Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

CAP 3 LE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI PSICOFARMACI.

GUIDA RAGIONATA ALLA LETTURA DEL FOGLIO ILLUSTRATIVO

Il foglio illustrativo contiene il testo espressamente approvato dal Ministero della Sanità. E’ redatto con

schema prefissato, per fornire informazioni chiare utili al pz, mentre gli aspetti riservati al medico sono

nelle schede tecniche. Non solo gli effetti collaterali, ma anche le prospettive di miglioramento possono

risultare spaventose, perché spesso ci sono pz che hanno paura di guarire, perché hanno raggiunto un

equilibrio, anche se scomodo, con la loro malattia: quindi le perplessità e le resistenze spesso sono di

rilevanza psicoterapica.

I capitoli sono 6:

• Denominazione della specialità: nome commerciale. Gli antidepressivi spesso hanno desinenza “il”,

oppure la prima parte del nome indica la molecola

• Composizione qualitativa e quantitativa: in genere il nome del principio attivo ha lettera minuscola,

mentre il nome commerciale maiuscola. Indicati la quantità in mg. Se sono prodotti in associazione

• Forma farmaceutica: caratteristiche del modo in cui è confezionato il principio attivo: compresse,

capsule, gocce, sciroppi, fiale IM o IV. La ricerca della forma farmaceutica più adatta ad un pz per la

compliance è un aspetto psicologicamente importante della terapia e ne condiziona l’esito.

• Proprietà farmacologiche e tossicologiche ed elementi di farmacocinetica: suddivisa in paragrafi:

o Proprietà farmacologiche: caratteristiche e proprietà terapeutiche della molecola

o Tossicologia: indicata la dose letale media (capace di uccidere il 50% dei topi). L’indice terapeutico è il

rapporto tra la dose somministrata a scopo terapeutico e la dose potenzialmente tossica: tanto più è alto,

tanto sono rari i danni da abuso (tossicità acuta o tossicità da uso cronico)

o Farmacocinetica: descrive i processi di :

Assorbimento: processo che permette di entrare in circolo, influenzato da fattori come stomaco pieno,

forma farmaceutica…

Biodisponibilità: dipende anche da fattori metabolici (distruzione nel fergato): è importante considerare

la rapidità di assorbimento e il tempo di latenza, per valutarne l’efficacia

distribuzione nel corpo: processo per cui viene trasferito dal sangue alla sede in cui deve fare effetto

emivita: rapidità con cui viene eliminato: rapido assorbimento ed emivita breve sono l’ideale per un

sonnifero per persone con difficoltà ad addormentarsi (Halcion)

steady state: condizione di equilibrio tra assunzione ed escrezione

• Informazioni cliniche, composte a loro volta da:

o Indicazioni terapeutiche: tutte le condizioni patologiche per cui il farmaco è efficace (ma non bisogna

dimenticare gli effetti terapeutici non riportati!). da notare le indicazioni multiple di alcuni farmaci

o Controindicazioni: casi in cui non è opportuno l’uso, o con estrema cautela. Esempio: antidepressivi

triciclici in pz con psicosi, con tendenze al suicidio, epilessia, ipertiroidismo…

o Effetti indesiderati: tutti i sintomi, spesso tra loro contrastanti, non si presenteranno né necessariamente

né contemporaneamente.

o Speciali precauzioni d’uso: conservazione, diluizione…

o Uso in gravidanza e allattamento: praticamente tutti gli psicofarmaci si diffondono nel latte, quindi

attenzione a benzodiazepine x sedazione e rallentamento respiratorio

o Interazioni: con alcool, con altri psicofarmaci, con alcuni cibi, con potenziamento o riduzione

dell’effetto

o Posologia e modo di somministrazione: indicazioni per la terapia di attacco (a dosi più basse) e di

mantenimento. Assunzione a stomaco pieno o vuoto…

o Sovradosaggio: rimedi per overdose, più pericolose con andidepressivi, sali di litio o farmaci associati ad

alcool.

