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Riassunto esame psicobiologia, docente Moro, libro consigliato Il Cervello, Matelli

Lo studio delle basi fisiologiche del comportamento umano non può prescindere da una conoscenza dell'anatomia dell'encefalo e del sistema nervoso centrale. Questa breve introduzione alle strutture neuroanatomiche del cervello e alle funzioni ad esse associate rappresenta un valido strumento per comprendere i fondamenti anatomofisiologici dell'attività psichica. Con un ricco e chiaro apparato... Vedi di più

Esame di Psicobiologia docente Prof. V. Moro

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potenziale d’azione perché gli ioni sono fermi, nella fase di iperpolarizzazione in

realtà è possibile pero serve una depolarizzazione maggiore perché invece di partire

da -70 si parte da -80/85, ecc.

L’impulso nervoso ha una direzione precisa: dendriti afferenti, assone efferente. Dove

si genera? Il neurone produce il potenziale in unico punto della cellula, da dove inizia

assone che si chiama monticolo assonico , dove si forma il potenziale d’azione, il

quale deve arrivare ai bottoni sinaptici. Fa una propagazione che ha unica direzione

dal centro verso periferia. Come fa a propagarsi? Si rigenera in ogni punto

dell’assone fino al bottone s. e si riproduce sempre con la stessa intensità (che è tutto

o nulla), senza perderla.

LA PROPAGAZIONE DELL’IMPULSO:

Per velocizzare la propagazione c’è il processo di mielina (mielinizzazione), sostanza

grassa, bianca, che avvolge come una salsiccia alcune parti dell’assone, e tra una

salsiccia e l’altra ci sono punti ove vi è il potenziale d’azione, i nodi di Ranvier.

Tutto ciò che vediamo nello sviluppo del bambino in parte è legato alle connessioni,

ma in grande parte al processo di mielinizzazione, che avanza fino a età adulta,

processo che viene meno per primo nell’invecchiamento. Importante per l’efficienza

delle terminazioni nervose. Le malattie de-mielinizzanti: sclerosi multipla.

La mielina accelera la trasmissione dell’impulso. Altro meccanismo che accelera è il

diametro dell’assone. L’informazione deve passare in altre zone, attraverso le sinapsi,

che sono collegamenti, giunzioni tra due cellule, anche diverse fra loro (quella che

riceve può essere diversa, quella che da è un neurone).

Quando il p. di azione arriva al bottone si aprono dei canali per il calcio. Incontra

delle vescicole che contengono neurotrasmettitori. Il calcio si lega alle vescicole, che

le sposta verso la membrana pre-sinaptica. A questo punto le vescicole si aprono e

rilasciano nello spazio/fessura sinaptica i neurotrasmettitori. Questi vengono captati

da recettori, ovvero canali della membrana post-sinaptica. All’arrivo dei

neurotrasmettitori questi canali si aprono lasciando passare gli ioni+ o neg.: se

entrano ioni + avremo nella cellula che riceve una depolarizzazione (riduzione neg.

quindi eccitazione), se entrano ioni negativi avremo iperpolarizzazione, quindi una

inibizione. Ciò si chiama potenziale post-sinaptico che è la variazione di polarità che

avviene nella cellula dopo la sinapsi.

(Meccanismo utile perché tutti i farmaci che agiscono sul sistema nervoso agiscono a

questo livello, per comprendere l’attività che svolgono i farmaci).

Diversi neurotrasmettitori sono coinvolti in reti diverse, lo stesso neurotrasmettitore,

a seconda del recettore che ha, può aprire i canali per ioni+ o ioni.

I recettori sono specifici per ogni neurotrasmettitori. 5

23 novembre

L’intensità della stimolazione (luce intensa, suono…) deriva da due fattori:

1. quantità cellule attivate

2. velocità con cui le stesse cellule vengono attivate, che viene data dai treni di

impulso

Nell’iperpolariz. impossibile che uno stimolo depolarizzatore di una certa intensità

permetta di arrivare alla soglia, stesso principio della somazione spaziale: fatto di

tante sinapsi contemporaneamente, mentre la somazione temporale è l’effetto sulla

stessa sinapsi di impulsi ravvicinati.

Assone è una parte di una cellula (neurone), è il prolungamento della cellula dove le

cariche si muovono seguendo le regole della membrana, dei gradienti e della

semipermeabilità. Si muovono nel senso che il potenziale che origina sempre dal …

assonico, punto in cui l’assone germina dal corpo cel., poi si muove con lo

sfruttamento delle cariche, che seguono la direzione della polarità (le cariche positive

verso la negatività).

