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PSICOLOGIA DI COMUNITA’ - AMERIO

CAPITOLO 1 - La psicologia di comunità fra teoria psicoanalitica e pratica sociale

* Cos’è la psicologia di comunità?

Si rivolge a fenomeni del mondo umano e sociale, che presentano dimensioni di ordine

sociologico, psicologico, antropologico, economico, politico, storico ecc. Fenomeni sui quali

possono essere portati punti di vista differenti: in funzione di specifici campi del sapere

(psicologia) sia in funzione di specifici modi di tradurre i fenomeni o parte di essi in problemi

(disoccupazione, dispersione scolastica ecc).

- area di ricerca-intervento che si focalizza su problemi umani e sociali, che si rivolge alla

loro interfaccia tra la sfera individuale e collettiva. Va oltre l’ottica ecologica la quale

punta sopratutto sul polo sociale, trascurando l’individuale.

- non solo per conoscere ma per intervenire! Unione ricerca a intervento, per basare

quest’ultimo su piattaforme concettuali solide, un sapere che appoggia intervento in contesti

concreti > p.c. come strumento per aiutare gli esseri umani con programmi di

intervento a promuovere competenze, attivare risorse, fornire strumenti di analisi, produrre

situazioni in grado di cambiare relazioni di potere, favorire scambi positivi attraverso reti di

individui, gruppi > rilevanza empowerment, reti sociali, ricerca-azione: vede individuo

ancorato al sociale, capace di trasformare sia a livello psicologico/sociale; procedimento

scientifico che connette il fare all’analisi per fornire strumento di dialogo.

- l’ambiente che considera non è un contesto generico, ma risente di particolari eventi

culturali, politici, economici, religiosi ecc. con principi, valori, interessi di gruppi ecc

(determinanti perché è da lì che sono nati i problemi e il loro significato!) > comunità è

intesa come particolare tipo di rapporto tra membri di organizzazioni sociali, fondato sulla

prospettiva di un bene comune, non su tutela interessi particolaristici, ma su istanze di

solidarietà e sul senso positivo dello stare insieme.

- l’ottica clinica ha assunto consistenti aspetti della tradizione medica, indirizzata all’essere

umano, con un intervento diretto per reintegrarlo nelle sue capacità/alleviare la sofferenza

> pc. ritiene essenziale vedere l’uomo come in interazione con il contesto sociale ma non

per questo rinuncia alla centralità della persona umana, alla cura sul piano

dell’individualità.

Principi base psicologia di comunità:

1. Prevenzione vs. trattamento

2. Rafforzamento delle competenze vs. eliminazione del deficit = studio psicologico basato non

solo su deficit, malattia, disagio, ma anche su possibilità e potenzialità.

3. Focalizzazione sulla relazione individuo/ambiente: oggetto/soggetto di studio è l’INDIVIDUO

IN CONTESTO E IL CONTESTO DEL/NELL’INDIVIDUO: necessità prospettiva interdisciplinare.

Studio e prospettive di intervento basati sull’articolazione tra aspetti psicologici soggettivi e

oggettivi contestuali. 1

Psicologia di comunità si rifà al modello sistemico-ecologico, dove l’essere umano è un

sistema complesso non disgiunto dall’ambiente in cui è inserito (prospettiva ecologica) e

l’ambiente stesso è un sistema complesso > superamento di un paradigma positivista basato

sulla causalità lineare a favore di: un paradigma interazionista e sociocostruzionista. Occorre

una prospettiva che consideri il sociale come luogo in cui i processi sociali non solo avvengono,

ma anche si costruiscono ( o meglio, si co costruiscono) e si strutturano.

Dove e quando: convegno 1965 a Swampscott (New England) - seconda metà anni ’60

negli Stati Uniti. Partecipanti erano psicologi campo salute mentale.

Contesto storico: Nuova Frontiera di Kennedy (grandi riforme anche nel campo salute,

dopo assassinio ’63 proseguiranno con Johnson fino al ’68 cessa la guerra, Reagan ‘80),

guerra Vietnam, lotte afro-americani per diritti civili. Cultura americana richiusa su forme di

filosofia analitica lontana da problematiche sociali, così come la psicologia (grazie a Piaget e

gestalt soggetto attivo, capace di ragionamento e emozioni, tuttavia mente come computer

+ psicologia sociale si distacca dalle prospettive di Lewin) > mancanza ambiente

accademico supporti la sua ottica > difficoltà aumentata dal fatto che tale psicologia

interviene in ambito in cui mette in discussione valori sociali, politico-religiose oltre a

ottiche psicologiche (mette in dubbio concretamente: istituzioni, servizi, organizzazioni ecc) -

Seymour Sarason: non si può ottenere tutto in una volta, procedere per gradi! Soluzioni ai

problemi provvisorie.

