Gang giovanili
Perché nascono, chi ne fa parte, come intervenire
Termini:
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Gang organizzazioni che presentano struttura, numero di componenti e
attività di grande rilievo;
- →
Bande giovanili/banda urbana hanno carattere locale e ancorato a un
territorio di tante aggregazioni spontanee di ragazzi;
Le bande giovanili si caratterizzano per avere delle relazioni dirette, primarie
e quotidiane tra i membri; c’è una frequentazione persistente tra i membri che
ha durata variabile; i legami sono basati su sentimenti di amicizia, lealtà e
rispetto; c’è una strutturazione, minima, di ruoli e una condivisione di criteri
più o meno definiti di accettazione di nuovi membri (come anche di
allontanamento); i singoli si riconoscono come appartenenti al gruppo e
condividono con gli altri idee, valori, visioni e gusti; definiscono i ruoli di
incontro come “proprietà” più o meno esclusiva e non accessibile ad altri; a
volte possono consumare sostanze legali (alcol) o illegali; c’è una
partecipazione corale alla difesa del gruppo e dei singoli quando attaccati
fisicamente o verbalmente;
Poi ci sono altri elementi, non sempre presenti come la condivisione di azioni
indirizzati alla conquista di beni utili e/o simbolici con l’obiettivo o di mera
sopravvivenza o di guadagno e minimo arricchimento; la messa in atto di
violenza nel compimento di azioni per l’affermazione del dominio su un
territorio o per la regolazione di conflitti interni o esterni al gruppo; tendenze
distruttive verso cose e simboli; l’esibizione di forza e potenza per creare un
immagine di sé e del proprio gruppo o per mantenere il dominio sul
territorio; a volte possono gestire anche attività e servizi illegali e relativi alle
organizzazioni di criminalità organizzata (sottostando alle regole imposte da
quest’ultima).
Capitolo 1
Le cronache Italiane raccontano
Napoli se vi è un luogo, in Italia, che viene collegato naturalmente al
→
termine “bande giovanili” questo è Napoli. Questi gruppi costituiscono un
esempio significativo di aggregazioni giovanili per via delle peculiarità proprie
del contesto napoletano, dove le condizioni di vita, della cultura diffusa e della
situazione sociale con cui i ragazzi crescono. Si è osservato, per lungo tempo,
l’impossibilità di nascita di gang giovanili in un contesto dominato dalla
camorra ma, a partire dal nuovo secolo, ci sono stati segnali di
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cambiamento dovuti sia all’attenuazione del potere delle famiglie dei clan sia
a un progressivo venir meno, da parte dei ragazzi, di quel rispetto, verso gli
adulti, che alimentava le dipendenza delle varie regole imposte dai boss.
È bene distinguere i ragazzi e i giovani appartamenti oppure vicini alle
famiglie camorristiche che sono educati ai valori di quella criminale e sono
spesso “addestrati” fin da piccoli all’uso delle armi dagli adolescenti che sono
figli di una deprivazione economica e culturale di tante zone della città. i
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primi si rendono protagonisti di scontri con altri gruppi o aggressioni a
singoli secondo una logica di “regolamenti di conti”, vendette per offese
ricevute oppure per conquistare o difendere i propri spazi.
Emblema di questi ragazzi è la pratica delle “stese” cioè il provocare il
gettarsi a terra delle persone per effetto delle raffiche di proiettili contro i
locali sparati da individui a bordo di scooter e moto. Obiettivo: infondere
paura e terrore affermando così il dominio del proprio clan in un determinato
territorio.
Le loro azioni sono contraddistinte da gratuità, malignità, distruttivi e
dall’edonismo immediato descritte da Albert Cohen negli anni ’60.
→
Per questi gruppi la violenza assume un carattere peculiare, caratteristico.
Molte aggressioni avvengono per motivi futili come uno sguardo, il non
rispetto di un comando ecc mentre altre sono del tutto immotivate, poste per
il semplice piacere di tormentare qualcuno ritenuto più debole.
L’arma è spesso il coltello, da sempre utilizzato ed esibito dai gruppi di
giovani (es caso Arturo 17enne accoltellato alla gola da un gruppo di ragazzi
colpito 12 volte in 12 punti diversi. La sentenza del Tribunale sottolinea
→
l’assenza di un movente, semplicemente i colpevoli si sono trovati di
fronte qualcuno che appariva, a loro, l’emblema della normalità fatta di
famiglia, scuola, casa. Emblema disprezzato dalla banda e, perciò, punita.)
