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Riassunti di Manuel Gulino

Appunti di macroeconomia UNIFI: corso D-L – 2017/2018

Giorgio Ricchiuti

Libro: Delli Gatti, Gallegati, Gallegati. Macroeconomia

So che il Prof. Ricchiuti stava scrivendo un libro di testo e probabilmente negli anni successivi potrebbe aver cominciato a raccomandare il suo per studiare. I libri non sono necessari se si seguono le lezioni.

Esami

Esame diverso tra canali. 1 Domanda divisa in 4 per un totale di 16 punti, 2 Domande Teoriche da 8 punti per un punteggio massimo complessivo di 32. L’orale è obbligatorio per prendere oltre 26. Dura 1 ora e 30 minuti. Per ogni punto degli esercizi dell’esame fare un grafico. Ci tiene parecchio.

Ricevimento: Martedì 12-13, 15-16 (potrebbe esser cambiato ovviamente)

Fondamentale seguire (a detta del Prof). Le 4 ore tutte di fila solitamente sono divise in 2 di lezione e 2 di esercitazione in classe, molto utili per apprendere bene i modelli. All’orale pare che chieda qualche domanda di attualità su PIL e cose simili per avere un bel voto.

Indice:

  • Teoria
  • Esercitazioni
  • Materiale di ripasso

Modelli

Fino a pagina 108 -> fino a pagina 137 -> Infine processo di aggregazione di comportamenti della La Macroeconomia ha a che fare con un Microeconomia. Per questo motivo per comprendere alcuni aspetti della Macroeconomia è necessario “tornare indietro” su certi elementi di Microeconomia.

Fondamenti di macroeconomia

La macroeconomia si occupa di grandezze economiche riferite all’economia nel suo complesso. Può essere definita come lo studio di disoccupazione, livello dei prezzi, bilancia dei pagamenti, ossia dei grandi aggregati (PIL, ecc.) e la loro dinamica nel tempo. La macroeconomia ha tre elementi fondamentali: P.I.L., tasso di disoccupazione, inflazione (π). L’inflazione è la variazione percentuale dell’indice dei prezzi. Se i prezzi sono stabili il numeratore è 0!

P.I.L. (Prodotto Interno Lordo)

È la somma dei valori monetari di tutti i beni e servizi finali prodotti all’interno di un’economia in un determinato periodo di tempo. Tutte le grandezze che fanno riferimento al periodo di tempo sono variabili flusso, mentre la grandezza riferita in un determinato istante temporale (la ricchezza) è una variabile stock (la variazione di una grandezza di stock è una grandezza di flusso).

Valori monetari: I prezzi, che sono necessari per calcolare il PIL. Bene finale: Bene prodotto nel periodo e non consumato nella produzione, quindi utilizzato dal consumatore finale. Si suddividono in Beni d’investimento (acquistati per generare reddito) e di consumo (tutti gli altri). Bene intermedio: Bene prodotto nel periodo e completamente consumato nella produzione del bene o servizio finale. Sono esclusi dal PIL i consumi produttivi, ovvero i beni intermedi: questo ci fa capire come il valore delle transizioni di un’economia sia maggiore del PIL della stessa.

Generalmente il PIL viene calcolato dall’ISTAT ogni 3 mesi attraverso una stima pesata dei prezzi medi sul territorio.

Variazione percentuale

Crescita: del PIL − −1: Δ = − : Δ% = −1 −1

Il PIL può essere anche potenziale (oltre che attuale).

PIL Potenziale

È la somma dei valori monetari di tutti i beni e servizi finali che avremmo potuto produrre nel paese date le risorse a disposizione. Se si raggiunge il PIL potenziale vuol dire che tutte le risorse sono occupate e il tasso di disoccupazione è al suo tasso naturale.

