Che materia stai cercando?

Riassunto esame "Metodi di intervento in psicologia di comunità", prof. N. De Piccoli, libro consigliato "Salute e qualità della vita nella società del benessere" di N. De Piccoli Appunti scolastici Premium

Appunti utili per l'esame "Metodi di intervento in psicologia di comunità" con N. De Piccoli. Basati su rielaborazione informazioni che sono contenute nel testo "Salute e qualità della vita nella società del benessere. Prospettive interdisciplinari" di N. De Piccoli.

Esame di Metodi e tecniche d’intervento in psicologia di comunità docente Prof. N. De Piccoli

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

riconosciuto come importante anche dai decisori politici, chiamati a progettare interventi

efficaci.

L’analisi epidemologica fotografa stato salute/malattia di una popolazione in un dato

momento riferito a territorio e permette confronto temporale, cambiamento circa incidenza/

prevalenza malattia, come cambiano tassi mortalità, guida per politiche sanitarie, come

alcune patologie coinvolgano categorie specifiche > se volessimo cercare cause andremo

alla ricerca di fattori di rischio e protettivi (relazioni sociali) cercando di rinforzare questi

ultimi. In questo quadro che posto ha la salute soggettiva?

Salute autoriferita è uno dei principali indicatori di salute nella ricerca sociologica dal

1950, mentre nella ricerca medica è arrivato 30 anni dopo.

Come si misura? domanda in cui si chiede rilevare proprio stato salute su scala likert

facendo riferimento a presente, o confrontando stato salute con quello persone pari età

(item non proposto sempre uguale, questo impedisce confronti diretti tra diverse ricerche,

anche se è dato per certo che è predittore moralità).

- SF-36: 36 domande risposta multipla, con 8 scale: attività fisica, ruolo e salute fisica,

dolore fisico, salute generale, attività sociali, vitalità, ruolo e stato emotivo, salute

mentale + domanda su cambiamento salute durante ultimo anno (versione ridotta

SF-12).

- metodo giorni in salute: 4 domande - salute autoriferita, numero gg non si è sentito

bene fisicamente, gg non si è sentito bene mentalmente/psicologici, gg limitazioni

attività abituali.

Molti studi dimostrano relazioni tra salute soggettiva e oggettiva: salute percepita è buon

predittore di sopravvivenza; correlata con variabili economiche, demografiche,

psicosociali; relazione con mortalità, qualità vita, benessere.

Psicologia concentrata su deficit > visione superata con psicologia positiva (rivaluta

ruolo emozioni positive, descrivendo ciò che permette a soggetto sviluppare benessere) e

psicologia comunità (considera intreccio individuo-contesto, analizzando caratteristiche

psicosociali, contestuali che favoriscono sviluppo empowerment).

Salute autoriferita scaturisce da: mondo sociale, info e conoscenza del soggetto,

sensazioni corporeee, elementi soggettivi come valutazioni, percezioni e atteggiamenti.

Percezione salute è processo cognitivo attivo (alcuni consapevoli, altri processi di tipo

automatico, non controllabili da soggetto, guidati da stati emozionali, affettivi,

rappresentazioni che originano da cultura-ambiente riferimento).

Modello Jylha >

cornici contestuali di valutazione > concezione salute culturalmente-storicamente

1. connotata (forniscono modelli formativi, valoriali, comportamentali che determinano

ciò che è salute);

valutazione del proprio stato salute prendendo in esame differenti info: info

2. diagnosi mediche, osservazione stato funzionale, sensazioni corporee, sintomi,

indicatori formali malattia come prescrizione farmaci, pensioni invalidità, rischi e

resistenze che possono influenzare salute futura (influiscono anche disposizioni

individuali come ottimismo/pessimismo, stati depressivi);

Com’è la mia salute prendendo in considerazione (confronto): età, situazione

3. altre persone che conosco, il mio precedente stato salute, sviluppo atteso mia salute -

esempio: anziani non hanno decremento propria perceziona salute. Giovani e anziani

hanno modo diverso di autopercepire propria salute: per giovane essere privo

qualsiasi disturbo è essere in salute - per anziano normale avere qualche problema

fisico con avanzamento età. Gli anziani più dei giovani, basano valutazione propria

salute su confronto con altri stessa età, stereotipi terza età.

Perché indicatore mortalità? Forse grazie alla sua capacità di riflettere stato organismo

umano: quanto più info che traggo dal mio corpo e dati somatici è accurata, tanto più mia

valutazione sarà vicino a oggettività > ciò sottende idea soggetto attivo in grado

interpretare segnali proprio corpo > ciò non sostituisce indicatori oggettivi (distorsioni

cognitive, umore persona), però valutazione salute percepito come debole è certamente

segnale da prendere in considerazione (anche se non è misura che si presta a confronti

tra gruppi).

