Politiche, Istituzioni e Culture del Medio Oriente – R. Di Peri aa 2017/2018
Politiche, istituzioni e culture del Medio Oriente
Rosita Di Peri
26 febbraio
Lezione introduttiva: illustrazione del corso, elenco testi per non frequentanti, metodologia d’esame
per frequentanti. Stato dell’arte e conoscenza dell’area.
Corso di Scienza Politica applicata al Medio Oriente -> analisi su come il MO è stato analizzato e
studiato.
Corso diviso in due parti:
- Prima parte: lezione e introduzione concetti
- Seconda parte: lavori di gruppo e approfondimenti
Dai lavori di gruppo sarà possibile sviluppare tesi di laurea magistrale.
27 febbraio
Obiettivi e struttura del corso
- Introdurre allo studio ed alla conoscenza dei principali aspetti politici, istituzionali e
culturali dell’area. Il corso intende guardare al MO attraverso le teorie e gli approcci della
scienza politica.
- Identificare i nodi critici che hanno caratterizzato gli sviluppi degli studi d’area e come
questi hanno ripercussioni sugli sviluppi politici della regione
- Fornire una serie di strumenti esplicativi utili per svelare stereotipi
Che cos’è il Medio Oriente?
- Area geografica, con diversità al suo interno dovute alle dominazioni coloniali ed ai conflitti
avvenuti (es. conflitto Israeliano, e conflitto sciiti-sunniti)
- Connotazione contestabile, dal punto di vista etnico e religioso, perché escludono minoranze
e comunità
- Connotazione geografica contestabile, definire i confini del MO dal punto di vista
geografico può essere problematico nel determinare un confine
- Fabietti dice che il concetto di MO è stato introdotto come connotazione geopolitica
- Non è abbastanza parlare di religione e lingua, ma estendere questi parametri può risultare
complesso a causa della posizione di questa regione
Questa area geografica che tocca realtà anche molto diverse fra loro per storia, per composizione
etnica, è un’area che presenta caratteristiche peculiari.
Area “complessa” per eccellenza.
La percezione dell’area
- Il MO come soggetto a-storico: privo di una propria storia e di una propria strategia politica.
Ciò ha avuto impatto importante su come il MO è stato costruito e realizzato.
- Il MO come regione la cui storia recente è stata influenzata e determinata da avvenimenti
che sono avvenuti al di fuori della regione stessa.
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- Dagli anni ’50 del secolo scorso si è affermata una narrazione monolitica ed univoca che
non ha lasciato spazio alle interpretazioni autoctone: non si chiede mai agli abitanti della
regione come questi si autodefiniscono, si potrebbero avere mille risposte differenti, ma
queste risposte sono state influenzate da narrativa dominante a partire dalla fine del II
dopoguerra, in particolare partendo dagli USA, che avranno peso preponderante nello
sviluppo di questi studi. Verranno messi in discussione da Orientalismo di Edward Said.
- Attenzione solo su specificità etiche e/o religiose che trasformano la narrazione storica e
impattano sulla rappresentazione delle identità ( Bayart
): ciò è stato studiato dal sociologo
politico francese Bayart, ha ragionato molto su come questa attenzione su specifici elementi
abbia influenzato la narrazione di queste identità e abbia avuto un impatto sulla loro
rappresentazione.
Nella Guerra dei 6 Giorni le ideologie che avevano portato alla guerra (panarabismo)
lasciano un vuoto fortissimo all’interno dell’intellettualità araba dell’epoca che lascerà
spazio alla nascita di gruppi radicali che lo colmeranno.
Definizioni
Cos’è l’Occidente?
Spesso si adotta la definizione di “trilateral countries” (Europa, USA e Giappone), ciò dice che le
definizioni non sono neutre ed implicano ragionamenti politici e geopolitici che rispondono a
determinati interessi e strategie.
Questioni preliminari: l’area oggetto di studio. Alcune definizioni
1. Qual è il territorio studiato e con quali criteri si deve delimitarlo?
2. Qual è il soggetto dell’osservazione: l’Islam, gli stati, le società beduine, le minoranze
etniche, ecc.?
3. Qual è la scansione temporale e cronologia da utilizzare (mondo post-industriale, memoria
religiosa, età degli stati sorti dal processo di decolonizzazione?)?
Il legame tra Medio Oriente e Occidente, le connessioni.
