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MICROECONOMIA (teoria)

CAP. I --> PERCHE' STUDIARE LA MICROECONOMIA?

L'economia è la scienza che si occupa dell'allocazione di risorse scarse al fine di soddisfare i

bisogni infiniti degli esseri umani, ossia tutti i beni e servizi che gli individui desiderano (es. cibo,

abbigliamento, ecc.) --> le risorse sono scarse perché l'offerta è limitata.

L'economia è composta da due branche:

microeconomia --> studia le scene economiche degli individui, siano essi consumatori,

lavoratori, imprese o manager, e analizza anche il comportamento delle singole famiglie, delle

industrie, dei mercati, dei sindacati e delle associazioni commerciali

macroeconomia --> studia l'andamento generale dell'economia di una nazione

Ogni società ha la possibilità di scegliere come allocare le sue limitate risorse --> ogni istituzione,

indipendentemente dal sistema di mercato, deve rispondere alle seguenti domande:

1. Quali beni e servizi produrre, e in quali quantità?

2. Chi produrrà i beni e servizi, e come?

3. Chi fruirà dei beni e servizi prodotti?

L'analisi microeconomica tenta di rispondere a queste domande studiando il comportamento dei

singoli agenti economici e fornisce anche le fondamenta per esaminare il ruolo del governo

nell'economia e gli effetti delle azioni governative

TRE IMPORTANTI STRUMENTI D'ANALISI

Per studiare i fenomeni reali in un mondo che è eccessivamente complesso, gli economisti creano

e analizzano modelli economici, o descrizioni formali, dei problemi affrontati --> qualsiasi modello

deve specificare quali variabili saranno prese come date nell'analisi e quali devono essere

determinante dal modello --> tutto questo ci porta a distinguere tra:

variabile esogena --> se il suo valore è dato in un certo modello, ovvero è determinato da alcuni

processi esterni al modello esaminato

variabile endogena --> è una variabile il cui valore è determinato internamente al modello.

Quasi tutti i modelli microeconomici si basano su tre strumenti analitici chiave:

1. Ottimizzazione vincolata

Si utilizza l'ottimizzazione vincolata quando un individuo cerca di fare la miglior scelta (scelta

ottimale), tenuto conto di ogni possibile limitazione o restrizione delle scelte --> pertanto possiamo

considerare il problema dell'ottimizzazione vincolata come formato da 2 parti: una funzione

obiettivo (funzione che il soggetto decisione deve ottimizzare, cioè massimizzare o minimizzare) e

un insieme di vincoli (rappresentano le restrizioni o i limiti imposti ai decisori).

L'analisi dell'ottimizzazione vincolata può rivelare che le risposte più ovvie alle domande

dell'economia possono essere sbagliate --> i problemi dell'ottimizzazione vincolata possono

essere risolti utilizzando la valutazione marginale --> l'aggettivo marginale in microeconomia

indica come una variabile dipendente cambi come risultato di un incremento unitario di una

variabile indipendente.

Il costo marginale fornisce una misura dell'impatto incrementale dell'ultima unità di una variabile

indipendente (l'output) sulla variabile dipendente (il costo totale)

2. Analisi dell'equilibrio

L'equilibrio di un sistema è uno stato o una condizione che permane indefinitamente finché un

fattore esogeno al sistema rimane costante --> eccesso di offerta ed eccesso di domanda

3. Statica comparata

La statica comparata viene utilizzata per esaminare come un cambiamento in una variabile

esogena possa influire sul livello di un variabile endogena di un modello economico --> i modelli di

analisi della statica comparata possono essere applicati ai problemi di ottimizzazione vincolata o

di analisi dell'equilibrio. La statica comparata permette di effettuare un'analisi del prima e del dopo,

comparando due istantanee di un modello economico: la prima, dato un insieme di valori iniziali

delle variabili esogene, ci dà i livelli delle variabili endogene, mentre la seconda ci dice come una

variabile endogena che ci interessa sia cambiata, in risposta a una sollecitazione esogena, ovvero

a un cambiamento nel livello di una variabile esogena

ANALISI POSITIVA E NORMATIVA

L'analisi microeconomica può essere utilizzata per rispondere a problemi sia di tipo positivo, sia di

tipo normativo: l'analisi positiva cerca di spiegare come funziona un sistema economico o di

predire come cambierà nel tempo; l'analisi normativa, invece, risponde a domande prescrittive,

quali "Cosa va fatto?". Gli studi normativi, in genere, si occupano di problemi legati al benessere

sociale, esaminando cosa possa andare verso o contro il bene comune, e questo spesso implica

dei giudizi di valore

CAP. II --> DOMANDA E OFFERTA

Mercati perfettamente competitivi = sono quei mercati in cui i venditori e i compratori sono così

numerosi e le transazioni così piccole da far sì che ciascuno di essi, quando effettua le sue scelte,