1.7. La soggettività attraverso la narrazione > approccio narrativo > Bruner: si avvicina

a scuola storico-culturale sovietica di Vygotskij riconoscendo che processi psicologici sono

radicati in dinamiche sociali e culturali, e linguaggio non solo per comunicazione, ma per

svolgimento funzioni psichiche superiori. Bruner usa concetto frame: struttura narrativa

che dà significato e permette memorizzazione esperienza e condivisione sociale >

narrative-based medicine nasce inizi anni 80 Kleinman e Good, stesso periodo si

sviluppa scuola sociologica narrazioni malattia. Le illness narratives sono pratiche

discorsive sulla malattia, esprimono vissuto soggetto > prospettiva emica = esperienza

vissuta dall’individuo, aspetto soggettivo malattie, integrare dato esperienziale. Il corpo è

una persona, narrazione esprime sensazioni, emozioni della malattia. Narrazioni si

riferiscono soggetto o altri attori che hanno ruolo rilievo rispetto malato (operatori,

caregiver, familiari) > critica in parte all’approccio evidence-based, ma non come

alternativa, ma come sua integrazione, restituendo alla malattia e persona la dignità.

CAPITOLO 2 - UNA PROSPETTIVA ECOLOGICO-SISTEMICA SULLA SALUTE

2.1. Salute e reti sociali >

Le relazioni tra individuo e ambiente, condizionano lo sviluppo della persona e influiscono

sulla sua salute: reti, supporto, legami e integrazione concorrono a definire la salute.

Studi che dimostrano come rete sociale è collegata alla salute:

- Durkheim: suicidio non è un comportamento individuale, ma un fatto sociale;

alienazione e anomia (assenza regole), minano all’integrazione nella società e sono

alla base delle tendenze suicidiarie.

- Cassel e Cobb (76) sono i primi epidemiologi a dimostrare la rilevanza legami sociali

su salute fisica e psichica.

- Bowlby: attaccamento sicuro è alla base della capacità chiedere aiuto, fornirlo.

- teoria reti sociali (Scuola Manchester anni ’50)

- Lynch: la solitudine è fonte di malattia; persone più isolate non sanno affrontare

situazioni disagio, più soggette a patologie correlate a stress, stili vita insani.

Isolamento porta a mancanza autostima, invecchiamento accelerato corpo (relazioni

sociali alterano sistema immunitario influenzando suscettibilità a malattia).

- Beckman e Syme: ricerca nella contea di Alameda in California durata 9 anni. Individui

con scarsi legami hanno probabilità morte tra 3-5 volte maggiore rispetto a chi è inserito

in rete sociale più estesa.

- ricerche famiglia dimostrano: persone sposate più bassi tassi mortalità e morbilità;

uomini più vulnerabili se manca coniuge/malato; chi si prende cura malato fisico/

psichiatrico maggiori probabilità ammalarsi, qualità relazione incide salute (sostegno

emotivo, materiale, funzionale) > non solo legami famiglia importanti ma anche quelli

esterni (legami deboli, vicinato, reti di prossimità ovvero stessa residenza/lavoro),

perché possono aumentare probabilità che soggetti si impegnino in comportamenti

salutari, accedono più facilmente a servizi, consigli, aiuto materiale e finanziario.

*Modelli buffering hypothesis e main effect?

Su relazione tra rete e salute vi sono due prospettive:

1. modelli main-effect: influenza diretta del sostegno sociale sulla salute,

indipendentemente da stressors oggettivi o percepiti;

modelli stress-buffering: il sostegno sociale è un fattore protettivo nei confronti degli

2. effetti patogeni conseguenti a esposizione stressors.

Cohen, individua 4 modelli teorici:

modelli basati sulle informazioni:

a)

- per approccio main-effect: disporre di rete sociale ampia vuol dire disporre di molte

risorse informative, che aumentano possibilità di avere fonti info appropriate, di avere

comportamenti efficaci per la salute o accede a servizi medici, assumere pratiche. Ma

può avere anche un effetto opposto (incoraggiare stili vita insani).

- stress-buffering: info ha un ruolo protettivo contribuendo a valutare la situazione,

agendo su percezione minaccia, fornendo possibili coping da adottare.

b) modelli centrati sull’identità e sulla self-esteem: integrazione sociale fornisce

sostegno, aiuto, percezione controllo, sviluppo coping, aumenta autostima (visione

stress-buffering). Per altri è l’isolamento a essere centrale non l’integrazione:

isolamento aumenta alienazione, diminuisce sensazione controllo. L’identità sociale

influisce su salute perché:

- concorre a definizione sintomi e messa in atto seguenti risposte (co-costruzione

sociale-culturale di salute e malattia)

- determina norme e comportamenti riferiti a salute

- è la base del sostegno sociale (più ricevuto/elargito se si fa parte stesso gruppo)

- mantenere identità sociale contribuisce a mantenere autonomia e autodeterminazione,

rinforzando risposta attiva soggetto.

c) modelli basati su influenza sociale: bisogno appartenenza è un bisogno psicologico

dell’individuo. Il gruppo ha un potere di influenzamento su condotta persona sia in

bene/male. L’influenzamento sociale è un potenziale strumento che può agevolare il

cambiamento di un comportamento. Lewin, bisogna rompere un equilibrio, spesso

legato a aderenza norme, per spostarsi su nuove norme, credenze, atteggiamenti: per

fare questo gli interventi in gruppi sono più efficaci, perché si basano su

identificazione e conseguente influenzamento sociale. Una persona integrata

socialmente subisce un controllo sociale > gruppo favorisce assunzione

comportamento con rinforzi/punizioni > il processo di influenzamento può avere effetti

+/-.

modelli basati su risorse tangibili: relazione con salute ovvia, quando rete è in

d) grado di fornire aiuto tangibile e concreto sia in termini servizi che economici.