Dewey: consistenza scientifica di una disciplina dipende dal mondo in cui si rivolge alle

situazioni umane, come le trasforma in problemi e come li inserisce in un set teorico-

metodologico suscettibile di analisi empirica.

Riforma igiene mentale: 1963 promulgazione (CMHCA) Community Mental Health

Center Act - centri di Igiene mentale di Comunità ((Igiene mentale di comunità > la sua

origine si fa risalire a Caplan: tentò di creare comunità sane riducendo l’incidenza e la

prevalenza delle malattie mentali secondo strategie che intervengono sui tre livelli della

prevenzione > primaria, secondaria, terziaria; si rifa a modello medico quindi l’approccio alla

malattia è in termini di incidenza e prevalenza, ma non contiene un orientamento al

cambiamento sociale), distribuiti su territorio con compiti di terapia, ospedalizzazioni leggere

(osp. psichiatrici smantellati), iniziative preventive, formazione > riportare il malato nella

comunità e fornire a questa gli strumenti per gestire disagio psichico > tale iniziativa si

colloca in un più vasto disegno (New Community Action Program) in cui viene data

iniziativa autonoma alle comunità locali (finanziamenti per costruzione e controllo centri) per

rendere cittadini più partecipi alla vita sociale (per superare realtà emarginazione, povertà,

homeless, tutela infanzia, scuola) ma i problemi restano (anche nel 1964 quando c’è legge di

fine segregazione a ogni livello, scuole, lavoro, locali, trasporti) perché sarebbero occorsi

ulteriori incentivi di innalzamento scolarità, cultura ecc.

La psicologia di comunità nasce anche dalla polemica che si sviluppò verso i dettami

CMHCA considerati troppo conservatori: direzione centri affidata a psichiatri, scarsa

rilevanza rapporto con utenti, prevenzione limitata e poco aperta a dimensione sociale >

psicologi Swampscott vogliono recuperare senso sociale! Problemi si sviluppano in

determinati contesti > non solo cura, ma anche prevenzione di persone viste non tanto

come pazienti, ma con individui con delle risorse: psicologo deve avere una formazione

più largamente aperta in senso sociologico, politico ecc. deve partecipare alle vicende della

comunità, attivare risorse, annodare reti sociali: partecipant conceptualizer! 2

Differenza USA e Europa: Unione Europea (con Canada e Nuova Zelanda) dispongono di

un welfare (sistema di protezione sociale) con filosofia politico-sociali diverse, ma che

forniscono a comunità tutela di base (salute, condizioni lavoro, scolarizzazione almeno 15

anni, povertà - articolo 1 Maastricht). Negli USA c’è un modello residuale di welfare

(Titmus): lo stato interviene saltuariamente e con durata limitata lasciando agire famiglia,

opere caritative. Questo per una persistenza culturale dell’individualismo, concezione politica

di liberismo tradizionale (disuguaglianze sociali sono correlate a libertà individuale e alla

certezza dei diritti) > USA non tutti i cittadini hanno assistenza sanitaria: Medicare (anziani

+65) e Medicaid (poveri), gli altri devono provvedere privatamente o mediante forme

collettive. Perché è accaduto questo? In USA non ci sono stati movimenti politici-sociali:

immigrati estraniati si adattavano (si sono formate devianze o minoranze che lottavano). In

Europa i partiti socialisti, socialdemocratici, cristiano-sociali ecc hanno formato concrete

piattaforme politiche e fatto entrare nelle mentalità/sensibilità gente importanza tutela

sociale.

Studi USA anni ’60:

- Hollingshead e Redlich «Classi sociali e malattie mentali» condizioni economiche giocano

forte ruolo nel differenziare modalità diagnostiche e terapeutiche (poveri finiscono sempre

in manicomio curati peggio)

- Goffman «Asylum» carattere oppressivo osp. psichiatrici che aggravano e «Stigma»

processi costruzione sociale della devianza e malattia mentale

- Szaz «Mito della malattia mentale» percorso costruzione sociale malattia mentale vista

come strumento controllo sociale e conformismo: psichiatria accerta malattie e mette

un’etichetta.