Sinapsi assassoniche: il loro compito è di modulare l’attività della cellula, ovvero una

cellula invia potenziale d’azione che creano risposte (potenziali post-sinap). Ci può

essere un treno di impulsi e una sinapsi che interviene (inibitoria) quindi può bloccare

il potenziale o rallentare il treno di impulsi. Aumentano o riducono la positività per

rendere attiva la cellula.

Sinapsi modulatorie: …

Nodi di Ranvier: porzione dell’assone che non è rivestita da mielina, che sta tra due

rivestimenti mielinici.

La GLIA è l’ insieme di cellule del sistema nervoso che non sono neuroni, importanti

per il sistema nervoso. Le micro-glia sono l’insieme di cellule molto piccole che

assorbono le tossine prodotte dall’attività metabolica dei neuroni, un pò come gli

avvoltoi o gli spazzini. Una delle cause del dolore neuropatico (dove non c’è la parte

ma sentono dolore) è proprio questo processo di tossicità.

Gli astrociti sono cellule che collegano i capillari con i neuroni, ponte perché arrivino

le sostanze nutritive ai neuroni (zuccheri).

Cellule di Schwann: producono la mielina nel s.nervoso. Sono un tipo

di cellula del sistema nervoso periferico, facenti parti della glia. La loro principale

funzione è quella di rivestire gli assoni dei neuroni con uno strato di mielina, che

conferisce ai nervi e ai tratti un aspetto bianco brillante. Grazie alle doti di isolante

elettrico, la mielina aumenta la capacità di conduzione degli assoni stessi.

Anatomia e fisiologia della cellula e sinapsi che sono a centinaia. Le reti nervose

sono l’insieme di cellule che si attivano in modo collegato, ovvero si possono attivare

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contemporaneamente o in rapida successione. Come si formano queste reti: legge di

apprendimento hebbiano (Hebb neuroscienziato del 900), che sostiene che quando

due o + celle si attivano contemporaneamente per un numero ripetuto di volte, accade

che all’attivarsi di queste si attivano anche tutte le altre. Questo perché si sono create

le connessioni. Il risultato della rete nervosa: si creano miliardi di miliardi di reti per

cui tutte le parti del cervello sono collegate tra loro. Questi sono collegati da assoni e

dendriti (nel corpo sono i nervi e nel s.n.c. tratti, ovvero gruppi di assoni e dendriti).

Fasci che uniscono aree vicino del cervello.

Il più importante è il corpo calloso occupa molto spazio. Parla della “mano

anarchica” come esempio: quando usiamo le mani è necessario che il gioco di

eccitazione e inibizione funzioni perfettamente, per avere autonomia tra destra e

sinistra: Se il piano motorio è lo stesso non funziona. Serve ci siano collegamenti che

si attivino e si inibiscano per avere la perfetta sintonia nella coordinazione, per

evitare “l’azione mirror” (entrambe le mani fanno stessa azione). Il nostro cervello è

occupato da sostanza bianca in gran parte, quindi molto delle differenze dello

sviluppo è dovuto dalle reti nervose e non dalla quantità di cellule.

In queste connessioni ruolo importante è dei neurotrasmettitori delle vescicole

sinaptiche, liberati nella sinapsi nel momento in cui arriva l’impulso nervoso e si

aprono le vescicole. Hanno dei recettori specifici nella membrana post-sinaptica e

seconda dell’accoppiata neurotrasmettitore- recettore posso essere eccitatori (entrano

ioni+) o inibitori (ioni-).Vanno a produrre i potenziali post-sinaptici. Ci sono dei

precursori, sostanze da cui si formano i neurotrasmettitori.

Molti farmaci agiscono proprio sui neurotrasmettitori aumentandone o riducendone la

liberazione o riducendone la ricaptazione, ecc. 7

Ormone e comportamento:

gli ormoni sono sostanze chimiche secrete da ghiandole nel torrente sanguigno da

• parte di cellule specializzate e trasportate in altre parti del corpo, dove agiscono su

particolari tessuti bersaglio per produrre effetti fisiologici specifici.

la maggior parte degli ormoni sono prodotto dalle ghiandole endocrine (epifisi,

• ipofisi, tiroide, surrenali, pancreas, gonadi). Gli ormoni influiscono anche sui

comportamenti sociali come il testosterone che è maggiormente presente negli

uomini e che nella crescita dell’uomo viene prodotto in determinate fasi della vita,

come in adolescenza. Il loro ruolo di questi ormoni nel comportamento: possono

rendere aggressivo il ragazzo, ma non determinano un comportamento bensì lo

modulano, andando a modificare l’intensità e la probabilità che il comportamento si

manifesti. Tuttavia la relazione tra ormone e comportamento e bilaterale: se è vero

che l’ormone aumenta la probabilità del comportamento, è altrettanto vero che la

rabbia (comportamento) procura il testosterone. La quantità dell’ormone dipende

anche dal comportamento. Più ci si arrabbia più si produce testosterone. Ha bisogno

d’essere contenuto. La produzione degli ormoni è a intermittenza, ovvero il corpo

stima quanto di quell’ormone c’è in circolo attraverso il collegamento tra sistema

ormonale e nervoso.