Presenza di risorse materiali può ridurre la probabilità di malattia (reazione protettiva a

stress).

2.2. Relazioni e integrazione sociale > Roseto, comunità italiani Pennsylvania (da 1882

luogo immigrazione). Elevata omogeneità etnica, sociale, forti legami, relazioni

comunitarie molto coese > tasso di mortalità infarto incidenza bassa > non a causa fattori

ambientali ma per struttura sociale stabile, coesione, natura supportiva comunità > anni

’60 giovani abbracciano stile americano: meno coesione, più materialistica, più etnie >

aumento infarti.

Non è sufficiente considerare la rete sociale solo in funzione supportiva! Modello di

Berkman, ci aiuta in quescto, descrivendo catena causale tra fattori socio-strutturali e i

meccanismi psicosociali = collegamento tra integrazione sociale e la sua rilevanza per la

salute. Il percorso upstream (ascendente) identifica condizioni che influenzano sviluppo e

struttura reti sociali. Il percorso downstrem (discendente), descrive l’influenza che la rete

ha sulla salute attraverso le funzioni del sostegno sociale.

a) macro - condizioni socio-strutturali: processi culturali, socio-economici, politici,

urbanizzazione, mercato del lavoro ecc condizionano forma, estensione e natura delle

reti sociali;

meso - reti sociali: operano a livello comportamentale attraverso: sostegno sociale,

b) influenzamento sociale, impegno sociale, accesso alle risorse e beni materiali. Questi

fattori sono in grado di fornire delle opportunità a livello prossimale;

micro - meccanismi psicosociali: risposte psicologiche allo stess, stati e tratti

c) psicologici (autoefficacia e autostima, depressione, coping efficace), sicurezza,

comportamenti dannosi (fumo, alcol) o salutari (uso strutture sanitarie, aderenza

prescrizioni, esercizio fisico ecc).

Relazioni sociali hanno effetto anche negativo quando basate su conflitto, fonte di stress,

o come quando comportamento aiuto viene percepito come tentativo di esercitare potere.

2.3. Contesti e salute > Ross e Shinn, sostengono che ricerca psicologica sia

caratterizzata da un errore di minimizzazione del contesto: ma per intervenire

efficacemente bisogna considerare il contesto! C’è una riflessione sul quartiere perché è

l’unità territoriale che accoglie il soggetto nella sua quotidianità.

Quartiere e neighbourhood > studi sul vicinato negli USA, difficoltà a trasporre riflessioni

in Italia. Perché?

il termine si riferisce a quartiere, vicino o vicinato, problema che si traduce anche a

1. livello metodologico perché è necessario specificare a cosa ci si riferisce;

2. conformazione città americane diversissima da quelle italiane che hanno storia

secolare, così come sono diverse le caratteristiche socio-demografiche (città di

900.000 vs 6 milioni di abitanti)

si può definire secondo criteri storici e geografici o in base alla percezione persone, o

3. considerando confini amministrativi

4. si può riferire a quartiere urbano, o zona di residenza, in base obiettivi ricerca.

Neighbourhood = si riferisce ad aspetti dell’abitare collocati all’interno di un’area

specifica, la cui estensione può avere un’ampia variabilità che da dal quartiere al

condominio.

I quartieri delle città costituiscono degli aggregati abbastanza omogenei per status e livello

socio-economico (come un’unità specifica). In questo luogo si costruiscono relazioni con

pari che hanno ruolo evolutivo importante. Se omogeneità è predominante rischia

produrre ghettizzazione tra gruppi di quartieri diversi. Pensiamo poi a un adolescente in un

luogo dove famiglie vivono stessa forma disagio e deprivazione: vengono trasmessi

comportamenti e stili vita negativi (vandalismo, abbandono scolastico) con ripercussioni

salute psicologica e fisica. Molto importante è l’eterogeneità sociale in un quartiere!

Diversi gruppi di persone avranno diversi bisogni, e useranno diverse strutture, servizi, si

evita così emarginazione.

Le caratteristiche socio-demografiche del quartiere stanno alla base di

attribuzioni, stereotipi, pregiudizi, confronti tra chi vive nello stesso luogo di residenza,

e chi in altri quartieri (può generare meccanismo di deprivazione relativa per cui una

mancanza viene percepita perché altri godono certi beni, servizi ecc), o condizionare

percezione benessere.

Inoltre può esserci segregazione residenziale = discriminazione di chi vive in zone

degradate, viene valutato in base a caratteristiche sociali attribuite a quel luogo. Ovvio che

in quartieri più poveri vi sono più insuccessi scolastici, tassi elevati di mortalità e morbilità,

meno risorse meno possibilità di salute. Ma sono tali contesti a stabilizzare condizioni di

disagio o è la condizione in sé? La labelling theory, sostiene la devianza come una

costruzione sociale.

L’ambiente può avere impatto diretto, sia le caratteristiche fisiche che quelle percepite.