- Ryan «Blaming the victim» si colpevolizzano le vittime, patologie sono individuali e si

ricollegano a fattori personali, perché chi è in posizioni potere, non desidera cambiamenti e

ricollega malessere a livello individuale per non ammettere disfunzioni sociali e perdere

potere (ti hanno aggredito perché avevi gonna corta - potere maschilista). Quindi anche

interventi psicologici indiviualistici sono dannosi > rinforza dissimmetria di potere esistente.

- Rappaport «community psychology» è diversa da igiene mentale di comunità: deve avere

prospettive più larghe di cambiamento sociale, incrementare le possibilità di azione di

individui e gruppi, incrementando risorse soggettive e sociali: lui ha definito opera di

empowerment!

* Concetto di empowerment: termine che deriva dal quadro socio-politico delle lotte di

gruppi/movimenti per rivendicazioni diritti civili degli afro-americani anni ’60.

L’empowerment è un intervento che mira ad attivare risorse, operando su quei

sentimenti di frustrazione e impotenza sociale che la letteratura americana definisce

come helplessness. Può portare a situazioni paradossali! Ma può sviluppare modi diversi di

definire i problemi e soluzioni differenti.

Ottica ecologica (Barker, Brofenbrenner, Lewin):

- importante è il concetto di human ecology (vedi dopo), ma la psicologia comunità USA si

ispira piuttosto a Barker (1951), che negli anni 50 con bimbi/adolescenti vuole studiare il

comportamento in funzione di specifici ambienti (setting comportamentali), in modo

meramente oggettivo! Ovvero, come l’ambiente è in grado di produrre particolari

comportamenti al di là di ogni possibile intervento persone! Ovviamente illusorio dato che

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solo osservare è applicare un filtro (molto lontano da Lewin che parlava di persone con

sentimenti, pensieri che influenzavano ambiente).

I behavior setting (setting comportamentali) di Barker (1951): sono unità sovraindividuali,

distinguibili in pattern comportamentali stabili. Distingue i setting ricchi, punto di aggregazione

per la comunità, dai setting specifici, rivolti a specifiche categorie di persone. Limiti del

modello: non considera l’interazione tra il soggetto e il contesto e non spiega il cambiamento.

- * Modello di Brofenbrenner > superamento di una psicologia basata esclusivamente sul

concetto di personalità e necessità di sviluppare una analisi focalizzata sul versante

ambientale; critica il riduzionismo di Barker; è interessato all’adattamento tra l’organismo

umano e il suo ambiente immediato e come questo venga mediato da forze presenti in

regioni remote.

Microsistema: sistemi di cui il soggetto ha esperienza diretta quotidiana (vedi sia

caratteristiche oggettive sia percezione)

Mesosistema: sistema composta di due o più sistemi di micro livello e dai loro legami (es.:

famiglia e gruppo dei pari)

Esosistema: sistemi che influenzano l’individuo e i suoi sistemi micro e meso ma di cui la

persona non ha esperienza diretta

Macrosistema: sistemi su ampia scala che determinano l’ideologia prevalente e la struttura

sociale

***Slide:

La prospettiva ecologica in psicologia di comunità

L’ecologia umana utilizza alcuni principi elaborati dall’ecologia biologica:

Interdipendenza: il cambiamento di ciascuna componente di ecosistema produce cambiamenti

in tutte le altre componenti. Bisogna considerare la comunità intera come oggetto di studio;

Ciclicità (distribuzione) delle risorse: per attuare un intervento nella comunità è fondamentale

analizzare il modo in cui le risorse sono distribuite e utilizzate;

Adattamento: è necessario che la comunità utilizzi le strutture che facilitano l’adattamento dei

suoi membri (vedi concetto di nicchia: habitat in cui un organismo può vivere);

Successione: evidenzia le proprietà dinamiche dell’ambiente sociale e la necessità di conoscere

quali siano le direzioni dei mutamenti in corso;

La sintesi di Murrell (1973) > la psicologia di comunità è una psicologia applicata, orientata

a cambiare i sistemi sociali che influenzano il sistema umano, studiando le relazioni fra

l’individuo e le istituzioni sociali nella comunità. Obiettivi della PdC per Murrell: 1) Si deve

occupare delle transizioni fra reti di sistemi sociali, popolazioni e individui (integrazione tra

ottica ecologica e ottica sistemica) 2) Sviluppa e valuta metodi di intervento per migliorare

l’adattamento persona e ambiente 3) Pianifica e valuta nuovi sistemi sociali e cerca di

aumentare le opportunità psicosociali dell’individuo > In quest’ottica l’individuo non è solo

reagente, ma anche agente. Affinché motivazioni, aspettative, scopi, valori di ciascun individuo

vengano soddisfatti è necessario che il soggetto entri in contatto con l’ambiente. Il benessere

psicologico dipende dall’ACCORDO PSICOSOCIALE > congruenza o armonia tra aspettative e

capacità del soggetto e richieste provenienti da vari sistemi. Inoltre poiché ogni individuo

appartiene a più sistemi, è necessario valutare accomodamento intersistemico, cioè il grado di

compatibilità tra i diversi sistemi nell’interagire con la persona. Una analisi, e il conseguente