Altri casi vedono ragazzi che non usano coltelli, ma la forza fisica dei pugni e
dei calci e che agiscono in modo casuale e imprevedibile viene meno una
→
delle caratteristiche principali delle analisi sull’agire delle bande: il presidio
del proprio territorio come se uscendo dal proprio territorio alcuni ragazzi
→
trovassero un senso al proprio esistere, un senso dato dall’agire per un
qualche scopo e dal proporsi all’attenzione del mondo per acquisire fama e
visibilità.
La strutturazione dei gruppi è spesso elementare, gerarchia essenziale,
numerosità limitata e la variabilità dell’adesione e dell’allontanamento dal
gruppo elevata.
Torino e Milano esse rappresentano le città in cui si cominciano a
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manifestare in modo evidente il disagio e la difficoltà di integrazione delle
seconde generazioni di immigrati. Dove cioè si producono, in modo ancora
limitato, le condizioni che nei contesti segnati da importanti migrazioni
hanno favorito l’aggregarsi di giovani bande. Le due città raccontano sia di
gruppi di giovani che hanno comune origine geografica e culturale sia di
gruppi misti, dove sono presenti adolescenti italiani e di origine straniera.
Tra gli stranieri ci sono sia minori non accompagnati sia neo maggiorenni soli
(non inseriti nel sistema di accoglienza) ma anche ragazzi ricongiunti o di
seconda generazione quindi da un lato abbiamo ragazzi che devono
→
affrontare un ricongiungimento con i loro genitori e le relative difficoltà di
relazione e di integrazione al sistema scolastico/inserimento nel mondo
lavorativo; dall’altro ci sono le seconde generazioni, quindi i ragazzi nati o
cresciuti fin da piccoli nel contesto italiano che vivono le comuni difficoltà
adolescenziali con i coetanei italiani con cui condividono tutte le esperienze.
Un movente che accomuna questi ragazzi è l’essere condizionati dalla
percezione del distacco profondo tra la realtà vissuta nel quotidiano e le
difficoltà di raggiungere la realizzazione personale il benessere sociale
immaginato.
Un modo per esprimere il disagio sociale ed esistenziale e la rabbia
verso il mondo è quello di mischiare predazione, violenza e vandalismo
oppure tutto questo diventa semplicemente un modo per divertirsi,
dimostrando a sé stessi e agli altri il coraggio di sfidare persone e istituzioni.
Si parla spesso di “branco”, che aggredisce con calci, pugni, spintoni ecc
→
vittime giovanissime per poi impossessarsi di qualche bene di poco valore,
come cellulare o il portafogli. Gruppi la cui composizione vede un mix di: età
compresa tra i 14 e i 22 anni; di origini (italiani, stranieri ecc); di genere; di
presenze (con un n° variabile di partecipanti ai singoli atti). Per via dell’età e
quindi molto ingenuamente, i ragazzi si vantano sui social delle loro imprese,
condividendo foto e video.
Non mancano elementi caratterizzanti delle bande di strada giovanili:
1. Essere cresciuti insieme;
2. Frequentarsi assiduamente e il condividere le condizioni di quotidianità;
3. Comune visione degli aspetti della realtà;
4. L’odio verso le leggi e le regole e anche per chi le fa rispettare;
5. La scelta delle vittime sulla base di alcuni criteri che sono implicitamente
condivisi;
6. Il portare con sé armi da esibire o da usare;
7. La violenza sproporzionata;
8. La difesa dell’onore degli amici;
Ma quello che manca è una struttura di ruoli definiti e stabili; alcuni simboli
in cui riconoscersi; la condivisione esplicita e dichiarata di visioni o idee; un
auto-identificazione come banda. Ma spesso manca anche una continuità
nella composizione del gruppo i confini quindi sono fragili.
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Genova e Milano sono a Genova e Milano che salgono sulla scena,
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soprattutto a partire dal 2000, le bande di giovani latinos che rappresentano
i gruppi caratteristici dal punto di vista della provenienza e che condividono
lingua e cultura.