Percepire di vivere in contesto insicura limita relazioni sociali; tutto ciò che favorisce uso

territorio costituisce stimolo per nuove relazioni, sostegno, coesione sociale. Bimbi e

anziani (avendo meno autonomia per ragioni diverse) sono proprio quelli che sono più

legati al luogo, lo stesso per chi ha malattie fisiche o psichiche.

* Cosa si intende per capitale sociale?

Capitale sociale e salute >

Concetto molto eterogeneo:

- Putnam: insieme reti, norme, fiducia, che facilitano cooperazione per raggiungimento

benefici. Però le relazioni devono estendersi oltre la famiglia.

- Bourdieu: risorsa di cui soggetto possono disporre per raggiungere loro scopi.

- Carpiano: sostegno e leva sociale (favorisce accesso info, aiuta sopravvivenza socio-

economica, sostiene sviluppo residenti), partecipazione quartiere, controllo sociale

informale.

- Perkins e Long: fiducia nel vicinato, autoefficacia, relazioni vicini, partecipazione a

comunità, dimensioni che determinano insieme benessere sociale.

- Kawachi e Berkman: uno degli aspetti delle strutture sociali che agiscono come risorse

per individui e facilitano l’azione collettiva.

- Portes: abilità di assicurare benefici attraverso appartenenza a reti e altre strutture

sociali. Vi è in tale definizione componente relazionale (organizzazione sociale di cui

individui fa parte) e materiale (risorse che può avere in quanto parte del gruppo).

Aspetto relazionale sotteso a capitale sociale è la dimensione maggiormente condivisa

tra diverse visioni, anche quando riferito alla salute. Fiducia, connessione, reciprocità

sono i suoi aspetti caratterizzanti. Il capitale sociale rinforza autostima, fornisce sostegno

sociale, fa accedere persone più facilmente a risorse, agisce come moderatore contro

stressors. Uno dei suoi prerequisiti è coesione sociale: senza essa non si può costruire e

mantenere, inoltre coesione minata da situazioni salute deficitarie, limitano soggetti da

essere attivi. Il capitale può essere visto sia come facilitatore che come risultato dello

sviluppo della comunità: non è la stessa cosa della coesione o del sostegno sociale (che

sono ingredienti necessari).

Per l’OMS: rappresenta grado coesione sociale nella comunità. È creato a partire da

relazioni tra soggetti e prende forma nelle associazioni, gruppi religiosi, famiglia, reti

formali e informali. Più legami queste reti sono solidi più probabile che membri cooperino

nell’interesse di tutti. In questo modo capitale sociale crea salute.

Lynch e Kaplan, spiegazione su aspetti materiali capitale sociale (mediatore tra reddito

e salute): ineguaglianze reddito è causa diretta delle condizioni di salute. Ineguaglianza

sociale viene da diversa distribuzione ricchezze, ciò causa indebolimento capitale, perché

persone in difficoltà non sviluppano fiducia nel contesto sociale che enfatizza differenze di

status (porta le persone a essere sempre più emarginare e aumento tassi mortalità).

Kawachi, capitale sociale è la coesione sociale (misura grado fiducia nei confronti reti

familiari, vicinato, associazioni ecc).

Trappole del capitale sociale? Criticità?

costruzione capitale sociale di un gruppo è per sua natura esclusivo; norme, identità

1. gruppo condivise, necessariamente escludono coloro che hanno norme e identità

diverse;

2. vi può essere significativa pressione a conformarsi norme gruppo, con impossibilità di

dare voci a posizioni divergenti, a rischio concentrare responsabilità gruppo nelle mani

di pochi > enfatizzando gerarchie sociali;

può diventare controllo sociale: Fukuyama, capitale si sviluppa solo se gruppo non

3. molto vasto, chiari criteri di appartenenza, stabile nel tempo e cultura condivisa di

norme e valori.

2.4. Diseguaglianze di salute > più soggetti sono in livelli inferiori scala sociale più sono

esposti a stress con conseguenti malattie. Il reddito, l’autovalutazione salute, livello di

istruzione, hanno effetto sulla salute. Ma ciò non riguarda solo gruppi più deprivilegiati! Ma

tutta la scala sociale! Persone godono migliore salute rispetto a situazioni sociali più

inferiori, stanno peggio di coloro che sono sul gradino superiore (questo spiega perché

quando sono soddisfatti criteri minimi igiene e sicurezza sanitaria rischi malattia e morte

sono connessi a gradiente sociale).

Modello di Mackenbach e Bakker:

variabili contesto sociale: fattori connessi economia e lavoro, capacità società di

1. configurarsi in una comunità, sistema del welfare (moderatore effetti economia e

lavoro) influenzano...

2. posizione sociale del soggetto, che porta a diverso accesso risorse, di esercitare

controllo su propria esistenza; le caratteristiche sistema macro (1) hanno influenza su

soggetto, ma anche a livello del contesto (inoltre contesto può facilitare/ostacolare uso

risorse), con diverso accesso risorse/potere, generano: segregazione gruppi deboli,

differenzia opportunità strutturali (servizi), clima sociale comunità, opportunità e limiti

relazioni sociali. Caratteristiche individuali e contestuali hanno ricaduta su:

1. fattori psicosociali alla base stress: ambiente psicosociale che favorisce

autoefficacia, permette sviluppo competenze, stima sé, relazioni, promuovendo

benessere;

stili di vita: non possono essere ricondotti a dimensione soggettiva, bisogna risalire a

2. cause che portano le persone a comportarsi in un certo modo, che sono influenzate

da regole culturali, pratiche sociali e influenzamento. Gli stili di vita sono scelte

influenzate da possibilità esistenziali socialmente determinate. Educare e

responsabilizzare non è sufficiente! È fondamentale costruire condizioni sociali perché

soggetti siano messi in grado di sviluppare potenzialità.

fattori ambientali

3.

