Macroeconomia
Capitolo 1: Introduzione alla macroeconomia
Studia il funzionamento del sistema economico nel suo insieme e delle variabili aggregate. L'analisi macroeconomica si compone di 3 fasi principali:
- Contabilità nazionale
- Analisi teorica
- Politica economica
Contabilità nazionale
Ha come finalità principale la rilevazione e lo studio del prodotto aggregato dei sistemi economici finali. Somma dei valori dei beni prodotti in un sistema economico. Beni destinati al consumo oppure all'investimento (sono esclusi dal calcolo, per evitare duplicazioni, i beni utilizzati per la produzione dei beni finali).
Calcolo del prodotto aggregato
Z = Q0P0 + Q1P1 + ... + QnPn
- Q1,0, Q2,0, ... Qn,0 quantità dei beni finali
- Il secondo suffisso (0) si riferisce al periodo di riferimento (anno 0)
- P prezzi dei singoli beni
- Z prodotto aggregato
Misura dell'attività economica svolta da un Paese. Le variazioni di Z possono essere dovute sia al mutamento delle quantità sia al mutamento dei prezzi.
Prodotto a prezzi costanti o prodotto reale
Indichiamo con Z il nuovo prodotto aggregato: Z1 = Q1,1P1,1 + Q2,1P2,1 + ... + Qn,1Pn,1. Soltanto l’aumento delle Q è considerato un indicatore di crescita economica (maggiore benessere). L’aumento dei P rappresenta invece un fenomeno di inflazione ("gonfiamento" dell’aggregato). Pertanto, per misurare le variazioni delle quantità basta ricalcolare il prodotto aggregato del periodo 1 moltiplicando le nuove Q per i P del periodo precedente (periodo 0): Y = Q1,1P1,0 + Q2,1P2,0 + ... + Qn,1Pn,0.
Z1 = Prodotto a prezzi correnti o prodotto nominale dell’anno 1. Y1 = Prodotto a prezzi costanti o prodotto reale dell’anno 1. Z0 = Y0 = prodotto dell’anno base 0.
Crescita economica e inflazione
La variazione del prodotto nominale tra l’anno 1 e l’anno 0 può essere scomposta in due componenti:
- Variazione reale (dovuta alle quantità): ΔY = Y1 - Y0
- Variazione dovuta ai soli prezzi: ΔP = Z1 - Y1
Tasso di variazione del prodotto reale (crescita economica): ΔZ - 1. Tasso di inflazione: Indice implicito dei prezzi deflatore del prodotto aggregato.
Prodotto pro capite
Misura la quantità di beni e servizi a disposizione (in media) dei cittadini in un certo periodo e si ottiene come rapporto tra prodotto aggregato reale e popolazione.
Analisi macroeconomica
Si basa su rappresentazioni semplificate del mondo reale (modelli) che consentono di fornire un'interpretazione della situazione economica del Paese, di formulare previsioni e di avanzare proposte di politica economica sui tre principali oggetti dello studio della macroeconomia: crescita economica, inflazione e disoccupazione.
Trend e ciclo economico
La crescita economica non segue un andamento regolare e costante, ma è caratterizzata da frequenti fluttuazioni. Si definisce ciclo economico l'alternarsi di fasi di espansione (ripresa) e contrazione (recessione) del prodotto reale rispetto alla sua tendenza di crescita (trend) di lungo periodo.
In prossimità delle punte di massimo di un ciclo, la domanda elevata rispetto all'offerta potenziale stimola l'inflazione. In prossimità del punto di minimo di un ciclo, la domanda bassa rispetto all'offerta potenziale genera disoccupazione.
Gap di produzione: produzione potenziale (produzione corrispondente al pieno impiego delle risorse disponibili) meno la produzione effettiva. Può divenire molto consistente nei periodi di crisi (come nella grave recessione 2008-2010).