o Avvertenze: lontano dai bambini; età minima per il farmaco

o Effetti sulla capacità di guidare e sull’uso di macchine: effetti che si manifestano soprattutto nella fase

iniziale di terapia

• Informazioni farmaceutiche

o Incompatibilità: come in interazioni

o Durata e stabilità: la validità

o Speciali precauzioni per la conservazione

o Natura del contenitore, confezione e prezzi

o Ragione e sede sociale

o Numero di registrazione e data prima commercializzazione

o Tabella di appartenenza:

nella tabella da 1 a 4 ci sono psicotropi e stupefacenti prescrivibili dallo specialista con ricetta redatta su

appositi moduli ministeriali

nella tabella 5 ci sono farmaci con leggere dosi di stupefacente o prodotti psicotropi prescrivibili con

ricetta non ripetibile

nella tabella 6 prodotti scarsamente capaci di indurre dipendenza

o regime di dispensazione al pubblico: ricetta ripetibile, con al massimo 5 timbri

CAP 4 FARMACI ANTIPSICOTICI

Antipsicotici (neurolettici) sono efficaci nel trattamento di schizofrenia e maniacalità, per l’azione

antipsicotica, antiallucinatoria e a volte sedativa (i nuovi meno sedativi). Si riteneva che il funzionamento

dipendesse dalla capacità di interferire con la trasmissione dell’impulso mediato dalla dopamina,

concentrata nelle aree che regolano la vita istintuale e emotiva, e l’ipotalamo (ormoni). I più nuovi

agiscono soprattutto sulla serotonina. Possono essere somministrati IM, per OS e EV, ma principalmente

per OS, meglio se in gocce, per assorbimento più regolare. Il catabolismo avviene a livello epatico. Hanno

emivita plasmatici molto lunga (anche 40 ore), ma delle tracce fino a 6 mesi dopo trattamento lungo. Non è

facile definire la dose terapeutica, cmq hanno un alto margine di sicurezza. Gli effetti antipsicotici

sembrano comparire in modo “tutto o niente”. La somministrazione monodose è possibile solo dopo che il

pz si è abituato agli effetti collaterali e abbia raggiunto il livello di steady state (almeno 4-7 giorni, prima

dei quali non si può valutare l’efficacia).

Uso clinico

Agiscono soprattutto riducendo i sintomi positivi (delirio e allucinazioni), e sono meno efficaci sui negativi

(ritiro sociale). Con i farmaci a maggior potenza (efficaci anche a bassi dosaggi), si associa meno sedazione

e ipotensione, ma maggiori effetti collaterali di tipo parkinsoniano. Uno dei criteri per la terapia si basa sul

tentativo di evitare almeno alcuni effetti collaterali. E’ quindi opportuno iniziare la terapia con piccole dosi

più volte al giorno e poi aumentare (non farmaci deposito inizialmente). Se vengono assunti da un pz non

psicotico inducono un intenso senso di appiattimento e svuotamento emotivo, effetto molto diverso da

quello indotto da un ansiolitico. Rapidamente agiscono su fenomeni dispercettivi e allucinazioni, solo dopo

sui disturbi del pensiero (deliri). I sintomi più controllati sono: aggressività, iperattività, ostilità,

negativismo, allucinazioni, deliri acuti, insonnia, trascuratezza della persona, anoressia, indifferenza

all’ambiente. Hanno un tempo di latenza di circa 2 settimane.

Terapia di mantenimento

Il tasso di ricaduta può essere ridotto se si continua a lungo la terapia farmacologia dopo la remissione dei

sintomi. I farmaci long acting sono utili per favorire la compliance e prevenire le ricadute, però può

spingere il terapeuta ad avere meno rapporti col pz.

Uso nei pz geriatrici

La scelta più adeguata è di antipsicotici più potenti a bassi dosaggi, che hanno meno reazioni tossiche a

livello del SNC con confusione, letargia o agitazione. Però possono causare maggiori effetti extrapiramidali

(parkinsoniani).

Uso nei bambini

Le dosi nei b in età scolare non sono molto più basse di quelle dell’adulto. La velocità di metabolizzazione

e eliminazione è spesso molto più rapida. Attenzione a ritmo di accrescimento e rendimento scolastico.

Effetti collaterali e tossici

L’indice terapeutico è piuttosto elevato: è impossibile un suicidio. Cmq indurre il vomito è infruttuoso a

causa della loro azione antiemetica. Gli effetti collaterali, tranne quelli extrapiramidali, sono più fastidiosi

che pericolosi: torpore, debolezza, senso di svenimento, rigidità muscolare, mancanza di espressività del

volto e tremori.