4. accesso assistenza sanitaria

Differenze di status > Marmot: anche in situazione senza profondo degrado si verifica

che a status più elevato corrisponde salute migliore = status syndrome. Ineguaglianze

salute non sono confinate a povero/non povero, ci coinvolgono tutti! Si sa che persone più

povere assumono con più probabilità comportamenti meno salutari: persone in difficoltà

sono meno orientate verso futuro (esempio madri single inglesi che unica soddisfazione

sono sigarette e non serve semplice esortazione a non fumare, bisogna creare condizioni

sociali!). I comportamenti scorretti non hanno causa solo nel singolo, ma dipendono dal

contesto! Senso di non controllo vita, aumenta stress, e rischio patologie, in questo caso

possesso di beni materiali o meno può essere +- rilevante. Migliori condizioni vita portano

a maggiore possibilità di beni, servizi, più proiezione nel futuro, competenze e opportunità,

autonomia (percezione controllo sulla propria vita).

Equità e fiducia > la nostra salute dipende anche dagli altri, dalla fiducia e dalla

cooperazione, indipendentemente da soldi. In GB aspettativa di vita si è sviluppata

maggiormente nei periodi tra due guerre mondiali, probabilmente perché di fronte a

avversità, popolazione è diventata più coesa. Inoltre società più inclusive godono più

salute (Kerala, stato povero dell’India in cui però vi sono bassi tassi mortalità infantile in

confronto altri stati, per attenzione all’inclusione donne). Salute è più elevata in paesi

con minore disparità socio-economica, non dipende da ricchezza complessiva! Stati

con più uguaglianza sociale hanno salute migliore! I soggetti confrontano i loro stili vita: più

soggetto sente di essere in posizione svantaggio più stress, portando ansia, problemi

relazioni, depressione ecc. Ma basterebbe ridurre livello disparità economica? Se vi è

diseguaglianza, questa è legittimata da norme e valori sociali, che permettono esistenza di

gruppi emarginati (bisognerebbe lavorare anche su piano normativo).

2.5. Per una psicologia della salute di comunità > prefigura nel cambiamento sociale le

basi per un miglior stato salute per tutti. Salute che implica diverse sfere esistenza non

solo assenza malattia, e si focalizza su analisi dei contesti che concorrono a benessere

persone (estendendo definizione salute nei suoi aspetti biopsicosociali). Approccio diretto

a trasformazione e cambiamento, concentrato su relazione, su integrare trattamento con

strategie preventive, mirate alla collettività, creando situazioni che permettano sviluppo

delle capacità delle persone: in particolare su comunità che è mediatore tra soggetto e

contesto.

L’analisi ecologico-sistemica > contesto è formato da diversi elementi (sociali, culturali,

strutturali, individuali ecc) che interagiscono influenzandosi reciprocamente (Lewin,

Brofenbrenner). Importante è analizzare le relazioni e i meccanismi di interazione in

un’analisi complessa (diversa da analisi multilivello che analizza diversi contesti, mentre la

prima considera anche le interazioni tra livelli, l’influenzamento reciproco e quindi

circolarità processi). I due punti di vista esogamico (attività psichica generata da esterno) e

endogamico (processi interni all’organismo), sono entrambi riduzionismi: ogni individuo

esiste all’interno di un insieme sistemi, da cui ricava strumenti per comprendere propria

individualità e all’interno di questi contesti può assumere ruolo attivo, diventando

protagonista cambiamento.

A livello pratico per intervento di successo?

conoscere e interagire con proprietà dinamiche sistema (effetti intervento non

1. necessariamente lineari, si inseriscono in contesto che ha propria dinamicità)

2. distinguere cambiamento che ha implicazioni e rilevanza per sistema nel suo

complesso, da cambiamento che avviene solo per specifici elementi.

distinguere cambiamento primo ordine (che rappresenta naturale progressione di un

3. sistema, non altera strutture elementari) o secondo ordine (intacca strutture

elementari, rimodulando strutture, risorse, regole, norme, relazioni fondamentali)

Cambiamenti di solito hanno per oggetto politiche, pratiche sociali, allocazione risorse,

strutture relazionali, norme, valori, atteggiamenti, competenze attraverso sviluppo

educazione, processo di sviluppo coscienza, tutte cose che richiedono impegno diretto

cittadini.

La partecipazione come processo psicosociale > è un fenomeno multilivello che

coinvolge aspetti individuali, sociali e collettivi e può produrre effetti singoli/collettività

(sviluppo conoscenza, competenze, empowerment individuale e sociale). Spesso non si

sviluppa perché: non sono messi in atto interventi mirati al suo sviluppo, manca una

gestione del processo di partecipazione, persone non vengono sostenute, anche durante

possibili conflitti). Trappole:

coinvolgimento cittadini già attivi sul territorio, senza favorire allargamento a nuovi

1. soggetti > rischio elitè partecipanti che non è rappresentativa della comunità

2. rischio stress da partecipazione, sentimento di disaffezione nei confronti impegno

civico e sociale in chi si sente chiamato in causa

tema del conflitto: bisogna fronteggiare divergenza punti di vista! L’omologazione

3. rende apparentemente decisioni più semplici ma limita creatività.

