Appunti sulla scoperta dell'ombra
Eclissi di luna e illuminazione
L'eclissi di luna può avvenire in qualsiasi momento del ciclo lunare? Quando c'è luna nuova, la luna è illuminata dal sole? Sì, in quanto il sole la illumina dall'altra parte e rivolge a noi la parte in ombra. C'è una faccia della luna che è sempre al sole e una che è sempre all'ombra? No, in quanto la luna gira sia su se stessa che attorno alla Terra, e la luce del sole si sposta gradualmente come avviene sulla Terra.
Descrizione dell'eclissi e della notte
L'eclissi di luna può avvenire in qualsiasi momento? L'allineamento del sole, della Terra e della luna genera un'eclissi lunare, che avviene quando la luna mostra alla Terra la faccia piena, mentre quando la luna è in fase nuova rispetto alla Terra, avviene un'eclissi solare. È corretto descrivere la notte come ombra della Terra? Sì, potrebbe essere una descrizione corretta. Di notte, senza la luna, gli alberi fanno ombra? Un albero fa la sua ombra, ma noi non la vediamo perché è tutto in ombra.
Esempi e riflessioni sull'ombra
- Supponiamo di avere 4 fogli messi parallelamente l'una all'altra davanti al sole, supponendo che le foglie siano opache. La foglia 4 è all'ombra di qualcosa? Certo è all'ombra di qualcosa, ma di che cosa? Della foglia 1.
- Di cosa siamo allora, all'ombra di notte? Dell'ombra di tutto ciò che è al sole.
Concetti di assenza e ombra
Le ombre sono assenze, quando un'ombra non è totale c'è qualcosa che passa o qualcosa che non passa. Notiamo qualcosa che c'è o qualcosa che manca? Le ombre sono assenze di luce e nonostante ciò l'uomo è in grado di percepirle quando sono circondate dalla luce. Le ombre in quanto assenze non esistono e a ragion di ciò non dovremmo stare a parlarne. L'ombra è un'assenza di fotoni, le assenze di qualcosa non hanno molto ruolo nel mondo (una pistola uccide, se non ci fosse non potrebbe fare ciò). Assenza di luce=ombra e assenza di suono=silenzio.
Silenzio e omissione
Tutte le differenze le fanno i suoni? A livello percettivo sì, a livello metafisico il silenzio causa qualcosa. Il silenzio ha poteri causali? Sì, i suoni hanno poteri causali ad esempio i suoni sordi etc. Una mancata azione è detta omissione. Questa può avere poteri causali? Prima di parlare di responsabilità, facendo questo il comportamento di omissione può essere una concausa? Davanti a un incendio ci sono diverse concause che determinano l'incendio, l'assenza di un sistema antincendio può essere una concausa che ha generato l'incendio. Ma l'assenza della cosa non ha poteri causali.
Assenze fisiche ed etiche
Se un medico non fa nulla davanti a un paziente morente l'assenza di azione non ha nessun potere causale davanti ai processi fisici della morte. Tutto ciò è così solo dal punto di vista fisiologico, metallico. Se inseriamo il livello etico-morale cambia il punto di vista. Un'assenza dal punto di vista architettonico può essere la bucatura. Ci sono indizi che costituiscono assenze e non presenze (Sherlock Holmes), ad esempio il cane che abbaia sempre la notte perché in una determinata notte non ha abbaiato (assenza di novità). Si tratta di un'assenza ritenuta una virtù piuttosto che un difetto. I progetti possono essere caratterizzati anche da ciò che manca (assenza benvenuta) piuttosto da ciò che c'è.
Il tema dei buchi secondo Casati
Il tema dei buchi è il tema nobilissimo di cui si è occupato Casati, nel suo libro "In questo Buchi". Nel libro Casati tratta la materia dei buchi definiti come assenza di materia. Secondo Casati esistono i buchi, così dicendo, però, si ammette l'esistenza dell'assenza di materia. Ci possono essere 2 principi:
- Esistono solo le cose che esistono fisicamente e non esistono le assenze perché per definizione sono qualcosa che non esiste.
- L'esistenza può spettare anche alle assenze, i buchi causano, le ombre causano etc. (versione più liberale).
Morte e assenza di ossigeno
Si può dire che una morte di una persona sia causata dall'assenza di ossigeno nel cervello? Chi non pensa che le assenze non esistano non può dire ciò: la morte non può essere causata da una mancanza=assenza. Un conto è causare la morte (uccidere) di un paziente ed un conto è smettere di somministrare terapie eccezionali (lasciar morire). In quest'ultima affermazione sta la differenza tra azione omissione. Ciò funziona se consideriamo che le omissioni non causano nulla perché altrimenti lasciar morire sarebbe uguale a uccidere.