Aree geografiche e invenzioni geopolitiche
La letteratura sulle regioni e sul regionalismo parte dall’assunzione che non ci sia niente di neutrale
quando il linguaggio si sposta sugli aspetti geografici.
Molto spesso in epoca passata ed ancora oggi, la denominazione di un’area con un nome o etichetta
aveva implicazioni relative alla sicurezza o strategico-militari di un certo tipo (oggi geopolitica).
La “costruzione” di un’area geografica e le definizioni che ne scaturiscono influenzano non
solo la percezione della regione stessa ama anche le pratiche materiali e le decisioni politiche
ad essa connesse. Le etichette non sono neutre, ma hanno effetti che vanno al di là del processo di
denominazione.
Come le definizioni incidono sulle rappresentazioni
- MO come regione del petrolio: alta conflittualità, lotta per le risorse, ecc.
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- MO regione dell’Islam: teocrazia, dispotismo orientale, intromissione forte dell’Islam
all’interno della dimensione politica
- MO come regione dello scontro tra le due superpotenze: è terreno di scontro, USA e URSS
si sono confrontate a lungo, e lo fanno ancora oggi (es. Siria tutt’oggi tornano a cercare di
espandere la loro sfera di influenza)
- MO regione dell’instabilità, della violenza e del conflitto: indipendentemente dal fatto che
nella regione ci siano stati momenti in cui il conflitto non si è sviluppato, la regione continua
ad essere considerata come la regione del conflitto per antonomasia
- MO regione della frammentazione etnico-identitaria: regione ricca di segmenti diversi, come
un caleidoscopio della diversità (es. Libano emblematico di una certa rappresentazione del
MO)
- MO regione dello scontro sunniti/sciiti: in voga negli ultimi 15 anni e in particolare negli
ultimi 5, lente del settarismo utilizzata per rappresentazione e studio del MO
contemporaneo
In ognuna di queste definizioni c’è una connotazione fortemente negativa del MO, quadro desolante
di una regione caratterizzata da scontro perpetuo, popolazioni primitive e barbare che non
riusciranno mai ad ottenere indipendenza, democrazia, ecc.
Gli aspetti positivi non vengono mai sottolineati.
L’area
Implicazioni:
- Mondo anglofono Middle East: è una regione geografica che partendo dal Mediterraneo
orientale si estende fino all’Afghanistan ed al Pakistan comprendendo al suo interno la
penisola arabica, la Turchia e l’Iran.È una definizione che oggi comprende alcuni paesi del
Nord Africa (Marocco, Tunisia, Algeria). Questa definizione risale al Capitano Alfredo
Thayer Mahan che nel 1902 in un suo articolo suggeriva che la GB “avrebbe dovuto
assumersi la responsabilità della sicurezza del Golfo Persico e delle sue coste (il Middle
East) al fine di garantire sicurezza alla strada verso l’india” attraverso il controllo del Canale
di Suez.
- Mondo francofono Proche Orient: questo termine risale alla fine dell’800 ed equivale al
termine di “Levante” e di “levantini” (abitanti di quest’area geografica) ha connotazione
negativa, i levantini erano coloro che avevano attitudini imprenditoriali, furbizia spiccata nei
commerci ma non avevano forti legami di lealtà con lo stato e le istituzioni. Da qui
connotazione negativa. Questa definizione muta a partire dall’inizio del ‘900 e con Vicino
قرشم
Oriente si intendono paesi della regione del Mashreq, che comprende Libano, Siria,
Palestina, Iraq, Giordania ed Egitto. Questa nozione si affermerà con maggiore rigore dopo
il sistema dei mandati. Con questa instaurazione anche nel mondo francofono questa
etichetta verrà sostituita con quella di moyenne orient.
Le definizioni non sono neutre.
Il sistema dei mandati 3
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Il protocollo di Sanremo del 1920, annesso al Trattato di pace di Sèvres, istituì ufficialmente il
sistema dei mandati:
- Alla Francia venivano affidati Siria e Libano
- Alla GB Iraq e territori della cosiddetta Palestina storica (attuale Israele, Territori Occupati
palestinesi e la Giordania)
È pensato come un sistema temporaneo e provvisorio.