• Distonie acute: prolungate contrazioni di collo, bocca, lingua, occhi e tronco, che compaiono all’inizio del

trattamento, soprattutto negli adolescenti maschi. Si risolve con farmaco antiparkinsoniano EV, solo se

veramente necessario perché molto più tossico

• Parkinsonismo iatrogeno: tremori, rigidità, rallentamento, riduzione della mimica faciale che compare

nelle prime settimane. Possono essere erroneamente interpretati come difetto mentale o aggravamento

psicotico

• Acatisia: irrequietezza motoria, nervosismo, incapacità a stare a lungo fermi, stato d’ansia

• Discinesia tardiva: sindrome extrapiramidale che insorge dopo trattamenti prolungati: movimenti

involontari simili a tic, lente contorsioni estremamente imbarazzanti e invalidanti. Si aggravano con i

farmaci antiparkinsoniani e non ha rimedio specifico

• Sindrome maligna: crisi ipotalamica con estrema rigidità e tremori, iperpiressia grave,difficoltà

respiratorie, sbalzi di pressione con rischi di insufficienza renale e morte.

• Convulsioni epilettiche: soprattutto i neurolettici a bassa potenza possono accentuare la tendenza alle

convulsioni a soggetti predisposti.

• Effetti anticolinergici: secchezza della bocca, disturbi sessuali, disturbi dell’accomodazione visiva,

stitichezza e difficoltà a urinare

• Reazioni cutanee: fotosensibilizzazione, alterazione del colorito ed eruzioni cutanee

• Effetti cardiovascolari (sintomi adrenergici): ipotensione ortostatica, aritmie in pz predisposti

• Effetti ormonali: aumento di peso per modificazioni dell’appetito, ginecomastia e galattorrea, alterazione

della libido, incapacità giaculatoria, ritardo dell’ovulazione, amenorrea e anorgasmia a causa dell’aumento

della produzione di prolattina (ormone ipofisario)

• Ittero: blocco diescrezione della bile

• Agranulocitosi: calo dei globuli bianchi con malessere e febbre

Uso in gravidanza e allattamento

Non sono dimostrate alterazioni fatali

Interazioni

Con ansiolitici, ipnotici, oppiacei e alcool: potenziamento degli effetti

Con antiacidi, succhi di frutta, tè e caffè: riduzione degli effetti

Antipsicotici atipici

I moderni antipsicotici atipici agiscono soprattutto sulla serotonina, con effetti sui sintomi sia positivi che

negativi. Sono prodotti estremamente costosi e andrebbero utilizzati solo se i tradizionali non hanno effetto

e quando prevalgono sintomi negativi o quando si cerca di ridurre gli effetti extrapiramidali.

Durata del trattamento

Dipende dalla patologia. Agitazione, irrequietezza e confusione si riducono dall’inizio, poi allucinazioni e

per ultimo i deliri

Educazione al paziente

Spesso le ricadute sono associate a scarsa compliance. Il terapeuta deve educare pz e familiari a riconoscere

i sintomi di una ricaduta (aggravandosi può interpretare anche la cura in modo psicotico). Molti pz tendono

ad abbandonare la cura: gli effetti collaterali scompaiono subito, ma i sintomi non ritornano rapidamente

(emivita lunga) quindi si sentono molto bene, fino alla ricaduta!

CAP 5 FARMACI ANSIOLITICI

Breve storia

Le benzodiazepine (BDZ) sono disponibili dal 1961 e sono efficaci su ansia reattiva a condizioni di stress,

eccitazione negli stati maniacali, ipertiroidismo, insonnia, oltre che ai veri disturbi d’ansia e DAP. Sono

disponibili oltre 20 molecole differenti.

Caratteristiche generali delle BDZ

Tutte le BDZ producono i seguenti effetti, in modi diversi, specie a bassi dosaggi (ad alte dosi sempre

estrema sedazione e sonno stuporoso):

• Riduzione dell’ansia

• Sedazione

• Azione ipnoinducente

• Azione miorilassante

• Azione anticonvulsivante

Sono privi di azione antidepressiva (tranne alcune molecole nuove tipo Xanax) e analgesica. L’uso

prolungato provoca tolleranza Hanno un assorbimento velocissimo per bocca. La scelta del prodotto

dipende dagli effetti che si ricercano: se ansiolitico o ipnotico, con emivita breve o più lunga

Indicazioni terapeutiche

Indicati quando ansia e sintomi correlati sono intollerabili o interferiscono con attività sociali, iccupazionali

e interpersonali. Utili nel controllo delle somatizzazioni (spesso presenti in associazione con antispastici),

nei disturbi del sonno e nell’astinenza alcolica, ma con cautela, per rischio di dipendenza e alterazione della

funzionalità epatica; coadiuvanti nell’epilessia. La somministrazione di un farmaco a emivita lunga la sera,

fa dormire bene e mantiene l’effetto in parte anche di giorno.

