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Se il primo album Bob Dylan contiene canzoni del repertorio Blues e folk, il secondo The

freewheelin' Bob Dylan del 1963 raccoglie canzoni in maggioranza sua. Alcune delle canzoni del

secondo album come Blowin in the wind, diventano rapidamente popolari nel movimento giovanile

che si sta formando; altre offrono un modo nuovo, realistico e personale, di trattare i rapporti

sentimentali, in parallelo con gli chanceliers e i cantautori europei, e con i primi protagonisti della

bossa nova dello stesso periodo.

Applaudito dalla comunità folk per tre anni consecutivi, adorato come l'erede più brillante autentico

di Woody Guthrie, nel 1965 Dylan si presenta sul palcoscenico del Newport Folk Festival

accompagnato dalla Paul Butterfield Blues Band e impugnando lui stesso una chitarra elettrica

Fender Stratocaster. Il pubblico dei puristi ulula e lo accusa di tradimento. Ma è iniziata un'altra

epoca: morto il Rock'n'Roll, si comincia a parlare della nuova musica elettrica anglo-americana con

un altro nome, rock.

L’era dei gruppi

Il successo di molti cantanti del rock n' roll degli anni 50 dipende anche dai gruppi che li

accompagnano, a cominciare dai Comets di Bill Haley. Ma in quel periodo i gruppi strumentali non

riescono emergere in quanto tali: sono semmai alcuni gruppi vocali a conquistare la scena. Verso

la fine del decennio le classifiche cominciano ad essere scalate da brani strumentali: Il fenomeno

interessa molti Paesi del mondo e ha le sue origini nel successo dei dischi con le colonne sonore

dei film, soprattutto dei western.

Negli USA nel 1959 si formano i Ventures, gruppo con due chitarre elettriche, basso e batteria. I

Ventures iniziano allora una carriera più che trentennale, costellata da circa 200 album.

Negli stessi mesi in Inghilterra, incidono i loro primi dischi gli Shadows, gruppo conformazione

identica a quella dei Ventures. Dopo aver praticato da dilettanti lo skiffle, nel 1960 incidono

Apache, il cui titolo è ispirato al film, e che in effetti sembra una colonna sonora Western ma non lo

è. Il singolo degli Shadows balza al primo posto nelle classifiche di vendita inglesi ed europee, ma

non negli USA. Da quel momento inizia una competizione a distanza con i Ventures, senza però

che i dischi degli Shadows arrivino mai al successo negli USA. Per 3 anni gli Shadows sono il più

famoso gruppo inglese e i loro singoli album sono fra i più venduti in Europa.

I Beatles formati da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, prendono le

mosse da un gruppo skiffle fondato a Liverpool da Lennon nel 1956, i Quarrymen, al quale man

mano si aggiungono McCartney e Harrison. In seguito si trasferiscono a varie riprese ad Amburgo,

Dove il gruppo suona allo Star Club e al Top ten un repertorio di classici del rock'n'roll per ore ed

ore tutte le notti, acquisendo capacità musicali e sceniche preziose. Tornati a Liverpool le loro

serate al Cavern hanno sempre più successo, finché li nota Brian Epstein, impiegato in un negozio

di dischi, che propone di diventare loro impresario. Dopo qualche audizione fallita, registrano un

provino alla parlophone. Love me do del 1962 raggiunge a dicembre il diciassettesimo posto in

classifica, ma il successivo singolo Please Please Me del 1963 poche settimane dopo è secondo

in una delle due classifiche inglesi principali, primo nell'altra, e più avanti From me to you è prima

in tutte le classifiche; alla fine dello stesso anno She Loves You risulta il 45 giri più venduto da

sempre in Inghilterra. le canzoni sono firmate principalmente da Lennon e McCartney e in

larghissima parte sono costruite su uno schema AABABA (A = chorus, B= bridge), che rimanda ai

classici degli anni 20 e in ogni caso allo stile di Tin Pan Alley. Le capacità strumentali individuali

sono meno sviluppate di quelle degli Shadows, ma la lucidità compositiva è esemplare, le

sequenze di accordi sono sorprendenti, la vivacità delle esecuzioni è irresistibile e il sound è

particolarissimo, immediatamente riconoscibile, difficilmente imitabile.

Gruppi che competono con i Beatles assumono presto un ruolo antitetico i Rolling Stones: Mick

Jagger, Keith Richards, Brian Jones, Bill Wyman e Charlie Watts. La musica si rifà chiaramente al

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blues, al r&b, al rock’n’roll nero dei primi anni 50. Non è mai hai presente lo schema AABABA di

Tin Pan Alley.

La scena inglese è però rapidamente invasa da una grande quantità di gruppi: improvvisamente

sembra che la Popular Music si possa fare solo in gruppo. Il fatto che i gruppi scrivano canzoni

proprie, oltre a contribuire alla formazione di una personalità più accentuata, ottimizza i profitti

editoriali, ora Sempre più sottomessi ha il controllo dei discografici.

Dopo la tournée negli USA di Beatles e Rolling Stones nel 1964, che per la prima volta sanciscono

il successo americano di musicisti popolari inglesi, il 1965 è l'anno di quella che i critici musicali

statunitensi battezzano la British Invasion. Le classifiche americane sono dominate da gruppi

britannici mentre i gruppi americani si adeguano allo stile, o addirittura si fanno passare per inglesi.

All’inizio degli anni 60 la storia del gruppo americana più importante si intreccerà con quella dei

Beatles: i Beach Boys.

Lo stesso Dylan interagisce con i Beatles e con la musica che viene da oltre Atlantico. In un

incontro del 1964 con i Beatles ( nel quale li introduce il consumo della marijuana) critica la

genericità dei loro testi, stimolandoli a scrivere storie personali, come Lennon e McCartney iniziano

a fare a partire da Yesterday. Nello stesso tempo Dylan è colpito dalle loro scelte armoniche e

dall'adozione della strumentazione elettrica. Alla fine del 1965, con l'uscita di Rubber Soul dei

Beatles, il legame fra musica elettrificata innovativa e canzone pensata e personale è saltato.

L’Italia del boom e del bitt

In Italia, nell'arco di tempo che va dalle edizioni del Festival di Sanremo della prima vittoria di

Modugno del 1958 a quella segnata dal suicidio di Tenco nel 1967 nasce il fenomeno dei

cantautori, e rinasce la canzone sociale, mentre si diffondono i dischi di gruppi inglesi il Festival di

Sanremo conosce la sua stagione più gloriosa, nascono: Il cantagiro (1962), il Festivalbar (1964),

Il disco per l'estate (1964).

Indubbiamente, una delle maggiori forze propulsive nella canzone italiana di quel periodo è Mina.

