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LE RADICI DEL FUTURO

Il patrimonio culturale al servizio dello sviluppo locale

Hugues de Varine

UNA MODESTA PROPOSTA

Libro dedicato al patrimonio culturale come risorsa essenziale per lo sviluppo locale, invito a riflettere

sul concetto di patrimonio locale. Promuovere una metodologia di azione partecipata e condivisa per

promuovere il patrimonio. Un libro che si pone in maniera critica nei confronti di tutti quegli

automatismi che frenano lo sviluppo del nostro patrimonio culturale.

Il patrimonio culturale

In questo testo il patrimonio culturale è materiale, immateriale storico ma anche contemporaneo.

Anche se in parte questa visione coincide con il codice dei beni culturali e paesaggistici ampliato

qualche anno fa. Varine propone di considerare il patrimonio culturale in tutte le sue manifestazioni

ed in particolare a prestare attenzione al suo uso per affiancare alla prospettiva della metallizzazione

solo partendo dal basso, viene sentita l’esigenza di riscrivere

altre alternative. Prospettiva possibile

le norme in materia ed applicare un approccio il più possibile globale. Il paese si proclama un museo

a celo aperto ma l’intrico delle competenze limita la coerenza dell’intervento pubblico. l’idea

Anche

di museo diffuso che tanto viene nominato nella letteratura del nostro paese continua ad essere solo

una metafora senza diventare una pratica. È necessario far sì che il patrimonio passi da passivo (solo

conservativo) ad attivo (valorizzandolo). Per fare questo è necessario partire dal basso e lasciare

spazio agli enti locali.

La Partecipazione

De Varine ci invita a prendere in considerazione i visitatori che dovrebbero essere prima di tutto

protagonisti della valorizzazione. La tutela è percepita come distante e subita ed in generale quando

si è cercato di invertire la rotta si è cercato di rendere accessibili i beni culturali al pubblico e non si

è puntato alla partecipazione. Con che misura e senso del limite dobbiamo integrare la partecipazione

nella tutela dei beni culturali?

Lo sviluppo

L’idea del bene culturale come promotore dello sviluppo è figlia della descrizione del museo ICOM

‘60.

che proviene dagli anni Se il patrimonio è una sorta di DNA della comunità è nel presente che

esso può prendere senso e diventare fattore di sviluppo. Non bisogna considerare il patrimonio

slegato dal suo contesto per riuscire a dare una lettura del contemporaneo e della storia il più possibile

il turismo non deve essere l’unico interesse delle

allargata a vari punti di vista. In questa ottica

istituzioni museali.

I musei ‘80

Dagli anni i musei sono tornati alla ribalta cercando di riappropriarsi del loro status, questo però

non è servito a mettere in chiaro la centralità della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio.

Visibilità e centralità sono due termini che non dovrebbero essere contrastanti. I musei possono essere

lo strumento per le pubbliche amministrazioni per gestire, monitorare e sviluppare una gestione del

territorio che tenga conto delle sue peculiarità. Non tutti i museo potranno assolvere a questo compito,

questo dipenderà dalla loro mission, dalla loro natura e dalla loro presenza sul territorio. Per alcuni

significherà riprendere una funzione lasciata da tempo, per altri vedersi riconosciuto quello che già

fanno per altri ancora iniziare una nuova tradizione. Per chi lavora nel museo comprendere la priorità

nel patrimonio culturale vuole dire rimettersi in contatto con l’esterno e riscrivere il proprio ruolo e

le proprie funzioni. INTRODUZIONE METODOLOGICA

Un percorso interattivo

Presentare un certo numero di esperienze, crede che se esistono risposte universali la domanda non

può essere che personale o locale. Libro inteso come strumento adattabile alle proprie esigenze per

permettere a tutti di comprendere la propria società.

