I fallimenti microeconomici del mercato
Il genere dei problemi è come diverse istituzioni economiche (procedure di interazione fra individui
sul piano economico; stato e mercato) consentono di meglio soddisfare i principi e gli obiettivi
verso i quali dovrebbe tendere la società.
Come e in quali condizioni i risultati economici che possono essere conseguiti attraverso l’azione
del mercato o dello stato garantiscano il rispetto dei principi di efficienza e di equità.
Efficienza ed equità
Le istituzioni sociali possono essere valutate sulla base del criterio di efficienza e di equità.
Adam Smith convinto assertore delle virtù del mercato (concorrenziale). Il concetto della “mano
invisibile” esprime la capacità del mercato di garantire che scelte economiche compiute da ognuno
in vista del perseguimento di interessi e soddisfazioni personali avessero esiti benefici dal punto di
vista dell’intera società (l’uomo mira soltanto al guadagno proprio ed è guidato da una mano
invisibile a promuovere un fine che non rappresentava alcuna parte delle sue intenzioni).
I concetti di efficienza sono molti ma si distinguono :
1. efficienza allocativa (paretiana);
2. efficienza X;
3. efficienza dinamica.
Secondo il criterio paretiano (giudizio di valore; carattere soggettivo su ciò che dovrebbe essere) un
insieme di persone migliora la propria soddisfazione passando dalla situazione A a quella B, se
alcuni (al limite un solo individuo) stanno meglio in B che in A e nessuno sta peggio in B che in A.
Il criterio paretiano corrisponde a un concetto di efficienza: la possibilità di ottenere più di qualcosa
senza dover meno di qualcos’altro con disponibilità date.
Dal concetto paretiano può derivarsi quello di ottimo paretiano (efficienza allocativa): una
situazione A è ottima in senso paretiano se comunque ci si sposti da essa non è possibile migliorare
la soddisfazione di qualcuno senza peggiorare la soddisfazione di almeno un altro membro della
collettività.
L’ottimo paretiano richiede:
1. efficiente allocazione nel consumo dei beni, quando gli SMS per ogni coppia di beni ,fra i
vari consumatori, sono uguali;
2. efficiente allocazione degli inputs produttivi, quando i SMST per ogni coppia di inputs, fra
le varie produzioni, sono uguali;
3. efficienza generale, quando il saggio marginale di sostituzione fra ogni coppia di beni per
tutti i soggetti è uguale al saggio marginale di trasformazione (SMT).
Per la produzione è la stessa cosa, al posto di carne e pesce metto lavoro e capitale.
Per ogni coppia di inputs tra le varie produzioni viene garantita l’uguaglianza di saggio marginale di
sostituzione tecnica.
SMST = SMS finisce tutto quando l’economia di produzione è = a quella del consumatore.
Efficienza X è la capacità di scegliere i programmi di produzione tecnicamente efficienti: scelte le
tecniche produttive efficienti, si tratta di organizzare la produzione in modo da rendere massima la
qualità dell’output; richiede specificazione degli obiettivi dell’impresa.
Efficienza dinamica è un concetto meno preciso di quello dell’efficienza paretiana allocativa.
1. Concetto di efficienza adattiva ed è la capacità di apprendimento graduale dei problemi e
delle risposte corrette ai problemi stessi (conoscere curva di domanda o abbassare costo di
produzione).
2. Capacità innovativa che consiste nella capacità di introdurre innovazioni di processo (riduz.
costi) o di prodotto.
I concetti di equità sono numerosi ma in linea generale una distribuzione del reddito o della
ricchezza viene considerata equa se essa assicura uguaglianza delle opportunità o delle posizioni
finali per i membri di un collettività.
Primo teorema fondamentale dell’Economia del benessere
Sulla base di uno specifico insieme di ipotesi è stata dimostrata la corrispondenza fra equilibrio di
mercato di concorrenza perfetta e ottimo paretiano. La corrispondenza rappresenta una precisazione
della concezione smithiana della “mano invisibile”. Il primo teorema fondamentale dell’economia
del benessere afferma che:
in un sistema economico di concorrenza nel quale vi sia un insieme completo di mercati, un
equilibrio concorrenziale, se esiste, è un ottimo paretiano.
