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La storia antica attraverso la moneta

La storia della moneta

Una moneta coniata è una forma di moneta in metallo, conforme ad uno standard e che presenta un segno distintivo. La prima monetazione in India (della metà del IV secolo a.C.) può aver avuto qualche ispirazione greca attraverso la Persia, mentre a partire dal III secolo a.C. siamo certi dell'influenza della tradizione greca. La moneta si considera un'invenzione greca, mentre si può osservare che prime monete battute si ebbero nel regno di Lidia; come mai?

Il punto è che non si può dare troppo peso alle antiche fonti scritte di Senofane che afferma che il più antico contesto archeologico databile per la monetazione si trovava a Efeso, oltre al fatto che la Lidia aveva fonti naturali di elettro (la lega di oro e argento in cui era realizzata la moneta più antica). Contro questa tesi c'è da sottolineare che il più antico contesto archeologico si trovava appunto ad Efeso, città greca. Rimane quindi valida l'interpretazione della monetazione come fenomeno greco sebbene bisogna tenere in considerazione che:

  • La Lidia, nonostante tutto il suo potere politico, si trovava sotto forte influenza greca, la sua arte era profondamente permeata di stile greco orientale e la capitale Sardi aveva persino un'agorà.
  • Il contesto di rinvenimento più antico per le monete di elettro si trova al di sotto del tempio di Artemide ad Efeso datato 560 circa a.C., alla cui realizzazione contribuì il re della Lidia Creso. (Le monete trovate sotto l'Artemisio hanno la forma di globuli di elettro di peso standard, alcuni non contrassegnati, altri col segno di un solo punzone, altri ancora con striature su un lato e punzone sull'altro [vedi figura nr.3] ed altri con veri disegni e marchi di punzone. Bisogna ricordarsi però di evitare di immaginare una sequenza evolutiva poiché tutte le monete si trovano nello stesso contesto archeologico).

La moneta ebbe origine e si sviluppò dove le culture greca e lidia interagirono, ma poi molto presto la moneta divenne un fenomeno greco. La monetazione si diffuse rapidamente in tutto il mondo greco, mentre altrove prese piede lentamente.

Diffusione della monetazione

Nell'Impero Persiano: le prime monete vennero prodotte nel VI secolo a.C. soltanto nelle aree ellenizzate; i Fenici non iniziarono a battere moneta fino alla metà del V secolo a.C.; i Cartaginesi produssero la loro prima moneta in Sicilia nella seconda metà del V secolo a.C.

Della funzione delle monete più antiche non si sa nulla: le teorie secondo le quali le monete furono usate nelle fasi iniziali per pagare mercenari o per un'ampia gamma di pagamenti fissi sia da parte dello stato che verso lo stato sembrano coerenti con il comportamento della monetazione; tuttavia le testimonianze letterarie e documentarie di tutto ciò sono troppo scarse. Si sa veramente poco anche delle autorità responsabili delle prime coniazioni in elettro.

Tra le monete rinvenute nell'Artemisio il tipo più comune raffigura una testa di leone e qualche volta reca un'iscrizione [4-5]; ce n'è poi un'altra con una diversa iscrizione però non è stata rinvenuta nell'Artemisio [6]. Tutte queste monete vengono ritenute lidie per via della loro frequenza nell'area e per la vasta distribuzione ed anche perché le iscrizioni non sono in greco.

Origini della monetazione privata

Secondo alcuni studiosi le monete più antiche sarebbero state prodotte da privati piuttosto che da stati, a causa della grande varietà di tipi, che aveva fatto supporre una origine simile anche per l'antica monetazione in argento di Atene. Non si può dimostrare che questa opinione sia errata, ma in tutta l'antichità non esiste un solo caso certo di monete prodotte da privati. Invece è vero che in certi periodi gli stati hanno prodotto monete per i privati.

Il gran numero di tipi monetali dà l'impressione erronea che ci fosse anche un gran numero di zecche, ma il fatto che spesso tipi diversi utilizzano lo stesso punzone di rovescio dimostra che queste monete furono prodotte nella stessa sede. Il tipo monetale che sembra riportare l'iscrizione "io sono il segno di Phanes" potrebbe far pensare che alcune monete fossero battute da privati [1], ma l'iscrizione è stata messa in discussione perché in effetti anche se Phanes fosse un nome di persona non sappiamo chi fosse questo Phanes.