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intervento, basato sulla comunità e non sul singolo è auspicabile in quanto riduce l’effetto

etichettamento. ***

La prospettiva ecologica in pratica: un problema sorge in un setting: i fattori situazionali

causano, esasperano e/o mantengono un problema; un problema sorge perché la capacità

adattiva di un setting è bloccata. L’aiuto fornito dovrebbe basarsi sulle risorse naturali del

setting, o mediante l’introduzione di risorse che possono diventare istituzionalizzate come

parte del setting.

- Kelly, ha elaborato un’ottica ecologica in relazione ai servizi di igiene mentale > concetti

risorsa e adattamento > comunità è un sistema chiuso in cui ogni elemento è legato a

tutti gli altri e ogni cambiamento di una influenza le altre; tale sistema si mantiene su un

ciclo di risorse che sono prodotte, trasferite, consumate in modo ciclico. Ognuno deve

adattarsi alle risorse disponibili per far fronte ai cambiamenti.

- Levine e Perkins - l’ottica ecologica sostiene tali aspetti:

ambiente fisico/sociale influenzano il comportamento

1.

2. interdipendenza tra individui nell’ambito di specifici gruppi sociali intesi come comunità

3. prospettiva ricerca-intervento che si indirizzano a unità più ampie che non i singoli

individui

4. ricerca che avviene in contesti naturali (non setting clinici tradizionali, lab)

ricerca-intervento che promuove una collaborazione attiva tra ricercatore-residenti

5.

Punto 3. compiuto da Kingry-Westergaard e Kelly > ottica ecologica diventa una specie di

programma di ricerca-intervento. Novità:

a) situazione che coinvolge setting-persone deve essere compresa nel suo significato

attraverso collaborazione tra ricercatori-partecipanti

b) persone e setting contesto interagiscono con persone-setting esterni e viceversa:

influenzamento

persona influenza setting, setting-i-persone, 1 persone influenza le altre e vice, 1 setting

c) influenza altri e vice.

In Europa si sviluppa una psicologia sociale attenta alla connessione tra processi psicologici e

sociali:

- Istituto Tavistock: ricerca su a) organizzazione sociale a livello dell’interazione tra i suoi

sistemi socio-tecnici e l’insieme delle componenti umane b) individuo come luogo in cui i

conflitti org. sociale si tramutano ansie e sofferenze; organizzazione come sistema aperto al

mondo sociale, studi su gruppi di lavoro autonomi all’interno società organizzata.

- Palo Alto, Watzlawick ecc, anche ambito clinico si apre a mondo sociale.

Psicologia comunità si rivolge ad area di interfaccia tra sfera individuale/sociale >

Levine e Perkins: essere toccati da situazioni problematiche è la norma. I problemi hanno

due versanti:

1. individuale, dato che l’individuo li subisce su propria pelle/mente, hanno una

connotazione soggettiva duplice: da un lato sono sentiti e valutati attraverso l’attività

percettivo-cognitiva che attribuisce loro significati; dall’altra provocano disagio, disturbo,

sofferenza (di questo campo si occupa psicologia)

2. sociale: primariamente nascono da situazioni sociali (micro-sociale ovvero relazioni,

macro-sociale lavoro, valori, istituzioni); è nel sociale che trovano gli strumenti materiali/

psicologici per essere affrontati; inoltre i problemi umani possono presentarsi come

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problemi collettivi condivisi gruppi, ceti ecc povertà, devianza (anche in tale caso vi sono

aspetti soggettivi comunque).

Lewin, aspetti oggettivi/ambiente e soggettivi sono ugualmente importanti per capire

situazioni vita, tali aspetti sono interconnessi grazie al fatto che l’umano è un soggetto

attivo, capace di costruire nella mente/pratico, pur essendo plasmato dalle condizioni

materiali/sociali ha la possibilità di intervenire, cambiare grazie all

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mad_Cupcake di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e tecniche d’intervento in psicologia di comunità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof De Piccoli Norma.
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