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Senza parole

Sono stati selezionate 50 parole : termini poetici o letterari, termini tecnici o specialistici ,

diffusi in certi ambiti, unici per la loro insostituibilità e per la loro forte identità , termini più o

meno formali, con connotati distintivi o specifici.

Adepto: gli adepti di una fede ne seguono gli insegnamenti, di una dottrina ne condividono i

principi e le idee. Sono sinonimi seguace, accolito, discepolo. Indica chi ha raggiunto ottenuto

qualcosa, come essere messo a conoscenza di un segreto, o chi fosse stato ammesso a un

movimento religioso o setta. A una confraternita fondata sul culto di Adamo sarebbe

appartenuto Bosh. Il pittore olandese ha dato conto della sua appartenenza alla

congregazione rappresentando nel suo inquietante capolavoro il gran maestro del movimento

cristiano. Il movimento del libero spirito era laico e panteistico. Il primo testo latino a

documentare adepto è scritto nel 1537 dove adeptus voleva dire puro purificato. Adepto può

essere confuso con addetto.

Afflizione: nome di origine Latina, si colloca tra i più lievi tristezza e più intensi sofferenza

dolore, supplizio, tortura. Nella deposizione caravaggesca le tre donne dipinte figurano loro

indicibile e tormento: La Vergine, Maria Maddalena e Maria di Cleofa. Il cordoglio è la

manifestazione del dolore condiviso che ci fa stringere in un abbraccio e si prova in

conseguenza di un lutto. L' afflizione fondata su un dolore o malessere grave prolungato nel

tempo è una condizione di carattere morale o spirituale. Pena è l'impressione del dolore più o

meno forte; afflizione è l'abbattimento che viene dalla pena assai viva. A racchiudere il valore

semantico è proprio abbattimento.

Alterco è sinonimo di lite, scontro, litigio. Alterco deriva da altercare che trae origine

dall'identica parola Latina: litigare, disputare. Etimologicamente è un animato contrasto, un'

accesa discussione. Nel quadro di Gribkove che ha quasi fotografato la scena di un raccordo di

Gogol, si mostra la collaborazione verbale tra i due altercanti di opposte capacità

comunicative. Il primo è un piacere sentirlo parlare, il secondo è più taciturno. I due

personaggi sono legati all'inizio da una grande amicizia ma finiscono per odiarsi a morte per

futili motivi.

Apodittico: inconfutabile, indiscutibile, innegabile. Esprimono il senso di fiducia riposto

nell'attendibilità, la certezza di un'affermazione o di un giudizio. Non puoi permetterti di

dubitarli, farne oggetto di disputa o dimostrarne l'infondatezza. Nell’affresco di Botticelli

incentrato su alcuni episodi della vita di un giovane Mosè vi è il significato figurato di forza e

potestà. Il gesto del Dio botticelliano è lo stesso compiuto da Papa Gregorio IX in un affresco

Vaticano per opera di Raffaello. Indice e mignolo distesi con le altre dita ripiegate. Il gesto era

già in uso presso gli antichi egizi. La benedizione alla bizantina è ancora in uso nella chiesa

ortodossa e consiste nel disporre le dita riproducendo IC, XC iniziali e finali dei nomi greci di

Gesù Cristo. La mano benaugurante condivisa da molte religioni e culture mostra il palmo

aperto e rivolto verso l'alto. In Aristotele apodittico rappresentava la ragion pura, la logica

della verità del metodo deduttivo contrapposto alla logica della probabilità del metodo

induttivo. Nella critica della ragion pura di Kant apodittico è un giudizio che esprime il

carattere necessario, dimostrabile di un’affermazione o di una negazione.

Astio: la parola astio prende origine da una voce gotica che significava discordia, contesa lite.

L' astio è l'odio sotterraneo limitrofo al desiderio di vendetta. Il misto di rabbia trattenuta e di

ostile gelosia provata nei confronti di chi pensiamo ci abbia offeso e di cui vogliamo il male.

Sempre in confronto con astio sono più aspri acrimonia e acredine. Il livore è fra i 9

protagonisti della calunnia del Botticelli: troviamo re Mida in balia delle personificazioni

dell'ignoranza e del sospetto. La bella calunnia trascina con una mano per i capelli il

calunniato innocente e seminudo. Mentre la calunnia guarda in basso concentrata sulla sua

vittima incurante del resto, la nuda verità guarda in alto con l'indice verso il cielo, la cui

superiore giustizia porrà alla fine rimedio alle ingiustizie di quella terrena.