Quindi, sul problema dell'origine privata o meno, è sbagliato dedurre dalla mancanza di esempi di monete private che anche le più antiche coniazioni non lo fossero poiché le monetazioni più antiche avrebbero potuto essere diverse; d'altro canto bisogna però ricordare che la diffusione della moneta coniata sembra svilupparsi parallelamente allo sviluppo delle polis come stato.

Monetazione e polis greca

La monetazione in elettro in Lidia fu sostituita da una monetazione in oro e argento (probabilmente sotto i Persiani dal 547 a.C. in avanti) [27-28]. I Persiani continuarono a produrre monete d'oro e d'argento fino all'epoca di Alessandro [29-30], mentre la maggior parte delle città greche utilizzò esclusivamente l'argento.

Si dice che a volte l'elettro fu abbandonato poiché questa lega naturale conteneva oro e argento in quantità variabili e quindi il valore di ciascuna moneta era incerto (questa spiegazione potrebbe non essere valida in quanto la lega di alcune monete lidie era controllata). Si ha una significativa esistenza di testimonianze archeologiche relative alla separazione di oro e argento a Sardi tra il 620 e il 550 a.C. circa. Importanti coniazioni in elettro in lega controllata furono prodotte a Cizico [32], Militene e Focea fino al IV secolo a.C.

Al di fuori dell'Asia Minore occidentale la cronologia della diffusione della moneta è ancora molto incerta. Per il VI secolo il solo contesto archeologico databile è costituito da depositi di fondazione sotto l'Apadana a Persepoli. Forse non ci sono altri appigli cronologici sicuri per datare la monetazione del VI secolo, mentre i punti fissi archeologici si moltiplicano a partire dall'inizio del V secolo.

Al momento ci sono pochi elementi, a parte alcuni riferimenti letterari tardi, che ci consentano di datare l'inizio della monetazione in argento molto prima della metà del V secolo. Questo significa che la diffusione della monetazione nel mondo greco fu rapida. Attorno al 500 a.C. esistevano infatti monetazioni consolidate nella Grecia orientale, in Italia, in Sicilia e nelle aree ellenizzate dell'Impero Persiano. La diaspora dei Greci d'Oriente di fronte alla pressione persiana permette di tracciare il processo di diffusione della moneta.

Abdera, fondata nel 544 a.C. circa adottò lo stesso tipo monetale della sua metropoli, ma lo differenziò mostrando il grifone rivolto nella direzione opposta [9]. Velia fu fondata da emigrati focesi attorno al 535 a.C. ed adottò uno stile monetale simile a quello della madrepatria e abbastanza diverso dalla monetazione incusa delle altre città greche nell'Italia Meridionale [11].

I Samii batterono moneta recante su un lato la pelle di leone dalla statua di Era a Samo e sull'altro lato una galera samia [13]. La diaspora dei Greci d'Oriente, i legami tra metropoli e colonia ed il commercio furono tutti fattori molto importanti per la diffusione della moneta, ma la rapidità di questa diffusione si spiega meglio con la trasformazione economica, politica e sociale della polis greca che rese il mondo greco maturo per la moneta.

Considerazioni sulla funzione della monetazione greca arcaica

- La scarsa produzione di piccoli nominali indicherebbe una scarsa funzione della moneta coniata nell'ambito commerciale; Kraay 1964: al momento dell'introduzione della moneta gli scambi di mercato erano essi stessi in fase di sviluppo.

- Il ruolo della moneta frazionaria: già Kraay aveva osservato che l'alto valore dell'elettro faceva sì che anche la più piccola moneta in quel metallo avesse all'incirca un valore pari ad una paga giornaliera. In alcuni contesti si produssero monete piccolissime.

Un ripostiglio del VI secolo dell'Asia Minore Occidentale con 906 monete d'argento dello stesso tipo, in tre nominali [8], ci permette di dimostrare quanto siano state abbondanti in età arcaica le emissioni di moneta frazionaria. Questo suggerisce una produzione originaria di almeno diversi milioni di monete e più. Si tratta quindi di una emissione considerevole per qualsiasi standard.

La Ionia era una regione standard che godeva di una fornitura di frazioni d'argento relativamente buona e a questo riguardo continuava la tradizione della monetazione in elettro; non è quindi necessario affermare che la produzione abbondante di frazioni sia la conseguenza diretta del diffondersi della paga statale come sappiamo essere accaduto nella democrazia ateniese.

È quindi chiaro che la quantità di moneta frazionaria nel tardo VI e V secolo fu certamente maggiore di quanto si pensasse alcuni decenni fa, ma sarebbe sbagliato pensare che fosse così in tutto il mondo greco. L'introduzione di una moneta fiduciaria in metallo vile per i nominali inferiori costituisce un importante cambiamento; lo scarso valore del metallo vile (in genere il bronzo) significava che anche i nominali più bassi fossero grandi abbastanza da essere maneggiati senza difficoltà.