Un elenco parziale delle sue interpretazioni tra il 1959 e il 1966 mostra la transizione dal

Rock'n'Roll al repertorio dei cantautori al genere quasi nuovo per l'Italia della canzone sofisticata,

da crooner femminile: Nessuno, Tintarella di luna, brava, Una zebra a pois, Se telefonando. Mina

istituisce praticamente un genere, quello della canzone di qualità: fra i suoi autori c'è Gino Paoli,

Carlo Alberto Rossi, Ennio Morricone.

Gli unici crooner italiani di quest'epoca sono Johnny Dorelli vincitore a Sanremo in coppia con

Modugno nel 58 e Nicola Arigliano. Di conseguenza un equivalente maschile di Mina non c'è, ma

per gli esordi comuni le si può avvicinare Adriano Celentano. Egli nasce come un Rocker con

spirito, e conquista per la scanzonata leggerezza: Il tuo bacio è come un rock, Ventiquattromila

baci, Il ragazzo della via Gluck.

Tornando alle voci femminili, va detto che Mina non è da sola: c'è anche Ornella Vanoni che nel

1964 vince insieme a Modugno il festival di Napoli con Tu si na cosa grande, Iva Zanicchi che si

afferma nel 1964 con Come ti vorrei una cover e vincerà Sanremo nel 1967, infine anche Betty

Curtis.

Tra gli uomini ricordiamo Peppino di Capri che combina melodie tradizionali con un'intenzione

vocale americaneggiante e nasale, e l'accompagnamento di un gruppo del Night Club che attinge

alle ritmiche del rock'n'roll. Nel 1962 impone la propria versione di Let's Twist Again, che inaugura

la nuova moda dei balli nei quali danzatori non si toccano mai.

Tra i Rockers vanno ricordati anche Little Tony e Bobby Solo entrambi influenzati da Elvis Presley

Una delle ragioni per cui la canzone melodica tradizionale a partire dagli anni 60 è sempre più

confinata al Festival di Sanremo è l'affermarsi di un mercato estivo, legato al nuovo benessere

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economico, alla presenza dei jukebox negli stabilimenti balneari, al diffondersi delle radioline e dei

giradischi portatili, basti pensare a Abbronzatissima del 1962 di Vianello o Sapore di sale di Paoli.

Ma i maggiori protagonisti italiani delle nuove forme che il mercato discografico sta assumendo

all'inizio degli anni 60, orientandosi a un pubblico sempre più giovane e sfruttando la promozione

televisiva sono Gianni Morandi e Rita Pavone. Loro hanno un'immagine pulita e sbarazzina. Un

marketing intelligente dosa i temi con lo sviluppo sentimentale post-adolescenziale. Per Morandi:

Andavo a cento all'ora, Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, C'era un ragazzo che come

me amava i Beatles e i Rolling Stones. Per Pavone: La partita di pallone, Il ballo del mattone, Il

geghegè.

Mentre Morandi e Pavone crescono arrivano i gruppi rock italiani, o trapiantati in Italia ( allora però

si chiamano beat, e nel gergo dei collezionisti bitt): i Rokes, Equipe 84, I Camaleonti, i Dik Dik ,I

giganti.

L’estate dell’amore

Nella seconda metà degli anni 60 si accelera il processo competitivo di innovazione che ha visto

coinvolti soprattutto i gruppi rock inglesi a partire dai primi successi dei Beatles. La vivacità della

scena giovanile angloamericana, il benessere, le passioni intellettuali e politiche spiegano molto,

ma non tutto. Si è determinato un circolo virtuoso legato alla crescita dell'Industria discografica,

alla diffusione degli apparati di riproduzione, alla razionalizzazione dei processi produttivi e infatti si

offrono apparecchiature sempre più sofisticate agli studi di registrazione.

E’ un periodo fortunato per l'industria discografica in generale: nel 1966 Frank Sinatra incide di

malavoglia una canzone adattata su una colonna sonora di Bert Kaempfert, convinto che non avrà

successo: Strangers in the Night. Il 1966 è l'anno di Blonde on blonde di Bob Dylan, di Revolver

dei Beatles.

Ma fra gli avvenimenti legati alla Popular music del 1967, anno dell'elevazione dell'album rock al

ruolo impegnativo e scomodo di opera d'arte, due molto importanti hanno solo indirettamente a

che fare con la discografia Ed entrambi si svolgono a giugno.

• Monterey International Pop Music Festival dal 16 al 18 a sud di San Francisco. L'elenco dei

partecipanti annunciati è significativo dello spettro di proposte musicali che vengono fatte

proprio dalla nascente controcultura hippy. Un pubblico di 50000 giovani assiste al Festival,

pubblicizzato come l'apertura della Summer of love. La canzone San Francisco di John

Phillips, cantata da Scott McKenzie, che con puntualità sfacciata invita chi va nella città

californiana a mettersi dei fiori nei capelli, è un successo mondiale; il festival, per quanto ne

venga girato un documentario, non ha nel resto del mondo l'impatto formidabile che ha sui

giovani americani, offrendo un modello di convivenza pacifica e di frequentazione di generi

diversi, dal Blues al Rock n' Roll, dal folk al Jazz, alla musica indiana.

• Our World, la prima trasmissione non sperimentale via satellite in mondovisione, in onda il

25 giugno davanti a 400 milioni di telespettatori. La BBC offre l'occasione pionieristica ai

Beatles, che preparano una nuova canzone, All You Need Is Love, eseguita in diretta e

successivamente pubblicata su un singolo che già a luglio è in testa alle classifiche.

Purtroppo per i Beatles la morte del manager Brian Epstein alla fine di agosto farà sì che la

festa del 25 giugno segni la fine di un'epoca, piuttosto che un inizio.

La saldatura più coerente fra televisione e Popular music riguarda nel 1967 un altro gruppo: I

Monkees, scelti come protagonisti di una serie di telefilm ispirati al successo dei film dei Beatles. I

Beatles in risposta alla fine dell'anno realizzano un film per la televisione, Magical Mystery Tour. Il

film di 55 minuti, oltre a contribuire alla lunga al mito beatlesiano, anticipa soluzioni e sarà da

modello per i gruppi progressive dei primi anni 70. 20

La “Woodstock Nation” e l’altra “altra America”

Il 1968 non è un anno particolarmente vitale per il rock anglo-americano. Alcuni protagonisti

incontrano difficoltà inattese, sembra esserci stanchezza, un ricambio generazionale. L’attenzione

del pubblico è distratta dalla guerra nel Vietnam, dagli assassinii di Martin Luther King e di Robert

Kennedy. Il 1968 è comunque l'anno di album considerati dalla critica fra i più importanti, anche se

tutti escono verso la fine dell'anno e quindi la storia della loro ricezione si colloca interamente nel

1969.

Il genere Bubble Gum, di durata passeggera, si indirizza alla fascia più giovane degli adolescenti,

che non avendo seguito l'evoluzione della musica negli ultimi 3-4 anni fanno fatica ad appropriarsi

dei prodotti del rock più maturo.