"prenda" come dato il prezzo di mercato --> un mercato può essere descritto lungo 3 dimensioni:

bene, spazio geografico, tempo

CURVE DI DOMANDA

Curva di domanda di mercato = indica la quantità aggregata di un bene che i consumatori sono

disposti ad acquistare ai vari prezzi, tenendo fissi gli altri fattori che influenzano la domanda

d

stessa, quali prezzi degli altri beni, reddito del consumatore, qualità --> Q = Q(P).

Domanda diretta = domanda di un bene derivante dal desiderio dei compratori di consumare

direttamente il bene stesso.

Domanda derivata = domanda di un bene derivante dalla produzione e vendita di altri beni

Legge della domanda = afferma che la quantità domandata di un bene diminuisce all'aumentare

del prezzo del bene

CURVE DI OFFERTA

Curva di offerta = indica la quantità aggregata di un bene che i produttori sono disposti a vendere

ai vari prezzi, tenendo fissi gli altri fattori che influenzano l'offerta stessa, quali i prezzi degli altri

prodotti e i prezzi dei fattori di produzione (manodopera, materie prime, ecc.).

Legge dell'offerta = relazione positiva tra prezzo e quantità offerta, quando tutti gli altri fattori che

influenzano l'offerta sono tenuti costanti

EQUILIBRIO DI MERCATO

Equilibrio di mercato = è un prezzo tale che la quantità domandata e la quantità offerta sono

uguali --> le curve di domanda e offerta si intersecano in corrispondenza dell'equilibrio.

Eccesso di offerta = situazione in cui la quantità offerta a un determinato prezzo supera la quantità

domandata.

Eccesso di domanda = situazione in cui la quantità domandata a un determinato prezzo supera la

quantità offerta

In equilibrio i consumatori e i venditori sono entrambi soddisfatti nel senso che è impossibile

migliorare la situazione di qualcuno senza contemporaneamente peggiorare quella di qualcun

altro (efficienza paretiana).

L'esito efficiente raggiunto dal mercato non implica automaticamente che tale esito sia

desiderabile in termini assoluti.

Può accadere che tutti i mercati siano in equilibrio e contemporaneamente che vi siano situazioni

di disagio e/o di povertà --> talvolta gli interventi che tentano di correggere queste situazioni

possono condurre a problemi di altra natura (es. i programmi di controllo degli affitti possono

favorire il mercato in nero e l'evasione fiscale; le politiche di sostegno dei prezzi in agricoltura

possono condurre ad eccessi di offerta dei prodotti agricoli che dovranno poi essere

immagazzinati e che, talvolta, vanno distrutti)

I prezzi di equilibrio servono a distribuire i beni ai consumatori che attribuiscono loro maggior

valore (funzione locativa dei prezzi rispetto ai beni) e servono anche a segnalare verso quali

settori produttivi far affluire risorse produttive (funzione allocativa dei prezzi rispetto alle risorse)

SPOSTAMENTI DELL'OFFERTA E DELLA DOMANDA

Fattori che determinano la forma e la posizione della curva di domanda:

il reddito e i gusti dei consumatori: i consumatori hanno redditi e gusti diversi

▪ i prezzi dei beni sostituti (es. miele e zucchero) e/o complementari (es. caffè e zucchero)

▪ le aspettative sull'andamento futuro dei prezzi e del reddito

▪ i fattori demografici.

Un movimento lungo la curva di domanda di un bene può essere provocato solo da una variazione

del prezzo del bene. La variazione di qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei

consumatori a pagare il bene si traduce in uno spostamento della curva di domanda.