Dosi terapeutiche

Dipendono dalla molecola. Non è mai utile aumentare i dosaggi oltre un certo limite, per assuefazione e

astinenza psicologica e fisica, con sintomi molto simili all’ansia e DAP. L’emivita lunga, quindi la

monodose, può far sentire il pz meno malato, però c’è rischio di accumulo.

Effetti collaterali e tossici

A dosi elevate o in pz sensibili ci può essere stanchezza, debolezza, sonnolenza, vertigini, disorientamento,

ipotensione, calo del desiderio, alterazioni mestruali, riduzione dei riflessi. Possono causare amnesia. Ci

possono essere reazioni paradosso, specie nei bambini, con comparsa di agitazione, aggressività, ostilità,

pianto incontrollabile. Nell’adulto possono ridurre le inibizioni (come l’alcool) e nell’anziano può

comparire ideazione paranoide e confusione. E’ davvero difficile uccidersi con le sole BDZ. La tossicità

acuta provoca sonnolenza, stupore, iperpiressia, contrazioni muscolari, rallentamento del respiro che si

risolvono spontaneamente entro 36-48 ore.

Interazioni

Effetto potenziato con alcool, altri tranquillanti, gastroprotettivi

Controindicazioni

Non ci sono controindicazioni assolute, ma vanno maneggiati con cautela in anziani, epatopatici, con

glaucoma, ipertrofia prostatica e con problemi respiratori.

Uso in gravidanza e allattamento

Vanno evitate nei primi 3 mesi di gravidanza per rischi teratogeni e al termine della gravidanza per rischi di

insufficienza respiratoria. Vanno evitate durante l’allattamento per sedazione e depressione respiratoria.

Tolleranza e dipendenza

Andrebbero prescritti per periodi brevi e a basse dosi. Sindrome da astinenza: l’interruzione dopo alte dosi

per periodi prolungati. Difficile separare i sintomi relativi a dipendenza psicologica da quelli da dip fisica:

ansia, tensione, tachicardia, apprensività, confusione, insonnia, mancanza di appetito, sudorazione, cefalea,

brividi, irritabilità, derealizzazione e depersonalizzazione (DAP!). Tutto ciò provoca la paura della paura. Il

paziente interpreta i sintomi come peggioramento della patologia, non astinenza, quindi non interrompono

o addirittura aumentano la terapia. La sindrome di astinenza raggiunge il culmine dopo 3-7 giorni e

occorrono da 2 a 4 settimane perché regredisca (se fosse vera ansia ancora di più). Il trattamento consiste

nel passare da BDZ a emivita breve a più lunga perché hanno una copertura più stabile, con riduzione

graduale della dose (5-10% a settimana).

Prevenzione della dipendenza

Somministrare solo in casi realmente necessari, alle dosi più basse possibili e a pz non a rischio di

dipendenza. Prevedere una graduale riduzione e far comprendere che il farmaco, rimedio sintomatico, è

solo una parte di una strategia generale di trattamento.

Altri ansiolitici

Farmaci diversi dalle BDZ, destinati a patologie differenti, vengono a volte utilizzati come ansiolitici

(betabloccanti, antiMAO…)

CAP 6 FARMACI ANTIDEPRESSIVI

Gruppo di farmaci molto diversi tra loro. La depressione è una condizione molto complessa, determinata da

aspetti comportamentali, affettivi, cognitivi, sociali e organici. Spesso indica l’aspetto emergente di molte

patologie di diversa origine e eziologia e rappresenta una delle esperienze più dolorose che una persona

possa vivere. I farmaci hanno portato anche alla costruzione di una teoria biochimica della depressione.