Queste bande si formano dall’incontro di due tipi di adolescenti:
1. Quelli ricongiunti in età adolescenziale a genitori da anni in Italia; quindi
cresciuti in patria, al riparo dai problemi, questi giovani si trovano a
sperimentare i problemi di adattamento al nuovo contesto e di
riconoscimento di un identità definita;
2. Ragazzi problematici in patria, che hanno sperimentato la strada, la
violenza e i comportamenti devianti;
L’incontro crea gruppi diversi alcuni gruppi informali si aggregano
→
spontaneamente in determinati luoghi e si presentano nella città con alcune
caratteristiche simile di alcuni gruppi adolescenziali (riproducendo in parte le
“pandillas” di ragazzi presenti nei paesi di origine); altri gruppi guardano
invece alle organizzazioni transnazionali e le gang dai nomi famosi che hanno
una identità, dei principi, delle regole e una struttura gerarchica ben definita.
A Genova Latin Kings e Netas;
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A Milano Latin Kings (suddividi in due gruppi: New York e Chicago) e i
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Comando;
Per chi guarda i Latin Kings il senso principale è quello di appartenere a una
grande organizzazione, ispirata a ideali di riconoscimento e di solidarietà dei
popoli latinoamericani, che hanno molteplici funzionalità prevalentemente
legali. alcuni giovani imitano i simboli e le forme esteriori; altri aderiscono
→
ai principi e alle narrazioni di significato, integrandosi sia alla struttura sia
alle gerarchie; altri, ma in numero minore, hanno comportamenti aggressivi
verso altri e compiono reati in gruppo (ci si confronta soprattutto tra bande
nemiche, producendo rivalità).
Per cercare di ridimensionare l’emergenza in queste due città si è usato sia la
repressione da parte di polizia e magistratura, ma soprattutto lo sforzo di
ricercatori universitari, associazioni di operatori e istituzioni locali che
cercano di raggiungere soluzioni efficaci. la strategia adottata è quella di
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agire su più piani:
1. Presenza e azione dei servizi sociali ed educativi;
2. Coinvolgimento diretto degli stessi membri delle gang nell’affrontare i
problemi;
La storia è diversa a Milano, dove la cultura di riferimento è quella delle
maras: le due più conosciute sono Mara Salvatrucha (conosciuta anche MS13)
e il Barrio 18 che sono vere e proprie organizzazioni criminali.
I gradi di adesione sono vari: per molti si tratta della sola condivisione di
alcuni modelli solo nell’immaginario; altri assimilano gli atteggiamenti
aggressivi e conflittuali come strumento di affermazione; altri gestiscono
traffici di droga che passano attraverso quelle organizzazioni.
Provincia italiani il fenomeno delle piccole bande non riguarda solo le
→
grandi città. Le cronache presentano numerosi casi di gruppi che, nelle
piccole città e nei paesi di provincia, si aggregano per compiere reati e agire
violenze nei confronti di altri. Si tratta spesso di figli di famiglie con problemi
sociali ed economici, trascurati sul piano relazionale ed educativo. Ma non
solo, infatti ci sono anche figli di famiglie di classe media e di famiglie in vista
nella comunità. ad esempio, uno dei casi più conosciuto, è quello dei piccoli
→
gruppi che lanciavano sassi dai cavalcavia: questi gruppi avevano alcuni tratti
propri delle bande (come una numerosità minima, un non-riconoscimento
esplicito di sé come gruppo definito ecc).
Usano un mezzo antico (il lancio di pietre) come mezzo con cui uscire dalle
condizioni di invisibilità che, molti ragazzi di provincia, sentono. Hanno
bersagli anonimi verso le quali non hanno alcuna ragione di risentimento o
rabbia. Sono spinti da un mix di bisogni e interessi che solo in gruppo e
rinforzandosi a vicenda possono perseguire: divertimento, sfida, coraggio e
rischio di subire conseguenze.
Più recenti sono i casi di gruppi che hanno come obiettivo l’odio per il diverso,
per l’estraneo. I giovani sembrano assorbire l’intolleranza, il razzismo la
xenofobia questo in misura maggiore nei contesti provinciali, dove minori
→
sono le opportunità di conoscenza diretta e di contaminazione positiva tra
persone e stili di vita differenti.
Le vittime sono le ragazze e le donne, con stupri di gruppo ripetuti.
Gli abusi diventano un’attività che riempie, insieme a droghe e alcol, il vuoto e
la noia delle serate della provincia.
Le violenze si esprimono dove la cultura dell’omertà è più forte e dove è
presente una cultura che punta il dito sulla vittima, colpevolizzandola e
facendo crescere dentro di sé la paura delle conseguenze di una eventuale
denuncia (soprattutto se i responsabili sono protetti da adulti che hanno un
certo potere). Altre possono essere le vittime indifese come un anziano solo e
in difficoltà.