Azzimato: Giovanni Boldini, artista negli anni della Belle Epoque ha dipinto tantissime giovani

donne azzimate. Uno dei quadri più riusciti ritrae una sensuale Charls Max fasciata in un abito

da sera dove la spallina destra è scivolata audacemente giù. Un'opera di John Singer Sangent

raffigura in una posa che era apparsa scabrosa anche per la pelle bianco latte dell' altolocata

modella, donna di rango, Virginie Avegno. Aveva cercato di trasformarla in madamin x e di

alzare la spallina ma lo scandalo non si era placato e l'aveva travolto. ne sono

sinonimi agghindato acchittato e lisciato. Azzimato si dice di un ambiente particolarmente

raffinato. Una persona azzimata è attillata come in un noto esempio dei promessi sposi, in

ghingheri o conciata. Chi cura la propria figura in modo eccessivo, troppo vistoso, risulterebbe

addobbato. Non si contano le attestazioni letterarie di giovani donne e damerini azzimati

come Gabriele D'Annunzio. Due testimonianze ottocentesche di sviluppo di questa pratica:

l’azzimatura alla toletta. L'arte d’azzimarsi è molto antica, l'oriente richiedeva che gli occhi

per essere belli fossero neri e grandi. Le donne arabe danno il color nero agli orli delle

palpebre. Le donne greche e romane avevano adottato l'uso dipingersi gli occhi con il belletto

d’antimonio. Anticamente la toeletta era il tovagliolo sul quale si apparecchiava tutto l'

occorrente per abbigliarsi, il tavolino con specchio e pettiniera. In Dante sono attestati

entrambi azzimare e accismare.

Becero: Dire di qualcuno che è becero e accusarlo di essere rozzo, ignorante, volgare. Come i

grotteschi soggetti ridicolizzati dal Passerotti nell’allegra compagnia: il discinto ubriacone che

urla o canto a squarciagola, il lussurioso vegliardo, la bestiale coppia di persone di colore sullo

sfondo. Apostrofare qualcuno con becero è dargli dell’ inurbato, come chi approdato in città

da luoghi rurali lasci palesare modi contadini da persona non civilizzata. L'origine di becero è

sconosciuta. Fra le ipotesi più probabili c'è il legame con beco, uno schietto fiorentinismo per

significare cafone, bifolco: la gente di città che guarda dall'alto in basso la gente di

campagna.

Biasimare: è un vecchio Gallicismo attestato fin dai primi secoli, la sua origine è una parola

del latino che significa propriamente bestemmiare. Biasimare che deplorare e riprovare

rendono bene vuol dire criticare, rimproverare, redarguire duramente qualcuno per un atto

scorretto o disonesto del quale non può andarne fiero, oppure un vizio che gli attribuiamo. La

Maria caravaggesca è il risultato di due diverse storie evangeliche di incontri fatti da Cristo:

quello con Maria di Betania e quello con la peccatrice conosciuta a casa di Simone. Marta nel

dipinto del Caravaggio più che biasimare Maria sembra volerla tuttalpiù ammonire. A

rappresentarle furono due prostitute senesi. Marta la rimprovera enumerando a Maria le

faccende di casa di cui si sta occupando lei. Maria vestita di tutto punto e illuminata dalla luce

divina non ha bisogno di giustificarsi o di spiegare. Il bianco fiorellino d'arancio che trattiene

gelosa è segno delle future nozze con Cristo. Il drappo che scende dal braccio sinistro di Maria

è di uno speranzoso verde di sostegno alla fede. Si oppone al rosso del drappo che avvolge il

braccio destro, allusivo di un passato che Maria è in procinto di buttarsi alle spalle. La vicenda

secondaria è tratta dal Vangelo di Luca. Gesù nella casa di Simone incontra un'anima

peccatrice che piange davanti a lui e asciuga i piedi bagnati dalle lacrime coi suoi capelli,

infine li cosparge di un unguento profumato. La donna è stata identificata con Maria

Maddalena o con Maria di Betania la quale nel Vangelo di Giovanni ospitata a casa del fratello

Lazzaro, Cristo. Mentre Marta serviva a tavola Maria preso una Libbra di unguento e ne unse i

piedi di Gesù e li asciugò con i capelli. Delle due sorelle di Betania, espressione allegorica

della vita attiva e della vita contemplativa narra anche il Vangelo di Luca. Gesù nuovamente

accolto dalle due donne nella loro casa dove Maria si accuccia ai suoi piedi per ascoltare la

sua parola e Marta impegnata nei lavori domestici si lamenta con lui della sorella.

Bizzarro: è un super cattivo della DC Comics, dalle frankesteiniane sembianze. L'anti eroe

che riprende le mise di Superman di cui colpito da un meteorite acquisisce i poteri contrari.

Parla in modo strano, dice una cosa ma intende l'opposto. Nell'uso corrente efficaci sinonimi di

bizzarro potrebbero essere strambo, strano, stravagante, balzano e bislacco. In origine

bizzarro voleva dire iracondo. Il termine esportato in francese, spagnolo, inglese è di

un’etimologia sconosciuta. Per alcuni deriva da bizza per altri va fatto risalire al latino vizio.

Blandire: vuol dire accarezzare o lambire. È intriso di letteratura anche un altro significato di

blandire: attenuare, temperare, blandire un affanno o un dolore. Un terzo significato di

blandire è confortare. Oggi se pensiamo a blandire ci viene da accostarlo a un quarto

significato: lusingare, ammansire. Blandire qualcuno, elogiarlo usando parole carezzevoli; si

può blandire una passione e ciò vuol dire assecondarla. Blandire si rivela così un moderato

invito a godere. L'origine è il latino tardo omonimo, alla base c'è l'aggettivo Blandus oscilla tra

lusinghiero a attraente.

Catarsi: è una parola di origine greca, voleva dire purificazione. Per Aristotele la catarsi era la

purificazione dalle proprie pass

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melis02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Arcangeli Massimo.
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