La curva di domanda si sposta quando i fattori diversi dal prezzo variano: se la disponibilità dei

consumatori ad acquistare il bene aumenta, la curva di domanda si sposta verso destra, se

diminuisce, si sposta verso sinistra

Fattori che determinano la forma e la posizione della curva di offerta:

la tecnologia

▪ i prezzi dei fattori produttivi

▪ il numero dei produttori

▪ le aspettative sul futuro andamento dei prezzi

▪ le condizioni metereologiche.

Un movimento lungo la curva di offerta di un bene può essere provocato solo da una variazione

del prezzo del bene. La variazione di qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei

produttori ad offrire il bene si traduce in uno spostamento della curva di offerta.

La curva di offerta si sposta quando i fattori diversi dal prezzo variano: se, a parità di prezzo, la

disponibilità dei produttori a vendere il bene aumenta, la curva di offerta si sposta verso destra, se

diminuisce, si sposta verso sinistra

ELASTICITA'

L'elasticità della domanda al prezzo è la variazione percentuale della quantità domandata

determinata dalla variazione del prezzo di un punto percentuale

= (△Q/Q)/(△P/P) = (△Q/△P)(P/Q)=-b(P/Q)

ε(Q,P)

Pendenza = rapporto tra le variazioni assolute della quantità e del prezzo (=△Q/△P)

Elasticità = rapporto tra le variazioni relative (o percentuali) della quantità e del prezzo

quando la variazione del prezzo di un punto percentuale determina una variazione della quantità

domandata maggiore di un punto percentuale, la curva di domanda è elastica --> < -1

ε(Q,P)

quando la variazione del prezzo di un punto percentuale determina una variazione della quantità

domandata minore di un punto percentuale, la curva di domanda è anelastica --> 0 > > -1

ε(Q,P)

quando la variazione del prezzo di un punto percentuale determina una variazione della quantità

domandata esattamente di un punto percentuale, la curva di domanda ha elasticità unitaria -->

= -1

ε(Q,P)

Curva di domanda lineare —> rappresentata dall’equazione Q=a-bP —> a esprime gli effetti di

tutti i fattori diversi dal prezzo (es. reddito) che determinano la domanda di un bene, b riflette la

misura in cui il prezzo di un bene influenza la quantità domandata e a/b è il prezzo al quale la

quantità domandata scende a 0 -b

Curva di domanda con elasticità costante —> Q=aP

Elasticità = -b

Ricavo (o spesa) totale (TR) = PxQ —> ci si può aspettare che un aumento di prezzo determini un

aumento del ricavo totale, ma:

1. Domanda elastica —> diminuzione di Q > aumento di P —> TR diminuisce

2. Domanda anelastica —> diminuzione di Q < aumento di P —> TR aumenta

Fattori che influenzano l’elasticità della domanda di un prodotto al prezzo, cioè la misura in cui la

domanda è relativamente sensibile o insensibile al prezzo:

1. La domanda tende a essere più elastica al prezzo quando esistono dei beni sostituti

2. La domanda tende ad essere più elastica rispetto al prezzo quando la quota spesa per

l’acquisto di un prodotto è ingente (sia in termini assoluti, sia in rapporto alla spesa totale)

3. La domanda tende a essere meno elastica rispetto al prezzo quando il prodotto viene visto dal

consumatore come un bene di necessità

_altre elasticità —> elasticità di x rispetto a y, (△X/△Y)/(Y/X):

s s

elasticità dell’offerta rispetto al prezzo (△Q /△P)(P/Q ) —> misura la sensibilità della

quantità offerta al prezzo d d

elasticità della domanda rispetto al reddito (△Q /△l)(l/Q ) —> misura il grado di

spostamento della curva di domanda al variare del reddito

elasticità della domanda rispetto al prezzo (△Qi/△Pj)(Pj/Qi) —> misura il grado di

spostamento della curva di domanda

Beni inferiori = bene che quando il reddito aumenta viene sostituito

_elasticità nel lungo periodo rispetto al breve periodo:

curva di domanda di breve periodo —> è la curva di domanda che fa riferimento al

periodo di tempo nel quale il consumatore non può adattare pienamente le proprie abitudini

d’acquisto a cambiamenti di prezzo

curva di domanda di lungo periodo —> è la curva di domanda che fa riferimento al

periodo di tempo nel quale il consumatore può adattare pienamente le proprie decisioni di

acquisto a cambiamenti di prezzo

curva di offerta di breve periodo —> è la curva di offerta che fa riferimento al periodo

di tempo in cui il venditore non può adattare pienamente le proprie decisioni di offerta ai