Queste bande cercano un modo per riempire i vuoti che il contesto relazionale
e sociale non riesce a colmare non hanno strumenti culturali per dare
→
senso alla propria quotidianità e non riconoscono, nell’altro, una persona
titolare di diritti e di rispetto.
La violenza si presenta nella sua forma più sadica dove, man mano matura
una sorta di sentimento di onnipotenza e immunità.
Capitolo 2
Non solo oggi, non solo in Italia
Molti pensano che la presenza di bande o di gang sia un fenomeno recente,
ma non è così: la storia di aggregazioni giovanili risale all’800 quando questo
fenomeno è posto al centro di una grande attenzione da parte dell’opinione
pubblica, soprattutto dalla classe borghese che si sentiva presa di mira
essendo la responsabile delle condizioni di vita di molti individui.
È negli Stati Uniti che, dall’inizio dell’800, il fenomeno delle gang di strada
assume i contorni del fenomeno che conosciamo oggi. L’espansione delle città
attraverso i processi di migrazione da tutto il mondo rappresenta il contesto
in cui molti giovani si uniscono in bande.
Nate per ribellarsi al basso status sociale e al pregiudizio che colpisce i vari
gruppi di immigrati, le gang iniziano ad avere comportamenti sempre più
criminali e aggressivi. La prima gang criminale di strada riconosciuta fu “The
Forty Thieves, una gang irlandese e americana formatasi a New York nel
1920. In seguito, nel corso del 19 secolo, molte altre bande fecero il loro
ingresso, con origini diverse: italiane, cinesi, ebraiche ecc.
Uno degli eventi che ha contributo di più allo sviluppo delle gang, nel 900, fu
la Grande depressione in particolare a Los Angeles, Detroit, Boston e Chicago.
Le gang sono associate, inevitabilmente, alla vita delle aree “naturali” in cui è
divisa la città e sono radicate nelle caratteristiche della struttura urbana.
Una svolta avviene nella seconda metà degli anni ’60: nei ghetti afroamericani
compare un importante componente di ribellione ai valori del sistema
dominante e alla discriminazione razziale. Questa è una cultura che parte
dalle università, ma che si diffonde nelle aree di marginalità soprattutto
quando si inizia a teorizzare che le azioni dei ghettizzati possano avere
valenza politica quando attaccano i beni della borghesia.
Negli anni ’70, a Los Angeles, due furono le gang più importanti: Crips e i
Bloods che furono ferocemente rivali e vadano vita a scontri mortali, con l’uso
di armi da fuoco. Le azioni delle due bande era improntate allo spaccio di
droga, al traffico di armi e alla prostituzione.
L’intreccio tra gang e questione razziale è ancora oggi uno degli elementi che
caratterizzano la realtà statunitense. Le gang composte da individui di origine
latinoamericana sono in cima alle preoccupazioni pubbliche. Tra le più
importanti ci sono: la MS13 (Mara Salvatrucha); i Trinitarios (nati nelle
carceri da prigionieri dominicani); i Barrio 18. Queste tre sono assimilabili
alle grandi organizzazioni criminali sia per l’ampiezza numerica degli affiliati,
per la loro presenza in contesti diversi, per la strutturazione fortemente
gerarchica e per la sottomissione dei membri a terre regole e feroci sanzioni in
caso di violazione.
In Europa, in particolare negli anni ’60, si iniziano a vedere gruppi in cui
giovani manifestano il loro bisogno di aggregazione e che vanno contro ai
valori e ai gruppi dominanti, alle forme di illegalità e alla violenza. Questo
succede anche in periodi precedenti sia nel Regno Unito (con i Peaky Blinders
fino ad arrivare ai Teddy Boys), in Francia (con gli Apaches e i Blousons
Noirs) e in Germania (dai Ringvereine in epoca pre-nazista e poi i più recenti
Black Jackets).
In queste esperienze ci sono degli elementi che persistono ancora oggi, come
l’importanza hai simboli esteriori, gli eccessi nei consumi (es l’alcol), la messa
in atto di comportamenti rischiosi (le corse clandestine in moto/auto) e
l’esaltazione della virilità. Troviamo quindi scontri tra bande per la difesa del
territorio, che hanno spesso degli elementi scatenanti futili correlati spesso
alle offese all’onore di un membro della banda o della sua famiglia.
Alla ricerca di una definizione
Le gang sono da secoli oggetto di molti studi, ricerche empiriche, analisi e
valutazioni di carattere sociolo
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