Un modello di analisi ecologico-sistemica >

identificare il problema: problemi sociali sono fenomeni complessi, loro origine è

1. insieme fattori differenti, ma anche la loro definizione: gruppi possono avere esigenze

diverse e lo strumento partecipazione e la collaborazione permette attraverso

negoziazione di individuare interventi reciprocamente accettabili.

confini: individuare posizione che il problema ha nel sistema, delineare confini

2. intervento e specificare obiettivi (su quali aspetti prioritario intervenire, quali secondari,

quali non intervenire). Bisogna che anche tale fase partecipino attivamente

stakeholders.

Direzione: se deve essere immesso nel sistema ambiente esterno (nuova

3. legislazione), o intrinseco al sistema stesso (espansione servizi ecc).

Cambiamento può essere reattivo (catastofi, scioperi obbligano cambiamento; rottura

ordine preesistente) o proattivo (anticipazione cambiamento, ma qui vi è tempo di

organizzare azioni e interventi; evoluzione situazione precedente).

Modello di Peirson >

a) successione del contesto: situazione presente è conseguenza passato. Importante

conoscere la storia, evoluzione principali accadimenti per prevenire ostacoli, gestire

bisogni, facilitare cambiamento.

successione del cambiamento: ogni cambiamento ha dinamicità propria, bisogna

b) quindi monitorare mutamenti intercorsi, con processi costanti osservazione, dato che

si possono produrre ostacoli o opportunità al cambiamento.

successione del futuro: ripercussioni dell’intervento a termine processo, ma anche

c) anticipazione di eventuali nuovi cambiamenti sistema.

Nota: vi è una ciclicità tra risorse, adattamento e interdipendenza considerata in ciascuna

fase, perché potrebbero presentarsi cambiamenti che modificano risorse a disposizione;

risorse di vario tipo; ogni processo dovrebbe essere proceduto da identificazione

1. quantità/qualità risorse, loro organizzazione, distribuzione, utilizzazione, risorse

mancanti e quelle nascoste.

2. adattamento: bisogna conoscere modelli comportamentali, coping, reazioni abituali,

sostenendo implementazione e monitorando come sistema risponde a trasformazione

in atto.

cambiamento può avere come obiettivo un mutamento su interdipendenza tra agenti

3. (che può venire anche da effetti indiretti processo). Ogni alterazione parte ha impatto

su altre, nel caso mutamento interdipendenza bisogna ridisegnare organizzazione

sistema.

Quando cambiamento diventa routine non significa che il cambiamento è consolidato

definitivamente, ci sono in continuazione forze int/est. La ricerca-azione Lewin offre

metodo che si concretizza in un processo circolare ricerca, azione, valutazione, ma tale

approccio scarsamente usato da chi valuta gli interventi messi in atto.

*Approccio evidence-based?

2.6. Dall’approccio evidence-based a una valutazione integrata > medicina si base su

evidenza efficacia cure, usando terapie/protocolli clinici che vengono modificati quando

ricerca offre nuove informazioni. EBM, medicina basata su evidenze, è un approccio che

riduce margine discrezionalità medico. Ovviamente i protocolli clinici sono studiati e

comprovati prima di essere applicati, e si dimostrano efficienti ed efficaci, ma mostrano

alcuni limiti:

limiti riferiti alla cura: EBM è un approccio basato su dati probabilistici e in molti casi

1. non vi sono conoscenza sufficienti che permettono di valutare a priori efficacia scelta.

Inoltre, viene a mancare attenzione per relazione paziente e personale sanitario: si

perde di vista il fatto che esistono reazioni soggettive e variabili individuale e che il

vissuto, le esperienze, le sofferenze sono reali, anche se non possono essere

misurate (si sta diffondendo approccio EBM focalizzato su paziente: percorso cure

integrate con accanto a protocollo medico, attenzione per comunicazione, relazioni

familiari, amici, occasioni alternative cura di sé - yoga, training autogeno, meditazione

dove persona trova anche spazio simbolico malattia).

limiti riferiti alla sua applicabilità in altri ambiti: nella promozione salute per ridurre

2. insorgenza patologie, sensibilizzare bimbi a mangiare bene, non funziona tale

approccio! Perché bisogna contestualizzare processo in riferimento a tempo e luogo!

Gli interventi non possono essere riproducibili.

3. limiti al suo utilizzo nei processi di valutazione: anche in ambito valutativo non

sono funzionali perché bisogna applicare un sistema di valutazione che includa analisi

benessere e qualità vita percepiti considerando contesi specifici e situazioni > sistema

valutazione ecologico-sistemico che si avvalga di strumenti molteplici, destinati a

rilevare dati oggettivi, congiuntamente a vissuti, percezioni individuali.