Nel 1969 c'è molta frammentazione stilistica e soprattutto una rapida suddivisione in generi alla

quale la Popular Music e Rock in particolare stanno andando incontro: in un arco di tempo

abbastanza breve il pubblico apparentemente unitario che si è consolidato attorno a fenomeni

musicali già divergenti si spezzerà in pubblici, regolati dalle convenzioni diverse. La nascita dei

supergruppi instilla qualche dubbio nell'ideologia solidaristica ( Tutti per uno) che ha

accompagnato la crescita del rock. In questo senso, l'avvenimento Popular principale del 1969, è il

Festival di Woodstock che si tiene dal 16 al 18 agosto. Esso rappresenta sia il culmine di quella

ideologia solidaristica, con la celebrazione della cosiddetta Woodstock Nation ovvero la comunità

reale e ideale che partecipa al festival, sia il segno della successiva inevitabile polverizzazione.

Molti personaggi entrano nella mitologia del rock proprio grazie a Woodstock, e più che altro grazie

al film che ne viene realizzato, distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros nel 1970, che fa

conoscere il festival rock all'aperto come istituzione a milioni di giovani che non ne sospettavano

l'esistenza.

A Woodstock non ci sono musicisti afroamericani e non c'è nessuno a rappresentare la soul music,

quindi Woodstock è un festival di bianchi per bianchi nonostante l'ideologia chiaramente

progressista.

L'espressione soul music è un segno della cresciuta consapevolezza politica e culturale dei Neri

negli anni delle battaglie per i diritti civili e dei movimenti radicali. Il termine Soul si diffonde nella

comunità musicale afroamericana, come una rappresentazione propria e più autentica rispetto al

r&b concepito come una musica fatta dagli afroamericani, ma in larga parte destinata ai Bianchi. Di

fatto, molti cantanti che all'inizio degli anni 60 sarebbero stati raccolti sotto la categoria del r&b, alla

fine del decennio vengono definiti soul. La regina del Soul è Aretha Franklin.

Canzone politica e canzone d’autore, intorno al ‘68

Il 1968 è un periodo di confronti e trasformazioni. Il 68 si estende In Italia fino a oltre la metà degli

anni 70. In campo musicale si separano gli anni 60 e i cantautori della prima generazione ( legati

alla scuola genovese e milanese) dagli anni 70 e dai cantautori della seconda generazione

( scuola romana). La storia di quegli anni vedo un conflitto ideologico articolato fra posizioni

diverse, che continuano ad intrecciarsi: da Giovanna Marini a Fabrizio De André, passando da

Giorgio Gaber e finendo con Lucio Battisti.

Battisti è un cantautore in un'accezione un po' più ampia del termine, visto che le sue canzoni sono

scritte da Mogol. Per esperienza, per visione del mondo, se non per generazione, Mogol è molto

distante dall'immagine dei cantautori di quegli anni. Ma i suoi testi per Battisti, anche grazie alle

musiche moderne, fortemente radicate nel pop e nel soul contemporaneo americano, conquistano

un pubblico amplissimo, che include anche gli studenti e gli operai che partecipano alle

manifestazioni politiche, dall'autunno caldo del 1969 in poi: la loro educazione politica si basa

anche sulle canzoni del nuovo canzoniere italiano, la loro educazione sentimentale sui testi di

Mogol. Il fatto che nei primi anni 70 le stesse persone cantina Contessa in piazza e in privato

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ascoltino Innocenti evasioni di Mogol- Battisti è sintomo di contraddizione che al momento restano

del tutto nascoste.

Un'ispirazione non lontana da quella di Battisti è quella di Claudio Baglioni.

Il grande successo di Lucio Dalla, che sarà una delle figure dominanti della Popular Music italiana

anche in campo internazionale, arriva più tardi ma dopo gli esordi in epoca beat e una fase dove è

apprezzato in ambienti ristretti, viene notato al Festival di Sanremo nel 1971.

Il periodo si conclude alla vigilia del grande successo di Battiato, che dopo la fase sperimentale dei

primi album sarà il cantautore più capace di cogliere ed elaborare positivamente il cambiamento

del clima ideologico- politico alla fine del decennio.

Di ben altre dimensioni sono i successi di Antonello Venditti e di Francesco De Gregori. Sono

comuni gli esordi al Folkstudio di Roma e la campagna della RCA che li lancia tende ad accreditarli

come rappresentanti di un movimento nuovo.

Dopo il colpo di stato dell’ 11 settembre 1973 in Cile si diffonde la conoscenza della Nueva cancion

chilena. Forse l'equivalente più diretto in Italia di quel movimento sarebbe il nuovo canzoniere

italiano, ma invece viene accreditata l'immagine di una nuova canzone italiana che avrebbe come i

suoi esponenti Dalla, De Gregori e Venditti. A prevalere non sarà l'etichetta di nuova canzone, ma

di canzone d'autore.

In quel periodo nasce a Milano la cooperativa l'Orchestra (1974) con l'obiettivo di offrire ai musicisti

più vicini ai movimenti politici risorse produttive tecnicamente non inferiori a quelle delle

multinazionali. Di quell'esperienza sono significativi gli album degli Stormy Six.

Decisamente sfortunato invece, forse proprio perché non inquadrabile nelle strategie di marketing

orientate al pubblico politicizzato, è il percorso di Piero Ciampi.

Sono molto popolari in questo periodo, ma in modi diversi slegati dal movimento politico, Riccardo

Cocciante e Angelo Branduardi. Infine Renato Zero rappresenta negli anni 70 l'irruzione anticipata

di temi e forme che esploderanno più avanti, strabordando oltre i confini della comunità di fan che

si è formata.

Cantautori in America Latina

Molto importante, non sono in Italia ma su tutta la scena della canzone politica e impegnata nel

mondo, è l'influsso della nuova canzone latino americana, che dalla fine degli anni 50 percorre

tutto il continente, avendo i suoi fuochi principali nel Cono sud, a Cuba e in Brasile. La nuova

canzone concepisce il folklore come una forza viva soggetta al rinnovamento, capace di incarnare

non solo l'identità del Popolo, ma anche le sue varie trasformazioni nella contemporaneità. In

chiara sintonia coi movimenti politici di sinistra che emergono In quegli anni, i nuovi cantautori

considerano la musica come strumento di denuncia delle ingiustizie sociali, capace di pronunciarsi

in favore delle classi inferiori e delle etnie native. Di fatto la vita di molti musicisti è segnata dalle

svolte delle situazioni politiche dei loro paesi: molti sono perseguitati, costretti all'esilio o perfino

assassinati. Le difficoltà suscitano anche uno spirito di solidarietà fra i vari movimenti che si

manifesta in collaborazione musicale specifiche, ma anche in raduni. D’ altra parte, l'amarezza

dell'esilio fornisce l'occasione perché alcuni cantautori e gruppi latino americani si facciano

conoscere in Europa, e questo spesso diventa un momento chiave delle loro carriere.