Gradualmente si trasforma in un sistema coloniale e di sfruttamento, proporrà in qualche modo i
primi forti dissapori fra le potenze mandatarie e le potenze della regione (es. una delle promesse
non mantenute fra I GM e gli Accordi di Sèvres sono gli Accordi di Balfur e la promessa di uno
stato arabo ben definito, seguito poi dalla creazione dello stato ebraico, prima tappa per
l’incentivazione di un’immigrazione dall’Est Europa verso i territori della Palestina storica che
sfocerà nella creazione dello Stato di Israele nel 1948. La questione palestinese è per eccellenza la
questione irrisolta che in qualche modo continua ad avere impatto importante sugli equilibri
regionali).
I confini labili
I confini restarono non ben definiti, labili, talmente tanto che nel 1960 uno storico statunitense
Roderic Davison si chiedeva dov’è il Medio Oriente nell’omonimo articolo sul Foreign Affairs.
Si affermerà una connotazione tripartita:
- Medio Oriente
- Far East: spazio ampio che va dall’Australia alla Cina, ciò che oggi definiremmo Estremo
Oriente.
- Near East: regione dei Balcani, comprensiva dell’Albania. Vecchio retaggio della questione
orientale.
L’affermazione di un’etichetta
Edward Said in Covering Islam si è interrogato su come l’Islam fosse stato rappresentato dai media
americani e che impatto ha avuto questo.
L’etichetta Middle East per questo ha cominciato a diffondersi e ad essere utilizzata per esempio
anche nel mondo francofono, chi è stato il veicolo di questo è il Times che ha cominciato ad
utilizzarla nei propri articoli. È diventata di uso corrente tanto che Churchill nel 1921
istituzionalizzò l’utilizzo del termine istituendo il Dipartimento Middle East del British Colonial
Office.
La questione della sicurezza
Ancora oggi come nel passato la questione della sicurezza appare come un elemento centrale
nell’apporre etichette alla regione.
Pinar Bilgin (2004) ragiona su varie definizioni mostrando come di volta in volta queste aderiscano
ai bisogni di determinati stati:
- Middle East: Stati Uniti e loro alleati
- Midd………
Narrazioni e narrative 4
Politiche, Istituzioni e Culture del Medio Oriente – R. Di Peri aa 2017/2018
La questione dei confini (regione crocevia, priva di confini ben definiti e barriere naturali-
deserti).
La conseguenza diretta di tale rappresentazione è l’idea che essendo priva di confini stabili,
nella regione regni il caos e l’indeterminatezza.
La naturalizzazione di tali rappresentazioni ha portato alla strategia che interventi esterni
potessero essere legittimi nella misura in cui avrebbero riportato ordine in una situazione di
disordine.
Greater Middle East Initiative
Nasce dopo la Middle East Partnership Initiative (2002) per rispondere alle esigenze
securitarie post 9/11. Combattere il terrorismo.
Mutamento di strategia a partire dall’amministrazione Reagan. Prima di essa la politica
statunitense nei confronti del vicinato e dello scenario globale era di nazionalismo moderato
cioè tentativo di favorire la democrazia sul modello del Sud America, politica di non
interventismo rispetto a determinati regimi che potevano toccare la sicurezza degli USA. A
partire da Reagan gli USA diventano più interventisti e più attenti ad un intervento diretto.
G8 del 2004 Bush Junior annuncia che la priorità degli USA è promuovere la democrazia in
MO. In linea con analoghe strategie promosse da UE e, indirettamente WB e IMF. La
Greater Middle East Initiative doveva favorire la democrazia in MO. Ciò verrà alimentato
non più con iniziative commerciali e programmi di sviluppo, ma con intervento diretto. A
seconda dei momenti in cui questa GMEI è stata promossa, sono stati inclusi o esclusi paesi
a seconda degli interessi americani.
“The most ambitious US democracy effort since the end of the Cold War…
28 febbraio
La questione dei confini oggi e l’ascesa dell’ISIS
La questione dei confini dopo l’ascesa dell’ISIS è diventata il centro di un interessante dibattito
accademico e politico.
Il dibattito si è sviluppato su almeno due livelli:
- La messa in discussione dei confini coloniali imposti dagli accordi di Sykes-Picot nel 1916
da parte dell’ISIS come parte di una strategia di legittimazione agli occhi dei popoli
musulmani
- La creazione di mostri geopolitici come il Syraq (al Marashi): il Syraq è un termine molto
utilizzato dopo conquista da parte dell’ISIS di diversi territori di Siria e Iraq. Termine
coniato da geopolitici per identificare un’area geografica con confini non molto ben definiti.