Definizioni possibili dell'ombra
In base ad una certa concezione dell'ombra questa è un'entità bidimensionale. La mia ombra ha la forma della mia silhouette, un'entità bidimensionale e proiettata. L'ombra è inoltre una assenza di fotoni. In realtà la definizione può essere complicata dal momento in cui è definita come tridimensionale. L'ombra è considerata un volume dal momento in cui proietta ad esempio 5 facce: la fonte luminosa che illumina un oggetto proietta la sagoma, l'ombra e proiettata, l'ombra a destra, l'ombra a sinistra, l'ombra a terra.
Superfici e confini dell'ombra
Ma non è sempre così perché il discorso dipende dalla figura e da come è orientata. Le superfici dell'ombra sono bidimensionali. L'ombra proiettata è bidimensionale, le superfici chiudono il volume: partono dal perimetro dell'ombra propria e si congiungono con l'ombra proiettata. I confini del volume d'ombra sono fonti di luce? La superficie continua è individuata dalla retta di luce appena confinante al fotone in cui è assente la luce, quindi la retta non coincide con il fotone perché se così fosse dovremo dire che l'ombra è fatta anche di luce, ma sappiamo che l'ombra è assenza di luce.
L'ombra nella fisica e nella percezione
La superficie che individua l'ombra (ombra propria dell'oggetto) è costituita da tutti i punti dell'oggetto (non più dal perimetro altrimenti parleremo di ombra proiettata), ma ciò che c'è dentro l'oggetto (ad esempio il cuore dentro il corpo) è in ombra? Parte da davanti o da dietro? Parte da dove la luce si interrompe? Se definisco l'ombra come il fascio di assenza di luce, originato da un corpo, potrei dire che gli atomi del pavimento non sono illuminati dal sole e sono nel fascio di ombra, proiettato dalla stessa fonte luminosa.
Ombra come volume
Si potrebbe dire che si tratti di un volume infinito rispetto alla fonte luminosa. Se va all'infinito un fotone perché non può andare all'infinito anche l'assenza di fotoni? Si può dire che la mia ombra è un volume aperto ed infinito, chiuso ai latitante che in uno in quanto i fotoni del pavimento non ricevono luce.
Tre tipi di ombra
- Ombra= superficie bidimensionale.
- Ombra= volume finito, chiuso, individuato da almeno 3 superfici.
- Ombra= volume infinito aperto, individuato da almeno 2 superfici.
Ombra sull'acqua e Platone
Un'ombra proiettata sull'acqua dove finirebbe? Sulla superficie dell'acqua? Sul fondale? Sul fondale dell'acqua. Riassunto Scoperta dell'ombra: La luna è, fondamentalmente, un sasso di grandi dimensioni, tenebroso, che si trova sospeso sopra di noi e che non ci cade addosso. Nonostante sia un oggetto assolutamente pesante, corporeo, materiale, la luce che colpisce la sua superficie le conferisce l'aspetto di una lanterna delicata e l'ombra leggera. Durante l'eclissi di Luna, la sua natura viene smascherata: è della terra proiettata sul satellite a renderne evidente il vero aspetto.
Platone e le ombre
Nel settimo libro della Repubblica, Platone parla di un esperimento al quale vengono sottoposti alcuni individui: costretti in una caverna dalla nascita, fissano una parete sulla quale vengono proiettate le ombre di statue; questa è l'unica realtà che i prigionieri conoscono; uno di questi viene liberato e sperimenta la vita al di fuori della caverna; rientratovi prova a raccontare ai suoi vecchi compagni di prigionia la sua esperienza, ma è difficile convincere gli altri che il solo mondo che loro hanno conosciuto sia in verità un mondo semplificato, una minima parte di un mondo reale, più grande, fatto di luce.
Ombre in filosofia e conoscenza
La cosa che a noi importa è capire come mai Platone in questo esperimento utilizzi le ombre per ingannare i prigionieri quando si sarebbe potuto limitare all'utilizzo delle statue con uno spettacolo di marionette. Le ombre sono generalmente considerate come entità negative. Discostano dalla vera conoscenza. Per i prigionieri esse sono tuttavia concreti strumenti di conoscenza, con le qual è verosimile che riescano a ricostruire l'aspetto tridimensionale degli oggetti dalle quali emanano. Un mondo senza ombra apparirebbe piatto, senza corporeità.
Ombre e luce nel mondo reale
L'evoluzione ha tenuto conto di un mondo caratterizzato dalle ombre. Tuttavia, anche la luce è fondamentale. Ombra e luce sono pertanto le due facce della stessa medaglia. Una variante reale dell'esperimento di Platone venne condotto da H. Wallace e D.N. O'Connell nel '53: un filo di ferro contorto ruotante su un giradischi produceva un'ombra che veniva sottoposta ad alcuni osservatore; il fatto che l'oggetto ruotasse faceva in modo che l'ombra cambiasse e che gli osservatori astraessero la tridimensionalità della figura.