PIL Nominale e PIL Reale

Entrambi i PIL si possono distinguere in e diversa base di riferimento dei prezzi. La differenza tra il PIL reale e il PIL nominale consiste nella base (P). Nel PIL nominale sono presi in considerazione i prezzi correnti dell'anno di misurazione, mentre nel PIL reale sono presi in considerazione i prezzi costanti di un anno di riferimento base. Dal PIL Reale possiamo ricavare il tasso di crescita reale.

Per esempio, il PIL nominale nell'anno t viene misurato utilizzando le quantità prodotte (Q) e il livello dei prezzi (P) del medesimo anno (t) di misurazione: ∑ ° PIL Nominale: dove = Beni e servizi finali. Mentre per il PIL reale nell'anno t viene misurato utilizzando le quantità prodotte nell'anno t (Q) e il livello dei prezzi dell'anno base (P). Viene indicato con ∑ ° PIL Reale.

Il PIL Reale ha senso solamente se confrontato relativamente al PIL Reale di un altro anno. Mantenendo costanti i prezzi permette di vedere la variazione della quantità prodotta tra due diversi anni depurandola dalle variazioni monetarie dei prezzi.

n.b: Ovviamente il PIL nominale calcolato nell’anno base è uguale al PIL reale dello stesso anno.

Prodotto Interno Lordo e Prodotto Interno Netto

Un ulteriore distinzione si trova tra il Prodotto Interno Lordo e il Prodotto Interno Netto. Ciò che li differenzia è la sottrazione dell’ammortamento: ogni anno un certo numero di macchinari smettono di funzionare e devono essere sostituiti.

Ammortamento

Dal punto di vista macroeconomico, comprare un forno per sostituirne uno malfunzionante (investimento in mantenimento) o perché voglio aumentare la produzione compro un nuovo forno è la stessa cosa: Dal punto di vista economico ovviamente sono due cose completamente diverse.

Def. Libro: L’ammortamento è quella parte di “valore” dello stock di capitale fisso che si perde in un certo periodo di tempo per usura fisica dovuta all’impiego del capitale nella produzione. Può essere concepito come il contributo che il capitale fisso già installato fornisce alla produzione nel periodo considerato. A livello macroeconomico con ammortamento si intendono anche le distruzioni di capitale relative a catastrofi naturali o conflitti bellici.

Prodotto Nazionale Lordo

A differenza del PIL, che ha un’accezione completamente geografica e fa riferimento solo al territorio, il PNL volge lo sguardo verso la cittadinanza di chi produce, indipendentemente da dove sia residente. Per esempio, se calcolo il PNL italiano rimuovo la produzione dei non cittadini italiani residenti in Italia e aggiungo la produzione dei cittadini italiani residenti all’estero.

Tendenzialmente nei paesi occidentali il PNL è uguale al PIL perché la produzione tra non residenti italiani e residenti non italiani si bilanciano tra loro. In ogni caso si preferisce il PIL (reale) al PNL perché le politiche economiche si applicano ad un territorio e non ad una nazionalità.

Calcolo del PIL

Ci sono tre modi per calcolare il PIL (sono tutti equivalenti):

PIL come somma delle spese

Tutte le spese comprendono quelle “domestic” e quelle “foreign”)

  • Consumi (C)
  • Investimenti (I)
  • Spesa Pubblica (G)
  • Export (X)
  • Import (Z)

I. (C) + (I) + (G) + (X) – (Z) = ∑ Spese dei residenti sui prodotti del Paese, spese degli stranieri sui prodotti esteri. Anche le Imprese comprano beni e servizi finali: i macchinari che producono il bene non vengono a far parte!

PIL come somma dei redditi

Come produco? Materie prime + Lavoro + Capitale. Il valore del prodotto è uguale a:

  • Salario (W)
  • Profitti
  • Rendita
  • Interessi

II. (W) + (ritorno degli investimenti) + (affitto) + = ∑

PIL come somma dei valori aggiunti

III. ∑ L’ISTAT prende a campione dalle varie imprese italiane il Valore Aggiunto (si trova nel Bilancio) e li somma. Il valore aggiunto è la misura dell'incremento di valore che si verifica nella fase di trasformazione e distribuzione grazie all'intervento dei fattori produttivi di beni e servizi finali (capitale e lavoro) a partire da beni e risorse primarie iniziali.