Queste caratteristiche si riscontrano nelle biografie dei tuoi grandi precursori della canzone latino

americana: l'argentino Atahualpa Yupanqui e la cilena Violeta Parra.

Atahualpa Yupanqui è autore, cantante e chitarrista di grande successo, viaggio da giovane per le

regioni del nord e per il centro dell'Argentina alla ricerca di canzoni tradizionali, identificandosi con i

payadores, cantanti popolari della cultura Gaucha che improvvisavano versi alla chitarra. Nel 1936

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incide i primi dischi e all'epoca comincia a essere popolare e a partecipare a trasmissioni

radiofoniche. Nel 1949 parte per l'Europa, nel 1953 ritorna in Argentina dove incide molti dischi.

Dopo il colpo di stato militare del 1966 decide di stabilirsi definitivamente a Parigi, dove continua a

registrare dischi e a partecipare a concerti.

Nel 1952 Violeta Parra intraprende una ricerca delle fonti del Folklore tradizionale cileno, che

servono a orientare la sua carriera come compositrice e cantante, Accompagnata sempre alla

chitarra. La nuova canzone cilena nasce dalla spinta di Violeta Parra e dei suoi figli e collaboratori,

Isabel e Angel.La qualità e vitalità dei gruppi è una caratteristica della scena contemporanea in

Cile.

Dal settembre del 1970, dopo la vittoria elettorale di Salvador Allende, la nuova canzone riceve un

appoggio istituzionale, che comprende non solo un’ampia presenza nei media e nell’università, ma

anche numerosi concerti e iniziative come il “Tren de la cultura”, che attraversa il paese portando

musica, poesia e altre manifestazioni culturali. Il colpo di stato del 11 settembre 1973, che mette

fine al governo di Allende, porta all'attenzione del mondo la produzione dei nuovi cantautori e

gruppi cileni.

In Argentina la nuova canzone si propone non solo come un movimento di rinnovamento della

tradizione musicale, in contrasto col cosiddetto Boom del Folklore della fine degli anni 50 ma

anche come contrappeso della capitale Buenos Aires.

A Cuba la nuova canzone è rappresentata dal movimento della Nueva Trova Cubana. Da una

parte il nome Nueva trova si richiama alla trova tradicional, che comprende solisti e gruppi, alcuni

attivi già alla fine dell'Ottocento, che si accompagnano alla chitarra e con altri strumenti a corde

per cantare una grande varietà di musica di radice più o meno tradizionale, come il son, il bolero o

il guaracha. Ma soprattutto è il contesto sociale, politico e culturale post rivoluzionario a fornire

nuovi soggetti letterari e a incoraggiare la nascita di nuove espressioni musicali adatte ai tempi e in

sincronia con il percorso della nuova canzone in altri paesi latinoamericani: espressioni nuove che

saranno promosse dall' autorità cubane. Il primo passo ufficiale verso la nascita della Nueva trova

cubana sarà il “1 Encuentro Internacional de la Canciòn Protesta”, tenutosi a luglio del 1967 a

Veradero, al quale parteciparono cantautori cileni, uruguaiani e argentini. Alla fine dell'incontro si

decide l'istituzione del “Centro de la Canciòn” allo scopo sia di raccogliere materiali sulla

cosiddetta canciòn protesta, sia di promuovere i nuovi talenti della canzone cubana.

L’organizzazione “Movimiento de la Nueva Trova” viene fondata nel 1972. Negli anni 70 i

cantautori della Nueva trova si presentano in tutta l'isola e offrono anche molti concerti all'estero,

come ambasciatori culturali del loro paese.

Va ricordata la produzione sterminata, ma di altissima qualità, che dalla seconda metà degli anni

60 vede impegnati i protagonisti della musica brasiliana, a volte incarcerati o esiliati ( anche in

Italia) dalle dittature militari che si susseguono nel loro paese.

Cantautori in Europa

La nuova canzone latino americana è determinante anche per la nascita di generi omologhi in

Spagna. Dopo gli anni di fame e paura negli anni 50 con la dittatura di Francisco Franco si inizia a

dar segni di una certa volontà di apertura, più visibili negli anni 60, quelli dello sviluppo economico

e degli inizi del turismo e del movimento della nuova canzone spagnola.

Pienamente in linea con la canzone politica e d’autore che emerge In quegli anni in altri paesi

occidentali, la nuova canzone nasce dall'unione di diverse forze all'interno del paese, in particolare

dall'iniziativa del gruppo Catalano i 16 Giudici che comincia le attività musicali a Barcellona nel

1961. Gli obiettivi sono quelli di offrire una cronaca realistica e soggettiva di un periodo difficile,

rendendo testimonianza delle inquietudini di quella generazione e seguendo in questo senso la

strada aperta degli auteurs francesi, e quelli di rivendicare la propria identità culturale. La nuova 23

canzone viene concepita come un progetto intellettuale culturale di ampio respiro, aperto sia alla

collaborazione con altre discipline artistiche sia alle influenze. Anche in questo caso le autorità

perseguitano i musicisti, obbligandoli anche all'esilio, vietando concerti e trasmissioni radiofoniche

e continuando ad esercitare un controllo sulla vita culturale e politica del paese.

Per quanto riguarda la catalogna nel 1959 si fanno sentire le prime voci che domandano canzoni di

adesso, cioè canzoni moderne scritte in Catalano. Così nasce la Nova Cançò, il cui obiettivo è la

creazione e la diffusione di musica in Catalano, a scopo culturale e di resistenza, e che dagli inizi

viene sostenuta dalla piccola borghesia e dall'ambiente universitario, così come dalla casa

discografica e di Edigsa e dalla stampa catalana. Una delle figure di maggior successo popolare in

Catalano è il valenziano Raimon. Nel 1963 vince accanto alla cantante Salomè nel Festival de la

Canciòn Mediterranea di Barcellona.

La fine degli anni sessanta e il decennio successivo sono per la Nova Cançò una tappa di

consolidamento, in cui era Raimon ed alcuni dei giudici più giovani, seguono la via della

professionalizzazione, ma emergono anche voci nuove. I concerti dei cantautori si diffondono nelle

province catalane e nasce anche il festival Sis Hores de Cançò.

In Francia gli anni 60 e 70 sono caratterizzati dagli sviluppi della già rigogliosa scena della

chanson, che non mancherà di generare a sua volta una Nouvelle chanson. Anche la Francia è

investita dall’onda del beat e del rock, che produce Star locali ed autori e interpreti che sfondano la

barriera generazionale rivolgendosi anche ad un pubblico di adolescenti. La Nouvelle chanson è

una composizione con testo in francese, spesso abbinata ad una poesia. Tra i più famosi

ricordiamo: George Moustaki, nato ad Alessandria d'Egitto da genitori di origine greca e poi

naturalizzato francese, scrive per Piaf uno dei suoi maggiori successi, Milord; Reggiani figura

emblematica nato a Reggio Emilia da una famiglia di antifascisti, emigrare in Francia dove studia

recitazione, recita per Sartre e vieni invitato da Barbara ad aprire i concerti di una sua tournée. Da

allora in poi sarà interprete delle canzoni di tutti i migliori autori francesi.