Principi di funzionamento:

azione graduale (dipendente dal loro livello di concentrazione nel sangue);

• secrezione ad intermittenza;

• modificano intensità;

• lo stesso ormone può avere effetti diversi e lo stesso comportamento è influenzato

• da ormoni diversi;

i livelli ormonali cambiano ritmicamente nel corso della giornata;

• agiscono solo sulle cellule che possiedono la proteina recettrice specifica.

• •

• Differenze tra i due sistemi,

ormonale e sistema nervoso:

- differenza principale: senza

attività neurale non si ha il

comportamento, l’attività

neurale determina il

comportamento;

- sistema ormonale: modula

intensità e probabilità del

comportamento;

- l ’ a t t i v i t à d e l s . n . è

controllabile, ovvero si può

scegliere di non fare qualcosa,

ma non è così nel sistema ormonale;

- i segnali nervosi sono tutto o nulla, mentre il s. ormonale funziona in modo

graduale e il cambiamento determina l’effetto;

- il s. nervoso è velocissimo; 8

- il s.n. ha una trasmissione canalizzata mentre il s. ormonale è diffuso perché gli

ormoni vanno nel sistema circolatorio e poi nel tessuto bersaglio.

• Somiglianze:

- sia neurone che ghiandole sintetizzano sostanze;

- sia il s. nervoso che il s. ormonale sono stimolati da eventi che possono accadere

perché registrati dal s. nervoso o da messaggi che hanno intorno;

- ci sono neurotrasmettitori che agiscono come ormoni e viceversa (adrenalina).

• Come si collega sistema ormonale e nervoso? Sistema ipotalamo-ipofisario

che è il principio del

collegamento tra i due.

L’ipotalamo è un insieme d

nuclei del s.n. (nuclei:

agglomerati di corpi cellulari)

e ogni nucleo ha funzioni

diverse. L’ipotalamo va a

regolare l’attività dell’ipofisi,

ghiandola di piccole

dimensioni sotto l’ipotalamo.

E’ metà un nucleo (parte

posteriore) del s.n. e metà

ghiandola (parte anteriore) e

produce ormoni tropici che

vengono raccolti dalle ghiandole endocrine. C’è una comunicazione attraverso il s.n.

che attiva l’ipofisi produce ormoni tropici (perché stimolano produzioni di ormoni

specifici). Equilibrio dei due sistemi per equilibrio dell’organismo. Tutti i meccanismi

di base hanno grande lavoro

ormonale. Esempio

dell’allattamento: la suzione crea la

produzione di latte, informazione

trasmessa all’ipofisi. Studi

dimostrano che l’ormone della

crescita viene liberato durante il

sonno. Chiaramente non dipende

solo da questo. Anche con la

febbre, perché l’alta temperatura

accelera l’azione metabolica.

Gli ormoni agiscono anche

sull’apprendimento.

Gli ormoni tropici sono liberati dall’ipofisi, che nella gerarchia è la ghiandola più in

alto, a seconda del bisogno; libera i tropici, circolano nel sangue, vengono assorbiti

da ghiandole endocrine e stimola l’ormone. 9

OBBLIGATORIO STUDIARE SULLE IMMAGINI!!! L’anatomia è un

apprendimento visivo. Va bene qualsiasi manuale. Del nostro testo seguire a lezione

cosa fare e cosa no.

Sezioni del cervello :

- frontale, taglio davanti a dietro

- assiale, taglio dall’alto a sotto

- sagittale, taglio da dx a sx

I tratti sono nel s.n.c. e sono semi di fibre nervose (assoni e dendriti), mentre sono

nervi quando sono nel sn. periferico. Questi tratti visti da dietro occupano una

quantità di spazio. Gran parte della struttura del cervello è occupato da tratti. In grigio

sono cellule. Il nero è acqua, il piano sono fasci di fibre. Il corpo calloso che unisce i

due emisferi occupa molto spazio. PARTE DI ANATOMIA, testo

“IL CERVELLO”

Cenni di anatomia:

• Sistema nervoso centrale: costituito dal

cervello e midollo spinale, è quella parte

del s.n. contenuta all’interno di strutture

ossee (cervello nel cranio, il midollo

spinale nella colonna vertebrale),

protettive per i sistema nervoso.