Indice di benessere

Il PIL non è più un indice di benessere oggi, ma tra gli anni ’40 e ’60 sì (quando eravamo più poveri) perché avere più beni significava maggiore benessere (avere il forno in casa permetteva di farsi il pane e non andare dal fornaio, ecc.). Secondo alcuni recenti sondaggi sembra che il benessere non derivi più maggiormente dall’avere più beni o consumi ma dall’avere legami interpersonali più forti.

Oltre a questo, il PIL non è un buon indice di benessere perché:

  • 1. Al suo interno manca l’autoconsumo di beni finali (per esempio tutti quegli ortaggi derivanti dall’orto di casa), mancanza ancora più forte nei paesi emergenti dove molto spesso i beni finali non incontrano il mercato.
  • 2. Al suo interno sono inserite stime riguardanti mercati illegali, come droghe, prostituzione ecc. e la spesa sanitaria (aumenta il PIL quando le persone stanno male).
  • 3. Non contempla la distribuzione del reddito.

Tasso di disoccupazione

È dato da Forza Lavoro (FL): occupati e disoccupati (che stanno cercando attivamente lavoro). È una variabile molto flessibile.

  • Studenti, casalinghe e Neet non fanno parte della forza lavoro.
  • Neet: Not (engaged) in education, employment or training. Indica un soggetto che non sta né studiando, né lavorando e né preparandosi in una qualche sorta di training.
  • Unemployment Rate (UR): Non distingue i gruppi di appartenenza (Donne, Uomini, Giovani e Anziani)

Nelle interviste l’ISTAT prende in considerazione anche i diversi aspetti del lavoro e della sua ricerca, come le ore di lavoro, la tipologia e la durata del contratto, da quanto si è in ricerca di lavoro, se si è stati occupati negli ultimi 6 mesi, ecc.

Disoccupati di lunga durata

Persone che non lavorano da più di un anno. La probabilità condizionata di trovare lavoro diminuisce mano a mano che il tempo prosegue (svogliatezza, demoralizzazione ecc.)

Inflazione

Δ% Variazione percentuale dell’indice dei Prezzi

n.b: Vedo il PIL, ma non l’inflazione!

Indice dei prezzi al consumo

Ci sono diversi indici dei prezzi, ma ne parleremo molto in generale.

  • IPC CPI= Indice dei Prezzi al Consumo (media ponderata in base alla quota dei diversi tipi di consumo)

Che beni di consumo ci inserisco?

Costruisco un paniere di una famiglia rappresentativa: In questo indice il peso del consumo del cibo e bevande è maggiore degli altri. Il paniere cambia costantemente col progredire del tempo ed il cambiamento dei consumi medi delle famiglie.

Oltre al problema temporale c’è quello spaziale: il paniere di una famiglia rappresentativa italiana è diverso da quello di una famiglia francese o di un altro stato. Il che rende il confronto molto difficile, specialmente con quello dell’Unione Monetaria Europea, che non ha una famiglia rappresentativa.

La Banca Centrale Europea governa la politica monetaria e sovraintende l’inflazione di tutta l’unione monetaria europea. Che indice dei prezzi al consumo utilizza?

Harmonised Index of Consumer Prices (HCPI): Mette insieme tutti gli IPC degli Stati Europei.

A questo punto la BCE calcola la variazione percentuale e ottiene l’inflazione dell’unione monetaria europea (Non è l’inflazione dell’Italia!).

Deflatore del PIL

Un altro indice dei prezzi è il rapporto tra PIL Nominale e PIL Reale. Fermo Q, sposto P da “t” a “b”. ∑ ° Quando c’è inflazione non tutti i prezzi aumentano. Nei paesi occidentali calcolare l’inflazione usando l’IPC o il DEF.PIL dà lo stesso risultato.