Nella Germania divisa sconvolta del dopoguerra si affacciano sulla scena i primi rappresentanti del

movimento dei Liedermaker. Ma l'aspro conflitto politico di quel periodo, con la messa fuori legge

del Partito Comunista nella Repubblica federale tedesca e la costruzione del Muro di Berlino rende

molto difficili i rapporti diretti tra i movimenti musicali delle due germanie. Nel 1961 la casa

discografica Plane sarà a lungo il punto di riferimento principale della canzone impegnata tedesca.

La vita e la carriera di Wolf Biermann si svolge percorso tortuoso: il suo lavoro di poeta,

cantautore, saggista impegnato a sinistra ma contrario alla burocrazia del partito, ha successo

negli ambienti progressisti della Germania democratica ma gli procura ostilità del governo, che in

varie occasioni gli impedisce la pubblicazione dei suoi dischi. Biermann si organizza allestendo un

proprio studio di registrazione a Berlino Est e per circa un decennio è il punto di riferimento della

dissidenza progressista, intoccabile per la grande popolarità che ormai ha raggiunto anche fuori

dai confini delle due Germanie.

Nello stesso arco di tempo in Grecia si colma il periodo della transizione dal tardo rebetico degli

anni 50 alla canzone d'arte degli anni 70 e successivi.

Psichedelici, sperimentatori: da Zappa ai Pink Floyd, al progressive rock

La fine degli anni 60 segna un’importante evoluzione tecnologica, commerciale ed estetica, con la

diffusione di massa della stereofonia, degli apparecchi ad alta fedeltà, dei registratori a cassette. I

primi lp fonici risalgono al 1958, ma per qualche anno la nuova tecnica è indirizzata al pubblico più

colto e abbiente, e viene applicata alle incisioni di musica classica, di jazz, di crooners. I gruppi

rock che usano tecnologie sempre più sofisticate contano sul fatto che una parte sempre più ampia

del pubblico possegga apparecchiature in grado di cogliere le sfumature e il pubblico rinnova le

proprie apparecchiature per ascoltare meglio gli album di quei gruppi. Intorno al 1970 anche la

musicassetta diventa un supporto adatto alla circolazione della musica tecnologicamente più

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ambiziosa: vengono messi in commercio registratori e riproduttori stereo anche per automobili.

Nell’arco di un decennio la cassetta preregistrata eguaglierà e supererà le vendite degli lp. La

disponibilità della cassetta avvia la pratica della copia domestica, che mentre spaventa i

discografici diffonde un’abitudine al bricolage elettronico e una familiarità con i problemi della

registrazione che attira ancora di più l'attenzione del pubblico sull'uso delle tecnologie più

sofisticate da parte di musicisti e produttori.

Parallelamente in un rapporto continuo con questa evoluzione tecnologica, i musicisti sono sempre

più incoraggiati a esplorare con curiosità altri repertori, altre tradizioni, dalla musica elettronica a

quella indiana, dal jazz al folklore, e poi tutto il repertorio eurocolta. Inoltre si sta affacciando una

generazione di musicisti più giovani, con una formazione musicale più ricca basata sulla musica

colta, sul jazz è sullo stesso rock.

In questo contesto maturano le forme di produzione e di consumo che a partire dal 1969 verranno

etichettate come progressive rock. La caratteristica del progressive come genere è proprio quella

di una grande varietà, si tratta di un genere inglese, anche se è certo che alcuni stimoli iniziali

siano venuti dalle tournée in Inghilterra di musicisti americani . E’ inevitabile citare Frank Zappa

come precursore del progressive. Se il progressivo è uno dei generi Popular che hanno più

relazioni con la musica colta, anche contemporanea, la discografia sterminata e la carriera di

Zappa offrono numerosi punti di contatto.

Per i Pink Floyd l'importanza dell'aspetto tecnologico, l'uso di luci e scenografie, la

sperimentazione timbrica, le composizioni lunghe e articolate sono tutti aspetti che il gruppo mette

in gioco fin dall'inizio. I Pink Floyd incarnano molte delle caratteristiche che saranno rimproverate

al progressive come vizi capitali, ma mentre gruppi che non ne sono per nulla affetti subiranno le

conseguenze di quelle critiche, i Pink Floyd continueranno tranquillamente a produrre successi da

decine di milioni di copie come 1973 Dark Side of the Moon.

Ma il termine progressive viene citato in modo definitivo nel 1969 quando verso la fine dell'anno

esce il primo lp dei King Crimson, che da mesi i critici inglesi li pronosticavano come successori dei

Beatles.

I Genesis sono un gruppo che più che sul virtuosismo individuale punta sul la voce le capacità

sceniche del cantante Peter Gabriel, sulla fascinazione di allestimenti teatrali legati al carattere

fiabesco, sui testi e su una musica che con molta accortezza sa farsi sfondo emotivo e descrittivo.

In realtà, dopo una prima fase di difficile dove il pubblico italiano sembra amarli più di quello

inglese, diventeranno uno dei gruppi più famosi a livello mondiale.

Gli Yes sono forse i più famosi nella fase nella quale il genere e tutta la sottocultura che vi è

associata vengono sottoposti a un tiro incrociato feroce dalla critica e dal pubblico che si sta

orientando verso il punk. Questo non significa che il loro album non siano fra i migliori del genere.

Al progressive sono riferiti una miriade di gruppi e musicisti di minore successo commerciale, ma

in alcuni casi di interesse musicale superiore a quello dei gruppi canonizzati. Tra questi i Soft

machine più inclini al Jazz.

Il progressive italiano fortemente ispirato in una prima fase dei gruppi inglesi più noti del nostro

paese ha comunque una sua identità stilistica, ad esempio con the Trip, Il rovescio, Le Orme, i

New Trolls ecc...

Musiche urbane e post-coloniali dopo la crisi del petrolio

Mentre i musicisti progressive sono impegnati a espandere le frontiere della Popular Music

contemporanea, la guerra del kippur fra Israele ed Egitto, alla fine del 1973, determina la più

violenta crisi economica: le forniture petrolifere vengono tagliate, molte Industrie si trovano a corto

di materie prime. La prosperità diffusa e tollerante di qualche anno prima svanisce, e in breve

25

tempo i giovani compratori di dischi londinesi si metteranno in fila per il sussidio di disoccupazione.