• Sistema nervoso periferico: tutti i nervi

che fuoriescono dal cervello (nervi

cranici, 12 paia, hanno il loro nucleo nel tronco encefalico, che è tra cervello detto

telencefalo e midollo spinale) e dal midollo spinale (nervi spinali).

Altra classificazione del sistema nervoso:

Il sistema nervoso ha due componenti:

- componente sensoriale: raccoglie info dall’ambiente esterno attraverso i recettori

sensoriali e attraverso i nervi sensoriali portano info al s.n.c.;

- componente motoria: manda il comando motorio a tutte le strutture, muscoli

scheletrici e organi interni, è il comando di attivazione. Ha:

- il sistema nervoso somatico, che da luogo ai nervi motori che innerviamo i

muscoli scheletrici;

- viscerale attraverso nervi ai musicali lisci degli organi interni. Esso si divide a

sua volta in:

- simpatico ha ruolo di attivazione (accelera battito, aumenta respiratorio,

dilata la pupilla,…);

- parasimpatico ha funzione di riduzione attività (riduce frequenza cardiaca,

battito respiratorio, riduce pupilla), che sono due parti che si bilanciano fra loro.

L’equilibrio del funzionamento interno dipende da questi due sistemi (crisi del

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vegetativo che è il s. viscerale). Quando uno dei due domina sull’altro ci sono

reazioni di tipo vegetativo.

Il sistema nervoso centrale è composto da:

- sostanza bianca: assoni e cellule ghiliari che compongono i tratti di connessione.

- grigia, composta da corpi cellulari raggruppati nella corteccia cerebrale e da nuclei

chiamati nuclei della base. Sono in strati e le cellule disposte a formare delle

lamine. I nuclei sono agglomerati a gomitolo.

Il primo sistema di protezione del s.n.c. sono le ossa, ovvero la scatola cranica e

colonna vertebrale;

il secondo sono le meningi: sia nel cervello che nel midollo spinale, composte da

tre membrane che avvolgono il s.n. La pia madre, la più interna, come il domopack

aderisce al tessuto; la seconda membrana… e terza membrana dura madre. Nello

spazio sotto la tac. scorre il liquor che si trova anche nel midollo spinale (quando si fa

la puntura lombare si analizza il liquor per trovare l’agente infettivo, o per diagnosi di

malattie generative);

il terzo fattore di protezione è il liquor, perché è la via di eliminazione sostanze

tossiche e perché produce una protezione meccanica. Immagina che il cervello

galleggi nel liquor, c’è spazio tra cervello e scatola cranica. Il liquor fa da cuscinetto

duranti i movimenti del cervello, altrimenti il cervello andrebbe a sbattere

producendo lesioni. In seguito a gravi traumi come anche nella boxe, sviluppano

traumi e demenze precoci dopo tutti i micro traumi ricevuti.

24 novembre

Barriera emantoencefalica: sistema preziose del s.n.. I suoi capillari e vasi sanguigni

che irrorano il tessuto nervoso hanno reti particolarmente strette che non fanno

passare alcune molecole al di fuori. La tachipirina ad esempio non passa la barriera

emantoencefalica e non va nel tessuto nervoso. E’ una protezione di tipo chimico.

Efferente: dal centro alla periferia.

Sistema motorio efferente ed afferente.

Ha componenti …12

Afferente: dalla periferia al centro.

MIDOLLO SPINALE Cap. 2

formazione tubolare all’interno della

colonna vertebrale, più corto di essa

perché finisce nella falda equina, che

sono nervi; ad ogni nervo esce una

coppia di nervi spinali a destra e a

sinistra, che forma il sistema

periferico. I fasci si ricongiungono in

unico nervo. 11

Si può dividere in 4 porzioni: cervicale, dorsale, lombare, sacrale. Corrispondono i

livelli di uscita del nervo. All’interno dei nervi convogliano tanti più piccoli fasci che

escono dal midollo prima di formare il nervo e che vanno a congiungersi nel nervo

mantenendo la loro separazione originale. Inoltre il nervo ha un rigonfiamento, il

ganglio che contengono corpi cellulari di cellule afferenti, cioè del sistema sensoriale

da fuori a dentro.

