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Il Rorschach di Coppia

Il test di Rorschach: le origini e la tecnica

Come nascono le famosissime tavole? Walter Joseph Kovacs R. era un figlio di pittore che utilizzava la creazione delle macchie (clexographie) e che riuniva le sue amicizie per vedere cosa usciva fuori dall'interpretazione delle forme che si creavano.

Somministrazione del test: 10 tavole non somministrabili come nel TAT secondo una selezione, ma tutte in un preciso ordine. Annotare le risposte del soggetto mentre questi parla. Autori diversi formulano la richiesta al soggetto in modo diverso: R. muore un anno dopo solo la formulazione del test, che ovviamente necessitava ancora di molte precisazioni, che furono fatte quindi da molte scuole diverse.

C'è infatti chi è più specifico nella richiesta: mi dica cosa le sembra di vedere. C'è invece chi dice chi si concentra sulla spiegazione più articolata dei passaggi che si andranno a compiere: ora prenderemo queste tavole, le lascerò il tempo di riflettere e lei mi dirà cosa vede. A seconda di chi si ha davanti si potrà adattare la richiesta: a una persona molto ansiosa potrò aggiungere che non vi sono risposte giuste o sbagliate, ma che interessano la spontaneità e la sincerità. I test sono così visti come necessitanti una conoscenza anche non profonda, ma pregressa del soggetto (prima della somministrazione), in quanto facilita la comunicazione col soggetto.

Le tavole del test

Tavola 1 — Quella che sembra una farfalla, un pipistrello; scura, ampia, compatta, vista spesso come un'unità ma percepibile anche bipartita in senso verticale o anche tripartita; ha una forma chiusa ma con uno spazio bianco centrale superiore e 4 buchi centrali. La tavola può essere ruotata dal paziente, ma non glielo si dice in anticipo, perché è comunque un indicatore il fatto che il paziente stia rigidamente nella consegna, chieda se la può girare o la giri di sua spontanea volontà. Si rilevano principalmente 3 significati:

  • La capacità del soggetto di dare una risposta adattiva quando viene sottoposto a una situazione nuova: cosa fa nella sua quotidianità dunque? Come si approccia alla novità?
  • Secondo la scuola psicoanalitica francese la compattezza della forma rimanda invece o anche alla figura autoritaria maschile paterna.
  • Altri autori invece dicono anche che è la prima tavola di presentazione di sé.

L'interpretazione della risposta va sempre modulata in base alla standardizzazione aggiornata e attuale del test e al contesto socio-culturale di appartenenza del soggetto, perché vi saranno sempre soggetti che risponderanno secondo le tendenze del momento a livello sociale, es. certe risposte che si danno solo finché c'è clima di guerra e che poi non si danno più.

Tavola 2 — Prima tavola che presenta anche il colore: vi sono due macchie rosse in sommità, simmetriche e distaccate dalla parte centrale, due macchie nere e distaccate-simmetriche anch'esse, infatti le prime risposte che emergono sono sul rispecchiamento e sulla dualità. Un grande spazio grande centrale che aiuta a dire 2 e che a sua volta può diventare un elemento centrale di interpretazione. Il rosso è un colore delegato al pulsionale anche in culture molto diverse. Questa tavola è parecchio connessa all'aggressività: sollecita la stessa e la risposta rimanda alla possibilità del soggetto di contenere o meno, di inibire o negare il contenuto aggressivo. Ma data la componente duale è anche una tavola in cui si mette in gioco il sé in relazione.

Tavola 3 — Si guardi anche a cosa il testato fa: risponde subito? Si mette a pensare? Guarda solo una parte? La tavola può sembrare: due persone a cena al tavolo, due ragnetti in interazione, due scimmiette e due cuori, nel complesso un granchio. Questa tavola dal punto di vista umano è importantissima: è imponente la figura umana ed è così banale che se non è presente suona un campanello di allarme. Questa è la tavola della rappresentazione di sé in relazione. Paragonata con la 2 è anch'essa a conformazione simmetrica e bilaterale, entrambe hanno il rosso, ma la 3 permette una più chiara emersione della propria aggressività in un contesto più contenuto.

Tavola 4 — Si ritorna a un senso di unità, è scura e compatta, ci sono un po' più di difficoltà di interpretazione formale infatti si produce spesso uno shock; forte la proiezione di forma umana o umanoide. Come simbologia latente è la seconda tavola maschile paterna e autoritaria; l'elemento fallico è molto presente.

Tavola 5 — Una farfalla o un pipistrello chiaramente, infatti dalla tematica latente questa è considerata la prima tavola della realtà: questo è un pipistrello, non potrebbe essere. Certe persone però potrebbero non dare la risposta banale per distinguersi o non risultare scontata, dunque bisogna capire il perché lo fanno: perché sono un attimo distaccate dal reale o per atteggiamento. La tavola è molto immediata, non richiede grande sforzo mentale per adattarsi alla risposta farfalla o pipistrello, ma possono emergere altre risposte in seguito.