Prima del 1950 la terapia delle forme gravi prevedeva l’utilizzo di terapie shock (ECT, insulina, docce

gelate), poi sono arrivati gli IMAO, ora considerati di seconda scelta. Gli antidepressivi ristabiliscono un

equilibrio nella produzione di alcuni neurotrasmettitori (noradrenalina, serotonina, dopamina), favorendo

una maggior propensione all’azione, una maggior apertura sociale e creatività. Ci sono:

• triciclici,

• antiMAO: più antichi, poi scomparsi e ora in recupero

• atipici,

• SSRI (inibitori selettivi della serotonina)

• NARI (inibitori selettivi della noradrenalina

TRICICLICI (AT)

Caratteristiche generali dei triciclici

• Efficacia: la validità si manifesta soprattutto nella terapia dei pz più gravi e nelle forme endogene, cioè

non riferibili ad eventi esterni. Infatti il 20-50% dei pz guarisce spontaneamente entro le prime 6 settimane

e il 50% nei 6 mesi, quindi solo il 30% risponde effettivamente alla terapia farmacologia.

• Effetti: non sono stimolanti: su soggetti normali non inducono né stimolazione né alterazione dell’umore,

invece sui depressi migliorano il tono dell’umore, sbloccano l’inibizione psicomotoria, hanno attività

ansiolitica, stimolano l’appetito. A volte causano insonnia, ipomania e allucinazioni con viraggio in senso

maniacale.

• Ipotesi sul funzionamento: l’effetto antidepressivo è dovuto alla sollecitazione a produrre sostanze carenti

nel depresso e alla regolazione della sensibilità dei recettori (serotonina)

Vie di somministrazione, farmacocinetica e metabolismo dei triciclici

Il tempo di latenza medio è abbastanza lungo: 1-4 settimane, anche se non è uguale per tutti i farmaci.

Quindi bisogna prevedere quando dovrebbe avvenire l’effetto terapeutico e aspettare prima di cambiare.

L’ultimo ad ammettere il miglioramento è cmq il pz: osservare quindi la mimica, la velocità e il contenuto

dell’eloquio, parlare con i familiari. Somministrati per os (solo in ospedale in fiale – Anafranil). L’emivita

plasmatica e l’efficacia sono molto diverse da un pz ad un altro. Se la molecola ha proprietà sedative,

meglio somministrarlo la sera, ma la monodose può esporre a effetti collaterali importanti

Uso clinico

• Indicazioni: oltre alle depressioni maggiori caratterizzate da intense somatizzazioni:

o DAP con o senza agorafobia

o Deficit di attenzione con iperattività motoria

o Fobia della scuola

o Ansia da separazione nell’infanzia

o Pseudodemenza con depressione nell’anziano

o Anoressia e bulimia

o Sindromi dolorose croniche (nevralgia del trigemino e emicrania)

o Sindrome ossessivo compulsiva

o Neuropatia diabetica periferica

o Narcolessia

o Apnea notturna

o Ulcera peptica

Il trattamento va protratto a dosi progressivamente ridotte dopo la guarigione per alcuni mesi.

Nella schizofrenia possono aggravare il quadro psicotico

• Scelta del farmaco: effettuata in base alle caratteristiche della depressione, le condizioni somatiche del

pz e la necessità di limitare alcuni effetti collaterali. Per esempio, nel disturbo bipolare, i triciclici, così

stimolanti, possono causare un rimbalzo in fase maniacale.

• Dosi: iniziare con piccole dosi per poi salire gradualmente, poiché i risultati non sono più rapidi ad alte

dosi iniziale, invece sarebbero molto forti gli effetti collaterali.

Per la tossicità del farmaco e la tendenza al suicidio, non andrebbe lasciata più di una confezione al pz. Il

rischio di suicidio è maggiore all’inizio del trattamento, perché la componente motoria viene stimolata

prima del tono dell’umore: i pazienti trovano la forza e la decisione di suicidarsi.

• Terapia di mantenimento: dopo aver ottenuto dei risultati è opportuno continuare per mesi o anche 1

anno con dosaggi medi o ridotti, per scongiurare una recidiva, che è massima nei primi 6 mesi dopo

sospensione della terapia. Il 60-70% dei pz ha recidive durante il primo anno successivo a un trattamento

efficace senza mantenimento, mentre è del 30% con mantenimento.

• Terapia negli anziani: dosaggi ridotti, specie con antidepressivi nuovi.

