Educatore imperfetto
Le categorie dell'educazione
I soggetti individuali e collettivi, nel corso della loro esistenza, sono esposti a una molteplicità di esperienze educative nelle quali acquisiscono valori, comportamenti, saperi, competenze, atteggiamenti. Sono esperienze che presentano diversi gradi di formalizzazione, intenzionalità, progettualità e consapevolezza. Le esperienze educative hanno peso diverso nella formazione dei soggetti ed essi vivono le esperienze educative con diversi livelli di consapevolezza e controllo.
La formalizzazione
Esperienze formali coincidono con l'esperienza scolastica, fortemente intenzionali e organizzate e come tali si presentano e vengono percepite dai soggetti. Sono in parte obbligatorie, nel senso che i soggetti vi sono coinvolti senza porre direttamente alcuna domanda formativa. Forniscono un titolo di studio. Esperienze non formali sono esterne all'istituzione scolastica, non forniscono titolo di studio. Anch'esse sono caratterizzate da intenzionalità, progettualità e contratto, è sempre presente e distinta la posizione dell'educatore e dell'educando. Le esperienze formali sono obbligatorie e caratterizzate da un investimento collettivo, quelle non formali no.
Esperienze informali sono esperienze che non sono né formali né non formali e riguardano le esperienze della vita quotidiana, non sono caratterizzate da intenzionalità, progettualità e non c'è una chiara distinzione tra la posizione dell'educatore e dell'educando. Pur non avendo un progetto, possono essere decisamente educative.
Intenzionalità
Esperienze intenzionali sono le esperienze che si dichiarano tali, si registra la presenza di un soggetto che ne educa un altro. I destinatari possono essere consapevoli dell'intenzionalità del produttore, ma possono anche non riconoscerne la componente educativa. Es: la scuola.
Esperienze non dichiaratamente intenzionali tendono a modificare o a inaugurare atteggiamenti, opinioni, comportamenti dei soggetti senza che ciò sia esplicitato. La consapevolezza e la gestione appartiene solo ai promotori. Es: campagne pubblicitarie.
Esperienze non intenzionali prevedono la presenza di produttori di fatti educativi inconsapevoli di essere tali, oppure non è individuabile un vero e proprio soggetto produttore. Sono più o meno casuali, prevedibili e auspicabili. Non esiste progettualità esplicita o celata da parte del produttore.
La mappa delle esperienze educative
La famiglia
La famiglia è un'esperienza complessa, luogo della socializzazione primaria, dei primi apprendimenti (di norme e modelli), della strutturazione dell'identità di base. Si impara a tener conto delle aspettative altrui. L'azione educativa dei genitori tende a dar forma ai discendenti sulla base di modelli ritenuti validi e auspicabili, all'interno dei quali è possibile individuare elementi di continuità e di discontinuità con la precedente storia familiare. L'azione educativa può quindi favorire il proseguimento di alcune storie familiari e l'interruzione di altre.
La famiglia, le famiglie
Ci si chiede se esiste o no una forma di famiglia che possa essere considerata come modello di riferimento. Per molto tempo il modello di famiglia è stato quello dell'unione irreversibile e continuativa di una coppia composta da due persone di sesso opposto, con il fine di generare figli e convalidata dalla chiesa attraverso il sacramento del matrimonio. Nel corso di questi anni però questo tipo di modello viene messo in crisi con: divorzio, unioni civili, omosessuali che vogliono convivere, procreazione fuori dal matrimonio. Tutto ciò ha messo in crisi l'identità familiare.
Il gruppo dei pari
Il gruppo dei pari è un insieme di soggetti della stessa età che condividono un rapporto di amicizia. All'interno si apprendono saperi e saper fare che possono integrare ciò che è trasmesso dalla famiglia e dalla scuola, oppure possono essere conflittuali con essi. È uno dei principali luoghi formativi per l'educazione affettiva e sessuale. Soprattutto in adolescenza si sperimentano dimensioni di avventura, solidarietà, complicità, trasgressione.
La scuola
La scuola è il progetto educativo extrafamiliare per eccellenza. È un investimento sociale e ha lo scopo di fornire alfabetizzazione in grado di affrontare alcuni compiti base della vita e di fornire strumenti e competenze per un inserimento nella società e nel mondo del lavoro. È educativa perché consente l'incontro con figure adulte significative. Alla scuola viene richiesto di rispondere a sempre nuovi compiti educativi.