Il rapporto fra i prezzi di equilibrio di due beni è uguale al SMS e al SMT fra i due beni. Per
concorrenza perfetta si intende un regime di mercato caratterizzato, dal lato sia dalla domanda e
dell’offerta da:
- omogeneità dei beni;
- numerosità degli operatori;
- assenza di intese fra essi;
- libertà di entrata e uscita dal mercato;
- perfetta informazione.
L’omogeneità del prodotto consente di definire con esattezza i mercati, e insieme alle numerosità
degli operatori, all’assenza di accordi e alla libertà di entrata e di uscita, assicura che gli operatori
stessi nelle loro scelte considerino il prezzo che si forma sul mercato per un dato bene (price-
taking).
La completezza dei mercati implica l’assenza di esternalità: questi possono essere definiti come
vantaggi o danni prodotti dall’azione di un operatore su un altro operatore per i quali il primo non
riceve o paga un compenso al secondo.
Le esternalità sono relazioni fra operatori non mediate da un rapporto di scambio e per le quali, non
esiste un mercato.
L’equilibrio walrasiano di concorrenza è quella situazione nella quale esiste un vettore di prezzi tale
che su tutti i mercati l’eccesso di domanda è nullo. L’esistenza di tale equilibrio è assicurata se le
funzioni di utilità hanno le caratteristiche ipotizzate (continuità, non saziabilità delle preferenze) e
non sussistono rendimenti crescenti di scala che porterebbero alla riduzione del costo medio e alla
riduzione delle imprese (convessità degli insiemi).
fondamentale dell’economia del benessere ha una portata propositiva al quanto
Il primo teorema
limitata, per la difficoltà di soddisfare nelle economie concrete le condizioni che garantiscono
l’esistenza di un equilibrio di concorrenza perfetta.
come una precisazione dei limiti della “mano invisibile” costituita dal
Esso può essere interpretato
mercato nella configurazione che esso assume nella realtà concreta (non riuscire ad assicurare una
posizione sociale buona nel senso di efficienza ed equità).
Dire che una certa posizione del sistema economico è di ottimo paretiano non significa che essa sia
buona o auspicabile ma assicura solo “efficienza produttiva” rispetto a una data distribuzione
iniziale delle risorse. Una società può trovarsi in una posizione di ottimo paretiano ma essere
“disgustosa”. Allora ci si pone una domanda se si possono raggiungere posizioni di maggiore equità
distributiva attraverso i meccanismi di mercato.
secondo teorema dell’Economia
Il del benessere afferma che se sono rispettate alcune condizioni
relative alle funzioni di utilità individuali (insiemi di preferenza convessi) e alle funzioni di
produzione (insiemi di produzioni convessi), in presenza di mercati completi ogni posizione di
previa un’appropriata
ottimo paretiano può essere realizzata come equilibrio concorrenziale,
ridistribuzione delle risorse (dotazioni iniziali), fra gli individui.
Propone la divisione di compiti tra Stato (funzione redistributiva) e mercato (funzione allocativa).
Mercati concorrenziali e realtà dei regimi
Nella realtà dei mercati prevalgono situazioni di concorrenza imperfetta o monopolistica,
oligopolio, monopolio.
In tutte queste situazioni di mercato viene violata la condizione di uguaglianza fra prezzo e costo
marginale, che realizza l’equilibrio delle imprese in concorrenza perfetta e che per il 1° teorema
dell’economia assicura l’ottimo paretiano.
del benessere
Il monopolio può essere di fatto, legale e naturale. un’impresa si
Si ha monopolio di fatto quando, per effetto dei processi di crescita interna ed esterna,
trova ad essere l’unica offerente di un determinato bene, indipendentemente dall’esistenza di
accentuate economie di scala. Il monopolio legale scaturisce da alcune norme che prevedono
l’unicità del soggetto offerente di un certo bene. Il monopolio naturale si ha quando esistono
accentuate economie di scala in relazione alla dimensione del mercato in questione.
In tutti e tre i casi il monopolista massimizza i profitti se produce la quantità in corrispondenza della
quale il costo marginale uguaglia il ricavo marginale. Questo comportamento implica un
allontanamento dalla condizione che assicura l’ottimo paretiano (P = CM). La presenza di più
imprese in un regime di costi decrescenti darebbe luogo a instabilità. L’esistenza di costi
porta al “fallimento” del mercato, impedendo di soddisfare le condizioni che assicurano
decrescenti
l’ottimo paretiano.
