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Macroeconomia e contabilità nazionale

Domanda e offerta

● La domanda (inclusa la variazione delle scorte) è uguale all'offerta.

● Il fatto che la domanda includa la variazione delle scorte significa che l'impresa ha prodotto troppo o troppo poco rispetto alla domanda intenzionale.

● Domanda intenzionale: quella effettivamente domandata dagli utilizzatori.

● Non c'è equilibrio tra domanda e offerta.

Domanda aggregata e reddito

● La domanda aggregata è il totale della domanda intenzionale di beni e servizi che le imprese devono soddisfare → DA.

● Il reddito è il valore dell'offerta → Y.

● Si ha equilibrio di mercato quando Y = DA.

● Graficamente:

  • I possibili punti di equilibrio si trovano sulla bisettrice Y = DA.
  • I punti sopra la bisettrice rappresentano un eccesso di domanda DA > Y o Y<DA.
  • I punti sotto la bisettrice rappresentano un eccesso di offerta DA < Y o Y>DA.

Teoria classica

● Piena occupazione (le imprese assumono tutti i lavoratori disposti a lavorare).

● Teoria offertista.

● Studio dell'offerta → la domanda, secondo i classici, non può incidere permanentemente sull'occupazione.

● Le imprese distribuiscono redditi pari al valore dei beni finali prodotti (corretto).

● Il reddito si traduceva interamente in domanda → il risparmio diventerebbe investimento da parte delle imprese (scorretto).

Teoria di Keynes

● Il risparmio non si traduce automaticamente in investimenti:

  • Se il reddito aumenta, i consumi ed i risparmi delle famiglie aumentano, ma:
  • DA può essere inferiore all'offerta.
  • DA può aumentare senza che aumenti l'offerta.

● Variazione delle scorte:

  • DA > Y (eccesso di domanda) → aumenta la produzione → diminuiscono le scorte.
  • DA < Y (eccesso di offerta) → diminuisce la produzione → aumentano le scorte.

● Principio della domanda effettiva: è l'offerta che "insegue" la domanda;

  • DA > Y → Y aumenta → Y = DA.
  • DA < Y → Y diminuisce → Y = DA.

● Principio della domanda effettiva "all'opera":

  • DA > Y → da un punto sopra la bisettrice, l'aggiustamento è dato da una freccia che punta verso destra.
  • DA < Y → da un punto sotto la bisettrice, l'aggiustamento è dato da una freccia che punta verso sinistra.

Economia chiusa e senza intervento pubblico

● La domanda aggregata include il consumo (C) e l' investimento (I).

● Equilibrio: Y = C + I.

Economia chiusa con intervento pubblico

● La domanda aggregata include il consumo (C), l'investimento (I) e la spesa pubblica (G).

● Equilibrio: Y = C + I + G.

Economia aperta con intervento pubblico

● La domanda aggregata include il consumo (C), l'investimento (I), la spesa pubblica (G), e le esportazioni (X).

● Equilibrio: Y = C + I + G + X – Z (importazioni).

Riassumendo

  • Economia chiusa senza intervento pubblico: Y = C + I.
  • Economia chiusa con intervento pubblico: Y = C + I + G.
  • Economia aperta con intervento pubblico: Y = C + I + G + X – Z.

Il consumo

● Il consumo dipende dal reddito in modo lineare → se il reddito aumenta, il consumo aumenta.

● Relazione crescente tra reddito e consumo C = C0 + bY.

● Relazione lineare con zero consumo: se il reddito fosse pari a zero, esisterebbe comunque un livello minimo di consumo pari a C0.

● Il consumo aggregato può dipendere anche dalla ricchezza e dal tasso di interesse:

  • La ricchezza può aumentare o diminuire in seguito a una salita o a una diminuzione di prezzi di immobili o titoli. Di conseguenza, le famiglie si sentiranno più o meno ricche e aumenteranno o ridurranno la spesa per i consumi, indipendentemente dal reddito.
  • Il tasso di interesse influenza i consumi durevoli (auto, mobilio che vengono spesso comprati a rate). Poiché il tasso di interesse influenza l'ammontare delle rate, più è elevato e meno le famiglie si impegneranno nell'acquisto di beni durevoli.

Un aumento del tasso di interesse si accompagna a una caduta dei prezzi dei titoli → i titoli fanno parte della ricchezza. Una caduta della ricchezza può provocare una diminuzione dei consumi.

● Le famiglie potrebbero decidere di ridurre i consumi correnti e risparmiare per sostenere i consumi futuri (aspettative dei redditi futuri).

● Consideriamo la ricchezza, il tasso di interesse e le aspettative sui redditi futuri come variabili esogene.

● Il coefficiente angolare "b":

  • Mmisura la variazione del consumo in seguito a un aumento unitario del reddito;
  • È inferiore a 1;
  • Viene chiamato propensione marginale al consumo, cioè variazione del consumo determinata da una variazione del reddito.