Mezzi di comunicazione di massa
Radio: ha consentito di comunicare contemporaneamente lo stesso messaggio a una moltitudine di persone anche molto distanti tra loro, ha ridotto la selettività insita nella carta stampata (difficoltà di lettura). Cinema e televisione: diversamente dalla radio che si può ascoltare anche facendo altro, richiedono maggiore dedizione. Radio e televisione veicolano modelli di comportamento, stili di vita, pubblicità, gusti, aspirazioni, conoscenza, mode, hanno contribuito all'unificazione linguistica e al processo di omologazione culturale. Non incidono solo sui giovani ma su TUTTI. Hanno causato una diminuzione delle esperienze narrative e relazionali. Fanno vedere come vivono gli altri anche se spesso ciò che viene visto è falso e illusorio.
Il lavoro
Il lavoro è una delle più rilevanti esperienze educative. È educativo perché educativa è la cultura di organizzazione nella quale operano, che richiede comportamenti professionali, abbigliamento idoneo, bon ton. All'interno dell'ambito lavorativo convivono insieme numerose culture diverse che creano un forte clima educativo.
Le dimensioni collettive
Le dimensioni collettive includono gruppi, organizzazioni o contesti sociali nei quali l'individuo trascorre parte della sua vita e che generano nei soggetti coinvolti un senso del noi, una sensazione di appartenenza, di comunità. Esse hanno esiti educativi, alcuni ricercati e progettati, altri invece non intenzionali o non dichiaratamente intenzionali. Es: dimensione religiosa, appartenenza politica, volontariato, pratica sportiva.
Le cose
Pasolini scrive che le cose gli hanno insegnato dove era nato, in che mondo viveva, come doveva concepire la propria vita.
La vita è educazione?
Sono moltissimi gli eventi che possono connotarsi come educativi, perché sono moltissimi quelli che stimolano il soggetto al cambiamento e alla trasformazione, questo però avviene nel momento in cui il soggetto è recettivo e disponibile.
Vita ed educazione sono sovrapponibili? Risposta affermativa: se si considerano tutte le possibili sfumature di formalizzazione e intenzionalità, tutte le esperienze vitali sono potenzialmente educative. Risposta negativa: se si considerano solo quelle intenzionalmente educative. Alcune esperienze sono più educative altre meno: l'educatività delle esperienze non è direttamente proporzionale all'intenzionalità educativa.
L'irriducibile pluralità del lavoro educativo
Le crisi educative
L'educatore è l'operatore che può entrare in gioco quando si verifica una situazione di crisi all'interno del sistema di esperienze educative. Le crisi educative possono manifestarsi sia all'interno di una specifica esperienza (carenza educativa o da eccesso educativo), sia possono interessare le relazioni che legano più esperienze (crisi da conflitto educativo).
- Carenza educativa: l'esperienza educativa non viene ritenuta in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati.
- Eccesso educativo: l'esperienza si rivela sì educativa ma verso obiettivi considerati non auspicabili.
- Conflitto educativo: all'interno del sistema delle esperienze che interessa i soggetti, si assiste a diversità non conciliabili e integrabili di intenti, obiettivi.
Di fronte a una crisi educativa, l'educatore professionale interviene quando:
- La crisi supera la soglia dell'accettabilità.
- La notizia della crisi giunge a chi è istituzionalmente preposto ad analizzarla e affrontarla.
- La crisi viene riconosciuta come tale.
- Esistono e sono attivabili risorse finanziarie in grado di affrontarla e risolverla.
Sostituire, aggiungere, compensare
Oggi l'educatore è impegnato nei confronti delle crisi educative in interventi sostitutivi, aggiuntivi e compensativi.
- Sostitutivi: gli ambienti educativi "naturali" (es. famiglia) non sono ritenuti adeguati a consentire al minore un percorso di crescita "normale". Es: comunità per minori allontanati.
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Riassunto esame Pedagogia generale, Prof. Tramma Sergio, libro consigliato L'educatore imperfetto, Tramma Sergio
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Riassunto esame Pedagogia generale, prof. Tramma, libro consigliato L'educatore imperfetto
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Riassunto esame Pedagogia della marginalità, prof. Santamaria, libro consigliato L'educatore imperfetto, Tramma
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