cambiamenti di prezzo

curva di offerta di lungo periodo —> è la curva di offerta che fa riferimento al periodo

di tempo in cui il venditore può adattare pienamente le proprie decisioni di offera a

cambiamenti di prezzo

Bene durevole (es. auto) = è un bene che dà un servizio per un lungo periodo (generalmente

diversi anni) —> la domanda dei beni durevoli è meno elastica nel lungo periodo in quanto i

consumatori possono adattare il loro comportamento solo parzialmente, è invece più elastica nel

breve periodo perché i consumatori possono rimandare l’acquisto

CAP. III —> LE PREFERENZE DEL CONSUMATORE E IL CONCETTO DI

UTILITA’

Perché si studiano le scelte del consumatore?

1. Consentono di ricavare la curva di domanda di un bene o di un servizio

2. Tale curva è rilevante per gli imprenditori

3. Il governo può utilizzarle per stabilire come e chi aiutare

RAPPRESENTAZIONE DELLE PREFERENZE

Paniere = combinazione di beni e servizi acquistabili da un consumatore

Le preferenze del consumatore ci dicono come un individuo valuta due panieri in ordine di

desiderabilità, ipotizzando che i due panieri siano disponibili a costo zero

Ipotesi sulle preferenze del consumatore:

1. COMPLETEZZA —> le preferenze sono complete se il consumatore è in grado di ordinare una

qualunque coppia di panieri (A è preferito a B, B è preferito ad A, A è desiderabile quanto B)

2. TRANSITIVITA’ —> le preferenze sono transitive se il consumatore che preferisce il paniere A

al paniere B e il paniere B al paniere C, preferisce anche il paniere A al paniere C (A > B, B > C —

> A > C)

3. NON SAZIETA’ (“più è meglio”) O MONOTONICITA’ —> per il consumatore è meglio avere una

quantità maggiore di almeno un bene

Ordinamento basato su numeri ordinali e cardinali:

l’ordinamento ordinale fornisce semplicemente informazioni circa l’ordine secondo

cui un consumatore classifica i panieri

l’ordinamento cardinale fornisce informazioni circa l’intensità delle preferenze del

consumatore

Sebbene l’ordinamento cardinale contenga maggiori informazioni, l’ordinamento ordinale è

sufficiente per spiegare le scelte del consumatore

FUNZIONE DI UTILITA’

Le tre assunzioni precedenti (completezza, transitività e monotonicità) consentono di

rappresentare le preferenze con una funzione di utilità —> essa assegna un numero a ciascun

paniere in modo tale che se il paniere A è preferito al paniere B, il numero assegnato ad A è

maggiore (o uguale) di quello assegnato a B.

L’utilità è un concetto ordinale: la grandezza del numero che la funzione assegna di per sé non ha

alcun significato.

La funzione di utilità preserva le proprietà fondamentali delle preferenze

Sia data la funzione di utilità U=U(y), dove y è la quantità di un bene consumato dall’individuo —>

l’utilità marginale è il saggio a cui varia il livello di utilità totale (△U) in risposta ad un cambiamento

nel livello del consumo (△y). Formalmente: MUy=△U/△y

Il principio dell’utilità marginale decrescente afferma che l’utilità marginale diminuisce man mano

che aumenta il consumo del bene.

Quando si rappresentano le curve di utilità totale e utilità marginale, bisognerebbe ricordarsi che:

l’utilità totale e l’utilità marginale non possono essere rappresentate nello stesso

grafico

l’utilità marginale è la pendenza della funzione di utilità (totale)

▪ la relazione tra funzione totale e marginale è valida in economia anche per altre

misure

Curva di indifferenza = insieme di panieri che danno al consumatore lo stesso livello di utilità —>

mappa di indifferenza = mostra l’insieme delle curve di indifferenza del consumatore

Proprietà della curva di indifferenza:

1. Quando il consumatore gradisce entrambi i beni (cioè quando MUx e MUy sono entrambe

positive), tutte le curve di indifferenza hanno pendenza negativa

2. Le curve di indifferenza non possono intersecarsi

3. Ogni paniere di consumo si trova su una e una sola curva di indifferenza

4. Le curve di indifferenza non sono “spesse”

Il saggio marginale di sostituzione misura la disponibilità

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Camo25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Carriero Andrea.
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