● L'intercetta C0 viene chiamata consumo autonomo (non dipende dal reddito).

● La parte del consumo che cresce al crescere del reddito è chiamata consumo indotto (bY).

● Gli investimenti si chiamano autonomi.

La domanda aggregata è formata da una parte autonoma e una parte indotta:

  • Domanda autonoma: C0 + I0.
  • Domanda indotta: bY.

Economia chiusa senza intervento pubblico

● Un solo bene: il prodotto nazionale.

● Un solo prezzo che non cambia.

● Un solo salario che non cambia.

● Non c'è spesa pubblica.

● Non ci sono imposte.

● Non ci sono importazioni ed esportazioni.

● Il consumo e l'investimento determinano il reddito:

  • La condizione di equilibrio è Y = C + I (non è detto che il mercato dei beni sia sempre in equilibrio).
  • Gli investimenti sono quelli intenzionali.

● La domanda aggregata è la somma di consumo (C) e investimento (I).

● Il reddito di equilibrio si ha quando la domanda è uguale all'offerta:

  • Graficamente, nel punto in cui la retta della domanda aggregata e la bisettrice si incontrano, vi è l'unico punto di equilibrio del reddito;
  • Al variare del reddito, la DA varia.

● Il reddito di equilibrio può essere inferiore al reddito di piena occupazione.

Il moltiplicatore keynesiano

● È il rapporto tra la variazione del reddito di equilibrio e la variazione della domanda autonoma;

  • È il rapporto tra l'aumento della domanda autonoma e l'aumento del reddito.

● Se aumenta la domanda autonoma, il reddito cresce più della domanda autonoma.

● Il moltiplicatore keynesiano è sempre maggiore di 1 (se la domanda aumenta di 1, il reddito aumenta più di 1).

● Il moltiplicatore keynesiano può essere calcolato conoscendo la propensione marginale al consumo.

Il risparmio

● Il risparmio è la parte del reddito non spesa per i consumi: S = Y – C.

● La propensione marginale al consumo è inferiore a 1 poiché una parte di ogni aumento del reddito viene risparmiata:

  • Se aumenta il reddito, aumenta il risparmio;
  • Se diminuisce il reddito, diminuisce il risparmio.

● L'equilibrio si ha solo se il risparmio (S) è uguale all'investimento intenzionale (I) ↓ S = I.

● Il risparmio dipende dal reddito → il reddito dipende dalla domanda autonoma e dal moltiplicatore keynesiano.

● Per poter calcolare il risparmio dobbiamo conoscere a quanto ammonta la domanda autonoma (cioè C autonomo e I).

● Gli investimenti crescendo o diminuendo fanno aumentare o diminuire il reddito e quindi il risparmio.

● Se il risparmio aumenta, il consumo diminuisce e il reddito anche per il principio della domanda effettiva.

Economia chiusa con intervento pubblico

● Un solo bene: il prodotto nazionale.

● Un solo prezzo che non cambia.

● Un solo salario che non cambia.

● C'è spesa pubblica.

● Ci sono imposte.

● Non ci sono importazioni ed esportazioni.

● Il consumo (C), l'investimento (I) e la spesa pubblica (G) influenzano il reddito.

  • La condizione di equilibrio è: Y = C + I + G.

Tassazione

● Lo stato ha delle entrate e delle uscite → un bilancio quindi.

● Le uscite, cioè le spese dello stato per beni e servizi, sono la spesa pubblica.

● Le entrate pubbliche nette (T) includono i trasferimenti in entrambe le direzioni:

  • Da privati a stato nel caso della tassazione;
  • Da stato a privati nel caso dei trasferimenti.

● Le entrate pubbliche nette (tassazione) sono quindi formate:

  • Dalle voci positive delle imposte dirette e indirette e dei contributi sociali;
  • Dalle voci negative dei trasferimenti alle famiglie (pensioni).

● Imposte: servono per finanziare un programma che io non so a cosa porterà.

● Contributi sociali: prelievi obbligatori di certi enti pubblici per finanziare le assicurazioni sociali.

Riassumendo

  • Dirette: sulle redditi (commisurate al reddito)
  • Patrimoniali: autonome dal reddito, la ricchezza non dipende da Y
  • Indirette: commisurate alla produzione o ai consumi
  • Contributi sociali: commisurati al reddito
  • Trasferimenti: autonomi dal reddito T = T + tY

● La tassazione è rappresentata da una relazione lineare:

● T (trasferimenti da privati a stato) è la tassazione autonoma;

● tY è la tassazione indotta;

● Il coefficiente angolare "t" è:

  • Una retta
  • Aliquota marginale della tassazione
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valespo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Lavanda Italo.
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