CAPITOLO 3 - FELICITA’ BENESSERE E QUALITA’ DELLA VITA

3.1. Introduzione > costrutti che permettono di affrontare tema salute oltre

sanitarizzazione sono felicità, benessere, qualità della vita, che sono argomenti di

interesse degli ultimi decenni in numerosi studi, portatori di grande eterogeneità metodi e

manca definizione condivisa (ciò rende difficile confrontare ricerche). Diener, ha cercato di

scoprire le influenze universali sulla felicità: alcuni contesti sociali producono maggior

qualità vita perché soddisfano bisogni considerati universali per tutte le culture > cibo,

riparo, sicurezza, supporto sociale, sentimento rispetto, padronanza, autonomia,

autorealizzazione. Inoltre, è necessario che i bisogni vengano soddisfatti a livello

societario non solo individuale! Il benessere soggettivo infatti vi è anche se gli altri

ottengono soddisfazione propri bisogni.

3.2. Felicità

La felicità tra edonismo ed eudaimonia >

Aristippo: approccio edonico alla felicità = benessere in termini di ottenimento piacere

personale (Freud: ricerca piacere, Smith: dipende qualità morali)

Aristotele (visione sociale della felicità): approccio eudaimonico = realizzazione

potenzialità essere umano all’interno contesto sociale a cui appartiene. Felicità è

conseguenza vita condotta virtuosamente, esistenza realizzata. Quindi, non è qualcosa di

realizzabile al di fuori della vita sociale, per questo lo Stato deve aiutare i cittadini, deve

essere un obiettivo politico. Felicità come realizzazione di sé, centrale per la salute umana

verrà ripreso poi dalla psicologia umanistica (Rogers, Fromm).

Studiare e misurare la felicità > studi empirici sulla felicità sono iniziati negli anni ’60 con

diverse prospettive e metodi (prima tecniche proiettive poi domande dirette, però

confusione linguistica, alcune variabili studiate altre no, impossibile confronto tra ricerche).

La felicità in senso stretto si riferisce a una valutazione generale, alla soddisfazione attuale

della propria vita. Ci sono molti aspetti della felicità connessi alla persona e al contesto,

ma vi sono anche elementi imprescindibili comuni a tutte le culture: soddisfazione bisogni

primari e vita densa di significato.

Veenhoven: felicità è un giudizio che soggetto esprime su qualità vita nel suo insieme.

Valutazione su piano emotivo (quanto si sentono bene in generale, più importante perché

immediata, costituisce componente edonica ovvero gratificazione bisogni fondamentali) e

su piano cognitivo (confrontano vita con standard di percezione come dovrebbe essere

vita, vi sono i desideri, che alla fine sono relativi). Non sempre piano emotivo e cognitivo

coincidono (cognitiva - sanno di avere tutto, emotiva - sono insoddisfatti).

Diversi studi dimostrano:

- felicità correlata con ricchezza paese

- è maggiore nei paesi con libertà, multiformità etnica, modernità (anche se c’è chi dice

che modernità sia prima causa stress)

- è in relazione con partecipazione sociale (percezione essere inseriti in reti sociali

significative - rilevanza capitale sociale)

- salute psicologica è fondamentale per felicità

- salute fisica: felicità protegge da malattie, effetti umore su sistema immunitario; persone

più felici sono più attente a stile di vita, riescono mantenere reti sociali, coping adattivo,

resistenza, autostima, locus of control interno (ricerca scientifica non sa spiegare

ancora bene le ragioni, ma probabilmente sono processi ciclici che si influenzano a

vicenda).

Alcuni paradossi sulla felicità > felicità ha carattere universale perché emozione

riconoscibile nelle espressioni di moltissime etnie, anche presente nei linguaggi, sia

nell’analisi dei bisogni (felicità dipende da possibilità soddisfare bisogni universali). Alcuni

ipotizzano base genetica felicità (sempre in relazione ad ambiente). Paradossi: non è

vero che le avversità della vita portino necessariamente a livelli felicità inferiori rispetto a

popolazione media (portatori handicap, anziani). A volte persone in grado di affrontare

situazioni difficili, trovano appagamento se riescono a superarle (questo comporta grandi

sforzi, riconfigurazione obiettivi ovviamente). Effetto grande shock/successo condiziona

umore per tempo ridotto (3 mesi - 1 anno), dopo il soggetto torna a stato emotivo di base

(si spiegherebbe con fatto che ogni soggetto è geneticamente predisposto a vivere certe

condizioni emozionali; comunque geni hanno bisogno di attivazione ambiente).

La felicità nel terzo millennio > numero consumo antidepressivi aumento continuo negli

ultimi 10 anni. Paesi occidentali (più ricchezza) qualità vita sembra in declino. Si stima che

nell’arco di 15 anni, la depressione grave sarà la seconda malattia debilitante del mondo.

Aumento disagio dovuto a stili vita moderna o debolezza uomo? La felicità è un’emozione

universale però il significato attribuito alla felicità può differire in quanto non è disgiunto dai

significati sociali e culturali. Secondo ricerche Buthan, paese povero, meno 700.000

abitanti, su Himalaya, tra i primi venti più felici. È il primo paese aver sostituito la

valutazione del PIL con l’indice di felicità nazionale (FIL). Per una vita armonica sono

necessari:

- sviluppo economico equo e sostenibile

- crescita che si traduca in benefici sociali per cittadini

- conservazione ambiente naturale

- difesa e promozione identità culturale

- governo che garantisca stabilità sociale e istituzionale

FIL ritiene che lo sviluppo benefico della società umana abbia luogo quando lo sviluppo

materiale e spirituale procedono fianco a fianco completandosi e rinforzandosi l’un l’altro.