INTRODUZIONE IDEOLOGICA

Lo sviluppo locale visto nella prospettiva del patrimonio

L’idea dello sviluppo locale sostenibile non è nuova, ma viene applicata in maniera erronea. Viene

considerato sviluppo economico, sociale e culturale ma essi non vi è nessun contatto ed ogni specialità

vede i propri bisogni. Eppure lo sviluppo è una questione di autori, attori locali, che condividono un

determinato luogo in tutte le sue dimensioni. I veri attori dello sviluppo sono i creatori del patrimonio

culturale perché esso fornisce la base. La natura e la cultura sono vive quando appartengono ad una

comunità che le trasforma nel proprio patrimonio come mentre muoiono quando vengono utilizzate

da specialisti esterni alla popolazione. È una applicazione del concetto di sussidiarietà, la gestione del

patrimonio culturale deve essere il più vicino possibile ai suoi creatori. Ogni politica di sviluppo deve

prendere in considerazione il patrimonio culturale nella sua globalità. È una risorsa non rinnovabile

ma rigenerabile in continuazione, il concetto di valore non è applicabile al patrimonio culturale, ogni

elemento esiste per gli specialisti del settore come parte del contesto nel quale è inserito, è parte del

valore aggiunto della storia. Da questi ragionamenti:

 Lo sviluppo locale è un processo volontario di governo del cambiamento culturale, sociale

ed economico, radicato in un patrimonio culturale vissuto, suscettibile di nutrirsene e di

produrre a sua volta patrimonio culturale;

 risorsa locale che trova ragion d’essere solo nell’integrazione all’interno

Il patrimonio è una

delle dinamiche di sviluppo. È ereditato, trasformato, prodotto e trasmesso di generazione in

generazione e, in quanto tale, appartiene al futuro.

Ne risulta che non si ha sviluppo senza la partecipazione attiva della comunità detentrice del proprio

patrimonio. INTRODUZIONE PRAGMATICA

Un itinerario personale dell’operazione dell’autore durante 30 anni di

Presentazione del libro come risultato personale

lavoro in ambito culturale. Un invito alla riflessione ed alla conoscenza personali. Il patrimonio

culturale è di natura complesso di conseguenza le soluzioni qui proposte sono ampie e presentano un

punto di vista personale.

Responsabilità familiari

Varine ha ereditato presto beni di natura culturale dalla sua famiglia e ha da sempre dovuto

rispondere alle esigenze di salvaguardia, ai vincoli imposti dalla sua natura e all’importanza che

all’interno della comunità locale.

questi beni avevano l’autore nella possibilità di

Questa condizione ha messo riflettere su un patrimonio come il suo, posto

ed alle sue possibilità che vanno altre all’immediato utilizzo dei possessori.

in mani private, Un

monumento non è mai totalmente privato e non può mai prescindere dal suo contesto culturale, ad

esempio un proprietario di un edificio storico non può non interessarsi ai servizi che rendono questo

edificio fruibile ed allettante. I fondi versati dagli enti pubblici nei confronti di queste persone che si

prendono cura del territorio sono solo la manifestazione di gratitudine per questi improvvisati

“curatori”. Capita spesso che il proprietario si trovi in situazioni difficili, non sufficientemente aiutato

dallo stato e visto come un erede facente parte di una nicchia per dalla comunità che ne rimane

distante.

Un impegno personale e militante

De Varine ha deciso, ai fini di aiutare la sua comunità, di intervenire nella sua realtà su due fronti:

 Affittare i locali vuoti ad imprenditori per dare loro spazio per le proprie attività

 Restauro di un complesso degradato nel paese vicino per dare nuovi spazi a giovani e nuovi

abitanti del paese

Sulla cresta di questa onda altri proprietari hanno preso coraggio ed hanno intrapreso un percorso

simile dimostrando, dai dati del censimento che riportano un aumento della popolazione, che è

possibile mantenere un paese attivo e vitale a patto che gli abitanti si mobilitino per il proprio

patrimonio. Questi investimenti non sono redditizi in tempi brevi ma ha ricedute positive sul lungo

termine. In questo caso non sono stati utilizzati i classici argomenti sul valore storico/artistico o

turistico sono state create soluzioni tenendo conto delle specificità del territorio a livello umano,

sociali ed economico. Il patrimonio privato è parte del patrimonio culturale e che lo vogliano o no i

proprietari ne sono attori se loro puntano ad averne un uso esclusivo questo determinerà un’esclusione

automatica dalla comunità.

Un’esperienza professionale su terreni diversi

L’esperienza nell’ICOM, di cui 10 anni come direttore lo hanno messo a conoscenza di varie culture

e delle diverse problematiche ed i rapporti tra patrimonio e sviluppo. Spesso le istituzioni culturali

sono al servizio della conoscenza e della cultura alta che delle culture locali.