I musicisti inglesi più famosi e più ricchi si trasformano in esuli fiscali. Questa è una delle ragioni

più attendibili della crisi improvvisa dei gruppi progressive. In questo contesto comincia a farsi

strada nella comunità musicale un desiderio di tornare alla semplicità del rock delle origini,

rinunciando alle grandi costruzioni formali e al virtuosismo. Ma il ritorno alla semplicità della metà

degli anni 70, in Inghilterra, ha qualcosa di vendicativo perché è il sintomo di un cambiamento

sociale e generazionale del quale si sente l'urgenza: prende consapevolezza il punk inglese. A

Londra nel 1976 ci si perfora le narici con spille da balia, assistendo a concerti dove i chitarristi

suonano chitarre scordate, e pubblico e musicisti si sputano addosso; a Milano, alla festa del

proletariato giovanile, si dà l'assalto alla rosticceria ambulante, e giovani alternativi giocano a

pallone con i polli arrosto. Anche i movimenti paralleli fondati sulla disperazione e l'impoverimento

hanno un grande rilievo.

Malcolm McLaren, il proprietario di una boutique londinese, consapevole del bisogno disperato di

nuovi idoli, riesce a ricattare i discografici ed a imporre contratti favolosi per i suoi Sex Pistols. Le

tracce lasciate dal Punk nel mercato discografico internazionale sono legate soprattutto a gruppi

come i Ramones. Una componente non trascurabile del movimento punk è femminile: infatti

emergono gruppi punk femminili.

Il punk ha anche una certa carica di innovazione musicale: mette il mondo della Popular music di

fronte alla prova inconvertibile che l'interesse suscitato da una canzone non è necessariamente

proporzionale alla sua durata o alla sua complessità, e sollecita a scoprire forme produttive più

agili, come quelle basate sui nuovi registratori multitraccia domestici, che permettono ai gruppi di

base di registrare i propri dischi a bassissimo prezzo. Il rapido tramonto del Punk darà

immediatamente spazio a una musica pop svelta, ballabile, con un'immagine ordinata e moderna,

sotto l'etichetta fin troppo onnicomprensiva di New Wave.

Proprio nello stesso periodo si affaccia All'attenzione internazionale un genere che avrà

un'influenza sulle altre musiche molto più marcata: il reggae giamaicano. Il successo di Bob Marley

aveva sollecitato l'attenzione della comunità musicale, che già da qualche anno circolava per

merito di Jimmy Cliff. Con il nome probabilmente originato da una deformazione di Regular, il

Reggae si sviluppa a partire da una dilatazione dei tempi dello ska, una musica da ballo nata

intorno al 1960 dalla combinazione del mento ( il Calypso giamaicano) col r&b americano.

Caratteristica dello ska è il levare marcato della chitarra, con un accordo smorzato; rallentandolo, il

ritmo diventa elastico ed ipnotico, suggerendo una qualità di movimento sinuosa, sconosciuta al

Rock. Da quel momento, il ritmo del Reggae comincia a penetrare nel rock. Gli interpreti più

efficace saranno alla fine del decennio i Police, un Power trio, che riuscirà a riunire la velocità e la

concisione del Punk con una raffinatezza derivata dalla frequentazione di gruppi progressive, e lo

stimolo della danza che viene dal Reggae.

La danza trionfa in questo periodo e il successo dei Police rivela la capacità del rock di reagire

all'ondata della disco music, che proprio nel 1978 trova la sua celebrazione nel film La febbre del

sabato sera. Il film amplifica e diffonde musica e pratiche che erano in giro da molto tempo. La

discoteca nasce, come tipo di locale, nella Costa Azzurra degli anni 60; al volgere del decennio il

piccolo palco dove si esibivano i gruppi da night club tende a scomparire e la programmazione è

affidata a uno o più disc jockeys. La musica più ballabile di quegli anni è il soul: brani come Sex

Machine di James Brown risultano immediati e floorfillers, ovvero pezzi che fanno accorrere sulla

pista da ballo. Si cominciano a produrre dischi destinati all'uso in discoteca: nasce la disco music.

Gruppi in questo periodo sono le Sister sledge con We are family, i Bee Gees con la colonna

sonora di La febbre del sabato sera e i Queen.

La conflittualità tra punk e progressive, e fra rock e disco, è il sintomo dell'articolazione e della

proliferazione di generi che caratterizza il dopo- Woodstock. Si sviluppa una sociologia dei conflitti

tra fan, si codificano i rituali: lingua fuori, segni di I love you con le mani ( agli italiani appaiono

26

come corna), mimare un chitarrista sono l'etichetta del concerto metal, per il punk c'è il Pogo. Al

concerto del cantautore si estrae l'accendino.

Dopo una fase turbolenta, durante la quale molti concerti sono occasioni di scontri, é la canzone

d’autore a riportare all’ordine nel 1979, prima con la tounée Banana Republic di Lucio Dalla e

Francesco De Gregori insieme a Ron e agli Stadio, poi con i concerti organizzati per Patti Smith.

Verso la fine del decennio e all'inizio di quello seguente si fanno notare cantautori nuovi,

decisamente più orientati al Rock: Pino Daniele, Rino Gaetano Vasco Rossi. Questo è il periodo

dove vanno forti David Bowie, Elton John e Bruce Springsteen. Manca all'appello John Lennon: 8

dicembre del 1980 viene ucciso sotto casa da uno squilibrato.

Compact disc, campionatori, videoclip

Alla prima conferenza internazionale di studi sulla Popular music ad Amsterdam nel 1981 ci si

rende conto che il mercato discografico è diminuito. Si attribuisce la causa alla copia privata e alla

pirateria. In realtà, i giovani che amano la musica, e che per sentirla duplicano cassette,

continuano a comprare dischi. Ma quelli meno appassionati cominciano ad avere alternative:

videogiochi, videocassette e i personal computer. Una delle applicazioni musicali nelle quali

l'industria ripone più speranze e più preoccupazioni è il compact disc ( CD), supporto per la

memorizzazione ottica di informazioni numeriche e quindi anche di musica trasformata in

sequenza di numeri. Lo hanno sviluppato separatamente e poi congiuntamente Philips e Sony. Su

i CD si può mettere una grande quantità di musica ma per fabbricarli ci vogliono ambienti a prova

di contaminazione dal pulviscolo, e un impianto completo è costosissimo. I primi CD escono sul

mercato nel 1982 in Giappone e nel 1983 in Europa. Come al solito si punta inizialmente al

mercato medio- Alto e agli appassionati di musica colta.

Nel frattempo le tecnologie digitali di memorizzazione e trattamento dei segnali si rivelano

utilissime. Diversi ricercatori sviluppano strumenti nei quali un suono viene registrato, memorizzato

e riprodotto sotto il controllo di una tastiera o di un sequencer, i campionatori. Si elabora uno

standard di interfaccia e di protocollo, la Musical instrument Digital interface, MIDI. Tra il 1981 e

1982.

Fra i musicisti Popular molti hanno avuto rapporti con la tecnologia: più di tutti i musicisti

progressive. Uno dei primi a interessarsene è Peter Gabriel, il quale userà uno dei primi

campionatori.