Il regime di monopolio è meno frequente di quello di oligopolio.
L’oligopolio è una situazione comune nella realtà di molte industrie, quelle con forti economie di
scala (minerarie, chimiche, ecc..).
In oligopolio, invece di rispondere in modo meccanico al prezzo fissato dal mercato, come in
concorrenza perfetta, ogni impresa si troverà impegnata in un gioco: esso determinerà il prezzo o la
quantità prodotta tenendo conto delle relazioni delle altre imprese alle proprie decisioni e assumerà
comportamenti di tipo “strategico”, con la conseguenza che non tutti i possibili equilibri saranno
efficienti in senso paretiano o nessuno lo sarà.
L’intervento pubblico può alleviare il fallimento del mercato essenzialmente attraverso forme di
regolamentazione o la costituzione di imprese pubbliche.
L’esistenza di economie di scala è la più importante causa di fallimento del mercato ma ci sono
risultati analoghi a quelli di concorrenza perfetta anche in situazione di monopolio. Il risultato è
vincolato alla contendibilità dei mercati, alla possibilità che nuove imprese entrino liberamente e
senza costi sul mercato e ne fuoriescano sempre liberamente e senza costi (mercati contendibili). La
tattica del hit and run è resa possibile dalla completa libertà di entrata e uscita. Quindi la
contendibilità deriva dall’assenza assoluta di costi di entrata e uscita, mentre nella realtà tali costi
progettazione etc.). L’efficienza che è possibile conseguire nei
esistono (costi di addestramento,
mercati contendibili è diversa da quella paretiana e consiste semplicemente nel fatto che l’impresa
monopolista produce una quantità in corrispondenza della quale il costo di produzione è minimo,
tenuto conto del vincolo della domanda complessiva. Solo in un caso questa efficienza corrisponde
a quella paretiana, quando la curva di domanda interseca la curva del costo unitario nel punto
minimo di questa e in corrispondenza anche del costo marginale.
La molteplicità degli operatori non implica risultati di concorrenza perfetta in presenza di accordi o
un ulteriore compito dell’ente
intese tendenti a limitare la competizione fra gli operatori. Vi è
pubblico, quello di garantire l’assenza di simili accordi, attraverso la legislazione antimonopolista.
L’omogeneità dei prodotti è una condizione che potrebbe non verificarsi, in primo luogo per effetto
di politiche aziendali di differenziazione che mirino a creare mercati particolari per i prodotti
dell’azienda stessa, ossia mercati tendenzialmente monopolistici. La differenziazione viene esaltata
dalla pubblicità. Questa dovrebbe essere frenata dall’intervento dei pubblici, quando non abbia un
reale contenuto informativo.
La perfetta informazione dei prezzi praticati nelle diverse contrattazioni relative allo stesso bene è
presupposto della concorrenza perfetta. Alla sua assenza sono imputabili l’esistenza per uno stesso
bene di vari sottomercati largamente indipendenti (segmentazione dei mercati) e la possibilità che in
alcuni di essi si manifestino eccessi di domanda, laddove in altri sia presente la situazione opposta,
senza alcuna tendenza di riequilibrio. Di un aspetto particolare della incompleta informazione
prevale nella realtà dei mercati è quello delle asimmetrie informative.
I mercati completi
Il 1° teorema dell’economia del benessere postula l’esistenza di mercati completi, ma nella realtà
può esservi incompletezza dei mercati in relazione:
1. esistenza di esternalità;
2. esistenza di beni pubblici;
3. esistenza di asimmetrie informative.
Le esternalità possono essere positive (economie esterne) o negative (diseconomie esterne).
Casi tipici di esternalità negative del consumo (esternalità di consumo) sono l’inquinamento
acustico o l’inquinamento atmosferico, economie esterne di consumo possono essere, per esempio,
la cura del giardino o la cultura.
Nel campo della produzione un effetto esterno negativo è quello dello scarico dei rifiuti
(inquinamento industriale), economie esterne possono essere, per esempio, conoscenze tecnologiche
diffuse attraverso l’addestramento dei lavoratori, la costruzione di vie di comunicazione (esternalità
di produzione).