Parte dorsale del midollo: si occupa delle info. sensoriali. Radice dorsale entrano

• nel midollo, nel corno dorsale, corpo cellulare nel ganglio e afferente che va a

raccogliere l’info alla periferia;

Parte ventrale: corpo ventrale, radice ventrale, sistema efferente (motorio). Il

• corpo della cellula motoria è nel corno ventrale e l’assone forma la radice ventrale

fino a scendere verso la periferia a innervare le fibre muscolari (efferente).

Nel midollo spinale la sostanza grigia è tutta interna, formando questa sorta di farfalla

e l’esterna è sostanza bianca , da immaginare formata da tratti verticali perché le fibre

discendenti quando le informazioni sono motorie (ventrali e formano le colonne

ventrali) 32… e ascendenti quando portano le info al cervello (afferenti che formano

le colonne dorsali). E’ il livello più basso del s.n.c. 12

L’ ENCEFALO Le regioni principali dell'encefalo sono:

tronco

encefalico, diencefalo, cervelletto e

telencefalo. Ognuna di esse presenta

un'anatomia specifica, con compartimenti

specializzati in diverse funzioni.

1. TRONCO ENCEFALICO

Struttura intermedia tra il midollo

spinale e il cervello; e diviso in:

- mielencefalo, o bulbo, porzione più

bassa piccolo rigonfiamento, il bulbo,

ha la struttura analoga al midollo

spinale (fasci ascendenti/discendenti).

Importante perché ci sono alcuni dei

nervi cranici che innervano cuore e

polmoni. Si dice che nel bulbo v è il

centro del respiro. E’ all’interno della prima e seconda vertebra;

- metencefalo, anche chiamato midollo allungato, formato dal ponte e dal

cervelletto. Il ponte è simile a quello del midollo, ma vi è anche tutti gli altri nuclei

dei nervi cranici (facciale, acustico, ottico..), che innervano tutti gli organi interni.

Vi sono nuclei che producono sostanze importanti.

- ponte, ha fibre orizzontali che collegano il cervelletto al resto del snc. L’equilibrio

deve avere connessioni anche con il cervello e la muscolatura;

- mesencefalo, parte più alta del tronco, ha il nucleo …che è importante per la

produzione delle endocrine (sostanze in soccorso al dolore), nucleo ceruleus

(produce serotonina), e sostanza nigra 46… Contiene hanno altre funzioni come la

regolazione dl ciclo sonno-veglia (cicli circadiani): riceve info luminose che

attivano il sistema della vigilanza;

- 2. DIENCEFALO: prima parte che si raddoppia, ha una dx e una sx. Contiene il

talamo (insieme di nuclei) e i vari nuclei del talamo fanno cose diverse, di cui

passano tutti i sistemi sensoriali tranne l’olfatto. Contiene talamo, ipotalamo (sta

sotto), follicolo superiore (importante per il sistema visivo) e inferiore (acustico).

Amigdala, insieme in nuclei, importante per le risposte emozionali primordiali

(studiate molto la rabbia e la paura), di attacco-fuga, non controllate ma di istinto.

Nelle fobie c’è una iperattivazione delle risposte dell’amigdala. Il sistema

emozionale si può controllare grazie alle reti più evolute nei lobi frontali.

Ippocampo, parte della corteccia cerebrale mediale importante per la memoria

dichiarativa, che si usa ad es. quando si studia grazie all’ippocampo dx…e sx (,

info verbale), corpi mamillari. Tutti questi collegati nel circuito di Papez,

coincide col sistema limbico deputato alle emozioni. Giro del cigolo o cingolato è

la parte più interna della corteccia. Corpo calloso che avvolge il ventricolo

laterale. 13

LOBI dell’emisfero:

- 1. frontale fino al solco o scissura di Rolando, punto di riferimento, divide il l.

frontale dal. lobo parietale, ha sostanza bianca e grigia

- 2. temporale, sta sopra le tempie

- 3. occipitale, tutto sviluppato medialmente.

- 4. parietale.

Ci sono i giri (parte di corteccia tra un solco e l’altro). Es. dell’arrosto legato da

spago, ove lo spago è il solco e i rigonfiamenti sono 1.49 …

3. CERVELLETTO

E’ collegato al ponte, a forma di ventaglio visto dall’alto e andamento delle fibre

orizzontali. Fino anni recenti si pensava che avesse ruolo importante nella

coordinazione dei movimenti. In particolare nella modulazione fluidità nel

movimento ma anche nell’apprendimento motorio (sport, scrivere su tastiera,

suonare) si attiva il cervelletto e dei nuclei particolari. Questo ha a che fare coi nuclei

14

della base. Oggi si è scoperto che è importante anche in altre funzioni come memoria,

linguaggio probabilmente per i suoi collegamenti con la corteccia cerebrale.