Insieme alle innovazioni legate alla sfera dell'ascolto, molte novità riguardano la sfera della visione:

è immediato l'impatto della televisione, con diffusione sempre più massiccia dei videoclip. Il mezzo

televisivo è stato importante per la diffusione della Popular music, con trasmissioni come American

bandstand. Ma nella seconda metà degli anni 70 i discografici hanno compreso che il promo

permette di coprire la campagna di lancio di un album molto più efficacemente che con la

partecipazione a trasmissioni. Si affidano a registi pubblicitari.

Nell'agosto del 1981 nasce a New York una TV via cavo, MTV. In breve tempo gli abbonati si

moltiplicano. MTV è fortemente legata alla produzione musicale inglese, il cui incontro con la forza

promozionale della televisione determina una seconda British Invasion, questa volta basata su

gruppi cosiddetti neoromantici come i Duran Duran o i Depeche Mode. L’ industria americana

inizialmente è impreparata, e risponde a tono nel 1983 con Thriller di Michael Jackson. La

televisione è il veicolo principale dell'ascesa di Michael Jackson, che sarà una delle stelle principali

della Popular music degli anni 80 e 90. All'attenzione all'immagine si aggiunge la cura meticolosa

della scena: per la prima volta eseguire coreografie elaborate diventa una componente chiave del

successo, come dimostra anche Madonna.

Gli anni 80 sono caratterizzati da timori di una guerra nucleare, nello stesso tempo si fa strada la

notizia di una nuova malattia, l'AIDS, trasmissibile attraverso rapporti sessuali. Lo shock è grande

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ma determina anche nella comunità artistica un moto di solidarietà verso gli omosessuali,

particolarmente colpiti dal male.

Lo stadio di Wembley ospiterà un concerto gigantesco per le battaglie contro la fame nel mondo e

antirazzismo, e anche per sollecitare la liberazione del leader dell'african National Congress

Nelson Mandela.

Il potere di “rappresentare”: rap e rock a confronto

Le discussioni sulle etnie, sulle differenze di genere, sui rapporti fra culture assumono un ruolo

centrale, con una forte insistenza sul linguaggio al quale si chiede di essere rispettoso della

diversità. In questo gli afroamericani hanno un vantaggio storico legato alle lotte contro il razzismo

e per i diritti civili.

Il rap si sviluppa dalle forme di intrattenimento diffuse in alcune comunità afroamericane fin

dall'inizio degli anni 70. I dj interagiscono con i dischi, non limitandosi alle dissolvenze incrociate e

sincronizzate fra brani successivi, ma selezionando all'interno dei brani i frammenti più ritmati,

come i Break percussivi. La musica che ne viene fuori viene chiamata Break- beat music, e la

danza che i ragazzi ci improvvisano sopra è battezzata break dance. La break dance diventa la

forma di danza tipica della cultura hip hop, che a sua volta è un modo di distinguersi rispetto alla

cultura più convenzionale e commerciale che gira intorno alle discoteca. Già nel 1976 il giradischi

è diventato uno strumento che con la tecnica dello stretching permette di creare ritmi e timbri

nuovi. Mentre il DJ è impegnato sui suoi giradischi, il pubblico è intrattenuto dal maestro di

cerimonie, il master of ceremonies o MC, che commenta la situazione con linguaggio ritmato. Alla

fine degli anni 70 gli MC hanno un ruolo preminente rispetto ai DJ.

La moda del rap e della break dance esplode nel 1983 con il film Flashdance. Il rapper parla a

nome di una comunità e la credibilità è essenziale. Cantare sarebbe il sintomo di una funzione

anche se il pubblico apprezza veridicità e crudezza ma anche metrica, ritmica e lessico. Alcuni

rapper danno voce agli ambienti più compromessi con la criminalità, in quello che viene

rapidamente etichettato gangsta rap. Negli anni 90 il rap negli USA è un fenomeno musicale

consolidato, con protagonisti spesso e vertici delle classifiche. Su questa scia si innesta il

successo planetario di Eminem, rapper bianco che fa del rapporto problematico ma paritario con la

comunità afroamericana, dominante nel Rap, l'argomento di canzoni.

Se i rapper si appropriano del linguaggio del rock, musicisti cresciuti nel rock ma appartenenti alle

comunità afroamericane, vi introducono elementi di rap: è il caso di Prince. Prince è responsabile

di una produzione vastissima, contrassegnata da un certo momento in poi dallo scontro diretto con

l'industria discografica, nel tentativo di riappropriarsi dell'identità artistica sottrattagli. Il fatto che un

artista sostanzialmente isolato e in polemica così dura con l'industria riesca alla fine a mantenere

un rapporto col grande pubblico, aiuta a spiegare l'incipiente crisi dell'industria discografica nella

seconda metà degli anni 90 e l'importanza crescente del rapporto diretto tra artisti e pubblico.

In Gran Bretagna il ritorno alle origini non può non implicare il tentativo di ricreare la freschezza dei

primi Beatles e dei gruppi della loro epoca: per questo fenomeno la critica inventa l'etichetta

britpop dove sono protagonisti gli Oasis. Ma il gruppo più popolare di questo periodo sono gli U2,

irlandesi.

Tra la fine degli anni 80 e il volgere del secolo, la scena anglo-americana è caratterizzata dalla

presenza e dal successo di singer-songwriters di qualità, punto di riferimento di un pubblico

sempre più adulto (Bob Dylan e Bruce Springsteen). In Inghilterra c'è Sting.

Un'incursione simile nei repertori rinascimentali era già stata tentata qualche tempo prima da

Richard Thompson. Sollecitato da un giornalista di Playboy che sulla soglia del 2000 gli aveva

chiesto di indicare le 10 canzoni più belle del millennio Thomson aveva risposto con una lista di

brani che risalivano fino al XIII secolo. 28

La carriera di Elvis Costello inizia nell'epoca del Punk, si parla di lui intorno al 1989 come dell'unico

possibile sostituto di John Lennon in caso di un'ipotetica ricomposizione del quartetto.

L'importanza sempre maggiore delle autrici/ interpreti sulla scena della Popular music

internazionale e in particolare nel mainstream anglofono, è testimoniata dalla rapida ascesa di

Bjork, artista islandese, guida nell'innovazione fino ad allora ricoperta esclusivamente da artisti

maschi.

Il mondo entra in scena

Tornando all'inizio degli anni 90 il concerto che Roger Waters, ex componente dei Pink Floyd,

organizza nel 1990 Berlino nella Postdamer Platz, dove al termine un muro di polistirolo alto 25

metri e lungo 80 viene abbattuto, in una delle scenografie più poderose che la musica abbia mai

conosciuto.

Musicisti e produttori rock cominciano a interessarsi a musiche di paesi extraeuropei, e in

particolare a quelle musiche che costituiscono l'evoluzione in senso Popular delle culture

tradizionali, infatti a metà degli anni 80 c'è una grande attenzione alla musica africana.