’71, nel nuovo statuto dell’ICOM veniva introdotto il concetto

Così nel dello sviluppo per

‘69

incoraggiare nuove forme di museologia e nel veniva aperta la lotta al commercio illegale di opere

per uscire da una specializzazione museologica ed approdare ad un concetto di Heritage, come lo

chiamano gli anglosassoni, più allargato che deve essere salvaguardato dai moderni scopritori di

tesori a servizio di collezionisti, musei e politici sempre alla ricerca di materiale nuovo ed esotico da

collezionare. In vertice della terra di Rio ha gettato le basi per allargare il concetto di patrimonio

prima al patrimonio culturale poi a quello culturale inseriti all’interno dei paino di sviluppo

sostenibili. Con l’avvento di Internet i progetti di salvaguardia si sono estremamente ampliati e

velocizzati. lasciato l’impressione che il patrimonio sia oggi fonte di sviluppo

Tutte queste esperienze hanno a

riguardo vi sono 2 tendenze:

 Da una parte le istituzioni che governano e regolamentano il patrimonio, il censimento

dell’UNESCO è l’esito ed il compimento e si basa sull’afflusso di visitatori.

 Per gli enti locali il patrimonio comune è la base per il futuro e tutti si devono far carico della

sua salvaguardia.

Responsabilità del servizio pubblico

Le sue esperienze nelle istituzioni pubbliche lo hanno portato a concepire il patrimonio da altri punti

di vista, quello dell’interesse pubblico e quello con obbiettivi sociali e politici. In quel periodo ha

notato come al patrimonio spesso siano demandate unzioni di apertura internazionale, di lotta contro

la disoccupazione o esclusione. Il problema, però, è che gli specialisti del settore non conoscono le

necessità degli altri attori e le altre specificità. Accade così, spesso, che il patrimonio non venga visto

perché se è ancora vivo ed attivo è difficile notarlo e si cade nell’errore di non considerare tutto il

patrimonio allo stesso livello facendosi influenzare da ciò che è storicamente condiviso. Così gli

amministratori si occupano del patrimonio solamente per mire economiche, estetiche, storiche o

artistiche anziché culturali. La coscienza del patrimonio culturale passa dagli educatori prima che

dalle istituzioni. Il concetto di sussidiarietà (quando un ente inferiore riesce a svolgere un compito in

maniera corretta l’ente superiore non può intervenire se non a supporto) prevede che il patrimonio

culturale sia innanzitutto un bene comune che non deve mai scomparire di fronte a preoccupazioni

più grandi.

L’esperienza del consulente

Spesso chi gestisce il patrimonio culturale non ha le competenze necessarie per vederne ulteriori

sviluppi oltre quelli economico-turistici. Lavorando sul territorio si rende palese la netta distinzione

tra i militanti locali del patrimonio e i responsabili della gestione di esso. Il metodo di De Varine

prevede la stretta collaborazione con gli abitanti di un territorio partendo prima di tutto dal

patrimonio. Distinzione tra chi considera il patrimonio come eredità chi lo vede come meta per un

pubblico. Introduzione Politica

Un capitale reale

Il patrimonio è come il patrimonio di un’azienda e deve essere presente in ogni progetto di sviluppo

degno di tale nome; questo capitale è ereditato e ciò significa che gli eredi devono gestirlo, non basta

Non c’è una cultura che metta al primo posto il rispetto per i

conservarlo ma necessita farlo vivere.

beni culturali.

…Sostenibile

I discorsi sullo sviluppo sostenibile hanno un difetto comune, sono tutti figli della paura della

distruzione dell’ambiente da parte dell’uomo. La sostenibilità passa, in realtà sulla capacità della

popolazione presa in considerazione di sentirsi parte di questo cambiamento per fare ciò il capitale di

partenza deve essere sempre presente. Ciò farà sentire il bene vicino ed influirà sul loro

comportamento.

… Radicato nel territorio e nella comunità

Il patrimonio culturale rappresenta le radici visibili della popolazione su un territorio, esse hanno

radici differenti come varia è la società esse non possono essere trasportate in un luogo che non sia

quello che le ha fatte nascere ma per alimentare lo sviluppo deve essere toccato e modificato. In

nessun modo il patrimonio culturale deve essere congelato nel suo stato originale, pena la mancanza

di sviluppo.