Nasconde altro ancora di qui ad oggi è un mistero.

*Nucleo: insieme di corpi cellulari

Nel cervello 4 ventricoli dx e sx: sacche di liquido che producono il liquor che

raccoglie anche le tossine, vien prodotto dai ventricoli laterali.

4. TELENCEFALO

30 novembre

La corteccia cerebrale :

non è un rivestimento del cervello ma è la parte esterna dell’encefalo, che appare

grida perché abitata da corpi cellulari non rivestiti da mielina. La sostanza grigia è

organizzata nei gangli…mentre nella corteccia c. sono a strati.

Caratteristica della corteccia c. è essere organizzata in strati. Le strisce orizzontali

indicano la presenza di fibre che hanno una direzione oriz. che collegano parti della

corteccia; La neo cortex, parte più recente della corteccia, è costituita da sei strato che

si alternano strati di fibre prevalentemente e strati di corpi cellulari. Tutta la corteccia

cerebrale non è neo cortex, bensì ha una storia evolutiva progressiva. Alcune parti

sono molto antiche quindi le condividiamo con speck lontane da noi. Non hanno sei

strati ma solo tre. Tra queste più antiche ci sono alcune strutture fondamentali, come

l’ippocampo, struttura per la memoria, ricordare le cose a distanza di tempo. E’ nella

15

corteccia mediale (interna), ha tre strati. Altra corteccia è la cingolata anteriore, che è

legata all’attivazione, alla vigilanza, legata al sé autobiografico. La sua porzione

anteriore è molto antica e che condividiamo con tutti i mammiferi. Si dice che questa

sia fondamentale nei comportamenti di accudimento del cucciolo tant’è che non

compare nei rettili. se viene lesa c’è l’abbandono del cucciolo fino alla morte. E’

legato ai processi di sopravvivenza e a cortecce antiche. Questi strati quindi non sono

identici, e la distinzione è tra neo-cortex…20

Nella neo cortex questi strati non sono uguali tra loro. Broadmann fece uno studio

istologico della corteccia, studiando l’organizzazione cellulare della corteccia (anni

20). Nessuno aveva idea di cosa facessero le varie parti del cervello. Lui si accorge

che varie parti hanno un’organizzazione diversa nelle varie parti: un’area più

sviluppata dell’altra. A parità di dimensione, i vari strati non sono rappresentati allo

stesso modo. Se c’è una differenza anatomica, allora dev’esserci anche una differenza

funzionale. Quindi divide la corteccia in aree che numera dove ognuna ha delle

diversità dalle sue limitrofe. Si scoprirà poi che certe aree entrano in funzioni

specifiche (non si deve pensare al cervello che quell’area fa una certa cosa, ma il

cervello funziona sempre, sempre attivo e durante i compiti ci sono modulazioni in

alcuni aree, reti, dove vi sono dei nodi (centri) cruciali per determinati ruoli, non che

fanno quella cos da soli. Ci sono stati poi strumenti che hanno permesso di capire le

funzioni delle aree, facendo una prima classificazione tra le parti della corteccia:

1. aree primarie, sono quelle dove arrivano le info sensoriali, prima stazione

corticale delle info sensoriali. I 4 sensi (l’olfatto non arriva alla corteccia)

arrivano nelle cortecce primarie, che sono: a. corteccia visiva primaria,

nell’area 17, la corteccia visiva primaria (V1 o corteccia striata perché ha

l’aspetto a righe); b. corteccia uditiva primaria nel lobo temp. superiore

nell’area 52(o U1 o giro di Aschl); c. corteccia somato-sensoriale (tocco,..), (S1

o corteccia somato-sensoriale primaria o giro post centrale), si trova dietro al

solco di Rolando; lobo insulare che è in profondità tra lobo temporale e lobo. Vi è

un’insula (molto antica), interessante perché ha tre porzioni: posteriore, anteriore,

…; d. corteccia motoria primaria è davanti al solco centrale, nel giro pre-

centrale (M1 o giro pre-centrale). Caratteristica: hanno gli strati di fibre molto

sottili, ma molto spessi strati di cellule perché sono corteccia a basso livello di

integrazione dove arrivano tantissime info che arrivano solo in termini di punti e

linee o ogni cellula risponde a determinato tipo di stimolo. Manda i comandi

attraverso midollo nelle muscolari 38…, ove vi sono cell specifiche a singole

fibre all’interno di ogni muscolo. Quindi hanno tanti strati cellulari ben

rappresentati e stati di fibre poco rappresentati. Altra caratteristica è

l’organizzazione colonnale, chiamata anche organizzazione topografica,

dimostrato da Penfil., che ha creato l’omunculus, che mostra le parti del corpo

più sensibili, dove si ha una maggiore sensibilità, dove la discriminazione tattile è

più fine, laddove serve maggiormente (mani, lingua). E’ un’organizzazione

somato-topica;