Panoramica generale sull’evoluzione del pensiero economico

The Wealth of Nations

1776 – di Adam Smith. Si chiede il perchè le nazioni riescono a crescere e scopre che è grazie all’aumento della produzione, alla specializzazione e alla divisione del lavoro. Se si aprono i mercati, producendo di più aumenta la domanda dei prodotti.

Saggio dei Profitti e Teoria del Salario

1817 – David Ricardo:

Discussione degli economisti classici

1770 - 1870 – fino a quando cresceremo? Distribuzione del reddito?

Rivoluzione Marginalista

Contemporaneamente in tre paesi diversi emerge un nuovo quesito: non è più rilevante la crescita per i tre economisti Walras, Jevons, Menger (che considerano assicurata) ma l’allocazione delle risorse.

2° generazione marginalista

Pareto e Marshall. Sistematizzano il Marginalismo.

Say: Sostiene che l'offerta è sempre in grado di creare la propria domanda, portando ad una divisione della Macroeconomia.

Marx: Definisce quelli prima di lui classici. Discute sul Conflitto distributivo e sulla Divisione del lavoro.

Prima Guerra Mondiale e Seconda Guerra Mondiale – Inflazione, Grande Recessione

1929 - Crisi. Disoccupazione altissima.

Teoria Generale

1936 – Keynes (e allievi) sviluppa la Analisi della domanda effettiva. Negli anni successivi si ha una reinterpretazione di Keynes da parte di John Hicks, Samuelson e Modigliani.

Modello Reddito – Spesa

Modello di Ispirazione Keynesiana: modello statico non elaborato da Keynes ma che rappresenta efficacemente gli elementi fondamentali del suo pensiero.

≡ + + Per iniziare, tralasciamo importazioni ed esportazioni (Economia Chiusa).

Questa è un identità contabile. Tuttavia ci sono degli elementi che dipendono dal reddito: Il Consumo.

≡ () + + Questo è vero solo in equilibrio, fuori non è detto. Trasformo in funzione: = () + + Offerta Domanda. Rileggendo la funzione in questa chiave di lettura capiamo che è la domanda che guida l’offerta.

Assunzioni di base del modello

  • P Prezzi sono fissi (è un modello di breve periodo, anche se per Keynes il lungo periodo “non esiste”).
  • Salari sono fissi. Salario Reale è fisso (indica il potere d’acquisto).
  • Consumo è funzione del reddito corrente (non da quelli passati o futuri).
  • Investimenti sono esogeni (non dipendono dal modello stesso).

� = (, ) Vuol dire che non dipende dal reddito del modello, ma “esternamente” dal tasso di interesse e dal reddito atteso. � = Secondo la visione dominante dipende dai Politici, esogeno.

�( ) , , ℎ = + ̅ = autonomo (non dipende dal reddito)

Propensione marginale

c = al Quando aumenta il reddito aumenta anche il consumo: abbiamo Beni Normali. ∆ PMC = La Propensione Marginale al Consumo è la variazione del consumo dovuto alla variazione della quantità: ∆

Tutte le variabili del modello reddito – spesa 0< <1 (Estremi non inclusi!) sono REALI.

Propensione marginale al risparmio 1 − = =

Intercetta

∗�Intercetta � � � �( ) = + + = + + + = + � ̅ ̅ ̅� = , + + .∑ = = = Quanto i cittadini assorbono dalla loro produzione autonoma (in un’economia chiusa)

Moltiplicatore Keynesiano

∗�∗ Moltiplicatore Keynesiano o = <=> = � = = − = => dove Moltiplicatore della spesa autonomo

− −∗ L’equilibrio esiste, è unico ed è stabile! (Esiste e stabile perché unico perché è un sistema < 1, lineare) Stabile: Quando sono in un punto d’intorno d’equilibrio, mi ci avvicino automaticamente.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gOOLYz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ricchiuti Giorgio.
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