…Che si rinnova e si ingrandisce

Esso non è definito una volta per tutte è però capace di creare nuovo patrimonio dove saremmo se i

diritti dei monumenti esistessero da 2000 anni? Il rinnovamento e la ricerca devono essere alla base

delle istituzioni locali. Non esistono creatori e consumatori di arte quindi la visita ad un museo passiva

non può esistere, siamo tutti ognuno di noi partecipi dello sviluppo della nostra società.

Un fattore di coscienza collettiva

Il patrimonio culturale è la base dell’idea di identità di un dato luogo, colpire il patrimonio culturale

di una nazione è un gesto fondamentalmente politico. Oltre che merce di scambio il patrimonio può

anche essere elemento di fierezza nazionale e motivo di resistenza.

Conoscenza del patrimonio

Un compito complesso

La nostra società ci porta a pensare che il patrimonio non sia di nostra competenza e che come

pubblico, non pubblico e società non simo tenuti alla tutela di esso perché demandato alla pubblica

amministrazione. In Francia il patrimonio comunità è atto ad indicare gruppi di persone in quantità

differenti isolati. Il patrimonio culturale qui inteso è patrimonio della comunità in quanto gruppo

umano eterogeneo e complesso che vive in un territorio e condivide una storia, un presente, un futuro,

modi di vita, difficoltà ed esperienze. I metodi che regolano la società sono per natura selettivi e

spesso non collimano con i bisogni della comunità che ha creato un certo patrimonio che può

addirittura essere in opposizione. Se ne trae la conclusione che ogni norma di tutela, seppur valida

dal punto di vista dei criteri detti in precedenza è falsata dal fatto di porre in primo piano la tutela a

scapito del principio di evoluzione. La concezione del restauro che segue solo le direttive della storia

dell’arte accentua il divario tra cultura e vita.

Il patrimonio culturale è il DNA del territorio e della comunità

Il paragone tra PC (PC da ora sarà patrimonio culturale) ed il DNA ci permette di mettere in luce

come esso asia la risultante di ciò che caratterizza la comunità ed i suoi membri oggi, riflesso

dell’evoluzione e può essere modificato da influenze interne (Endogene) o esterne (Esogene).

Esattamente come il DNA il PC non può essere conosciuto in tutte le sue forme. Esso esiste si

tramanderà trasformandosi ma rimanendo coerente nella sua interezza. Non usa il termine Identità

culturale perché abusato dalla politica ma è pur vero che una comunità è fondata su di un DNA

patrimoniale che non può essere ignorato nei progetti di sviluppo. Questo può essere vero per progetti

di piccole dimensioni che tengano in conto la partecipazione ed il consenso dei cittadini e non

trasposto in grande a livello nazionale o globale.

Fare il censimento

Da parte della popolazione non è necessario ma diventa indispensabile nel momento in cui il PC deve

essere cambiato in qualche suo spetto (Es. morte del proprietario, spostamento, opere di messa in

sicurezza…). Per chi lavora nello sviluppo il censimento è indispensabile; la cosa difficile è scegliere

il metodo che varia a seconda degli obbiettivi perseguiti.

 Censimento Tecnocratico

Censimento che viene realizzato da esperti del settore che produce un dossier adattati al loro

scopo e suddividono il patrimonio in base a categorie specifiche, è facile e non dinamico. Si

basa sull’idea che il PC debba svolgere una funzione nel presente. In questo modo il PC viene

dimenticato.

 Il catalogo scientifico

È compito, in Francia raccogliere e catalogare il PC per questo esiste un organo addetto a tale

scopo e questo fa sì che agli enti ed ai proprietari venga chiesto un parere mentre la

sia lasciata all’oscuro del processo. Cataloghi molto lenti da realizzare che non

popolazione

rispecchiano il PC. Realizzati a mano con foto in B&N sono spesso utilizzabili perché il

cambiamento del PC è molto rapido e sono inutili per la popolazione. Il catalogo completo è

utopico e per lo sviluppo locale esso non ha alcuna utilità.

 Il vincolo

È una azine che segue la moda e viene messa in atto per il volere di qualche persona interessata

nello specifico ma ha effetti perversi nel patrimonio. Rende un bene del PC superiore agli altri

legittimando la sua salvaguardia stra-ordinaria e questo muove i turisti, si determina un

apparente privilegio per il proprietario ma il trasferimento di responsabilità da pubblica a

privata reca forti limiti sopratt

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ricky5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia del contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Bologna - ABABO o del prof Battistini Maria Giovanna.
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