Ombre come strumenti di conoscenza
Le ombre forse non sono fuorvianti per la conoscenza del mondo, come Platone vuole farci intendere. Attraverso il loro studio, consciamente o inconsciamente, siamo stati in grado di comprendere numerosi fenomeni. Da un lato sono sicuramente più di una mancanza concreti strumenti di conoscenza. Dall'altro sono ombre antiche e ombre moderne. La storia di luce e ombra s'intreccia con quella dell'evoluzione della tecnologia dell'illuminazione.
Influenza della tecnologia sull'ombra
Con la scoperta dell'energia elettrica e quindi delle lampadine, i tradizionali metodi per sconfiggere l'oscurità notturna (candele, lanterne ad olio, luminarie cittadine a gas e a petrolio etc.) vengono soppiantati. La lampadina a filamento non solo trasforma il mondo dell'illuminazione domestica e pubblica ma anche il relativo sottomondo delle ombre. Quest'ultime diventano improvvisamente stabili, perdendo il tremolio che per secoli le aveva caratterizzate.
Stabilità e variabilità delle ombre
Nessun tipo di ombra, nemmeno quella solare, può dirsi realmente stabile (il movimento del sole e delle ombre degli oggetti che vengono colpiti dalla sua luce sono in movimento e questo movimento è alla base del funzionamento degli orologi solari); il problema della trasformazione della luce e dell'ombra giornalieri comportava noti problemi anche in campo artistico (pittura), risolti con l'avvento della teoria delle ombre. Se le ombre antiche sono in movimento, le ombre moderne sono violente e istantanee (ombra del cittadino giapponese in attesa che la banca aprisse fissata, dall'esplosione della bomba atomica ad Hiroshima, sul muro).
Ombre nella storia dell'urbanistica e del teatro
Nella storia recente dell'urbanistica si è cercato di risolvere il problema delle ombre originate dagli alti edifici metropolitani: la comparsa dei grattacieli (Equitable Building, 1912-1915, New York) ha reso manifesto il problema dell'ombra cittadina e la necessità di regolamentare altezza, forma e dimensione delle nuove architetture. Se si osserva una fotografia aerea della New York degli anni '40 si ha come l'impressione di trovarsi di fronte ad una città Maya: gli alti edifici presentano dei gradoni; la loro superficie in cima è un quarto di quella alla base, con conseguenti effetti sulla dimensione delle ombre proiettate a terra (necessariamente inferiori).
Platone e il teatro delle ombre
L'esperimento di Platone si può comprendere osservando uno spettacolo del teatro delle ombre dal punto di vista dell'attore. La storia di questa forma d'arte si perde nella notte dei tempi. L'origine è sicuramente orientale (è documentata in India e in Cina nel medioevo, nel Medio Oriente, col mondo arabo o addirittura con gli egizi). Arriva in occidente e conosce una grande diffusione nel XVII-XVIII secolo. In occidente viene tuttavia trasformata con artifici e sofisticazioni.
Teatro delle ombre e tecnologia
Dopo la crisi che coincide con la nascita dell'arte cinematografica, conosce una nuova fase di splendore e riscoperta, da imputare ad alcuni miglioramenti tecnologici. Le nuove sorgenti luminose, capaci di concentrare in un'area ridotta l'emissione luminosa, riducono la sfocatura. Gli attori acquistano nuova libertà dal momento che non sono più costretti a stare in prossimità del telo per evitare peggioramenti nel contorno dell'ombra (distinta, nel mondo del teatro d'ombra, fra ombra orizzontale e ombra verticale).
Mercanti d'ombra
L'ombra è uno dei mezzi attraverso i quali è possibile distinguere fra pensiero occidentale e pensiero non occidentale. Nonostante anche nel pensiero occidentale si abbia una concezione dell'ombra che la trasforma in oggetto a sé stante e vivo, è nel pensiero non occidentale che fioccano esempi di miti, racconti, narrazioni che ne esaltano la natura animistica e misteriosa. L'antologia di miti e credenze popolari raccolta dall'etnografia recente spinge sostanzialmente verso due modalità di lettura:
- Se si agisce sull'ombra si generano cambiamenti sul suo proprietario.
- L'ombra altrui può avere ripercussioni su di noi.
Miti e leggende sull'ombra
Nei racconti delle culture non occidentali l'ombra può essere o una parte vitale dell'essere oppure un rilevante fenomeno psichico. In occidente l'ombra magica compare in James Barrie (Peter Pan) e Peter Schlemihl (1814). Anche gli animali posseggono la loro ombra: l'ombra di Bucefalo, il cavallo di Alessandro Magno, lo spaventava a tal punto che, per risolvere l'inconveniente, il suo proprietario escogitò un sistema per far in modo che guardasse sempre verso il sole.