Nel 1987, preoccupati che il pubblico non riesce a trovare nei negozi di dischi musicisti africani,

alcuni critici musicali e discografici londinesi decidono di suggerire negozianti di allestire uno

scaffale di musica del mondo, la world music. Rapidamente i grandi magazzini di dischi si

adeguano dappertutto e nel mondo anglofono world music diventa qualsiasi musica non

proveniente dall'Inghilterra o dagli USA. Si fanno strada almeno due accezioni dell'espressione

world music: una che sottolinea il legame con culture locali, anche Popular, sparse per il mondo,

l'altra che implica la contaminazione,termine che può indicare sia la collaborazione di musicisti

provenienti da esperienze diverse, sia una forma subdola di neocolonialismo, dove le idee stanche

ex Rocker vengono rese di nuovo vitali ma in modo più esotico.

Di fatto le musiche del mondo cominciano a circolare davvero: si fa conoscere il Rai algerino e

molti altri. Come effetto combinato della world music e della caduta del blocco sovietico si

diffondono i dischi delle voci bulgare, e la scoperta delle musiche e dei musicisti dell'est europeo.

Uno dei promotori delle contaminazioni e degli incontri con musicisti sconosciuti è il chitarrista

americano Ry Cooder che ricrea il suono delle registrazioni degli anni 50 per una schiera assortita

di bravi musicisti inattivi da molto tempo.

In questo contesto di scoperta da parte del largo pubblico di sonorità esotiche, svolge un ruolo di

particolare interesse l'idea di musica mediterranea, una categoria indefinita e tuttavia presente in

varie accezioni in molte culture, non solo quelle dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

In Grecia una nuova generazione di musicisti influenzati dalla canzone d'autore europea, dal Rock

e dalla world music, si ricollega alle fonti primarie delle diverse tradizioni popolari greche, urbane e

contadine. Presto la comunità musicale ellenica troverà per questa tendenza il nome non

originalissimo di neo kyma, nuova onda. Analogo alla canzone d'autore italiana, la nuova onda si

distingue per la maggiore flessibilità dei ruoli, molto meno legati alla figura del cantautore, e per la

presenza di una comunità di strumentisti di valore, specializzati anche negli strumenti tradizionali.

Alcune delle cantanti più note della Popular Music greca degli anni 80 sono coinvolte nella scena e

contemporaneamente rendono periodicamente omaggio al repertorio più tradizionale.

Se i greci e la loro musica hanno anche un’anima orientale, dovuta ai secoli di dominazione

ottomana e alla convivenza in città multietniche come Istanbul e Smirne, è inevitabile trovare

elementi di similitudine tra la canzone greca e quella turca, che in certi casi condividono strumenti,

modi, ritmi e repertori. Ma la Turchia è un paese molto più popoloso, questo significa anche una

discografia più ricca: i cantanti turchi di maggior successo possono facilmente vendere uno o due

milioni di copie di un album, inoltre l'estensione territoriale della Turchia comprende la presenza di

29

importanti minoranze etniche, che fanno sì che il panorama dei generi e degli stili della musica

turca sia estremamente articolato.

Esiste certamente una scena pop, paragonabile per mercato e funzione a quella dei paesi europei,

ma musicalmente orientale. Di conseguenza, per l'ascoltatore europeo star del pop come Tarkan,

hanno un suono esotico e vengono spesso inseriti nella categoria commerciale della world music,

mentre in Turchia sono considerati artisti internazionali.

Infine un genere deliberatamente esotico è quello dell'arabesk, nato durante la massiccia

emigrazione interna dalle campagne verso Istanbul negli anni 70 e divenuto una forma di

resistenza all’occidentalizzazione forzata dai programmi della radio turca, che aveva escluso dalla

programmazione la musica con un suono orientale.

Nella scena israeliana la musica ha il compito di gettare un ponte fra una cultura ebraica e quella

arabo palestinese, e quella egiziana. L'artista israeliana più nota è Noa, particolarmente nota

anche in Italia per partecipazione nel 2006 al Festival di Sanremo.

In Egitto uno dei generi più popolari è lo sha’bi (ghetto), musica popolare urbana dal linguaggio

esplicito e gergale, che combina elementi della tradizione e strumenti della Popular Music

internazionale.

Bricolage elettronico: techno, rave, musica sulla rete

La diffusione della world music è parte di un fenomeno più generale del quale negli anni novanta si

parla sempre più animatamente, fino a che non diverrà uno dei temi più rilevanti dell'agenda

politica: la globalizzazione. Tutti gli elementi principali della globalizzazione sono presenti nella

produzione musicale da decenni: la virtualità ( il disco finge di produrre un’ esecuzione che non

esiste), l'identificazione del prodotto col marchio, la velocità degli spostamenti, la concentrazione

del potere economico, il potere sempre più centrale delle tecnologie informatiche soprattutto quelle

di rete. In campo musicale, il continuo aumento della potenza dei personal computer rende

possibile concentrare in un'unica stazione di lavoro l'insieme di funzionalità che solo qualche anno

prima richiedevano registratori digitali a 24 piste molto ingombranti. Quando Fabrizio De André tra

il 95 96 registra il suo ultimo album Anime salve, gran parte del lavoro è svolto nell'appartamento

del suo produttore Piero Milesi. Già negli anni 80 gran parte della musica da ballo veniva realizzata

con strumenti elettronici. Lo stile della cosiddetta dance italiana era tanto caratterizzato da quelle

batteria elettronica e da quei sintetizzatori economici che quando iniziano a diffondersi i primi

software per PC che simulano e automatizzano il processo produttivo della dance, le sonorità

preprogrammate restano quelle degli strumenti vintage.

Per la sua natura la produzione di musica dance tende a sfuggire al controllo delle grandi

multinazionali: i costi iniziali sono bassi, la promozione è più legata a un tam-tam fra i dj e ai

frequentatori di discoteche che i canali tradizionali. Di conseguenza finisce per avere

caratteristiche di base paragonabili a quelle del rock delle origini; il suo potere è testimoniato dalla

pratica dei rave parties, ovvero manifestazioni musicali autogestite, illegali in molti paesi,

principalmente di musica techno. Essi sono caratterizzati da ritmo di musica e giochi di luce e si

tengono di solito in spazi isolati come aree industriali abbandonati o campi; sono anche

caratterizzati dall'uso di alcolici e droghe.

In tempi più recenti tende a diffondersi la pratica della cover in formato dance di vecchi successi

della canzone d'autore.

In Italia l’industria della Popular music tende a concentrarsi su un numero limitato di artisti di

successo, alcuni dei quali si affacciano al mercato internazionale come Eros Ramazzotti, Laura

Pausini e Zucchero. 30


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DETTAGLI
Esame: Popular music
Corso di laurea: Corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NormaG di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Popular music e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Tomatis Jacopo.

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