• Terapia in bambini e adolescenti: la depressione nei bambini si manifesta, oltre che con la sintomatologia

classica, con sconforto, sentimenti di disapprovazione e sensi di colpa, ansia da separazione, fobia della

scuola, disturbi specifici di sviluppo e apprendimento, disordini della condotta, aggressività, alterazioni

dell’appetito. Tutte condizioni, diverse tra loro, che rispondono spesso bene agli antidepressivi

Controindicazioni

Sconsigliati a epatopatici, cadiopatici, con ipertrofia prostatica, glaucoma, ipotonia intestinale.

Tossicità

L’overdose si manifesta con coma, convulsioni, tossicità cardiaca e necessita ricovero. Gli effetti tossici

possono durare 10-14 giorni a causa della lunga emivita. Non è un evento raro e la mortalità media è

dell’1% negli adulti e 10% nei bambini

Effetti collaterali

Circa il 5-10% dei pz presenta importanti effetti tossici, i più frequenti sono:

• Xerostomia (deficit della salivazione)

• Stitichezza per riduzione della motilità intestinale e difficoltà a urinare

• Alterazioni delle funzioni sessuali orgasmica o erettile

• Ipotensione posturale

• Deficit dell’accomodazione visiva

• Disturbi del sonno

• Comparsa di convulsioni in pz epilettici o predisposti

• Sindrome da astinenza dopo brusca interruzione con:

o Nausea

o Diarrea

o Cefalea

o Disturbi del sonno

o Ipersecrezione bronchiale

o Crampi muscolari

L’aumento di peso è dovuto spesso alla regolazione dell’appetito: precoce indizio dell’effetto del farmaco

Interazioni con altre sostanze

Effetti amplificati con alcool, antistaminici, barbiturici, sedativi, antiepilettici, antiparkinsoniani.

Sconsigliata la somministrazione con IMAO e benzodiazepine ipnoinducenti

Uso in gravidanza e allattamento

Possibili rischi teratogeni

ANTIDEPRESSIVI ATIPICI (ETEROCICLICI)

La potenza antidepressiva degli AT non sembra essere ancora stata eguagliata. Gli atipici sono rapidamente

assorbiti per os e hanno un’emivita breve. Sono molto eterogenei tra loro

INIBITORI DELLA RICAPTAZIONE DELLA SEROTONINA (SSRI)

Interagiscono solo con la serotonina, quindi non provocano effetti anticolinergici (xerostomia, visione

indistinta, stipsi), adrenergici (ipotensione ortostatica, tachicardia) o antistaminici (aumento del peso e

sedazione).

Il PROZAC è molto efficace e attivante, non è rapido (effetti in 20 giorni), ma ha portato ad abuso con

eccessi: aggressività estrema fino a omicidio e suicidio. Induce un vago senso di nausea e riduce

decisamente l’appetito

Lo SEROXAT ha un’emivita brevissima e ha un’azione antipanico. Ha modesti effetti collaterali: nausea,

sonnolenza, tremori, xerostomia, insonnia, stipso i diarrea.

Lo ZOLOFT è il più rapido, spesso assunto in dose unica a stomaco pieno. Può provocare agitazione,

insonnia, ritardo dell’eiaculazione

Scelta dell’antidepressivo

Non esistono antidepressivi migliori in assoluto. La scelta è guidata da una buona conoscenza delle

caratteristiche terapeutiche del farmaco e da un’ottima conoscenza delle caratteristiche psicologiche e

organiche del pz. Prima di ritenere inefficace un farmaco, va somministrato almeno per 1 mese.

Eventualmente poi va cambiato con un farmaco di una classe molto diversa


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

16

PESO

89.44 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Psicologia clinica
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher caranzame di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicofarmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Kore Enna - Unikore o del prof Presti Giovambattista.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in psicologia clinica

Riassunto esame Psicoterapia Relazionale, prof. Lo Verso, libro consigliato Le Psicoterapie: Teorie e Modelli d'Intervento, Gabbard
Appunto
Riassunto esame Monitoraggio degli Interventi Educativi sul Disagio, prof. Amenta, libro consigliato Gestire il Disagio a Scuola, Amenta
Appunto
Riassunto esame Fattori di Rischio e Protezione nello Sviluppo, prof. Schimmenti, libro consigliato Tra Rischio e Protezione, Di Blasio
Appunto
Riassunto esame Monitoraggio degli Interventi Educativi sul Disagio, prof. Amenta, libro consigliato Il Counseling in Educazione
Appunto