Macroeconomia in 3 modelli
1) Breve periodo
Ipotesi: la capacità produttiva del sistema economico è data e il livello dei prezzi è rigido, soprattutto verso il basso. La produzione effettiva e quindi l’occupazione dipendono dal livello della domanda aggregata (rappresentata da una curva inclinata negativamente):
- Se la domanda aggregata è inferiore al prodotto di piena occupazione (prodotto potenziale), si avrà recessione
- Variazioni della domanda aggregata si riflettono in variazioni del prodotto, non dei prezzi
2) Medio periodo
Ipotesi: la capacità produttiva del sistema economico è data, mentre i prezzi e salari sono parzialmente flessibili. Non solo la produzione effettiva, ma anche il livello dei prezzi dipendono dalla domanda aggregata:
- Se la domanda aggregata è inferiore al prodotto di piena occupazione, i prezzi e i salari dovrebbero cadere
- La realtà però mostra che si ha inflazione anche in presenza di un certo grado di disoccupazione
Questo si può spiegare con la presenza di imperfezioni del mercato del lavoro (disoccupazione frizionale) e di contrattazione salariale fra lavoratori e datori di lavoro.
3) Lungo periodo
I periodi di espansione e recessione si compensano e le fluttuazioni della domanda aggregata non influenzano il trend di crescita del prodotto. Tutti i fattori produttivi sono pienamente impiegati e la produzione è sempre al suo livello potenziale. La capacità produttiva (e quindi il prodotto potenziale) del sistema economico è variabile:
- La teoria della crescita studia i fattori che aumentano il prodotto potenziale nel lungo periodo come l’accumulazione del capitale e il progresso tecnologico.
Capitolo 2: Contabilità nazionale
Oggetto: Prodotto Interno Lordo (PIL)
Misura fondamentale del prodotto aggregato in un sistema economico. Misura il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti all'interno del Paese in un determinato periodo di tempo.
Produzione e remunerazione dei fattori produttivi
Flusso circolare di reddito
Fra gli operatori del sistema economico si realizzano dei flussi monetari e reali di scambio. Il flusso circolare di reddito mette in evidenza che il risultato economico di un paese, in un determinato anno, può essere rappresentato da tre aggregati principali:
- Prodotto finale
- Reddito dei fattori
- Spesa delle famiglie
Il valore dei beni e servizi finali prodotti dalle imprese e comprati dalle famiglie è esattamente uguale ai redditi erogati dalle imprese e guadagnati dalle famiglie. È possibile trascurare lo Stato? Lo Stato con la sua politica gioca un ruolo rilevante nella produzione di beni e servizi finali e nella distribuzione del reddito.
Conti economici del Paese
I flussi esaminati vengono rilevati dall'ISTAT e presentati in una struttura coerente di conti economici del Paese. Ogni conto rappresenta un particolare circuito economico. La registrazione dei flussi avviene secondo le regole della partita doppia: ciascun flusso viene registrato una volta in uscita in un conto e una volta in entrata in un altro conto.
1. Conto delle risorse e degli input
Rappresenta il mercato dei servizi e dei beni finali mettendo in evidenza l'offerta aggregata (le risorse = PIL + importazioni) e la domanda aggregata (gli impieghi = consumi + investimenti lordi + esportazioni).
2. Conto del reddito
Rappresenta il reddito nazionale lordo disponibile come somma dei redditi (al netto delle imposte e dei contributi sociali) delle famiglie che hanno il centro dei propri interessi (residenti) nel Paese e delle entrate delle PA nazionali.
3. Conto dell'utilizzazione del reddito
Mette in evidenza come il Paese utilizza il reddito nazionale lordo disponibile. La prima fondamentale decisione da prendere è quanta parte del reddito nazionale destinare al consumo e quanta al risparmio.
4. Conto della formazione del capitale
Mette in evidenza come vengono finanziati gli investimenti. Fra le entrate troviamo le fonti di finanziamento degli investimenti (il risparmio nazionale lordo).
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