Contraddizioni e accettazione delle ombre
Molte di queste idee sull'ombra, nella loro stranezza, presentano una serie di contraddizioni facilmente individuabili. La verità è che non hanno alcune pretesa di essere delle verità assolute sul comportamento dell'ombra e del suo proprietario e chi le avanza si guarda bene di tirare tutte le conseguenze dei propri pensieri. Le contraddizioni sono quindi accettabili e lo sono proprio perché le caratteristiche scientifiche dell'ombra vivono su un altro piano, separate dalle credenze animistiche.
L'ombra nella percezione e nella psiche
Molte delle idee incredibili sull'ombra sono letteralmente incredibili. Sono controintuitive o negano troppo palesemente la realtà proprio come avviene per alcune delle più bizzarre credenze religiose o magiche. L'ombra è immateriale, priva di consistenza, nasconde dalla luce, e pertanto, in quest'ottica, è legato non solo all'aspetto fisico della luce, ma anche all'aspetto percettivo. Essere in ombra è anche una questione di riduzione della visibilità.
Immagini e fascino dell'ombra
La rassegna tratta dai resoconti etnografici, linguistici, letterali ci racconta delle innumerevoli immagini costruite sul fascino esercitato dall'ombra. Ci sono fenomeni legati alla fisica ingenua (teoria prescientifica del mondo fisico) e alla psicologia ingenua (la teoria prescientifica del mondo mentale). L'ombra pare abitare in una stanza della mente che comunica con il dipartimento degli oggetti (perché oggetto fisico) e che allo stesso tempo si apre verso il dipartimento della psiche (le ombre sono immagini dell'anima).
L'ombra nella mente dei bambini
I bambini pensano che l'ombra sia dotata di vita propria. Ma noi cosa ne sappiamo di come i bambini considerano l'ombra e in generale del mondo percettivo dei bambini? Piaget (1896-1980) pensò che il miglior modo di sapere cosa pensino dell'ombra i bambini fosse chiederglielo. Le interviste gli permisero di comprendere che la loro scoperta delle ombre si struttura per quattro tappe:
- L'ombra di un oggetto emana dall'ambiente circostante come parte della notte.
- L'ombra emana non dalla notte ma dall'oggetto che fa ombra.
- L'ombra acquisisce una relazione geometrica con la sorgente luminosa.
- L'ombra ha natura geometrica. La concezione dell'ombra in questa tappa è del tutto coincidente con l'idea adulta dell'ombra.
Teorie e esperimenti sull'ombra
La psicologa De Vries condusse esperimenti sui bambini che in parte confermarono, in parte confutarono le teorie di Piaget. L'ombra è un oggetto, emana dalla notte, ma nella notte non scompare, si rintana nei corpi. Ciò che di nuovo emerse grazie a De Vries è che quando i bambini comprendono la natura geometrica dell'ombra, non riescono comunque a comprendere completamente il fenomeno ombroso (all'ultimo stadio ne abbracciano la transitorietà).
Ombra: materiale o immateriale?
Ma la collocazione dell'ombra nella lista degli oggetti materiali non convinse Carol Smith, Susan Carey e Marianne Wiser. Queste, spiegando ai loro intervistati la differenza fra materiale e immateriale, osservarono che i bambini da quattro anni in su collocano stavolta le ombre fra gli oggetti immateriali. Essendo le ombre oggettive, ne consegue anche che, al contrario di quanto si pensava, i bambini, già dalla tenera età, associano l'oggettività ad elementi immateriali (le ombre).
Metodi per comprendere la percezione infantile
Quanto appena visto riguarda i bambini capaci di parlare. Cosa dire invece dei bambini prelinguistici? Come è possibile capire cosa pensano del mondo, prima, e delle ombre poi? Dagli anni sessanta la psicologia dello sviluppo infantile ha fatto uso di un metodo (metodo dell'abituazione) che permette di comprendere l'universo mentale dei bambini. Questo metodo...
-
Riassunto esame Metodologia del Progetto, prof. Fabio Bacchini, libro consigliato L'empatia degli spazi, Mallgrave
-
Riassunto esame Metodologia del Progetto, prof. Fabio Bacchini, libro consigliato Formicai imperi cervelli-introduz…
-
Riassunto esame Metodologia del Progetto, prof. Bacchini, articolo consigliato Architettura e generazioni future, B…
-
Riassunto esame Metodologia del Progetto, prof. Bacchini, articolo consigliato L'ontologia dell'architettura in Gia…