2. aree secondarie, sono simili alle primarie ma anche alle associative. Sono le

corteccia in cui le info cominciano ad integrarsi, quindi l’info arrivata al singolo

si integra alle parti vicine. Integrano quindi le informazioni. 16

3. aree associative, integrano informazioni già in parte integrate tra loro. Ha reti

particolari e strati di fibra molto più sviluppate delle primarie perché necessitano

di tanti collegamenti e connessioni. Abbiamo due aree: 1. giunzione temporo-

pareto-occipitale, integra info visive, uditive, somato-sensoriali; 2. corteccia

pre-frontale che è l’ultima che si è sviluppata. Ha un’area associativa che

collega le info dalla giunzione temporo. con i sistemi motori. Integra anche i

sistemi motivazionali con l’azione. -Area di Broca, responsabile del linguaggio,

l’afasia è dovuta a una lesione in questa area. Nel lobo frontale. Non è solo l’area

del linguaggio ma pianifica anche l’atto motorio; -Insula, area integrativa le info

dall’interno del corpo e gustative con i sistemi anteriori di motivazioni all’azione.

SISTEMA VISIVO p.97

Nella corteccia visiva (p.101) c’è una info che arriva alla primaria attraverso il

talamo. Si chiama organizzazione retino-topica perché le info visive vengono raccolte

nella retina, immagine rovesciata. Le info non vengono rappresentate con la stessa

precisione. La messa a fuoco, visione foveale, sarà al centro, che avrò in modo più

dettagliato, dove c’è bisogno di più cellule. E’ più ampia rispetto la visione periferica.

Organizzazione retino-topica, ciò che viene visto con la visione foveale è più

rappresentato che con la visione periferica

SISTEMA UDITIVO1.20 p. 111

Anche la corteccia uditiva in modo tono-topico

ELABORAZIONE SENSORIALE

Percetto è ciò che percepisco. Tutti i sistemi percettivi hanno alcune stazioni (p.125):

- prima stazione, i recettori, (p.124), organi che sono in grado si trasformare uno

stimolo in modo da inviarlo alle vie nervose. Questi recettori devono essere

collegati alle fibre nervose (prolungamenti dei neuroni). Si avrà la via afferente

(sistemi di info che arrivano). Queste info se dal corpo devono arrivare al midollo

spinale. Quindi entrano nel corno

posteriore e fanno una sinapsi. I

recettori sono dei trasduttori,

ovvero, sono strutture capaci di

trasformare degli impulsi fisici in

elettrici (es. la pressione è un

impulso fisico, viene trasformato

in impulso elettrico attraverso la

depolarizzazione, per cui la

negatività della cellula diminuisce

per l’ingresso di ioni positivi nella

cellula, e se la portano alla soglia

parte il potenziale di azione.

Come fanno? Aprono canali. I

recettori sono in grado di aprire

17

canali (nelle fibre che si attaccano), facendo entrare ioni positivi per la

depolarizzazione. I canali del sistema acustico: ci sono delle onde e a seconda di

dove va l’onda viene trasmesso l’impulso. La membrana è rivestita da recettori

ovvero le cellule cigliate, che hanno dei peletti e che sono chiuse a riposo; quando

si crea l’onda, le ciglia si inclinano e inclinandosi aprano i canali del potassio, che

entra nel recettore e la depolarizza, e questo porta l’apertura delle vescicole, che si

aprono, rilasciano nello spazio s. i neurotrasmettitori, che vengono raccolti dai

recettori della membrana post-s. e si crea il potenziale sinaptico. Questo è il

principio di tuti i sistemi. Cosa succede nel sistema visivo? Ci sono i coni,

recettori che riconoscono i colori alla luce e sono nella fovea (parte di retina della

messa a fioco); i bastoncelli, per la visione periferica, attivati alla poca luce.

Succede ciò che abbiamo detto prima, ovvero si attivano perché le frequenze

luminose aprono dei canali, mentre alla poca luce si chiudono. Tutti i sistemi

sensoriali fanno la medesima cosa (papille gustative nel gusto).

L’info arriva al midollo spinale e poi al talamo:

- seconda stazione, il talamo, di tutti i sistemi percettivi eccetto l’olfatto. le info

arrivano organizzate in nuclei diversi (sistema visivo avrà il nucleo genic. laterale,

l’acustico il mediale) e organizzate in modo topografico. Arrivano alle cartacce

primarie. Qui fanno un’altra sinapsi, dove la nuova cellula arriverà alla corteccia.