Perché questo termine viene utilizzato? È un termine che avvalla una certa visione del MO
come una regione caratterizzata da confini labili, giustifica la nascita di un’entità che è
un’invenzione geopolitica che consente di proporre un certo ragionamento ed ha avuto forte
impatto. La conseguenza è che la rappresentazione di termini di questo tipo non tiene conto
della complessità dei contesti. Inizio anni 2000 altri mostri geopolitici sono stati utilizzati
per descrivere accorpamenti territoriali es. SPAC unione territori Afghanistan e Pakistan.
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Politiche, Istituzioni e Culture del Medio Oriente – R. Di Peri aa 2017/2018
ISIS dichiara di porsi in contrasto con modello occidentale e utilizza però retoriche e strumenti
simili a quelli occidentali.
Determinate posizioni dell’Islam politico hanno incorporato molti strumenti dell’Occidente e se ne
sono appropriati in modo molto attivo.
Questa operazione sui confini, portata avanti anche da riviste importanti e commentatori illustri
geopolitici e non, ha delineato una discussione su come potrebbe essere ridisegnata la mappa del
Medio Oriente contemporaneo. Questa discussione si è alimentata dopo rivolte arabe del 2011, che
ponendo in discussione modelli politici della regione, hanno legittimato questa discussione.
L’utilizzo politico dei confini è qualcosa che essenzializza rappresentazione di determinate aree del
mondo.
Nascita e sviluppo degli studi di area: le origini
La curiosità verso l’altro scaturisce dalla tarda nascita dell’Islam, dopo i due grandi monoteismi
Cristianesimo ed Ebraismo.
Gli studi islamici in Occidente
- Assenza di oggettività
- Scarse fonti
- Paura del diverso, dell’altro
Queste argomentazioni sono pretestuose, fin dall’inizio i contatti ci sono e ci sono possibilità di
recuperare fonti.
Obiettivo principale denigrare cristianità orientale che poi si trasferisce sull’Islam. È un passaggio
cruciale, lento, graduale che si sostanzia in opere come quella di Gibbon che scriverà libro su ascesa
e caduta dell’Impero Romano con obiettivo di mostrare come questa caduta avrà impatto sulla
cristianità e di conseguenza sull’Islam che gradualmente andrà ad imporsi nell’area.
Cominciano a svilupparsi proprio dal contatto tra Oriente e Occidente.
Orientalismo prestato alla politica
Nascita e sviluppo degli studi di area: gli sviluppi
Alterazione del nemico e ri-concettualizzazione dell’identità europea. Elemento importante perché
c’è un processo che in qualche modo oscura i periodi bui della storia europea (es medioevo),
appannaggio del recupero di una identità europea che parte dall’età greca dimenticando connessioni
fra greci, persiani, ecc. Si dimenticano connessioni e impatto dell’area orientale su identità europea.
Si configurano i due poli: identità europea concettualmente costruita e idea dell’homo islamicus,
entità nemica sconosciuta e potenzialmente problematica che sarà il fondamento dei
fondamentalisti.
Contrapposizione tra un occidente evoluto ed un homo islamicus, arab mind che corrisponde ad un
altro tipo di ragionamento, alimentato da visione orientalista attraverso costruzione dell’altro in
termini di arretratezza, ecc.
La contrapposizione di questi due elementi comincia a configurarsi con le sconfitte dei crociati:
primo momento di scontro diretto fra due realtà. I crociati oltre a distruzione e alla presunta
missione civilizzatrice, portano in Europa documenti, testi, i primi elementi per cominciare a
costruire una conoscenza dell’altro più incisiva. 6
Politiche, Istituzioni e Culture del Medio Oriente – R. Di Peri aa 2017/2018
In questo periodo comincia a circolare le prime biografie del profeta Muhammad, letteratura
polemica nei confronti della religione islamica come sistema di valori, con obiettivo specifico di
conoscere il nemico per sconfiggerlo e utilizzare i primi studi sull’Islam x avvalorare tesi che
Cristianesimo è meglio dell’Islam. Rafforzare fede dei cristiani.
Altro periodo importante è quello del post-reconquista: l’espansione dell’Islam arriva in Europa,
nelle coste del sud e buona parte di Spagna e Sicilia sarà sotto il loro controllo. C’è esperienza
tangibile, ci sono opere e quando l’impero retrocede lascia documenti importanti che sono stati
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