Tavola 6 — Più difficile perché di forma meno definita, più massiccia come struttura ma con una sfumatura centrale, che dà un'idea di profondità con un dettaglio che emerge al di sopra e che determina una produttività; più chiara; parte superiore fallica e parte inferiore femminile, seconda tavola pulsionale ma mentre in 2 c'era l'aggressività qua si guarda il vissuto sessuale del soggetto.

Tavola 7 — Tavola ariosa con formazione bilaterale con grande spazio che a volte diventa lui stesso parte dell'immagine, ha nella sua risposta più frequente un contenuto umano specie infantile che viene visto in una dualità; per la presenza dello spazio bianco contenitivo è detta prima tavola femminile materna.

Tavola 8 — Arriva il colore e scompare il nero, neo-shock: il colore viene attribuito alla capacità del soggetto di esprimere, controllare la propria affettività; ci aspettiamo che reagisca dunque in modo diverso. È possibile in questa macchia separare le macchie a seconda del colore che hanno e dare un'interpretazione di ogni forma, perché il colore distingue mentre il nero unifica. Vado di nuovo a vedere come il soggetto sta in relazione della realtà: qua è più complessa e affettivamente connotata, quindi com'è il rapporto con la realtà del soggetto quando la sua affettività è particolarmente stimolata? Seconda tavola della realtà.

Tavola 9 — Tripartizione col colore, uno spazio centrale più chiaro azzurrino, considerato come uno sfondo ma che è sfumato, dunque può anche assumere un volume e un'identità (ad es., io ci vedo uno scarabeo); altre due parti simmetriche arancioni superiori, in mezzo verdi e sotto 4 sottomacchie rosse; nel complesso ci vedo un facocero. Questa è una tavola ardua perché la sua forma non è molto sovrapponibile, nemmeno nelle sue parti più piccole, con le forme consuete incontrabili nella quotidianità.

Per la tavola 9 non c'è in Italia un protocollo, ovvero una risposta banale che ricopra una frequenza di una persona su 6. Il colore predomina sulla forma, è una tavola che richiede più istinto e infatti è una tavola parecchio regressiva: per la presenza di questo aspetto e della forma più contenitiva e la minor richiesta logica è detta seconda tavola femminile materna.

Tavola 10 — Si rende evidente al paziente che si è arrivati all'ultima tavola: sa che il test sta finendo. Questa è la tavola della separazione dalla situazione nuova, che ci permette di capire come il soggetto si comporta quando la messinscena finisce: ciò è simbolizzato dalla grande divisione tra le macchie.

In più, in un'altra interpretazione, la tavola valuta la tendenza alla segmentazione del sé: ci vuole una grande capacità unificatrice per tenere insieme in elementi coerenti tutte queste parti.

Un'altra interpretazione della tavola ad opera degli studiosi, per la capacità dell'immagine di tenere insieme così tanti elementi diversi, riguarda la rappresentazione del familiare: ma ciò riscontra poche evidenze cliniche.

Fase di inchiesta

Cambia d'ora in poi anche la figura del testista, che in una prima fase riveste un ruolo asimmetrico e di controllo, di giudizio e ora invece inizia un'inchiesta, che è più paritaria. Devo stimolare un altro tipo di produttività, un po' più spontanea. Fase in cui si rivedono insieme le macchie per fare sì che l'interpretazione del processo cognitivo-affettivo che ha guidato il soggetto a rispondere come ha fatto non sia condotta secondo i canoni del terapeuta.

Adesso è il terapeuta che chiede di capire cosa è successo: parità e tentativo di non suggestionare il soggetto nelle risposte: che cosa le ha fatto venire in mente una farfalla quando mi ha detto che l'ha vista? Ciò che il soggetto aggiunge a quel che aveva detto prima lo si segna ma sono risposte addizionali, usabili per confermare le mie ipotesi ma tendenzialmente non per formularle come le affermazioni fatte prima.

Inchiesta sistematica: molto precisa perché si fanno domande su tutto ciò che il soggetto ha detto, ma ciò è decisamente suggestivo e in più fissa troppo le immagini nel soggetto, che le avrà più stabili in memoria e rende dunque inaccessibile il test al soggetto una seconda volta.

Inchiesta alla scuola francese: la si usa solo quando si hanno dei dubbi riguardo a qualche immagine o aspetto o affermazione; si perde un po' di informazione ma si rende il test più leggero.

Inchiesta dei limiti viene proposta quando è assente una delle risposte statisticamente frequenti nella popolazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicaborsi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Gandino Gabriella.
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