Nel Nord dell'Etruria c'era la tradizione di usare metallo vile a peso in funzione monetaria, tradizione che fu poi continuata dai Romani in forma modificata fino alla Seconda Guerra Punica. Altrove il bronzo rappresentò la moneta fiduciaria fin dall'inizio. Atene adottò una regolare monetazione in bronzo soltanto dopo la metà del IV secolo a.C. [24], mentre in Grecia continentale, a Macedonia, la moneta coniata in bronzo era stata introdotta alla fine del V secolo. In alcune città dell'Italia meridionale e della Sicilia la coniazione di moneta in bronzo ebbe inizio ancor prima: Turii e Agrigento prima del 425 a.C..

Nella regione nord e ad ovest del Mar Nero tra la metà del VI e la metà del IV secolo a.C., si osserva uno sviluppo diverso della produzione di moneta in metallo vile, all'inizio in forma di punte di freccia, quindi in forma di ruote e delfini, fino ad arrivare alle monete di tradizionale forma rotonda.

I darici d'oro persiani [30], l'oro di Lampsaco e l'elettro di Cizico [32] furono usati come valute "internazionali" fino all'età di Alessandro. In effetti sembra che la monetazione in elettro fosse divenuta standard nella regione del Mar Nero. La monetazione d'oro prodotta a nome di Filippo II di Macedonia acquisì un ruolo internazionale [43-44], ruolo che si estese sotto Alessandro, monetazioni in oro continuarono ad essere prodotte in abbondanza in suo nome fino al 280 circa a.C. Unica monetazione regia in oro veramente sostanziosa sia stata quella tolemaica, e anch'essa fu prodotta su scala ridotta dopo il 180 circa a.C. [78-79].

In Occidente Cartagine batté oro dall'inizio del IV secolo fino alla distruzione della città nel 146 a.C. [81], ma nel corso degli anni questa moneta fu progressivamente svilita con l'aggiunta di argento nella lega.

Funzione delle monetazioni in oro ed elettro

Non è del tutto chiara l'esatta funzione delle maggiori monetazioni in oro e in elettro, anche se ebbero ampia circolazione ed alcune furono usate per pagamenti fra stati. Fino a che punto tali monete vennero usate per pagamenti interni anche in città che non disponevano di una propria monetazione?

Perché le monete in oro ed elettro erano tanto rare? Si tratta di emissioni non regolari che possono spesso essere associate con situazioni di emergenza, e sappiamo per esempio che sia Atene che Roma conservavano oro per le necessità estreme, rispettivamente sull'Acropoli e nell'aerarium sanctius.

Tra i possibili motivi del perché non ci furono più regolari monetazioni in oro c'è: la prudenza (cioè il risparmio per i casi di emergenza), un uso non monetale del metallo prezioso (per esempio gli oggetti di culto) ed anche l'alto valore dell'oro (che poteva rendere queste monete poco pratiche per il loro valore eccessivo). All'origine della maggior parte delle principali serie in oro sta chiaramente la possibilità di accesso alle miniere.

Conquiste di Alessandro e diffusione della moneta

Le conquiste di Alessandro furono importanti per diffondere l'uso anche di altri tipi di moneta oltre a quella in oro. Prima di Alessandro la parte occidentale dell'Impero Persiano aveva visto un flusso di argento greco; nelle aree ellenizzate si batteva moneta fin dal VI secolo e imitazioni delle civette ateniesi vennero prodotte dall'Egitto a Babilonia nel IV secolo a.C. [38-39]. In Egitto prima di Alessandro ci fu anche una modesta monetazione in bronzo.

L'uso di argento a peso quale mezzo di scambio era probabilmente diffuso, e prima di Alessandro in aree distanti dal Mediterraneo l'uso della moneta potrebbe anche essere stato minimo. I documenti importanti e complessi sugli affari dei babilonesi indicano l'argento quale principale mezzo di scambio, ma non rivelano alcuna traccia di monetazione; mentre i documenti aramaici iniziano a menzionare monete greche, in modo chiaramente diverso dall'argento a peso, nell'ultimo decennio del V secolo a.C.