Le info arrivano organizzate in nuclei diversi (nel s. visivo nucleo genicolato

laterale…), e nello stesso nucleo sono organizzate in modo topografico. Dal

talamo arrivano alle cortecce primarie. Ogni info ha un suo spazio preciso. Da qui

l’info va alle cortecce secondarie. Ad esempio nel visivo, che è il più sviluppato:

- l’info arriva organizzata com’era esattamente nella retina, in modo colonnale,

colonne per occhio ove all’interno della colonna ci sono cellule che vedono solo

linee di un certo tipo. Ma per vedere nell’insieme le info si devono integrare nelle

cortecce secondarie.

Esistono due teorie su come si arriva al percetto:

1. codifica gerarchica o seriale,

perché c’è una sequenzialità dei

processi. Abbiamo cellule che

registrano caratteristiche precise del

stimolo. Le caratteristiche elementari

vengono combinate in modo da

generare unità gnostiche che

progressivamente portano al

riconoscimento di oggetti complessi:

Es. abbiamo cellule nella corteccia che

registrano alcune caratteristiche fisiche

specifiche, che portano info a livello

superiori che codificano le specificità.

Per questo si dice gerarchica. Ognuno

discrimina una specificità, si integrano

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fino a codificare l’immagine piena, le cellule che la identificano sono quelle

gnostiche, che arrivano alla conoscenza dell’oggetto. Ad es. le cellule centro on, e

si attivano solo se colpite al centro e con una determinata caratteristica fisica

della luce. Le gnostiche sono unimodale nelle cortecce secondarie;

2. codifica di insieme, è una codifica in parallelo, perché i sistemi si integrano

parallelamente. Es.: ci sono varie parti del sistema visivo che si attivano in

parallelo e che si integrano perché funzionano contemporaneamente. Si diceva le

cellule della nonna perché hanno usato la metafora della nonna (vedo la nonna

nel suo insieme e nella codifica si arriva a dire che è la nonna perché tutti questi

sistemi specifici si attivano

contemporaneamente).

Sono nate una contro l’altra in

opposizione ma oggi si sa che si usano

entrambi i sistemi, in base agli aspetti

diversi dello stimolo, dove si usano

solo cortecce primarie e secondarie,

piuttosto che attivare vie parallele

(codifica analitica o d’insieme), sulla

base del contesto).

La percezione funziona cosi ma non è

tutta, perché esistono le cellule, le bi-

modali che integrano modalità

sensoriali già precocemente (neuroni

specchio). Come principio della percezione, questo è quello generale del

funzionamento del sistema percettivo (dai percettori, stadi, fino all’integrazione).

01 dicembre

Ripasso: i corpi cellulari (sostanza grigia) nel snc sono distribuiti:

- nella corteccia cerebrale, disposti in lamine

- nei nuclei della base, disposti a groviglio, in profondità del cervello. Ad es. il

talamo è un insieme di nuclei e in ognuno i corpi cell. si compattano.

Ipofisi: struttura per metà nervosa e meta callosa.

Insula=lobo insulare, stessa cosa.

Sistemi percettivi:

come l’info dal recettore periferico viene elaborato fino alle cortecce primarie,

associative,..

- nelle cortecce secondarie integrazione modale, ovvero nella stessa modalità

sensoriale;

- nelle grandi cortecce associative integrazione inter-modale, ovvero info tra

modalità diverse

- modalità che usa cellule bi-modali, cellule che rispondono a a due o tre modalità

sensoriali. Le cellule si attivano per più modalità sensoriali solo quando l’info

visiva viene data nella stessa posizione o vicina a quella tattile (es. esperimento

scimmia). Per una attivazione simultanea, si attivano le cellule bi-modali e visive.

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4 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Lo studio delle basi fisiologiche del comportamento umano non può prescindere da una conoscenza dell'anatomia dell'encefalo e del sistema nervoso centrale. Questa breve introduzione alle strutture neuroanatomiche del cervello e alle funzioni ad esse associate rappresenta un valido strumento per comprendere i fondamenti anatomofisiologici dell'attività psichica. Con un ricco e chiaro apparato iconografico, gli autori descrivono i principali componenti del Sistema nervoso centrale, concentrandosi sugli aspetti anatomo-funzionali. Un utile e snello strumento che può proficuamente accompagnare ogni corso di psicologia fisiologica e psicobiologia.


DETTAGLI
Esame: Psicobiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze pedagogiche
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher brunasoul di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicobiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Moro Valentina.

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