Per felicità intendono non solo il benessere soggettivo, ma anche senso di responsabilità

nei confronti degli altri, dal servire gli altri, vivere in armonia con natura, realizzare la

propria sapienza innata.

Oltre il prodotto interno lordo > è corretto adottare il PIL (valore complessivo beni e

servizi prodotti espresso come valore economico) per valutare benessere di un paese? La

qualità di vita non è definibile in termini economici per quanto ovviamente non può

prescindere da questi. Però vengono trascurate altre dimensioni: relazioni, fiducia nelle

istituzioni, alimentazione, istruzione, condizioni lavoro, abbigliamento, sicurezza, diritti ecc.

Non necessariamente elevato PIL = elevato benessere:

concetti statistici possono essere corretti, ma la misurazione no;

1.

2. non catturare alcuni fenomeni che hanno impatto su salute cittadini;

3. PIL potrebbe non fornire adeguata valutazione in caso di forte ineguaglianza

distribuzione reddito;

I soldi fanno la felicità? > è vero che ricchi sono più felici dei poveri (differenze tra

soggetti), ma paesi ricchi non necessariamente sono più felici di quelli poveri. Sono più

felici quei paesi che hanno un reddito elevato ma anche un alto tasso di eguaglianza

sociale. Il reddito ovviamente conta, ma non è solo che uno degli aspetti della felicità.

Paradosso postmoderno = aumento individualismo porta a declino benessere;

Paradosso di Easterlin = non c’è legame tra livelli crescita economica e felicità. Persone

investono troppe risorse per aumentare beni materiali e ciò ha effetti negativi su vita

relazionale (alcuni ritengono ricerca successo inversamente proporzionale a quantità/

qualità relazioni andando a ridurre benessere).

> una volta che bisogni di base sono soddisfatti, un aumento ulteriore di reddito non

incrementa il livello di felicità.

> il confronto sociale (deprivazione relativa) che spinge le persone ad acquisizione beni

e le allontana da cura relazioni spiega il paradosso felicità-suicidio (tassi di suicidio più

elevati nelle zone abitate da persone più soddisfatte della propria vita - quando c’è

discreto benessere economico, confronto sociale porta ad alzare livello di ciò che è

necessario per essere soddisfatti; sentirsi infelici circondati da persone felici aumenta

tasso suicidio).

> culture individualistiche vs collettivistiche: democrazia, maggiore autonomia e libertà nel

raggiungere bisogni, più opportunità, autodeterminazione, porterebbe a maggior

benessere. Alcuni sostengono però come troppa autonomia e libertà, eccessivo

individualismo, rischi portare solitudine, perdita identità, con predominio materialismo e

consumismo, erosione valori.

Dalla felicità al benessere > concetto di benessere non è incluso in quello di salute, sono

concetti bidirezionali. Benessere, felicità, qualità vita sono funzionali alla salute fisica e

psichica. Ampliare ricerca su benessere auspicando che governi integrino tradizionali

indicatori economici e sociali con indicatori benessere > permetterebbero di individuare

gruppi sociale e ambiti in cui qualità vita deve essere sviluppata.

3.3. Benessere > ragioni che hanno portato allo sviluppo di tale concetto:

- chi studiava qualità vita ha indagato in che misura il livello di benessere fosse distribuito

differentemente in base a variabili demografiche;

- ricercatori della malattia mentale, che volevano superare costrutto malattia in termini

presenza/assenza sintomi e hanno incluso felicità e soddisfazione vita;

- psicologia della personalità: studia personalità di persone felici/infelici e psicologia

sociale e cognitiva: studia come adattamento può influenzare sentimento benessere.

Distinzione tra benessere:

1. soggettivo: prospettiva edonica, valutazione che soggetti esprimono nei confronti

propria vita, costituito da componente cognitiva (soddisfazione vita) e aspetto

emozionare sia piacevole/spiacevole > lavori Diener (vedi sotto).

psicologico: aspetti che contribuiscono a una salute mentale positiva; non è inteso

2. come assenza di malessere! Carol Ryff, dimensioni benessere psicologico:

autonomia, relazioni + con altri, crescita personale, accettazione di sé, scopo vita,


PAGINE

32

PESO

261.83 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica e di comunità
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mad_Cupcake di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e tecniche d’intervento in psicologia di comunità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof De Piccoli Norma.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Metodi e tecniche d’intervento in psicologia di comunità

Domande esame "Metodi di intervento in psicologia di comunità", prof. De Piccoli
Esercitazione
Riassunto esame "Metodi di intervento in psicologia di comunità", prof. N. De Piccoli, libro consigliato "Psicologia di comunità" di P. Amerio
Appunto
Riassunto esame Psicopatologia, prof. Zennaro, libro consigliato Lo sviluppo della Psicopatologia, Zennaro
Appunto
Domande esame "Metodi di intervento in psicologia di comunità", prof. De Piccoli
Esercitazione