Sotto Alessandro oro e argento vennero battuti a Babilonia e a Susa fino al picco nominale del valore di un obolo [44]; si deve notare che un calendario astronomico babilonese registrava nell'anno 274/3 a.C. che per gli acquisti a Babilonia e in altre città si usavano monete di rame della Ionia. Monete in bronzo furono coniate a Susa ed Ecbatana; i Selucidi producevano moneta a Bactra; in Battriana iniziò una monetazione regolare indipendente [75].

La tradizione greca della monetazione fu adottata dai Kushani nell'India centro-settentrionale e in Afghanistan e più ad occidente dai Parti e poi dai Sassanidi. A nord del mondo greco l'afflusso della monetazione greca attraverso il soldo mercenario e altri mezzi dette inizio a monetazioni imitative a partire dall'inizio del III secolo a.C. Queste monetazioni, cosiddette celtiche, si diffusero dal Danubio alla Britannia. La monetazione macedone fornì i prototipi di gran lunga più influenti [49].

Le monete gallo-belgiche raggiunsero la Britannia forse già nel III secolo a.C., ma non in grandi quantità. Monete di bronzo fuso cominciarono ad essere prodotte in Britannia verso il 120-80 a.C. e monete in oro almeno a partire dagli anni 60 a.C. La Britannia ebbe monetazioni sempre più romanizzate in oro basso, argento e bronzo [150-152].

Evoluzione della monetazione romana

Roma stessa aveva adottato una monetazione di influenza greca verso al fine del IV secolo a.C.; inizialmente essa trasse ispirazione sia dalla tradizione etrusca di usare bronzo fuso a peso sia da quella greca di una monetazione in argento e una monetazione fiduciaria in bronzo. Per breve tempo le due tradizioni coesistettero, ma il bronzo fuso fu abbandonato nel corso della Seconda Guerra Punica [84]. La stessa guerra vide le coniazioni in argento e bronzo integrate da alcune emissioni in oro [88-89], ma in seguito non ci furono più monete d'oro fino all'epoca di Silla e comunque in scarsi quantitativi fino al 46 a.C. [104].

La creazione di una monetazione in oro abbastanza regolare a partire dal 46 a.C. fu uno sviluppo di grande importanza. Le emissioni in oro aumentarono il valore totale della moneta in circolazione, tanto che con l'età flavia la monetazione in oro era probabilmente diventata la componente di maggior valore della disponibilità monetale. La predominanza dell'oro nel tardo Impero Romano potrebbe essere divenuta più marcata con il declino delle emissioni in argento.

Nel corso del III secolo a.C. la monetazione romana in argento sostituì quella in argento delle città greche in Italia. A volte le monetazioni locali cessarono dopo l'annessione, ma altre furono fatte proprie dei Romani. Sistemi monetali locali vennero assimilati oppure sostituiti dai Romani. Le monetazioni locali durarono più a lungo in Oriente che in Occidente e in genere il bronzo locale sopravvisse più a lungo dell'argento.

Al tempo di Diocleziano tutto l'Impero condivideva in una monetazione standardizzata, prodotta da una rete di zecche regionali, la cui distribuzione rifletteva abbastanza da vicino l'organizzazione finanziaria dell'Impero. L'imposizione definitiva di una monetazione standardizzata era in qualche modo legata alla decentralizzazione delle zecche per la monetazione imperiale. Passi decisivi furono fatti a partire dalla metà del III secolo d.C.; prima di allora Roma aveva fornito le monete d'oro per tutto l'Impero, le monete d'argento che gradualmente passarono a dominare in tutto l'Occidente e furono sempre più usate in Oriente, e le monete di bronzo per l'Occidente.

Prima della metà del III secolo d.C. la produzione decentralizzata di una moneta imperiale era tendenzialmente associata alle conseguenze delle guerre. Il sistema monetario basato sul denario (introdotto durante la Seconda Guerra Punica) ebbe una notevole durata [90] pur con alcuni cambiamenti importanti nel tempo:

  • Rivalutazione del denario da dieci a sedici assi intorno al 146 a.C.
  • Creazione di una regolare monetazione in oro a partire dal 46 a.C.
  • Riorganizzazione dei nominali in metalli vile verso il 23 a.C.
  • Introduzione del cosiddetto "antoniniano" nel 215 d.C. [140] che progressivamente sostituì il denario tra gli anni 240-270 circa.

Il sistema rimase essenzialmente lo stesso finché non fu cambiato drasticamente nella seconda metà del III secolo. Le crisi finanziarie causarono uno svilimento drammatico delle monete d'argento e una scarsità crescente di monete d'oro; anche le monete d'oro furono svilite.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/04 Numismatica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 19erika83 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Numismatica antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Lucchelli Tommaso Maria.
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