L’effetto che le esternalità provocano sulle condizioni di efficienza paretiana è quello di richiedere
che i SMS siano diversi fra i vari individui (est. di consumo) e che i SMST siano diversi per le varie
industrie (est. di produzione). Negative SMS > SMT, positive SMS < rapporto fra i prezzi e il SMT.
Le esternalità sono causa di divergenza fra costi privati e costi sociali, ovvero fra prodotto
marginale privato e prodotto marginale sociale. In presenza di economie esterne il costo marginale
privato è maggiore di quello sociale. Le diseconomie esterne comportano che il costo marginale
privato sia minore di quello sociale. Le industrie che causano esternalità negative producono più di
quanto sia socialmente ottimale, mentre quelle da cui si originano economie esterne producono
meno di quanto non sarebbe socialmente auspicabile.
L’intervento pubblico può rimuovere la divergenza fra costo privato e sociale, rendendo interno il
costo o il vantaggio procurato dall’operatore al resto della collettività. Si può far ricorso a imposte
pigouviane a carico dei creatori di diseconomie esterne; o introduzione di una regolamentazione che
ne vieti la creazione.
L’esternalità è l’inesistenza di un corrispettivo a fronte del vantaggio o del danno procurati da un
operatore ad altri e ciò configura proprio l’assenza di un mercato. Ciò è dovuto:
1. Inesistenza di diritti di proprietà individuali su alcuni beni che risultano di proprietà comune
(sfruttamento beni);
2. Esistenza di attività di produzione o consumo congiunto: nel momento in cui un operatore
compie un’attività di produzione o di consumo, egli determina il sorgere di un bene per altri
operatori (inquinamento). l’esistenza di un danno o di un vantaggio non pagati e
Le esternalità e il teorema di Coase:
l’identità dei soggetti che li procurano dipendono da come vengono assegnati i diritti di proprietà.
Secondo Coase il problema da risolvere è la scelta delle istituzioni e dei criteri di assegnazione dei
diritti di proprietà. Coase enuncia queste 2 proposizioni:
1. Se sono soddisfatte le condizioni (assegnazione diritti di proprietà e assenza costi di
interessati dall’esistenza di esternalità possono raggiungere
transazione), gli operatori
accordi mutuamente vantaggiosi senza intervento del governo; se la posizione che
massimizza la ricchezza sociale è unica, gli operatori raggiungeranno quella posizione.
un’autorità esterna agli operatori che assicuri l’esecuzione dei
(Occorre la presenza di
contratti e l’esistenza di una merce trasferibile che agisca da numerario del tipo moneta).
2. In presenza di costi di transazione la possibilità di raggiungere la posizione più efficiente
il mercato può dipendere dall’assegnazione dei diritti di proprietà (la posizione
attraverso La possibilità di raggiungere l’allocazione delle risorse più
più efficiente non è unica).
efficiente per la società è condizionata dall’assegnazione dei diritti di proprietà. Pertanto
nell’attribuzione del diritto di proprietà lo stato dovrebbe considerare gli aspetti di efficienza
ed equità e non privilegiare un solo aspetto.
Costi di transizione e asimmetria informativa
essere talmente alti da non permettere l’esistenza del
In alcuni casi i costi di transazione possono
mercato, tali costi sono riconducibili a costi necessari all’organizzazione e al funzionamento del
mercato.
I costi di transazione interessano sia i mercati a pronti (il bene è scambiato contro il prezzo nel
periodo considerato) sia i mercati a termine (il bene viene scambiato contro il prezzo ad una
prestabilita scadenza futura).
I costi di transazione sono più elevati in presenza di informazione asimmetrica. Cioè alla diversa
chiamate “principale”
informazione disponibile per le due parti interessate ad una transazione,
(quella che non ha informazione completa) e “agente”(quella che ha completa informazione).
L’informazione asimmetrica da luogo a 2 situazioni:
1. Selezione avversa (adverse selection);
2. Rischio morale (moral hazard).
La selezione avversa si ha quando una delle parti (principale) non può osservare importanti
(preesistenti alla decisione di effettuare la transazione) dell’agente
caratteristiche esogene o del
bene oggetto della transazione, le caratteristiche sono ex ante (Akerlof, Auto Usate).
In tale mercato esi
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