale: si forma l’organizzazione pulsionale sotto il dominio della zona genitale. La gratificazione si raggiunge attraverso il coito, comporta la riattivazione delle relazioni oggettuali. La libido viene assoggettata alla riproduzione.
Freud con la scoperta dell’inconscio oltre ad evidenziare i limiti umani ha messo in dubbio che la nostra stessa mente è in gran parte inadeguata come strumento di indagine per conoscere il mondo e noi stessi.
Teoria delle relazioni oggettuali
Melanie Klein → le pulsioni emergono all’interno di una relazione, tra madre e figlio, e non possono mai essere separate da questa. Alcuni affermano addirittura che le pulsioni inneschino le relazioni con l’unico scopo di cercare la relazione con l’altro e non per la scarica elettrica (Fairbrain). I neonati durante il loro sviluppo non interiorizzano semplicemente una persona (la madre) ma l’intera relazione che hanno con essa, il prototipo di questa relazione interiorizzata è l’allattamento. Questa interiorizzazione può essere positiva (esperienza di piacere e sazietà collegata a una madre sintonizzata) o negativa (esperienza emotiva di rabbia e terrore legata a un neonato frustrato e una madre disattenta). Entrambe le esperienze vengono interiorizzate come due insiemi di relazioni oggettuali e consistono in una rappresentazione del Sé, in una rappresentazione dell’oggetto e in un affetto che li collega. Il conflitto viene concepito come lo scontro tra coppie contrapposte di unità interne di relazioni oggettuali interiorizzate. Diverse rappresentazioni del Sé, dell’oggetto e degli affetti a loro legati possono in qualunque momento entrare fra loro in competizione per ottenere la posizione centrale all’interno del mondo intrapsichico delle rappresentazioni oggettuali.
Fantasia = è l’espressione mentale degli istinti, ma anche delle attività di difesa che l’Io mette in campo per opporsi agli impulsi istintuali, è la rappresentazione della relazione tra il Sé e l’Oggetto.
Oggetto = tutto ciò verso cui è diretta l’azione o il desiderio della persona. L’oggetto è ciò che il soggetto ricerca, ciò di cui ha bisogno per ottenere la gratificazione istintuale. Quando si parla di oggetti si fa sempre riferimento a “cose mentali”, ovvero l’oggetto è una componente della rappresentazione mentale di un istinto. L’oggetto è fantasticato come se fosse dotato di impulsi propri (buoni o cattivi). Se il lattante piange perché ha fame e la madre non è immediatamente disponibile, egli sentirà queste sensazioni e il dolore come se fosse indotto da qualche oggetto interno vissuto come cattivo, che in realtà non esiste ma è scaturito da una fantasia inconscia che si sviluppa a partire da una sensazione corporea. L’oggetto buono è un oggetto che rappresenta mentalmente una sensazione di un bisogno soddisfatto ed è il nucleo centrale dell’Io che è fondato sulla soddisfazione e l’appagamento. Per costituire una mente stabile è necessario aver introiettato e conservato un oggetto buono. Quando l’introiezione non è stabile si perde l’oggetto buono a favore di uno cattivo, oppure, l’oggetto buono entra in contrasto con quello cattivo provocando sensazioni di insicurezza e angoscia tipiche della posizione schizoparanoide.
Posizione schizoparanoide
La posizione è una modalità di relazione, oltre che una costellazione di angosce, difese e impulsi. Il bambino fantastica l’assenza dell’oggetto (seno fonte di soddisfacimento tarda ad arrivare provocando sensazioni di pericolo, angoscia...) come il fatto che la madre lo stia offrendo a un rivale. Questi sentimenti infantili sussistono per tutta la vita e sono attivi in qualsiasi relazione di dipendenza emotiva. Il bambino non sperimenta solo l’assenza dell’oggetto buono, quindi il mancato soddisfacimento e l’essere lasciato solo, ma sperimenta la paura di essere lasciato da solo con il terrore, in balia dell’oggetto cattivo e persecutorio.
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